VIAGGI: ORIGINE DEL CONCETTO DI RITUALE. (28 ottobre 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Oggi voglio parlarvi di rituali, che in qualsiasi circostanza hanno sempre caratteristiche particolari, che in qualche modo racchiudono in sè un senso di magia e di misticismo. Per capire cosa sia un rituale mi viene sempre in mente l’esempio delle formule magiche. Si vede spesso nei film di magia maghi e stregoni che pronunciando una sequenza fissa di parole e di gesti, secondo un certo ordine, ottenendo uno specifico risultato. Per il rituale abbiamo una situazione molto simile, si definisce tale infatti la serie delle sequenze di comportamento fisse, messe in atto seguendo una precisa processualità. Si può trovare in maniera indistinta sia tra gli umani e i suoi gruppi, sia tra gli animali. Il loro scopo è sempre quello di costruire una realtà alternativa che scaturisca benessere oppure in alcuni casi la patologia, come accade nel Disturbo Ossessivo-Compulsivo. Nella storia dei rituali gli studiosi hanno sempre riconosciuto una certa capacità di adattamento e questo ha permesso a intere comunità di integrare i cambiamenti e modificare i significati. Tra gli scopi principali del rituale vi è quello di compattare le relazioni fra i membri di un gruppo, e la famiglia non fa differenza. Una semplice abitudine, come ad esempio il momento del pasto, diventa un rituale nel momento in cui, ripetuta nel tempo, viene assicurato il ruolo attivo dei diversi membri che la compongono. Stessa cosa accade in vista del Natale, durante il quale infatti i parenti, seppur lontani durante tutto il resto dell’anno, si ritrovano, ri-dichiarano il legame che li unisce, ricostruiscono la relazione, indebolita talvolta dalla lontananza. Questi rituali parte del nucleo famigliare hanno quindi motivo di essere, di donare stabilità e unione tra i membri, fornire un senso di organizzazione, evitare caos, stress e stati di crisi. Il senso di benessere scaturito da questi rituali si irradia principalmente sui membri più piccoli della famiglia:  gli adolescenti che condividono momenti, più o meno ritualizzati, in cui svolgere attività insieme al resto dei membri della famiglia hanno un rischio significativamente minore di sviluppare una psicopatologia, come se il rituale svolgesse il ruolo di ‘contenitore’ esterno in grado di supportare lo sviluppo di una personalità stabile. Abbiamo poi, sempre positivi, i rituali personali. Si tratta sostanzialmente delle particolari espressioni che ognuno di noi ha per comunicare al meglio con la società. in poche parole si da e si toglie significato alle varie azioni che servono per la comunicazione, concentrandoci con questi rituali su tutte quelle variabili che viviamo in maniera più ostica, creando noi stessi significato. Alcune persone, prima di compiere azioni il cui successo è davvero significativo per la loro vita, compiono dei rituali che si concretizzano in gesti ripetuti, preghiere, riti propiziatori. Si tratta di piccoli rituali che ci permettono di mantenere un senso di coerenza al di là del mutare delle giornate, costruiscono il nostro essere noi nel mondo.  Infine voglio parlarvi di quei rituali che non portano vantaggi per la salute e il benessere psicofisico, ma lo peggiorano, causando ciò che viene definito “disturbo ossessivo-compulsivo”. A volte la ripetizione di un azione o di un gesto può diventare compulsiva e invalidante, finalizzato a controllare o a rassicurarsi contro le ossessioni, ovvero dubbi, pensieri, immagini o sensazioni indesiderate e spiacevoli. E’ un bene che diventa male, ciò che era semplice rassicurazione, ora è una vera ossessione, qualcosa di cui non puoi fare a meno, quasi al pari di una dipendenza da alcol o stupefacenti. La vittima diventa totalmente succube della sua stessa  creazione. Quindi in conclusione l’uomo e l’animale convivono da sempre con una serie di rituali, che restano comunque fondamentali, nonostante la condizione in iperbole, per il benessere. Esso svolge importanti funzioni, tra cui il passaggio da un’età all’altra della vita, simboleggiare il legame di appartenenza ad una comunità, costruire legami e significati comuni, metabolizzare eventi stressanti o traumatici, ed altri ancora, pure nella sua accezione patologica. Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stella e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home page e confermare. È possibile votare un numero illimitato di volte, basta attendere 60 minuti tra una votazione e l’altra. Un abbraccio a tutti!

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Greetings to all, Dear Readers! Today I want to talk to you about rituals, which in any circumstance always have particular characteristics, which somehow embody a sense of magic and mysticism. To understand what a ritual is, the example of magic formulas always comes to mind. It is often seen in magic movies that wizards and sorcerers uttering a fixed sequence of words and gestures, according to a certain order, obtaining a specific result. For the ritual we have a very similar situation, this is in fact defined as the series of fixed sequences of behavior, implemented following a precise process. It can be found indistinctly both among humans and its groups, and among animals. Their purpose is always to build an alternative reality that results in well-being or in some cases the pathology, as happens in Obsessive-Compulsive Disorder. In the history of rituals, scholars have always recognized a certain capacity for adaptation and this has allowed entire communities to integrate changes and modify meanings. Among the main purposes of the ritual is to compact the relationships between the members of a group, and the family makes no difference. A simple habit, such as the moment of a meal, becomes a ritual when, repeated over time, the active role of the various members that compose it is ensured. The same thing happens in view of Christmas, during which in fact the relatives, albeit distant throughout the rest of the year, meet again, re-declare the bond that unites them, rebuild the relationship, sometimes weakened by distance. These rituals are part of the family nucleus and therefore have a reason to be, to give stability and unity among the members, to provide a sense of organization, to avoid chaos, stress and states of crisis. The sense of well-being resulting from these rituals radiates mainly on the smaller members of the family: adolescents who share more or less ritualized moments in which to carry out activities with the rest of the family members have a significantly lower risk of developing a psychopathology, as if the ritual played the role of an external ‘container’ capable of supporting the development of a stable personality. Then, always positive, we have personal rituals. These are basically the particular expressions that each of us has to communicate better with society. in a nutshell, meaning is given and taken away from the various actions that are used for communication, concentrating with these rituals on all those variables that we experience in the most difficult way, creating meaning ourselves. Some people, before carrying out actions whose success is really significant for their life, perform rituals that take the form of repeated gestures, prayers, propitiatory rites. These are small rituals that allow us to maintain a sense of coherence beyond the changing of the days, they build our being ourselves in the world. Finally I want to talk to you about those rituals that do not bring benefits to health and psychophysical well-being, but worsen it, causing what is called “obsessive-compulsive disorder”. Sometimes the repetition of an action or gesture can become compulsive and disabling, aimed at controlling or reassuring oneself against obsessions, that is, unwanted and unpleasant doubts, thoughts, images or sensations. It is good thatit becomes bad, what used to be simple reassurance is now a real obsession, something you can’t do without, almost like an addiction to alcohol or drugs. The victim becomes totally dominated by the same creation as her. So in conclusion, man and animal have always coexisted with a series of rituals, which in any case remain fundamental, despite the hyperbole condition, for well-being. It performs important functions, including the transition from one age of life to another, symbolizing the bond of belonging to a community, building bonds and common meanings, metabolizing stressful or traumatic events, and others, even in its pathological meaning. With these words I conclude, I remind you to leave a star and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article or in the blue banners on the home page and confirm. You can vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between one vote and the next. Hugs to all!

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VIAGGI: STORIA DELLA PARAPSICOLOGIA. (27 ottobre 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Non sono quel genere di persona che si limita agli auguri in vista di una festività. Cerco sempre di andare oltre, di non apparire superficiale e scontata. Se analizzassi luci e ombre del mio profilo caratteriale si noterebbe subito il basso attaccamento al pratico e al reale. La mia mente è sempre stata vittima, in senso positivo, di un forte dinamismo, non mi fermo mai all’affermazione fine a se stessa, contemplo e scovo gli angoli più remoti di un aspetto fino a scoprire talvolta sfaccettature completamente nuove. Per questo amo tutto ciò che possa essere definito paranormale, non esclusivamente riferito al repertorio delle figure oltre dimensionali, ma anche nell’ottica di nuovi metodi e scoperte parte della vita quotidiana. Tra gli altri temi di cui volevo approfondire in queste righe troviamo questa branca davvero particolare della psicologia, la parapsicologia appunto. Si tratta di tutti quei fatti avvenuti nel corso del tempo di natura paranormale, quindi apparentemente inspiegabili, ma che contrariamente ad altri destano i presupposti di un’analisi critica e di ricerca. Si è infatti solo recentemente deciso di dare questo nome a tali azioni, ma più semplicemente si tratta di persone, intellettuali e studiosi, che volevano dare risposte certe e concrete a qualcosa fino ad allora del tutto inspiegabile. Ma cosa può davvero essere definito paranormale? Questo termine designa l’insieme dei fenomeni che non giudichiamo normali, ovvero fuori dalla norma, tanto per ignoranza e pregiudizio quanto per carenza di informazioni, e che non possono essere spiegati dalle sole leggi fisiche e chimiche conosciute.E’ invece considerato normale tutto ciò che viene considerato ammissibile dalla quasi totalità degli appartenenti a una società o a un gruppo determinato. Quindi un’azione o un fatto non verrà contestato rispetto al suo stato di normalità finchè la pluralità di un gruppo di ricerca affermerà lo stesso concetto in merito. Parlando di storia possiamo vedere come tale fenomeno sia presente dai tempi dei primi clan di uomini. Infatti questi avevano un capo, riconosciuto da tutti come il membro più forte, il più valoroso. Al suo fianco vi era sempre un saggio, un anziano ricco di esperienza, che prese in breve tempo il nome di sacerdote. Le loro conoscenze venivano trasmesse oralmente e ciascuno di essi portava il proprio contributo alla costruzione del sapere scientifico. Così nacque lo studio dei fenomeni naturali e vennero definite le prime teorie sulla morte, sulla nascita, sulle malattie, sulla vita dopo la morte e sulle reincarnazioni. Fu allora che una parte degli insegnamenti trasmessi oralmente, quella che poteva sembrare la più difficile da spiegare e la più misteriosa perché trattava le cose occulte, cioè le cose che sono nascoste ai nostri sguardi, divenne insegnamento esoterico, allo scopo di evitare che i segreti iniziatici si divulgassero troppo. Nacque quindi ciò che venne definito il segreto iniziatico, che aveva lo scopo di impedire alle persone indegne di sfruttare a proprio vantaggio i poteri insospettati forniti da certe conoscenze. Naturalmente il segreto iniziatico serviva anche al potere. Questo aspetto si ritrova nell’espressione, conscia o inconscia, di volontà di potenza manifestatasi nell’antico Egitto, dove i sacerdoti, definitisi eredi degli Dei, imposero segretamente le loro leggi ai Faraoni. Alcune tradizioni esoteriche, in particolare l’ermetismo, insegnano che Pitagora (VI secolo a. C.) andò cercando l’iniziazione in Egitto e successivamente presso i Medi in Persia, dove fu in esilio prima di tornare a Samo, sua città natale. Nel II secolo a. C. apparve per la prima volta la Cabala Ebraica, un’opera dal contenuto esoterico e occulto comprensibile solo agli iniziati in possesso delle necessarie chiavi di interpretazione. Durante il periodo classico fecero la loro comparsa in modo prepotente narrazioni profetiche, atti di magia, di stregoneria e di divinazione. si iniziò a parlare di oracoli, in particolare il più famoso era quello di Delfi, di cui al centro vi era una donna di grandi capacità mistiche, chiamata Pizia. Aristotele, famoso filosofo classico, decise dunque di focalizzare la sua attenzione allo studio dei sogni profetici, per capire se questi erano davvero mandati dagli Dei. Provò dunque a dargli una spiegazione scientifica servendosi dei fenomeni ondulatori. Con l’arrivo del Medioevo, anche grazie alla forte ascesa della religione cristiana, si inizia a collegare i fenomeni paranormali con la figura di Satana, il demonio tentatore di anime pure , il che portò alle persecuzioni religiose che tutti noi conosciamo. La Chiesa faceva eccezione solo per le apparizioni cosiddette divine, cioè quelle che si producevano nel corso delle esperienze mistiche o estatiche di alcuni religiosi. Ricordiamo incidentalmente che nel Nuovo Testamento vengono narrati i miracoli di Gesù Cristo. Tuttavia, persone che manifestavano poteri paranormali furono crudelmente perseguitate. Ovunque si istruirono processi alle streghe e ovunque, nell’Europa cristiana, si innalzarono roghi. Fu proprio per trovare salvezza da queste persecuzioni che iniziarono a formarsi molti gruppi esoterici, tra cui alcuni addetti all’alchimia, ciò determinò il principio dell’occultismo europeo. Secondo coloro che praticano l’occultismo oltre al mondo visibile ci sarebbe anche un mondo invisibile. Quelle che oggi chiamiamo scienze occulte si fondano su una lunga tradizione le cui origini si trovano soprattutto nella Tavola di smeraldo di Trismegisto. Molti maestri dell’occultismo ritengono che questo non si limiti solamente alla magia o alla stfegoneria, ne all’alchimia o all’astrologia, ma comprenda anche un aspetto spirituale e mistico: la relazione tra essere umano e universo sul piano dell’anima e dello spirito. In seguito a partire dal ‘700 iniziò a svilupparsi la scienza sperimentale e il razionalismo. La grande svolta verso il moderno concetto di parapsicologia prese origine da uno svedese, Emanuel Swedenborg, nato a Stoccolma nel 1688. Sembrava infatti che egli possedesse innate doti di chiaroveggenza, cosa che venne determinata in seguito a vari episodi di sogni premonitori, tra cui quello che descrisse precisamente il grande incendio di Stoccolma. Da li iniziò a dilagare il fenomeno delle sette, tra cui quella che lui stesso fondò, nota con il nome “Chiese della Nuova Gemsalemme”. A questa ne seguirono altre, tra cui la famosa massoneria, opera di Martinez Pasqualis, progetto di sfogo mistico e filosofico. Grazie al medico tedesco Friedrich Anton Mesmer(1734-1815) si ottenne uno sviluppo importante nel campo del magnetismo. Dopo aver compiuto gli studi di medicina all’Università di Vienna, scoprì un fenomeno che definì con l’espressione “magnetismo animale”. Mesmer dimostrò, con intenti terapeutici, che un fluido magnetico simile a quello posseduto dalle calamite naturali poteva trasmettersi tra differenti persone e provocare modificazioni profonde nel loro stato fisiologico. Mediante una serie di influenze magnetiche, portava i suoi pazienti a un particolare stato la cui natura verrà chiarita solo più tardi e al quale verrà dato il nome di ipnosi. Proprio grazie a queste nuove sette formatesi negli ultimi decenni, poco raccomandabili e credibili per la Medicina, iniziarono a formarsi numerosi circoli di studiosi e sperimentatori, con il nobile scopo di fare chiarezza fra il vero paranormale e ciò che poteva essere spiegata dall’intelletto umano. Il chimico industriale austriaco C. von Reichenbach in Germania e il colonnello A. de Rochas in Francia diedero inizio a lavori sull’esteriorizzazione della sensibilità, mentre un medico inglese, James Braid, scopriva per suo conto che era sufficiente fissare l’attenzione del soggetto da magnetizzare perché si addormentasse. Lo spiritismo stava lentamente prendendo forma, soprattutto in Francia e Inghilterra. Il chimico William Crookes inziò a compiere esperimenti scientifici sui medium e ciò determinò la nascita di una nuova collaborazione  nel 1882. Furono infatti Myers, Gurney e il fisico Barrett che fondarono a Londra la Società per la Ricerca Psichica (“Society of Psychical Research”), che ha per scopo «l’esame della natura e dell’estensione dell’influenza che uno spirito può esercitare su un altro, escludendo qualsiasi modalità di percezione attualmente riconosciuta», quindi alla fondazione nel 1884 della Società Americana per la Ricerca Psichica (“American Society for Psychical Research“) ad opera del celebre psicologo americano William James. Tutto ciò che segue è storia pura della parapsicologia, di cui tratterò gli aspetti più tecnici in un’altra sede, anche perchè non ho intenzione di dilungarmi oltre e annoiarvi! Per concludere vi consiglio una nuova lettura di approfondimento, sempre scritta da Jung, come quella dell’articolo precedente dal titolo “Psicologia e alchimia”. Se gradite maggiori informazioni su questo libro scrivetemi pure nei commenti. Se lo acquisterete tramite questo link lascerete una percentuale del suo costo al blog, senza alcuna spesa aggiuntiva a carico vostro. Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stella e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home page e confermare. È possibile votare un numero illimitato di volte, basta attendere 60 minuti tra una votazione e l’altra. Un abbraccio a tutti!

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Greetings to all, Dear Readers! I’m not the kind of person who just wishes for a holiday. I always try to go further, not to appear superficial and obvious. If you analyzed the lights and shadows of my character profile you would immediately notice the low attachment to the pathetic and to the real. My mind has always been the victim, in a positive sense, of a strong dynamism, I never stop at the affirmation as an end in itself, I contemplate and find the most remote corners of an aspect until I sometimes discover completely new facets. This is why I love everything that can be defined as paranormal, not exclusively referring to the repertoire of over-dimensional figures, but also from the point of view of new methods and discoveries part of everyday life. Among the other themes I wanted to deepen in these lines we find this very particular branch of psychology, parapsychology in fact. These are all those events that have occurred over time of a paranormal nature, therefore apparently inexplicable, but which, unlike others, give rise to the presuppositions of a critical analysis and research. In fact, it has only recently been decided to give this name to these actions, but more simply they are people, intellectuals and scholars, who wanted to give certain and concrete answers to something hitherto completely inexplicable. But what can really be called paranormal? This term designates the set of phenomena that we do not consider normal, that is, out of the norm, both due to ignorance and prejudice as well as lack of information, and which cannot be explained by known physical and chemical laws alone. which is considered admissible by almost all the people belonging to a specific company or group. Therefore an action or fact will not be contested with respect to its state of normality as long as the plurality of a research group affirms the same concept on the matter. Speaking of history we can see how this phenomenon has been present since the times of the first clans of men. In fact these had a leader, recognized by all as the strongest member, the most valiant. At his side there was always a sage, an experienced elder, who quickly took the name of priest. Their knowledge was transmitted orally and each of them brought their own contribution to the construction of scientific knowledge. Thus was born the study of natural phenomena and the first theories on death, birth, disease, life after death and reincarnations were defined. It was then that a part of the teachings transmitted orally, what might have seemed the most difficult to explain and the most mysterious because it dealt with occult things, that is, things that are hidden from our eyes, became esoteric teaching, in order to avoid secrets initiatory spread too much. Thus was born what was called the initiatory secret, which had the purpose of preventing unworthy people from exploiting to their advantage the unsuspected powers provided by certain knowledge. Of course, the initiatory secret also served the power. This aspect is found in the expression, conscious or unconscious, of the will to power manifested in ancient Egypt, where the priests, defined as heirs of the Gods, secretly imposed their laws on the Pharaohs. Some esoteric traditions, in particular Hermeticism, teach that Pythagoras(6th century BC) he sought initiation in Egypt and subsequently with the Medes in Persia, where he was in exile before returning to his hometown of Samos. In the second century a. C. The Jewish Kabbalah appeared for the first time, a work with an esoteric and occult content that can only be understood by initiates in possession of the necessary keys for interpretation. During the classical period prophetic narratives, acts of magic, sorcery and divination made their appearance in a powerful way. we began to speak of oracles, in particular the most famous was that of Delphi, of which at the center there was a woman of great mystical ability, called Pythia. Aristotle, a famous classical philosopher, therefore decided to focus his attention on the study of prophetic dreams, to understand if these were really sent by the Gods. He therefore tried to give it a scientific explanation using wave phenomena. With the arrival of the Middle Ages, also thanks to the strong rise of the Christian religion, we begin to connect paranormal phenomena with the figure of Satan, the devil tempter of pure souls, which led to the religious persecutions that we all know. The Church made an exception only for the so-called divine apparitions, that is, those that occurred in the course of the mystical or ecstatic experiences of some religious. We recall incidentally that the miracles of Jesus Christ are narrated in the New Testament. However, people displaying paranormal powers were cruelly persecuted. Witch trials were organized everywhere and fires were erected everywhere in Christian Europe. It was precisely to find salvation from these persecutions that many esoteric groups began to form, including some alchemy, this determined the principle of European occultism. According to those who practice occultism in addition to the visible world there is also an invisible world. What we now call occult sciences are based on a long tradition whose origins are found above all in the Emerald Tablet of Trismegistus. Many masters of occultism believe that this is not limited only to magic or stfegonry, nor to alchemy or astrology, but also includes a spiritual and mystical aspect: the relationship between human being and the universe on the level of the soul and the spirit. Later, starting from the 18th century, experimental science and rationalism began to develop. The great turning point towards the modern concept of parapsychology originated from a Swede, Emanuel Swedenborg, born in Stockholm in 1688. In fact, it seemed that he possessed innate gifts of clairvoyance, which was determined following various episodes of premonitory dreams, including that which precisely described the great fire in Stockholm. From there the phenomenon of sects began to spread, including the one he himself founded, known as the “Churches of the New Gemsalemme”. This was followed by others, including the famous Freemasonry, the work of Martinez Pasqualis, a project of mystical and philosophical outlet. Thanks to the German physician Friedrich Anton Mesmer (1734-1815) an important development was achieved in the field of magnetism. After completing his medical studies at the University of Vienna, he discovered a phenomenon that he defined with the expression “animal magnetism”. Mesmer demonstrated, with therapeutic intent, that a magnetic fluid similar to that possessed by natural magnets could be transmitted between different people and causeand profound changes in their physiological state. By means of a series of magnetic influences, he brought his patients to a particular state the nature of which will be clarified only later and which will be given the name of hypnosis. Thanks to these new sects formed in recent decades, not very recommendable and credible for medicine, numerous circles of scholars and experimenters began to form, with the noble purpose of clarifying the true paranormal and what could be explained by the human intellect. . The Austrian industrial chemist C. von Reichenbach in Germany and Colonel A. de Rochas in France began work on the externalization of sensitivity, while an English doctor, James Braid, discovered for himself that it was enough to fix the subject’s attention. to be magnetized to fall asleep. Spiritism was slowly taking shape, especially in France and England. The chemist William Crookes began to carry out scientific experiments on mediums and this led to the birth of a new collaboration in 1882. It was in fact Myers, Gurney and the physicist Barrett who founded the Society of Psychical Research in London. , which has as its purpose “the examination of the nature and extent of the influence that one spirit can exert on another, excluding any currently recognized mode of perception”, hence the foundation in 1884 of the American Society for Psychical Research (” American Society for Psychical Research “) by the famous American psychologist William James. All that follows is pure history of parapsychology, of which I will deal with the more technical aspects in another place, also because I am not going to dwell further and bore you! To conclude, I recommend a new in-depth reading, also written by Jung, like that of the previous article entitled “Psychology and alchemy”. If you like more information on this book, feel free to write me in the comments. If you buy it through this link you will leave a percentage of its cost to the blog, without any additional expense to be borne by you. With these words I conclude, I remind you to leave a star and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article or in the blue banners on the home page and confirm. You can vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between one vote and the next. Hugs to all!

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VIAGGI: SPECIALE SENSIBILIZZAZIONE A FAVORE DEI TUMORI FEMMINILI. Seconda parte. (19 ottobre 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Oggi pubblico e scrivo il secondo appuntamento dell’evento volto alla sensibilizzazione di tutti riguardo i tumori femminili, una vera e propria piaga che ostacola la vita di milioni di donna senza tregua. Eppure se io oggi sono qui a scrivere questo articolo è perchè qualcuno, moltissimi anni fa ormai, ha compreso l’entità di questa patologie ha deciso, nonostante si trattasse di una lotta impari a vantaggio dell’avversario, di fare il possibile per porgli fine. Se oggi il tumore al seno spaventa meno di dieci o vent’anni fa è proprio per uno dei nostri più preziosi alleati che anno dopo anno compie scoperte fondamentali verso una soluzione che possa annientare del tutto questo nemico invisibile. Una storia importante. che vede il principio dell’interesse scientifico alla fine dell’800 e che ha portato con il tempo alla chemioterapia e alle operazioni di mastectomia intorno agli anni ’70, ma anche all’uso del tamoxifenee altro che spero di spiegare al meglio nelle prossime righe.Tutto ha inizio nel 1882. Si comprendere che per estirpare la proliferazione del tumore e di conseguenza la morte di un paziente è necessaria l’asportazione del corpo anomalo. Fu proprio allora che vennero messe in atto le prime rudimentali operazioni chirurgiche, grazie anche alla recente scoperta dell’anestesia totale. Inoltre è proprio agli inizi del ventesimo secondo che compaiono i primi esperimenti di radioterapia, in seguito alla scoperta della radioattività ad opera di Marie Curie. Passarono 50 anni di storia prima che la medicina arrivasse ad un nuovo traguardo importante. Prima infatti si curava solo con l’asportazione chirurgica e con la radioterapia, ma nel 1947 al Children’s Hospital di Boston viene documentata la prima parziale remissione di una leucemia acuta in un bimbo di 4 anni grazie all’utilizzo di aminopterina, una sostanza in grado di contrastare i livelli di acido folico e quindi di inibire la crescita delle cellule tumorali. Grazie a questa importanti scoperta i bambini malati di leucemia hanno forti speranze di sopravvivenze, contrariamente a prima le quali aspettative di vita erano inferiori a tre mesi. Durante il periodo del primo dopoguerra si inizia finalmente a palare di chemioterapia. l primo farmaco ad essere approvato è la “mostarda azotata”, una molecola che veniva usata a scopi bellici. In base alle conoscenze che disponevano all’epoca provarono alcuni esperimenti e visti gli effetti immediati usarono il farmaco anche nel trattamento del Linfoma di Hodgkin. I maggiori successi nella cura della leucemia arrivarono alla fine degli anni ’50. Si dimostrò infatti  che la combinazione di due farmaci chemioterapici portava alla remissione di alcune forme di leucemia acuta sia nei bambini sia negli adulti. Un risultato fondamentale poiché si dimostra che il tumore può essere attaccato su più fronti senza necessariamente ricorrere ad alte dosi di chemioterapico. Durante gli anni ’70 la medicina concentra i suoi studi alla scoperta di una risposta per quanto concerne il tumore al seno e fu allora che riuscirono a rivoluzionarne il trattamento.Nel 1971 viene dimostrato che nei casi di malattia ai primi stadi si può evitare la mastectomia radicale in favore di un approccio conservativo capace di ridurre il dolore, migliorare il recupero post-operatorio e cambiare radicalmente l’impatto psicologico della mastectomia. Il merito è principalmente del dottor Umberto Veronesi e della sua fondazione. Nel 1975, grazie ancora al contributo italiano del professor Gianni Bonadonna, viene rivoluzionato il concetto di terapia adiuvante nel tumore del seno. Dagli studi condotti infatti verrà dimostrato che le donne con tumore al seno, se trattate con chemioterapia dopo l’operazione, hanno minori possibilità di andare incontro a recidiva. Sul finire degli anni ’70 il concetto di quadrantectomia, ovvero l’utilizzo di una chirurgia conservativa per alcune forme di tumore al seno, viene definitivamente smentita grazie ad uno storico lavoro compiuto da Umberto Veronesi e pubblicato dal New England Journal of Medicine. Si comprese dunque l’importanza di evitare le recidive tumorali e questo fu uno degli aspetti per cui la medicina si dedicò maggiormente durante gli anni ’80. Nel 1986 viene approvato l’utilizzo di tamoxifene come aiuto per evitare il rischio di recidive. Si scopre inoltre che i tumori al seno possono essere divisi in due tipologie, ovvero ormonosensibili e quelli no. I primi hanno infatti la caratteristica di avere sulla loro superficie cellulare dei recettori che possono essere utilizzati per colpire il tumore e il tamoxifene agisce proprio su di essi. In questo modo, dopo l’operazione, l’utilizzo protratto nel tempo di una terapia ormonale è in grado di ridurre il rischio recidiva e aumentare così le probabilità di guarigione dal tumore al seno. A partire dagli inizi degli anni ’90 il rischio di mortalità causata da tumore al seno inizia a calare, grazie a diagnosi precoci e terapie efficaci. Nel 1997 nasce il prima farmaco a bersaglio molecolare, ovvero che colpisca, contrariamente alla chemioterapia, solo i meccanismi molecolari, come nel caso del rituximab, un anticorpo capace di agire selettivamente su alcuni recettori delle cellule del sistema immunitario. Nel 2004 viene scoperto il bevacizumab, il primo farmaco a bersaglio molecolare antiangiogenico. Infine nell’ultimo decennio si scopre l’immunoterapia, che presenta la capacità delle cellule di riconoscere la presenza del cancro e di difenderci dallo sviluppo negativo di esso. Nascono così i primi immunoterapici, molecole capaci di stimolare il sistema immunitario a combattere la malattia. Il primo ad essere approvato, nel 2011, è ipilimumab, un anticorpo capace di cambiare la storia del melanoma metastatico. Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stella e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home page e confermare. È possibile votare un numero illimitato di volte, basta attendere 60 minuti tra una votazione e l’altra. Un abbraccio a tutti!

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Greetings to all, Dear Readers! Today I publish and write the second appointment of the event aimed at raising awareness of all about female cancers, a real scourge that hinders the lives of millions of women without respite. Yet if I am here today to write this article, it is because someone, many years ago by now, understood the extent of this pathology and decided, despite the fact that it was an unequal fight for the benefit of the opponent, to do everything possible to put an end to it. . If breast cancer scares less than ten or twenty years ago today, it is precisely because of one of our most precious allies who year after year makes fundamental discoveries towards a solution that can completely annihilate this invisible enemy. An important story. which sees the principle of scientific interest at the end of the 19th century and which over time led to chemotherapy and mastectomy operations around the 70s, but also to the use of tamoxifene and more that I hope to explain better in the next lines It all began in 1882. It is understood that in order to eradicate the proliferation of the tumor and consequently the death of a patient it is necessary to remove the abnormal body. It was precisely then that the first rudimentary surgical operations were carried out, thanks also to the recent discovery of total anesthesia. Furthermore, it is precisely at the beginning of the twentieth second that the first radiotherapy experiments appear, following the discovery of radioactivity by Marie Curie. 50 years of history passed before medicine reached a new important milestone. In fact, before it was treated only with surgical removal and radiotherapy, but in 1947 at the Children’s Hospital of Boston the first partial remission of acute leukemia in a 4-year-old child was documented thanks to the use of aminopterin, a substance capable of to counteract the levels of folic acid and therefore to inhibit the growth of cancer cells. Thanks to this important discovery, children with leukemia have high hopes of survival, unlike previously, which life expectancy was less than three months. During the period of the first post-war period, chemotherapy finally began to be talked about. The first drug to be approved is “nitrogen mustard”, a molecule that was used for war purposes. Based on the knowledge they had at the time, they tried some experiments and given the immediate effects they also used the drug in the treatment of Hodgkin’s lymphoma. The greatest successes in the treatment of leukemia came in the late 1950s. In fact, the combination of two chemotherapy drugs was shown to lead to remission of some forms of acute leukemia in both children and adults. A fundamental result since it is shown that the tumor can be attacked on several fronts without necessarily resorting to high doses of chemotherapy. During the 1970s, medicine concentrated its studies on discovering an answer regarding breast cancer and it was then that they succeeded in revolutionizing its treatment.In 1971 it was shown that in cases of disease in the early stages, mastectomy can be avoided radical in favor of a conservative approach capable of reducing pain, improving post-operative recovery and radically changing the psychological impact of mastectomy. The credit is mainly due to Dr. Umberto Veronesi and his foundation. In 1975,thanks again to the Italian contribution of Professor Gianni Bonadonna, the concept of adjuvant therapy in breast cancer is revolutionized. In fact, from the studies conducted it will be shown that women with breast cancer, if treated with chemotherapy after the operation, have less chance of going back to relapse. At the end of the 70s the concept of quadrantectomy, or the use of conservative surgery for some forms of breast cancer, was definitively denied thanks to a historic work carried out by Umberto Veronesi and published by the New England Journal of Medicine. The importance of avoiding tumor recurrences was therefore understood and this was one of the aspects for which medicine was devoted more during the 80s. In 1986 the use of tamoxifen was approved as an aid to avoid the risk of relapse. It also turns out that breast cancers can be divided into two types, namely hormone-sensitive and those not. The former have in fact the characteristic of having receptors on their cell surface that can be used to target the tumor and tamoxifen acts on them. In this way, after the operation, the prolonged use of hormone therapy is able to reduce the risk of recurrence and thus increase the chances of recovery from breast cancer. Starting in the early 1990s, the risk of mortality from breast cancer begins to decline, thanks to early diagnosis and effective therapies. In 1997 the first molecular target drug was born, that is, which, contrary to chemotherapy, affects only the molecular mechanisms, as in the case of rituximab, an antibody capable of selectively acting on some receptors of the cells of the immune system. In 2004, bevacizumab was discovered, the first drug with an antiangiogenic molecular target. Finally, in the last decade, immunotherapy has been discovered, which presents the ability of cells to recognize the presence of cancer and to defend ourselves from its negative development. This is how the first immunotherapics were born, molecules capable of stimulating the immune system to fight the disease. The first to be approved, in 2011, is ipilimumab, an antibody capable of changing the history of metastatic melanoma. With these words I conclude, I remind you to leave a star and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article or in the blue banners on the home page and confirm. You can vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between one vote and the next. Hugs to all!

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POST ORDINARIO: NOVITA’ E AGGIORNAMENTI. (14 ottobre 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Con questo breve post vorrei parlare delle novità presenti prossimamente. Intanto da domani partirà un nuovo format di DIARIO, in cui vi parlerò sempre di me stessa e delle mie esperienze, ma con le sembianze di una vera pagina di diario, parlando di quello che più mi ha colpito nel corso della settimana. Domani ci sarà un introduzione all’argomento e la prossima settimana inizierà ufficialmente quello che definisco al momento un esperimento, per vedere se attira la vostra attenzione e se vi fa piacere questo tipo di lettura. Come sapete amo sperimentare, inserire novità nel programma di Storyteller’s Eye Word, e ovviamente quello appena citato è solo uno dei tanti che seguiranno. In particolare la prossima settimana, quella tra il 18 e il 24 ottobre, avrà un evento particolare. Come sapete ottobre quest’anno è il mese della prevenzione, principalmente delle patologie tumorali tipicamente femminili, e non a caso si parla di “Ottobre Rosa”. A questo proposito anche Storyteller’s Eye Word parteciperà alla grande opera di sensibilizzazione che in molti hanno già iniziato con i loro mezzi informatici, con uno speciale in due appuntamenti nei giorni 18 e 19 ottobre, ovvero lunedì e martedì. Nella prima parte compirò una semplice riflessione al fine di sensibilizzare con lo strumento più semplice a disposizione per l’essere umano, ovvero la parole. Nel secondo articolo parleremo della storia lunga oltre un secolo della lotta al cancro, colei che un giorno, con un pò di ottimismo, ci porterà alla guarigione. Il seguito del programma settimanale proseguirà come sempre. Prima di concludere voglio ricordarvi che nel weekend pubblicherò solo l’articolo che renderà ufficiale il programma della settimana, perchè mi sto dedicando molto in questi giorni allo studio dell’inglese per il famigerato certificato c1 Advanced e se tutto va bene vorrei concludere tutto entro l’anno, in più non riesco a fermare la mia sete di cultura quindi porto parallelamente avanti una serie di corsi formativi di scrittura, di editoria e altro affine. Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stella e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home page e confermare. È possibile votare un numero illimitato di volte, basta attendere 60 minuti tra una votazione e l’altra. Un abbraccio a tutti!

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Greetings to all, Dear Readers! With this short post I would like to talk about the novelties present in the near future. Meanwhile, a new DIARY format will start tomorrow, in which I will always talk to you about myself and my experiences, but with the appearance of a real diary page, talking about what struck me most during the week. Tomorrow there will be an introduction to the subject and next week what I currently call an experiment will officially begin, to see if it catches your attention and if you like this kind of reading. As you know, I love to experiment, insert new things into the Storyteller’s Eye Word program, and obviously the one just mentioned is just one of the many that will follow. In particular, next week, the one between 18 and 24 October, will have a particular event. As you know, October this year is the month of prevention, mainly of typically female cancer pathologies, and it is no coincidence that we talk about “Pink October”. In this regard, Storyteller’s Eye Word will also participate in the great awareness-raising work that many have already started with their computer tools, with a special in two events on 18 and 19 October, or Monday and Tuesday. In the first part I will carry out a simple reflection in order to raise awareness with the simplest tool available to the human being, or words. In the second article we will talk about the over a century-long history of the fight against cancer, the one that one day, with a little optimism, will lead us to recovery. The rest of the weekly program will continue as usual. Before concluding I want to remind you that over the weekend I will only publish the article that will make the program of the week official, because these days I am devoting myself a lot to studying English for the infamous c1 Advanced certificate and if all goes well I would like to conclude everything within l ‘year, plus I can not stop my thirst for culture so I carry out a series of training courses in writing, publishing and other similar courses at the same time. With these words I conclude, I remind you to leave a star and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article or in the blue banners on the home page and confirm. You can vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between one vote and the next. Hugs to all!

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VIAGGI:STORIA DELLA LIRA ITALIANA. (12 ottobre 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Questo è il secondo appuntamento della rubrica VIAGGI per parlare della storia della Lira Italiana. Non so se ricordate, ci siamo lasciati alla fine della prima parte alla situazione della seconda metà dell’800, poco prima dell’unificazione del Regno. La Banca dello Stato Pontificio nata nel 1850, continuò a operare anche in seguito all’unificazione, con il nome di Banca Romana, come istituto d’emissione. La stessa divenne poi poco tempo dopo centro di un grave scandalo monetario e finanziario. Secondo l’accertamento di un’inchiesta parlamentare, erano coinvolti alti funzionari ed esponenti politici di spicco, tra i quali anche il presidente del consiglio, il liberale Giovanni Giolitti, che proprio per questo fu costretto a rassegnare le dimissioni. Nel 1866 la carta moneta fu dichiarata incorvertibile, la circolazione era imposta per legge e aveva potere liberatorio per i debitori, in quanto i creditori non potevano rifiutarla come mezzo di pagamento. Ben presto i problemi con la carta moneta tornarono, in quanto la gente preferiva la moneta metallica per pagare. Questo portò nuovamente a cessare la sua circolazione, finchè le banche e gli operatori commerciali cominciarono ad emettere biglietti di piccolo taglio e ciò durò sino al 1874, anno in cui fu nuovamente concessa l’emissione di biglietti inconvertibili a tutti gli istituti d’emissione. In questo modo, i biglietti di banca ricevettero nuovo impulso di diffusione. Tuttavia il valore attribuito moralmente all’oro rimase forte e molti convertivano la carta con la moneta, fino al dopoguerra, momento in cui, fu abolita questa possibilità. Nel 1895 fu emanata una nuova legge inerente a modalità di fabbricazione, tipo di carta, custodia e controllo per il ritiro e successivo incenerimento dei biglietti logori o danneggiati. Le nuove banconote furono emesse a partire dal 1896 con i disegni preparatori del noto orafo senese Rinaldo Barbetti, le quali, appena messe in circolazione, furono aspramente criticate per la banalità del disegno e le carenze nella tecnica esecutiva. L’insieme dei suddetti errori avrebbe allargato, secondo il giudizio popolare, la piaga della falsificazione. Ciò nonostante la loro produzione durò per molti decenni. Nel 1910, Giovanni Capranesi, presidente dell’Accademia di S. Luca di Roma, fu incaricato di eseguire i bozzetti per le nuove banconote da 50, 100, 500 e 1.000 lire, ma si dovette arrivare al 1915 perché fossero prodotti i biglietti da 50 lire di nuova concezione: produzione senza matrice e con un peso della banconota, pari alla metà di quello dei biglietti dello stesso tipo prodotti fino allora. La banconota in questione destò dunque non pochi problemi, tanto che fu prodotta fino al 1920 e sarebbe andata fuori corso nel 1950. Tra il 1919 e il 1943 venne stampato il biglietto da 500 lire e tra il 1930 e il 1931 si completò il progetto Capranesi con la realizzazione dei biglietti da 100 e da 1.000 lire che, stampati fino al 1943, sarebbero andati fuori corso rispettivamente nel 1950 e nel 1953. A partire dagli inizi dl Novecento si pensò alla produzione della carta filigranata. Essa era prodotta dalla fibra di ramié, ottenuta da una canapa asiatica opaca. Nel 1928 nacque l’Istituto Poligrafico dello Stato, un ente che si occupava dell’intero fabbisogno grafico e di stampa della pubblica amministrazione: stampa di biglietti di banca, francobolli e marche da bollo, carta bollata e moduli; pubblicazione della Gazzetta Ufficiale e della Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica; stampa di libri d’arte, testi antichi rari ed enciclopedie. L’istituto sospese le attività nel 1943 e le riprese nell’immediato dopoguerra. Nel 1943, nell’Italia del sud, dopo lo sbarco degli Alleati, fu messa in circolazione la moneta d’occupazione americana. Il suo valore era lo stesso della moneta italiana, ma nonostante ciò contribuì ad alimentare una consistente inflazione. Recava la scritta Allied Military Currency e si trovava nei tagli da 1, 2, 5, 10, 50, 100, 500 e 1.000 lire. Sarebbe cessata dal corso legale nel 1950. A Roma, nel 1945, la cartiera della Banca d’Italia riprendeva la sua attività e la produzione monetaria era realizzata presso lo Stabilimento Staderini e l’Istituto Poligrafico dello Stato. Nel dopoguerra i nuovi biglietti della Banca d’Italia da 50, 100, 500 e 1.000 lire erano stati stampati in base ad un decreto del 1944 che prevedeva dimensioni identiche a quelle precedenti, carta bianca satinata filigranata in pasta e una testina turrita dell’Italia sul recto dell’ovale di sinistra. L’ultima lira del Regno, la lira “Impero”, fu coniata tra il 1939 e il 1943, la prima lira della Repubblica, la lira “Arancia”, fu emessa tra il 1946 e il 1950.A causa della forte perdita di potere d’acquisto della lira, furono abolite le monete metalliche in centesimi e si procedette ad un incremento del valore dei tagli nella serie delle banconote. Si decise di produrre di più le 5.000 e le 10.000 lire, in circolazione dal 1951. Finalmente cominciavano a circolare anche i biglietti di banca del sistema monetario repubblicano. Nel 1956 entravano in circolazione le monete metalliche da 50 e 100 lire. Nel 1957 erano coniate le 20 lire in bronzital e nel 1958 le 500 lire d’argento in milioni d’esemplari. Il progetto delle banconote presente nei nostri recenti ricordi di nuova fu opera di Florenzo Masino Bessi e il principale scopo era la celebrazione della genialità italiana. Per lle 10.000 lire venne raffigurata l’effige di Michelangelo, quella di Verdi per le 1.000 lire del 1962, quella di Colombo per le 5.000 lire del 1964. Nel 1967 furono realizzate le 50.000 lire con l’effige di Leonardo e le 100.000 lire raffiguravano quella di Manzoni. Nel 1970 erano utilizzate l’immagine di Galilei per la banconota da 2.000 lire e quella di Tiziano per la 20.000 lire. Altre celebrità storiche furono Marco Polo sulle 1.000 lire, Bellini sulle 5.000 lire, Volta sulle 10.000 lire, Bernini sulle 50.000 lire, Caravaggio sulle 100.000 lire. Comparvero infine intorno agli anni 90 le 1.000 lire con l’effige della Montessori e su quella da 2.000 lire Guglielmo Marconi. La più celebre e conclusiva di questo lungo periodo di circolazione delle Lire fu però la 500.000 lire con l’effige di Raffaello, con il valore nominale più alto mai creato. Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stella e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home page e confermare. È possibile votare un numero illimitato di volte, basta attendere 60 minuti tra una votazione e l’altra. Un abbraccio a tutti!

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Greetings to all, Dear Readers! This is the second appointment of the VIAGGI column to talk about the history of the Italian Lira. I don’t know if you remember, at the end of the first part we left the situation of the second half of the 19th century, just before the unification of the Kingdom. The Bank of the Papal State founded in 1850, continued to operate even after the unification, with the name of Banca Romana, as an issuing institution. The same then soon became the center of a serious monetary and financial scandal. According to the findings of a parliamentary investigation, senior officials and prominent politicians were involved, including the prime minister, the liberal Giovanni Giolitti, who was forced to resign for this very reason. In 1866, paper money was declared unconvertible, circulation was imposed by law and had a liberating power for debtors, as creditors could not refuse it as a means of payment. Problems with paper money soon returned, as people preferred metal money to pay. This again led to the cessation of its circulation, until banks and commercial operators began to issue small denomination notes and this lasted until 1874, the year in which the issuance of inconvertible notes was once again granted to all issuing institutions. In this way, banknotes received new impetus for circulation. However, the value attributed morally to gold remained strong and many converted paper for money, until the postwar period, when this possibility was abolished. In 1895 a new law was enacted concerning the methods of manufacture, type of paper, custody and control for the collection and subsequent incineration of worn or damaged tickets. The new banknotes were issued starting from 1896 with the preparatory drawings of the well-known Sienese goldsmith Rinaldo Barbetti, which, as soon as they were put into circulation, were harshly criticized for the banality of the design and the shortcomings in the executive technique. According to popular opinion, the set of aforementioned errors would have widened the scourge of falsification. Nonetheless, their production lasted for many decades. In 1910, Giovanni Capranesi, president of the Accademia di S. Luca in Rome, was commissioned to carry out the sketches for the new banknotes of 50, 100, 500 and 1,000 lire, but it had to arrive at 1915 for the 50 banknotes to be produced. Lire of a new concept: production without a matrix and with a banknote weight equal to half that of the notes of the same type produced up to then. The banknote in question therefore raised many problems, so much so that it was produced until 1920 and would have been discontinued in 1950. Between 1919 and 1943 the 500 lire note was printed and between 1930 and 1931 the Capranesi project was completed. with the creation of 100 and 1,000 lire banknotes which, printed until 1943, would go out of circulation in 1950 and 1953 respectively. From the beginning of the twentieth century, the production of watermarked paper was thought of. It was produced from ramie fiber, obtained from opaque Asian hemp. In 1928 the State Polygraphic Institute was born, a body that dealt with the entire graphic and printing needs of the public administration: printing banknotes, stamps and revenue stamps, stamped paper and forms; publication of the JournalOfficial and the Official Collection of the laws and decrees of the Republic; printing of art books, rare ancient texts and encyclopedias. The institute suspended its activities in 1943 and resumed immediately after the war. In 1943, in southern Italy, after the Allied landings, the American occupation currency was put into circulation. Its value was the same as the Italian currency, but nevertheless it contributed to fueling consistent inflation. It bore the inscription Allied Military Currency and was found in denominations of 1, 2, 5, 10, 50, 100, 500 and 1,000 lire. It would cease to be legal tender in 1950. In Rome, in 1945, the Bank of Italy paper mill resumed its activity and monetary production was carried out at the Staderini factory and the State Printing Office. After the war, the new Bank of Italy banknotes of 50, 100, 500 and 1,000 lire were printed on the basis of a 1944 decree which provided for identical dimensions to the previous ones, white satin watermarked paste paper and a turreted Italian head. on the recto of the left oval. The last lira of the Kingdom, the “Empire” lira, was minted between 1939 and 1943, the first lira of the Republic, the “Orange” lira, was issued between 1946 and 1950. purchase of the lira, the metallic coins in cents were abolished and the value of the denominations in the series of banknotes was increased. It was decided to produce more than 5,000 and 10,000 lire, which had been in circulation since 1951. Finally, the banknotes of the republican monetary system were also starting to circulate. In 1956, 50 and 100 lire coins entered circulation. In 1957 the 20 lire in bronzital were minted and in 1958 the 500 silver lire in millions of specimens. The banknote project present in our recent memories of new was the work of Florenzo Masino Bessi and the main purpose was the celebration of Italian genius. For 10,000 lire the effigy of Michelangelo was depicted, that of Verdi for the 1,000 lire of 1962, that of Columbus for the 5,000 lire of 1964. In 1967 the 50,000 lire with the effigy of Leonardo were made and the 100,000 lire depicted that of Manzoni. In 1970 the image of Galilei was used for the 2,000 lire banknote and that of Titian for the 20,000 lire banknote. Other historical celebrities were Marco Polo on 1,000 lire, Bellini on 5,000 lire, Volta on 10,000 lire, Bernini on 50,000 lire, Caravaggio on 100,000 lire. Finally, around the 1990s, the 1,000 lire with the Montessori effigy and Guglielmo Marconi on the 2,000 lire one appeared. The most famous and conclusive of this long period of circulation of the Lire, however, was the 500,000 lire with the effigy of Raphael, with the highest face value ever created. With these words I conclude, I remind you to leave a star and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article or in the blue banners on the home page and confirm. You can vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between one vote and the next. Hugs to all!

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DIARIO DI LIBERO PENSIERO: ESPERIENZE CHE NUTRONO L’ANIMA. (8 ottobre 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Oggi, dopo tanto tempo, torno a riempire le pagine del mio diario storytelliano, con parole ed esperienze che hanno segnato il trascorrere dei miei giorni. Ne sentivo la mancanza, condividere con voi tutto, sia i momenti piacevoli, che le sconfitte, è per me particolarmente formativo, mi aiuta a mettere ordine, a capire ciò che mi è utile e ciò che a sua volta può esserlo per voi, ma soprattutto cosa non lo è affatto. Come sapete questo periodo è stato difficile per me, ho affrontato non solo la sensazione di malessere costante, ma anche e soprattutto i miei demoni interiori. L’aspetto positivo in tutto ciò è stato però che era il periodo delle vacanze e quindi un momento da dedicare al riposo e allo svago. Lo scopo delle vacanze in fondo è proprio questo, cercare di portare nuovamente a zero tutto lo stress accumulato nel corso dell’anno. Ebbene ormai la tappa fissa per ogni vacanza della mia famiglia è la Francia, in particolare le zone della Provenza, luogo da noi facilmente raggiungibile visto che vivo in Piemonte, nei pressi della Val Chisone. Sconfinare nel nostro caso, necessita appena un oretta, forse poco più. La Provenza francese, per chi ama la natura, la serenità e la ricerca di cultura locale è ideale. Durante il periodo estivo le strade e le città si riempiono di caratteristici mercati all’aperto in cui si possono trovare oggetti e prodotti alimentari fra i più differenti e tutti di ottima qualità. Nei pressi della storica cittadina di Nyons ogni giovedì c’è un ricco mercato rionale che si estende lungo i suoi vicoli. La città, tipicamente di stampo medievale, si compone di abitazioni realizzate per lo più in pietra, restaurate e finemente portate in auge. Sull’apice dell’altopiano in cui si erge il paese troneggia la Tour Randonne, un piccolo edificio di fattura tipicamente gotica. E’ la tappa ideale di chi ama le lunghe camminate rilassanti nei piccoli centri storici, di quei paesi segnati dal fascino antico. Io faccio assolutamente parte di questo gruppo. Inoltre la Provenza è certamente famosa per la produzione di prodotti a base di lavanda e saponi naturali. Nei pressi di Nyons, ad una manciata di minuti dal centro storico della cittadina, si può trovare una tipica Savonnerie, un azienda che vende e produce saponi naturali con le profumazioni più disparate e le forme più ricercate, come piccoli animali, cuori, fiori e altro. Alcune di queste saponette sono esposte un splendide scatoline di latta decorate, il che le rende un perfetto regalo da portare di ritorno dalle vacanze ad amici e parenti. Infine un altro aspetto che mi attrae della Provenza, ma che in realtà è molto diffuso in tutto il territorio francese è il brocantage. Non è altro che il commercio di oggetti e mobili d’epoca, dal vintage all’antiquariato. Ogni piccolo paese ha almeno un negozio di brocante. Sgattaiolare in questi negozi è un vero tuffo nel passato, con viaggi mentali che a volte superano abbondantemente il secolo di storia. La passione per l’antiquariato è maturato in me dai miei genitori, anch’essi molto appassionati. Adoro andare alla ricerca dall’affare, acquistando oggetti che successivamente possono arredare le stanze di casa mia. Lo consiglio, sicuramente chi ama viaggiare adorerà scoprire non solo il presente di una certa cultura, ma anche il suo passato. Prima di concludere vi chiedo di commentare parlandomi della vostra esperienza. Siete mai stati in Francia? Avete una meta tra le vostre esperienze di viaggio che più di altre vi ha segnato e colpito? Scrivetemi liberamente. Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stella e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home page e confermare. È possibile votare un numero illimitato di volte, basta attendere 60 minuti tra una votazione e l’altra. Un abbraccio a tutti!

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Greetings to all, Dear Readers! Today, after a long time, I return to fill the pages of my Storytellian diary, with words and experiences that have marked the passing of my days. I missed it, sharing everything with you, both the pleasant moments and the defeats, is particularly formative for me, it helps me to put in order, to understand what is useful to me and what in turn can be for you, but especially what is not at all. As you know this period has been difficult for me, I have faced not only the feeling of constant malaise, but also and above all my inner demons. The positive aspect in all this, however, was that it was the holiday period and therefore a time to devote to rest and recreation. After all, the purpose of the holidays is precisely this, to try to bring all the stress accumulated over the year to zero again. Well now the fixed stop for every holiday of my family is France, in particular the areas of Provence, a place that we can easily reach since I live in Piedmont, near the Val Chisone. In our case, crossing the border takes just an hour, perhaps a little more. French Provence, for those who love nature, serenity and the search for local culture is ideal. During the summer the streets and cities are filled with characteristic open-air markets where you can find objects and food products of the most different and all of excellent quality. Near the historic town of Nyons every Thursday there is a rich local market that extends along its alleys. The city, typically of medieval style, is made up of houses made mostly of stone, restored and finely brought into vogue. On the top of the plateau where the town stands stands the Tour Randonne, a small typically Gothic building. It is the ideal stop for those who love long relaxing walks in the small historic centers, of those villages marked by ancient charm. I am absolutely part of this group. In addition, Provence is certainly famous for the production of lavender products and natural soaps. Near Nyons, a few minutes from the historic center of the town, you can find a typical Savonnerie, a company that sells and produces natural soaps with the most diverse fragrances and the most sought-after shapes, such as small animals, hearts, flowers and other. Some of these soaps are displayed in beautiful decorated tin boxes, making them a perfect gift to bring back from holidays to friends and family. Finally, another aspect of Provence that attracts me, but which is actually very widespread throughout the French territory, is brocantage. It is nothing more than the trade of period objects and furniture, from vintage to antiques. Every small town has at least one brocante shop. Sneaking into these shops is a real blast from the past, with mental journeys that sometimes well exceed a century of history. The passion for antiques matured in me from my parents, who are also very passionate. I love to go looking for a bargain, buying items that can later decorate the rooms of my house. I recommend it, surely those who love to travel will love to discover not only the present of a certain culture, but also its past. Before concluding, I ask you to comment by telling me about your experience. Have you ever been to France? You have a goal in your experiencestravel that more than others has marked and impressed you? Write to me freely. With these words I conclude, I remind you to leave a star and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article or in the blue banners on the home page and confirm. You can vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between one vote and the next. Hugs to all!

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CRONACA: LA PRIMA ANTENATA DELLA BICICLETTA. (3 luglio 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Finalmente riesco a ritagliarmi il tempo necessario per scrivere questo breve articolo della rubrica CRONACA. Era da tanto tempo che non scrivevo più un articolo riguardo ad una strana invenzione del passato, di quegli oggetti che a noi oggi sembrano davvero bizzarri e fuori dal comune, ma che rappresentavano il principio di un’evoluzione che avrebbe portato allo sviluppo di oggetti tut’ora per noi molto utili e fondamentali. È sicuramente il caso della bicicletta, il classico veicolo che tutti conoscono, composto da due ruote, manubrio e poco altro. Nonostante per alcuni aspetti il suo antenato la ricorda, l’oggetto in questione si presenta molto differente rispetto alla sua versione del giorno d’oggi. Il veicolo infatti aveva un sellino simile alla sella normalmente adoperata per cavalcare, il manubrio era più simile ad una leva e le ruote apparivano molto più grandi rispetto alla bicicletta odierna. Inoltre era del tutto priva di pedali e ci si poteva spostare solo poggiando i piedi a terra. Il nome di questa antica bicicletta è “velocipide” e la sua creazione avvenne nel 1817. Si dice infatti che un barone, un certo Karl Von Drais, che normalmente impiegava il suo tempo come impiegato statale, volesse creare un mezzo che fosse una valida alternativa ai classici cavalli, troppo spesso sfruttati. In quel periodo infatti molti di loro morivano di inedia, per via di lunghi periodi di carestia nei raccolti. Il mezzo, dopo numerosi tentativi, divenne qualcosa di adoperabile a tutti gli effetti, tanto che il 26 giugno del 1817 il signor Von Drais riesce a percorrere ben 13 km in sella al suo nuovo veicolo. Lui stesso le diede il nome di Laufmachine, che in tedesco significava letteralmente “macchina da corsa”. Nonostante risultasse un mezzo chiaramente innovativo, visto che era dotato addirittura di sterzo, ebbe vita breve e il suo successo si concluse quasi subito. Bisognerà aspettare circa 40 anni affinché venga introdotto un mezzo capace di maggiore stabilità ed equilibrio, ovvero la “bicicletta velocipide”. Segue un breve video disponibile su YouTube dedicato alla storia della bicicletta, che illustra dunque i tanti modelli che hanno preceduto quella odierna. Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stella e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home page e confermare. È possibile votare un numero illimitato di volte, basta attendere 60 minuti tra una votazione e l’altra. Un abbraccio a tutti!

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Greetings to all, Dear Readers!
I finally manage to carve out the time necessary to write this short article in the CHRONICLE column.
It had been a long time since I wrote an article about a strange invention of the past, about those objects that seem really bizarre and out of the ordinary to us today, but which represented the principle of an evolution that would have led to the development of all objects. ‘now very useful and fundamental for us.
This is certainly the case with the bicycle, the classic vehicle that everyone knows, consisting of two wheels, handlebars and little else.
Although in some respects its ancestor remembers it, the object in question looks very different from its present day version.
The vehicle in fact had a saddle similar to the saddle normally used for riding, the handlebar was more like a lever and the wheels appeared much larger than today’s bicycle.
It was also completely free of pedals and you could only move by placing your feet on the ground.
The name of this ancient bicycle is “velocipide” and its creation took place in 1817. It is said that a baron, a certain Karl Von Drais, who normally used his time as a civil servant, wanted to create a vehicle that was a valid alternative to classic horses, too often exploited.
In fact, at that time many of them died of starvation, due to long periods of famine in the crops.
The vehicle, after numerous attempts, became something usable in all respects, so much so that on June 26, 1817, Mr. Von Drais managed to travel 13 km in the saddle of his new vehicle.
He himself gave it the name of Laufmachine, which literally meant “racing car” in German.
Although it was a clearly innovative vehicle, since it was even equipped with steering, it was short-lived and its success ended almost immediately.
It will take about 40 years for a vehicle capable of greater stability and balance to be introduced, namely the “velocipide bicycle”.
Below is a short video available on YouTube dedicated to the history of the bicycle, which therefore illustrates the many models that preceded today’s one.
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VIAGGI: LUIGI XIV. (23 giugno 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Nell’articolo di oggi, come suggerito nel titolo, parleremo di un personaggio particolarmente noto e importante per il corso della storia Europea, in particolare quella francese. Fatto assolutamente rilevante, di cui l’anniversario fu proprio poco tempo fa, intorno ai primi giorni di giugno, é la sua ascesa al trono. Parleremo infatti di Luigi XIV. Egli infatti prese ufficialmente la carica di re di Francia all’età di 5 anni, seguito alla morte del padre, Luigi XIII. Vista la giovane età del re, la Francia visse un periodo di reggenza in cui a prendere le veci di governatore fu la madre di Luigi, Anna d’Austria, sostenuta dal suo fedelissimo primo ministro, ovvero il cardinale Giulio Mazzarino. Durante questo periodo di reggenza si sviluppò un movimento di rivolta contro la stessa Anna d’Austria e il primo ministro da parte del Parlamento, il quale sollecitó le masse al fine di creare una forte minaccia alla corona. Fu tristemente noto con il nome di “Fronda”. Il piccolo Luigi vide con profondo rammarico e umiliazione quanto stava accadendo e decise quindi di fuggire da Parigi insieme alla famiglia. Il fatto rimase nel cuore del re per tutto il corso della sua vita, tanto che arrivò perfino all’odio nei confronti di chi aveva scatenato questa rivolta, ovvero i nobili. L’incarico di istruire il giovane Luigi fu nelle mani del cardinale Mazzarino, che decise di usare un approccio empirico, piuttosto di uno studio fatto esclusivamente sui sussidi. Egli fu quindi portato ad assistere come testimone muto tantissimi Consigli e riunioni dei ministri, affinché lui stesso potesse constatare fin dalla giovane età il futuro che lo aspettava. Nel 1659 fu il cosiddetto anno della “pace dei Pirenei”, che sanciva un rapporto di alleanze di pace tra la Francia e la Spagna. Ciò fu possibile mediante un matrimonio combinato di cui protagonisti erano lo stesso Luigi XIV e l’infanta spagnola Maria Teresa, figlia di Filippo IV. Nel 1660 la giovane coppia fece il suo ingresso trionfale a Parigi. Pochi mesi più tardi, nel 1661, Mazzarino morì e fu allora che Luigi prese finalmente la carica ufficiale e pratica di re di Francia. Il suo regno fu di certo uno dei più longevi. Durò infatti ben 54 anni. Credeva nell’esistenza di un unico vero detentore del potere, che ogni decisione politica spettasse esclusivamente a lui. Per questo ragione il suo fu un governo assolutista, che incentrava nelle sue mani tutta la responsabilità della Francia. Non fu mai nominato un Primo Ministro. Inoltre credeva che il potere sovrano fosse concesso ad una sola persona per Stato da Dio stesso e per questa ragione si considerava “lungotenente di Dio sulla Terra”. Infine a rappresentanza del suo potere direttamente connesso a Dio scelse come simbolo di sé il Sole, per cui tutt’oggi é ricordato, segno del suo splendore e della “luce” che circondava il suo popolo e la sua corte. Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stella e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home page e confermare. È possibile votare un numero illimitato di volte, basta attendere 60 minuti tra una votazione e l’altra. Un abbraccio a tutti!

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Greetings to all, Dear Readers! In today’s article, as suggested in the title, we will talk about a particularly well-known and important character for the course of European history, in particular that of France.
An absolutely relevant fact, whose anniversary was just a short time ago, around the first days of June, is his accession to the throne.
We will in fact speak of Louis XIV. In fact, he officially took the office of King of France at the age of 5, following the death of his father, Louis XIII. Given the young age of the king, France experienced a period of regency in which to take the place of governor was the mother of Louis, Anna of Austria, supported by his loyal prime minister, or cardinal Giulio Mazarin.
During this period of regency a revolt movement developed against Anna of Austria herself and the prime minister by the Parliament, which urged the masses in order to create a strong threat to the crown. He was sadly known with the name of “Fronda”. Little Luigi saw with deep regret and humiliation what was happening and therefore decided to flee Paris with his family. The fact remained in the heart of the king for the whole course of his life, so much so that he even came to hatred towards those who had triggered this revolt, or the nobles. The task of educating the young Luigi was in the hands of Cardinal Mazarin, who decided to use an empirical approach, rather than a study done exclusively on aids. He was then led to attend as a mute witness many Councils and meetings of ministers, so that he himself could see from an early age the future that awaited him. In 1659 it was the so-called year of the “Peace of the Pyrenees”, which sanctioned a relationship of peace alliances between France and Spain. This was possible through an arranged marriage of which the protagonists were Louis XIV himself and the Spanish infanta Maria Teresa, daughter of Philip IV.
In 1660 the young couple made their triumphal entry into Paris. A few months later, in 1661, Mazarin died and it was then that Louis finally took the official and practical office of King of France. His reign was certainly one of the longest-lived. In fact, he lasted 54 years. He believed in the existence of one true holder of power, that every political decision rested solely with him. For this reason his was an absolutist government, which centered all the responsibility of France in his hands. He was never appointed a Prime Minister. Furthermore, he believed that sovereign power was granted to only one person per state by God himself and for this reason he considered himself “God’s lieutenant on Earth”. Finally, to represent his power directly connected to God, he chose the Sun as a symbol of himself, for which he is still remembered today, a sign of his splendor and of the “light” that surrounded his people and his court. With these words I conclude, I remind you to leave a star and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade!
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VIAGGI: LA BATTAGLIA DI LALAKAON. (5 maggio 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Il nuovo appuntamento di oggi della rubrica VIAGGI parlerà di un’altra importante battaglia che ha segnato la storia dell’impero bizantino, e come potete dedurre dal titolo si tratta della Battaglia di Lalakaon. Prende il nome del fiume sul quale si svolse la stessa, appunto il fiume Lalakaon, situato in Asia minore. Tra i partecipanti vi era l’Impero romano d’oriente e un esercito arabo, in pieno processo di invasione di Pahlagonia, ovvero l’odierna Turchia settentrionale. Grazie alla vittoria dell’impero bizantino sugli arabi con la battaglia di Akroinon nel 739/740 d.C., tra gli stessi si perpetuò un periodo di pace duraturo fino alle soglie del 780 d.C. arrivati a quella data però gli arabi ricominciarono ad attaccare l’Asia minore portando l’Impero bizantino alla disfatta per la prima volta da allora nell’838 ad Amorium. Intanto, giunti intorno al 840 d.C. il califfato abbaside inizio un graduale declino e ciò permise l’Impero bizantino di avere un breve respiro di sollievo sugli arabi e qualche relativa vittoria. Ma le numerose incursioni in Asia minore intorno all’860 d.C. portarono nuovamente i bizantini in uno stato di devastazione. A questo fatto seguí nell’863 d.C. un nuovo attacco da parte dell’emiro di Malatya, Umar al-Aqta, nella zona della Cappadocia. Michele III, allora imperatore, riuscì con i suoi esercito a sconfiggere gli arabi nei pressi di Bishop’s Meadow, nonostante ciò riuscirono comunque a saccheggiare una delle loro città, Amisos. A risposta di quanto accaduto Michele III decise di radunare un esercito di 50.000 uomini, ponendo suo zio Petronas al comando. In quella situazione 3 eserciti distinti bizantini furono formati, convergendo tutti a Lalakaon il 2 settembre dell’863 d.C. I bizantini circondano dunque Umar a Porson vicino al fiume Lalakaon e il giorno successivo la battaglie vede il suo inizio. Nonostante le numerose risposte da parte dell’esercito di Umar i bizantini riescono ad avere la meglio. Umar morì sul campo di battaglia e il suo esercito fu sconfitto. Il figlio di Umar fuggì ma fu presto catturato. Vista la recente vittoria ottenuta, i bizantini lanciano una successiva controffensiva, ponendo presto fine alle minacce provenienti dalle terre di confine. In breve l’Impero bizantino tornò al suo primitivo splendore, con nuove conquiste in territorio europeo e la resa da parte dei bulgari, che furono costretti ad ad accettare il cristianesimo come religione ufficiale. Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stellina e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basterà attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio a tutti!

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Greetings to all, Dear Readers! Today’s new appointment in the TRAVEL column will talk about another important battle that marked the history of the Byzantine Empire, and as you can deduce from the title it is the Battle of Lalakaon. It takes its name from the river on which it took place, precisely the Lalakaon River, located in Asia Minor.
Participants included the Eastern Roman Empire and an Arab army, in full process of invasion of Pahlagonia, or today’s northern Turkey. Thanks to the victory of the Byzantine Empire over the Arabs with the battle of Akroinon in 739/740 AD, a period of lasting peace was perpetuated between them until the threshold of 780 AD. arrived at that date, however, the Arabs began to attack Asia Minor again, bringing the Byzantine Empire to defeat for the first time since then in 838 in Amorium. Meanwhile, arrived around 840 AD. the Abbasid Caliphate began a gradual decline and this allowed the Byzantine Empire to have a brief sigh of relief over the Arabs and some relative victory. But the numerous forays into Asia Minor around 860 AD. again brought the Byzantines into a state of devastation. This fact followed in 863 A.D. a new attack by the Emir of Malatya, Umar al-Aqta, in the Cappadocia area. Michael III, then emperor, with his army managed to defeat the Arabs near Bishop’s Meadow, despite this they still managed to sack one of their cities, Amisos. In response to what happened, Michael III decided to gather an army of 50,000 men, placing his uncle Petronas in command. In that situation 3 distinct Byzantine armies were formed, all converging at Lalakaon on 2 September 863 AD. The Byzantines therefore surround Umar in Porson near the Lalakaon River and the next day the battle begins. Despite the numerous responses from Umar’s army, the Byzantines manage to prevail. Umar died on the battlefield and his army was defeated. Umar’s son escaped but was soon captured.
Given the recent victory, the Byzantines launched a subsequent counter-offensive, soon putting an end to the threats from the border lands. In short, the Byzantine Empire returned to its primitive splendor, with new conquests in European territory and the surrender by the Bulgarians, who were forced to accept Christianity as an official religion. With these words I conclude, I remind you to leave a star and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar under the article or in the blue banners on the home page and confirm. It is possible to vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between one vote and the next. Hugs to all!

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VIAGGI: LA BATTAGLIA DI AKROINON. (21 aprile 2021)

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Un saluto a tutti, cari lettori! Nell’articolo di oggi, come risulta chiaro già dal titolo, parlerò di una straordinaria battaglia poco conosciuta, ma che merita la nostra attenzione. Essa, come le battaglie di Yarmouk, Pliska e Manzikert, è poco nota a noi posteri, ma si tratta di una delle battaglie più rilevanti per l’Impero bizantino, voce di un cambiamento rilevante nella storia. Fin dal 622 d. C., epoca delle prime conquiste musulmane, Bisanzio diventò uno dei principali rivali degli arabi. Da allora, proprio per mano di questi ultimi, i bizantini subirono numerose sconfitte, tra cui quella diYarmouk nel 636 e di Heliopolis nel 640. Nonostante la forte difensiva durante l’assedio di Costantinopoli, subirono una forte sconfitta ulteriore nel 622 d.C. a Sebastopoli. Ciò decretò un lungo periodo decennale di lotte di fazione tra i due popoli. Il califfato omayyade decise di porre un lungo assedio sul territorio di Costantinopoli tra il 717 e il 718 d.C., tuttavia decise interrompere l’azione bellica nel corso dei due anni successivi, per tornare sull’offensiva nel 720 d. C. Iniziarono da allora una serie di incursioni annuali, allo scopo di saccheggiare e indebolire l’Impero bizantino. Le incursioni diventarono progressivamente più spietate, fino al culmine durante gli anni ’30. Visti I risultati ottenuti da questi saccheggi, il califfo Hisham ibn Abd al-Malik lanciò la più grande invasione di tutto il suo regno tra il 739 e il 740 d.C. L’opera bellica era possibile grazie ad un forte esercito di 90.000 uomini, guidati dal figlio dello stesso califfo, Sulayman. Con un’efficace divisione in tre sezioni, in 10.000 fecero irruzione nelle coste occidentali, 60.000 andarono in Cappadocia sotto il comando di Sulayman e gli altri 20.000 marciarono verso Akroinon. Fu allora che l’imperatore bizantino Leone III Isaurico e suo figlio, che in seguito divenne Costantino V, incontrarono gli invasori e qui, con grande probabilità, riuscirono a sconfiggere gli arabi. Nonostante nelle altre città gli arabi riuscirono ad avere la meglio, non riuscirono mai ad espugnare nessuna fortezza e città bizantina. Questa battaglia risultato cruciale perché il califfato omayyade in seguito né risulto indebolito e venne ridotta la pressione sui nemici. L’indebolimento del califfato portò un decennio dopo rovesciamento dello stesso per mano degli Abbassidi.Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stellina, un commento e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basterà attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio a tutti!

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Greetings to all, dear readers! In today’s article, as is clear from the title, I will talk about an extraordinary battle that is little known, but which deserves our attention. It, like the battles of Yarmouk, Pliska and Manzikert, is little known to us posterity, but it is one of the most important battles for the Byzantine Empire, voice of a significant change in history. Since 622 d.
C., epoch of the first Muslim conquests, Byzantium became one of the main rivals of the Arabs. Since then, just for less than the latter, the Byzantines suffered numerous defeats, including that of Yarmouk in 636 and of Heliopolis in 640. Despite the strong defensive during the siege of Constantinople, they suffered a further strong defeat in 622 AD. in Sevastopol.
This decreed a long ten-year period of factional struggles between the two peoples.
The Umayyad Caliphate decided to lay a long siege on the territory of Constantinople between 717 and 718 AD, however it decided to interrupt the war action during the following two years, to return to the offensive in 720 AD. A series of annual raids began since then, with the aim of plundering and weakening the Byzantine Empire. The raids became progressively more merciless, until a peak during the 1930s. Given the results obtained from these looting, the caliph Hisham ibn Abd al-Malik launched the largest invasion of his entire kingdom between 739 and 740 AD. The war was possible thanks to a strong army of 90,000 men, led by the son of the caliph himself, Sulayman. With an effective division into three sections, 10,000 raided the western coasts, 60,000 went to Cappadocia under Sulayman’s command, and the other 20,000 marched to Akroinon. It was then that the Byzantine emperor Leo III Isauric and his son, who later became Constantine V, met the invaders and here, with great probability, they managed to defeat the Arabs.
Although in the other cities the Arabs managed to get the better of them, they never managed to conquer any Byzantine fortress and city.
This battle was crucial because the Umayyad caliphate was subsequently not weakened and the pressure on the enemies was reduced. The weakening of the caliphate led to a decade after its overthrow by the Abbassids. With these words I conclude, I remind you to leave a star, a comment and to vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade!
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