LIBERO PENSIERO: PARLO CON VOI LIBERAMENTE. (1 ottobre 2020)

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Un saluto a tutti cari Lettori! Mi dispiace di non essermi fatta sentire in questi giorni, ma lo ammetto, i problemi non mi sono certo mancati. So che la vostra comprensione è tanta, anche perchè, come me, anche voi siete blogger e non solo. Siete anche membri di una famiglia, compagni di vita, lavoratori e responsabili di tante questioni ed incombenze quotidiane. Sarei ipocrita a dire che il mio problema era scaturito dalla famiglia o dal lavoro, è stato qualcosa di molto più complesso e recondito. La mia psiche è stata molto sotto sforzo, avevo il pensiero costante di un’imminente pubblicazione (della mia raccolta per intenderci, di cui ve ne parlerò in un prossimo articolo) a cui si è accompagnata una questione che talvolta riaffiora: una strana, ma palese, incapacità di comunicare e di essere compresa. Credo sia, da persona che ha approfondito la psicologia e tutto ci che si cela, uno dei malesseri più difficili da gestire. Non a caso ho parlato di

gestione del problema e non di gravità. Di certo una depressione o un esaurimento nervoso hanno un’incidenza ben più forte sul nostro organismo, nulla da obiettare, ma in questo caso hai la piena coscienza e la padronanza di te stessa, nei restanti casi no. E’ come una bolla che ti tiene prigioniera, tu parli e nessuno ti ascolta, non sembra dar peso e valore alle tue parole, parli una lingua incomprensibile al resto del mondo. In questi momenti faccio affidamento principalmente a me stessa. Inutile dire che non sono gli altri il problema, sono io che “mi complico la vita”, la mia sete di conoscenza e di ragione, varca soglie che trascendono i limiti della follia e resto improvvisamente sola. E’ una strana sensazione che non auguro a nessuno. Non è la fine del mondo chiaro, ma si contano i giorni affinchè qualcosa cambi e ritorni tutto alla normalità. Finalmente, dopo anni che manifesto questa strana condizione, ho imparato a gestirla meglio, risolvendo il problema in un decida di giorni. Ora però sono tornata, sto molto meglio, pronta per condividere tante belle storie di nuovo con voi. In questi giorni, tra oggi e domani, voglio condividere un paio di articoli di presentazione di Dipthycha, la raccolta di dittici poetici del mio collega e amico Emanuele Marcuccio, in collaborazione con tanti altri poeti talentosi e con il desiderio recondito di comunicare messaggi e sensazioni per mezzo della poesia. Per approfondire di cosa si tratta tutti su Storyteller’s Eye Word durante la giornata di oggi. Informazioni sui social al momento della pubblicazione. Intanto sto scrivendo un piccolo approfondimento della rubrica di LIBERO PENSIERO EXTRA. Anche in questo caso informazioni al momento della pubblicazione tramite social. Seguite quindi tutte le novità di Storyteller’s Eye Word anche su Instagram (storytellerseyeword) e su Facebook (Storyteller’s Eye). Ora vi saluto, un forte abbraccio a tutti.

Sempre Vostra, Storyteller.

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LIBERO PENSIERO EXTRA: FILOSOFIA DELL’ESSER DONNA. (16 luglio 2020)

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Un saluto a tutti cari Lettori! Come conseguenza, a mio sentire necessaria, al doppio appuntamento dedicato alla donna, desiderio chiudere l’argomento con una personale riflessione, che voglio svolgere attraverso la rubrica di LIBERO PENSIERO EXTRA. Ho deciso infatti di fare una piccola ricerca sul web con l’idea di trovare qualche citazione sulla donna che più affascinava la mia mente e mi inducesse a ragionare in merito, condividendo in seguito questi miei pensieri prodotti. Vorrei dunque partire da un autore che sin da quando l’ho conosciuto, non solo di fama ma nel suo animo più recondito, mi ha tremendamente affascinato, anche perchè l’ho sempre visto affine al mio modo di vedere i capisaldi dell’umanità e della natura. Parlo di Khalil Gibran, un poeta straordinario, di cui consiglio la lettura dei suoi scritti e di cui ho intenzione di scrivere un

post come questo, ne vale davvero lo sforzo. Come si evince dalla citazione che trovate a fianco, la donna è rappresentazione di sensibilità: si trova nella condizione in cui il bivio è rappresentato dall’uomo innamorato di lei e dall’uomo di cui lei stessa è innamorata. Risulta dunque quasi impossibile una decisione. Tuttavia riscontro anche l’immagine di una donna intelligente e fuori dagli schemi, che vive fino a fondo le sue emozioni, nonostante la crisi psicologica che possa scatenare una sua scelta. Sa perfettamente che l’errore che compie è la salvezza che nutre per sè. Con Gibran non bisogna mai fermarsi ad una prima lettura: è con la seconda che inizia la parte immaginifica delle sue parole e ciò che dapprima sembrava contraddittorio e a tratti slegato, diventa molto chiaro al lettore. Un accento dirompente e vagamente femminista in questa analisi non poteva essere tralasciata, ma invece di farlo in termini dalle parvenze quasi giuridiche, mi sono lasciata trasportare da un modello più soft e forse velatamente razionale, considerando che a pronunciare il pensiero è un volto noto del cinema hollywoodiano, originale e a tratti fuori dagli schemi. Mi riferisco alla meravigliosa Marilyn Monroe, donna amata dal suo

pubblico e spesso criticata dai colleghi, da chi regnava dietro le quinte. In questa citazione dimostra non solo rispetto, ma fierezza del suo essere donna, colei che si distingue nel vasto universo maschile (all’epoca sovrano nella maggior parte dei campi, compreso quello cinematografico). Con un accenno di snobismo definisce il mondo incompleto, forse riferendosi a quello professionale, forse in senso generico, senza lei come donna. Ovviamente incompletezza non si determina sulla base di lei, Marilyn, ma sulla base del suo essere donna. L’uomo senza la donna in qualche modo è nulla. La frase potrebbe inoltre essere ulteriormente interpretata considerando l’uomo nettamente inferiore alla donna, si tratta però di uno scenario sopra le righe e molto distante dal mio modo di vedere le cose. Purtroppo il femminismo è anche questo. Non si può negare che Marilyn Monroe è stata e sempre sarà un personaggio unico del mondo del cinema e in un certo senso questa interpretazione all’apparenza superficiale e sopra le righe se l’è guadagnata. Seppur comunque a favore

dell’universo femminile, ma in termini più equi, considerando il clima vissuto in quell’epoca, Gandhi propone un’altra sfumatura interpretativa del medesimo argomento. Più che parlare di diritti, compie un’azione di difesa nei confronti di donne spesso ingiustamente attaccate da uomini violenti, che sfruttano la forza fisica per comandare quest’ultime a proprio piacere. Si evince inoltre una distinzione dei poteri, che per la donna si rappresenta con il suo essere stoica, se così è possibile definire, capace di compiere sacrifici di perdonare, di accettare dolori e ristrettezze che la vita porta. Al contrario la forza fisica è dell’uomo, che può contare sui suoi muscoli e sulle proprie abilità, almeno secondo un’opinione stereotipata. Con queste parole concludo, come sempre queste sono personali interpretazioni del tutto opinabili, lasciate dunque un commento per farmi comprendere il vostro punto di vista in merito.

Sempre Vostra, Storyteller.

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LIBERO PENSIERO EXTRA: IL TEATRO DELL’ANTI POLITICA. (8 luglio 2020)

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Un saluto a tutti. Se ora scrivo questo articolo, non percepito come necessario fino a questa mattina, è perchè i numerosi commenti che avete lasciato sotto all’articolo ” CRONACA: LA PROTESTA DEI GILET ARANCIONI” mi hanno condotto a riflettere. Nelle rubriche classiche sono portata ad essere molto razionale e lo scopo è appunto quello di indurre il lettore a costruire una propria riflessione, che sia il meno possibile condizionata dai miei pensieri. Nel caso di tutte le rubriche di LIBERO PENSIERO (la classica, EXTRA o il DIARIO) il mio agire è differente. In questi post lascio libero sfogo alle mie idee, in merito ai più svariati argomenti. Oggi vi parlo

attraverso questa appendice EXTRA (si tratta di una riflessione che è oltre il palinsesto standard) perchè, non ve lo nascondo, sentivo il bisogno di dire la mia in merito. Nonostante forse la mia posizione non fosse volutamente chiara nel post, sono profondamente contraria al movimento anti politico creato da questo “fenomeno” che è appunto il signor (se tale posso permettermi di definirlo) Antonio Pappalardo. C’è però da dire che le bufale che girano sui più svariati argomenti sono davvero tantissime e i gilet arancioni rappresentano soltanto quel quid in più alle stupidaggini che vivono indiscriminate nella società, nel panorama mondiale. Certo rimango esterrefatta a pensare che questo individuo sia un ex carabiniere e che dunque abbia prestato servizio, per o con lo Stato italiano, per un determinato periodo di tempo. Mi fa pensare ad una specie di Caino, che tradisce il fratello quando si presenta l’occasione proficua, probabilmente per alzare un polverone e avere ogni tanto qualche attenzione speciale da parte dei media. Ma a parte il fenomeno in sè, che da un punto di vista pratico è semplicemente ridicolo, il problema è un altro. Come voi stessi avete ricordato nei commenti, le parole utilizzate da Pappalardo e il suo seguito hanno ferito l’animo di centinaia, se non migliaia, di persone, le quali hanno perso i loro cari a causa dell’epidemia da Covid-19, da loro stupidamente e ingiustamente considerata inesistente, una manovra politica per un qualche strano scopo. Per tutto il resto probabilmente, almeno per me, sono solo fesserie, ma quando c’è di mezzo la vita delle persone e il rispetto, in questi casi è meglio parlare di vera ignoranza e maleducazione. Con queste parole concludo, ci tenevo davvero molto a fare stesura di questo articolo, utile a mettere un punto in merito all’argomento. Dubito comunque si tratti dell’ultima azione di questo movimento, forse sotto un’altra veste, forse senza più questo appellativo, ma di una cosa resto certa: si tratterà dell’ennesimo momento di vergogna per la nostra cara Italia.

Sempre Vostra, Storyteller.

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LIBERO PENSIERO EXTRA: L’ULTIMO GIORNO DI GIUGNO. (30 giugno 2020)

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Buon pomeriggio cari Lettori! Oggi è l’ultimo giorno di giugno e di conseguenza di pubblicazioni per questo mese. È il momento finale, quello del bilancio, di certo positivo e stimolante. Sono cresciuta,

nella mente e nel cuore, grazie alle offerte di questo meraviglioso angolo di mondo. Ho avuto la possibilità di conoscere molti blogger e di leggere i loro fantastici articoli, inoltre tanti lettori sono rimasti incuriositi e piacevolmente interessati dalle mie stesure. Questo lo posso affermare in base ai tanti commenti e like che mi avete lasciato giorno dopo giorno. Ma questa è la rubrica di LIBERO PENSIERO EXTRA, luogo in cui si scopre il piacere della riflessione basata sui fatti che vengono ogni giorno condivisi e vissuti da me, in modo speciale. Voglio concludere quello che per me stessa è stato un primo piccolo viaggio nell’universo di Storyteller’s Eye Word con una citazione che potete leggere nel banner sottostante a queste parole.

Le parole sono di un grande maestro, ovvero Goethe. Condivido molto quanto afferma: la passione è il motore di ogni lavoro. Credo sia difficile, quasi impossibile lavorare solo per inerzia, senza essere spronati da una recondita passione. Questo è il mio caso. Io amo la scrittura creativa e ho amato questo blog da prima che avvenisse la messa online. La mia gioia cresce ogni giorno, stimolata dall’ambiente e dalle novità che vivo quotidianamente. La passione generata da me stessa e dal vostro supporto mi aiuteranno a rendere sempre migliore il blog, ormai sono pronta per un nuovo viaggio nel magico mondo di Storyteller’s Eye Word! Più tardi cercherò una manciata di minuti nel corso della giornata per ricordare, attraverso il post ordinario, informazioni utili per seguire le dinamiche di inizio mese, ma soprattutto anticiperò al meglio le novità. Per ora vi saluto con affetto e con un abbraccio.

Sempre Vostra, Storyteller.

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LIBERO PENSIERO: LA SETTIMANA DELLA NATURA (22 giugno 2020)

Buon pomeriggio Lettori! Oggi affronteremo un nuovo argomento e come la maggior parte dei casi preferisco affrontarlo con la rubrica di LIBERO PENSIERO, che più di altre rubriche lascia a me la possibilità di argomentare senza dare peso ai dettagli, ma piuttosto a sensazioni e riflessioni durante la stesura di un articolo. L’argomento di oggi è davvero caro alla mia persona: si tratta di una questione delicata, sottovalutata dall’essere umano per decenni, che ha sempre pensato alla sua evoluzione sociale, talvolta a discapito di ciò che popolava la Terra prima della propria comparsa su di essa. Mi riferisco ovviamente alla Natura, o come oggi viene maggiormente definito, l’ambiente. Per lunghi periodi non si è pensato al male che ogni giorno infliggevamo alla Terra, con lo sfruttamento del sottosuolo, con gli allevamenti intensivi oppure ostacolando la biodiversità di specie animali e vegetali indispensabili per il nostro benessere. Voglio credere che questa pandemia, che a poco a poco stiamo sconfiggendo, sia un pretesto per l’umanità per pensare al male che abbiamo inflitto a quelli che io definisco “fratelli e sorelle di specie altrui”, gli animali e le piante in sostanza. Vi invito a proposito a leggere un articolo, pubblicato qualche giorno fa, dal titolo ” Loro liberi, noi in gabbia”, per la rubrica EMPATIA, che tratta appunto questa sfumatura di pensiero rispetto alla tematica. Con ciò in ogni caso non voglio biasimare che tante persone abbiamo coscienza di ciò e che si impegnano per arginare il problema, ma sicuramente resta un’idea di nicchia e non abbastanza diffusa e compresa dalla totalità degli esseri umani.

Ma parliamo nel dettaglio dell’argomento di oggi. L’Italia, da questo punto di vista, in previsione della Fase 2, si è distinta con la campagna lanciata dal Ministero dell’Ambiente, allo scopo di sensibilizzare le persone sull’argomento, scoprendo la bellezza e il fascino regalataci da Madre Natura, ponendo al centro dell’attenzione i magnifici parchi italiani, il turismo sostenibile basato sul cibo locale e l’importanza della tutela della biodiversità. Inoltre sono state dichiarate alcune giornate celebrative, ad esempio quella per la protezione delle api e gli impollinatori, oppure delle tartarughe. La settimana decisa prendeva i giorni dal 18 al 24. Obbiettivo della campagna ” Ripartire dall’ambiente” e in merito significative sono state le parole del ministro dell’Ambiente Sergio Costa, che dice: “la Settimana della natura è un appuntamento che assume particolare valore anche perché coincide con un periodo particolare della situazione che stiamo vivendo, la cosiddetta Fase 2, di uscita e ripartenza dall’epidemia del Covid-19. Un periodo in cui è importante riuscire a dare la visione di un ritorno alla normalità che sappia mettere al centro la valorizzazione dell’ambiente, con un’attenzione particolare all’enorme patrimonio di biodiversità che il nostro Paese possiede”. Concludo l’artico lasciando come sono solita fare un video, che nello specifico riporta spot realizzato dal Ministero dell’Ambiente per l’occasione. Un abbraccio forte, a presto.

Sempre Vostra, Storyteller.

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LIBERO PENSIERO: SCRIVERE CONTRO LO SCONFORTO ( Testo trasferito del 18 aprile 2020)

Buonasera cari Lettori! Mi rendo conto che sono passati alcuni giorni dall’ultima volta che scrissi qualcosa su Storyteller’s Eye World, ma sapete ormai come sono fatta. Non è raro che lo stress quotidiano affligga il mio pensiero e che mi senta costretta a mettere ordine nella mia mente. Un ordine che però era necessario non soltanto per il periodo in cui lo vivevo, ma piuttosto per le idee che ora lucidamente riaffiorano e che riempiranno col tempo gli spazi bianchi delle pagine di questo blog. La mia sete di curiosità infatti, nonostante il clima teso, non si è placata e ho continuato a cercare informazioni strane e talvolta imprevedibili, come suggerisce la logica di questa pazza piattaforma, talvolta con il fascino di ciò che si cela fuori dal mondo. Lo sconforto generale che ho vissuto non è stato portato solo dal periodo, seppur terribile e devastante, con i suoi bollettini giornalieri che sembrano non cessare la sua crescita, con numeri che fanno raggelare il sangue se pensiamo a quante persone perdono la vita a causa di questa bestia infame. Non è solo questo il problema. E che non percepiamo davvero dolore di una tragedia sociale finché le conseguenze, in un modo o nell’altro, non toccano i nostri sensi direttamente. Come forse sapete, visto l’entità del dramma e della persona coinvolta, anche se forse lasciare per scontato risulta sbagliato, un grande scrittore ci ha lasciati nel 

corso della giornata di giovedì 16 aprile. Parlo del noto Luis Sepúlveda, che si è distinto per le sue attività di giornalista, sceneggiatore, poeta, regista e attivista. Il progetto che probabilmente lo rende più famoso e forse anche paladino dei nostri cuori di fanciullo (parlo ovviamente della mia generazione, di tutti coloro che sono nati alla fine degli anni ’90) è stato ” Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”.Un’opera sublime, che aveva il potere di far crescere e di insegnare, senza necessariamente farti diventare un adulto precoce e che al medesimo modo, anche i più grandi potevano usufruirne per scacciare i pensieri più negativi del solito tran-tran quotidiano. Con questo libro conobbi le storie di Sepùlveda e iniziai ad appassionarmi ad un genere che ha l’accortezza di non stancarti mai, di lasciarti nel limbo temporale dell’animo sognatore, dandoti possibilità di restare te stesso, di ascoltare quella parte recondita di te che la società di porta a sotterrare, a dimenticare. 
Oggi è difficile essere ottimisti, ma questo blog, con le sue mille e illimitate risorse, dal momento che è una mia invenzione e posso scrivere ciò che più mi fa star bene, può aiutarmi ad essere una persona migliore con me stessa. Ebbene, detto ciò, invito chiunque abbia possibilità di leggere quanto ho scritto, di pensare, soprattutto in questa situazione, a tutto ciò che ci rende davvero felici, a ciò che ci avvicina emotivamente alla fine di questo grande caos. E’ forse l’unica arma che ci rimane per sconfiggere il dolore e la negatività. Vi saluto, consapevole che scriverò nuovamente molto presto.
Un abbraccio virtuale a tutti.

Sempre Vostra, Storyteller.

EMPATIA: LA DANZA DEL CIELO ( Testo trasferito del 30 marzo 2020)

Buonasera cari Lettori! Oggi torno a scrivere ispirata solo da uno spiraglio di luce all’orizzonte, dalla calma eterea di un cielo baciato dalla notte. Nonostante il clima degli ultimi giorni sia quanto di più cupo e triste possa esistere, la felicità la scorgo in piccole cose che in uno stato di quotidianità non avrebbe molto valore ai miei sensi. Ci sono aspetti così belli e ricchi di pathos che a volte immagino nella mia mente o quando mi rifugio nell’accogliente mondo di Storyteller’s Eye. Ora però lo cerco altrove, perchè di questi tempi la serenità e la gioia è quanto mai preziosa. Sfogliando, come d’altronde la maggior parte di noi, la home dei miei profili social, noto il link ad un articolo che non solo ha attratto la mia attenzione, bensì ha portato una sensazione magica nel mio cuore. Ieri mattina infatti, intorno alle h. 5 del giorno 29 marzo 2020, la Luna e Venere incantano gli occhi di chiunque al mondo fosse disposto ha guardare il cielo oltre le proprie finestre, quasi fossero ballerini di un valzer di un contesto paradossale. Si tratta, secondo quanto dichiarato dagli esperti, di uno degli eventi astronomici più affascinanti di sempre. Due astri così tanto vicini e spettacolari da essere protagonisti di tantissime immagini condivise su Twitter e più in generale, con il mondo del web. Solo in seguito a questa scoperta, mi rendo conto che numerose sono state le apparizioni anche sul territorio italiano e che quella di ieri era soltanto l’ultima di una serie di eventi meravigliosi che la terra ci ha offerto. Quello che segue è un video che illustra l’evento astronomico che vi ho raccontato. Spero di avervi dato motivo di intrattenimento e di conforto, dandovi uno spunto di cui far beneficiare l’animo.

Prima di lasciarvi alla visione di questo breve filmato, voglio incoraggiarvi ad essere forti. Non è facile, io stessa ho vissuto queste giornate di quarantena in modo particolarmente stressante, ma non dobbiamo lasciarci soppraffare dalle emozioni. Dobbiamo piuttosto essere fieri del nostro contributo, di essere cittadini ligi al dovere, non perchè è legge, ma per il bene che facciamo al prossimo. Un giorno, spero il più prossimo possibile, resterà il ricordo e seppur la tristezza varcherà le soglie del nostro cuore,  saremo fieri di noi, perchè quando questo incubo si sarà concluso, il merito sarà soltanto nostro.

Sempre Vostra, Storyteller.