CRONACA: IL DUNQUESNE SPY RING. (14 gennaio 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Torna finalmente sul blog, e oserei dire in grande stile, la rubrica CRONACA, da molti di voi amata proprio per gli argomenti trattati. Di solito nella maggiorparte dei casi tendo a inserire in questa rubrica i fatti relativi alla Seconda Guerra Mondiale, soprattutto se non si riferiscono strettamente a scontri armati o simili. In tal caso andrò ad approfondire una questione molto interessante e al tempo stesso delicata avvenuta nel corso di quegli anni. Protagonista ancora una volta la Germania Nazista e gli USA. Il caso Dunquesne Spy Ring è infatti registrato tutt’oggi negli archivi dell’FBI ed è stato comunemente riconosciuto come il “piú grande caso di spionaggio degli USA”. A renderlo particolarmente celebre, oltre al fatto di per sè, è il termine dello stesso: saranno infatti condannati tutti i 33 gli imputati parte dello spionaggio a 300 anni di carcere. Poco dopo la dichiarazione degli USA del proprio ingresso nel conflitto di guerra, la Germania di Hitler entra subito in uno stato di profonda allerta, avvisando e preparando un’estesa rete di spie e sabotatori già attiva sul territorio americano. Tra i vari gruppi il più potente era capitanato da Fritz Joubert Duquesne. Egli, di origini sudafricane, si era precedentemente distinto come spia nel corso della Seconda guerra boera. Il suo gruppo di spionaggio contava ben 32 agenti nazisti, i quali lavoravano in settori chiave della società statunitense, tra cui ristoranti e luoghi di frequentazione delle alte cariche americane, sulle linee aeree, agenti commerciali per lo scambio di messaggi in codice e altro. Il loro diabolico piano, apparentemente perfetto, venne scoperto grazie a William Sebold, una spia che per due anni resse egregiamente il doppio gioco: egli infatti era un informatore per i Nazisti sotto la copertura del commissariato di New York. Il suo impiego era infatti quello di impiegato presso una stazione radio, ma in contemporanea forniva informazioni via radio sia agli uni che agli altri, svelando così alla giustizia i segreti della rete di Dunquesne. Grazie a Sebold si scoprì dell’esistenza di un potente ordigno nascosto negli stabilimenti della DuPont (a Wilmington, nello stato del Delaware), azienda chimica tutt’oggi molto importante. La missione era davvero molto seria e pericolosa, a tal proposito tutti i membri del sabotaggio erano dotati di maschere antigas. Grazie alla preziosa informazione di Sebold ci fu una tempestiva risposta da parte degli agenti della Federal Bureau of Investigation. Diciannove di loro riconobbero subito la loro colpevolezza, gli altri quattordici vennero sottoposti a numerosi interrogatori al fine di affermare lo stesso. La sentenza finale della Corte Federale Distrettuale di Brooklyn fu di ben tre secoli di carcere. La condanna finale portò alla quasi totale fine del boicottaggio nazista, con le conseguenti sorti finali del conflitto. Con queste parole concludo vi ricordo  di iscrivervi sul blog (www.storytellereyeword.com) e su Instagram (storytellerseyeword) perché raggiunti in contemporanea su entrambe le piattaforme i 500 followers, organizzerò alcuni speciali sul blog piú delle iniziative Instagram e avremo modo insieme di scoprire curiosità tra le piú diverse. Come sempre rispondo ad ogni like e segui. Inoltre sarei felice di ricevere una stellina e un commento e infine di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basterà attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio a tutti!

Greetings to all, Dear Readers! Finally go back to the blog, and I dare say in style, the COLUMN NEWS, by many of you loved precisely for the topics covered. Usually in most cases I tend to include in this column the facts related to the Second World War, especially if they do not refer strictly to armed clashes or the like. In that case, I shall go into a very interesting and at the same time delicate issue that took place during those years. Nazi Germany and the UNITED States once again star. The Sosne Spy Ring case is in fact recorded in the FBI archives to date and has been commonly recognized as the “largest espionage case in the United States”. To make it particularly famous, in addition to the fact in itself, is the end of the same: in fact, all 33 defendants will be sentenced part of the espionage to 300 years in prison. Shortly after the US declared its entry into the war, Hitler’s Germany immediately entered a state of deep alert, alerting and preparing an extensive network of spies and saboteurs already active on American territory. Among the various groups the most powerful was led by Fritz Joubert Duquesne. He, of South African descent, had previously distinguished himself as a spy during the Second Boer War. His espionage group had 32 Nazi agents, who worked in key sectors of U.S. society, including restaurants and places of attendance at High American offices, on airlines, commercial agents for the exchange of coded messages, and more. Their diabolical, seemingly perfect plan was discovered thanks to William Sebold, a spy who for two years was a double-edged sword: he was an informant for the Nazis under the cover of the New York police station. Its use was in fact that of employee at a radio station, but at the same time it provided information by radio to both, thus revealing to justice the secrets of the Sosne network. Sebold discovered the existence of a powerful device hidden in dupont’s factories (in Wilmington, Delaware), a chemical company that is still very important today. The mission was really very serious and dangerous, in this regard all the members of the sabotage were equipped with gas masks. Thanks to Sebold’s valuable information, there was a timely response from agents of the Federal Bureau of Investigation. Nineteen of them immediately acknowledged their guilt, the other fourteen were subjected to numerous interrogations in order to assert the same. The final sentence in Federal District Court in Brooklyn was three centuries in prison. The final condemnation led to the almost total end of the Nazi boycott, with the consequent final fate of the conflict. With these words I conclude I remind you to subscribe to the blog (www.storytellereyeword.com) and instagram (storytellerseyeword) because reached simultaneously on both platforms the 500 followers, I will organize some specials on the blog more than Instagram initiatives and we will have the opportunity together to discover curiosities among the most diverse. As always I respond to every like and follow. Also I would be happy to receive a starlet and a comment and finally vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article in the blue banners on home and confirm. It is possible to vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between votes. A hug to everyone!

Sempre Vostra, Storyteller.

Always Yours, Storyteller.

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