LIBERO PENSIERO: OMAGGIO A GINO STRADA. (4 ottobre 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori. Oggi voglio ricordare con poche semplici parole di un uomo che prima di lasciare questa dimensione il 13 agosto scorso, ha dedicato la sua vita alle persone e alla loro salute. Nel 1994 grazie a lui e la moglie Teresa Sarti viene fondata Emergency, una realtà nobile, ricca di valori, creata allo scopo di  portare cure medico-chirurgiche di elevata qualità e gratuite alle vittime delle guerre, delle mine antiuomo e della povertà. Numerosi sono i suoi aiuti umanitari, nelle terre desolate e distrutte dalla guerra, come ad esempio il Ruanda, la Cambogia e pure l’Afghanistan. Proprio in quest’ultimo fonda tre nuovi ospedali, un reparto maternità e tantissimi punti di primo soccorso. Credo non sia semplice vivere così, costantemente confinato nei luoghi del mondo più tragici, dove la morte arriva come un demone e ti porta via con sé da un momento all’altro. Eppure lui ha sempre guardato oltre sé stesso portando il merito del coraggio, del sostegno sociale, trascinando senza indugio la fame, la miseria e la disperazione della povera gente. Potrei parlare per ore, portare fatti e informazioni prese qua e là da internet, ma alla fine per ricordare e omaggiare una persona non servono molte parole. Basta il nome a volte, questo è il suo caso. Ho sempre stimato le attività promosse e portate avanti da Gino e da Emergency, ho sempre guardato ad essi con profonda ammirazione e rispetto. Nonostante egli non sia più fra noi ricorderò e ricorderemo sempre il nome di Emergency associato a quello di Gino Strada e credo sia il minimo. Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stella e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home page e confermare. È possibile votare un numero illimitato di volte, basta attendere 60 minuti tra una votazione e l’altra. Un abbraccio a tutti!

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Greetings to all, Dear Readers. Today I want to remember with a few simple words of a man who, before leaving this dimension on August 13th, dedicated his life to people and their health.In 1994, thanks to him and his wife Teresa Sarti, Emergency was founded, a noble company, rich in values, created with the aim of bringing high quality and free medical-surgical treatments to the victims of wars, landmines and poverty.Numerous are his humanitarian aid, in wastelands and destroyed by war, such as Rwanda, Cambodia and even Afghanistan. In the latter he founded three new hospitals, a maternity ward and many first aid points. I think it is not easy to live like this, constantly confined to the most tragic places in the world, where death arrives like a demon and takes you away with it at any moment.Yet he has always looked beyond himself, bringing the merit of courage, of social support, dragging along without delay the hunger, misery and despair of the poor people.
I could talk for hours, bring facts and information taken here and there from the internet, but in the end it doesn’t take many words to remember and pay homage to a person.Sometimes the name is enough, this is the case with him.
I have always esteemed the activities promoted and carried out by Gino and Emergency, I have always looked at them with deep admiration and respect.
Although he is no longer with us, I will remember and we will always remember the name of Emergency associated with that of Gino Strada and I think it is the minimum.With these words I conclude, I remind you to leave a star and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade!Just click in the blue bar below the article or in the blue banners on the home page and confirm. You can vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between one vote and the next. Hugs to all!

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LIBERO PENSIERO: RICORDANDO LA STRAGE DI BOLOGNA. (3 agosto 2021)

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Un Saluto tutti, Cari Lettori! Come sempre, quando c’è una ricorrenza, triste o felice che sia, mi piace ricordarla scrivendo alcune righe sul nostro blog, qualsiasi sia la rubrica con il quale desidero condividere il mio pensiero. Oggi, in particolare, voglio ricordare di una tragedia, forse una delle più drammatiche accadute negli ultimi 50 anni di storia in Italia. Mi riferisco alla Strage di Bologna. Ebbene, come sempre accade nelle letture di LIBERO PENSIERO, non troverete un contenuto di tipo divulgativo e accademico, l’obiettivo di queste righe non è certo di scrivervi nel dettaglio quanto accadde quel giorno. Perciò vi suggerisco, qualora non siete a conoscenza del fatto, di approfondire di cosa si tratta con una ricerca su internet o dove preferite. Il violento boato, la conseguenza dell’ordigno esplosivo esploso nell’ala sinistra dell’edificio su piazza Medaglie d’Oro, provoca molte vittime, circa 80 morti e oltre 200 feriti. Un dramma simile è qualcosa di sconvolgente: al termine dell’esplosione si palesano mucchi di macerie e detriti, la gente non si muove, non si distingue e vanno cercate dai soccorsi proprio lì sotto. Tutta Bologna e lo stesso presidente della Repubblica di allora, Sandro Pertini, si manifestano nello sgomento e nello sconforto. Molti volontari seguono i servizi pubblici, rimboccandosi le maniche alla ricerca di qualche sopravvissuto rimasto bloccato tra le macerie. Alla mente riaffiorano i ricordi di un altro terribile attentato, accaduto appena sei anni prima a San Benedetto Val di Sambro, sull’Appennino, noto come la Strage dell’Italicus. Per quanto accaduto vi chiedo, come sempre, di dedicare un piccolo momento di raccoglimento, senza troppe manifestazioni, senza bisogno di troppi arcaismi, semplicemente ricordate, perché il ricordo è l’arma più forte e potente contro l’odio e la violenza. Ricordare è il metodo più semplice ed efficace per vivere con gioia e serenità sociale. Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stella e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home page e confermare. È possibile votare un numero illimitato di volte, basta attendere 60 minuti tra una votazione e l’altra. Un abbraccio a tutti!

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Greetings all, Dear Readers!
As always, when there is an anniversary, sad or happy it may be, I like to remember it by writing a few lines on our blog, whatever the column with which I wish to share my thoughts. Today, in particular, I want to remind you of a tragedy, perhaps one of the most dramatic that has occurred in the last 50 years of history in Italy. I refer to the Bologna massacre. Well, as always happens in the readings of FREE THOUGHT, you will not find a popular and academic content, the aim of these lines is certainly not to write you in detail what happened that day.
Therefore I suggest, if you are not aware of the fact, to deepen what it is with an internet search or where you prefer. The violent roar, the consequence of the explosive device that exploded in the left wing of the building on Piazza Medaglie d’Oro, causes many victims, about 80 dead and over 200 injured. A similar drama is something shocking: at the end of the explosion piles of rubble and debris are revealed, people do not move, do not distinguish themselves and must be sought by the rescuers right below. All of Bologna and the president of the Republic of the time himself, Sandro Pertini, manifest themselves in dismay and despair.
Many volunteers follow public services, rolling up their sleeves in search of any survivors stuck in the rubble.
Memories of another terrible attack come to mind, which occurred just six years earlier in San Benedetto Val di Sambro, in the Apennines, known as the Italicus Massacre. Regarding what has happened, I ask you, as always, to dedicate a small moment of meditation, without too many manifestations, without the need for too many archaisms, simply remember, because memory is the strongest and most powerful weapon against hatred and violence. Remembering is the simplest and most effective way to live with joy and social serenity. With these words I conclude, I remind you to leave a star and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article or in the blue banners on the home page and confirm.
You can vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between one vote and the next. Hugs to all!

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LIBERO PENSIERO: NON DIMENTICARE. (21 luglio 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Questo articolo, o meglio questo pensiero, era per me doveroso da pubblicare sul blog. Se c’è una regola che vige sovrana su Storyteller’s Eye Word è quella di non dimenticare mai e di portare rispetto per tutto ciò che accade intorno a noi e nel mondo, anche quando fatti e culture ci sembrano davvero distanti nel tempo. Per molti è il caso di quanto accaduto il 20 luglio del 2001, di cui si è celebrato un ricordo appunto ieri. Parlo dei fatti accaduti alla scuola Diaz e delle ferite che tutt’ora porta con sé la città di Genova. Ebbene non sarà in questa sede che andrò ad elencare tutto ciò che accadde quella notte, ma vorrei illustrare brevemente i passi salienti per comunicare con voi emozioni e riflessioni, rivivendo e contemplando il dolore vissuto. Infatti, poco prima della mezzanotte, i poliziotti genovesi riversano un profondo sentimento di ira contro il giornalista Mark Cowell, a Genova per documentare i fatti e le violenze della polizia durante il G8. In seguito, convinti di colpire i Black block, primi responsabili del disordine nella città in quei giorni, i poliziotti si scagliano con violenza e crudeltà su 93 persone, accampate per un evento di natura pacifica presso la scuola Diaz, causando episodio di vera disumanità. Al grido “dobbiamo parlare” i poliziotti risposero “li dobbiamo ammazzare “. Il solo pensiero mi porta molto molto dolore e tristezza. Ricordo quando, durante gli anni del liceo, fecero vedere alla nostra classe presso l’Auditorium dell’edificio scolastico il film “Diaz “, che documenta in maniera straziante, ma del tutto veritiera, il fatto. La visione di quel film urtò moltissimo la mia sensibilità, tanto che il pensiero di quelle immagini mi portò malinconia per giorni. La polizia dovrebbe essere l’organo statale e sociale atto alla protezione di cittadini e non il contrario. Questo pensiero credo faccia molto riflettere. Sono sicura che quanto accaduto abbia fatto riflettere le generazioni successive, aventi le stesse responsabilità e gli stessi doveri sociali. Ricordare è un dovere civico, ci accomuna tutti, nessuno escluso. Ricordare i fatti dolorosi e le tragedie con profondo rispetto ci aiutano a creare un futuro migliore per tutti. Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stella e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home page e confermare. È possibile votare un numero illimitato di volte, basta attendere 60 minuti tra una votazione e l’altra. Un abbraccio a tutti!

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Greetings to all, Dear Readers! This article, or rather this thought, was my duty to publish on the blog.
If there is a rule that prevails on Storyteller’s Eye Word it is to never forget and to respect everything that happens around us and in the world, even when facts and cultures seem really distant in time. For many, this is the case with what happened on July 20, 2001, a remembrance of which was celebrated yesterday. I speak of the events that occurred at the Diaz school and of the wounds that the city of Genoa still carries with it.
Well, it will not be here that I am going to list everything that happened that night, but I would like to briefly illustrate the salient steps to communicate emotions and reflections with you, reliving and contemplating the pain experienced. In fact, just before midnight, the Genoese policemen pour a deep feeling of anger against the journalist Mark Cowell, in Genoa to document the facts and the violence of the police during the G8. Later, convinced to hit the Black Blocks, the first responsible for the disorder in the city in those days, the policemen lash out with violence and cruelty on 93 people, camped for an event of a peaceful nature at the Diaz school, causing an episode of true inhumanity. To the cry “we have to talk” the policemen replied “we have to kill them”. The very thought brings me very much pain and sadness. I remember when, during the years of high school, they showed our class in the auditorium of the school building the film “Diaz”, which documents the fact in a heartbreaking but completely truthful way. The vision of that film greatly shocked my sensitivity, so much so that the thought of those images brought me melancholy for days. The police should be the state and social body for the protection of citizens and not the other way around. I think this thought makes us think a lot. I am sure that what happened made subsequent generations reflect, having the same responsibilities and the same social duties. Remembering is a civic duty, it unites us all, no one excluded. Remembering painful facts and tragedies with deep respect help us create a better future for all. With these words I conclude, I remind you to leave a star and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article or in the blue banners on the home page and confirm. You can vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between one vote and the next. Hugs to all!

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EMPATIA: LA GIORNATA MONDIALE DEL LIBRO. (6 maggio 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Come sempre nei post della rubrica EMPATIA mi piace ricordare date importanti per quanto concerne eventi e aspetti del quotidiano da rispettare e onorare. Non é da meno il caso del libro, strumento oserei dire fondamentale, parte integrante per la vita di molti di noi. La data in cui si è consueti ricordarlo è il 23 aprile e si tratta di un ricorrenza promossa dall’UNESCO, allo scopo di valorizzare e celebrare la lettura, nobile attività culturale fondamentale per la storia dei popoli e dell’umanità. La data scelta non è a caso: coincide infatti con la già storicamente esistente festa del libro, di tradizione spagnolo-catalana, celebrata a partire dal 1931 per ordine dell’allora re Alfonso XIII. Inoltre il 23 aprile é la data in cui si ricorda la morte di due pietre miliari del panorama letterario, ovvero lo scrittore spagnolo Miguel de Cervantes, il grandioso autore del Don Chisciotte de la Mancha, e l’immortale William Shakespeare. È inoltre la data di nascita dello scrittore Vladimir Nabokov, padre letterario dell’opera Lolita. Curiosità interessante è che la prima festa del libro, celebrata ovviamente in Spagna, più precisamente a Barcellona, si volse in realtà il 7 ottobre, data di nascita di Cervantes, per iniziativa dell’editore Vincent Clavel Andrès. Lo stesso re decise successivamente di estendere la giornata su tutto il territorio nazionale, ricordando lo scrittore e la letteratura stessa il 23 aprile. Da 25 anni questa data é stata riconosciuta a livello mondiale per opera dell’UNESCO, attraverso il patrocinio proclamato dalla Conferenza Generale di Parigi del 1996. La ricorrenza é nota in particolare nel territorio catalano come “LA Giornata del Libro e della Rosa”. Il 23 aprile è infatti anche il giorno di celebrazione di San Giorgio, patrono della Catalogna, per questo è tradizione nella regione che gli uomini offrano una rosa in dono alle donne. Durante la giornata non è raro trovare libri in vendita con tanto di rosa rossa tra le pagine. Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stellina e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basterà attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio a tutti!

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Greetings to all, Dear Readers! As always in the posts of the EMPATIA column, I like to remember important dates regarding events and aspects of everyday life to be respected and honored. It is no less the case of the book, an instrument I would dare to say fundamental, an integral part for the life of many of us. The date on which it is customary to remember it is April 23 and it is an anniversary promoted by UNESCO, in order to enhance and celebrate reading, a noble cultural activity that is fundamental for the history of peoples and humanity.
The date chosen is not by chance: it coincides with the already historically existing book festival, of Spanish-Catalan tradition, celebrated starting in 1931 by order of the then King Alfonso XIII. Furthermore, 23 April is the date on which two milestones of the literary landscape are remembered, namely the Spanish writer Miguel de Cervantes, the great author of Don Quixote de la Mancha, and the immortal William Shakespeare. It is also the date of birth of the writer Vladimir Nabokov, the literary father of the opera Lolita. An interesting curiosity is that the first book festival, obviously celebrated in Spain, more precisely in Barcelona, actually took place on 7 October, the date of birth of Cervantes, on the initiative of the publisher Vincent Clavel Andrès.
The king himself later decided to extend the day throughout the country, remembering the writer and the literature itself on April 23. For 25 years this date has been recognized worldwide by UNESCO, through the sponsorship proclaimed by the General Conference of Paris in 1996. The anniversary is known in particular in the Catalan territory as “The Day of the Book and the Rose”. In fact, April 23 is also the day of celebration of St. George, patron saint of Catalonia, which is why it is a tradition in the region for men to offer a rose as a gift to women.
During the day it is not uncommon to find books on sale with a lot of red roses between the pages. With these words I conclude, I remind you to leave a star and to vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade!
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LIBERO PENSIERO: GIORNATA DELLA MEMORIA E DELL’IMPEGNO. (27 marzo 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Questo articolo è davvero importante per me, per due ragioni fondamentali: in primis per l’argomento trattato e secondo per la modalità in cui verrà espresso. Amo la rubrica di LIBERO PENSIERO quando gli argomenti necessitano del mio personale contributo. Avrei potuto trattare tutto in altre rubriche, ma avrei perso significato, avrei semplicemente riportato concetti senza esprimere minimamente il mio parere. Altro aspetto assolutamente voluto é il fatto di non pubblicare il post esattamente durante la data della celebrazione comune della giornata. Tantissimi colleghi sulla piattaforma hanno giustamente trattato il discorso il 21 marzo, ma io ho voluto fare diversamente, un pó perché anche impegnandomi fatico a fare ciò che é socialmente corretto. Inoltre volevo mettere l’accento sul fatto che per me è sempre “la giornata di”, il ricordo e il rispetto si vivono nella quotidianità. Nulla togliere alla scelta della data, assolutamente simbolica, visto che corrisponde al principio della stagione primaverile. In quest’ottica si può considerare come la rinascita umana, con nuova veste e soprattutto nuova realtà sociale. Il pensiero é da sempre l’arma più potente per sconfiggere il male. Oggi per nostra fortuna non abbiamo piú bisogno dell’istinto, non dobbiamo più combattere per sopravvivere, come i nostri antenati primitivi. Eppure, di tutto il male che l’uomo e la vita hanno subito fu a causa dell’uomo stesso, che ha agito con rabbia, disprezzo, superiorità e sete di vendetta, verso i propri simili e verso tutto il mondo dei viventi. Lo scopo principe di questo post è dunque dedicare un momento alla riflessione, approfondimento e di incontro, nel ricordo di relazioni vive, di testimonianze, di storie, ma soprattutto di vicinanza attorno ai familiari delle vittime innocenti delle mafie, persone che hanno subito una grande lacerazione. Il nostro pensiero rivolto a loro, in svariati momenti e occasioni può aiutare a colmare vuoti interiori e un identità alla sofferenza. Costruire insieme una memoria comune é il principio di una nuova e migliore società. Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stellina, un commento e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basterà attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio a tutti!

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Greetings to all, Dear Readers! This article is really important to me, for two fundamental reasons: firstly for the subject dealt with and secondly for the way in which it will be expressed. I love the FREE THOUGHT column when topics need my personal input. I could have dealt with everything under other headings, but I would have lost meaning, I would have simply brought back concepts without expressing my opinion in the slightest. Another aspect absolutely desired is the fact of not publishing the post exactly during the date of the common celebration of the day. Many colleagues on the platform rightly addressed the speech on 21 March, but I wanted to do it differently, a little because I also worked hard to do what is socially correct. I also wanted to emphasize that for me it is always “the day of”, memory and respect are lived in everyday life. Nothing to detract from the choice of date, absolutely symbolic, since it corresponds to the principle of the spring season. From this point of view, it can be considered as human rebirth, with a new guise and above all a new social reality. Thought has always been the most powerful weapon to defeat evil. Today, fortunately, we no longer need instinct, we no longer have to fight to survive, like our primitive ancestors. Yet, of all the evil that man and life have suffered was because of man himself, who acted with anger, contempt, superiority and thirst for vengeance, towards his fellow human beings and towards the whole world of the living. The main purpose of this post is therefore to dedicate a moment to reflection, deepening and meeting, in memory of living relationships, testimonies, stories, but above all closeness around the families of the innocent victims of mafias, people who have suffered a great laceration. Our thoughts turn to them, at various times and occasions can help fill inner gaps and an identity to suffering. Building a common memory together is the principle of a new and better society. With these words I conclude, I remind you to leave a starlet, a comment and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article or in the blue banners at home and confirm. It is possible to vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between votes. A hug to everyone!

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CRONACA: LA STRAGE DI NASSIRIYA (18 NOVEMBRE 2020)

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Un saluto a tutti, Cari Lettori! Torna dopo molto tempo la rubrica CRONACA, per ricordare, come di solito faccio con quest’ultima, fatti eclatanti e drammatici che segnano le pagine della storia contemporanea. In particolare oggi, in occasione del diciassettesimo anniversario, voglio raccontare della Strage di Nassiriya, che probabilmente in molti ricorderanno. Come sempre i miei articoli non hanno quasi mai l’idea di definire in modo dettagliato un fatto, soprattutto in questa rubrica, ma di riportare alla memoria vere e proprie tragedie, per non dimenticare e indurre alla riflessione. Era il 12 novembre del 2003, io avevo da poco compiuto sette anni e come tutti i miei coetanei ero ignara di quanto stesse davvero accadendo nella città irachena in questione. La causa di tutto è un camion cisterna Kamaz, contenente 150 chili circa di tritolo mescolato a liquido infiammabile. Alla guida ci sono due

terroristi votati al martirio. Si gettano con foga contro l’ingresso di base Maestrale e lì esplode, devastando la palazzina adibita a Camera di Commercio. La loro azione li porta all’omicidio di  19 italiani e 9 iracheni, più una sessantina di feriti. Nonostante la fine del conflitto in Iraq da ormai sei mesi, l’Onu decise di inviare truppe provenienti da tutti gli Stati per sostenere la rinascita del Paese. Per l’Italia il progetto ebbe inizio il 15 luglio con la missione ” Antica Babilonia”. Gli obbiettivi erano molteplici: il mantenimento dell’ordine pubblico, l’addestramento delle forze di polizia del posto, la gestione dell’aeroporto e gli aiuti da portare alla popolazione. La memoria, per quanto possa affliggere il nostro animo, è una delle armi più potenti per sterminare l’odio, il terrore e in generale simile disgrazie. Ricordare aiuta i posteri a prendere coscienza di come le nostre azioni possano fare la differenza, come una sola persona possa diventare autore di molteplici fatti, tra i più differenti. L’uomo seguendo la sola voce dell’egoismo e della cattiveria ha dato sfogo a stragi, persecuzioni, guerre e altre tragedie di larga scala. Impariamo a pensare e riflettere ogni giorno su ciò che è stato fatto dalle generazioni precedenti, per essere oggi persone migliori. Con queste parole concludo, se anche a voi questo post ha fatto riflettere lasciate una stellina, un commento e votate su Net-Parade per Storyteller’s Eye Word. Basta cliccare sulla barra blu sotto questo video o sui banner blu in home e confermare. Si può votare un numero illimitato di volte, basta attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio a tutti.

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EMPATIA: RICORDANDO LAIKA (3 novembre 2020)

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Un saluto a tutti, Cari Lettori! Scusandomi fin da subito per il ritardo di pubblicazione rispetto al solito, mi accingo finalmente alla stesura di questo articolo. L’argomento

di oggi, come immagino avrete compreso se avete letto il mio post di ieri, è particolarmente importante. In caso contrario, per avere un quadro generale dei prossimi articoli, vi consiglio la lettura della pubblicazione precedente. Inizio quindi subito questa narrazione che ha il sapore drammatico, di un’azione che ai tempi in cui fu compiuta è stata ingiustamente svalutata per avvalorarne un’altra ugualmente importate, portando a compimento quello che per me è uno degli atti più barbari mai fatto dl genere umano. Questo non tanto per l’atto in sè, purtroppo tragedie simili ne succedono quotidianamente, ma per essere passato come un sacrificio necessario, nonostante fosse tranquillamente evitabile. Il rispetto della vita, di qualunque specie o regno sia, deve essere sempre promossa. Come ormai voi lettori sapete, Storyteller’s Eye Word da un valore forte al termine rispetto, inserendovi ogni aspetto della vita tra i più vari. Era il 3 novembre 1957 e Laika, una cagnolina metà Husky e metà Terrier decollava a bordo della capsula sovietica Sputnik 2. Poche ore dopo morì in seguito a lunghe ore di atroci sofferenze. Anni dopo, in un intervista che rilasciò nel 1998, lo scienziato russo Oleg Georgievich Gazenko, ricordò l’inutile sacrificio di Laika con le seguenti parole:

Laika, quel cane di strada dalla storia triste, morì tra le 5 e le 7 ore dopo il lancio dello Sputnik 2. Il sacrificio di Laika la rese una vera eroina nazionale, ricordata per sempre con eventi, statue e francobolli. Oleg Gazenko, il suo addestratore racconta: “Più passa il tempo, più ci dispiace di quello che è successo, non lo avremmo fatto. Non abbiamo imparato abbastanza da questa missione per giustificare la perdita dell’animale“. 

Lo scienziato venne a mancare anni dopo, nel 2007, ricordando il suo ruolo di addestratore e selezionatore di cani, di solito presi con crudeltà dalla strada per inserirli in controversi esperimenti spaziali. Sarebbe inutile a questo punto, raccontare fedelmente l’accaduto, piuttosto si tratta di un piccolo spazio in memoria di una morte ingiusta e sofferta, un inno alla nostra crudeltà e prevaricazione verso creature innocenti. Con queste parole concludo, conoscevate la tragica storia di Laika? Un forte abbraccio a tutti.

Sempre Vostra, Storyteller.

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LIBERO PENSIERO: CHI HA LOTTATO PER NOI. ( 24 luglio 2020)

Un saluto a tutti cari Lettori! In via del tutto straordinaria, seguendo la scia nel mio cuore e del mio istinto, voglio condividere con voi un mio pensiero libero. Oggi LIBERO PENSIERO EXTRA, nato per riflettere sulle parole, lascia spazio al padre da cui EXTRA e DIARIO sono stati generati. Perché a volte per riflettere e pensare non c’è bisogno di qualcosa che ti spinge a farlo, almeno non qualcosa di esterno al sè. Questo mio post da giorni giace nella mia mente e ciò perchè l’anniversario dell’evento da cui si origina ricade il 19 luglio. Probabilmente sapete a cosa mi riferisco e non potevo certo

esimermi dal ricordare: 28 anni fa, nel 1992, ci lasciava Paolo Borsellino, noto magistrato italiano dell’epoca, ancor più noto oggi per la sua scomparsa. In questo articolo voglio solo, con grande umiltà, esprimere un personale momento di raccoglimento, per una persona che per lungo tempo si è battuto come un vero guerriero contro un male che affligge ormai l’intera umanità. Ho intenzione di raccontare alcune curiosità in cui mi sono imbattuta in questi giorni, in un prossimo articolo,dove ovviamente racconterò anche la trama del tragico evento che lo vede protagonista, la Strage di via D’Amelio. Tempo fa, allo stesso modo, ho ricordato la scomparsa di Giovanni Falcone, anch’esso venuto a mancare tragicamente, anch’esso per essersi battuto a sfavore delle stesso male. Ve ne consiglio la lettura, anche se si tratta di un articolo pubblicato il 10 giugno, condividendo il link qui https://storytellerseyewords.com/2020/06/10/empatia-la-strage-di-capaci-10-giugno-2020/. Con queste parole concludo, un forte abbraccio.

Sempre Vostra, Storyteller.

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LIBERO PENSIERO: SCRIVERE CONTRO LO SCONFORTO ( Testo trasferito del 18 aprile 2020)

Buonasera cari Lettori! Mi rendo conto che sono passati alcuni giorni dall’ultima volta che scrissi qualcosa su Storyteller’s Eye World, ma sapete ormai come sono fatta. Non è raro che lo stress quotidiano affligga il mio pensiero e che mi senta costretta a mettere ordine nella mia mente. Un ordine che però era necessario non soltanto per il periodo in cui lo vivevo, ma piuttosto per le idee che ora lucidamente riaffiorano e che riempiranno col tempo gli spazi bianchi delle pagine di questo blog. La mia sete di curiosità infatti, nonostante il clima teso, non si è placata e ho continuato a cercare informazioni strane e talvolta imprevedibili, come suggerisce la logica di questa pazza piattaforma, talvolta con il fascino di ciò che si cela fuori dal mondo. Lo sconforto generale che ho vissuto non è stato portato solo dal periodo, seppur terribile e devastante, con i suoi bollettini giornalieri che sembrano non cessare la sua crescita, con numeri che fanno raggelare il sangue se pensiamo a quante persone perdono la vita a causa di questa bestia infame. Non è solo questo il problema. E che non percepiamo davvero dolore di una tragedia sociale finché le conseguenze, in un modo o nell’altro, non toccano i nostri sensi direttamente. Come forse sapete, visto l’entità del dramma e della persona coinvolta, anche se forse lasciare per scontato risulta sbagliato, un grande scrittore ci ha lasciati nel 

corso della giornata di giovedì 16 aprile. Parlo del noto Luis Sepúlveda, che si è distinto per le sue attività di giornalista, sceneggiatore, poeta, regista e attivista. Il progetto che probabilmente lo rende più famoso e forse anche paladino dei nostri cuori di fanciullo (parlo ovviamente della mia generazione, di tutti coloro che sono nati alla fine degli anni ’90) è stato ” Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”.Un’opera sublime, che aveva il potere di far crescere e di insegnare, senza necessariamente farti diventare un adulto precoce e che al medesimo modo, anche i più grandi potevano usufruirne per scacciare i pensieri più negativi del solito tran-tran quotidiano. Con questo libro conobbi le storie di Sepùlveda e iniziai ad appassionarmi ad un genere che ha l’accortezza di non stancarti mai, di lasciarti nel limbo temporale dell’animo sognatore, dandoti possibilità di restare te stesso, di ascoltare quella parte recondita di te che la società di porta a sotterrare, a dimenticare. 
Oggi è difficile essere ottimisti, ma questo blog, con le sue mille e illimitate risorse, dal momento che è una mia invenzione e posso scrivere ciò che più mi fa star bene, può aiutarmi ad essere una persona migliore con me stessa. Ebbene, detto ciò, invito chiunque abbia possibilità di leggere quanto ho scritto, di pensare, soprattutto in questa situazione, a tutto ciò che ci rende davvero felici, a ciò che ci avvicina emotivamente alla fine di questo grande caos. E’ forse l’unica arma che ci rimane per sconfiggere il dolore e la negatività. Vi saluto, consapevole che scriverò nuovamente molto presto.
Un abbraccio virtuale a tutti.

Sempre Vostra, Storyteller.