CRONACA: STORIA DEL CAROSELLO. (10 febbraio 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Oggi pubblico ben tre articoli, rispetto ai due soliti, approfittando di un momento di tregua dal dolore all’orecchio, storia che ormai conoscete perché ve l’ho detto almeno cinque volte, al contrario di domani, che pubblicherò un solo articolo che segnerà l’inizio dell’evento a tema San Valentino. Questo articolo parla di un’epoca che purtroppo tanti di noi non hanno avuto il piacere di vivere e che mi ha sempre incuriosito, ovvero quel decennio in cui il mondo scopre l’arrivo nelle case della televisione, oggi un elettrodomestico snobbato per la costante evoluzione che viviamo, ma che all’epoca era un’invenzione straordinaria. Da allora in Italia si assiste all’arrivo dei canali Rai e si scopre il valido aiuto che essa può dare al business, visto la sua forte valenza come innovativo mezzo di comunicazione. È così che nasce la ormai nota pubblicità. All’epoca non c’era il telecomando per fare zapping, ma tutti, grandi e piccoli, attendevano il momento della pausa pubblicitaria con gioia. Il nome della pubblicità era Carosello e si trattava di un vero e proprio teatrino di personaggi reali e immaginari associati ad altrettanti prodotti commerciali. Nel giro di tre anni dall’avvio delle programmazioni televisive Rai, si poté assistere al graduale aumento degli spettatori e ciò fece comprendere la necessità di sfruttare il nuovo mezzo comunicativo a vantaggio delle aziende e delle entrate. Perciò la Rai decise di realizzare un format, un nuovo contenitore allo scopo di pubblicizzare i prodotti più vari, mantenendo alto il principio di intrattenimento per ogni fascia d’età. Si trattavano infatti di veri e propri cortometraggi. Contrariamente alle pubblicità odierne ogni “scenetta”, secondo le regole imposte dalla SACIS (società di produzione e censore della RAI), aveva un spazio non superiore ai 2 minuti e 15, dei quali solo gli ultimi 35 secondi da dedicare alla reclame. Il titolo fu deciso da Marcello Severati, ispirato probabilmente dal recente film musicale Carosello napoletano. Il bozzetto della copertina del contenuto fu opera di Gianni Polidori. Autore della sigla Luciano Emmer, a cui segue un rullo di tamburi e da una tipica tarantella. Contrariamente a quando progettato dai vertici Rai, l’esordio non fu all’inizio dell’anno 1957, bensì domenica 3 febbraio alle 20.50 della sera, cosicché anche i piú piccoli potessero beneficiarne senza andare a dormire troppo tardi. I primi marchi pubblicizzati furono “Shell”, “l’Oreal”, “Singer” e “Cynar” . Con il passare del tempo Carosello conquistò il favore del pubblico spettatore, anche grazie alla presenza nelle scenette di volti noti del cinema italiano come Totò, Macario, Vittorio Gassman, Mina e Nino Manfredi. Vennero inoltre resi celebri i personaggi Angelino, Carmencita e il pulcino Calimero, ricordati con affetto e simpatia da tutti i bambini. Carosello venne ufficialmente messo in pensione nel 1977, con un annuncio d’addio affidato a Raffaella Carrà. Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stellina, un commento e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basterà attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio a tutti!

Greetings to all, Dear Readers! Today I publish three articles, compared to the two usual, taking advantage of a moment of respite from pain in the ear, a story that you now know because I have told you at least five times, as opposed to tomorrow, that I will publish a single article that will mark the beginning of the Valentine’s Day-themed event. This article speaks of an era that unfortunately many of us have not had the pleasure of living and that has always intrigued me, that is, that decade in which the world discovers the arrival in the homes of television, today an appliance snubbed for the constant evolution that we live, but that at the time was an extraordinary invention. Since then in Italy we have witnessed the arrival of Rai channels and we discover the valid help that it can give to the business, given its strong value as an innovative means of communication. This is how the now well-known advertisement was born. At the time there was no remote control to zapping, but everyone, large and small, was waiting for the moment of the advertising break with joy. The name of the advertisement was Carosello and it was a real theater of real and imaginary characters associated with as many commercial products. Within three years of the start of rai television programming, it was possible to see a gradual increase in viewers and this made it clear the need to exploit the new means of communication for the benefit of companies and revenues. Therefore Rai decided to create a format, a new container in order to advertise the most varied products, maintaining the principle of entertainment for every age group. In fact, they were real short films. Contrary to today’s advertisements, each “s script”, according to the rules imposed by SACIS (production company and rai censor), had a space of no more than 2 minutes and 15 minutes, of which only the last 35 seconds to devote to the reclame. The title was decided by Marcello Severati, probably inspired by the recent musical film Carosello napoletano. The sketch of the cover of the content was the work of Gianni Polidori. Author of the theme Luciano Emmer, followed by a drum roll and a typical tarantella. Contrary to what was planned by the Rai summits, the debut was not at the beginning of the year 1957, but on Sunday 3 February at 8.50 pm, so that even the little ones could benefit without going to sleep too late. The first brands advertised were “Shell”, “l’Oreal”, “Singer” and “Cynar”. Over time Carosello won the favor of the spectator audience, also thanks to the presence in the skits of well-known faces of Italian cinema such as Totò, Macario, Vittorio Gassman, Mina and Nino Manfredi. The characters Angelino, Carmencita and the chick Calimero were also made famous, remembered with affection and sympathy by all the children. Carosello was officially retired in 1977, with a farewell announcement entrusted to Raffaella Carrà. With these words I conclude, I remind you to leave a starlet, a comment and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article in the blue banners on home and confirm. It is possible to vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between votes. A hug to everyone!

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CRONACA: LA NASCITA DELLA TELEVISIONE ITALIANA. (15 gennaio 2020)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Ci tenevo particolarmente alla pubblicazione di questo articolo perché l’argomento che andrò a trattare, così come ho scritto nel post precedente, mi ha sempre affascinato.Voi avete ben chiaro tutti i passaggi storici che hanno portato alla comparsa nelle case degli italiani delle trasmissioni televisive Rai? Sicuramente un aspetto che intendo approfondire in futuro é tutto il percorso evolutivo dalla comparsa della prima televisione in Italia nel 1936, quando ancora la televisione era più simile a una radio con un piccolissimo schermo nella parte più alta, fino al famoso 3 gennaio 1954, oltre 67 anni fa ormai, quando le trasmissioni RAI iniziarono la loro comparsa nelle nostre vite. Farò prossimamente le mie ricerche e successivamente pubblicherò un articolo. Se qualcosa prima di quel fatidico 1954 veniva trasmesso alla televisione, cos’era? A parte questo interrogativo e breve deviazione compiuta, inizio dunque a parlare della nascita della Rai come emittente televisivo. Lo storico incipit di Fulvia Colombo, la decana di tutte le “signorine buonasera”, si sente provenire dal televisore: “La RAI Radiotelevisione Italiana inizia oggi il suo regolare servizio di trasmissioni televisive”. A seguire direttamente dagli studi di Milano inizia ufficialmente la prima trasmissione televisiva italiana. L’evento è seguito da 15mila apparecchi in tutto il territorio nazionale, distribuiti tra abitazioni e bar dove sono raccolti migliaia di italiani. Oggi sembra del tutto impensabile, ma la televisione nel 1954 era da considerarsi una sorta di bene di lusso, che solo un numero limitato di persone disponeva a casa propria. Il metodo migliore per vedere la televisione era quindi andare al bar, che durante la serata diventava una sorta di cinema allestito per l’occasione. Una televisione all’epoca aveva infatti un costo pari cinque salari medi di un operaio. Il giorno successivo intorno alle 11 del mattino la trasmissione ricomincia, dapprima con una musica di fondo e alcune semplici immagini in bianco e nero, poi finalmente la musica sfuma e compare un volto femminile pronto ad elencare la programmazione nel corso della giornata. Il palinsesto è molto scarso rispetto a quelli di oggi, ma si tratta comunque di un fatto sorprendente e del tutto nuovo. Si parte con la telecronaca dell’inaugurazione delle sedi RAI di Milano, Roma e Torino, cui segue la rubrica “Arrivi e partenze”, condotta dall’allora giovanissimo italoamericano Mike Bongiorno, che a breve diventerà volto noto della programmazione d’intrattenimento famigliare dell’orario di cena. Il pomeriggio fu dedicato allo sport e successivamente venne trasmessa la pellicola “Le miserie del signor Travet” (nel cast figurano Gino Cervi e Alberto Sordi) di Mario Soldati. Alle 20,45 venne trasmesso il primo telegiornale, per la prima volta del tutto regolare. Sembra infatti che un primo telegiornale sperimentale venne trasmesso il 10 settembre del 1952. La serata fu infine dedicata al teatro, con la commedia “L’osteria della posta” di Carlo Goldoni, trasmessa per l’occasione in diretta e portata in scena da Isa Barzizza e Leonardo Cortese. Il sipario cala alle 23 e sullo schermo domina il primo monoscopio RAI. Tre mesi dopo la vecchia denominazione “Radio Audizioni Italiane S.p.A” viene sostituita con la più celebre e conosciuta “Radio Televisione Italiana”. Da allora l’offerta televisiva inizia a crescere sempre di più, con la comparsa per la prima volte del Festival di Sanremo e del famosissimo quiz diretto da Mike Buongiorno “Lascia o Raddoppia? ” e ovviamente tanti altri. Concludo ricordando di iscrivervi sul blog (www.storytellereyeword.com) e su Instagram (storytellerseyeword) perché raggiunti in contemporanea su entrambe le piattaforme i 500 followers, organizzerò alcuni speciali sul blog piú delle iniziative Instagram e avremo modo insieme di scoprire curiosità tra le piú diverse. Come sempre rispondo ad ogni like e segui. Vi ricordo di lasciare una stellina, un commento e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basterà attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio a tutti!

Greetings to all, Dear Readers! I was particularly interested in the publication of this article because the topic I am going to deal with, as I wrote in the previous post, has always fascinated me. Do you have clearly all the historical passages that led to the appearance in the homes of the Italians of rai television broadcasts? Surely one aspect that I intend to deepen in the future is the entire evolutionary path from the appearance of the first television in Italy in 1936, when television was still more like a radio with a very small screen at the highest part, until the famous 3 January 1954, over 67 years ago now, when RAI broadcasts began their appearance in our lives. I will do my research in the near future and then publish an article. If something before that fateful 1954 was broadcast on television, what was it? Apart from this question and short deviation accomplished, I therefore begin to talk about the birth of Rai as a television station. The historic incipit of Fulvia Colombo, the dean of all the “good evening ladies”, is heard coming from the TELEVISION: “RAI Radio and Television Italian begins today its regular service of television broadcasts”. Following directly from the Studios of Milan officially begins the first Italian television broadcast. The event is followed by 15,000 appliances throughout the national territory, distributed between homes and bars where thousands of Italians are collected. Today it seems completely unthinkable, but television in 1954 was to be considered a kind of luxury good, which only a limited number of people had at home. The best way to watch television was then to go to the bar, which during the evening became a kind of cinema set up for the occasion. Television at the time cost five average wages of a worker. The next day around 11 am the broadcast begins again, first with background music and some simple black and white images, then finally the music fades and a female face appears ready to list the programming later in the day. The schedule is very poor compared to today’s, but it is still a surprising and completely new fact. It starts with the news of the inauguration of the RAI offices in Milan, Rome and Turin, followed by the column “Arrivals and departures”, conducted by the then very young Italian-American Mike Bongiorno, who will soon become the known face of the family entertainment programming of dinner time. The afternoon was dedicated to sport and later the film “Le miserie del Signor Travet” (cast includes Gino Cervi and Alberto Sordi) by Mario Soldati was broadcast. At 8:45 p.m., the first news cast was broadcast, for the first time entirely regular. It appears that an early experimental news cast was broadcast on September 10, 1952. The evening was finally dedicated to the theater, with the comedy “L’osteria della posta” by Carlo Goldoni, broadcast for the occasion live and staged by Isa Barzizza and Leonardo Cortese. The curtain falls at 11 pm and the first RAI monoscope dominates the screen. Three months later the old name “Radio Audizioni Italiane S.p.A” was replaced with the most famous and well-known “Radio Televisione Italiana”. Since then the television offer has started to grow more and more, with the appearance for the first time of the Sanremo Festival and the famous quiz directed by Mike Buongiorno “Lascia o Raddoppia? ” and of course many others. I conclude by remembering to subscribe to the blog (www.storytellereyeword.com) and Instagram (storytellerseyeword) because reached simultaneously on both platforms the 500 followers, I will organize some specials on the blog more than instagram initiatives and we will have the opportunity together to discover curiosities among the most diverse. As always I respond to every like and follow. I remind you to leave a starlet, a comment and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article in the blue banners on home and confirm. It is possible to vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between votes. A hug to everyone!

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