EMPATIA: STORIA DE ” IL PICCOLO PRINCIPE “. (22 aprile 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Con largo anticipo rispetto al giorno effettivo di pubblicazione mi accingo a parlare di un contenuto a me caro, in una rubrica altrettanto cara. Si tratta, come facilmente deducibile dal titolo, del famoso libro dell’autore Antoine de Saint-Exupéry, ovvero “Il Piccolo Principe”. Antoine era originario di Lione, crebbe in una famiglia dalle origini nobili. La madre era pittrice. La felicità che egli nutriva durante l’infanzia grazie all’ambiente vivace e gioioso, si spense in seguito all’incombere della Prima Guerra mondiale. Fu allora che visse il primo forte dolore, in primis verso la madre, costretta a rivestire il ruolo di infermiera, e successivamente con la morte prematura del fratello. Poco più che adolescente si arruola presso l’Aviazione Francese e proprio in quel contesto comincia a riflettere sul peso che sente riguardo la perdita dell’affetto e dell’amore delle persone a sé più care. È in quel contesto che nacque l’idea di fare stesura di un primo racconto popolare; autobiografia e invenzione si fondono ed danno origine alla prima bozza de “Il Piccolo Principe “. E la storia di un aviatore che arriva sulla Terra nel bel mezzo del deserto del Sahara e proprio allora conosce una creatura davvero bizzarra. Si tratta di un piccolissimo ragazzo con i capelli dorati e con le vesti di un principe. Quest’ultimo racconta di essere giunto lì grazie l’asteroide B612, nel quale ha sempre vissuto in compagnia di una rosa alquanto vanitosa, di cui si prende costantemente cura. Azione principale della sua vita e la ricerca di nuovi amici, principalmente nello spazio, ma ciò porta più a sconfitte e disavventure. La storia stessa a come punto cardine la descrizione delle sue avventure nello spazio. L’opera fu scritta nella città di Long Island e illustrato per mano dello stesso autore. Venne dunque pubblicato il 6 aprile del 1943 in una prima versione inglese grazie a sostegno alla cura dell’editore Reynold and Hichcock, successivamente seguì un’edizione in francese dal quale venne ricavata la versione italiana, edita da Bompiani. Antoine de Saint-Exupéry dedicò l’edizione originale a Leon Werth, ebreo francese amico dell’autore da molti anni alla pubblicazione del libro. Sfortunatamente non poté mai godersi il successo della sua opera, tanto che l’anno successivo si ritrovò battuto da un caccia tedesco. Di Saint -Exupéry si perse ogni traccia, fino al 2004, quando i resti dell’aereo furono finalmente ritrovati, chiarendo le circostanze della morte. Ormai l’opera spopolava sempre più di generazione in generazione, diventando uno dei libri più apprezzati da bambini e ragazzi, e dalle stesse scuole. Fu tradotto in 220 lingue e furono vendute oltre 140 milioni di copie, ispirando nel tempo storia fumetti, cartoni animati e opere teatrali. Tutt’ora mantiene il record del libro con più copie vendute al mondo arrivando a sfiorare i 2 milioni di copie soltanto in Italia.Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stellina, un commento e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basterà attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio a tutti!

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Greetings to all, Dear Readers! Well in advance of the actual day of publication I am going to talk about a content dear to me, in an equally expensive column.
It is, as can be easily deduced from the title, the famous book by the author Antoine de Saint-Exupéry, or “The Little Prince”. Antoine was originally from Lyon, he grew up in a family of noble origins. His mother was a painter.
The happiness that he had during his childhood thanks to the lively and joyful environment, died out following the onset of the First World War.VIt was then that he experienced his first severe pain, first of all towards her mother, forced to take on the role of nurse, and subsequently with the premature death of her brother.Little more than a teenager he enlisted at the French Air Force and in that context he began to reflect on the weight he feels about the loss of the affection and love of the people closest to him.
It was in that context that the idea of writing a first folk tale was born;autobiography and invention merge and give rise to the first draft of “The Little Prince”. It is the story of an aviator who arrives on Earth in the middle of the Sahara desert and right then he meets a truly bizarre creature.
It is a very small boy with golden hair and in the clothes of a prince.
The latter tells of having arrived there thanks to the asteroid B612, in which he has always lived in the company of a rather vain rose, of which he constantly takes care.Main action of his life and the search for new friends, mainly in space, but that leads more to setbacks and misadventures.
The story itself has as its pivotal point the description of his adventures in space.
The work was written in the city of Long Island and illustrated by the hand of the same author. It was therefore published on April 6, 1943 in a first English version thanks to the support of the editor Reynold and Hichcock, subsequently followed by an edition in French from which the Italian version was obtained, published by Bompiani. Antoine de Saint-Exupéry dedicated the original edition to Leon Werth, a French Jew who had been a friend of the author for many years to publish the book. Unfortunately, he could never enjoy the success of his work, so much so that the following year he found himself beaten by a German fighter. All traces of Saint-Exupéry were lost until 2004, when the remains of the plane were finally found, clarifying the circumstances of his death. By now the work was becoming more and more popular from generation to generation, becoming one of the most popular books by children and young people, and by the schools themselves.
It was translated into 220 languages and over 140 million copies were sold, inspiring the history of comics, cartoons and plays over time. It still holds the record for the book with the most copies sold in the world, reaching almost 2 million copies in Italy alone.
Parade!
Just click in the blue bar under the article or in the blue banners on the home page and confirm. It is possible to vote an unlimited number of times,just wait 60 minutes between one vote and the next.
Hugs to all!

Sempre Vostra, Storyteller.


Always Yours, Storyteller.

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I CONSIGLI DI STORYTELLER’S EYE: RECENSIONE “GLI ANSIOSI SI ADDORMENTANO CONTANDO LE APOCALISSI ZOMBIE”. (19 dicembre 2020)

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Copertina del libro “Gli ansiosi si addormentano contando le apocalissi zombie” di Alec Bogdanovic, pagine 124.

Un saluto a tutti, Cari Lettori! Oggi voglio parlarvi di un romanzo dai tratti molto particolari, in cui sia il contenuto sia gli aspetti formali mi portano in bilico tra sensazioni differenti e opposte tra loro. Prima di iniziare la recensione ci tengo a ringraziare pubblicamente l’autore Alec Bogdanovic per avermi gentilmente regalato una copia ebook dell’opera. Il libro é della casa editrice Rogas. Il primo aspetto alquanto complesso é il genere: viene infatti definito online, in maniera frettolosa forse, come un banale romanzo contemporaneo, anche se personalmente, proprio per la struttura che si evince nei suoi capitoli, lo definirei quasi una raccolta di storie dal carattere fortemente biografico e autoriflessivo. Tema principale della narrazione è la depressione. Il protagonista, lo stesso autore dell’opera, dimostra apertamente la lotta impari che quotidianamente compie contro di essa, ormai è avvolto da una fitta nube di assenza e confusione rispetto al mondo che lo circonda e tenta in ogni modo possibile di uscirne, con accuratezza scientifica e meticolosa, diventando egli stesso ricercatore e cavia da laboratorio. Nonostante ciò vive nell’autoconvinzione che nulla lo salverà davvero, vivendo un’esistenza fatta di compensazioni attui a brevi istanti di apparente felicità. L’opera attira molto l’attenzione, dato l’utile stratagemma dell’autore di trattare l’argomento con assoluta autoironia e una buona dose di sarcasmo. Per quanto riguarda la struttura il libro si presenta con brevi capitoli, ognuno da una pagina o poco più, ma nonostante ciò trovo quest’ultimi non sempre legati in modo omogeneo tra loro, per questa ragione, con un’analisi più attenta e personale, lo reputerei piuttosto una raccolta di storie brevi a carattere biografico. Vantaggio strutturale é sicuramente che la brevità dei capitoli rende scorrevole e fruibile la lettura. La narrazione é semplice e lineare, come di solito accade nelle biografie. Per quanto concerne lo stile invece, possiamo definirlo fondamentale, in quanto é principalmente esso a dare la nota comica e sarcastica alla lettura. Il linguaggio spicca con un forte senso ironico, a tratti enfatizzato da un tono boccacesco. Il libro è sicuramente interessante nella sua interezza, porta sempre alta l’attenzione del lettore, il tema é ben articolato e fruibile. Mi é piaciuto seguire la lettura e ammetto che mi sono anche divertita, nonostante a volte fossi frenata dal linguaggio un pò troppo diretto! Per questa ragione mi sento di consigliarlo per una lettura leggera che sa argomentare con concretezza un tema fortemente delicato, ma contemporaneamente di sconsigliarlo perché il linguaggio adoperato nel corso della narrazione potrebbe urtare un lettore particolarmente sensibile. Ad ogni modo il mio voto é positivo.

Classificazione: 3 su 5.

Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stellina e un commento per farmi conoscere la vostra opinione qualora avete già letto il libro, di seguire il blog e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basterà attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio a tutti!

Sempre Vostra, Storyteller.