VIAGGI: ORIGINE DEL CONCETTO DI RITUALE. (28 ottobre 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Oggi voglio parlarvi di rituali, che in qualsiasi circostanza hanno sempre caratteristiche particolari, che in qualche modo racchiudono in sè un senso di magia e di misticismo. Per capire cosa sia un rituale mi viene sempre in mente l’esempio delle formule magiche. Si vede spesso nei film di magia maghi e stregoni che pronunciando una sequenza fissa di parole e di gesti, secondo un certo ordine, ottenendo uno specifico risultato. Per il rituale abbiamo una situazione molto simile, si definisce tale infatti la serie delle sequenze di comportamento fisse, messe in atto seguendo una precisa processualità. Si può trovare in maniera indistinta sia tra gli umani e i suoi gruppi, sia tra gli animali. Il loro scopo è sempre quello di costruire una realtà alternativa che scaturisca benessere oppure in alcuni casi la patologia, come accade nel Disturbo Ossessivo-Compulsivo. Nella storia dei rituali gli studiosi hanno sempre riconosciuto una certa capacità di adattamento e questo ha permesso a intere comunità di integrare i cambiamenti e modificare i significati. Tra gli scopi principali del rituale vi è quello di compattare le relazioni fra i membri di un gruppo, e la famiglia non fa differenza. Una semplice abitudine, come ad esempio il momento del pasto, diventa un rituale nel momento in cui, ripetuta nel tempo, viene assicurato il ruolo attivo dei diversi membri che la compongono. Stessa cosa accade in vista del Natale, durante il quale infatti i parenti, seppur lontani durante tutto il resto dell’anno, si ritrovano, ri-dichiarano il legame che li unisce, ricostruiscono la relazione, indebolita talvolta dalla lontananza. Questi rituali parte del nucleo famigliare hanno quindi motivo di essere, di donare stabilità e unione tra i membri, fornire un senso di organizzazione, evitare caos, stress e stati di crisi. Il senso di benessere scaturito da questi rituali si irradia principalmente sui membri più piccoli della famiglia:  gli adolescenti che condividono momenti, più o meno ritualizzati, in cui svolgere attività insieme al resto dei membri della famiglia hanno un rischio significativamente minore di sviluppare una psicopatologia, come se il rituale svolgesse il ruolo di ‘contenitore’ esterno in grado di supportare lo sviluppo di una personalità stabile. Abbiamo poi, sempre positivi, i rituali personali. Si tratta sostanzialmente delle particolari espressioni che ognuno di noi ha per comunicare al meglio con la società. in poche parole si da e si toglie significato alle varie azioni che servono per la comunicazione, concentrandoci con questi rituali su tutte quelle variabili che viviamo in maniera più ostica, creando noi stessi significato. Alcune persone, prima di compiere azioni il cui successo è davvero significativo per la loro vita, compiono dei rituali che si concretizzano in gesti ripetuti, preghiere, riti propiziatori. Si tratta di piccoli rituali che ci permettono di mantenere un senso di coerenza al di là del mutare delle giornate, costruiscono il nostro essere noi nel mondo.  Infine voglio parlarvi di quei rituali che non portano vantaggi per la salute e il benessere psicofisico, ma lo peggiorano, causando ciò che viene definito “disturbo ossessivo-compulsivo”. A volte la ripetizione di un azione o di un gesto può diventare compulsiva e invalidante, finalizzato a controllare o a rassicurarsi contro le ossessioni, ovvero dubbi, pensieri, immagini o sensazioni indesiderate e spiacevoli. E’ un bene che diventa male, ciò che era semplice rassicurazione, ora è una vera ossessione, qualcosa di cui non puoi fare a meno, quasi al pari di una dipendenza da alcol o stupefacenti. La vittima diventa totalmente succube della sua stessa  creazione. Quindi in conclusione l’uomo e l’animale convivono da sempre con una serie di rituali, che restano comunque fondamentali, nonostante la condizione in iperbole, per il benessere. Esso svolge importanti funzioni, tra cui il passaggio da un’età all’altra della vita, simboleggiare il legame di appartenenza ad una comunità, costruire legami e significati comuni, metabolizzare eventi stressanti o traumatici, ed altri ancora, pure nella sua accezione patologica. Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stella e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home page e confermare. È possibile votare un numero illimitato di volte, basta attendere 60 minuti tra una votazione e l’altra. Un abbraccio a tutti!

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Greetings to all, Dear Readers! Today I want to talk to you about rituals, which in any circumstance always have particular characteristics, which somehow embody a sense of magic and mysticism. To understand what a ritual is, the example of magic formulas always comes to mind. It is often seen in magic movies that wizards and sorcerers uttering a fixed sequence of words and gestures, according to a certain order, obtaining a specific result. For the ritual we have a very similar situation, this is in fact defined as the series of fixed sequences of behavior, implemented following a precise process. It can be found indistinctly both among humans and its groups, and among animals. Their purpose is always to build an alternative reality that results in well-being or in some cases the pathology, as happens in Obsessive-Compulsive Disorder. In the history of rituals, scholars have always recognized a certain capacity for adaptation and this has allowed entire communities to integrate changes and modify meanings. Among the main purposes of the ritual is to compact the relationships between the members of a group, and the family makes no difference. A simple habit, such as the moment of a meal, becomes a ritual when, repeated over time, the active role of the various members that compose it is ensured. The same thing happens in view of Christmas, during which in fact the relatives, albeit distant throughout the rest of the year, meet again, re-declare the bond that unites them, rebuild the relationship, sometimes weakened by distance. These rituals are part of the family nucleus and therefore have a reason to be, to give stability and unity among the members, to provide a sense of organization, to avoid chaos, stress and states of crisis. The sense of well-being resulting from these rituals radiates mainly on the smaller members of the family: adolescents who share more or less ritualized moments in which to carry out activities with the rest of the family members have a significantly lower risk of developing a psychopathology, as if the ritual played the role of an external ‘container’ capable of supporting the development of a stable personality. Then, always positive, we have personal rituals. These are basically the particular expressions that each of us has to communicate better with society. in a nutshell, meaning is given and taken away from the various actions that are used for communication, concentrating with these rituals on all those variables that we experience in the most difficult way, creating meaning ourselves. Some people, before carrying out actions whose success is really significant for their life, perform rituals that take the form of repeated gestures, prayers, propitiatory rites. These are small rituals that allow us to maintain a sense of coherence beyond the changing of the days, they build our being ourselves in the world. Finally I want to talk to you about those rituals that do not bring benefits to health and psychophysical well-being, but worsen it, causing what is called “obsessive-compulsive disorder”. Sometimes the repetition of an action or gesture can become compulsive and disabling, aimed at controlling or reassuring oneself against obsessions, that is, unwanted and unpleasant doubts, thoughts, images or sensations. It is good thatit becomes bad, what used to be simple reassurance is now a real obsession, something you can’t do without, almost like an addiction to alcohol or drugs. The victim becomes totally dominated by the same creation as her. So in conclusion, man and animal have always coexisted with a series of rituals, which in any case remain fundamental, despite the hyperbole condition, for well-being. It performs important functions, including the transition from one age of life to another, symbolizing the bond of belonging to a community, building bonds and common meanings, metabolizing stressful or traumatic events, and others, even in its pathological meaning. With these words I conclude, I remind you to leave a star and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article or in the blue banners on the home page and confirm. You can vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between one vote and the next. Hugs to all!

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VIAGGI: STORIA DELLA PARAPSICOLOGIA. (27 ottobre 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Non sono quel genere di persona che si limita agli auguri in vista di una festività. Cerco sempre di andare oltre, di non apparire superficiale e scontata. Se analizzassi luci e ombre del mio profilo caratteriale si noterebbe subito il basso attaccamento al pratico e al reale. La mia mente è sempre stata vittima, in senso positivo, di un forte dinamismo, non mi fermo mai all’affermazione fine a se stessa, contemplo e scovo gli angoli più remoti di un aspetto fino a scoprire talvolta sfaccettature completamente nuove. Per questo amo tutto ciò che possa essere definito paranormale, non esclusivamente riferito al repertorio delle figure oltre dimensionali, ma anche nell’ottica di nuovi metodi e scoperte parte della vita quotidiana. Tra gli altri temi di cui volevo approfondire in queste righe troviamo questa branca davvero particolare della psicologia, la parapsicologia appunto. Si tratta di tutti quei fatti avvenuti nel corso del tempo di natura paranormale, quindi apparentemente inspiegabili, ma che contrariamente ad altri destano i presupposti di un’analisi critica e di ricerca. Si è infatti solo recentemente deciso di dare questo nome a tali azioni, ma più semplicemente si tratta di persone, intellettuali e studiosi, che volevano dare risposte certe e concrete a qualcosa fino ad allora del tutto inspiegabile. Ma cosa può davvero essere definito paranormale? Questo termine designa l’insieme dei fenomeni che non giudichiamo normali, ovvero fuori dalla norma, tanto per ignoranza e pregiudizio quanto per carenza di informazioni, e che non possono essere spiegati dalle sole leggi fisiche e chimiche conosciute.E’ invece considerato normale tutto ciò che viene considerato ammissibile dalla quasi totalità degli appartenenti a una società o a un gruppo determinato. Quindi un’azione o un fatto non verrà contestato rispetto al suo stato di normalità finchè la pluralità di un gruppo di ricerca affermerà lo stesso concetto in merito. Parlando di storia possiamo vedere come tale fenomeno sia presente dai tempi dei primi clan di uomini. Infatti questi avevano un capo, riconosciuto da tutti come il membro più forte, il più valoroso. Al suo fianco vi era sempre un saggio, un anziano ricco di esperienza, che prese in breve tempo il nome di sacerdote. Le loro conoscenze venivano trasmesse oralmente e ciascuno di essi portava il proprio contributo alla costruzione del sapere scientifico. Così nacque lo studio dei fenomeni naturali e vennero definite le prime teorie sulla morte, sulla nascita, sulle malattie, sulla vita dopo la morte e sulle reincarnazioni. Fu allora che una parte degli insegnamenti trasmessi oralmente, quella che poteva sembrare la più difficile da spiegare e la più misteriosa perché trattava le cose occulte, cioè le cose che sono nascoste ai nostri sguardi, divenne insegnamento esoterico, allo scopo di evitare che i segreti iniziatici si divulgassero troppo. Nacque quindi ciò che venne definito il segreto iniziatico, che aveva lo scopo di impedire alle persone indegne di sfruttare a proprio vantaggio i poteri insospettati forniti da certe conoscenze. Naturalmente il segreto iniziatico serviva anche al potere. Questo aspetto si ritrova nell’espressione, conscia o inconscia, di volontà di potenza manifestatasi nell’antico Egitto, dove i sacerdoti, definitisi eredi degli Dei, imposero segretamente le loro leggi ai Faraoni. Alcune tradizioni esoteriche, in particolare l’ermetismo, insegnano che Pitagora (VI secolo a. C.) andò cercando l’iniziazione in Egitto e successivamente presso i Medi in Persia, dove fu in esilio prima di tornare a Samo, sua città natale. Nel II secolo a. C. apparve per la prima volta la Cabala Ebraica, un’opera dal contenuto esoterico e occulto comprensibile solo agli iniziati in possesso delle necessarie chiavi di interpretazione. Durante il periodo classico fecero la loro comparsa in modo prepotente narrazioni profetiche, atti di magia, di stregoneria e di divinazione. si iniziò a parlare di oracoli, in particolare il più famoso era quello di Delfi, di cui al centro vi era una donna di grandi capacità mistiche, chiamata Pizia. Aristotele, famoso filosofo classico, decise dunque di focalizzare la sua attenzione allo studio dei sogni profetici, per capire se questi erano davvero mandati dagli Dei. Provò dunque a dargli una spiegazione scientifica servendosi dei fenomeni ondulatori. Con l’arrivo del Medioevo, anche grazie alla forte ascesa della religione cristiana, si inizia a collegare i fenomeni paranormali con la figura di Satana, il demonio tentatore di anime pure , il che portò alle persecuzioni religiose che tutti noi conosciamo. La Chiesa faceva eccezione solo per le apparizioni cosiddette divine, cioè quelle che si producevano nel corso delle esperienze mistiche o estatiche di alcuni religiosi. Ricordiamo incidentalmente che nel Nuovo Testamento vengono narrati i miracoli di Gesù Cristo. Tuttavia, persone che manifestavano poteri paranormali furono crudelmente perseguitate. Ovunque si istruirono processi alle streghe e ovunque, nell’Europa cristiana, si innalzarono roghi. Fu proprio per trovare salvezza da queste persecuzioni che iniziarono a formarsi molti gruppi esoterici, tra cui alcuni addetti all’alchimia, ciò determinò il principio dell’occultismo europeo. Secondo coloro che praticano l’occultismo oltre al mondo visibile ci sarebbe anche un mondo invisibile. Quelle che oggi chiamiamo scienze occulte si fondano su una lunga tradizione le cui origini si trovano soprattutto nella Tavola di smeraldo di Trismegisto. Molti maestri dell’occultismo ritengono che questo non si limiti solamente alla magia o alla stfegoneria, ne all’alchimia o all’astrologia, ma comprenda anche un aspetto spirituale e mistico: la relazione tra essere umano e universo sul piano dell’anima e dello spirito. In seguito a partire dal ‘700 iniziò a svilupparsi la scienza sperimentale e il razionalismo. La grande svolta verso il moderno concetto di parapsicologia prese origine da uno svedese, Emanuel Swedenborg, nato a Stoccolma nel 1688. Sembrava infatti che egli possedesse innate doti di chiaroveggenza, cosa che venne determinata in seguito a vari episodi di sogni premonitori, tra cui quello che descrisse precisamente il grande incendio di Stoccolma. Da li iniziò a dilagare il fenomeno delle sette, tra cui quella che lui stesso fondò, nota con il nome “Chiese della Nuova Gemsalemme”. A questa ne seguirono altre, tra cui la famosa massoneria, opera di Martinez Pasqualis, progetto di sfogo mistico e filosofico. Grazie al medico tedesco Friedrich Anton Mesmer(1734-1815) si ottenne uno sviluppo importante nel campo del magnetismo. Dopo aver compiuto gli studi di medicina all’Università di Vienna, scoprì un fenomeno che definì con l’espressione “magnetismo animale”. Mesmer dimostrò, con intenti terapeutici, che un fluido magnetico simile a quello posseduto dalle calamite naturali poteva trasmettersi tra differenti persone e provocare modificazioni profonde nel loro stato fisiologico. Mediante una serie di influenze magnetiche, portava i suoi pazienti a un particolare stato la cui natura verrà chiarita solo più tardi e al quale verrà dato il nome di ipnosi. Proprio grazie a queste nuove sette formatesi negli ultimi decenni, poco raccomandabili e credibili per la Medicina, iniziarono a formarsi numerosi circoli di studiosi e sperimentatori, con il nobile scopo di fare chiarezza fra il vero paranormale e ciò che poteva essere spiegata dall’intelletto umano. Il chimico industriale austriaco C. von Reichenbach in Germania e il colonnello A. de Rochas in Francia diedero inizio a lavori sull’esteriorizzazione della sensibilità, mentre un medico inglese, James Braid, scopriva per suo conto che era sufficiente fissare l’attenzione del soggetto da magnetizzare perché si addormentasse. Lo spiritismo stava lentamente prendendo forma, soprattutto in Francia e Inghilterra. Il chimico William Crookes inziò a compiere esperimenti scientifici sui medium e ciò determinò la nascita di una nuova collaborazione  nel 1882. Furono infatti Myers, Gurney e il fisico Barrett che fondarono a Londra la Società per la Ricerca Psichica (“Society of Psychical Research”), che ha per scopo «l’esame della natura e dell’estensione dell’influenza che uno spirito può esercitare su un altro, escludendo qualsiasi modalità di percezione attualmente riconosciuta», quindi alla fondazione nel 1884 della Società Americana per la Ricerca Psichica (“American Society for Psychical Research“) ad opera del celebre psicologo americano William James. Tutto ciò che segue è storia pura della parapsicologia, di cui tratterò gli aspetti più tecnici in un’altra sede, anche perchè non ho intenzione di dilungarmi oltre e annoiarvi! Per concludere vi consiglio una nuova lettura di approfondimento, sempre scritta da Jung, come quella dell’articolo precedente dal titolo “Psicologia e alchimia”. Se gradite maggiori informazioni su questo libro scrivetemi pure nei commenti. Se lo acquisterete tramite questo link lascerete una percentuale del suo costo al blog, senza alcuna spesa aggiuntiva a carico vostro. Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stella e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home page e confermare. È possibile votare un numero illimitato di volte, basta attendere 60 minuti tra una votazione e l’altra. Un abbraccio a tutti!

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Greetings to all, Dear Readers! I’m not the kind of person who just wishes for a holiday. I always try to go further, not to appear superficial and obvious. If you analyzed the lights and shadows of my character profile you would immediately notice the low attachment to the pathetic and to the real. My mind has always been the victim, in a positive sense, of a strong dynamism, I never stop at the affirmation as an end in itself, I contemplate and find the most remote corners of an aspect until I sometimes discover completely new facets. This is why I love everything that can be defined as paranormal, not exclusively referring to the repertoire of over-dimensional figures, but also from the point of view of new methods and discoveries part of everyday life. Among the other themes I wanted to deepen in these lines we find this very particular branch of psychology, parapsychology in fact. These are all those events that have occurred over time of a paranormal nature, therefore apparently inexplicable, but which, unlike others, give rise to the presuppositions of a critical analysis and research. In fact, it has only recently been decided to give this name to these actions, but more simply they are people, intellectuals and scholars, who wanted to give certain and concrete answers to something hitherto completely inexplicable. But what can really be called paranormal? This term designates the set of phenomena that we do not consider normal, that is, out of the norm, both due to ignorance and prejudice as well as lack of information, and which cannot be explained by known physical and chemical laws alone. which is considered admissible by almost all the people belonging to a specific company or group. Therefore an action or fact will not be contested with respect to its state of normality as long as the plurality of a research group affirms the same concept on the matter. Speaking of history we can see how this phenomenon has been present since the times of the first clans of men. In fact these had a leader, recognized by all as the strongest member, the most valiant. At his side there was always a sage, an experienced elder, who quickly took the name of priest. Their knowledge was transmitted orally and each of them brought their own contribution to the construction of scientific knowledge. Thus was born the study of natural phenomena and the first theories on death, birth, disease, life after death and reincarnations were defined. It was then that a part of the teachings transmitted orally, what might have seemed the most difficult to explain and the most mysterious because it dealt with occult things, that is, things that are hidden from our eyes, became esoteric teaching, in order to avoid secrets initiatory spread too much. Thus was born what was called the initiatory secret, which had the purpose of preventing unworthy people from exploiting to their advantage the unsuspected powers provided by certain knowledge. Of course, the initiatory secret also served the power. This aspect is found in the expression, conscious or unconscious, of the will to power manifested in ancient Egypt, where the priests, defined as heirs of the Gods, secretly imposed their laws on the Pharaohs. Some esoteric traditions, in particular Hermeticism, teach that Pythagoras(6th century BC) he sought initiation in Egypt and subsequently with the Medes in Persia, where he was in exile before returning to his hometown of Samos. In the second century a. C. The Jewish Kabbalah appeared for the first time, a work with an esoteric and occult content that can only be understood by initiates in possession of the necessary keys for interpretation. During the classical period prophetic narratives, acts of magic, sorcery and divination made their appearance in a powerful way. we began to speak of oracles, in particular the most famous was that of Delphi, of which at the center there was a woman of great mystical ability, called Pythia. Aristotle, a famous classical philosopher, therefore decided to focus his attention on the study of prophetic dreams, to understand if these were really sent by the Gods. He therefore tried to give it a scientific explanation using wave phenomena. With the arrival of the Middle Ages, also thanks to the strong rise of the Christian religion, we begin to connect paranormal phenomena with the figure of Satan, the devil tempter of pure souls, which led to the religious persecutions that we all know. The Church made an exception only for the so-called divine apparitions, that is, those that occurred in the course of the mystical or ecstatic experiences of some religious. We recall incidentally that the miracles of Jesus Christ are narrated in the New Testament. However, people displaying paranormal powers were cruelly persecuted. Witch trials were organized everywhere and fires were erected everywhere in Christian Europe. It was precisely to find salvation from these persecutions that many esoteric groups began to form, including some alchemy, this determined the principle of European occultism. According to those who practice occultism in addition to the visible world there is also an invisible world. What we now call occult sciences are based on a long tradition whose origins are found above all in the Emerald Tablet of Trismegistus. Many masters of occultism believe that this is not limited only to magic or stfegonry, nor to alchemy or astrology, but also includes a spiritual and mystical aspect: the relationship between human being and the universe on the level of the soul and the spirit. Later, starting from the 18th century, experimental science and rationalism began to develop. The great turning point towards the modern concept of parapsychology originated from a Swede, Emanuel Swedenborg, born in Stockholm in 1688. In fact, it seemed that he possessed innate gifts of clairvoyance, which was determined following various episodes of premonitory dreams, including that which precisely described the great fire in Stockholm. From there the phenomenon of sects began to spread, including the one he himself founded, known as the “Churches of the New Gemsalemme”. This was followed by others, including the famous Freemasonry, the work of Martinez Pasqualis, a project of mystical and philosophical outlet. Thanks to the German physician Friedrich Anton Mesmer (1734-1815) an important development was achieved in the field of magnetism. After completing his medical studies at the University of Vienna, he discovered a phenomenon that he defined with the expression “animal magnetism”. Mesmer demonstrated, with therapeutic intent, that a magnetic fluid similar to that possessed by natural magnets could be transmitted between different people and causeand profound changes in their physiological state. By means of a series of magnetic influences, he brought his patients to a particular state the nature of which will be clarified only later and which will be given the name of hypnosis. Thanks to these new sects formed in recent decades, not very recommendable and credible for medicine, numerous circles of scholars and experimenters began to form, with the noble purpose of clarifying the true paranormal and what could be explained by the human intellect. . The Austrian industrial chemist C. von Reichenbach in Germany and Colonel A. de Rochas in France began work on the externalization of sensitivity, while an English doctor, James Braid, discovered for himself that it was enough to fix the subject’s attention. to be magnetized to fall asleep. Spiritism was slowly taking shape, especially in France and England. The chemist William Crookes began to carry out scientific experiments on mediums and this led to the birth of a new collaboration in 1882. It was in fact Myers, Gurney and the physicist Barrett who founded the Society of Psychical Research in London. , which has as its purpose “the examination of the nature and extent of the influence that one spirit can exert on another, excluding any currently recognized mode of perception”, hence the foundation in 1884 of the American Society for Psychical Research (” American Society for Psychical Research “) by the famous American psychologist William James. All that follows is pure history of parapsychology, of which I will deal with the more technical aspects in another place, also because I am not going to dwell further and bore you! To conclude, I recommend a new in-depth reading, also written by Jung, like that of the previous article entitled “Psychology and alchemy”. If you like more information on this book, feel free to write me in the comments. If you buy it through this link you will leave a percentage of its cost to the blog, without any additional expense to be borne by you. With these words I conclude, I remind you to leave a star and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article or in the blue banners on the home page and confirm. You can vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between one vote and the next. Hugs to all!

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DIARIO DI LIBERO PENSIERO: L’IMPORTANZA DEI MESSAGGI SUBLIMINARI, LA MIA ESPERIENZA. (14 agosto 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Sapete bene che le mie pagine di diario contengono spesso riferimenti ad esperimenti che ho provato su me stessa, ad esperienze che ho provato sulla mia mente e sul mio corpo al fine di consigliare o meno qualcosa di cui possiate beneficiare. Quello di cui vi parlerò ha le seguenti caratteristiche. Spesso infatti si trovano sul web, in particolare oggigiorno su Youtube, video e audio contenenti messaggi subliminari. Questi infatti hanno la capacità di influenzare le nostre azioni e pensieri mediante il loro ascolto e visione. Ma procediamo con ordine, perché prima di raccontare la mia esperienza è bene introdurvi brevemente all’argomento. I messaggi subliminali sono tutte quelle affermazioni e concetti che vengono processati dal cervello in maniera inconscia. Si dice che il loro principale scopo sia quello di influenzare i nostri comportamenti e decisioni, ma in merito, gli psicologi mostrano opinioni differenti. Inoltre gli stessi creatori affermano come quest’ultimi non diano sempre gli effetti desiderati, ottenendo talvolta risultato totalmente opposti. La prima ricerca in merito fu realizzata nel 1919 da un certo Poetzle il quale stabilì una relazione tra gli stimoli subliminali, la suggestione post-ipnotica e la neurosi compulsiva.  A quel punto l’argomento venne abbandonato per lungo tempo e ripreso intorno agli ’50. Nel 1957 infatti il ricercatore del mercato nord-americano Vicary mostrò a una serie di persone delle immagini contenenti in sé messaggi invisibili che potevano essere percepite ma non in modo consapevole. Durante la proiezione di queste immagini appariva un fotogramma extra con il seguente messaggio: “Hai fame, mangia popcorn. Hai sete, bevi Coca Cola”. Il risultato fu sorprendente: l’aumento della vendita di popcorn raggiunse un 70% mentre che quella della Coca Cola solo il 20%. Lo scarso aumento di vendita di Coca Cola lo condusse ad una ricerca ancora più approfondita scoprendo che nei giorni dell’esperimento c’erano temperature basse e di conseguenza le persone non avevano necessità di bere. Sulla base di questi primitivi ed elementari studi ne sono seguiti altri, non solo con l’utilizzo di messaggi negativi, ma anche e soprattutto positivi come ad esempio, essere più positivi, curare stress, attacchi di panico, stati d’ansia ingiustificata, smettere di fumare, approcciarsi a stili di vita salutari con eventualmente un dimagrimento, acquisire autostima e altro. Ebbene proprio per questo ho provato anch’io e voglio parlavi della mia esperienza. Sono per ora pochi i giorni che mi approccio ai messaggi subliminari, circa una ventina. Spesso in questi video si chiede la costanza di almeno 30/40 giorni affinché risulti davvero efficace e programmato nel pensiero inconscio. Ascoltando questi audio non si percepisce assolutamente nulla di comprensibile, se non una sorta di bisbiglio che prosegue dall’inizio alla fine.Viene ricordato a chi ascolta che si può ascoltare senza prestargli particolare attenzione, mentre svolgiamo qualsiasi attività a parte alla guida di veicoli, io ad esempio li ascolto spesso mentre riordino ala casa o mentre scrivo. Sembra strano da dire anche a me, anche perché amo tutto ciò che cura naturalmente ma non sono una credulona e non credo mai ciecamente a tutto ciò che leggo o sento, ma ho percepito effetti positivi sulla mia psiche fin da subito in base alla natura dell’audio. Fin da subito ho ottenuto un atteggiamento più positivo rispetto all’obiettivo del messaggio. In particolare vorrei consigliarvi il canale Youtube che io sto utilizzando e che sembra portare contenuti davvero efficaci. Il nome è Lorenzo Grandi. Ovviamente il mio non é un invito a farvi credere e apprezzare i messaggi subliminari, condivido semplicemente la mia esperienza e consiglio dal momento che ho visto effetti positivi sulla mia persona. Sarei felice, qualora veste già provato o avete intenzione di provare, di ricevere un vostro commento per un confronto amichevole. Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stella e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home page e confermare. È possibile votare un numero illimitato di volte, basta attendere 60 minuti tra una votazione e l’altra. Un abbraccio a tutti!

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Greetings to all, Dear Readers!
You know well that my diary pages often contain references to experiments that I have tried on myself, to experiences that I have tried on my mind and body in order to recommend or not something you can benefit from.
The one I’m going to tell you about has the following characteristics.
In fact, videos and audios containing subliminal messages are often found on the web, particularly nowadays on Youtube. These in fact have the ability to influence our actions and thoughts through their listening and vision. But let’s proceed in order, because before telling my experience it is good to introduce you briefly to the subject. Subliminal messages are all those statements and concepts that are processed by the brain in an unconscious way. Their main purpose is said to be to influence our behaviors and decisions, but psychologists show different opinions on this. Furthermore, the creators themselves affirm that the latter do not always give the desired effects, sometimes obtaining totally opposite results. The first research on the subject was carried out in 1919 by a certain Poetzle who established a relationship between subliminal stimuli, post-hypnotic suggestion and compulsive neurosis. At that point the subject was abandoned for a long time and resumed around the 1950s. In fact, in 1957 the researcher of the North American market Vicary showed a series of people images containing invisible messages that could be perceived but not in a conscious way.
During the projection of these images an extra frame appeared with the following message: “You’re hungry, eat popcorn. You’re thirsty, drink Coca Cola ”.
The result was surprising: the increase in popcorn sales reached 70% while that of Coca Cola only 20%. The small increase in the sale of Coca Cola led him to an even deeper research discovering that in the days of the experiment there were low temperatures and consequently people did not need to drink. On the basis of these primitive and elementary studies, others followed, not only with the use of negative messages, but also and above all positive ones such as, for example, being more positive, treating stress, panic attacks, unjustified anxiety states, quitting smoking, approaching healthy lifestyles with possibly weight loss, gaining self-esteem and more. Well that’s why I tried it too and I want to talk to you about my experience. For now, I have been approaching subliminal messages for a few days, about twenty. Often in these videos the constancy of at least 30/40 days is asked for it to be really effective and programmed in the unconscious thought.
Listening to these audios there is absolutely nothing understandable, except a sort of whisper that continues from beginning to end.The listener is reminded that you can listen without paying particular attention to it, while we carry out any activity apart from driving vehicles. For example, I often listen to them while I tidy up at home or while I write. It seems strange to say to me too, also because I love everything that heals naturally but I am not a gullible and I never blindly believe everything I read or hear, but I felt positive effects on my psyche right away based on the nature of the ‘audio. Right from the start, I got a more positive attitude towards the goal of the message. In particular I would like to recommend the Youtube channel that I am using and that seems to bring really effective contents.
The name is Lorenzo Grandi. Obviously mine is not an invitation to make you believe and appreciate the subliminal messages, I simply share my experience and advice since I have seen positive effects on my person. I would be happy, if you have already tried on or you intend to try, to receive your comment for a friendly comparison. With these words I conclude, I remind you to leave a star and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article or in the blue banners on the home page and confirm. You can vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between one vote and the next. Hugs to all!

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EMPATIA: LO ZEN E L’ARTE DELLA MANUTENZIONE DELLA MOTOCICLETTA. (6 luglio 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori!La rubrica EMPATIA è da sempre per me motivo di confronto con il mio io, con la mia natura, vicina al mondo dell’arte, della letturatura e non ultima la filosofia, soprattutto nella sua accezione più contemporanea, meglio nota come psicologia. Oggi voglio portare le mie digressioni e pensieri servendomi di un libro, che di riflessivo ha davvero molto. È un efficace mezzo per riflettere con sé stessi. Si tratta di un libro scritto da Robert M. Pirsig il cui titolo è “Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta. È un libro con cui venni in contatto ai tempi del liceo e tutt’oggi dimora nella mia libreria, pronto per essere sfogliato e riletto di tanto in tanto. Come per il protagonista, anche per il lettore è un viaggio introspettivo alla ricerca del sé. Ognuno di noi affronta momenti importanti e cambiamenti forti della propria vita in maniera diversa e uno di questi è proprio on the Road, iniziando un’avventura poco programmata e organizzata, lasciando spazio ad un destino vissuto giorno per giorno. In questi casi non si presta molta attenzione alla destinazione finale, bensì a come trascorrere le proprie giornate. Ad ogni modo la motocicletta e il setting narrativo sono solo la cornice, uno sfondo che decora qualcosa di più profondo, ovvero lo Zen, la ricerca di noi stessi. Le digressioni filosofiche presenti all’interno del romanzo sono definite con il termine Chautauqua. Esse sorgono spontanee di fronte ai paesaggi attraversati dai protagonisti della storia, tanto che si arriva a citare il pensiero di vari filosofi del passato, tra cui Socrate, Platone, Hume, Kant, Hegel, Einstein e Lao Tzu. in questa rubrica non intendo descrivere nel dettaglio tutto il contenuto del romanzo, come spesso accade quando faccio segnalazioni o recensioni, perciò ho deciso di lasciarvi solamente un breve sunto al termine del mio articolo.Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stella e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home page e confermare. È possibile votare un numero illimitato di volte, basta attendere 60 minuti tra una votazione e l’altra. Un abbraccio a tutti!

RIASSUNTO:

Una Grande Avventura, a cavallo di una motocicletta e della mente; una visione variegata dell’America on the road, dal Minnesota al Pacifico; un lucido, tortuoso viaggio iniziatico.
Qual è la differenza fra chi viaggia in motocicletta sapendo come la moto funziona e chi non lo sa? In che misura ci si deve occupare della manutenzione della propria motocicletta? Mentre guarda smaglianti prati blu di fiori di lino, nella mente del narratore si formula una risposta: «Il Buddha, il Divino, dimora nel circuito di un calcolatore o negli ingranaggi del cambio di una moto con lo stesso agio che in cima a una montagna o nei petali di un fiore». Questo pensiero è la minuscola leva che servirà a sollevare altre domande subito incombenti: da che cosa nasce la tecnologia, perché provoca odio, perché è illusorio sfuggirle? Che cos’è la Qualità? Perché non possiamo vivere senza di essa?

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Copertina del libro, tra l’altro nell’edizione che io stessa ho nella mia libreria, della casa editrice “gli Adelphi”. Potete acquistarlo nei maggiori store online.

Greetings to all, Dear Readers! The EMPATHY column has always been a reason for me to confront myself with my self, with my nature, close to the world of art, reading and, last but not least, philosophy, especially in its most contemporary meaning. , better known as psychology. Today I want to bring my digressions and thoughts using a book, which is very reflective. It is an effective means of self-reflection. It is a book written by Robert M. Pirsig whose title is “Zen and the art of motorcycle maintenance. It is a book I came into contact with in high school and still lives in my library, ready to be leafed through and reread from time to time. As for the protagonist, also for the reader it is an introspective journey in search of the self. Each of us faces important moments and strong changes in his life in a different way and one of these is precisely on the Road, starting a little planned and organized adventure, leaving room for a destiny lived day by day. In these cases we don’t pay much attention to the final destination, but to how to spend our days. In any case, the motorcycle and the narrative setting they are only the frame, a background that decorates something deeper, that is Zen, the search for ourselves. The philosophical digressions present within the novel are defined with the term Chautauqu to. They arise spontaneously in front of the landscapes crossed by the protagonists of the story, so much so that we come to mention the thoughts of various philosophers of the past, including Socrates, Plato, Hume, Kant, Hegel, Einstein and Lao Tzu.
in this column I do not intend to describe in detail all the content of the novel, as often happens when I make reports or reviews, so I decided to leave you only a brief summary at the end of my article. to vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article or in the blue banners on the home page and confirm.
You can vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between one vote and the next. Hugs to all!

SUMMARY:

A Great Adventure, astride a motorcycle and the mind;
a varied vision of America on the road, from Minnesota to the Pacific; a lucid, tortuous initiatory journey. What is the difference between those who travel by motorcycle knowing how the bike works and those who do not know?
To what extent should you take care of the maintenance of your motorcycle? As he looks at dazzling blue meadows of flax flowers, an answer is formulated in the narrator’s mind: “The Buddha, the Divine, dwells in the circuit of a computer or in the gearbox of a motorcycle with the same ease as on the top of a mountain. or in the petals of a flower ». This thought is the tiny lever that will serve to raise other immediately looming questions: where does technology come from, why does it cause hatred, why is it illusory to escape it?
What is Quality? Why can’t we live without it?

Sempre Vostra, Storyteller.


Always Yours, Storyteller.

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SPECIALE SAN VALENTINO: I CONSIGLI DI STORYTELLER’S EYE, RECENSIONE “AMO A TE”. (12 febbraio 2021)

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Copertina libro “Amo a te” di Luce Irigaray, BOLLATI BORINGHIERI.

Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Fra 2 giorni si festeggerà la “festa degli innamorata”, che come avrete compreso preferisco definire “festa di coloro che amano”, perché l’amore non si conclude e si materializza solo nelle relazioni cosiddette “amorose”. Al contrario si manifesta da parte di ogni essere vivente e ha come destinazione ogni cosa. E di certo questo é un concetto che ben viene chiarito nella lettura filosofico-psicologica dell’autrice Luce Irigaray “Amo a te”. L’opera è stata pubblicata nel 1993 ed é stata resa disponibile in lingua italiana dalla Bollati Boringhieri. Per affrontare al meglio un testo psicologico o filosofico che sia é del tutto inutile l’analisi formale, esattamente come le raccolte poetiche. Risulta invece utile alla comprensione la citazione di frasi estratte dalla stesura stessa, che concluderò con la mia valutazione. Queste sono le frasi che io stessa ho reputato piú significative:

 «Amare a te, e, in questo a, disporre di un luogo di pensiero, di pensare a te, a me, a noi, a ciò che ci riunisce e ci allontana, all’intervallo che ci permette di divenire, alla distanza necessaria per l’incontro. A te: pausa per passare dall’affetto allo spirituale, dall’interiorità all’esterio­rità.Ti vedo, ti sento, ti percepisco, ti ascolto, ti guardo, sono commossa da te, sor­presa da te, vado a respirare fuori, rifletto con la terra, l’acqua, gli astri, penso a te, ti penso, penso a noi: a due, a tutti, a tutte, comincio ad amare, amare a te, ritorno verso di te, cerco di parlare, di dire a te: un sentimento, un volere, un’intenzione, per adesso, per domani, per molto tempo.Ti chiedo un luogo e del tempo per oggi, per un futuro vicino, per la vita: la mia, la tua, quella di molti. L’a te passa attraverso il respiro che cerca di farsi parole. Senza appropriazio­ne, senza possesso né perdita di identità, nel rispetto di una distanza. A te, altro, uomo. Tra noi questo a intenzione senza oggetto, culla dell’essere».

L’opera nasce un forte senso creativo, di esaltazione della femminilità, del completamento che spiritualmente l’amore dona al destinatario di quest’ultima. È analisi del vero significato dell’azione “amare”. Perché l’amore è un’azione e perciò é definita nella dinamicità. Un’opera davvero straordinaria in grado di illuminare il lettore di sapere come poche letture del genere sanno fare. Detto questo l’opera è molto consigliata e apprezzata dalla stessa. Si tratta però di un testo filosofico, dal carattere molto accademico, perciò per chi non é del settore consiglio una lettura leggera, senza maratone o corse con il tempo. Sconsigliata per chi vuole cimentarsi in letture rilassate e scorrevoli. Per tutti gli altri può lasciare il segno, modificare totalmente il proprio punto di vista e idea di amore. Per questo il voto è massimo.

Classificazione: 5 su 5.

Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stellina, di commentare se la rubrica vi piace e di seguire il blog. Inoltre mi farebbe piacere il vostro voto per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare sulla barra blu sotto questo articolo o nei banner blu in home e confermare. È possibile votare un numero illimitato di volte, basta attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un forte abbraccio.

Greetings to all, Dear Readers! In 2 days the “feast of lovers” will be celebrated, which as you will have understood I prefer to call “feast of those who love”, because love does not end and materializes only in so-called “amorous” relationships. On the contrary, it manifests itself on the part of every living being and has as its destination everything. And certainly this is a concept that is well clarified in the philosophical-psychological reading of the author Luce Irigaray “I love you”. The work was published in 1993 and was made available in Italian by Bollati Boringhieri. To better deal with a psychological or philosophical text that is it is completely useless formal analysis, just like poetic collections. On the other hand, it is useful to understand the quotation of phrases extracted from the draft itself, which I will conclude with my evaluation. These are the phrases that I myself considered most significant:

“To love you, and, in this a, to have a place of thought, to think of you, of me, of us, of what unites us and distances us, of the interval that allows us to become, of the distance necessary for the encounter. To you: pause to move from affection to spiritual, from interiority to exteriority. I see you, I feel you, I perceive you, I listen to you, I look at you, I am moved by you, surprised by you, I go to breathe outside, I reflect with the earth, the water, the stars, I think of you, I think of you, I think of us: two, everyone, all, I begin to love, love you, I return to you, I try to speak, to say to you: a feeling , a will, an intention, for now, for tomorrow, for a long time. I ask you for a place and time for today, for a near future, for life: mine, yours, that of many. The to you passes through the breath that tries to make words. Without appropriation, without possession or loss of identity, respecting a distance. To you, other, man. Between us this with no object, cradle of being”.

The work gives rise to a strong creative sense, of exaltation of femininity, of the completion that spiritually love gives to the recipient of the latter. It is an analysis of the true meaning of the “love” action. Because love is an action and therefore it is defined in dynamism. A truly extraordinary work that can enlighten the reader to know how few such readings can do. Having said that, the work is highly recommended and appreciated by the same. It is, however, a philosophical text, with a very academic character, so for those who are not in the sector I recommend a light reading, without marathons or races with time. Not recommended for those who want to try their hand at relaxed and flowing readings. For everyone else it can leave its mark, totally change its point of view and idea of love. That is why the vote is maximum.

Classificazione: 5 su 5.

With these words I conclude, I remind you to leave a starlet, to comment if you like the column and to follow the blog. I would also like your vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click on the blue bar below this article or in the blue banners at home and confirm. You can vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between one vote and the next. A strong hug.

Sempre Vostra, Storyteller.

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POST ORDINARIO: CONDIVISIONE -7 cose che ho imparato dai miei alunni-. (18 luglio 2020)

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Un saluto a tutti cari Lettori! Condivido l’articolo della Dottoressa Cipriani, di cui ho avuto il piacere della lettura dei suoi scritti. Fin da subito, visto anche il mio grande interesse per la disciplina coinvolta, sono rimasta piacevolmente colpita dai contenuti trattati. Condivido sul blog il suo ultimo articolo, invitandovi alla lettura e a seguire le sue pubblicazioni. Il nome del blog è “lapsicologasocial”, vi lascio in seguito anche il link diretto ( https://lapsicologasocial.com/ ). Seguitela anche su Instagram, info in merito al link del sito. Un abbraccio a tutti!

Sempre Vostra, Storyteller.

Ho cominciato a lavorare nelle scuole nel preistorico 2003. Ho vissuto i cambiamenti, gli scivoloni, i passi avanti e quelli indietro, le proteste nelle piazze, gli stipendi che non arrivano, le regole mandate a monte, i bagni senza carta igienica (e a volte l’assenza dei bagni) la didattica a distanza nel periodo covid-19. E […]

7 cose che ho imparato dai miei alunni

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CRONACA: GLI EFFETTI SULLA PSICHE UMANA DEL COVID-19, SECONDA PARTE.( 17 giugno 2020)

Buongiorno Lettori! Questo articolo è una continuazione di quello precedente, che è stato pubblicato ieri sul blog e che vi consiglio di leggere qualora non lo aveste già fatto. Infatti il COVID-19, oltre al problema tangibile dell’impossibilità di spostarsi e di compiere le nostre quotidiane mansioni, ha portato molte persone a nutrire nelle proprie menti cattivi pensieri, che presto sono diventati qualcosa di difficilmente gestibile, ovvero svariate forme d’ansia, talvolta somatizzate, attacchi di panico e depressione con vari livelli di incidenza. A portarmi alla conoscenza del fatto è stato un articolo, più di altri, pubblicato dal noto quotidiano “Il Messaggero”, risalente al 25 marzo. Il titolo è forte e colpisce il lettore con affermazioni dirette: Emergenza corona-virus: quando sarà finita il 50% degli italiani avrà disturbi emotivi. Quelle parole mi inducono velocemente alla lettura. Seppur la portata dell’articolo non sia molta, il tutto potrebbe ulteriormente essere riassunto con la citazione, con cui il tutto viene introdotto, del presidente della Società italiana di Epidemiologia psichiatrica (Siep) e membro di direzione dell’Associazione Luca Coscioni, Fabrizio Starace: “conseguenze psicologiche sul 50% degli italiani: persone a rischio, positivi, operatori sanitari, che stanno pagando un tributo enorme in termini di vite stroncate e livelli di stress ai limiti della tollerabilità”.

Si tratta appunto di un’allerta quella lanciata da Starace, per ovviare ad un problema forte che si sta manifestando come conseguenza dell’epidemia. Bisognerà pensare dunque, non solo a fronteggiare il contagio, ma anche le cadute psicologiche di metà (o quasi) popolo italiano con una risposta post-epidemia. Si riconosce una società “non abituata agli effetti che le costrizioni e le misure restrittive stanno avendo sulle persone, insieme alla continua esposizione a informazioni e notizie che colpiscono significativamente la parte emotiva”, come se la nuova condizione generasse un caos tale nelle menti delle persone da non essere più in grado di sostenersi a vicenda. Le persone più colpite dal disagio emotivo da corona virus sono ovviamente coloro che vivevano già precedentemente situazioni di disagio e di fragilità, nonché coloro che contraggono il virus, costretti all’isolamento e alla lontananza per lunghi giorni da propri famigliari. La proposta di Starace, in seguito a quanto affermato, è quindi quella di monitorare non solo lo stato di salute fisica delle persone in quarantena, ma anche la loro condizione emotiva, affinché queste percentuali altissime possano scendere. Si tratta probabilmente di una situazione più grave di quanto noi ci aspettassimo e il motivo è che non siamo stati in grado di prevedere gli effetti che questo virus ha avuto sulle nostre menti, che dall’oggi al domani ha cambiato drasticamente le nostre vite, a sentirci talvolta come isolati, imprigionati e abbandonati a un brutto (possibile) destino, quasi come se l’amore e l’affetto fino ad allora ricevuto fosse sparito. La verità è che nessuno è solo, siamo tutti accomunati dal medesimo problema e tutti potremo essere aiutati in caso di necessità. Mi piacerebbe in questo articolo più di altri ricevere un vostro commento, qualora fosse cosa gradita, per valutare insieme questa situazione. Per adesso mando a tutti un forte abbraccio e a presto.

Sempre Vostra, Storyteller.

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EMPATIA: IL BRUTTO ANATROCCOLO, UN MITO PER CREDERE IN NOI STESSI ( Testo trasferito del 26 novembre 2019)

Buonasera, Lettori! Oggi sul blog di Storyteller’s Eye pubblico l’articolo con decisione a sondaggio per la rubrica EMPATIA.

In particolare parliamo di un mondo quanto mai stereotipato, ovvero quello delle favole. Da sempre questo genere letterario viene indirizzato ad un pubblico di minori, di bambini, ma spesso i significati intrinsechi che racchiudono posso suggerire spunti di riflessione anche per gli adulti. Di sicuro questo è il caso della storia del Brutto Anatroccolo, che può essere rivisto secondo i dettati della psicologia e in particolare del dominio del sè. Raccontare per filo e per segno i contenuti della favola è irrilevante, per i pochi che non conoscono le vicende descritte al suo interno, narra le vicende di questo povero cucciolo di “anatroccolo” che rispetto ai fratelli si vede brutto. Al raggiungimento della maggiore età, si nota in lui una significativa metamorfosi, che lo porterà ad essere esteticamente migliore dei fratelli. Solo a quel punto, in seguito alle dovute riflessioni e perifrasi narrative, il lettore scopre che la primitiva “bruttezza” di questo “anatroccolo” era dovuta al fatto che si trattava di un cucciolo di una specie differente. Si trattava infatti di un cigno, che per l’appunto, anche in fase di crescita è completamente differente per sembianze dall’anatra. Detto ciò il Brutto Anatroccolo è l’esempio di come nulla è impossibile, tutto può migliorare ed essere conforme alle nostre aspettative. Riprendendo un tema citato ieri il brutto anatroccolo della società può essere l’alter ego della donna\ uomo transessuale, una persona che non si accetta per ciò che è, che vuole risultare migliore in primis per se stessa, ma anche per l”immagine con cui si mostra agli altri. Il loro essere da cucciolo è l’immagine

dell’identità di genere che la biologia ha dato loro erroneamente, il cigno è la rappresentazione di ciò che raggiungono con il processo di transizione. Questo probabilmente è l’esempio più eclatante, nonché quello più evidente a livello fisico, ma ciò di cui parliamo in termini più generici è la piena consapevolezza del sè, ovvero la crescita graduale della propria autostima, qualsiasi sia il motivo che induce a questa crescita. Importante definire che per ogni “brutto anatroccolo” c’è la ricerca della propria individualità attraverso l’identificazione in un gruppo. Ad esempio la donna transessuale nasce biologicamente maschio, ma si riconosce nel gruppo “donna”, vedendo differenza nel suo aspetto esteriore si crea il disagio e il crollo dell’autostima, che nel caso specifico è una vera è propria patologia definita con il nome di “Disforia di genere”. Altro caso più semplice è il classico momento dell’invidia nel prossimo. Esempio mi trovo sul posto di lavoro, il mio collega porta a termine un incarico con successo e viene per questo elogiato dal capo. In me si crea un senso di invidia che presto, al ritorno a casa,ripensando all’accaduto diventa frustrazione. Il successo del mio collega diventa un mio insuccesso e ciò crea un abbassamento dell’autostima. Nello specifico c’è un altro tipo di identificazione errata: ovvero credere che il successo altrui sia il mio insuccesso. Questo è la lettura fra le righe, se vogliamo, della favola del brutto anatroccolo. Anche voi sapevate il significato nascosto della storia, oppure ignoravate tutto ciò di cui si parlava in questo articolo? Ora vi lascio con un caloroso saluto, a presto.

Sempre Vostra, Storyteller.

EMPATIA: L’AMORE HA MOLTI VOLTI (Testo trasferito del 28 aprile 2020)

Buonasera cari Lettori! Questa sera voglio condividere con voi il contenuto di un video che ho trovato sulla piattaforma di Youtube e che mi ha fatto davvero riflettere.Ovviamente alla fine della lettura troverete il video in questione condiviso, in modo tale da avere un riscontro alle mie parole. Ma ora, fatte le dovute precisazioni, tenterò di spiegare meglio di cosa tratta l’articolo di oggi. Dal titolo stesso si può dedurre che il tema è l’amore, ma forse è necessario per una volta vedere questa grande concezione astratta come una pluralità, come un essere che in base a differenti fattori può manifestarsi in modo diverso. Da sempre è stata

tramandato, dai racconti, dalle parole dei nonni e dei genitori, che l’Amore è semplicemente sostanza pura e incondizionata, che si manifesta almeno una volta nella vita in ognuno di noi, che il vero amore è uno soltanto, uguale nel suo manifestarsi per tutti. La  verità è che le nostre esperienze, soprattutto quelle risalenti al nostro periodo infantile, ostacolano la nostra visione idilliaca dell’Amore, mettendo ad esso freni e vincoli. Non ci lasciamo la nostra infanzia alle spalle finchè non siamo noi stessi a deciderlo, voltando definitivamente pagina. Lo studio è stato condotto da una coppia di terapisti americani specializzati nel settore, rispettivamente Milan e Kay Yerkovich. La prima frase importante di questo video, in seguito alle prime precisazioni di setting per entrare nel vivo del discorso, portano subito chi guarda a riflettere. Lasciamo spesso questo aspetto per scontato, ma la verità è che senza renderci conto ad ogni relazione affettiva che iniziamo si presuppongono una serie di atteggiamenti che si ripetono e che probabilmente nulla c’entrano con il concetto di Amore idealizzato. Questo perché ci portiamo dietro in età adulta un bagaglio esperienziale proveniente dal periodo infantile, ovvero l’influenza che le persone adulte più vicine a noi (genitori, nonni, tutori) in quel periodo hanno compiuto. Creiamo quindi delle linee guida, degli schemi da seguire e applicare in ognuna delle nostre relazioni future. I Yerkovich in base a ciò hanno istituito cinque macro categorie, a cui hanno dato il nome di “stili d’amore”. In seguito troverete la definizione di ognuna di esse. Primo di questi è l’accontentatore. Famiglie ipercritiche, spesso nervose o talvolta iperprotettive sviluppano persone tendenti ad moderare i toni di una discussione, al fine di evitare scontri violenti. All’interno di una relazione, il passato turbolento gli permetterà di gestire ogni situazione con calma e serenità, anche se ciò può andare a suo discapito. Tendono ad essere persone dai modi gentili e ottimi partner per relazioni a lungo termine. Il loro continuo arrendersi nelle discussioni però, porta sì a placare la discussione, ma anche a portare in loro un profondo senso di disagio. Il secondo gruppo di persone è quello della
“vittima”. Coloro che ne fanno parte hanno avuto con grande probabilità genitori spesso arrabbiati e sono stati più volte sottoposti a nascondere idee e azioni per evitare la rabbia priva di ragione di quest’ultimi. Sono soggetti alla creazione di mondi immaginari in cui rifugiarsi quando la situazione in casa diventa insopportabile. Soffrono quasi sempre di bassa autostima e riversano questa sensazione sulle future relazioni. Il terzo gruppo è quello del controllante. Fin da piccoli sono persone particolarmente autonome, che imparano a rispondere alle loro esigenze senza l’ausilio del genitore, spessopreoccupato in faccende a loro dire più importanti rispetto alle richieste del loro figlio/a. Con il tempo diventa fondamentale per loro tenere sotto controllo ogni situazione, al contrario, non avendo l’opportunità di ciò, si dimostrano particolarmente vulnerabili. Per loro la rabbia è uno strumento per portare a compimento le sue azioni di controllo.Sono scarsamente empatici e vogliono sempre risolvere i propri problemi da soli, senza che ciò comporti necessariamente l’uscita dalla zona di comfort. Le sue azioni però potrebbero risultare molto pesanti e difficili da sopportare per un eventuale partner. Il quarto è quello del vacillatore. In passato i loro genitori si sono dimostrati persone imprevedibili e non si sono sentiti mai una priorità di questi. Si sentono spesso soli e fraintesi e ricercano nel

partner l’amore e le attenzioni che non hanno ricevuto dai familiari. Più di altri il vacillatore ha bisogno di continue certezze e il minimo cambiamento nella relazione lo turba, le sue aspettative restano sempre sul piano idealizzato e non elabora serenamente la possibilità di un’alternativa nel reale. Infine abbiamo l’evitatore. L’ambiente in cui hanno vissuto è sempre stato quasi o del tutto privo di amore e attenzioni. Presto per costruire una loro zona di comfort hanno imparato a limitare le loro esigenze e carenze affettive, diventando persone tendenti ad essere fredde e chiuse. Reagiscono molto bene alle situazioni di distacco e anaffettive. Preferiscono avere momenti tutti per sé, che non devono necessariamente essere condivisi. Non sono bravi a parole ad esprimere i loro sentimenti al partner e si servono di azioni e gesti per provvedere a questo fine. Non amano i discorsi impegnati e si concentrano molto sulle loro ambizioni professionali e ciò potrebbe mettere a disagio il partner. Esiste però,in questa serie di circostanze negative di crescita rispetto all’argomento amore, una versione positiva, nota come quella del connettore sicuro, ovvero ciò a cui questi gruppi precedentemente elencati dovrebbero aspirare. La loro forza è il saper mediare, riconoscendo in sé valori e punti deboli. Non tendono a svalutare o idealizzare e riescono a condividere con serenità sentimenti e bisogni e ciò è alla base di una relazione duratura e piacevole. Spero che la lettura possa dare uno spunto per riflettere non solo se fate parte di un determinato gruppo, bensì se tendete all’uno piuttosto che all’altro. Ora vi saluto con un grande abbraccio e vi do appuntamento al prossimo articolo.

Sempre Vostra, Storyteller.