VIAGGI:STORIA DELLA LIRA ITALIANA. (12 ottobre 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Questo è il secondo appuntamento della rubrica VIAGGI per parlare della storia della Lira Italiana. Non so se ricordate, ci siamo lasciati alla fine della prima parte alla situazione della seconda metà dell’800, poco prima dell’unificazione del Regno. La Banca dello Stato Pontificio nata nel 1850, continuò a operare anche in seguito all’unificazione, con il nome di Banca Romana, come istituto d’emissione. La stessa divenne poi poco tempo dopo centro di un grave scandalo monetario e finanziario. Secondo l’accertamento di un’inchiesta parlamentare, erano coinvolti alti funzionari ed esponenti politici di spicco, tra i quali anche il presidente del consiglio, il liberale Giovanni Giolitti, che proprio per questo fu costretto a rassegnare le dimissioni. Nel 1866 la carta moneta fu dichiarata incorvertibile, la circolazione era imposta per legge e aveva potere liberatorio per i debitori, in quanto i creditori non potevano rifiutarla come mezzo di pagamento. Ben presto i problemi con la carta moneta tornarono, in quanto la gente preferiva la moneta metallica per pagare. Questo portò nuovamente a cessare la sua circolazione, finchè le banche e gli operatori commerciali cominciarono ad emettere biglietti di piccolo taglio e ciò durò sino al 1874, anno in cui fu nuovamente concessa l’emissione di biglietti inconvertibili a tutti gli istituti d’emissione. In questo modo, i biglietti di banca ricevettero nuovo impulso di diffusione. Tuttavia il valore attribuito moralmente all’oro rimase forte e molti convertivano la carta con la moneta, fino al dopoguerra, momento in cui, fu abolita questa possibilità. Nel 1895 fu emanata una nuova legge inerente a modalità di fabbricazione, tipo di carta, custodia e controllo per il ritiro e successivo incenerimento dei biglietti logori o danneggiati. Le nuove banconote furono emesse a partire dal 1896 con i disegni preparatori del noto orafo senese Rinaldo Barbetti, le quali, appena messe in circolazione, furono aspramente criticate per la banalità del disegno e le carenze nella tecnica esecutiva. L’insieme dei suddetti errori avrebbe allargato, secondo il giudizio popolare, la piaga della falsificazione. Ciò nonostante la loro produzione durò per molti decenni. Nel 1910, Giovanni Capranesi, presidente dell’Accademia di S. Luca di Roma, fu incaricato di eseguire i bozzetti per le nuove banconote da 50, 100, 500 e 1.000 lire, ma si dovette arrivare al 1915 perché fossero prodotti i biglietti da 50 lire di nuova concezione: produzione senza matrice e con un peso della banconota, pari alla metà di quello dei biglietti dello stesso tipo prodotti fino allora. La banconota in questione destò dunque non pochi problemi, tanto che fu prodotta fino al 1920 e sarebbe andata fuori corso nel 1950. Tra il 1919 e il 1943 venne stampato il biglietto da 500 lire e tra il 1930 e il 1931 si completò il progetto Capranesi con la realizzazione dei biglietti da 100 e da 1.000 lire che, stampati fino al 1943, sarebbero andati fuori corso rispettivamente nel 1950 e nel 1953. A partire dagli inizi dl Novecento si pensò alla produzione della carta filigranata. Essa era prodotta dalla fibra di ramié, ottenuta da una canapa asiatica opaca. Nel 1928 nacque l’Istituto Poligrafico dello Stato, un ente che si occupava dell’intero fabbisogno grafico e di stampa della pubblica amministrazione: stampa di biglietti di banca, francobolli e marche da bollo, carta bollata e moduli; pubblicazione della Gazzetta Ufficiale e della Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica; stampa di libri d’arte, testi antichi rari ed enciclopedie. L’istituto sospese le attività nel 1943 e le riprese nell’immediato dopoguerra. Nel 1943, nell’Italia del sud, dopo lo sbarco degli Alleati, fu messa in circolazione la moneta d’occupazione americana. Il suo valore era lo stesso della moneta italiana, ma nonostante ciò contribuì ad alimentare una consistente inflazione. Recava la scritta Allied Military Currency e si trovava nei tagli da 1, 2, 5, 10, 50, 100, 500 e 1.000 lire. Sarebbe cessata dal corso legale nel 1950. A Roma, nel 1945, la cartiera della Banca d’Italia riprendeva la sua attività e la produzione monetaria era realizzata presso lo Stabilimento Staderini e l’Istituto Poligrafico dello Stato. Nel dopoguerra i nuovi biglietti della Banca d’Italia da 50, 100, 500 e 1.000 lire erano stati stampati in base ad un decreto del 1944 che prevedeva dimensioni identiche a quelle precedenti, carta bianca satinata filigranata in pasta e una testina turrita dell’Italia sul recto dell’ovale di sinistra. L’ultima lira del Regno, la lira “Impero”, fu coniata tra il 1939 e il 1943, la prima lira della Repubblica, la lira “Arancia”, fu emessa tra il 1946 e il 1950.A causa della forte perdita di potere d’acquisto della lira, furono abolite le monete metalliche in centesimi e si procedette ad un incremento del valore dei tagli nella serie delle banconote. Si decise di produrre di più le 5.000 e le 10.000 lire, in circolazione dal 1951. Finalmente cominciavano a circolare anche i biglietti di banca del sistema monetario repubblicano. Nel 1956 entravano in circolazione le monete metalliche da 50 e 100 lire. Nel 1957 erano coniate le 20 lire in bronzital e nel 1958 le 500 lire d’argento in milioni d’esemplari. Il progetto delle banconote presente nei nostri recenti ricordi di nuova fu opera di Florenzo Masino Bessi e il principale scopo era la celebrazione della genialità italiana. Per lle 10.000 lire venne raffigurata l’effige di Michelangelo, quella di Verdi per le 1.000 lire del 1962, quella di Colombo per le 5.000 lire del 1964. Nel 1967 furono realizzate le 50.000 lire con l’effige di Leonardo e le 100.000 lire raffiguravano quella di Manzoni. Nel 1970 erano utilizzate l’immagine di Galilei per la banconota da 2.000 lire e quella di Tiziano per la 20.000 lire. Altre celebrità storiche furono Marco Polo sulle 1.000 lire, Bellini sulle 5.000 lire, Volta sulle 10.000 lire, Bernini sulle 50.000 lire, Caravaggio sulle 100.000 lire. Comparvero infine intorno agli anni 90 le 1.000 lire con l’effige della Montessori e su quella da 2.000 lire Guglielmo Marconi. La più celebre e conclusiva di questo lungo periodo di circolazione delle Lire fu però la 500.000 lire con l’effige di Raffaello, con il valore nominale più alto mai creato. Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stella e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! 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Greetings to all, Dear Readers! This is the second appointment of the VIAGGI column to talk about the history of the Italian Lira. I don’t know if you remember, at the end of the first part we left the situation of the second half of the 19th century, just before the unification of the Kingdom. The Bank of the Papal State founded in 1850, continued to operate even after the unification, with the name of Banca Romana, as an issuing institution. The same then soon became the center of a serious monetary and financial scandal. According to the findings of a parliamentary investigation, senior officials and prominent politicians were involved, including the prime minister, the liberal Giovanni Giolitti, who was forced to resign for this very reason. In 1866, paper money was declared unconvertible, circulation was imposed by law and had a liberating power for debtors, as creditors could not refuse it as a means of payment. Problems with paper money soon returned, as people preferred metal money to pay. This again led to the cessation of its circulation, until banks and commercial operators began to issue small denomination notes and this lasted until 1874, the year in which the issuance of inconvertible notes was once again granted to all issuing institutions. In this way, banknotes received new impetus for circulation. However, the value attributed morally to gold remained strong and many converted paper for money, until the postwar period, when this possibility was abolished. In 1895 a new law was enacted concerning the methods of manufacture, type of paper, custody and control for the collection and subsequent incineration of worn or damaged tickets. The new banknotes were issued starting from 1896 with the preparatory drawings of the well-known Sienese goldsmith Rinaldo Barbetti, which, as soon as they were put into circulation, were harshly criticized for the banality of the design and the shortcomings in the executive technique. According to popular opinion, the set of aforementioned errors would have widened the scourge of falsification. Nonetheless, their production lasted for many decades. In 1910, Giovanni Capranesi, president of the Accademia di S. Luca in Rome, was commissioned to carry out the sketches for the new banknotes of 50, 100, 500 and 1,000 lire, but it had to arrive at 1915 for the 50 banknotes to be produced. Lire of a new concept: production without a matrix and with a banknote weight equal to half that of the notes of the same type produced up to then. The banknote in question therefore raised many problems, so much so that it was produced until 1920 and would have been discontinued in 1950. Between 1919 and 1943 the 500 lire note was printed and between 1930 and 1931 the Capranesi project was completed. with the creation of 100 and 1,000 lire banknotes which, printed until 1943, would go out of circulation in 1950 and 1953 respectively. From the beginning of the twentieth century, the production of watermarked paper was thought of. It was produced from ramie fiber, obtained from opaque Asian hemp. In 1928 the State Polygraphic Institute was born, a body that dealt with the entire graphic and printing needs of the public administration: printing banknotes, stamps and revenue stamps, stamped paper and forms; publication of the JournalOfficial and the Official Collection of the laws and decrees of the Republic; printing of art books, rare ancient texts and encyclopedias. The institute suspended its activities in 1943 and resumed immediately after the war. In 1943, in southern Italy, after the Allied landings, the American occupation currency was put into circulation. Its value was the same as the Italian currency, but nevertheless it contributed to fueling consistent inflation. It bore the inscription Allied Military Currency and was found in denominations of 1, 2, 5, 10, 50, 100, 500 and 1,000 lire. It would cease to be legal tender in 1950. In Rome, in 1945, the Bank of Italy paper mill resumed its activity and monetary production was carried out at the Staderini factory and the State Printing Office. After the war, the new Bank of Italy banknotes of 50, 100, 500 and 1,000 lire were printed on the basis of a 1944 decree which provided for identical dimensions to the previous ones, white satin watermarked paste paper and a turreted Italian head. on the recto of the left oval. The last lira of the Kingdom, the “Empire” lira, was minted between 1939 and 1943, the first lira of the Republic, the “Orange” lira, was issued between 1946 and 1950. purchase of the lira, the metallic coins in cents were abolished and the value of the denominations in the series of banknotes was increased. It was decided to produce more than 5,000 and 10,000 lire, which had been in circulation since 1951. Finally, the banknotes of the republican monetary system were also starting to circulate. In 1956, 50 and 100 lire coins entered circulation. In 1957 the 20 lire in bronzital were minted and in 1958 the 500 silver lire in millions of specimens. The banknote project present in our recent memories of new was the work of Florenzo Masino Bessi and the main purpose was the celebration of Italian genius. For 10,000 lire the effigy of Michelangelo was depicted, that of Verdi for the 1,000 lire of 1962, that of Columbus for the 5,000 lire of 1964. In 1967 the 50,000 lire with the effigy of Leonardo were made and the 100,000 lire depicted that of Manzoni. In 1970 the image of Galilei was used for the 2,000 lire banknote and that of Titian for the 20,000 lire banknote. Other historical celebrities were Marco Polo on 1,000 lire, Bellini on 5,000 lire, Volta on 10,000 lire, Bernini on 50,000 lire, Caravaggio on 100,000 lire. Finally, around the 1990s, the 1,000 lire with the Montessori effigy and Guglielmo Marconi on the 2,000 lire one appeared. The most famous and conclusive of this long period of circulation of the Lire, however, was the 500,000 lire with the effigy of Raphael, with the highest face value ever created. With these words I conclude, I remind you to leave a star and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article or in the blue banners on the home page and confirm. You can vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between one vote and the next. Hugs to all!

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Always Yours, Storyteller.

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