EMPATIA: RICORDANDO LAIKA (3 novembre 2020)

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Un saluto a tutti, Cari Lettori! Scusandomi fin da subito per il ritardo di pubblicazione rispetto al solito, mi accingo finalmente alla stesura di questo articolo. L’argomento

di oggi, come immagino avrete compreso se avete letto il mio post di ieri, è particolarmente importante. In caso contrario, per avere un quadro generale dei prossimi articoli, vi consiglio la lettura della pubblicazione precedente. Inizio quindi subito questa narrazione che ha il sapore drammatico, di un’azione che ai tempi in cui fu compiuta è stata ingiustamente svalutata per avvalorarne un’altra ugualmente importate, portando a compimento quello che per me è uno degli atti più barbari mai fatto dl genere umano. Questo non tanto per l’atto in sè, purtroppo tragedie simili ne succedono quotidianamente, ma per essere passato come un sacrificio necessario, nonostante fosse tranquillamente evitabile. Il rispetto della vita, di qualunque specie o regno sia, deve essere sempre promossa. Come ormai voi lettori sapete, Storyteller’s Eye Word da un valore forte al termine rispetto, inserendovi ogni aspetto della vita tra i più vari. Era il 3 novembre 1957 e Laika, una cagnolina metà Husky e metà Terrier decollava a bordo della capsula sovietica Sputnik 2. Poche ore dopo morì in seguito a lunghe ore di atroci sofferenze. Anni dopo, in un intervista che rilasciò nel 1998, lo scienziato russo Oleg Georgievich Gazenko, ricordò l’inutile sacrificio di Laika con le seguenti parole:

Laika, quel cane di strada dalla storia triste, morì tra le 5 e le 7 ore dopo il lancio dello Sputnik 2. Il sacrificio di Laika la rese una vera eroina nazionale, ricordata per sempre con eventi, statue e francobolli. Oleg Gazenko, il suo addestratore racconta: “Più passa il tempo, più ci dispiace di quello che è successo, non lo avremmo fatto. Non abbiamo imparato abbastanza da questa missione per giustificare la perdita dell’animale“. 

Lo scienziato venne a mancare anni dopo, nel 2007, ricordando il suo ruolo di addestratore e selezionatore di cani, di solito presi con crudeltà dalla strada per inserirli in controversi esperimenti spaziali. Sarebbe inutile a questo punto, raccontare fedelmente l’accaduto, piuttosto si tratta di un piccolo spazio in memoria di una morte ingiusta e sofferta, un inno alla nostra crudeltà e prevaricazione verso creature innocenti. Con queste parole concludo, conoscevate la tragica storia di Laika? Un forte abbraccio a tutti.

Sempre Vostra, Storyteller.

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POST INFORMATIVO: -2 GIORNI ALL’INIZIO DEGLI APPUNTAMENTI DI STORYTELLER’S EYE WORD. ( 6 giugno 2020)

Buon pomeriggio, Lettori. Il conto alla rovescia sta per volgere al termine e a partire dall’8 giugno i nuovi articoli verranno pubblicati online. Intanto, mentre state leggendo queste mie parole, io ho già iniziato a dedicarmi agli appuntamenti del prossimo mese e posso assicurarvi che non saranno di minore qualità rispetto a quelli del mese di giugno. Ho deciso infatti di trattare tutti gli argomenti più importanti che accadranno nel corso del mese, aggiungendo alcuni argomenti di storia, un paio di significative biografie e alcune curiosità interessanti. Vi ricordo fin da ora, anche se ovviamente riprenderò successivamente l’argomento, che per quanto riguarda gli appuntamenti del mese di agosto, le pubblicazioni ci saranno solo la prima settimana, dopodiché gli articoli ricominceranno a uscire a partire dalla prima settimana di settembre. Fatte queste mie brevi e dovute affermazioni informative in merito alle novità del blog, voglio accennare ad un fatto gravissimo, accaduto ieri e che ovviamente riprenderò in un articolo che sarà pubblicato a luglio. Ieri sera, anche se le intenzioni erano quelle di scrivere qualcosa, ho dovuto rinunciare a causa di forte stato di stanchezza che mi ha fatto crollare nel sonno come i bambini alle 22:30.

Ad ogni modo voglio parlare brevemente di quanto accaduto ieri in India. Probabilmente molti di voi ne sono a conoscenza perchè i social sono stati letteralmente sommersi da immagini e disegni che ricordavano quella che definirei una vera tragedia. Due uomini, probabilmente giovani e incurante della terribile conseguenza, offrono ad una giovane elefantessa in stato di gravidanza un ananas carico di esplosivi, comunemente conosciuti come petardi. L’esplosione di quest’ultimi avviene nella sua bocca e nel suo stomaco, causando in breve tempo la sua morte e quella del cucciolo che portava dentro di sè. Un fatto veramente orribile, che non vede scusanti, considerando che si trattava della Giornata Mondiale per la Difesa dell’Ambiente. Non mi dilungo oltre, dal momento che ho intenzione di approfondire l’argomento, ma quanto descritto mi fa dedurre che questa pandemia non ha portato prese di coscienza nella mente di molte persone. Prima di concludere, come sono solita fare, vi ricordo di iscrivervi alla pagina Facebook del blog (Storyteller’s Eye) e al gruppo (Gruppo di Storyteller’s Eye) per promuovere e condividere liberamente i vostri contenuti creativi. Per domande, dubbi, proposte di collaborazione o semplici pensieri, trovate la mia mail nella pagina del blog dedicata ai contatti. Ora vi saluto, un forte abbraccio a tutti. Buon week end!

Sempre Vostra, Storyteller.