VIAGGI: STORIA DELL’ EDITTO DI MILANO. (13 agosto 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Nel corso di questa giornata ho intenzione di spiegarvi, in maniera semplice e colloquiale, di un fatto, o forse un evento, definito dai molti come spartiacque e origine di una mentalità e cultura del tutto nuova. La tolleranza verso la nuova religione infatti, ovvero il cristianesimo, non solo sancì la fine della persecuzione di chi professava questa religione, ma diede origine a una vera e propria diffusione e propagazione della stessa. In breve infatti, lo stesso cristianesimo divenne una delle religioni dominanti sul territorio mondiale, molto più del giorno d’oggi. Questo evento prese il nome di ” Editto di Milano” e avvenne probabilmente il 13 giugno del 313 (manco a farlo apposta il 13 giugno é il giorno del mio compleanno) . Avvenne per opera degli imperatori romani Costantino e Licinio durante un altro evento avvenuto appunto a Milano. Le volontà dell’editto in questione erano dunque che chiunque potesse ” adorare a modo suo la divinità del cielo”. In verità però, contrariamente a quanto si potesse immaginare, la circolare fu redatta e pubblicata successivamente al fantomatico incontro milanese per opera di Licinio a Nicomedia, proprio in questa data, nonostante la proprietà del messaggio del documento siano attribuite a Costantino. Ad ogni modo in esso si presentava una significativa clausola: bisognava pregare unicamente per la salvezza dell’Impero. All’epoca inoltre non fu considerato un vero e proprio editto, in quanto confermava quanto pubblicato nel precedente risalente a due anni prima, per volontà dell’imperatore Galerio, che concedeva totale libertà di culto ai cristiani dopo la persecuzione di Diocleziano. In seguito alla pubblicazione dell’Editto di Milano le persecuzioni terminarono definitivamente. All’epoca i cristiani rappresentavano il 5% della popolazione romana e in particolare il 10% era a Roma, il 20% in Egitto e il 30% in Asia Minore. Tutti i beni precedentemente confiscati vengono restituiti. Il beneficio non sarà solo direttamente dei cristiani, ma di tutte le sottocategorie della religione cristiana, ad esempio dei manichei. La prolungata e forte tolleranza religiosa sarà nota e definita come la ” Pace di Constantino”, il che darà molto giovamento allo stesso impero, che scongiura quasi totalmente la possibilità di una guerra civile. Ovviamente l’uso del termine “tolleranza”, visti gli aspetti che determinano questo editto a livello civile, é maggiormente corretto rispetto al termine “libertà”. Per una vera e propria comprensione accettazione del cristianesimo bisognerà attendere fino al 325, anno cui verrà redatto e pubblicato l’Editto di Nicea, di cui mi farebbe piacere discuterne prossimamente sul blog. Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stella e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home page e confermare. È possibile votare un numero illimitato di volte, basta attendere 60 minuti tra una votazione e l’altra. Un abbraccio a tutti!

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Greetings to all, Dear Readers!
During this day I intend to explain, in a simple and colloquial way, a fact, or perhaps an event, defined by many as a watershed and the origin of a completely new mentality and culture.
In fact, tolerance towards the new religion, or Christianity, not only sanctioned the end of the persecution of those who professed this religion, but gave rise to a real diffusion and propagation of the same.
In fact, in short, Christianity itself became one of the dominant religions in the world, much more than today.
This event took the name of “Edict of Milan” and probably took place on June 13, 313 (needless to do it on purpose, June 13 is my birthday).
It happened through the work of the Roman emperors Constantine and Licinius during another event that took place precisely in Milan.
The will of the edict in question was therefore that anyone could “worship the divinity of heaven in his own way”.
In truth, however, contrary to what one might have imagined, the circular was drawn up and published after the elusive Milanese meeting by Licinius in Nicomedia, precisely on this date, despite the fact that the ownership of the message of the document is attributed to Constantine.
In any case, there was a significant clause in it: it was necessary to pray only for the salvation of the Empire.
Furthermore, at the time it was not considered a real edict, as it confirmed what was published in the previous one dating back to two years earlier, by the will of the emperor Galerius, who granted total freedom of worship to Christians after the persecution of Diocletian.
Following the publication of the Edict of Milan, the persecutions ended definitively.
At the time, Christians represented 5% of the Roman population and in particular 10% were in Rome, 20% in Egypt and 30% in Asia Minor.
All previously confiscated assets are returned.
The benefit will not only be directly of Christians, but of all sub-categories of the Christian religion, for example of the Manichaeans.
The prolonged and strong religious tolerance will be known and defined as the “Peace of Constantino”, which will greatly benefit the empire itself, which almost totally avoids the possibility of a civil war.
Obviously the use of the term “tolerance”, given the aspects that determine this edict at a civil level, is more correct than the term “freedom”.
For a real understanding and acceptance of Christianity we will have to wait until 325, when the Edict of Nicaea will be drawn up and published, which I would like to discuss soon on the blog.
With these words I conclude, I remind you to leave a star and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade!
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LIBRO PENSIERO: LA DIVERSITÀ RELIGIOSA. (14 luglio 2021)

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Un saluto a tutti, cari lettori! La mancanza di un pc per portare avanti quelli che erano i miei progetti stabiliti mi lascia molto tempo per riflettere, su aspetti della vita che diamo per scontato e che forse meritano un po’ del nostro tempo. Tra i grandi dibattiti sempre più spesso portati avanti abbiamo il macrosistema della religione. Essa e infatti qualcosa di immenso ma che si suddivide in tantissime parti minori, i quali spesso non conosciamo nella loro interezza. Questi giorni, dando uno sguardo su Google, ho scoperto religioni che non avrei mai immaginato esistessero. Esiste infatti una religione, tra l’altro diffusissima, seconda per quantità di fedeli per esattezza, chiamata Spiritismo. Si tratta, in breve, di un movimento religioso di cui i seguaci sostengono fermamente la possibilità contattare le anime dei defunti, ciò tramite le cosiddette “sedute spiritiche”, ovvero degli incontri dove un medium (una persona con particolari doti extrasensoriali) può comunicare con alcune anime. Essa è nata negli Stati Uniti ma si è presto diffusa anche in Europa. Altre religioni che meritava un approfondimento è lo Sikhismo. Essa fu fondata dal Guru Nanak tra il 1469 e il 1539 d.C. nella regione del Punjab, in India. Il loro libro sacro è il Guru Granth Sahib e originariamente veniva scritto con l’alfabeto Gurmukhi. Vi è poi il mondo delle religioni etniche/africane, molto diffuse Mari che ti confusione e incertezza, visto che la loro tradizione e perlopiù tramandata oralmente. Si conosce poco delle loro origini e di come esse siano diffuse. Insomma se contiamo anche le più comuni, come l’ebraismo, l’islamismo, il cristianesimo e le religioni tradizionali cinesi, sono davvero molte, ognuna molto differente dall’altra. È un argomento davvero bassissimo che merita, a mio avviso maggiore riflessione e ragionamento, tutto per quanto riguarda il tempo che noi abbiamo per sceglierne una piuttosto che un’altra come propria. A tal proposito credo che non tutti coloro che hanno avuto fin dalla nascita una religione siano coscienti di quello che esprimono tutte le altre e se realmente quella che noi predichiamo è quella che ideologicamente preferiamo. Io stessa, da buona italiana, nasco in una famiglia di religione cattolica, ma entrata nell’adolescenza mi rendo conto di come questa religione sia sempre stata per me è troppo artificiosa, piena di regole e di dogmi imposti senza che io potessi realmente comprendere ciò che le originava. Alla fine ho iniziato a leggere e approfondire il tema della religione taoista come disciplina e religione che più rappresenta me stessa. Mi pongo dunque delle domande: conoscete tutte le religioni presenti sulla terra, o perlomeno le principali? Professate tuttoggi una religione che gli è stata tramandata per la famiglia o avete compiuto voi stessi la scelta? Sarei curiosa di conoscere la vostra opinione in merito, perciò se mi fa piacere rispondete con un commento.Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stella e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home page e confermare. È possibile votare un numero illimitato di volte, basta attendere 60 minuti tra una votazione e l’altra. Un abbraccio a tutti!

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Greetings to all, dear readers! The lack of a PC to carry out my established projects leaves me a lot of time to reflect on aspects of life that we take for granted and that perhaps deserve some of our time. Among the great debates increasingly carried on we have the macrosystem of religion.
It is in fact something immense but which is divided into many smaller parts, which we often do not know in their entirety. These days, taking a look at Google, I discovered religions that I never imagined existed. In fact, there is a religion, among other things very widespread, second for the number of faithful to be exact, called Spiritism.
It is, in short, a religious movement whose followers firmly support the possibility of contacting the souls of the deceased, this through the so-called “séances”, or meetings where a medium (a person with particular extrasensory gifts) can communicate with some souls. It originated in the United States but soon spread to Europe as well. Other religions that deserved further study is Sikhism. It was founded by Guru Nanak between 1469 and 1539 AD. in the Punjab region of India. Their holy book is the Guru Granth Sahib and was originally written in the Gurmukhi alphabet. Then there is the world of ethnic / African religions, very widespread Mari which gives you confusion and uncertainty, given that their tradition is mostly handed down orally. Little is known about their origins and how they are widespread. In short, if we also count the most common, such as Judaism, Islam, Christianity and traditional Chinese religions, there are really many, each very different from the other.
It is a very low argument that deserves, in my opinion more reflection and reasoning, all as regards the time we have to choose one rather than another as our own. In this regard, I believe that not all those who have had a religion from birth are aware of what all the others express and if really what we preach is the one we ideologically prefer. I myself, as a good Italian, was born into a Catholic family, but entered adolescence I realize how this religion has always been for me it is too artificial, full of rules and imposed dogmas without my being able to really understand this. that originated them. Eventually I began to read and deepen the theme of the Taoist religion as a discipline and religion that most represents myself. So I ask myself some questions: do you know all the religions present on earth, or at least the main ones? Do you still profess a religion that was handed down to you for the family or did you make the choice yourself? I’d be curious to know your opinion on it, so if I’m pleased to reply with a comment. With these words I conclude, I remind you to leave a star and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article or in the blue banners on the home page and confirm. You can vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between one vote and the next. Hugs to all!

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LIBERO PENSIERO: LA LIBERTÀ. (4 marzo 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori. Queste giornate di pubblicazioni sono sicuramente piacevoli e rilassanti per me che scrivo. Non hanno quello studio e quella necessità di lessico tipica delle rubriche di CRONACA e di VIAGGI. Quando scrivo per le rubriche di LIBERO PENSIERO tutto prende una piega di leggerezza e serenità, nonostante il tema possa essere piú o meno felice. Questo perché questi articoli hanno la qualità dello sfogo, di tirare fuori ciò in cui credo liberamente. E ovviamente ciò vale anche per voi che leggete che potete commentare come preferite. L’argomento di oggi è la libertà. Essa a mio parere é tante cose, nonché una parte fondamentale del nostro vivere comune, ma spesso non gli si da il giusto peso. Quando si parla di bisogni fondamentali dell’uomo non viene mai citata, ma la nostra sopravvivenza non deriva solo da bisogni fisici, ma anche da quelli emotivi, prima fra tutti essere liberi. Ottenuta la libertà, tutto ciò che riguarda il benessere psicologico viene da sè, prima fra tutti la condizione di felicità. Si, contrariamente a quanto si possa immaginare non é un bisogno, ma solo la conseguenza di un bisogno soddisfatto. Ma dunque cosa serve davvero per rispondere a questo essenziale bisogno? Il vivere quotidianamente i sentimenti, belli o brutti he siano, ci conduce a soddisfare il bisogno di libertà. E per questo c’è un solo termine in grado di definirlo, che racchiude l’espressione di tutti i sentimenti e ciò si chiama amore. Possiamo negarlo certo, in primis a noi stessi, ma nulla ci rende piú liberi e di conseguenza felici della possibilità di amare. Il concetto di amore, come già vi avevo definito in precedenza nello speciale dedicato a San Valentino, ha connotazioni molto differenti e non si conclude nel romanticismo, nelle relazioni amorose. Al contrario l’amore è l’universalità dei sentimenti, rivolto a se stessi e al prossimo. Ovviamente questo concetto di amore é molto filosofico, si estrae quasi completamente dal comune concetto dello stesso che si trova nei romanzi.Ma detto ciò cosa pensate voi della libertà? Cos significa essere liberi? Curiosa d scoprire la vostra idea in merito. Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stellina e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basterà attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio a tutti!

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Greetings to all, Dear Readers. These days of publications are certainly pleasant and relaxing for me writing. They don’t have that study and that need for lexicon typical of news and travel headings. When I write for the free thought headings everything takes a turn of lightness and serenity, despite the fact that the theme may be more or less happy. This is because these articles have the quality of the outburst, to bring out what I freely believe in. And of course that also applies to you who read that you can comment as you please. Today’s topic is freedom. In my opinion, it is many things, as well as a fundamental part of our common life, but it often does not give it the right weight. When we talk about the fundamental needs of man, it is never mentioned, but our survival derives not only from physical needs, but also from emotional needs, first of all being free. Having obtained freedom, everything related to psychological well-being comes from itself, first of all the condition of happiness. Yes, contrary to what one can imagine is not a need, but only the consequence of a satisfied need. So what does it really take to respond to this essential need? Living feelings on a daily basis, beautiful or ugly, leads us to satisfy the need for freedom. And for this there is only one term that can define it, which contains the expression of all feelings and this is called love. We can deny it, first and for all to ourselves, but nothing makes us freer and therefore happy with the possibility of loving. The concept of love, as I had previously defined you in the special dedicated to Valentine’s Day, has very different connotations and does not end in romance, in love relationships. On the contrary, love is the universality of feelings, addressed to oneself and to others. Obviously this concept of love is very philosophical, it is almost completely extracted from the common concept of the same that is found in novels. But having said that, what do you think of freedom? What does it mean to be free? Curious to find out your idea about it. With these words I conclude, I remind you to leave a starlet and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article or in the blue banners at home and confirm. It is possible to vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between votes. A hug to everyone!

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SPECIALE SAN VALENTINO: LIBERO PENSIERO ( 11 febbraio 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Ci tenevo molto a condividere con voi questo articolo, in primis perché è il principio di un nuovo evento, ovvero lo Speciale San Valentino.Vi sarete immaginati che tratterò il tema dell’amore romantico, quello condiviso dalle coppie con maggiore intesa sentimentale, che parlerò della condivisione e del modo in cui si trascorre questa giornata. In realtà amo il tema dell’amore nella sua accezione generale e soprattutto filosofica. Infatti il primo aspetto che vado sempre ad analizzare con grande curiosità é il significato nascosto nel titolo. Perché questa giornata è dedicata proprio a San Valentino e perché la si definisce la “festa degli innamorati”? Le sue origini sono antichissime e si crede risalgano al IV secolo a. C. Prima di San Valentino in questa giornata i romani iniziarono a praticare il culto di Lopercus, dio della fertilità.Si svolgeva infatti un rito in suo onore nel quale alcune donne venivano affiancate ad altrettanti uomini chiedendo loro di vivere in intimità per un anno. Con l’avvento del potere della Chiesa Cattolica questo rito palesemente pagano venne sostituito dal culto di San Valentino, definito come “santo dell’amore”. Secondo la leggende la sua nomina arrivò in seguito ad alcuni miracoli che egli fece tra cui, quello più famoso, della coppia intenta in un litigio. Egli passò di fianco a loro e fece volare intorno decine di coppie di piccioni. Pochi istanti dopo tra i due innamorati tornò la pace. Ma cos’è dunque l’amore? E’, per l’essere umano dotato di pensiero, la massima espressione di libertà. Ovviamente non mi riferisco esclusivamente all’amore romantico. In fondo non é la festa delle coppie, a degli innamorati. Ci si può innamorare di ogni cosa, anche di ciò che non diremmo mai di provare amore. Può essere riferito ad oggetti inanimati, alle persone, agli animali, alla natura, alle piante, alla calma, alla serenità, ad un azione. Si può amare e allo stesso tempo non amare ogni parte di ciò che ci circonda. La libertà di amare ciò che piú ci aggrada ci fa stare, ci fa conoscere la vera essenza della felicità. Per coltivare l’amore e essere liberi e felici però bisogna accettarlo e spesso i dogma o la stessa società c’è lo vietano. Aldilà di quanto ci viene detto amare non é mai qualcosa di stupido o irrispettoso, forse a tratti egoista lo ammetto, ma anche l’amor proprio é necessario a volte! Quindi il mio messaggio per questo speciale é amate, amate liberamente, rendiamo il nostro amore una passione da costruire quotidianamente, nel pieno rispetto del prossimo e della natura stesse. Ci sarà in merito una grande novità prossimamente, ma non aggiungo altro, é troppo presto. Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stellina, un commento e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basterà attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio a tutti!

Greetings to all, Dear Readers! I was very happy to share this article with you, primarily because it is the principle of a new event, namely the Special San Valentino. You may have imagined that I will deal with the theme of romantic love, the one shared by couples with greater sentimental understanding, that I will talk about sharing and the way in which this day is spent. I actually love the theme of love in its general and above all philosophical sense. In fact, the first aspect that I always go to analyze with great curiosity is the hidden meaning in the title. Why is this day dedicated to Valentine’s Day and why is it called the “feast of lovers”? Its origins are very ancient and are believed to date back to the 4th century .C. Before Valentine’s Day the Romans began to practice the cult of Lopercus, god of fertility. In fact, a rite was held in his honor in which some women were joined by as many men asking them to live in intimacy for a year. With the advent of the power of the Catholic Church this clearly pagan rite was replaced by the cult of Valentine, defined as the “saint of love”. According to legend, his appointment came as a result of some miracles that he did, including, the most famous, of the couple ing an argument. He passed by them and flew around dozens of pairs of pigeons. Moments later, peace returned between the two lovers. So what is love? It is, for the human being with thought, the greatest expression of freedom. Of course, I’m not just talking about romantic love. After all, it’s not the couples’ party, it’s lovers’ party. You can fall in love with everything, even what we would never say to feel love. It can be referred to inanimate objects, people, animals, nature, plants, calm, serenity, action. You can love and at the same time not love every part of what surrounds us. The freedom to love what suits us best makes us stay, makes us know the true essence of happiness. In order to cultivate love and be free and happy, however, it must be accepted and often dogma or society itself prohibit it. Beyond what we are told to love is never something stupid or disrespectful, perhaps at times selfish I admit it, but even self-love is necessary sometimes! So my message for this special is loved, loved freely, we make our love a passion to be built daily, in full respect of one’s neighbour and nature themselves. There will be a great deal of news about this in the near future, but I will say no more, it is too soon. With these words I conclude, I remind you to leave a starlet, a comment and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article in the blue banners at home and confirm. It is possible to vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between votes. A hug to everyone!

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VIAGGI: LA FINE DELLA SCHIAVITÙ. (22 gennaio 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Oggi nuovo appuntamento con la rubrica VIAGGI, molto apprezzata da tanti di voi, proprio perché ogni lettura è un vero e proprio viaggio nel tempo, alla scoperta di fatti di per sè molto curiosi e accaduti molto prima delle nostre nascite, in periodi storici in cui i modi, le tradizioni e i fatti erano del tutto inimmaginabili nella nostra era, ma molto comuni nel passato. Tra questi un fatto inspiegabile nel nostro è il concetto di schiavitù. Oggigiorno non esiste più, ma tanto si è dovuto lottare per abbattere stereotipi e idee sbagliate, quale l’inferiorità di un’etnia umana rispetto ad un’altra. In particolare, dopo secoli di storia, la schiavitù in America è stata abolita il 31 gennaio del 1865, 155 anni fa.  Il contenuto della prima sezione del XIII emendamento alla Costituzione degli Stati Uniti d’America cita e seguenti parole:

«La schiavitù o altra forma di costrizione personale non potranno essere ammesse negli Stati Uniti, o in luogo alcuno soggetto alla loro giurisdizione, se non come punizione di un reato per il quale l’imputato sia stato dichiarato colpevole con la dovuta procedura»

Dalla stesura di queste righe la schiavitù fu ufficialmente messa al bando in 36 Stati america, allora rappresentati dal Congresso. Portavoce per lunghi anni di questa battaglia civile e morale fu Abraham Lincoln, 16° presidente degli Usa dal 1861 al 1865. Egli infatti emana nel 1863 il Proclama di Emancipazione, con il quale furono liberati gli schiavi degli Stati ribelli della Confederazione, ma non riguardava ancora gli schiavi dei territori del nord sotto il controllo dell’Unione e quelli degli Stati occupati. Lui stesso però vedeva il documento appena emendato come poco efficace e visto lo svolgersi dell’allora attuale Guerra di Secessione, anche temporaneo. Voleva quindi sostenere un nuovo emendamento, questa volta con l ‘aiuto dei deputati a favore delle sue idee. Fino ad allora mai accadde ai deputati di dare il proprio sostegno e il proprio favore a leggi contrarie alla schiavitù, piuttosto alla salvaguardia della stessa. L’emendamento di tale legge avrebbe provocato un forte cambiamento storico. Furono due repubblicani, James Mitchell Ashley (dell’Ohio) e James Falconer Wilson (Iowa), e un senatore democratico (John B. Henderson del Missouri), a fare stesura del corpo centrale del testo definitivo. Venne in poco tempo favorevolmente accolto dal Senato, ma la Camera dei Rappresentanti votò a sfavore. Fondamentale fu quindi l’intervento di Lincoln: in questo modo la modifica venne approvata con 119 voti a favore e 56 contrari, nell’ultima seduta di gennaio. Poco dopo il Congresso inviò il documento ai 36 Stati della Confederazione. Il 6 dicembre del 1865 entrò ufficialmente in vigore. Prima della rettifica, gli Stati in cui la schiavitù era ancora valida erano il Delaware, il Kentucky, il Missouri, il Maryland e il New Jersey. Dopo l’emendamento ufficiale del documento si contavano solo più 40 000 schiavi, tutti concentrati in Kentucky. Queste furono le ultime persone ad ottenere lo stato di libertà. Il documento venne successivamente completato con altri due emendamenti, noti come “Emendamenti della Ricostruzione”, i quali il XIV tutelava i diritti civili degli ex schiavi e il XV riconosceva loro il diritto di voto.  Con quese parole concludo, ne approfitto per ricordarvi di iscrivervi sul blog (www.storytellereyeword.com) e su Instagram (storytellerseyeword) perché raggiunti in contemporanea su entrambe le piattaforme i 500 followers, organizzerò alcuni speciali sul blog piú delle iniziative Instagram e avremo modo insieme di scoprire curiosità tra le piú diverse. Come sempre rispondo ad ogni like e segui. Vi ricordo di lasciare una stellina, un commento e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basterà attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio a tutti!

Greetings to all, Dear Readers! Today a new appointment with the rubric VIAGGI, much appreciated by many of you, precisely because every reading is a real journey through time, discovering facts in itself very curious and happened long before our births, in historical periods when the ways, traditions and facts were completely unimaginable in our era, but very common in the past. Among them an inexplicable fact in ours is the concept of slavery. Nowadays it no longer exists, but so much has had to be fought to break down stereotypes and misconceptions, such as the inferiority of one human ethnicity over another. In particular, after centuries of history, slavery in America was abolished on January 31, 1865, 155 years ago. The contents of the first section of the 13th Amendment to the Constitution of the United States of America mention the following words:

“Slavery or other form of personal compulsity may not be admitted to the United States, or to any person within their jurisdiction, other than as punishment for a crime for which the accused has been found guilty by due process.”

Since these lines, slavery has been officially banned in 36 American states, then represented by Congress. The long-time spokesman for this civil and moral battle was Abraham Lincoln, the 16th president of the United States from 1861 to 1865. In 1863 he issued the Emancipation Proclamation, which freed the slaves of the rebel states of the Confederacy, but did not yet concern slaves in the northern territories under union control and those of the occupied states. However, he himself saw the document just amended as ineffective and given the unfolding of the then current War of Succession, even temporary. He therefore wanted to support a new amendment, this time with the help of Members in favour of his ideas. Until then, it has never happened to Members to give their support and support to laws that are contrary to slavery, rather than to safeguarding it. The amendment to this law would have brought about a major historical change. It was two Republicans, James Mitchell Ashley (of Ohio) and James Falconer Wilson (Iowa), and a Democratic senator (John B. Henderson of Missouri), who drafted the central body of the final text. It was soon welcomed by the Senate, but the House of Representatives voted against it. Lincoln’s intervention was therefore fundamental: in this way the amendment was approved by 119 votes in favour and 56 against, at the last session in January. Shortly thereafter, Congress sent the document to the 36 states of the Confederacy. On December 6, 1865 it officially came into force. Prior to the rectification, the states where slavery was still valid were Delaware, Kentucky, Missouri, Maryland, and New Jersey. After the document’s official amendment, there were only more than 40,000 slaves, all concentrated in Kentucky. These were the last people to gain the state of freedom. The document was later supplemented with two other amendments, known as the “Reconstruction Amendments”, which the XIV protected the civil rights of former slaves and the XV gave them the right to vote. With these words I conclude, I take the opportunity to remind you to subscribe on the blog (www.storytellereyeword.com) and on Instagram (storytellerseyeword) because reached simultaneously on both platforms the 500 followers, I will organize some specials on the blog more than Instagram initiatives and we will have the opportunity together to discover curiosities among the most diverse. As always I respond to every like and follow. I remind you to leave a starlet, a comment and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article in the blue banners on home and confirm. It is possible to vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between votes. A hug to everyone!


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LIBERO PENSIERO: LASCIO LIBERA LA MENTE. (19 gennaio 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Questo blog mi da davvero tante emozioni positive ed è questa la ragione per cui , nonostante le ore di sonno accumulate negli ultimi giorni, non per via di impegni o altro, semplicemente la mente divaga e prendo sonno solo a notte inoltrata. Da un certo punto di vista è sicuramente negativo, perché la stanchezza si fa sentire, ma allo stesso tempo la notte é un momento di pace, tutto per sè. Nessuno ti può impedire di pensare, a meno che qualcuno o qualcosa ti imponga cosa pensare. La fase è decisamente articolata, lo ammetto, ma allo stesso tempo è quanto mai chiara e perfetta per esprimere le mie intenzioni. La mente è libera, ma a volte si lascia condizionare da ció che è giusto, almeno secondo i dettami sociali. Sappiamo che la vita di oggi è frenetica, c’è sempre qualcosa da fare, qualcosa da imporsi come obbiettivo e qualcosa che deve essere sacrificato. A volte mi chiedo cosa sia più importante, quello che è giusto o la nostra libertà individuale. Ebbene, Storyteller’s Eye Word rappresenta per me il compromesso, uno spazio tutto mio in cui tutti siamo uguali e mi viene data possibilità di esprimermi come preferisco, lontano da dogma, pregiudizi, stereotipi e soprattutto imposizioni. E’ un ambiente magico, studiato su misura per me e per chi ama la scrittura creativa, le curiosità, i piccoli rifugi culturali. Storyteller’s Eye Woord mi regala sempre idee e punti per nuove scritture, vengono rapide e si tramutano in parole, pensieri, momenti di lettura e approfondimento personale. La cultura non é tutto nella vita, ne sono sicura, ma ognuno ha le sue passioni ed é giusto perseguirle. Ripongo quindi a voi questa domanda, o meglio uno spunto di riflessione per chiunque vorrà. Qual’è la vostra passione preferita e come riesce a modificare la vostra vita, la vostra quotidianità? Pensateci, liberamente. Concludo ricordandovi l’iscrizione al blog (www.storytellereyeword.com) e su Instagram (storytellerseyeword) perché raggiunti in contemporanea su entrambe le piattaforme i 500 followers, organizzerò alcuni speciali sul blog piú delle iniziative Instagram e avremo modo insieme di scoprire curiosità tra le piú diverse. Come sempre rispondo ad ogni like e segui. Trovate in seguito il programma. Vi ricordo inoltre di lasciare una stellina e un commento per farmi conoscere la vostra opinione, di seguire il blog e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basterà attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio a tutti!

Greetings to all, Dear Readers! This blog really gives me so many positive emotions and that’s why, despite the hours of sleep accumulated in the last few days, not because of commitments or anything, I simply digress and sleep only late at night. From a certain point of view it is certainly negative, because tiredness is felt, but at the same time the night is a moment of peace, all to itself. No one can stop you from thinking, unless someone or something imposes on you what to think. The phase is definitely articulated, I admit, but at the same time it is very clear and perfect to express my intentions. The mind is free, but sometimes it is conditioned by what is right, at least according to social dictates. We know that today’s life is hectic, there is always something to do, something to impose itself as a goal and something that must be sacrificed. Sometimes I wonder what is most important, what is right or our individual freedom. Well, Storyteller’s Eye Word represents for me compromise, a space of my own in which we are all the same and I am given the opportunity to express myself as I like, far from dogma, prejudices, stereotypes and above all imposes. It is a magical environment, tailor-made for me and for those who love creative writing, curiosities, small cultural refuges. Storyteller’s Eye Woord always gives me ideas and points for new writings, they are quick and turn into words, thoughts, moments of reading and personal in-depth study. Culture is not everything in life, I am sure, but everyone has their passions and it is right to pursue them. I therefore put this question to you, or rather a food for thought for anyone who wants to. What is your favorite passion and how can it change your life, your daily life? Think about it, freely. I will end by reminding you of the registration to the blog (www.storytellereyeword.com) and instagram (storytellerseyeword) because reached simultaneously on both platforms the 500 followers, I will organize some specials on the blog more than instagram initiatives and we will have the opportunity together to discover curiosities among the most diverse. As always I respond to every like and follow. Find the program later. I also remind you to leave a starlet and a comment to let me know your opinion, to follow the blog and to vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article in the blue banners on home and confirm. It is possible to vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between votes. A hug to everyone!

Sempre Vostra, Storyteller.

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EMPATIA: LA CADUTA DEL MURO DI BERLINO. (12 novembre 2020)

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Un saluto a tutti, Cari Lettori! L’argomento di oggi è per me molto significativo, in quanto l’evento stesso è simbolo di un cambiamento e soprattutto di un miglioramento forte per quanto riguarda la storia e l’evoluzione di buona parte dell’Europa. Mi riferisco alla caduta del muro di Berlino, fatto di cui appena tre giorni fa si è festeggiato l’anniversario, un vero e proprio successo visto il tempo ormai trascorso da quel giorno, di rivalsa e di solidarietà internazionale. Da allora aleggia tra la gente un nuovo senso di consapevolezza, nonché di presa di coscienza, che ci ha permesso di superare ostacoli creati da noi stessi, per quanto riguarda la guerra, almeno nei paesi occidentali più civilizzati. Il festeggiamento è stato ancor più rafforzato dalla recente elezione di Joe Biden negli Stati Uniti, un momento di giubilo importate visto l’ormai superato governo Trump, che estese la barriera tra gli Stati Uniti e il Messico e portò chiusure serrate a discapito del flusso immigratorio.

E’ il 9 novembre del 1989: un annuncio improvviso stabilisce la possibilità di libera circolazione tra Berlino Ovest ed Est. A quanto pare la notizia arriva da alcuni giornalisti, che poco prima misero sotto pressione un funzionario della Germania Orientale, fino al momento in cui venne costretto a dichiarare il famoso annuncio contro le sue volontà. Il clima del popolo berlinese quel giorno, almeno da ciò che riportano le fonti dell’epoca, era festoso, la gente scese per strada, scagliandosi con prepotenza contro la causa del loro malessere negli ultimi decenni. Ufficialmente la riunificazione della Germania però, avvenne quasi un anno dopo, il 3 ottobre del 1990. L’abbattimento del muro assunse presto una portata mondiale. Oggi del muro di Berlino restano poche parti, ormai coperte di splendidi graffiti, diventando un vero e proprio monumento simbolo di libertà, fratellanza, rispetto e unione, noto che la East Side Gallery. Il Parlamento Italiano dal 2005 celebra mediante una legge il 9 novembre come il “giorno delle libertà” per commemorare la memoria. Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare un stella se l’articolo vi è piaciuto, un commento se lo desiderate e di votare Storyteller’s Eye Word su Net- Parade. Basta cliccare sulla banda blu sotto questo articolo o nei banner blu in home e successivamente confermare. Vi ricordo che potete votare per un numero illimitato di volte, lasciando passare 60 minuti da un voto all’altro. Un forte abbraccio.

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CRONACA: IL RUOLO DELLA DONNA, LA SUA REALIZZAZIONE PROFESSIONALE.(testo trasferito del 28 giugno 2019)

Un saluto a tutti, Lettori! Pubblico la seconda parte del mio excursus riguardo il ruolo della donna e i suoi diritti sia nella società, sia dal punto di vista professionale, nel corso dei secoli. Ho deciso in questo caso di condividere e trasferite un articolo che pubblicai nel mio blog precedente. Vi lascio dunque alla lettura!

L’argomento che oggi andrò ad esporvi è molto sentito nella nostra vita quotidiana e riguarda tematiche non facili da trattare. La difficoltà, lo dico chiaramente, risiede nel fatto che lo si potrebbe declinare in tante sfumature diverse. Per questo motivo ho preferito ripiegare su una trattazione dai toni generici e particolarmente semplificati, in modo da farvi ben comprendere i punti fondamentali della questione.
Detto ciò, iniziamo oggi questo nostro dialogo soffermandoci sulla figura di una donna che, forse più di altre, rappresenta un modello a cui ci si potrebbe ispirare. Una donna che, con il suo talento, ha soverchiato il sistema di oppressione e sottomissione del genere femminile che un tempo vigeva: Bettisia Gozzadini.
Bettisia nasce a Bologna, nel 1209, e sin da piccola si distinse per il suo acume e per la sua intelligenza, doti che le valsero la carica di docente di giurisprudenza presso l’Università di Bologna. Secondo le fonti che ci sono pervenute, è considerata a tutti gli effetti la prima donna al mondo ad aver avuto un insegnamento universitario. Allo stesso modo potremmo citare Elena Lucrezia Cornara, nata a Venezia nel 1646. Essa fu infatti la prima donna al mondo a ottenere un dottorato. La lista potrebbe solo continuare. Si tratta di donne che sono andate contro le usanze e i costumi del loro tempo, che imponevano ad essa il ruolo di madre e di moglie, dimostrando al contrario di essere particolarmente capaci, e quindi alla pari se non addirittura superiori agli uomini dell’epoca.
Il desiderio di libertà, di avere gli stessi diritti e gli stessi privilegi degli uomini hanno fomentato, nel corso della storia, focolai di rivolta contro un regime, uno stile di vita, che le donne non avevano scelto, ma a cui dovevano sottomettersi senza possibilità alcuna di ribellarsi.
I tempi oggi, fortunatamente, sono ampiamente mutati e il ruolo della donna nella famiglia, nella società e anche nel mondo del lavoro è stato completamente rivalutato. Ad esse sono riconosciute le stesse opportunità dell’uomo ( anche se in alcune parti del mondo le cose funzionano diversamente ), gli stessi diritti e gli stessi doveri; e tutto questo grazie alla determinazione e al sacrificio che le donne hanno deciso di portare avanti, grazie al coraggio di dire basta e di ribellarsi agli stereotipi sociali vigenti, cambiando così,  il corso della storia.
Mi rendo conto che il discorso intrattenuto possa risultare troppo generale, tuttavia la considero una premessa fondamentale per affrontare il tema in un contesto storico e sociale molto più ampio. Ho infatti intenzione di pubblicare, nei prossimi giorni, due articoli di approfondimento incentrati sul ruolo della donna, mettendo a confronto il mondo e la cultura occidentale con quello orientale. Le date vi saranno comunicate al più presto attraverso i quotidiani post ordinari e tramite social.
Detto ciò spero che l’articolo vi sia piaciuto, vi auguro un buon prosieguo di serata. A presto!

Sempre Vostra, Storyteller.

EMPATIA: LA GIORNATA MONDIALE DEL CANE, UNA RIFLESSIONE. (16 settembre 2020)

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Un saluto a tutti, cari Lettori! Con questo articolo voglio ricordare e lodare un essere vivente che talvolta lasciamo per scontato, di cui non ammiriamo l’animo e la devozione che ha sempre dimostrato, restando fedele durante tutta la propria vita al genere umano, senza chiedere nulla in cambio se non il minimo necessario per rispondere ai propri bisogni. Protagonista di queste mie parole oggi è il cane, il più devoto e amabile fra gli animali, principe indiscusso degli ambienti domestici. Nonostante ciò l’umanità ha impiegato moltissimo tempo per considerare il cane per ciò che è e non un semplice animale come tutti gli altri. Come in tanti sanno, io amo tantissimo gli animali e credo nell’esistenza nel loro essere di un’anima simile alla nostra. Questo amore mi ha portato a compiere scelte molto forti, ad esempio essere vegetariana e seguire la filosofia taoista come stile di vita, per rispettare nel modo migliore possibile coloro che credo essere tali e quale a noi. In particolare il cane, per quanto possa essere considerato semplice, legato ad una comunicazione e ad un stile di vita basilare, lo considero colui che più di tutti, possa essere considerato amico del genere umano e degno di amore e rispetto incondizionato. Un loro sguardo è capace di trasmettere quanto intere nostre perifrasi, i suoi occhi sono in grado di comunicare purezza, quella stessa ambita dal genere umano, spesso corrotta dal “peccato del materico”, il denaro e la fama, probabilmente le due cose più assurde e tragiche mai create. La loro purezza e semplicità è per me bellezza: ogni volta che vedo un cane venire incontro a me in cerca di coccole e attenzioni mi pervade un senso di gioia incredibile. Inoltre la loro coda scodinzolante, le fauci aperte che lasciano vedere la schiera di denti scoperti, con la lingua penzoloni ad un lato del muso, sembra quasi un sorriso di riconoscenza per l’affetto ad egli dimostrato. Quando si adotta un cane si ha la percezione del principio di una strana forma d’istinto inspiegabile. Lui ti guarda, un cucciolo indifeso, un tenero batuffolo di pelo che con lo sguardo languido e d’infinita dolcezza si avvicina alla vetrina del negozio, o ai bordi della gabbietta dove è riposto e lì, con quello sguardo innocente, capisci che lui ti ha scelto, per tutta la sua vita.

Il 26 agosto di ogni anno l’uomo, con la decisione di istituire una giornata mondiale per il “migliore amico”, lo sta ringraziando per tutto il bene che ci regala ogni giorno, per l’affetto che non si tira mai indietro a manifestare. Ma forse questa giornata vuol dire anche di più. Ci insegna, per quanto possa risultare strano e forse a tratti stupido, a prendere spunto dal cane, ad imparare da egli ad essere più semplici, a dare maggiore importanza ai legami, agli affetti e alle emozioni, per essere più liberi e forti rispetto alle tentazioni materiali e gli aspetti dogmatici, protagonisti da sempre della nostra “evoluta” società. Con queste parole concludo, anche se darò seguito a queste parole con una riflessione EXTRA, nel corso della giornata di oggi e domani. Un saluto a tutti e un forte abbraccio.

Sempre Vostra, Storyteller.

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EMPATIA: GIORNATA MONDIALE CONTRO IL RAZZISMO. (20 luglio 2020)

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Un saluto a tutti cari Lettori. Oggi voglio portare avanti un tema che è un pò il fil rouge delle prime due settimane di luglio ovvero, razzismo e discriminazioni. Abbiamo parlato di quanto accaduto negli Stati Uniti, compiendo un excursus in merito alla perdita di George Floid, abbiamo parlato del ruolo della donna sia sul fronte social-cronologico, sia sul fronte professionale e abbiamo parlato di una crudeltà che talvolta l’uomo ha in confronti del mondo animale. Desidero dunque chiudere il cerchio con un articolo conclusivo dell’argomento, trattando il tema della Giornata Mondiale contro il razzismo. La celebrazione avviene ogni anno il 21 di marzo e come tutte le giornate mondiali ha una storia alle spalle che merita di essere narrata. La stessa scelta del 21 marzo ha un’origine interessante: infatti in tale data nel 1960 in Sudafrica, in un periodo in cui la popolazione locale viveva il dramma dell’apartheid, la polizia apre il fuoco su un gruppo di dimostranti di colore.Tutto culmina con la morte di sessantanove di loro,al quale si aggiunge la terribile cifra di ben 180 feriti. Il drammatico evento è tristemente ricordato come il massacro di Sharpeville. Si iniziò a celebrare e ufficializzare la giornata a partire dal 1966. L’Assemblea Generale ha sottolineato già all’epoca con questa data la necessità di un maggiore impegno al fine di eliminare tutte le forme di discriminazione razziale. A partire dal 1979 inoltre, per rendere questo messaggio ancora più esplicito, quest’ultima decide di stabilire un programma di attività a tema, allo scopo di portare avanti una forte campagna di sensibilizzazione in merito. Da allora molti stati nel mondo dedicano la settimana in cui cade il 21 marzo alla solidarietà, per sostenere i popoli che lottano contro il razzismo e le discriminazioni razziali.

Proprio grazie a questo agire a livello mondiale, molti passi avanti sono stati compiuti: in primis attraverso lo smantellamento dell’apartheid in Sud Africa e con l’abolizione in molti paesi di leggi che favorivano razzismo e discriminazione. A favorire ciò anche l’impegno della Convenzione internazionale sull’eliminazione della discriminazione razziale, che ha sempre dato il proprio sostegno per rendere questa lotta internazionale. Nonostante i grandi passi avanti compiuti, molte comunità e società ancora soffrono il disagio della discriminazione razziale. Il diritto all’uguaglianza è fondamentale e nell’articolo 1 della Dichiarazione Universale viene sancito che tutti gli esseri umani sono nati liberi e uguali in dignità e diritti. Nel secondo compaiono le seguenti parole: “Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza destinazione alcuna per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altra genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione”. In tutti i paesi del mondo, la storia dell’umanità è segnata da molteplici crimini dell’odio, tra i più atroci, e rappresentano il principale ostacolo al progresso di una civiltà basata sulla pace e sullo sviluppo. Con la Risoluzione dell’Assemblea Generale 72/157, compiuta nel 2017, tutti gli stati nel mondo son ostati nuovamente spronati a misure al fine di limitare ed eliminare sui loro territori episodi di  razzismo, discriminazioni razziali, xenofobia e intolleranza, con la promozione costante della tolleranza, dell’inclusione, dell’unità e del rispetto della diversità. Con queste parole concludo, un forte abraccio.

Sempre Vostra, Storyteller.

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