EMPATIA: LO ZEN E L’ARTE DELLA MANUTENZIONE DELLA MOTOCICLETTA. (6 luglio 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori!La rubrica EMPATIA è da sempre per me motivo di confronto con il mio io, con la mia natura, vicina al mondo dell’arte, della letturatura e non ultima la filosofia, soprattutto nella sua accezione più contemporanea, meglio nota come psicologia. Oggi voglio portare le mie digressioni e pensieri servendomi di un libro, che di riflessivo ha davvero molto. È un efficace mezzo per riflettere con sé stessi. Si tratta di un libro scritto da Robert M. Pirsig il cui titolo è “Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta. È un libro con cui venni in contatto ai tempi del liceo e tutt’oggi dimora nella mia libreria, pronto per essere sfogliato e riletto di tanto in tanto. Come per il protagonista, anche per il lettore è un viaggio introspettivo alla ricerca del sé. Ognuno di noi affronta momenti importanti e cambiamenti forti della propria vita in maniera diversa e uno di questi è proprio on the Road, iniziando un’avventura poco programmata e organizzata, lasciando spazio ad un destino vissuto giorno per giorno. In questi casi non si presta molta attenzione alla destinazione finale, bensì a come trascorrere le proprie giornate. Ad ogni modo la motocicletta e il setting narrativo sono solo la cornice, uno sfondo che decora qualcosa di più profondo, ovvero lo Zen, la ricerca di noi stessi. Le digressioni filosofiche presenti all’interno del romanzo sono definite con il termine Chautauqua. Esse sorgono spontanee di fronte ai paesaggi attraversati dai protagonisti della storia, tanto che si arriva a citare il pensiero di vari filosofi del passato, tra cui Socrate, Platone, Hume, Kant, Hegel, Einstein e Lao Tzu. in questa rubrica non intendo descrivere nel dettaglio tutto il contenuto del romanzo, come spesso accade quando faccio segnalazioni o recensioni, perciò ho deciso di lasciarvi solamente un breve sunto al termine del mio articolo.Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stella e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home page e confermare. È possibile votare un numero illimitato di volte, basta attendere 60 minuti tra una votazione e l’altra. Un abbraccio a tutti!

RIASSUNTO:

Una Grande Avventura, a cavallo di una motocicletta e della mente; una visione variegata dell’America on the road, dal Minnesota al Pacifico; un lucido, tortuoso viaggio iniziatico.
Qual è la differenza fra chi viaggia in motocicletta sapendo come la moto funziona e chi non lo sa? In che misura ci si deve occupare della manutenzione della propria motocicletta? Mentre guarda smaglianti prati blu di fiori di lino, nella mente del narratore si formula una risposta: «Il Buddha, il Divino, dimora nel circuito di un calcolatore o negli ingranaggi del cambio di una moto con lo stesso agio che in cima a una montagna o nei petali di un fiore». Questo pensiero è la minuscola leva che servirà a sollevare altre domande subito incombenti: da che cosa nasce la tecnologia, perché provoca odio, perché è illusorio sfuggirle? Che cos’è la Qualità? Perché non possiamo vivere senza di essa?

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Copertina del libro, tra l’altro nell’edizione che io stessa ho nella mia libreria, della casa editrice “gli Adelphi”. Potete acquistarlo nei maggiori store online.

Greetings to all, Dear Readers! The EMPATHY column has always been a reason for me to confront myself with my self, with my nature, close to the world of art, reading and, last but not least, philosophy, especially in its most contemporary meaning. , better known as psychology. Today I want to bring my digressions and thoughts using a book, which is very reflective. It is an effective means of self-reflection. It is a book written by Robert M. Pirsig whose title is “Zen and the art of motorcycle maintenance. It is a book I came into contact with in high school and still lives in my library, ready to be leafed through and reread from time to time. As for the protagonist, also for the reader it is an introspective journey in search of the self. Each of us faces important moments and strong changes in his life in a different way and one of these is precisely on the Road, starting a little planned and organized adventure, leaving room for a destiny lived day by day. In these cases we don’t pay much attention to the final destination, but to how to spend our days. In any case, the motorcycle and the narrative setting they are only the frame, a background that decorates something deeper, that is Zen, the search for ourselves. The philosophical digressions present within the novel are defined with the term Chautauqu to. They arise spontaneously in front of the landscapes crossed by the protagonists of the story, so much so that we come to mention the thoughts of various philosophers of the past, including Socrates, Plato, Hume, Kant, Hegel, Einstein and Lao Tzu.
in this column I do not intend to describe in detail all the content of the novel, as often happens when I make reports or reviews, so I decided to leave you only a brief summary at the end of my article. to vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article or in the blue banners on the home page and confirm.
You can vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between one vote and the next. Hugs to all!

SUMMARY:

A Great Adventure, astride a motorcycle and the mind;
a varied vision of America on the road, from Minnesota to the Pacific; a lucid, tortuous initiatory journey. What is the difference between those who travel by motorcycle knowing how the bike works and those who do not know?
To what extent should you take care of the maintenance of your motorcycle? As he looks at dazzling blue meadows of flax flowers, an answer is formulated in the narrator’s mind: “The Buddha, the Divine, dwells in the circuit of a computer or in the gearbox of a motorcycle with the same ease as on the top of a mountain. or in the petals of a flower ». This thought is the tiny lever that will serve to raise other immediately looming questions: where does technology come from, why does it cause hatred, why is it illusory to escape it?
What is Quality? Why can’t we live without it?

Sempre Vostra, Storyteller.


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POST ORDINARIO: INFORMAZIONI E AGGIORNAMENTI IMPORTANTI. (24 giugno 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! In seguito a questo periodo di qualche giorno, in cui sono seguiti una serie di articoli di varia tematica, ci tengo a fare un piccolo approfondimento riguardo le novità a cui potrete assistere prossimamente. In primis volevo chiedere riguardo un fatto direttamente a voi. Ho notato che qualche volta, sia le persone che mi seguono, sia quelle che io stessa seguo, si cancellano, o per meglio dire sembrano non essere più seguite da me e da voi. È parecchio complesso da spiegare, ma spero di essere chiara. Anche a voi è mai capitato? E soprattutto, avete notato che negli ultimi giorni non vi sto più seguendo? Se così fosse fatemelo sapere attraverso un commento perché vi seguo immediatamente. Di solito mi limito a leggere e lasciare apprezzamenti a ciò che mi compare sul Reader, ovvero tutto ciò che seguo. Se di punto in bianco non vedete più i miei apprezzamenti vuol dire che è questo il caso. Se così fosse, sappiate che non è per mia volontà, cerco di seguire e leggere le pubblicazioni di tutti i miei lettori, per quanto possibile. Ma ora mi accingo a parlarvi delle novità relative ai libri e alle mie pubblicazioni. Come sapete sul finire dello scorso anno ho pubblicato la versione cartacea de “Echi di Romanticismo”, la raccolta poetica che racchiude quelle che definisco le mie migliori poesie nel corso di questi miei primi 7 anni di carriera. Fra pochissimo potrete avere pronto all’acquisto anche l’ebook, dapprima in lingua italiana e, intorno a settembre, in lingua inglese, per concedere una lettura pratica e fruibile anche ai miei lettori stranieri. Cosa ne pensate? Per la versione in italiano è davvero questione di giorni, ad ogni modo vi terrò aggiornati. Inoltre tra pochissimo inizieranno anche le mie collaborazioni con Libreria Ribelle, di cui ti lascio in seguito il link per accedere al loro sito. Come suggerisce il nome, si tratta di una libreria esclusivamente on-line che si impegna alla promozione di opere, principalmente di autori emergenti o poco conosciuti. Essere ospite di questa realtà mi rende davvero felice. Prossimamente, vi terrò aggiornati circa i giorni, inizieranno le interviste on-line, visibili tramite YouTube, Instagram e Facebook, inoltre a settembre sarò presente come ospite ad un evento che si svolgerà Noale, a circa 20 minuti di treno da Venezia. Per chi fosse interessato alla partecipazione e conoscermi, avrete prossimamente tramite il blog maggiori informazioni. Infine voglio terminare questo breve post con un ringraziamento speciale a tutti voi. Siamo ormai vicinissimi alla soglia dei 700 iscritti! Un traguardo che mi riempie di gioia! Quando la soglia sarà raggiunta ho intenzione di organizzare uno speciale. Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stella e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home page e confermare. È possibile votare un numero illimitato di volte, basta attendere 60 minuti tra una votazione e l’altra. Un abbraccio a tutti!

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Greetings to all, Dear Readers! Following this period of a few days, which was followed by a series of articles of various themes, I would like to do a little insight into the news that you will be able to see soon.
First I wanted to ask you about a fact directly. I have noticed that sometimes, both the people who follow me and those that I myself follow, cancel themselves out, or rather they seem to no longer be followed by me and you. It is quite complex to explain, but I hope to be clear. Has this ever happened to you too? And above all, have you noticed that in the last few days I am no longer following you? If so please let me know through a comment because I will follow you immediately. Usually I just read and leave appreciation to what appears on the Reader, or everything I follow. If out of the blue you no longer see my compliments it means that this is the case. If so, know that it is not my will, I try to follow and read the publications of all my readers as much as possible. But now I am going to talk to you about the news regarding the books and my publications. As you know at the end of last year I published the paper version of “Echoes of Romanticism”, the poetic collection that contains what I define my best poems during these first 7 years of my career. In a very short time you will also be able to have the ebook ready for purchase, first in Italian and, around September, in English, to grant a practical reading that can also be used by my foreign readers. What do you think? For the Italian version it is really a matter of days, in any case I will keep you updated. Furthermore, very soon my collaborations with Libreria Ribelle will also begin, of which I will leave you the link to access their site later. As the name suggests, it is an exclusively online bookstore that is committed to promoting works, mainly by emerging or little-known authors. Being a guest of this reality makes me really happy. Soon, I will keep you updated about the days, the on-line interviews will begin, visible via YouTube, Instagram and Facebook, also in September I will be present as a guest at an event that will take place in Noale, about 20 minutes by train from Venice. For those interested in participating and getting to know me, you will soon have more information via the blog. Finally I want to end this short post with a special thanks to all of you. We are now very close to the threshold of 700 members! A goal that fills me with joy! When the threshold is reached I’m going to organize a special. With these words I conclude, I remind you to leave a star and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article or in the blue banners on the home page and confirm. You can vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between one vote and the next.Hugs to all!

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EMPATIA: LA GIORNATA MONDIALE DEL LIBRO. (6 maggio 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Come sempre nei post della rubrica EMPATIA mi piace ricordare date importanti per quanto concerne eventi e aspetti del quotidiano da rispettare e onorare. Non é da meno il caso del libro, strumento oserei dire fondamentale, parte integrante per la vita di molti di noi. La data in cui si è consueti ricordarlo è il 23 aprile e si tratta di un ricorrenza promossa dall’UNESCO, allo scopo di valorizzare e celebrare la lettura, nobile attività culturale fondamentale per la storia dei popoli e dell’umanità. La data scelta non è a caso: coincide infatti con la già storicamente esistente festa del libro, di tradizione spagnolo-catalana, celebrata a partire dal 1931 per ordine dell’allora re Alfonso XIII. Inoltre il 23 aprile é la data in cui si ricorda la morte di due pietre miliari del panorama letterario, ovvero lo scrittore spagnolo Miguel de Cervantes, il grandioso autore del Don Chisciotte de la Mancha, e l’immortale William Shakespeare. È inoltre la data di nascita dello scrittore Vladimir Nabokov, padre letterario dell’opera Lolita. Curiosità interessante è che la prima festa del libro, celebrata ovviamente in Spagna, più precisamente a Barcellona, si volse in realtà il 7 ottobre, data di nascita di Cervantes, per iniziativa dell’editore Vincent Clavel Andrès. Lo stesso re decise successivamente di estendere la giornata su tutto il territorio nazionale, ricordando lo scrittore e la letteratura stessa il 23 aprile. Da 25 anni questa data é stata riconosciuta a livello mondiale per opera dell’UNESCO, attraverso il patrocinio proclamato dalla Conferenza Generale di Parigi del 1996. La ricorrenza é nota in particolare nel territorio catalano come “LA Giornata del Libro e della Rosa”. Il 23 aprile è infatti anche il giorno di celebrazione di San Giorgio, patrono della Catalogna, per questo è tradizione nella regione che gli uomini offrano una rosa in dono alle donne. Durante la giornata non è raro trovare libri in vendita con tanto di rosa rossa tra le pagine. Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stellina e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basterà attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio a tutti!

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Greetings to all, Dear Readers! As always in the posts of the EMPATIA column, I like to remember important dates regarding events and aspects of everyday life to be respected and honored. It is no less the case of the book, an instrument I would dare to say fundamental, an integral part for the life of many of us. The date on which it is customary to remember it is April 23 and it is an anniversary promoted by UNESCO, in order to enhance and celebrate reading, a noble cultural activity that is fundamental for the history of peoples and humanity.
The date chosen is not by chance: it coincides with the already historically existing book festival, of Spanish-Catalan tradition, celebrated starting in 1931 by order of the then King Alfonso XIII. Furthermore, 23 April is the date on which two milestones of the literary landscape are remembered, namely the Spanish writer Miguel de Cervantes, the great author of Don Quixote de la Mancha, and the immortal William Shakespeare. It is also the date of birth of the writer Vladimir Nabokov, the literary father of the opera Lolita. An interesting curiosity is that the first book festival, obviously celebrated in Spain, more precisely in Barcelona, actually took place on 7 October, the date of birth of Cervantes, on the initiative of the publisher Vincent Clavel Andrès.
The king himself later decided to extend the day throughout the country, remembering the writer and the literature itself on April 23. For 25 years this date has been recognized worldwide by UNESCO, through the sponsorship proclaimed by the General Conference of Paris in 1996. The anniversary is known in particular in the Catalan territory as “The Day of the Book and the Rose”. In fact, April 23 is also the day of celebration of St. George, patron saint of Catalonia, which is why it is a tradition in the region for men to offer a rose as a gift to women.
During the day it is not uncommon to find books on sale with a lot of red roses between the pages. With these words I conclude, I remind you to leave a star and to vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade!
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EMPATIA: FRANKENSTEIN. (10 marzo 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! In questo post, visto che domani sarà l’anniversario, voglio ricordare la nota lettura “Frankestein”, celebre opera dell’autrice Mary Shelley del 1818. L’opera, conosciuta come uno dei romanzi dell’orrore più popolari, ha come protagonista il medico Victor Frankenstein, che, assemblando pezzi di cadavere raccolti negli obitori, costruisce una creatura deforme a cui dà vita attraverso una scarica elettrica. Il mostro sfugge al suo controllo, perpetrando omicidi e violenze in tutta Europa, fino al tragico epilogo al Polo Nord. A causa dei racconti della stessa Shelley durante le sedute culturali tenute dal poeta Byron, l’opera fu presto vista come portavoce delle teorie sul galvanismo, una branca filosofico scientifica in voga all’epoca, che sostiene la presenza di un’elettricità intrinseca negli esseri viventi. L’opera ebbe diverse trasposizioni cinematografiche, la prima nel 1910. Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stellina, un commento e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basterà attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio a tutti!

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Greetings to all, Dear Readers! In this post, since tomorrow will be the anniversary, I want to recall the well-known reading “Frankestein”, famous work by the author Mary Shelley of 1818. The work, known as one of the most popular horror novels, stars doctor Victor Frankenstein, who, assembling pieces of corpse collected in morgues, builds a deformed creature that gives life to through an electric discharge. The monster escapes its control, perpetrating murder and violence throughout Europe, until the tragic end of the North Pole. Because of Shelley’s own accounts during the cultural sessions held by the poet Byron, the work was soon seen as a spokesperson for the theories of galvanism, a scientific philosophical branch in vogue at the time, which supports the presence of intrinsic electricity in living beings. The work had several film adaptations, the first in 1910. With these words I conclude, I remind you to leave a starlet, a comment and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article or in the blue banners at home and confirm. It is possible to vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between votes. A hug to everyone!

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EMPATIA: REPARTO NUMERO 6. (24 febbraio 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Parlo volutamente di questo libro nella rubrica EMPATIA di questo libro, perché nonostante mi sia documentata in merito alla sua trama non ho ancora avuto il piacere di leggere, anche se fa già parte della lista desideri di Amazon, visto la curiosità che ha scaturito in me. L’opera riporta il titolo”Reparto numero 6″ ed è stato scritto dall’autore russo Anton Čechov. Si tratta sicuramente uno dei più famosi racconti di quest’ultimo. La storia é ambientata in un reparto psichiatrico di un ospedale di provincia. Qui il protagonista é il dottor Ragin, responsabile e neuropsichiatra. Egli si dimostra piú volte incapace di reagire alla tragica situazione. I malati si mostrano abbandonati, talvolta esiliati, in piú sono costantemente picchiati da Nikita, il guardiano del reparto. Ragin periodicamente visita il reparto e, durante un giro di perlustrazione, si ferma a parlare con Ivan Dmitric, un paziente ricoverato. I colloqui tra i due diventano estremamente interessanti, forse proprio perché Dmitric è la persona più interessante, sagace e colta che Ragin abbia mai conosciuto. Ma allora perché Dmitric è ricoverato? Perché al contrario molti “pazzi” continuano a girare liberi per la città? Perché ad altri, piú docili dei primi, non è consentito farlo?Ma soprattutto in base a quale criterio una persona viene considerata folle? Tutta l’opera si incentra dunque su questo tema, diventando una vera e propria denuncia sociale del sistema sanitario russo, un’allegoria della vita e della morte, un’accusa spietata contro l’ignoranza e l’oscurantismo. Di certo, é una lettura interessante, che mostra i retroscena di un mondo spesso sconosciuto a livello sociale. Oggi per fortuna la situazione é differente, ma basta scorrere indietro nel tempo di pochi decenni, alla fine degli anni ’70 circa, per catapultarsi in uno scenario cupo e terrificanto, ovvero i manicomi. Da allora queste terribili strutture sono state chiuse, ma molte scene di sofferenza e violenza ai danni dei pazienti si perpetuano ancora nei reperti psichiatrici degli ospedali, forse non qui, ma altrove si. Ve ne consiglio la lettura, su quel poco che tutt’ora so, sicuramente a lettura ultimata porterò una recensione piú dettagliata. Per ora concludo, vi ricordo di lasciare una stellina, un commento e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basterà attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio a tutti!

Greetings to all, Dear Readers! I deliberately talk about this book in the EMPATHY column of this book, because although I have documented about its plot I have not yet had the pleasure of reading, even if it is already part of Amazon’s wish list, given the curiosity that has arisen in me. The work bears the title “Department number 6” and was written by the Russian author Anton Chekhov. It is certainly one of the most famous tales of the latter. The story is set in a psychiatric ward of a provincial hospital. Here the protagonist is Dr. Ragin, responsible and neuropsychiatra. He is repeatedly unable to react to the tragic situation. The sick are abandoned, sometimes exiled, in addition they are constantly beaten by Nikita, the ward’s guardian. Ragin periodically visits the ward and, during a search tour, stops to talk to Ivan Dmitric, a hospitalized patient. The talks between the two become extremely interesting, perhaps precisely because Dmitric is the most interesting, sagacious and cultured person Ragin has ever known. So why is Dmitric hospitalized? Why, on the contrary, do many “lunatics” continue to walk free around the city? Why are others, more docile than the former, not allowed to do so? But above all on what criteria is a person considered insane? All the work therefore focuses on this theme, becoming a real social denunciation of the Russian health system, an allegory of life and death, a ruthless accusation against ignorance and obscurantism. Of course, it’s an interesting reading, showing the background to a world that is often socially unknown. Today, fortunately, the situation is different, but it is enough to scroll back in time of a few decades, at the end of the 70s or so, to catapult into a gloomy and terrifying scenario, namely asylums. Since then these terrible facilities have been closed, but many scenes of suffering and violence against patients are still perpetuated in hospital psychiatric findings, perhaps not here, but elsewhere. I recommend reading it, on what little I still know, certainly at the end of the reading I will bring a more detailed review. For now, I’ll remind you to leave a starlet, a comment and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article or in the blue banners at home and confirm. It is possible to vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between votes. A hug to everyone!

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I CONSIGLI DI STORYTELLER’S EYE: SEGNALAZIONE “IN UNA NUVOLA LEGGERA” (20 febbraio 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Come premesso nei precedenti articoli segnalo la raccolta poetica “In una nuvola leggera” dell’autrice Speranza Porcheddu, per gentile concessione della stessa è della casa editrice che pubblica la raccolta, Eretica Edizioni. Segue il comunicato stampa originale. Vi ricordo di lasciare una stellina, un commento e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basterà attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio a tutti!

Copertina “In una nuvola leggera” , di Speranza Porcheddu, Eretica Edizioni.

Viene pubblicata in questi giorni “In una nuvola leggera”, la nuova silloge poetica di Speranza Porcheddu, edita dalla Eretica Edizioni di Giordano Criscuolo.

La nuvola leggera, come spiraglio che ognuno di noi ha sul mondo o che vive dentro, immerso nelle sue contraddizioni, è un angolo di riflessione. Le nuvole cambiano forma e sembianze, gli stati d’animo mutano, in sollievo o paura, in istanti di vita, dove tutto è ancora da decidere o già tutto è deciso. Ricordo, presente e attesa di avvenimenti e sentimenti speciali, anche solo sereni, o tristi e malinconici, viaggiano mettendo in luce temi ed emozioni, da quelli sociali a quelli più sentimentali. Come è lieve la nuvola, leggero dovrebbe essere il modo di rapportarsi alle vicende esistenziali, nel senso di una leggerezza interiore che non consente d’essere trascinati dagli eventi senza reagire. E ancora molti cambiamenti possono avvenire osservando la realtà attraverso una nuvola leggera, che è desiderio e sogno di serenità.

Speranza Porcheddu è nata a Sassari nel dicembre del 1970 e, dopo aver pubblicato il suo primo libro “Lo sguardo sui sentieri accesi” edito dalla Tindari Patti, è stata protagonista in numerose edizioni della casa editrice Aletti. Le sue poesie sono state pubblicate in diverse antologie dedicate ai poeti Italiani contemporanei, e sono presenti in pubblicazioni di pregio sotto la supervisione di Mogol e Fonopoli di Renato Zero. Quest’anno, nel gennaio 2021, la casa editrice Eretica produce, pubblica e promuove il suo secondo libro personale «In una nuvola leggera», un quaderno di poesia di 37 componimenti, dove la Porcheddu, nei suoi versi, va alla ricerca di una parentesi di pace e riflessione all’interno di questo particolare periodo caotico e confuso. 

Sono in programma diversi eventi per promuovere la divulgazione dell’opera: attori, musicisti, registi e la stessa Porcheddu, all’interno di attività commerciali e spazi dedicati agli eventi culturali, si cimenteranno in un recital di notevole impatto emozionale. Il recital «Leggeri come le nuvole», coordinato dall’agenzia grafica Tonikà, si avvarrà della regia di Alessandro Arrabito di Casa Teatro di Nuoro e delle composizioni musicali di Giuliano Rassu di CasArte.

Greetings to all, Dear Readers! As said in the previous articles I point out the poetic collection “In una nuvola leggera” by the author Speranza Porcheddu, courtesy of the same is of the publishing house that publishes the collection, Eretica Edizioni. This is followed by the original press release. I remind you to leave a starlet, a comment and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article or in the blue banners at home and confirm. It is possible to vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between votes. A hug to everyone!

In these days “In una nuvola leggera” is published, the new poetic syllog of Speranza Porcheddu, published by Eretica Edizioni by Giordano Criscuolo.

The light cloud, as a window of opportunity that each of us has on the world or that lives inside, immersed in its contradictions, is a corner of reflection. Clouds change shape and appearance, moods change, in relief or fear, in moments of life, where everything is still to be decided or everything is already decided. I remember, present and waiting for special events and feelings, even just serene, or sad and melancholy, travel highlighting themes and emotions, from social to more sentimental. As the cloud is slight, light should be the way to relate to existential events, in the sense of an inner lightness that does not allow to be dragged by events without reacting. And still many changes can take place by observing reality through a light cloud, which is desire and dream of serenity.

Speranza Porcheddu was born in Sassari in December 1970 and, after publishing her first book “The look on the paths on” published by Tindari Patti, she was the protagonist in numerous editions of the publishing house Aletti. His poems have been published in several anthologies dedicated to contemporary Italian poets, and are present in valuable publications under the supervision of Mogol and Fonopolis by Renato Zero. This year, in January 2021, the publishing house Eretica produces, publishes and promotes its second personal book “In un nuvola leggera”, a notebook of poetry of 37 pieces, where Porcheddu, in its verses, goes in search of a parenthesis of peace and reflection within this particular chaotic and confused period.

Several events are planned to promote the dissemination of the work: actors, musicians, directors and Porcheddu itself, within commercial activities and spaces dedicated to cultural events, will try their hand at a recital of considerable emotional impact. The recital “Leggeri come le nuvole”, coordinated by the graphic agency Tonikà, will use the direction of Alessandro Arrabito of Casa Teatro di Nuoro and the musical compositions by Giuliano Rassu of CasArte.

www.ereticaedizioni.it

www.facebook.com/speranza.porcheddu

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VIAGGI: L’ERA DEL LIBRO. (16 febbraio 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Oggi inizia una nuova settimana di scrittura creativa su Storyteller’s Eye Word e lo facciamo con un argomento davvero interessante. Noi del XXI secolo spesso ignoriamo le ragioni per cui nacque un invenzione e quali bisogni rispondeva. Un oggetto al quale non rinuncerei mai personalmente é il libro. La stessa scrittura senza libro perderebbe il suo significato creativo, di intrattenimento. Ma in realtà cosa spinse l’uomo a creare il libro? In primis partiamo dalla sua nascita, quando appunto venne stampato il primo libro. Non a caso uso il termine “stampare”. I libro fino a questo momento, siamo nel 1455, erano scritti copia per copia dai frati amanuensi, questo il loro nome. Si trattava appunto di frati che come professione scrivevano libri. Se si voleva una copia del libro era necessario un amanuense, pronto a copiare parola per parola. Ciò rendeva la scrittura e i libri stessi un bene molto prezioso, reperibili solo nei monasteri e nelle case dei più ricchi, disposti a pagare molto il lavoro di questi frati. Per questa ragione per conseguenza diretta il 90% della popolazione era analfabeta. L’opera amanuense non era però priva di imprecisioni e omissioni, anche perchè scrivere centinaia di pagine al giorno non doveva essere affatto semplice! E pensare che oggi puoi acquistare un libro a 10/15 €! Poi venne l’anno 1455. Iniziava a progredire il fenomeno del ceto medio, liberi professionisti e commercianti arricchiti dalle proprie attività e desiderosi di ottenere il riscatto sociale, tra cui la facoltà di leggere e scrivere. Ciò rendeva necessario produrre copie di libri in breve tempo, per soddisfare le richieste dei benestanti europei. Il libro più desiderato era ovviamente la Bibbia. L’opera fu avviata dal giovane Johannes Gutenberg, orafo e incisore, figlio di uno degli incisori della zecca di Magonza. Egli, in seguito all’abbandono dell’attività e al successivo trasferimento dalla sua città natale a Strasburgo iniziò ad occuparsi del conio dell monete e alla lavorazione dei metalli. Fu proprio da quest’ultima attività che iniziò a maturare delle idee per la riproduzione di libri. La prima tecnica introdotta nel XV secolo fu quella della matrice di legno. Presto fu però sostituita, visto che questo sistema si rivelò presto scomodo e anti economico dal momento che la matrice risultava dopo poco inutilizzabile. Grazie alla esperienza con i metalli, Gutenberg, tornato a Magonza, mise a punto una lega di piombo e metallo da cui fu possibile ricavare singoli caratteri, riutilizzabili ogni volta. Questi caratteri metallici venivano semplicemente scambiati di post sotto la pressa, in questo modo si potevano riprodurre tantissime pagine tutte uguali. La ” Stampa a caratteri mobili” venne inizialmente utilizzata per indulgenze, grammatiche e calendari, poi si decise di riprodurre un’opera complessa, ovvero la Bibbia. Per quella che si rivelò una vera sfida fu necessario un ingente sostegno economico, in questo caso il banchiere Johann Fust, che presto diventò socio di Gutemberg. L’operazione ebbe inizio nel 1452. Il risultato manteneva le caratteristiche del manoscritto tradizionale, l’assenza di frontespizio, l’uso di capilettera realizzati a mano da artisti e la disposizione del testo in ogni pagina su due colonne di 42 righe ciascuna. Alla prima copia, del 23 febbraio 1455, seguirono altre 200 copie. In breve il sistema dei caratteri mobili fece fortuna. Di questo successo Gutenberg ne fu toccato marginalmente, dal momento che il suo nome non compariva su nessun testo. Per ragioni economiche, infatti, aveva dovuto cedere i diritti sulla sua invenzione a Fust, il solo che riuscì a trarne profitto. Ad ogni modo il suo nome venne tramandato grazie alle testimonianze orali. Alla Bibbia seguirono le stampe degli incunaboli, nome che indica le copie destinate alla stampa, per tutto il ‘500. Il primo di tali libri in Italia fu il De Civitate Dei, opera di Sant’Agostino, tutt’ora conservata alla Biblioteca di Storia Patria di Napoli. Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stellina, un commento e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basterà attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio a tutti!

Greetings to all, Dear Readers!
Today begins a new week of creative writing on Storyteller’s Eye Word and we do it with a really interesting topic. We of the 21st century often ignore the reasons why an invention was born and what needs it met. One object I would never give up personally is the book. Writing without a book itself would lose its creative, entertaining meaning. But what actually prompted the man to create the book?
First of all we start from its birth, when the first book was printed. It is no coincidence that I use the term “print”. The books up to this moment, we are in 1455, were written copy by copy by the amanuensis friars, this is their name.
They were precisely friars who wrote books as a profession. If you wanted a copy of the book you needed an amanuensis, ready to copy word for word. This made writing and books themselves a very precious commodity, available only in monasteries and in the homes of the richest, willing to pay a lot for the work of these friars. For this reason, 90% of the population was, by direct consequence, illiterate. However, the amanuensis work was not without inaccuracies and omissions, also because writing hundreds of pages a day was not to be easy at all! And to think that today you can buy a book for 10/15 €! Then came the year 1455. The phenomenon of the middle class began to progress, freelancers and traders enriched by their own activities and eager to obtain social redemption, including the ability to read and write. This made it necessary to produce copies of books in a short time, to satisfy the demands of wealthy Europeans. The most desired book was obviously the Bible. The work was initiated by the young Johannes Gutenberg, goldsmith and engraver, son of one of the engravers of the Mint of Mainz. He, following the abandonment of the activity and the subsequent transfer from his hometown to Strasbourg, began to deal with the minting of coins and metalworking. It was from this last activity that he began to develop ideas for the reproduction of books.The first technique introduced in the 15th century was that of the wooden matrix. However, it was soon replaced, since this system soon proved inconvenient and uneconomical since the matrix was soon unusable. Thanks to his experience with metals, Gutenberg, returned to Mainz, developed an alloy of lead and metal from which it was possible to obtain individual characters, reusable every time. These metallic characters were simply exchanged posts under the press, in this way many pages could be reproduced all the same.
The “movable type printing” was initially used for indulgences, grammars and calendars, then it was decided to reproduce a complex work, namely the Bible.
For what turned out to be a real challenge, substantial financial support was required, in this case the banker Johann Fust, who soon became Gutemberg’s partner. The operation began in 1452. The result maintained the characteristics of the traditional manuscript, the absence of a title page, the use of initials made by hand by artists and the arrangement of the text on each page in two columns of 42 lines each. The first copy, dated February 23, 1455, was followed by another 200 copies. In short, the movable type system made a fortune. Gutenberg was marginally affected by this success, since his name did not appear on any text.
For economic reasons, in fact, he had had to surrender the rights on his invention to Fust, the only one who managed to profit from it. In any case, his name was handed down thanks to oral testimonies. The Bible was followed by the prints of the incunabula, a name that indicates the copies destined for printing, throughout the 16th century. The first of these books in Italy was the De Civitate Dei, a work of Sant’Agostino, still preserved at the Biblioteca di Storia Patria in Naples. With these words I conclude, I remind you to leave a star, a comment and to vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article or in the blue banners on the home page and confirm. It is possible to vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between one vote and the next.
Hugs to all!

Sempre Vostra, Storyteller.

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EMPATIA: ULISSE. (3 febbraio 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori. Si, il titolo di oggi è meno chiaro del solito. Ulisse. Le parole utilizzate singolarmente sono dense di significato e proprio per questo nascondono una pluralità di significati. No, non mi riferisco al leggendario personaggio di Omero, di cui vicende e avventure si narrano nell’Odissea, parlo di un altro Ulisse, anch’esso affascinante e misterioso. Si tratta dell’opera pubblicata quasi un secolo fa da James Joyce, precisamente il 2 febbraio del 1922. Il libro fu pubblicato a Parigi dalla “Shakespeare and Company”, una libreria nonché luogo d’incontro per scrittori e artisti. Tra i più noti frequentatori vi erano Ernest Hemingway e Francis Scott Fitzgerald. La stesura di Ulisse richiese a Joyce ben 7 anni del suo tempo, dal 1914 al 1921 e si compone di 18 capitoli. Ognuno di quest’ultimi presentano uno stile narrativo differente e si, il titolo é un palese richiamo all’Odissea di Omero. Il setting è l’allora Irlanda contemporanea, precisamente a Dublino e il protagonista é Leopold Bloom. Egli viene descritto nei vari capitolo come una sorta di eroe moderno. La storia si presenta come lo sviluppo dei pensieri di Leopold e degli altri personaggi presenti, descritti in modo sconnesso e senza una vera logica. Si tratta del famoso “flusso di coscienza”, elemento di studio e tipicamente di modo di quel periodo. Tutta la narrazione si conclude nelle 24 ore di una giornata, il 16 aprile 1904. Proprio per questa ragione si iniziò a parlare comunemente di “Bloom’s Day” e i fan più accaniti di Joyce organizzano eventi e raduni celebrando le sue letture. Una delle copie della prima edizione autografata dallo stesso Joyce é oggi conservata al Rosenbach Museum and Library di Filadelfia. Vi ricordo infine di lasciare una stellina, un commento e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basterà attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio a tutti!

Greetings to all, Dear Readers. Yes, today’s title is less clear than usual. Ulisse. The words used individually are full of meaning and for this reason hide a plurality of meanings. No, I am not referring to the legendary character of Homer, whose events and adventures are told in the Odyssey, I am talking about another Ulysses, also fascinating and mysterious. It is the work published almost a century ago by James Joyce, precisely on February 2, 1922. The book was published in Paris by the Shakespeare and Company, a bookstore and meeting place for writers and artists. Among the best known visitors were Ernest Hemingway and Francis Scott Fitzgerald. Ulysses’s writing took Joyce 7 years of his time, from 1914 to 1921, and consists of 18 chapters. Each of the latter have a different narrative style and yes, the title is a clear reference to Homer’s Odyssey. The setting is the then contemporary Ireland, precisely in Dublin and the protagonist is Leopold Bloom. He is described in the various chapter as a sort of modern hero. The story presents itself as the development of the thoughts of Leopold and the other characters present, described in a disjointed way and without real logic. It is the famous “stream of consciousness”, an element of study and typically in the way of that period. All the narration ends in the 24 hours of a day, on April 16, 1904. For this very reason, “Bloom’s Day” was commonly talked about, and Joyce’s fiercest fans organize events and rallies celebrating his readings. One of the copies of joyce’s first autographed edition is now in the Rosenbach Museum and Library in Philadelphia. Finally, I remind you to leave a starlet, a comment and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article in the blue banners on home and confirm. It is possible to vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between votes. A hug to everyone!

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POST ORDINARIO: CERCASI BOOKBLOGGER! (13 gennaio 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Come sapete io, colei che trovate tra le righe di questi articoli e post di Storyteller’s Eye Word, sono anche autrice di una raccolta poetica, Echi di Romanticismo appunto, resa pubblica ormai da qualche mese. A proposito di ciò ho intenzione di contattare la casa circa alcuni aspetti che vorrei sistemare rispetto ad esso, appena riceverò informazioni in merito a ciò le renderò pubbliche. Ovviamente mi riferisco ad aspetti promozionali e novità positive in genere. Detto ciò sarei felice di avere recensioni o anche semplici opinioni rispetto alla raccolta. Per me non è solo una questione di guadagno, anzi, piuttosto un modo per comprendere se la lettura è gradevole o meno. Per chi fosse interessato a leggere Echi di Romanticismo e a fornirmi una propria opinione/recensione, può scrivermi qui sotto il proprio interesse ed eventualmente un contatto, una mail o un nome profilo Instagram per i DM. A quel punto forniró il materiale necessario ed eventuali spiegazioni aggiuntive. Ovviamente non c’è nessun obbligo di acquisto, qualora non aveste la copia cartacea posso fornire il pdf senza alcun problema. Non a caso ho parlato anche di opinioni: per chi non ha blog di libri e non può scrivere recensioni, ma vuole dare il proprio contributo sarà comunque accettato, vi darò informazioni su come procedere e forniró eventualmente il materiale di lettura. Ci tengo a precisare che per ora la raccolta è disponibile solo in lingua italiana, ma non escludo la possibilità di produrla in lingua inglese, magari in versione ebook.  Ne approfitto per ricordarvi di iscrivervi sul blog (www.storytellereyeword.com) e su Instagram (storytellerseyeword) perché raggiunti in contemporanea su entrambe le piattaforme i 500 followers, organizzerò alcuni speciali sul blog piú delle iniziative Instagram e avremo modo insieme di scoprire curiosità tra le piú diverse. Come sempre rispondo ad ogni like e segui. A tal proposito vi ringrazio di cuore perché nuovi iscritti si stanno aggiungendo alla family, siamo sempre piú vicini a questo primo traguardo! vi ricordo di lasciare una stellina e un commento, di seguire il blog e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basterà attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio a tutti!

Greetings to all, Dear Readers! As you know, the one you find between the lines of these articles and posts of Storyteller’s Eye Word, I am also the author of a poetic collection, Echoes of Romanticism, made public for a few months now. In this regard I intend to contact the house about some aspects that I would like to fix with respect to it, as soon as I receive information about this I will make them public. I am, of course, referring to promotional aspects and positive news in general. That said I would be happy to have reviews or even simple opinions about the collection. For me it is not just a question of gain, on the contrary, rather a way of understanding whether reading is pleasant or not. For those interested in reading Echoes of Romanticism and providing me with their own opinion/review, you can write me here under your own interest and possibly a contact, email or Instagram profile name for the DMs. At that point I will provide the necessary material and any additional explanations. Obviously there is no obligation to purchase, if you did not have the hard copy I can provide the pdf without any problem. It is no coincidence that I have also talked about opinions: for those who do not have book blogs and cannot write reviews, but want to make their contribution will still be accepted, I will give you information on how to proceed and i will possibly provide the reading material. I would like to point out that for the time being the collection is only available in Italian, but I do not exclude the possibility of producing it in English, perhaps in an ebook version. I take the opportunity to remind you to subscribe on the blog (www.storytellereyeword.com) and on Instagram (storytellerseyeword) because reached simultaneously on both platforms the 500 followers, I will organize some specials on the blog more than Instagram initiatives and we will have the opportunity together to discover curiosities among the most diverse. As always I respond to every like and follow. In this regard I thank you very much because new members are adding to the family, we are getting closer and closer to this first goal! I remind you to leave a starlet and a comment, follow the blog and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article in the blue banners on home and confirm. It is possible to vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between votes. A hug to everyone!

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I CONSIGLI DI STORYTELLER’S EYE: RECENSIONE “LA MIA VITA DENTRO AL D.A.P. (2 gennaio 2021)

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Copertina del libro “La mia vita dentro al D.A.P.” pagine 146

Un Saluto a tutti, Cari Lettori. Il libro di cui oggi vi porto il mio pensiero ha attirato fin da subito la mia attenzione, perché la tematica trattata, come si evince dalla lettura stessa, é da sempre controversa. Nonostante i vari mezzi di comunicazione del giorno d’oggi infatti risultano poco chiare e di conseguenza poco approfondite le esperienze e le sensazioni vissute quando si é affetti da D.A.P, ovvero il disturbo da attacchi di panico, un agglomerato di sintomi fisici e psicologici particolarmente debilitanti per le persone che ne soffrono. A questo riguardo ci viene in aiuto l’autrice del libro, Elisabetta Guidotti, testimonianza diretta di cosa si vive durante questi periodi e divenuta in seguito a guarigione portavoce di tutti coloro di chi come lei ne ha sofferto e ne soffre, con la nascita dell’Associazione Volontaria “Insieme Onlus”, di cui oggi è presidente. L’opera, da tratti biografici e riflessivi, è da definirsi una raccolta di piccoli racconti e pensieri, brevi condivisioni dell’intimo sentire dell’autrice, che danno la possibilità di conoscere la patologia sotto differenti punti di vista. La trama, impossibile da definire dato che si tratta di una raccolta di storie e pensieri di Elisabetta, lascia totale arbitrio alla tematica trattata, talmente forte da risultare anche personaggio primario della narrazione. Qui il D.A.P presenta infatti un potere narrativo tale da eclissare quasi l’immagine della persona che ne soffre: decisione dell’autrice é infatti quella di dare poco spazio alla narrazione degli episodi vissuti, per lasciare maggiore rilievo a parole di incoraggiamento e allo scopo di “presa di conoscenza” della malattia. La struttura testuale non è da considerarsi complessa, essendo essa una raccolta, nonostante la presenza occasionale di flashback che delineano le esperienze dell’autrice. Lo stile del linguaggio é semplice e diretto, in quest’ottica il libro si potrebbe definire una guida spirituale, dispensa di consigli e pensieri incoraggianti per chi soffre del disturbo, ideale per lo scopo finale del libro. Traendo le conclusioni finali devo dire che la lettura mi è piaciuta, é sicuramente fruibile per un ampia tipologia di lettori, é scorrevole e si ultima in un tempo relativamente breve (circa un’oretta). Personalmente ha arricchito il mio bagaglio conoscitivo in merito al D.A.P, anche se non era un argomento del tutto sconosciuto per me, sicuramente da consigliare per tutti coloro che sono desiderosi di approfondire l’argomento o necessitano di un sostegno in più per uscirne. Il mio voto é quindi molto positivo:

Classificazione: 4 su 5.

Vi ricordo di lasciare una stellina, di commentare se la rubrica vi piace e di seguire il blog. Inoltre mi farebbe piacere il vostro voto per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare sulla barra blu sotto questo articolo o nei banner blu in home e confermare. È possibile votare un numero illimitato di volte, basta attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un forte abbraccio.

Sempre Vostra, Storyteller.

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