EMPATIA: CONVERSAZIONE SU “IL LAGO DEI CIGNI”. (3 marzo 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Come si evince nel titolo si tratta di una conversazione e non di un vero e proprio approfondimento. Come sapete ci sono argomenti di cui sono piú ferrata e di cui possiedo maggiori competenze, altri, come nel caso di teatro o cinema in cui mio malgrado ho profonde lacune. Ma questo é Storyteller’s Eye Word, una realtà in cui il sapere può e deve essere condiviso. Per questo motivo, visto che la family del blog presenta molte persone competenti nel settore mi piacerebbe leggere i vostri commenti, esprimendo le vostre conoscenze in merito, affinché questo sia davvero uno spazio per migliorarsi e accrescere le proprie competenze. Detto ciò introduco quindi l’argomento. Il Lago dei Cigni é un opera teatrale, o meglio un balletto, a mio modesto parere davvero straordinaria e ha alle spalle oltre 140 anni di storia. La prima volta fu messa in scena al Teatro Bolshoi di Mosca, nel marzo del 1877 e da allora venne riconosciuta da tutti come il simbolo della grandiosità e dell’eleganza della tradizione coreutica russa. Nacque dal genio di Pyotr Tchaikovsky tra il 1875 e il 1876, in base a quanto narrato da un’antica fiaba tedesca. Si narrala struggente storia d’amore tra il Principe Sigfried e Odette, regina di un gruppo di fanciulle trasformate in cigni dal perfido mago Rothbar. La prima rappresentazione venne curata dal coreografo Julius Wenzel Reisinge. Egli operò diversi tagli alla partitura originale e ciò diede grande libertà interpretativa ai ballerini. Tuttavia la scelta portò numerosi insuccessi e il successivo ritiro dalle scene. In seguito il libretto de Il Lago dei Cigni fu preso dal coreografo francese Marius Petipa che insieme all’assistente Lev Ivanov decise di realizzarne una versione più moderna e aggiornata. Quest’ultima venne quindi rappresentata al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo e riscosse molto successo, diventando un’opera famosa e conosciuta in tutto il mondo. Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stellina e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basterà attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio a tutti!

Greetings to all, Dear Readers! As can be seen in the title it is a conversation and not a real deepening. As you know, there are topics of which I am more ferrata and of which I have more competence, others, as in the case of theater or cinema in which I nevertheless have deep gaps. But this is Storyteller’s Eye Word, a reality where knowledge can and should be shared. For this reason, since the blog family presents many competent people in the sector I would like to read your comments, expressing your knowledge about it, so that this is really a space to improve and increase your skills. Having said that, I therefore introduce the subject. Swan Lake is a play, or rather a ballet, in my humble opinion really extraordinary and has over 140 years of history behind it. It was first staged at the Bolshoi Theatre in Moscow in March 1877 and has since been recognized by everyone as a symbol of the grandeur and elegance of the Russian Choreutical tradition. He was born to the genius of Pyotr Tchaikovsky between 1875 and 1876, according to an ancient German fairy tale. It tells the poignant love story between Prince Sigfried and Odette, queen of a group of maidens turned into swans by the treacherous wizard Rothbar. The first performance was curated by choreographer Julius Wenzel Reisinge. He made several cuts to the original score, which gave the dancers great freedom of interpretation. However, the choice led to numerous failures and the subsequent withdrawal from the scene. Later the libretto of The Swan Lake was taken by the choreographer French Marius Petipa who together with assistant Lev Ivanov decided to make a more modern and updated version. The latter was then performed at the Mariinsky Theatre in St. Petersburg and was very successful, becoming a famous and world-famous opera. With these words I conclude, I remind you to leave a starlet and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article or in the blue banners at home and confirm. It is possible to vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between votes. A hug to everyone!

Sempre Vostra, Storyteller.

Always Yours, Storyteller.

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EMPATIA: IL BARBIERE DI SIVIGLIA. (9 febbraio 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Questo articolo sarà umile e breve, vista l’entità dell’argomento, ma preferisco così, considerata la mia ignoranza rispetto al vasto mondo del teatro. Ne parlo piuttosto su questo blog come semplice ammiratrice esterna e poco avvezza alle sue particolarità, e poi, parliamoci chiaro, questa é soltanto una conversazione conviviale, non di certo un corso accademico! Il Barbiere di Siviglia é per un’opera straordinaria, creata dal grande Gioacchino Rossini nel 1816, il quale a sua volta prese liberamente spunto dalla commedia  “Le Barbier de Séville”, pubblicata nel 1775 da Beaumarchais. Il titolo originale dell’opera è  “Almaviva, o sia l’inutile precauzione”, ciò per distinguerla dall’opera omonima realizzata nel 1782 dal  compositore pugliese Giovanni Paisiello.
Le vicende narrano l’amore contrastato del conte d’Almaviva per la giovane orfana Rosina e i suoi stratagemmi per incontrarla, aiutato dallo scaltro barbiere Figaro. Per lungo tempo la versione del Paisiello rimase quella con maggiore favore del pubblico. L’opera fu messa  in scena per la prima volta al Teatro Argentina di Roma, il 20 febbraio del 1816, ma purtroppo non riscosse il successo sperato e proprio in questa occasione il pubblico reagì con una pioggia di fischi e di tumulti, ciò per la grande ammirazione per la versione del Paisiello. In seguito, nelle successive rappresentazioni, acquisì maggiori consensi e popolarità, diventando il tutt’ora a noi noto “Barbiere di Siviglia”. Ricordare un pezzo della storia culturale moderna così celebre é per me importante, anche solo con le intenzioni, affinchè capolavori di tale bellezza non siano mai dimenticati. Scrivetemi nei commenti le vostre esperienze, se avete visto l’opera in una rappresentazione teatrale o se semplicemente apprezzate questa branca della cultura.  Vi ricordo inoltre di lasciare una stellina e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basterà attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio a tutti!

Greetings to all, Dear Readers! This article will be humble and short, given the scale of the subject, but I prefer it that way, given my ignorance of the vast world of theatre. I talk about it rather on this blog as a simple external admirer and little accustomed to its peculiarities, and then, let’s be clear, this is just a convivial conversation, certainly not an academic course! Il Barbiere di Siviglia is for an extraordinary work, created by the great Gioacchino Rossini in 1816, which in turn took its cue freely from the comedy “Le Barbier de Séville”, published in 1775 by Beaumarchais. The original title of the opera is “Almaviva, o sia l’inutile precauzione”, this to distinguish it from the work of the same name made in 1782 by the Apulian composer Giovanni Paisiello.
The events tell of the contrasted love of the Count of Almaviva for the young orphan Rosina and her tricks to meet her, helped by the shrewd barber Figaro. For a long time paisiello’s version remained the one with the most public favor. The opera was staged for the first time at the Teatro Argentina in Rome, on February 20, 1816, but unfortunately it was not as successful as hoped and on this occasion the audience reacted with a shower of whistles and riots, for the great admiration for paisiello’s version. Later, in later performances, he gained greater acclaim and popularity, becoming the still known “Barber of Seville”. Remembering such an famous piece of modern cultural history is important to me, even with intentions, so that masterpieces of such beauty are never forgotten. Write to me in the comments about your experiences, if you have seen the work in a theatrical performance or if you simply appreciate this branch of culture. I also remind you to leave a starlet and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article in the blue banners on home and confirm. It is possible to vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between votes. A hug to everyone!

Sempre Vostra, Storyteller.

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