VIAGGI: STORIA DELL’ EDITTO DI MILANO. (13 agosto 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Nel corso di questa giornata ho intenzione di spiegarvi, in maniera semplice e colloquiale, di un fatto, o forse un evento, definito dai molti come spartiacque e origine di una mentalità e cultura del tutto nuova. La tolleranza verso la nuova religione infatti, ovvero il cristianesimo, non solo sancì la fine della persecuzione di chi professava questa religione, ma diede origine a una vera e propria diffusione e propagazione della stessa. In breve infatti, lo stesso cristianesimo divenne una delle religioni dominanti sul territorio mondiale, molto più del giorno d’oggi. Questo evento prese il nome di ” Editto di Milano” e avvenne probabilmente il 13 giugno del 313 (manco a farlo apposta il 13 giugno é il giorno del mio compleanno) . Avvenne per opera degli imperatori romani Costantino e Licinio durante un altro evento avvenuto appunto a Milano. Le volontà dell’editto in questione erano dunque che chiunque potesse ” adorare a modo suo la divinità del cielo”. In verità però, contrariamente a quanto si potesse immaginare, la circolare fu redatta e pubblicata successivamente al fantomatico incontro milanese per opera di Licinio a Nicomedia, proprio in questa data, nonostante la proprietà del messaggio del documento siano attribuite a Costantino. Ad ogni modo in esso si presentava una significativa clausola: bisognava pregare unicamente per la salvezza dell’Impero. All’epoca inoltre non fu considerato un vero e proprio editto, in quanto confermava quanto pubblicato nel precedente risalente a due anni prima, per volontà dell’imperatore Galerio, che concedeva totale libertà di culto ai cristiani dopo la persecuzione di Diocleziano. In seguito alla pubblicazione dell’Editto di Milano le persecuzioni terminarono definitivamente. All’epoca i cristiani rappresentavano il 5% della popolazione romana e in particolare il 10% era a Roma, il 20% in Egitto e il 30% in Asia Minore. Tutti i beni precedentemente confiscati vengono restituiti. Il beneficio non sarà solo direttamente dei cristiani, ma di tutte le sottocategorie della religione cristiana, ad esempio dei manichei. La prolungata e forte tolleranza religiosa sarà nota e definita come la ” Pace di Constantino”, il che darà molto giovamento allo stesso impero, che scongiura quasi totalmente la possibilità di una guerra civile. Ovviamente l’uso del termine “tolleranza”, visti gli aspetti che determinano questo editto a livello civile, é maggiormente corretto rispetto al termine “libertà”. Per una vera e propria comprensione accettazione del cristianesimo bisognerà attendere fino al 325, anno cui verrà redatto e pubblicato l’Editto di Nicea, di cui mi farebbe piacere discuterne prossimamente sul blog. Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stella e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home page e confermare. È possibile votare un numero illimitato di volte, basta attendere 60 minuti tra una votazione e l’altra. Un abbraccio a tutti!

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Greetings to all, Dear Readers!
During this day I intend to explain, in a simple and colloquial way, a fact, or perhaps an event, defined by many as a watershed and the origin of a completely new mentality and culture.
In fact, tolerance towards the new religion, or Christianity, not only sanctioned the end of the persecution of those who professed this religion, but gave rise to a real diffusion and propagation of the same.
In fact, in short, Christianity itself became one of the dominant religions in the world, much more than today.
This event took the name of “Edict of Milan” and probably took place on June 13, 313 (needless to do it on purpose, June 13 is my birthday).
It happened through the work of the Roman emperors Constantine and Licinius during another event that took place precisely in Milan.
The will of the edict in question was therefore that anyone could “worship the divinity of heaven in his own way”.
In truth, however, contrary to what one might have imagined, the circular was drawn up and published after the elusive Milanese meeting by Licinius in Nicomedia, precisely on this date, despite the fact that the ownership of the message of the document is attributed to Constantine.
In any case, there was a significant clause in it: it was necessary to pray only for the salvation of the Empire.
Furthermore, at the time it was not considered a real edict, as it confirmed what was published in the previous one dating back to two years earlier, by the will of the emperor Galerius, who granted total freedom of worship to Christians after the persecution of Diocletian.
Following the publication of the Edict of Milan, the persecutions ended definitively.
At the time, Christians represented 5% of the Roman population and in particular 10% were in Rome, 20% in Egypt and 30% in Asia Minor.
All previously confiscated assets are returned.
The benefit will not only be directly of Christians, but of all sub-categories of the Christian religion, for example of the Manichaeans.
The prolonged and strong religious tolerance will be known and defined as the “Peace of Constantino”, which will greatly benefit the empire itself, which almost totally avoids the possibility of a civil war.
Obviously the use of the term “tolerance”, given the aspects that determine this edict at a civil level, is more correct than the term “freedom”.
For a real understanding and acceptance of Christianity we will have to wait until 325, when the Edict of Nicaea will be drawn up and published, which I would like to discuss soon on the blog.
With these words I conclude, I remind you to leave a star and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade!
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LIBRO PENSIERO: LA DIVERSITÀ RELIGIOSA. (14 luglio 2021)

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Un saluto a tutti, cari lettori! La mancanza di un pc per portare avanti quelli che erano i miei progetti stabiliti mi lascia molto tempo per riflettere, su aspetti della vita che diamo per scontato e che forse meritano un po’ del nostro tempo. Tra i grandi dibattiti sempre più spesso portati avanti abbiamo il macrosistema della religione. Essa e infatti qualcosa di immenso ma che si suddivide in tantissime parti minori, i quali spesso non conosciamo nella loro interezza. Questi giorni, dando uno sguardo su Google, ho scoperto religioni che non avrei mai immaginato esistessero. Esiste infatti una religione, tra l’altro diffusissima, seconda per quantità di fedeli per esattezza, chiamata Spiritismo. Si tratta, in breve, di un movimento religioso di cui i seguaci sostengono fermamente la possibilità contattare le anime dei defunti, ciò tramite le cosiddette “sedute spiritiche”, ovvero degli incontri dove un medium (una persona con particolari doti extrasensoriali) può comunicare con alcune anime. Essa è nata negli Stati Uniti ma si è presto diffusa anche in Europa. Altre religioni che meritava un approfondimento è lo Sikhismo. Essa fu fondata dal Guru Nanak tra il 1469 e il 1539 d.C. nella regione del Punjab, in India. Il loro libro sacro è il Guru Granth Sahib e originariamente veniva scritto con l’alfabeto Gurmukhi. Vi è poi il mondo delle religioni etniche/africane, molto diffuse Mari che ti confusione e incertezza, visto che la loro tradizione e perlopiù tramandata oralmente. Si conosce poco delle loro origini e di come esse siano diffuse. Insomma se contiamo anche le più comuni, come l’ebraismo, l’islamismo, il cristianesimo e le religioni tradizionali cinesi, sono davvero molte, ognuna molto differente dall’altra. È un argomento davvero bassissimo che merita, a mio avviso maggiore riflessione e ragionamento, tutto per quanto riguarda il tempo che noi abbiamo per sceglierne una piuttosto che un’altra come propria. A tal proposito credo che non tutti coloro che hanno avuto fin dalla nascita una religione siano coscienti di quello che esprimono tutte le altre e se realmente quella che noi predichiamo è quella che ideologicamente preferiamo. Io stessa, da buona italiana, nasco in una famiglia di religione cattolica, ma entrata nell’adolescenza mi rendo conto di come questa religione sia sempre stata per me è troppo artificiosa, piena di regole e di dogmi imposti senza che io potessi realmente comprendere ciò che le originava. Alla fine ho iniziato a leggere e approfondire il tema della religione taoista come disciplina e religione che più rappresenta me stessa. Mi pongo dunque delle domande: conoscete tutte le religioni presenti sulla terra, o perlomeno le principali? Professate tuttoggi una religione che gli è stata tramandata per la famiglia o avete compiuto voi stessi la scelta? Sarei curiosa di conoscere la vostra opinione in merito, perciò se mi fa piacere rispondete con un commento.Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stella e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home page e confermare. È possibile votare un numero illimitato di volte, basta attendere 60 minuti tra una votazione e l’altra. Un abbraccio a tutti!

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Greetings to all, dear readers! The lack of a PC to carry out my established projects leaves me a lot of time to reflect on aspects of life that we take for granted and that perhaps deserve some of our time. Among the great debates increasingly carried on we have the macrosystem of religion.
It is in fact something immense but which is divided into many smaller parts, which we often do not know in their entirety. These days, taking a look at Google, I discovered religions that I never imagined existed. In fact, there is a religion, among other things very widespread, second for the number of faithful to be exact, called Spiritism.
It is, in short, a religious movement whose followers firmly support the possibility of contacting the souls of the deceased, this through the so-called “séances”, or meetings where a medium (a person with particular extrasensory gifts) can communicate with some souls. It originated in the United States but soon spread to Europe as well. Other religions that deserved further study is Sikhism. It was founded by Guru Nanak between 1469 and 1539 AD. in the Punjab region of India. Their holy book is the Guru Granth Sahib and was originally written in the Gurmukhi alphabet. Then there is the world of ethnic / African religions, very widespread Mari which gives you confusion and uncertainty, given that their tradition is mostly handed down orally. Little is known about their origins and how they are widespread. In short, if we also count the most common, such as Judaism, Islam, Christianity and traditional Chinese religions, there are really many, each very different from the other.
It is a very low argument that deserves, in my opinion more reflection and reasoning, all as regards the time we have to choose one rather than another as our own. In this regard, I believe that not all those who have had a religion from birth are aware of what all the others express and if really what we preach is the one we ideologically prefer. I myself, as a good Italian, was born into a Catholic family, but entered adolescence I realize how this religion has always been for me it is too artificial, full of rules and imposed dogmas without my being able to really understand this. that originated them. Eventually I began to read and deepen the theme of the Taoist religion as a discipline and religion that most represents myself. So I ask myself some questions: do you know all the religions present on earth, or at least the main ones? Do you still profess a religion that was handed down to you for the family or did you make the choice yourself? I’d be curious to know your opinion on it, so if I’m pleased to reply with a comment. With these words I conclude, I remind you to leave a star and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article or in the blue banners on the home page and confirm. You can vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between one vote and the next. Hugs to all!

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LIBERO PENSIERO EXTRA: LA PAROLA SECONDO HERMANN HESSE. (13 luglio 2021)

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Un saluto a tutti, cari lettori! Come sapete in questi giorni non ho possibilità di scrivere tramite il PC, perciò ho maggiore tempo per pensare, riflettendo anche su citazioni scritte da maestri di vario calibro e disciplina, primo fra tutti, per me il più caro, Hermann Hesse. Ho dunque avuto modo in questi giorni di riflettere ulteriormente su una sua citazione che vedete scritta in seguito e di cui vorrei condividere un mio personale pensiero, nonché una spiegazione in termini più colloquiali della stessa. La seguente cita:

Le parole non colgono il significato segreto, tutto appare un po’ diverso quando lo si esprime, un po’ falsato, un po’ sciocco, sì, e anche questo è bene e mi piace moltissimo, anche con questo sono perfettamente d’accordo, che ciò che è tesoro e saggezza d’un uomo suoni sempre un po’ sciocco alle orecchie degli altri.

Secondo il Maestro gli unici in grado realmente di comprendere noi stessi siamo noi, perché il solo fatto di descrivere un nostro pensiero con parole, con la voce o la scrittura, costruiscono intorno ad esso un alone di falsità, quasi volessimo far apparire ciò che vediamo e pensiamo migliore di ciò che è nella realtà. Ogni bravo scrittore in effetti è padrone dell’abilità dell’apparire, è in grado di rendere più affascinante e piacevole tutto ciò che ha pensato, tutti i pensieri che scorrono nella sua mente. Detto ciò questo ci rende anche gli unici in grado di comprendere letteralmente noi stessi, perché tutto può essere manipolato dalla mente altrui e quindi preso differente dall’originale messaggio. Prendiamo per esempio la poesia: essa si presenta con un messaggio chiaro, tanto è vero che, alle volte, il poeta allega o spiega per i suoi lettori il significato della stessa. Ma il destinatario di quella poesia potrà interpretarla e beneficiarne come preferisce. Voi cosa ne pensate? La pensate nello stesso modo? Scrivetemelo, se vi fa piacere, nei commenti.Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stella e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home page e confermare. È possibile votare un numero illimitato di volte, basta attendere 60 minuti tra una votazione e l’altra. Un abbraccio a tutti!

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Greetings to all, dear Readers! As you know these days I have no possibility to write via the PC, so I have more time to think, also reflecting on quotes written by masters of various caliber and discipline, first of all, for me the most dear, Hermann Hesse. I have therefore had the opportunity in recent days to reflect further on a quote from him that you see written below and of which I would like to share my personal thought, as well as an explanation in more colloquial terms of the same.
The following mentions:

Words do not grasp the secret meaning, everything appears a little different when it is expressed, a little distorted, a little silly, yes, and this is also good and I like it very much, even with this I perfectly agree, that what is a man’s treasure and wisdom always sounds a little silly to the ears of others.

According to the Master, we are the only ones who are really able to understand ourselves, because the mere fact of describing our thoughts with words, with the voice or writing, builds around it an aura of falsehood, as if we wanted to make what we see appear and we think better than what is in reality. In fact, every good writer is master of the ability to appear, he is able to make everything he has thought more fascinating and pleasant, all the thoughts that run through his mind.
Having said that this also makes us the only ones able to literally understand ourselves, because everything can be manipulated by the mind of others and therefore taken different from the original message. Let’s take poetry for example: it presents itself with a clear message, so much so that, at times, the poet attaches or explains to his readers the meaning of the same. But the recipient of that poem will be able to interpret and benefit from it as he prefers. What do you think about it? Do you think the same way? Write it to me, if you like, in the comments. With these words I conclude, I remind you to leave a star and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article or in the blue banners on the home page and confirm. You can vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between one vote and the next. Hugs to all!


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EMPATIA: LO ZEN E L’ARTE DELLA MANUTENZIONE DELLA MOTOCICLETTA. (6 luglio 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori!La rubrica EMPATIA è da sempre per me motivo di confronto con il mio io, con la mia natura, vicina al mondo dell’arte, della letturatura e non ultima la filosofia, soprattutto nella sua accezione più contemporanea, meglio nota come psicologia. Oggi voglio portare le mie digressioni e pensieri servendomi di un libro, che di riflessivo ha davvero molto. È un efficace mezzo per riflettere con sé stessi. Si tratta di un libro scritto da Robert M. Pirsig il cui titolo è “Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta. È un libro con cui venni in contatto ai tempi del liceo e tutt’oggi dimora nella mia libreria, pronto per essere sfogliato e riletto di tanto in tanto. Come per il protagonista, anche per il lettore è un viaggio introspettivo alla ricerca del sé. Ognuno di noi affronta momenti importanti e cambiamenti forti della propria vita in maniera diversa e uno di questi è proprio on the Road, iniziando un’avventura poco programmata e organizzata, lasciando spazio ad un destino vissuto giorno per giorno. In questi casi non si presta molta attenzione alla destinazione finale, bensì a come trascorrere le proprie giornate. Ad ogni modo la motocicletta e il setting narrativo sono solo la cornice, uno sfondo che decora qualcosa di più profondo, ovvero lo Zen, la ricerca di noi stessi. Le digressioni filosofiche presenti all’interno del romanzo sono definite con il termine Chautauqua. Esse sorgono spontanee di fronte ai paesaggi attraversati dai protagonisti della storia, tanto che si arriva a citare il pensiero di vari filosofi del passato, tra cui Socrate, Platone, Hume, Kant, Hegel, Einstein e Lao Tzu. in questa rubrica non intendo descrivere nel dettaglio tutto il contenuto del romanzo, come spesso accade quando faccio segnalazioni o recensioni, perciò ho deciso di lasciarvi solamente un breve sunto al termine del mio articolo.Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stella e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home page e confermare. È possibile votare un numero illimitato di volte, basta attendere 60 minuti tra una votazione e l’altra. Un abbraccio a tutti!

RIASSUNTO:

Una Grande Avventura, a cavallo di una motocicletta e della mente; una visione variegata dell’America on the road, dal Minnesota al Pacifico; un lucido, tortuoso viaggio iniziatico.
Qual è la differenza fra chi viaggia in motocicletta sapendo come la moto funziona e chi non lo sa? In che misura ci si deve occupare della manutenzione della propria motocicletta? Mentre guarda smaglianti prati blu di fiori di lino, nella mente del narratore si formula una risposta: «Il Buddha, il Divino, dimora nel circuito di un calcolatore o negli ingranaggi del cambio di una moto con lo stesso agio che in cima a una montagna o nei petali di un fiore». Questo pensiero è la minuscola leva che servirà a sollevare altre domande subito incombenti: da che cosa nasce la tecnologia, perché provoca odio, perché è illusorio sfuggirle? Che cos’è la Qualità? Perché non possiamo vivere senza di essa?

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Copertina del libro, tra l’altro nell’edizione che io stessa ho nella mia libreria, della casa editrice “gli Adelphi”. Potete acquistarlo nei maggiori store online.

Greetings to all, Dear Readers! The EMPATHY column has always been a reason for me to confront myself with my self, with my nature, close to the world of art, reading and, last but not least, philosophy, especially in its most contemporary meaning. , better known as psychology. Today I want to bring my digressions and thoughts using a book, which is very reflective. It is an effective means of self-reflection. It is a book written by Robert M. Pirsig whose title is “Zen and the art of motorcycle maintenance. It is a book I came into contact with in high school and still lives in my library, ready to be leafed through and reread from time to time. As for the protagonist, also for the reader it is an introspective journey in search of the self. Each of us faces important moments and strong changes in his life in a different way and one of these is precisely on the Road, starting a little planned and organized adventure, leaving room for a destiny lived day by day. In these cases we don’t pay much attention to the final destination, but to how to spend our days. In any case, the motorcycle and the narrative setting they are only the frame, a background that decorates something deeper, that is Zen, the search for ourselves. The philosophical digressions present within the novel are defined with the term Chautauqu to. They arise spontaneously in front of the landscapes crossed by the protagonists of the story, so much so that we come to mention the thoughts of various philosophers of the past, including Socrates, Plato, Hume, Kant, Hegel, Einstein and Lao Tzu.
in this column I do not intend to describe in detail all the content of the novel, as often happens when I make reports or reviews, so I decided to leave you only a brief summary at the end of my article. to vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article or in the blue banners on the home page and confirm.
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SUMMARY:

A Great Adventure, astride a motorcycle and the mind;
a varied vision of America on the road, from Minnesota to the Pacific; a lucid, tortuous initiatory journey. What is the difference between those who travel by motorcycle knowing how the bike works and those who do not know?
To what extent should you take care of the maintenance of your motorcycle? As he looks at dazzling blue meadows of flax flowers, an answer is formulated in the narrator’s mind: “The Buddha, the Divine, dwells in the circuit of a computer or in the gearbox of a motorcycle with the same ease as on the top of a mountain. or in the petals of a flower ». This thought is the tiny lever that will serve to raise other immediately looming questions: where does technology come from, why does it cause hatred, why is it illusory to escape it?
What is Quality? Why can’t we live without it?

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LIBERO PENSIERO: GIORNATA DELLA MEMORIA E DELL’IMPEGNO. (27 marzo 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Questo articolo è davvero importante per me, per due ragioni fondamentali: in primis per l’argomento trattato e secondo per la modalità in cui verrà espresso. Amo la rubrica di LIBERO PENSIERO quando gli argomenti necessitano del mio personale contributo. Avrei potuto trattare tutto in altre rubriche, ma avrei perso significato, avrei semplicemente riportato concetti senza esprimere minimamente il mio parere. Altro aspetto assolutamente voluto é il fatto di non pubblicare il post esattamente durante la data della celebrazione comune della giornata. Tantissimi colleghi sulla piattaforma hanno giustamente trattato il discorso il 21 marzo, ma io ho voluto fare diversamente, un pó perché anche impegnandomi fatico a fare ciò che é socialmente corretto. Inoltre volevo mettere l’accento sul fatto che per me è sempre “la giornata di”, il ricordo e il rispetto si vivono nella quotidianità. Nulla togliere alla scelta della data, assolutamente simbolica, visto che corrisponde al principio della stagione primaverile. In quest’ottica si può considerare come la rinascita umana, con nuova veste e soprattutto nuova realtà sociale. Il pensiero é da sempre l’arma più potente per sconfiggere il male. Oggi per nostra fortuna non abbiamo piú bisogno dell’istinto, non dobbiamo più combattere per sopravvivere, come i nostri antenati primitivi. Eppure, di tutto il male che l’uomo e la vita hanno subito fu a causa dell’uomo stesso, che ha agito con rabbia, disprezzo, superiorità e sete di vendetta, verso i propri simili e verso tutto il mondo dei viventi. Lo scopo principe di questo post è dunque dedicare un momento alla riflessione, approfondimento e di incontro, nel ricordo di relazioni vive, di testimonianze, di storie, ma soprattutto di vicinanza attorno ai familiari delle vittime innocenti delle mafie, persone che hanno subito una grande lacerazione. Il nostro pensiero rivolto a loro, in svariati momenti e occasioni può aiutare a colmare vuoti interiori e un identità alla sofferenza. Costruire insieme una memoria comune é il principio di una nuova e migliore società. Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stellina, un commento e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basterà attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio a tutti!

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Greetings to all, Dear Readers! This article is really important to me, for two fundamental reasons: firstly for the subject dealt with and secondly for the way in which it will be expressed. I love the FREE THOUGHT column when topics need my personal input. I could have dealt with everything under other headings, but I would have lost meaning, I would have simply brought back concepts without expressing my opinion in the slightest. Another aspect absolutely desired is the fact of not publishing the post exactly during the date of the common celebration of the day. Many colleagues on the platform rightly addressed the speech on 21 March, but I wanted to do it differently, a little because I also worked hard to do what is socially correct. I also wanted to emphasize that for me it is always “the day of”, memory and respect are lived in everyday life. Nothing to detract from the choice of date, absolutely symbolic, since it corresponds to the principle of the spring season. From this point of view, it can be considered as human rebirth, with a new guise and above all a new social reality. Thought has always been the most powerful weapon to defeat evil. Today, fortunately, we no longer need instinct, we no longer have to fight to survive, like our primitive ancestors. Yet, of all the evil that man and life have suffered was because of man himself, who acted with anger, contempt, superiority and thirst for vengeance, towards his fellow human beings and towards the whole world of the living. The main purpose of this post is therefore to dedicate a moment to reflection, deepening and meeting, in memory of living relationships, testimonies, stories, but above all closeness around the families of the innocent victims of mafias, people who have suffered a great laceration. Our thoughts turn to them, at various times and occasions can help fill inner gaps and an identity to suffering. Building a common memory together is the principle of a new and better society. With these words I conclude, I remind you to leave a starlet, a comment and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article or in the blue banners at home and confirm. It is possible to vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between votes. A hug to everyone!

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DIARIO DI LIBERO PENSIERO: DOMINIO DEL PENSIERO. (22 gennaio 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! E’ sempre piacevole per me scrivere una pagina di DIARIO, condividendo consigli e aspetti che più influenzano la mia quotidianità. Tra queste azioni c’è sicuramente la scrittura creativa, che occupa buona parte del mio tempo, o almeno quello dedicato a me e le attività che preferisco, poi seguono la lettura, l’approfondimento personale di varie discipline umanistiche ed infine, non meno importante, la meditazione. Meditazione é un tempo e uno spazio della giornata dedicato al sé, al tuo io recondito. Mettersi in contatto con sè stessi e un mezzo per portare maggiore rispetto a noi. La prima volta che conobbi questa disciplina fu ormai molti anni fa, forse una decina. La scoprii quando iniziai il liceo. Fin dai primi giorni in quell’ambiente mi sentivo vulnerabile, poi quel senso di vulnerabilità si trasformò in stress. Fui allora che cercai un sistema pratico e immediato per cancellare questo accumulo di energie negative. Mi venne in aiuto la Meditazione. In principio, per quanto le azioni da fare fossero semplici, mi risultava davvero complesso, non riuscivo a trovare pace, a staccare momentaneamente il mio legame con la vita quotidiana. Con il tempo non era piú una fatica o peggio un sacrificio, piuttosto era un momento piacevole, da dedicare a me stessa. Fu allora, a pratica meditativa avviata e consolidata che perfezionai la disciplina del dominio del pensiero. Si tratta di un processo per il quale riesci a scindere te stesso dai tuoi pensieri. Non se piú autore dei tuoi pensieri, bensì uno spettatore rilassato. Non hai piú potere su di essi, ma nemmeno ti lasci soppraffare, loro scorrono e tu rimani inerte, rilassato. Questo esercizio al suo termine, ti porta a comprendere il peso che ogni pensiero dovrebbe avere sulla tua vita. A volte la nostra mente da piú valore ad un pensiero rispetto a ciò ne ha davvero. Penso sia un utile esercizio, che a tutti faccia bene. Per meditare non serve avere particolari abilità, puoi praticare da seduto o sdraiato a terra o sul letto. Le uniche azioni che dovrai fare sono controllare il tuo respiro, ovvero pensarci, e scollegare la tua mente dal mondo che ti circonda. Personalmente é stata sempre molto terapeutica, grazie ad essa ho imparato a volermi più bene, a rispettare e mie idee, a ritagliarmi momenti solo per me, oltre alla scrittura ovviamente. Se siete interessati a provare vi consiglio un canale Youtube con centinaia di tracce audio differenti per meditare. Lo trovate con il nome “La via della Consapevolezza”. Se avete l’opportunità di provare a meditare, anche non necessariamente con questa traccia, sarei felice di conoscere la vostra opinione e se vi ha giovato in qualche modo. Ne approfitto per ricordarvi di iscrivervi sul blog (www.storytellereyeword.com) e su Instagram (storytellerseyeword) perché raggiunti in contemporanea su entrambe le piattaforme i 500 followers, organizzerò alcuni speciali sul blog piú delle iniziative Instagram e avremo modo insieme di scoprire curiosità tra le piú diverse. Come sempre rispondo ad ogni like e segui. Vi ricordo di lasciare una stellina, un commento e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basterà attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio a tutti!

Greetings to all, Dear Readers! It is always pleasant for me to write a diary page, sharing advice and aspects that most affect my daily life. Among these actions there is certainly creative writing, which occupies a large part of my time, or at least the one dedicated to me and the activities I prefer, then follow the reading, the personal deepening of various humanities and finally, no less important, meditation. Meditation is a time and space of the day dedicated to the self, to your recondite self. Getting in touch with yourself and a means to bring more than we do. The first time I met this discipline was many years ago, maybe about ten years ago. I found out when I started high school. From the very first days in that environment I felt vulnerable, then that sense of vulnerability turned into stress. It was then that I sought a practical and immediate system to eliminate this accumulation of negative energies. Meditation came to my aid. In the beginning, however simple the actions to be done, it was really complex, I could not find peace, to momentarily detach my bond with daily life. With time it was no longer a struggle or worse a sacrifice, rather it was a pleasant moment, to dedicate to myself. It was then, in a meditative practice started and consolidated that I perfected the discipline of the domain of thought. It’s a process for which you can separate yourself from your thoughts. Not if you’re the author of your thoughts anymore, but a relaxed viewer. You don’t have power over them anymore, but you don’t let them overwhelm you either, they scroll and you stay inert, relaxed. This exercise at its end, leads you to understand the weight that every thought should have on your life. Sometimes our mind is more valuable to a thought than it really has. I think it’s a useful exercise, which is good for everyone. To meditate you do not need to have special skills, you can practice sitting or lying on the ground or on the bed. The only actions you’ll have to do are control your breath, which is to think about it, and disconnect your mind from the world around you. Personally it has always been very therapeutic, thanks to it I have learned to love myself more, to respect and my ideas, to carve out moments just for me, in addition to writing of course. If you are interested in trying I recommend a Youtube channel with hundreds of different audio tracks to meditate. You find it as “The Way of Awareness.” If you have the opportunity to try to meditate, even not necessarily with this track, I would be happy to know your opinion and if it has benefited you in any way.I take the opportunity to remind you to subscribe on the blog (www.storytellereyeword.com) and on Instagram (storytellerseyeword) because reached simultaneously on both platforms the 500 followers, I will organize some specials on the blog more than Instagram initiatives and we will have the opportunity together to discover curiosities among the most diverse. As always I respond to every like and follow. I remind you to leave a starlet, a comment and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article in the blue banners on home and confirm. It is possible to vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between votes. A hug to everyone!

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LIBERO PENSIERO: PARLO CON VOI LIBERAMENTE. (1 ottobre 2020)

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Un saluto a tutti cari Lettori! Mi dispiace di non essermi fatta sentire in questi giorni, ma lo ammetto, i problemi non mi sono certo mancati. So che la vostra comprensione è tanta, anche perchè, come me, anche voi siete blogger e non solo. Siete anche membri di una famiglia, compagni di vita, lavoratori e responsabili di tante questioni ed incombenze quotidiane. Sarei ipocrita a dire che il mio problema era scaturito dalla famiglia o dal lavoro, è stato qualcosa di molto più complesso e recondito. La mia psiche è stata molto sotto sforzo, avevo il pensiero costante di un’imminente pubblicazione (della mia raccolta per intenderci, di cui ve ne parlerò in un prossimo articolo) a cui si è accompagnata una questione che talvolta riaffiora: una strana, ma palese, incapacità di comunicare e di essere compresa. Credo sia, da persona che ha approfondito la psicologia e tutto ci che si cela, uno dei malesseri più difficili da gestire. Non a caso ho parlato di

gestione del problema e non di gravità. Di certo una depressione o un esaurimento nervoso hanno un’incidenza ben più forte sul nostro organismo, nulla da obiettare, ma in questo caso hai la piena coscienza e la padronanza di te stessa, nei restanti casi no. E’ come una bolla che ti tiene prigioniera, tu parli e nessuno ti ascolta, non sembra dar peso e valore alle tue parole, parli una lingua incomprensibile al resto del mondo. In questi momenti faccio affidamento principalmente a me stessa. Inutile dire che non sono gli altri il problema, sono io che “mi complico la vita”, la mia sete di conoscenza e di ragione, varca soglie che trascendono i limiti della follia e resto improvvisamente sola. E’ una strana sensazione che non auguro a nessuno. Non è la fine del mondo chiaro, ma si contano i giorni affinchè qualcosa cambi e ritorni tutto alla normalità. Finalmente, dopo anni che manifesto questa strana condizione, ho imparato a gestirla meglio, risolvendo il problema in un decida di giorni. Ora però sono tornata, sto molto meglio, pronta per condividere tante belle storie di nuovo con voi. In questi giorni, tra oggi e domani, voglio condividere un paio di articoli di presentazione di Dipthycha, la raccolta di dittici poetici del mio collega e amico Emanuele Marcuccio, in collaborazione con tanti altri poeti talentosi e con il desiderio recondito di comunicare messaggi e sensazioni per mezzo della poesia. Per approfondire di cosa si tratta tutti su Storyteller’s Eye Word durante la giornata di oggi. Informazioni sui social al momento della pubblicazione. Intanto sto scrivendo un piccolo approfondimento della rubrica di LIBERO PENSIERO EXTRA. Anche in questo caso informazioni al momento della pubblicazione tramite social. Seguite quindi tutte le novità di Storyteller’s Eye Word anche su Instagram (storytellerseyeword) e su Facebook (Storyteller’s Eye). Ora vi saluto, un forte abbraccio a tutti.

Sempre Vostra, Storyteller.

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LIBERO PENSIERO EXTRA: FILOSOFIA DELL’ESSER DONNA. (16 luglio 2020)

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Un saluto a tutti cari Lettori! Come conseguenza, a mio sentire necessaria, al doppio appuntamento dedicato alla donna, desiderio chiudere l’argomento con una personale riflessione, che voglio svolgere attraverso la rubrica di LIBERO PENSIERO EXTRA. Ho deciso infatti di fare una piccola ricerca sul web con l’idea di trovare qualche citazione sulla donna che più affascinava la mia mente e mi inducesse a ragionare in merito, condividendo in seguito questi miei pensieri prodotti. Vorrei dunque partire da un autore che sin da quando l’ho conosciuto, non solo di fama ma nel suo animo più recondito, mi ha tremendamente affascinato, anche perchè l’ho sempre visto affine al mio modo di vedere i capisaldi dell’umanità e della natura. Parlo di Khalil Gibran, un poeta straordinario, di cui consiglio la lettura dei suoi scritti e di cui ho intenzione di scrivere un

post come questo, ne vale davvero lo sforzo. Come si evince dalla citazione che trovate a fianco, la donna è rappresentazione di sensibilità: si trova nella condizione in cui il bivio è rappresentato dall’uomo innamorato di lei e dall’uomo di cui lei stessa è innamorata. Risulta dunque quasi impossibile una decisione. Tuttavia riscontro anche l’immagine di una donna intelligente e fuori dagli schemi, che vive fino a fondo le sue emozioni, nonostante la crisi psicologica che possa scatenare una sua scelta. Sa perfettamente che l’errore che compie è la salvezza che nutre per sè. Con Gibran non bisogna mai fermarsi ad una prima lettura: è con la seconda che inizia la parte immaginifica delle sue parole e ciò che dapprima sembrava contraddittorio e a tratti slegato, diventa molto chiaro al lettore. Un accento dirompente e vagamente femminista in questa analisi non poteva essere tralasciata, ma invece di farlo in termini dalle parvenze quasi giuridiche, mi sono lasciata trasportare da un modello più soft e forse velatamente razionale, considerando che a pronunciare il pensiero è un volto noto del cinema hollywoodiano, originale e a tratti fuori dagli schemi. Mi riferisco alla meravigliosa Marilyn Monroe, donna amata dal suo

pubblico e spesso criticata dai colleghi, da chi regnava dietro le quinte. In questa citazione dimostra non solo rispetto, ma fierezza del suo essere donna, colei che si distingue nel vasto universo maschile (all’epoca sovrano nella maggior parte dei campi, compreso quello cinematografico). Con un accenno di snobismo definisce il mondo incompleto, forse riferendosi a quello professionale, forse in senso generico, senza lei come donna. Ovviamente incompletezza non si determina sulla base di lei, Marilyn, ma sulla base del suo essere donna. L’uomo senza la donna in qualche modo è nulla. La frase potrebbe inoltre essere ulteriormente interpretata considerando l’uomo nettamente inferiore alla donna, si tratta però di uno scenario sopra le righe e molto distante dal mio modo di vedere le cose. Purtroppo il femminismo è anche questo. Non si può negare che Marilyn Monroe è stata e sempre sarà un personaggio unico del mondo del cinema e in un certo senso questa interpretazione all’apparenza superficiale e sopra le righe se l’è guadagnata. Seppur comunque a favore

dell’universo femminile, ma in termini più equi, considerando il clima vissuto in quell’epoca, Gandhi propone un’altra sfumatura interpretativa del medesimo argomento. Più che parlare di diritti, compie un’azione di difesa nei confronti di donne spesso ingiustamente attaccate da uomini violenti, che sfruttano la forza fisica per comandare quest’ultime a proprio piacere. Si evince inoltre una distinzione dei poteri, che per la donna si rappresenta con il suo essere stoica, se così è possibile definire, capace di compiere sacrifici di perdonare, di accettare dolori e ristrettezze che la vita porta. Al contrario la forza fisica è dell’uomo, che può contare sui suoi muscoli e sulle proprie abilità, almeno secondo un’opinione stereotipata. Con queste parole concludo, come sempre queste sono personali interpretazioni del tutto opinabili, lasciate dunque un commento per farmi comprendere il vostro punto di vista in merito.

Sempre Vostra, Storyteller.

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LIBERO PENSIERO EXTRA: IL TEATRO DELL’ANTI POLITICA. (8 luglio 2020)

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Un saluto a tutti. Se ora scrivo questo articolo, non percepito come necessario fino a questa mattina, è perchè i numerosi commenti che avete lasciato sotto all’articolo ” CRONACA: LA PROTESTA DEI GILET ARANCIONI” mi hanno condotto a riflettere. Nelle rubriche classiche sono portata ad essere molto razionale e lo scopo è appunto quello di indurre il lettore a costruire una propria riflessione, che sia il meno possibile condizionata dai miei pensieri. Nel caso di tutte le rubriche di LIBERO PENSIERO (la classica, EXTRA o il DIARIO) il mio agire è differente. In questi post lascio libero sfogo alle mie idee, in merito ai più svariati argomenti. Oggi vi parlo

attraverso questa appendice EXTRA (si tratta di una riflessione che è oltre il palinsesto standard) perchè, non ve lo nascondo, sentivo il bisogno di dire la mia in merito. Nonostante forse la mia posizione non fosse volutamente chiara nel post, sono profondamente contraria al movimento anti politico creato da questo “fenomeno” che è appunto il signor (se tale posso permettermi di definirlo) Antonio Pappalardo. C’è però da dire che le bufale che girano sui più svariati argomenti sono davvero tantissime e i gilet arancioni rappresentano soltanto quel quid in più alle stupidaggini che vivono indiscriminate nella società, nel panorama mondiale. Certo rimango esterrefatta a pensare che questo individuo sia un ex carabiniere e che dunque abbia prestato servizio, per o con lo Stato italiano, per un determinato periodo di tempo. Mi fa pensare ad una specie di Caino, che tradisce il fratello quando si presenta l’occasione proficua, probabilmente per alzare un polverone e avere ogni tanto qualche attenzione speciale da parte dei media. Ma a parte il fenomeno in sè, che da un punto di vista pratico è semplicemente ridicolo, il problema è un altro. Come voi stessi avete ricordato nei commenti, le parole utilizzate da Pappalardo e il suo seguito hanno ferito l’animo di centinaia, se non migliaia, di persone, le quali hanno perso i loro cari a causa dell’epidemia da Covid-19, da loro stupidamente e ingiustamente considerata inesistente, una manovra politica per un qualche strano scopo. Per tutto il resto probabilmente, almeno per me, sono solo fesserie, ma quando c’è di mezzo la vita delle persone e il rispetto, in questi casi è meglio parlare di vera ignoranza e maleducazione. Con queste parole concludo, ci tenevo davvero molto a fare stesura di questo articolo, utile a mettere un punto in merito all’argomento. Dubito comunque si tratti dell’ultima azione di questo movimento, forse sotto un’altra veste, forse senza più questo appellativo, ma di una cosa resto certa: si tratterà dell’ennesimo momento di vergogna per la nostra cara Italia.

Sempre Vostra, Storyteller.

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LIBERO PENSIERO EXTRA: L’ULTIMO GIORNO DI GIUGNO. (30 giugno 2020)

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Buon pomeriggio cari Lettori! Oggi è l’ultimo giorno di giugno e di conseguenza di pubblicazioni per questo mese. È il momento finale, quello del bilancio, di certo positivo e stimolante. Sono cresciuta,

nella mente e nel cuore, grazie alle offerte di questo meraviglioso angolo di mondo. Ho avuto la possibilità di conoscere molti blogger e di leggere i loro fantastici articoli, inoltre tanti lettori sono rimasti incuriositi e piacevolmente interessati dalle mie stesure. Questo lo posso affermare in base ai tanti commenti e like che mi avete lasciato giorno dopo giorno. Ma questa è la rubrica di LIBERO PENSIERO EXTRA, luogo in cui si scopre il piacere della riflessione basata sui fatti che vengono ogni giorno condivisi e vissuti da me, in modo speciale. Voglio concludere quello che per me stessa è stato un primo piccolo viaggio nell’universo di Storyteller’s Eye Word con una citazione che potete leggere nel banner sottostante a queste parole.

Le parole sono di un grande maestro, ovvero Goethe. Condivido molto quanto afferma: la passione è il motore di ogni lavoro. Credo sia difficile, quasi impossibile lavorare solo per inerzia, senza essere spronati da una recondita passione. Questo è il mio caso. Io amo la scrittura creativa e ho amato questo blog da prima che avvenisse la messa online. La mia gioia cresce ogni giorno, stimolata dall’ambiente e dalle novità che vivo quotidianamente. La passione generata da me stessa e dal vostro supporto mi aiuteranno a rendere sempre migliore il blog, ormai sono pronta per un nuovo viaggio nel magico mondo di Storyteller’s Eye Word! Più tardi cercherò una manciata di minuti nel corso della giornata per ricordare, attraverso il post ordinario, informazioni utili per seguire le dinamiche di inizio mese, ma soprattutto anticiperò al meglio le novità. Per ora vi saluto con affetto e con un abbraccio.

Sempre Vostra, Storyteller.

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