EMPATIA: LA GIORNATA MONDIALE DELLA TERRA.

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Nonostante pubblico questo articolo con una settimana di ritardo, ormai mi conoscete, sono sempre propensa a fare il ricordo di determinate giornate o eventi senza necessariamente essere fiscale sulla data, perché credo che il ricordo e soprattutto il rispetto non abbiano connotazione nel tempo e nello spazio, semplicemente si usa la data per semplificare al mondo il concetto stesso del ricordo. In particolare mi dedico oggi ad un evento fondamentale, che nessuno dovrebbe dimenticare. Il 22 aprile infatti si celebra la giornata della Terra, giorno in cui ci soffermiamo a pensare quanto sia importante trattare con riguardo la nostra casa. In questa giornata si ricordano tutti i principali problemi riguardanti il nostro pianeta, tra cui l’inquinamento, l’esaurimento delle risorse non rinnovabili, il tema del riciclo, la conservazione delle risorse naturali, la realizzazione di impianti eco compatibili e non meno importante la protezione e la salvaguardia di ogni specie vivente. Lo scopo principe della giornata è quindi sensibilizzare il prossimo attraverso eventi, manifestazioni, concerti, fiere e molto altro. Ma come scrissi al principio di questa breve stesura, il cambiamento e il ricordo crescono se portati avanti giorno dopo giorno. Non basta, secondo me, parlarne solo in determinate circostanze. Si tratta di un tema molto sensibile. Le persone e la società stessa devono essere costantemente sensibilizzati alla salvaguardia del pianeta, con strumenti e metodi semplici che possano favorire un ambiente sano, ad esempio rendendo più agibili i sistemi di raccolta differenziata con meccanismi di facile utilizzo e ,perché no, anche con l’abbassamento dei costi d’acquisto dei mezzi elettrici, che siano auto, bici, scooter o altro, che sono spesso troppo dispendiosi per famiglie con reddito basso. Il cittadino va quindi educato al rispetto dell’ambiente. Finora ci hanno insegnato sempre il contrario, a consumare senza badare al danno ambientale, pensando solamente all’aspetto economico. Il cambiamento quindi deve giungere dal governo alla società e dunque viceversa, con la messa in pratica delle regole attue al rispetto ambientale. Ma voi cosa ne pensate? Che idea avete in merito?Conoscevate già questa pratica? L’avevate già sperimentata su voi stessi?Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stellina, un commento e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basterà attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio a tutti!

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Greetings to all, Dear Readers! Although I publish this article a week late, by now you know me, I am always inclined to remember certain days or events without necessarily being fiscal on the date, because I believe that memory and above all respect have no connotation in time and space, we simply use the date to simplify the very concept of memory for the world. In particular, I dedicate myself today to a fundamental event, which no one should forget. In fact, on April 22 we celebrate Earth Day, the day in which we pause to think about how important it is to treat our home with respect. On this day all the main problems concerning our planet are remembered, including pollution, the exhaustion of non-renewable resources, the theme of recycling, the conservation of natural resources, the construction of eco-compatible plants and not least the protection and safeguarding of every living species. The main purpose of the day is therefore to raise awareness among others through events, demonstrations, concerts, fairs and much more. But as I wrote at the beginning of this short draft, the change and the memory grow when carried on day after day. In my opinion, it is not enough to talk about it only in certain circumstances.
This is a very sensitive issue.
People and society itself must be constantly made aware of the protection of the planet, with simple tools and methods that can promote a healthy environment, for example by making recycling systems more accessible with easy-to-use mechanisms and, why not, also with the lowering of the purchase costs of electric vehicles, whether they are cars, bicycles, scooters or other, which are often too expensive for families with low incomes. The citizen must therefore be educated to respect the environment. Until now we have always been taught the opposite, to consume regardless of environmental damage, thinking only of the economic aspect. The change therefore must come from the government to society and therefore vice versa, with the implementation of the rules applicable to respect for the environment. But what do you think of it?
What idea do you have about this? Did you already know this practice? Have you already experienced it on yourself? With these words I conclude, I remind you to leave a star, a comment and to vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade!
Just click in the blue bar under the article or in the blue banners on the home page and confirm. It is possible to vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between one vote and the next. Hugs to all!

Sempre Vostra, Storyteller.


Always Yours, Storyteller.

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LIBERO PENSIERO: UNA GIORNATA DEDICATA A UNA SPECIE UNICA (25 luglio 2020)

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Un saluto a tutti cari Lettori e benvenuti ad una nuova lettura del magico mondo di Storyteller’s Eye Word, oggi per la rubrica di LIBERO PENSIERO. In questi giorni sto provando le brezza di scrivere con il telefono, partendo dall’app e devo ammettere che anche se sono su un dispositivo dove tutto in teoria è ridotto, mi trovo abbastanza bene, soprattutto per quanto riguarda la parte di stesura. Ovviamente l’app per molti aspetti è ancora un “work in progress”, ma credo che con i giusti tempi diventerà uno strumento completo e al pari del formato su pc. Ma arriviamo dunque all’argomento dell’articolo, senza indugiare oltre. Parlerò infatti di colui che reputo, da quando ero una bambina, il mio animale preferito, ovvero la giraffa. Essa ha un non so che di molto elegante, il collo lungo, la corporatura fine, lo sguardo un po’ altezzoso, ma allo stesso tempo quelle macchioline disposte su tutto il corpo regalano ai miei occhi un senso di tenerezza. Quando scoprii l’esistenza di una giornata dedicata a loro, decisi di onorarla, non solo nel pensiero e nel ricordo della loro immagine, ma anche scrivendo una breve stesura in merito. Detto ciò credo sia arrivato il momento di procedere e raccontarvi la storia della “Giornata Mondiale delle Giraffe “

Il Word Giraffe Day si festeggia il 21 giugno di ogni anno e la giornata è stata fortemente voluta e creata dalla GCF (Giraffe Conservation Foundation). Lo scopo è sensibilizzare il mondo, nonché creare una raccolta fondi per il nobile fine di radunare il maggior numero di offerte volte alla salvaguardia di uno degli animali più belli della savana africana. La sensibilizzazione è molto importante in questo caso, visto quello che giraffe vivono ogni giorno: nelle proprie zone native gli esemplari sono scesi del 40%. Secondo una stima del GCF, gli esemplari ancora vivi al momento sono soltanto 111.000. Proprio sulla base di questo dato la Twiga (“giraffa” in lingua Swahili), è considerata una specie a rischio di estinzione. Nel 2019, ad esempio, proprio per vivere al meglio questa giornata, è stato fondato un programma dal titolo “Twiga Tracker”. Lo scopo era posizionare dei dispositivi, circa 250, a diversi esemplari, per monitorare i loro spostamenti e lo stato di salute, con la possibilità dunque di intervenire repentinamente in caso di necessità. Il progetto, questo come quello degli anni scorsi, nonché quello di quest’anno, ha prodotto un’ingente quantità di spese, per questa ragione è stato necessario fin dalla nascita di questa giornata, l’uso di raccolte fondi, per reperire le risorse necessarie a finanziarie l’impresa. Ho poi trovato molte interessanti informazioni e curiosità in merito a questo animale straordinario. Tra i tanti aspetti particolari, vi è la sua lingua. Oltre ad esser di un inconsueto color blu scuro, la sua lunghezza si aggira tra i 40 e i 60 centimetri di lunghezza, affinché l’azione di mangiare i ramoscelli più teneri sulle piante, di solito i più in alto, sia semplice. Inoltre pur sapendo che è l’animale più alto al mondo spesso si ignora che l’altezza negli esemplari maschili può raggiungere i 5,7 metri, mentre quella delle femmine un metro in meno. Il suo famoso collo pronunciato può raggiungere da solo i 2,5 metri di lunghezza. Altro aspetto molto interessante la cui scoperta mi ha particolarmente incuriosito è la loro abitudine circa il momento del parto. Quando le femmine di giraffe si sentono pronte a vivere quel momento, tornano al loro luogo d’infanzia, dove esse stesse sono nate. Nella loro mente recepiscono quell’ambiente come famigliare, accogliente e sicuro per i cuccioli. L’azione avviene con la femmina “in piedi”, motivo per cui quando il cucciolo viene alla luce compie una “caduta” di circa un metro, ma senza alcuna conseguenza, visto la dimensione dei cuccioli e la loro agilità a mettersi poco dopo dritti, muovendo da allora i primi passi. Altra curiosità è il fatto che spesso si crede che le giraffe siano animali muti. In realtà emettono sibili, sbuffi e flebili versi, rari e difficilmente udibili. Con queste parole concludo, fatemi sapere se eravate a conoscenza della Giornata Mondiale delle Giraffe e se sapevate già in merito a queste curiosità. Un abbraccio a tutti!

Sempre Vostra, Storyteller.

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LIBERO PENSIERO: LA SETTIMANA DELLA NATURA (22 giugno 2020)

Buon pomeriggio Lettori! Oggi affronteremo un nuovo argomento e come la maggior parte dei casi preferisco affrontarlo con la rubrica di LIBERO PENSIERO, che più di altre rubriche lascia a me la possibilità di argomentare senza dare peso ai dettagli, ma piuttosto a sensazioni e riflessioni durante la stesura di un articolo. L’argomento di oggi è davvero caro alla mia persona: si tratta di una questione delicata, sottovalutata dall’essere umano per decenni, che ha sempre pensato alla sua evoluzione sociale, talvolta a discapito di ciò che popolava la Terra prima della propria comparsa su di essa. Mi riferisco ovviamente alla Natura, o come oggi viene maggiormente definito, l’ambiente. Per lunghi periodi non si è pensato al male che ogni giorno infliggevamo alla Terra, con lo sfruttamento del sottosuolo, con gli allevamenti intensivi oppure ostacolando la biodiversità di specie animali e vegetali indispensabili per il nostro benessere. Voglio credere che questa pandemia, che a poco a poco stiamo sconfiggendo, sia un pretesto per l’umanità per pensare al male che abbiamo inflitto a quelli che io definisco “fratelli e sorelle di specie altrui”, gli animali e le piante in sostanza. Vi invito a proposito a leggere un articolo, pubblicato qualche giorno fa, dal titolo ” Loro liberi, noi in gabbia”, per la rubrica EMPATIA, che tratta appunto questa sfumatura di pensiero rispetto alla tematica. Con ciò in ogni caso non voglio biasimare che tante persone abbiamo coscienza di ciò e che si impegnano per arginare il problema, ma sicuramente resta un’idea di nicchia e non abbastanza diffusa e compresa dalla totalità degli esseri umani.

Ma parliamo nel dettaglio dell’argomento di oggi. L’Italia, da questo punto di vista, in previsione della Fase 2, si è distinta con la campagna lanciata dal Ministero dell’Ambiente, allo scopo di sensibilizzare le persone sull’argomento, scoprendo la bellezza e il fascino regalataci da Madre Natura, ponendo al centro dell’attenzione i magnifici parchi italiani, il turismo sostenibile basato sul cibo locale e l’importanza della tutela della biodiversità. Inoltre sono state dichiarate alcune giornate celebrative, ad esempio quella per la protezione delle api e gli impollinatori, oppure delle tartarughe. La settimana decisa prendeva i giorni dal 18 al 24. Obbiettivo della campagna ” Ripartire dall’ambiente” e in merito significative sono state le parole del ministro dell’Ambiente Sergio Costa, che dice: “la Settimana della natura è un appuntamento che assume particolare valore anche perché coincide con un periodo particolare della situazione che stiamo vivendo, la cosiddetta Fase 2, di uscita e ripartenza dall’epidemia del Covid-19. Un periodo in cui è importante riuscire a dare la visione di un ritorno alla normalità che sappia mettere al centro la valorizzazione dell’ambiente, con un’attenzione particolare all’enorme patrimonio di biodiversità che il nostro Paese possiede”. Concludo l’artico lasciando come sono solita fare un video, che nello specifico riporta spot realizzato dal Ministero dell’Ambiente per l’occasione. Un abbraccio forte, a presto.

Sempre Vostra, Storyteller.

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CRONACA: LA NASCITA DEL WWF ( Testo trasferito del 19 settembre 2019)

Buonasera Lettori! Volontariamente, nonostante la piena libertà di scelta, ho deciso di costruire questo articolo come un momento di condivisione serale, una sorta di dialogo, di scambio di idee, come vecchi amici intorno al tavolo, dopo una cena conviviale e tante storie dal fascino informale. Anche se vi racconto i contenuti dell’articolo con questo mood è importante comprenderne le qualità intrinseche, soprattutto perchè spesso noi “veneriamo”, o meglio ne costruiamo attorno a grandi entità come quella di stasera un’aurea quasi dogmatica, senza spesso sapere come realtà tanto celebri abbiano avuto il suo principio.

Per questo oggi mi soffermo a parlare della nascita del WWF, ovvero la World Wide Fund for Nature. E’ infatti ad oggi la più importante organizzazione per la conservazione della natura, con il suo mezzo secolo di storia e di date indimenticabili per il bene di tutti noi, in primis degli animali. Viene fondata nel lontano 1961 in Svizzera. La sua struttura e possibilità di avanzamento, deriva dalla adesione di soci al progetto, che con piccole somme di denaro possono finanziare le attività, ma anche cooperare attivamente in caso ne sentano la necessità come libero volontario. Ad oggi la fondazione conta circa 5 milioni di soci in tutto il mondo e i progetti 1300 in oltre 100 paesi. Nel corso del tempo, il WWF si annovera una serie incredibile di vittorie per la salvaguardia degli animali, ma anche contro l’abuso di pesticidi, per la creazione di riserve naturale per la tutela di specie in via di estinzione e la stesura di tantissimi trattati e protocolli, messi in vigore successivamente come leggi a tutti gli effetti. Ad oggi, i progetti principali per cui WWF si batte sono la Difesa dei gorilla della pianura occidentale, in quanto specie a forte rischio di estinzione, il sostegno concreto alle Tartarughe marine, che lottano tra la vita e la morte a causa 

dell’inquinamento smodato delle plastiche nei mari e la protezione della tigre asiatica dal fenomeno del bracconaggio, di cui ad oggi si contano solo 3890 esemplari.  Raccontando tutto ciò, mi rendo conto di quanto in realtà spesso lasciamo per scontato. Il WWF è sicuramente importante, si, ma perchè? Grazie a tutto questo. Realtà come queste hanno permesso ad alcune specie in via d’estinzione di ripopolarsi sulla terra e di uscire da una condizione di pericolo, animali e vegetali, e sono certa che tanto verrà ancora fatto . Un’altra curiosità importante della storia della fondazione, è l’evoluzione del suo logo. Nel 1961, quando il progetto WWF stava prendendo forma, anche l’idea di un logo accattivante divenne una priorità. In quell’anno il panda Chi-chi era particolarmente famoso. Era il primo panda gigante vivente nell’Occidente, precisamente nello zoo di Londra. A renderlo ancora più celebre fu Gerald Watterson, ambientalista e artista, che vedendolo, creò dei bozzetti con la sua immagine, che presto catturarono l’attenzione del fondatore del WWF, Sir Peter Scott. Fu allora che la sagoma di Chi-chi divenne uno dei loghi più famosi al mondo. Nel corso degli anni ha subito alcune piccole variazioni, mantenendo però il soggetto principale il medesimo nel corso del tempo. Qualora foste interessati ad approfondire, ben lungi da qualsiasi mia forma di interesse, vi consiglio di andare a cercare nel web la sua pagina ufficiale ( in Italia WWF.it). Sperando di aver accolto il vostro interesse divulgando l’argomento auguro a tutti la buonanotte.

Sempre Vostra, Storyteller.

LIBERO PENSIERO: IL PAESE DELLE MERAVIGLIE (Testo trasferito del 7 aprile 2020)

Buonasera carissimi Lettori! Questo è il primo articolo della settimana e ho deciso di scriverlo con estrema calma, la sera, senza pretese e senza fretta. Queste parole infatti le scrissi  lunedì, non volevo darmi il peso di un’imminente pubblicazione, piuttosto preferivo lasciar parlare liberamente il cuore. Non a caso dunque uso il termine “liberamente” e “cuore”, perchè come avrete già compreso si tratta della rubrica di LIBERO PENSIERO, ormai da oltre un’anno protagonista del mondo di Storyteller’s Eye. Questa quarantena, insieme ai suoi mille lati negativi, ne ha uno per me decisamente positivo: avere più ore da dedicare a me stessa e alle mie passioni, tra le altre quella di approfondire argomenti e contenuti, semplicemente perchè attirano in particolar modo le mie attenzioni. Stasera vi parlerò proprio di questo, di quanto il mondo sia ricco e vario, della natura che racchiude aspetti meravigliosi tanto da stregare totalmente l’occhio umano. Due in questi giorni sono i dettagli della nostra Terra che hanno richiesto un mio approfondimento.
Prima di inoltrarmi nella questione ci tengo a precisare che le parole sopra affermate non sono un pretesto per sminuire il dramma che tutto il mondo ormai vive costantemente. Considerate piuttosto l’articolo come il mezzo per osservare il tutto con uno sguardo meno negativo e severo. Detto ciò presento nel dettaglio i due argomenti. Il primo fatto che più mi ha lasciata incuriosita e affascinata, è legato ad una meravigliosa specie del regno vegetale, dal nome latino  Eucalyptus deglupta, nota comunemente con il nome di “Eucalipto Arcobaleno”. L’albero cresce naturalmente nelle Filippine, in Indonesia e sulle isole Hawaii. Può arrivare alla straordinaria altezza di 70 m, con un diametro in 

Esemplari di Eucalyptus deglupta

larghezza di 2. Ma qual’è la ragione per cui questo nobile essere vivente prende il nome di ” Eucalipto Arcobaleno”? La ragione potete comprenderla osservando con i vostri occhi le foto qui a fianco. Con la crescita e l’invecchiamento, la corteccia più esterna si sfalda, regalando alla vista un bel verde brillante, che con il tempo si scurisce, assumendo toni  violacei, rossi, arancione, marrone, viola e blu. Essendo che il processo non risulta omogeneo su tutto il tronco, si creano su di esso striature di colore differente, creando un’effetto simile a quello dell’arcobaleno. Per godere del secondo regalo che la natura ci offre ci spostiamo in Giappone, dove troviamo un enorme,
profumatissimo e morbidissimo tappeto rosa. Si tratta del Parco di Higashimokoto, situato a  Hokkaido, la più settentrionale delle isole del Giappone. Come mostra il video che trovate alla fine dell’articolo il fortunato spettatore si trova di fronte ad uno scenario paradisiaco, reso tale dalla presenza da un particolare tipo di albero in grandi quantità, ovvero il Phlox Subulata. La pianta, un sempreverde, nei mesi di maggio e giugno si tinge di rosa, regalando uno scenario da favola. Inoltre, nel 1947, un certo signor Sueyoshi, affascinato dalle insolite tonalità delle piante, decide di seminare una particolare specie di muschio, ovviamente anch’esso dalle insolite tonalità rosa acceso. Dal 1956 il parco è un’attrazione unica nel suo genere e conserva da allora il nobile scopo di onorare il colore del sakura, ovvero il fiore di ciliegio. Trattandosi il muschio di un arbusto, nel corso degli anni ha sviluppato la sua mole in larghezza, coprendo uno spazio di 100 mila metri di terreno. Con queste parole concludo l’articolo di oggi. Spero vi abbia dato un pò di serenità, nonostante il periodo non sia dei migliori, rallegrando i vostri pensieri di questi magici luoghi, ricchi di magia e di meraviglia.

Sempre Vostra, Storyteller.

EMPATIA: LA DANZA DEL CIELO ( Testo trasferito del 30 marzo 2020)

Buonasera cari Lettori! Oggi torno a scrivere ispirata solo da uno spiraglio di luce all’orizzonte, dalla calma eterea di un cielo baciato dalla notte. Nonostante il clima degli ultimi giorni sia quanto di più cupo e triste possa esistere, la felicità la scorgo in piccole cose che in uno stato di quotidianità non avrebbe molto valore ai miei sensi. Ci sono aspetti così belli e ricchi di pathos che a volte immagino nella mia mente o quando mi rifugio nell’accogliente mondo di Storyteller’s Eye. Ora però lo cerco altrove, perchè di questi tempi la serenità e la gioia è quanto mai preziosa. Sfogliando, come d’altronde la maggior parte di noi, la home dei miei profili social, noto il link ad un articolo che non solo ha attratto la mia attenzione, bensì ha portato una sensazione magica nel mio cuore. Ieri mattina infatti, intorno alle h. 5 del giorno 29 marzo 2020, la Luna e Venere incantano gli occhi di chiunque al mondo fosse disposto ha guardare il cielo oltre le proprie finestre, quasi fossero ballerini di un valzer di un contesto paradossale. Si tratta, secondo quanto dichiarato dagli esperti, di uno degli eventi astronomici più affascinanti di sempre. Due astri così tanto vicini e spettacolari da essere protagonisti di tantissime immagini condivise su Twitter e più in generale, con il mondo del web. Solo in seguito a questa scoperta, mi rendo conto che numerose sono state le apparizioni anche sul territorio italiano e che quella di ieri era soltanto l’ultima di una serie di eventi meravigliosi che la terra ci ha offerto. Quello che segue è un video che illustra l’evento astronomico che vi ho raccontato. Spero di avervi dato motivo di intrattenimento e di conforto, dandovi uno spunto di cui far beneficiare l’animo.

Prima di lasciarvi alla visione di questo breve filmato, voglio incoraggiarvi ad essere forti. Non è facile, io stessa ho vissuto queste giornate di quarantena in modo particolarmente stressante, ma non dobbiamo lasciarci soppraffare dalle emozioni. Dobbiamo piuttosto essere fieri del nostro contributo, di essere cittadini ligi al dovere, non perchè è legge, ma per il bene che facciamo al prossimo. Un giorno, spero il più prossimo possibile, resterà il ricordo e seppur la tristezza varcherà le soglie del nostro cuore,  saremo fieri di noi, perchè quando questo incubo si sarà concluso, il merito sarà soltanto nostro.

Sempre Vostra, Storyteller.