DIARIO DI LIBERO PENSIERO: I SOGNI. (15 marzo 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Recupero oggi il consueto appuntamento con il DIARIO, un momento per me di grande relax e semplicità, dove i pensieri scorrono consapevoli che questa é una famiglia e la condivisione di pensieri é libera. A proposito commentate liberamente, basta seguire la regola del rispetto e potete esprimere il vostro parare, anche contrario al mio ovviamente. Controllo in questi giorni se ho lasciato qualche commento in sospeso, finito accidentalmente in spam. Detto ciò oggi, in questo ultimo articolo della giornata, perché da domani inizierò con voi un nuovo programma, parlerò di sogni. In particolare voglio affrontare la questione in base alle curiosità medico- scientifiche che ho trovato sul web e porre un confronto di natura riflessiva considerando la mia personale esperienza, qualora fosse possibile. La prima curiosità che ha attirato la mia attenzione è che i ciechi sognano dalla nascita differenti tipi di immagini. Ciò significa che sognare non è un’attività legata alla propria esperienza visiva o comunque diurna, al contrario il sogno é un riflesso incondizionato di ciò he già risiede nella mente grazie al comune processo immaginifico. Tutto ciò che percepiamo, qualsiasi sia il senso impiegato, viene costantemente ricostruito con l’ausilio delle esperienze passate. Per la stessa ragione é quasi impossibile percepire grazie alla mente un profumo o un odore, perché si tratta di una parte difficilmente modificabile dai nostri processi cognitivi. Devo ammettere che ciò mi fa riflettere. I miei sogni sono sempre qualcosa che sembra poco conforme al mio reale, lavoro molto di fantasia. È come se tutte le mi idee piú strane prendessero forma nel sogno. Anche qui la mia ricerca del rifugio, di un luogo sicuro da cui evadere dalla realtà, é palese. Un altro aspetto fondamentale è che le parti inconsapevoli della nostra personalità non sono semplici cumuli di desideri non riconosciuti, ma sono primariamente routine di azioni automatiche e non sentimenti rimossi. In altre parole, contrariamente a quanto é comunemente immaginato, i sogni non rappresentano desideri che non vogliamo accettare, bensì schemi mentali che col passare del tempo sono stati resi automatici. Personalmente, non saprei dire se sogno qualcosa che riguarda il campo degli schemi automatizzati, perché quasi sempre non sono sogni basati sul reale e sul verosimile, ma piuttosto riguardano l’immaginifico e in certi termini il fantasy. In questo caso dovrei confrontarmi con un esperto per approfondire su di me questa affermazione. Ho approfondito dunque la mia conoscenza dello strumento che costruisce i sogni, il cervello, come organo che, mentre dormiamo, percorre vie e azioni differenti rispetto a quelle del giorno: pertanto per comprendere il percorso di un sogno è necessario utilizzare metodi interpretativi diversi da quelli che usati abitualmente per capire qualcosa di giorno. Ebbene da questo punto di vista posso esprimere con relativa semplicità che l’affermazione é per mia esperienza vera. I miei sogni sono quasi sempre lucidi e chiari, ma di difficile interpretazione in base al comune e logico modo di pensare. Probabilmente anche in questo caso alcune variabili empiriche portano questo risultato. Infine, ultimo aspetto curioso che voglio riportare, visto anche le mie esperienze pregresse, é il seguente: il cervello reagisce nel sonno agli stimoli emozionali che deve elaborare, per cui i sogni possono essere considerati come delle sedute terapeutiche; in quanto terapia naturale i sogni ci aiutano a elaborare le esperienze dolorose, aiutandoci a capire meglio la nostra vita interiore. Tutti nel corso della vita viviamo traumi piú meno importanti. Il pensiero diventa ricorrente in questi casi, a tal punto da attaccare i nostri sogni. Personalmente, anche se in principio l’ho vissuto come un incubo in tutti i sensi, rivedere con regolarità ciò che mi faceva star male nei sogni mi ha fatto accettare il trauma subito e in questo senso il sogno é risultato terapeutico. Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stellina, un commento e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basterà attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio a tutti!

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Greetings to all, Dear Readers! Today I recover the usual appointment with the DIARY, a moment for me of great relaxation and simplicity, where thoughts flow aware that this is a family and the sharing of thoughts is free. By the way, comment freely, just follow the rule of respect and you can express your parry, even contrary to mine of course. I check these days if I left any comments pending, accidentally ended up in spam. Having said that today, in this last article of the day, because from tomorrow I will start a new program with you, I will talk about dreams. In particular, I want to address the issue based on the medical and scientific curiosities That I found on the web and make a reflective comparison considering my personal experience, if possible. The first curiosity that caught my attention is that the blind dream from birth different types of images. This means that dreaming is not an activity linked to one’s own visual or otherwise daytime experience, on the contrary the dream is an unconditional reflection of what already resides in the mind thanks to the common i imagined process. Everything we perceive, whatever the sense employed, is constantly reconstructed with the help of past experiences. For the same reason it is almost impossible to perceive a perfume or smell thanks to the mind, because it is a part that is difficult to modify by our cognitive processes. I must admit that this makes me think. My dreams are always something that seems not conforming to my real, very fancy work. It’s like all the weirdest ideas take shape in the dream. Here, too, my search for refuge, a safe place from which to escape from reality, is evident. Another fundamental aspect is that the unconscious parts of our personality are not simple heaps of unrecognized desires, but are primarily routines of automatic actions and not removed feelings. In other words, contrary to what is commonly imagined, dreams do not represent desires that we do not want to accept, but mental patterns that over time have been made automatic. Personally, I can’t tell if I dream of something that concerns the field of automated schemes, because almost always they are not dreams based on the real and the probable, but rather concern the i imagined and in some terms fantasy. In this case I would have to confront an expert to deepen this statement on me. I have therefore deepened my knowledge of the tool that builds dreams, the brain, as an organ that, while we sleep, follows different paths and actions than those of the day: therefore to understand the path of a dream it is necessary to use interpretative methods different from those that are usually used to understand something during the day. From this point of view, I can express with relative simplicity that the statement is in my own experience. My dreams are almost always lucid and clear, but difficult to interpret according to the common and logical way of thinking. Probably again some empirical variables bring this result. Finally, the last curious aspect that I want to report, also given my previous experiences, is the following: the brain reacts in sleep to the emotional stimuli that it must elaborate, so dreams can be considered as therapeutic sessions; as a natural therapy dreams help us to process painful experiences, helping us to better understand our inner life. Everyone in our lifetimes experiences more important traumas. Thought becomes recurrent in these cases, to such an extent that it attacks our dreams. Personally, although in the beginning I experienced it as a nightmare in every sense, regularly reviewing what made me sick in dreams made me accept the trauma suffered and in this sense the dream was therapeutic. With these words I conclude, I remind you to leave a starlet, a comment and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article or in the blue banners at home and confirm. It is possible to vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between votes. A hug to everyone!

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LIBERO PENSIERO: PENSIERI SU SANREMO. (12 marzo 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Ci tenevo particolarmente a scrivere questo articolo, nonostante non volevo esprimere giudizi immediatamente dopo il termine di queste giornate. Sicuramente, come ogni anno, c’è molta attesa e credo pure sia giusto così. Sicuramente questa edizione si può definire affine al cambiamento e devo ammettere che lo apprezzato molto. Aldilà di chi ha vinto o chi é stato premiato i messaggi erano sempre forti, sentiti, emozionanti, graffianti, come fino ad ora non ho percepito. Per la prima volta non ho sentito protagonista la musica e il suo contesto, ma delle persone desiderose di esprimere tramite la propria arte messaggi sentiti e reconditi. E come se Sanremo significasse non solo regole, che per carità in un festival di questa importanza sono fondamentali, ma anche disciplina e rigore, la sensazione é che in maniera esplicita non si possa esprimere sé stessi liberamente. Quest’anno, con mia grande gioia, qualcosa é cambiato. Intanto, aspetto non da poco, protagonista e vincitore é stato il rock, da sempre un genere che poco si interfaccia con la musica leggera italiana, sia per la musicalità della nostra lingua, sia perché ormai in Italia non c’è da anni la cultura della musica dal vivo, composta con gli strumenti per intenderci. La lingua italiana però si sposa egregiamente, a mio modesto parere, con la musica trap, una versione piú fluida e melodica del rap, sempre ovviamente se il cantante sa giocare con le parole. Se devo fare alcuni nomi rispetto alle mie preferenze svettano i Maneskin, band alternative rock vincitrice di questa edizione, con la canzone “Zitti e Buoni” e la cantante Madame con l’opera “Voce”, premiata per altro per il miglior testo. Ebbene i primi durante le loro esibizioni hanno rappresentato forza ed emozione, nonchè un’intesità maggiore rispetto al loro solito repertorio. Rappresentano la rivoluzione, l’inizio di un rinnovato apprezzamento per la musica dal vivo, un nuovo rock adattato al repertorio e alla tipica musicalità, che vedono aspetti funky che si fondono con lo tesso nella sua accezione piú generica. Inoltre la tonalità piú alta e graffiante rispetto al solito rock del frontman rende il pezzo davvero interessante. È pura adrenalina, non si discute! Per quanto riguarda Madame, genere molto differente, il premio conferito é per me assolutamente meritato. La canzone ha molto trasporto, é sentita e forte, é un messaggio di pancia gridato senza particolari dogmi o regole. Ogni volta che la ascolti la comprendi di piú. È complessa testualmente parlando, soprattutto se attribuita ad una ragazza di appena 19 anni. È sicuramente il principio di un cambio di direzione. Non so se é già arrivato quel momento, ma sicuramente é qualcosa che non mi sarei mai aspettata da Sanremo. Mi ritengo soddisfatta di come si é svolta questa edizione. Ma voi cosa ne pensate? Siete soddisfatti della vittoria attribuita? Quale/i é/sono stato/i il/i vostro/i cantante/i preferito/i ? Commentate liberamente. Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stellina e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basterà attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio a tutti!

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Greetings to all, Dear Readers! I particularly wanted to write this article, although I did not want to make judgments immediately after the end of these days. Surely, as every year, there is a lot of expectation and I think that is right. Surely this edition can be described as akin to change and I must admit that I really appreciate it. Beyond who won or who was rewarded the messages were always strong, felt, exciting, scratchy, as I have not received until now. For the first time I did not feel the protagonist of music and its context, but of people eager to express through their art heartfelt and recondited messages. And as if Sanremo meant not only rules, which for charity in a festival of this importance are fundamental, but also discipline and rigor, the feeling is that explicitly you can not express yourself freely. This year, to my delight, something has changed. Meanwhile, the main and winning aspect has been rock, always a genre that has little interface with Italian light music, both for the musicality of our language, and because now in Italy there has not been a culture of live music, composed with instruments to understand each other. The Italian language, however, goes well, in my humble opinion, with trap music, a smoother and melodic version of rap, always obviously if the singer knows how to play with words. If I have to name a few names compared to my preferences, maneskin, the alternative rock band that won this edition, with the song “Zitti e Buoni” and the singer Madame with the work “Voce”, awarded for the best text. Well, the first during their performances represented strength and emotion, as well as a greater intesity than their usual repertoire. They represent the revolution, the beginning of a renewed appreciation for live music, a new rock adapted to repertoire and typical musicality, which see funky aspects that blend with the weave in its most generic sense. Also the higher and scratchy shade compared to the usual rock of the frontman makes the piece really interesting. It’s pure adrenaline, there’s no arguing! As for Madame, a very different genre, the prize awarded is absolutely deserved for me. The song has a lot of transport, it is heard and strong, it is a message of belly shouted without particular dogmas or rules. Every time you listen to her, you understand her more. It’s complex to talk about, especially when attributed to a girl as young as 19. It is certainly the principle of a change of direction. I don’t know if that time has already come, but it’s definitely something I never expected from Sanremo. I am satisfied with the way this edition has taken place. But what do you think? Are you satisfied with the victory attributed? Which one was(s) your favorite singer(s) ? Comment freely. With these words I conclude, I remind you to leave a starlet and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article or in the blue banners at home and confirm. It is possible to vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between votes. A hug to everyone!

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LIBERO PENSIERO: RIFLESSIONE SULLA FESTA DELLA DONNA. (8 marzo 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Ho riflettuto molto sul fare o meno questa riflessione e pubblicarla sul blog . Mi rendo conto che é sempre doveroso e giusto festeggiare un traguardo raggiunto, soprattutto se testimonia le lotte per affermare l’uguaglianza fra i due generi primari. Le mie, o meglio le nostre, antenate hanno combattuto molto per sentirsi uguali e pari ai loro compagni, ai loro fratelli, ai loro padri e agli stessi uomini. Per loro un augurio, o forse, un gesto di speranza, era fondamentale e forse, anche se non allo stesso modo, anche per noi lo é. In questo senso oggi trovo però molto piú ragionevole sensibilizzare per la Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne e amare a San Valentino, senza creare una festività che ha come principale risultato l’imbarazzo generale del genere maschile e l’adorazione priva di senso del genere femminile. Sicuramente un augurio, una frase di gentilezza e rispetto, é sempre apprezzata, ma non é necessario esagerare. Non chiediamo chissà cosa come se ci fosse dovuto. Di certo in passato hanno sbagliato a trattarci come esseri inferiori a loro, ma gli uomini di oggi, nella maggiorparte dei casi, hanno consapevolezza di non essere superiori a noi. Questa festività, per come viene celebrata la vedo quasi come “l’atto di umiliazione del colpevole” e non é corretto nemmeno questo. Si tratta di una forma di violenza morale concessa e addirittura estremizzata come qualcosa di giusto, ma che non lo é affatto. La verità é che la violenza stessa é una trappola sottile dove chi prima era vittima può diventare in breve il carnefice. Con ciò non difendo a priori il genere maschile. Pretendete sempre da loro rispetto, l’amore se possibile, ma sempre il rispetto, e lo stesso concederemo noi. Detto questo vivete la Festa della Donna come un giorno di riflessione, da parte loro su ciò che é stato commesso e da parte nostra come qualcosa che loro hanno subito. Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stellina, un commento e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basterà attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio a tutti!

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Greetings to all, Dear Readers! I have given a lot of thought to whether or not to make this reflection and publish it on the blog. I realize that it is always right and proper to celebrate a goal achieved, especially if it testifies to the struggles to affirm equality between the two primary genres. Mine, or rather our ancestors, fought a lot to feel equal and equal to their companions, their brothers, their fathers and the men themselves. For them a wish, or perhaps, a gesture of hope, was fundamental and perhaps, although not in the same way, for us too it is. In this sense, however, today I find it much more reasonable to raise awareness for the World Day against Violence against Women and Love on Valentine’s Day, without creating a holiday that has as its main result the general embarrassment of the male gender and the senseless adoration of the female gender. Surely a wish, a phrase of kindness and respect, is always appreciated, but it is not necessary to exaggerate. We don’t ask who knows what we owed. They have certainly been wrong in the past to treat us as beings inferior to them, but today’s men, in most cases, are aware that they are not superior to us. This holiday, the way it is celebrated, I see it almost as “the act of humiliation of the guilty” and this is not correct either. This is a form of moral violence granted and even extremed as something right, but it is not at all. The truth is that violence itself is a subtle trap where those who were previously victims can quickly become the executioner. I do not defend the male gender a priori. Always demand respect from them, love if possible, but always respect, and we will grant it. Having said that, experience Women’s Day as a day of reflection, on their part on what has been committed and on our part as something that they have suffered. With these words I conclude, I remind you to leave a starlet, a comment and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article or in the blue banners at home and confirm. It is possible to vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between votes. A hug to everyone!

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DIARIO DI LIBERO PENSIERO: UNA REALTÀ ALTERNATIVA. (5 marzo 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Oggi pubblico leggermente più tardi del solito perché purtroppo tra me e la mia cagnolina a malesseri ci alterniamo. Oggi é toccata a lei e ho reputato opportuno passare del tempo con lei, visto anche che ha qualche annetto sulle spalle. Per fortuna si tratta di malesseri passeggeri e ora gode nuovamente di ottima salute. Detto ció però voglio iniziare questa pagina di DIARIO che non ho pubblicato la scorsa settimana perché lo ammetto ero davvero molto stanca e ho preferito sfruttare il week end per un sano riposo. Dal momento che l’ho recuperato oggi però credo non faccia molta differenza. Il titolo é volutamente enigmatico, per lasciarvi in suspence rispetto al tema trattato.Ho pubblicato relativamente pochi giorni fa per la rubrica CRONACA un articolo che descriveva la storia di YouTube.Questa è una delle principali realtà d’intrattenimento dell’ultimo decennio, ma ad esso c’è un altro grande colosso in questo senso, ovvero Netflix. Nonostante la sua storia ha origini forse più remote di YouTube, ha fatto principale successo negli ultimi anni. Io stessa prima del liceo, circa 11 anni fa, non avevo la minima idea di cosa fosse Netflix e lo stesso streaming non era così in uso. Nonostante ciò negli ultimi anni ha acquisito una forte importanza per me. L’acquisto di un televisore personale, soprattutto se di buona qualità, ha un costo notevolmente maggiore rispetto ai 10/ 15 euro mensili di un servizio di streaming. Basta un qualsiasi strumento che dispone di internet, di cui ormai bene o male tutti dispongono in casa per necessità di lavoro o di didattica. Così ho iniziato anche io ad appassionarmi a Netflix, un mondo che mi fornisce film e serie tv che rispondono alle mie preferenze, senza quella fastidiosa pubblicità che invade come erba infestante ogni trasmissione televisiva. Io ad esempio sono una grande appassionata di serie tv storiche e di thriller. Io credo molto nell’evoluzione e in quello che il futuro può dare. Prima o poi la televisione come oggi la conosciamo sarà un lontano ricordo, un oggetto d’altri tempi e in totale disuso. Mi dispiace indubbiamente remare contro a un oggetto che è stato fondamentale durante la mia infanzia,ma le stesse programmazioni che ci vengono offerte o sono particolarmente noiose o terribilmente trash, nonostante una buona fetta di potenziale pubblico si aspetta qualcosa di totalmente diverso, qualcosa a cui al contrario le piattaforme streaming sopperiscono. Secondo il mio personale punto di vista Netflix é al momento la migliore, ma spero che il tempo porti dei degni concorrenti della stessa. Ho intenzione prossimamente di portare una personale classifica, una personale top 5 dei migliori contenuti offerti da Netflix seguiti da motivazioni, per dare perché un consiglio . Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stellina, un commento e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basterà attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio a tutti!

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Greetings to all, Dear Readers! Today I public slightly later than usual because unfortunately between me and my little dog to sick we alternate. Today it was up to her and I thought it appropriate to spend time with her, since she also has a few little on her shoulders. Fortunately, these are passenger illnesses and he is now in excellent health again. Having said that, however, I want to start this page of DIARIO that I did not publish last week because I admit I was really very tired and I preferred to take advantage of the weekend for a healthy rest. Since I recovered it today, however, I don’t think it makes much difference. The title is deliberately enigmatic, to leave you in suspence with respect to the theme covered. I published a relatively few days ago for the CHRONICLE column an article describing the history of YouTube.This is one of the main entertainment realities of the last decade, but to it there is another great colossus in this regard, namely Netflix. Although its history has perhaps more remote origins than YouTube, it has made major success in recent years. I myself before high school, about 11 years ago, had no idea what Netflix was and the same stream wasn’t so in use. Despite this, it has become very important to me in recent years. Buying a personal TV, especially if of good quality, costs significantly more than the 10/ 15 euros per month of a streaming service. All it takes is any tool that has the Internet, which everyone now has at home for work or teaching needs. So I too started to get passionate about Netflix, a world that provides me with movies and TV series that respond to my preferences, without that annoying advertising that invades every television broadcast like weed. For example, I am a big fan of historical TV series and thrillers. I believe a lot in evolution and what the future can give. Sooner or later television as we know it today will be a distant memory, an object of the past and in total disuse. I’m certainly sorry to row against an object that was fundamental during my childhood, but the same programmings that are offered to us or are particularly boring or terribly trash, despite a good chunk of potential audience expecting something totally different, something streaming platforms on the contrary make up for. In my personal point of view Netflix is currently the best, but I hope that time will bring worthy competitors of the same. I’m going to bring a personal ranking, a personal top 5 of the best content offered by Netflix followed by motivations, to give why a tip.With these words I conclude, I remind you to leave a starlet, a comment and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article or in the blue banners at home and confirm. It is possible to vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between votes. A hug to everyone!

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LIBERO PENSIERO: LA LIBERTÀ. (4 marzo 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori. Queste giornate di pubblicazioni sono sicuramente piacevoli e rilassanti per me che scrivo. Non hanno quello studio e quella necessità di lessico tipica delle rubriche di CRONACA e di VIAGGI. Quando scrivo per le rubriche di LIBERO PENSIERO tutto prende una piega di leggerezza e serenità, nonostante il tema possa essere piú o meno felice. Questo perché questi articoli hanno la qualità dello sfogo, di tirare fuori ciò in cui credo liberamente. E ovviamente ciò vale anche per voi che leggete che potete commentare come preferite. L’argomento di oggi è la libertà. Essa a mio parere é tante cose, nonché una parte fondamentale del nostro vivere comune, ma spesso non gli si da il giusto peso. Quando si parla di bisogni fondamentali dell’uomo non viene mai citata, ma la nostra sopravvivenza non deriva solo da bisogni fisici, ma anche da quelli emotivi, prima fra tutti essere liberi. Ottenuta la libertà, tutto ciò che riguarda il benessere psicologico viene da sè, prima fra tutti la condizione di felicità. Si, contrariamente a quanto si possa immaginare non é un bisogno, ma solo la conseguenza di un bisogno soddisfatto. Ma dunque cosa serve davvero per rispondere a questo essenziale bisogno? Il vivere quotidianamente i sentimenti, belli o brutti he siano, ci conduce a soddisfare il bisogno di libertà. E per questo c’è un solo termine in grado di definirlo, che racchiude l’espressione di tutti i sentimenti e ciò si chiama amore. Possiamo negarlo certo, in primis a noi stessi, ma nulla ci rende piú liberi e di conseguenza felici della possibilità di amare. Il concetto di amore, come già vi avevo definito in precedenza nello speciale dedicato a San Valentino, ha connotazioni molto differenti e non si conclude nel romanticismo, nelle relazioni amorose. Al contrario l’amore è l’universalità dei sentimenti, rivolto a se stessi e al prossimo. Ovviamente questo concetto di amore é molto filosofico, si estrae quasi completamente dal comune concetto dello stesso che si trova nei romanzi.Ma detto ciò cosa pensate voi della libertà? Cos significa essere liberi? Curiosa d scoprire la vostra idea in merito. Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stellina e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basterà attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio a tutti!

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Greetings to all, Dear Readers. These days of publications are certainly pleasant and relaxing for me writing. They don’t have that study and that need for lexicon typical of news and travel headings. When I write for the free thought headings everything takes a turn of lightness and serenity, despite the fact that the theme may be more or less happy. This is because these articles have the quality of the outburst, to bring out what I freely believe in. And of course that also applies to you who read that you can comment as you please. Today’s topic is freedom. In my opinion, it is many things, as well as a fundamental part of our common life, but it often does not give it the right weight. When we talk about the fundamental needs of man, it is never mentioned, but our survival derives not only from physical needs, but also from emotional needs, first of all being free. Having obtained freedom, everything related to psychological well-being comes from itself, first of all the condition of happiness. Yes, contrary to what one can imagine is not a need, but only the consequence of a satisfied need. So what does it really take to respond to this essential need? Living feelings on a daily basis, beautiful or ugly, leads us to satisfy the need for freedom. And for this there is only one term that can define it, which contains the expression of all feelings and this is called love. We can deny it, first and for all to ourselves, but nothing makes us freer and therefore happy with the possibility of loving. The concept of love, as I had previously defined you in the special dedicated to Valentine’s Day, has very different connotations and does not end in romance, in love relationships. On the contrary, love is the universality of feelings, addressed to oneself and to others. Obviously this concept of love is very philosophical, it is almost completely extracted from the common concept of the same that is found in novels. But having said that, what do you think of freedom? What does it mean to be free? Curious to find out your idea about it. With these words I conclude, I remind you to leave a starlet and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article or in the blue banners at home and confirm. It is possible to vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between votes. A hug to everyone!

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DIARIO DI LIBERO PENSIERO: LA FORZA DEL SUONO. (1 marzo 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Dovete scusarmi se questo articolo non é uscito come previsto, ma purtroppo sono stata colta da un senso di malessere improvviso e ho dovuto rimandare ad oggi la pubblicazione. Ma ora sono qui, pronta a ricominciare, in primis recuperando i miei arretrati. In questa pagina di DIARIO vorrei parlarvi di un aspetto che ha sempre destato interesse e curiosità in me, che ha accompagnato praticamente tutta la mia vita. Mi riferisco al suono e alla musica. Non a caso ho parlato di suono e non semplicemente di musica. Sono sempre stata affascinata dai suoni che si percepiscono nei differenti ambienti, sono spunti a riflessioni e storie immaginarie nella mia mente. Allo stesso modo la musica ha sempre accompagnato la mie attività. Con ciò non intendo professarmi un’esperta, anzi. Sono una mesta ascoltatrice di suoni e da ciò ne traggo un semplice momento di ispirazione. Tra gli autori e compositori che piú accompagnano le mie scritture c’è Adrian Von Ziegler, di origini svizzere. Le sue opere non possono essere definite canzoni. Sono dolci melodie, a metà tra le composizioni e i suoni della natura, il tutto sapientemente condito da un’atmosfera gotica e romantica, il che dal mio punto di vista è un tocco in piú che non guasta. Trovate le sue opere su YouTube, su un canale dedicato che riporta il suo nome, date un’occhiata perché meritano davvero. Per il resto mi lascio trasportare dalle sensazioni, un pò come tutti insomma. Quando sento una canzone in grado di trasmettermi forti emozioni la utilizzo come base per creare pagine di prosa o poesia. Inoltre, come scrissi al principio dell’articolo, la musica ha sempre accompagnato le mie giornate, anche durante l’infanzia. Ho un ricordo indelebile di me, di 4/5/6 anni sulla sportiva di mio papà, se non sbaglio una Mazda rx7 vecchia generazione, rosso Ferrari (di certo mio papà non amava restare inosservato) e la musica, di quelle registrata sulle cassette, molto anni ’90, tanti ricordi che rimarranno impressi nelle mie memorie. Quell’auto purtroppo è stata venduta, anche se avrei tanto voluto che fosse ancora della mia famiglia, ma rappresenta tutt’ora il mio rito d’iniziazione al mondo della musica, una vera e propria passione che arricchisce l’animo di emozioni e pensieri. Ma dunque questa é pur sempre una rubrica di condivisione. Se vi fa piacere lasciate nei commenti una vostra personale esperienza, diventata poi un piacevole ricordo, con la musica. Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stellina, un commento e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basterà attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio a tutti!

Greetings to all, Dear Readers! You have to excuse me if this article did not come out as planned, but unfortunately I was caught in a sense of sudden malaise and had to postpone publication until today. But now I’m here, ready to start again, first and then recovering my arrears. On this page of DIARIO I would like to tell you about an aspect that has always aroused interest and curiosity in me, which has accompanied practically my whole life. I am referring to sound and music. It is no coincidence that I talked about sound and not just music. I have always been fascinated by the sounds that are perceived in different environments, they are cues to reflections and imaginary stories in my mind. In the same way music has always accompanied my activity. That is not to say that I am an expert, quite the contrary. I am a mere listener of sounds and from this I draw a simple moment of inspiration. Among the authors and composers who most accompanies my writings is Adrian Von Ziegler, of Swiss descent. His works cannot be called songs. They are sweet melodies, halfway between the compositions and sounds of nature, all expertly seasoned with a Gothic and romantic atmosphere, which from my point of view is an extra touch that is not enough. Find his works on YouTube, on a dedicated channel that bears his name, take a look because they really deserve it. For the rest, I let myself be carried away by sensations, a bit like everyone else. When I hear a song that can transmit strong emotions to me I use it as a basis to create pages of prose or poetry. In addition, as I wrote at the beginning of the article, music has always accompanied my days, even during childhood. I have an indelible memory of me, of 4/5/6 years on my dad’s sports car, if I am not mistaken an old generation Mazda rx7, Ferrari red (certainly my dad did not like to go unnoticed) and the music, of those recorded on the cassettes, very 90s, many memories that will remain etched in my memories. That car was unfortunately sold, although I would have liked it to still be of my family, but it still represents my initiation rite to the world of music, a real passion that enriches the soul with emotions and thoughts. But so this is still a sharing column. If you are pleased to leave your own experience in the comments, which has become a pleasant memory, with music. With these words I conclude, I remind you to leave a starlet, a comment and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article or in the blue banners at home and confirm. It is possible to vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between votes. A hug to everyone!

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LIBERO PENSIERO EXTRA: RIFLESSIONI DI PACE. (19 febbraio 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Concludo ufficialmente la programmazione settimanale (dico ufficialmente perché domani fuori programma abbiamo una segnalazione per I CONSIGLI DI STORYTELLER’S EYE, per approfondire leggete l’articolo di stamattina cliccando qui) con un pò di citazioni in merito alla pace. Nei giorni scorsi, sempre nel medesimo programma settimanale, é uscito un articolo che spiegava l’origine del simbolo della pace, quello del cerchio diviso dalle tre linee per intenderci (anche questo articolo lo trovate cliccando qui) e proprio per questa ragione, vista la qualità dell’argomento, ho deciso di completarlo con delle riflessioni sostenute da frasi di intellettuali e personaggi famosi. Ammetto che questa volta la scelta è stata molto particolare, soprattutto sulla prima citazione, che in realtà é piú corretto definire proverbio. Si tratta infatti di un antico proverbio dei Nativi d’America, gli indiani Pellerossa. In esso vi è una profonda riflessione su ciò che è pace, che non segue quindi solo l’apparenza e l’aspetto pratico di essa, cioé il fatto che la pace é l’assenza di guerra. Ricerca in qualche modo la vera felicità, significato autentico in queste parole di pace, nella Legge della Vita. È ricerca di giustizia, di onore e di rispetto. Agire correttamente verso se stessi e il prossimo é la base fondamentale di una vita condotta nel giusto. Trovo questo proverbio davvero istruttivo e lascia un buon margine di pensiero al lettore. Sicuramente conoscere le tradizioni di antenati provenienti da terre distanti dalla nostra, sia materialmente sia culturalmente, ci aiuta a definire una stessa parola e il medesimo tema in modo differente ma ugualmente rilevante. La seconda citazione é invece da attribuire al Dalai Lama, un personaggio che conduce la sua vita instillando negli animi umani la Verità, tutto ciò che realmente é utile per il benessere di tutta l’umanità. Egli, come giustamente tende a ripetere, mette l’accento sui diritti umani, visti come aspetti fondamentali per raggiungere pace e libertà spirituale. La guerra é colei che distrugge, rende schiavi e affama i popoli, la sua assenza genera libertà e benessere. Detto ció concludo. Avete delle frasi di persone famose o dei pensieri che attribuite al vero concetto di pace? Scrivete liberamente nei commenti, come sapete mi piace approfondire la mia conoscenza grazie ai vostri messaggi condivisi!  Vi ricordo di lasciare inoltre una stellina e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basterà attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio a tutti!

Greetings to all, Dear Readers!
I officially conclude the weekly program (I say officially because tomorrow we have a report for STORYTELLER’S EYE TIPS, to learn more read this morning’s article by clicking here) with a few quotes about peace. In recent days, again in the same weekly program, an article has been published explaining the origin of the symbol of peace, that of the circle divided by three lines so to speak (you can also find this article by clicking here) and for this reason quality of the topic, I decided to complete it with reflections supported by phrases from intellectuals and famous people. I admit that this time the choice was very particular, especially on the first quote, which is actually more correct to define a proverb.
It is in fact an ancient proverb of the Native Americans, the Red Indians.
In it there is a profound reflection on what is peace, which therefore does not follow only the appearance and the practical aspect of it, that is, the fact that peace is the absence of war. Somehow seek true happiness, authentic meaning in these words of peace, in the Law of Life. It is a search for justice, honor and respect. Acting correctly towards oneself and others is the fundamental basis of a life led in the right way. I find this proverb really instructive and it leaves a good margin for thought to the reader. Certainly knowing the traditions of ancestors from lands distant from ours, both materially and culturally, helps us to define the same word and the same theme in a different but equally relevant way.
The second quote is instead to be attributed to the Dalai Lama, a character who leads his life by instilling in human souls the Truth, all that is really useful for the well-being of all humanity. He, as he rightly tends to repeat, emphasizes human rights, seen as fundamental aspects for achieving peace and spiritual freedom.
War is the one who destroys, enslaves and starves peoples, its absence generates freedom and well-being. Having said that I conclude.
Do you have any phrases from famous people or thoughts that you attribute to the true concept of peace? Write freely in the comments, as you know I like to deepen my knowledge thanks to your shared messages! I also remind you to leave a star and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article or in the blue banners on the home page and confirm. It is possible to vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between one vote and the next. Hugs to all!

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DIARIO DI LIBERO PENSIERO: PARTE DI ME. (19 Febbraio 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari lettori! Oggi è venerdì e sono pronta a condividere con voi una nuova pagina di DIARIO. Forse, vista la natura della rubrica più che semplice condivisione si tratta di un piccolo sfogo, uno spazio per me, per confidarmi liberamente. Non posso negare l’importanza che questo blog riveste per il mio equilibrio, un momento che non posso e non voglio negarmi. Il magico mondo di Storyteller’s Eye Word e tutto ciò che concerne la scrittura creativa, mi proteggono, mi salvano dalla tristezza e dallo sconforto. Dico tutto questo sulla base delle esperienze pregresse. Purtroppo, come tutti, ho avuto esperienze difficili da superare, ma scrivere mi ha dato modo di rinascere e rafforzarmi dai miei stessi drammi. Scrivere ti permette di confrontarti con il tuo io interiore, di comprendere il tuo dolore, di scavare fino alla sua origine. Ogni pagina la mente riflette un pò di piú, riesci a distendere i fitti nodi della matassa. Lo stesso lo fai con la lettura, anche se in modo differente. Tu sei il soggetto indiretto dell’opera, ti reincarnarmi in quel personaggio che come te vive i tuoi stessi problemi ed emozioni. Alla fine credo che il motivo per uno scrittore vero scrive é proprio questo. Poi ci sono quelli che lo fanno per fama o soldi, ma non mi riferisco a loro. Scrivere è un atto d’amore per sè stessi, una specie di terapia concessa alla propria persona e al prossimo. A volte senza rendersene conto, lo scrittore sa essere un grande dispensatore di consigli. È così: scrivere é una parte fondamentale di me e che nessuno potrà negare, nonostante le lotte le discussioni basate su inutili stereotipi. Detto ciò vi do questo consiglio. Quando siete tristi o particolarmente felici, anziché soffrire senza una logica, iniziate la lettura di un libro che vi piace o buttate giú qualche riga. Non è necessario avere particolari doti di scrittura, sono riflessioni che terrete per voi. Scrivete di getto senza riflettere sulla forma, sicuramente vi gioverà. A volte bastano poche parole per liberarvi dallo sconforto. Se avete provato o avete intenzione di provare, scrivetelo nei commenti. Per ora concludo, vi ricordo di lasciare una stellina, un commento e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basterà attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio a tutti!

Greetings to all, dear readers! Today is Friday and I am ready to share with you a new page of DIARIO. Perhaps, given the nature of the column more than just sharing it is a small outburst, a space for me, to confide freely. I cannot deny the importance that this blog has for my balance, a moment that I cannot and do not want to deny myself. The magical world of Storyteller’s Eye Word and everything about creative writing, protect me, save me from sadness and despair. I say all this on the basis of previous experience. Unfortunately, like everyone else, I had difficult experiences to overcome, but writing gave me the opportunity to be reborn and strengthened by my own dramas. Writing allows you to confront your inner self, to understand your pain, to dig to its origin. Every page the mind reflects a little more, you can unwind the dense knots of the hank. You do the same with reading, even if differently. You are the indirect subject of the work, you reincarnate me in that character who like you lives your own problems and emotions. In the end I think the reason for a real writer writes is just that. Then there are those who do it for fame or money, but I’m not talking about them. Writing is an act of self-love, a kind of therapy granted to one’s person and neighbour. Sometimes without realizing it, the writer knows how to be a great dispenser of advice. It is thus: writing is a fundamental part of me and that no one will be able to deny, despite the struggles the discussions based on useless stereotypes. Having said that, I give you this advice. When you’re sad or particularly happy, instead of suffering without logic, start reading a book you like or throw a few lines down. It is not necessary to have particular writing skills, they are reflections that you will keep for you. Write by jet without thinking about the shape, it will surely benefit you. Sometimes it only takes a few words to free you from despair. If you have tried or are going to try it, write it in the comments. For now, I’ll remind you to leave a starlet, a comment and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article in the blue banners on home and confirm. It is possible to vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between votes. A hug to everyone!

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LIBERO PENSIERO: SILENZIO. (18 febbraio 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Questo articolo, seppur tutti quelli della categoria LIBERO PENSIERO risultano più semplici dal punto di vista della stesura, sono sempre fondamentali per me. L’argomento, come tanti altri, necessita sempre di riflessione. Mi riferisco all’assenza di suono, ovvero il silenzio. Esso si può percepire, anche se spesso é pura sensazione, in vari ambienti, naturali e non. A volte piccoli suoni impercettibili o mimetizzati dalla nostra mente finiscono per essere dimenticati, creando l’assenza di suono. Il silenzio può essere bello, fastidioso o addirittura inquietante, si modula sulla base di differenti varianti, ad esempio i colori, il buio, la luce e altro. Di certo non si può definire il silenzio come assenza di comunicazione. Esso, contrariamente a quanto si crede, é uno dei maggiori mezzi comunicativi. Ciò che non viene detto a voce é spesso qualcosa che non troviamo il coraggio di pronunciare, ma che é leggibile nei nostri occhi. Io ad esempio sono una grande apprezzatrice del silenzio. Spesso mi guardano male o ci mettono un po’ a comprendermi quando dico che si può conversare e dialogare senza usare la voce, semplicemente con i gesti e gli sguardi, eppure con l’esercizio risulta una comunicazione pari a quella vocale e assolutamente più piacevole e priva di intoppi. Provate, ovviamente con qualcuno con cui siete particolarmente legati e ditemi la sensazione che si prova a comunicare in silenzio. Inoltre esso é il piú potente metodo antistress, la stessa meditazione si fonda sul silenzio. È vero che spesso i maestri accompagnano la meditazione con frasi che ci guidano in questo percorso con noi stessi, ma ciò, nel suo modello originale, si compie interamente nella mente. Le frasi guida aiutano chi é alle prime armi a concentrarsi sul respiro e sulla calma interiore. Per la stessa ragione molte persone, me compresa, apprezzano la quasi totale assenza di suono per addormentarsi la notte, perchè anche in questo caso il silenzio genera calma e permette di addormentarsi senza particolari problemi. Detto ciò voglio utilizzare questa mia breve riflessione per aprire un piccolo dibattito, sapete che apprezzo sempre la vostra opinione. Fatemi sapere cosa vuol dire per voi il silenzio e quali sensazioni vi fa provare. Vi ricordo di lasciare una stellina, un commento e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basterà attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio a tutti!

Greetings to all, Dear Readers! This article, although all those in the LIBERO PENSIERO category are simpler from the point of view of drafting, are always fundamental for me. The subject, like so many others, always needs reflection. I am referring to the absence of sound, that is, silence. It can be perceived, even if it is often pure sensation, in various environments, natural and not. Sometimes small sounds imperceptible or camouflaged by our mind end up being forgotten, creating the absence of sound. Silence can be beautiful, annoying or even disturbing, it modulates on the basis of different variations, for example colors, darkness and light and more. Silence cannot certainly be described as a lack of communication. Contrary to what is believed, it is one of the major means of communication. This is not said in words is often something that we do not find the courage to pronounce with our voice, but that is readable in our eyes. The for example, are a great appreciator of silence. They often look at me badly or it takes a while to understand me when I say that you can converse and dialogue without using your voice, simply with gestures and looks, yet with exercise it is a communication equal to the voice and absolutely more pleasant and without a hitch. Try, of course, with someone you are particularly attached to and tell me the feeling that you try to communicate in silence. Moreover, they are the most powerful anti-stress method, meditation itself is based on silence. It is true that teachers often accompany meditation with phrases that guide us on this journey with ourselves, but this, in its original model, is accomplished entirely in the mind. Guiding phrases help novices focus on breathing and inner calm. For the same reason many people, myself included, appreciate the almost total absence of sleep to fall asleep at night, because even in this case silence generates calm and allows you to fall asleep without any particular problems. Having said that, I would like to use my brief reflection to open a small debate, you know that I always appreciate your opinion. Let me know what silence means to you and what sensations make you feel. I remind you to leave a starlet, a comment and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article in the blue banners on home and confirm. It is possible to vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between votes. A hug to everyone!

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SPECIALE SAN VALENTINO: LIBERO PENSIERO EXTRA, CITAZIONI D’AMORE. (13 febbraio 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori. Oggi si conclude lo Speciale dedicato all’amore, dedicato forse proprio per questa ragione a tutti gli esseri viventi. Mi piace completare un percorso culturale con delle citazioni, penso che siano la scelta migliore e in questo post, seppur la filosofia é sempre protagonista lo sarà un pó meno, per celebrare in questo piccolo spazio la bellezza e l’istinto che nutre un sentimento tanto profondo. Protagonisti l’antitesi, per così dire del sentimento amoroso, ovvero Khalil Gibran e Friedrich Nietzsche. Da un lato un uomo critico dei dettati sociali, dall’altra uno tra i poeti più romantico di sempre. Inizierei dunque da quest’utimo, con la prima citazione pubblicata, in alto a sinistra. Le parole e il concetto stesso continuano a stupirmi, nonostante le conosca molto bene. L’amore non si possiede, ma si può ottenere. Quando l’avrai ottenuto sarà sempre parte di te. Non importa se tale persona amata é distante da te o fugge confusa, lei tornerà sempre se tale sentimento ha provato. Probabilmente quando si dice che il vero amore dura per sempre un fondo di verità c’è. Contrariamente a Gibran Nietzsche appare sempre molto materico, legato alla realtà, come se tutto fosse o solo bianco o solo nero. L’amore ti porta a compiere tante azioni, a volte non molto positive per se stessi, ma solo e unicamente al fine di rendere felice o aiutare la persona che si ama. Ovviamente lui non poteva certo essere retorico e ha preferito essere schietto e conciso. Con il cuore in mano conclude il nostro percorso di nuovo Gibran, alla ricerca delle parole e delle metafore migliori per esprimere un amore forte, espresso all’iperbole. L’immagine di questo deserto coperto di fiori a vist’occhio appena sbocciati sulla sabbia ardente è davvero colma di fascino e sentimento. E’ l’impossibile che prende forma. Con queste parole si conclude questo viaggio alla scoperta di un sentimento spesso troppo stereotipato e dato per scontato e che tutti dovremmo vivere liberamente e ogni sua forma e secondo il nostro desiderio. Così auguro una buona giornata degli innamorati a tutti i miei lettori. Vi ricordo di lasciare una stellina, un commento e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basterà attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio a tutti!

Greetings to all, Dear Readers. Today ends the Special dedicated to love, dedicated perhaps for this very reason to all living beings. I like to complete a cultural path with quotations, I think they are the best choice and in this post, although philosophy is always the protagonist it will be a little less, to celebrate in this small space the beauty and instinct that nourishes such a deep feeling. The protagonists are the antithesis, so to speak of the love feeling, namely Khalil Gibran and Friedrich Nietzsche. On the one hand a man critical of social dictates, on the other one of the most romantic poets ever. I would therefore like to start with this use, with the first quote published, in the upper left. Words and the concept itself continue to amaze me, despite knowing them very well. Love is not possessed, but it can be obtained. When you get it, it’il always be part of you. No matter if that loved one is far from you or flees confused, she will always come back if such a feeling has felt. Probably when you say that true love lasts forever a fund of truth there is. Unlike Gibran Nietzsche he always appears very material, linked to reality, as if everything were either just white or just black. Love leads you to perform many actions, sometimes not very positive for yourself, but only and solely in order to make happy or help the person you love. Of course he could not be rhetorical and preferred to be blunt and concise. With our hearts in our hands, Gibran ends our journey again, in search of the best words and metaphors to express a strong love, expressed to hyperbole. The image of this desert covered in flowers at the vist eye just blooming on the blazing sand is really full of charm and feeling. It is the impossible that takes shape. With these words ends this journey to discover a feeling often too stereotyped and taken for granted and that we should all live freely and in all its forms and according to our desire. So I wish a good day of lovers to all my readers. I remind you to leave a starlet, a comment and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article in the blue banners on home and confirm. It is possible to vote an

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