LIBERO PENSIERO EXTRA: LA BELLEZZA DEI SENTIMENTI. (18 luglio 2020)

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Un saluto a tutti cari Lettori! Questo post lo promisi diversi giorni fa e vista la passione che provo per questo meraviglioso scrittore non potevo astenermi dalla pubblicazione di una sua lettera, forse quella principale in tutto il patrimonio epistolare conservato fino ai giorni nostri. Prima di addentrarmi nel merito ci tengo a rispondere ad un commento che giustamente è stato condiviso sotto lo scorso post dedicato a Keats. Io infatti affermo nella mia analisi una certa semplicità linguistica, ricercata per fornire al lettore un’immediata emotività ed empatia con i suoi contenuti. Mi è stato fatto notare che l’Endimione, altra opera del celebre poeta, in cui i contenuti sembrano molto complessi. La complessità della retorica è forse uno degli aspetti più difficili da definire oggettivamente in letteratura. Ho letto solo alcune parti dell’Endimione, durante gli anni del liceo e successivamente, ma anche in questo caso, giudizio soggettivo, ho trovato la lettura abbastanza semplice, linguisticamente parlando, a differenza di altri suoi contemporanei, ad esempio un William Blake, i cui contenuti sono fortemente immaginifici e colmi di metafore, un Coleridge o un Wordsworth con le loro ballate. Abbiamo poi tutto il filone italiano, di cui è

impossibile non citare Leopardi o un Foscolo. Detto ciò, come affermo in precedenza, è un aspetto sensibile, che vede idee soggettive e contrastanti. Tornando alla lettera del nostro Keats, quello che segue è uno dei maggiori esempi dell’amore che il poeta provò per la sua Fanny Brawne. La relazione durò dal dicembre 1818 fino al febbraio del 1821, anno in cui tragicamente venne a mancare. Per approfondire ulteriormente l’argomento vi consiglio di leggere anche il precedente articolo in merito a Jonh Keats, sempre per la rubrica di LIBERO PENSIERO EXTRA, datato 4 luglio 2020, dal titolo “OMAGGIO A JOHN KEATS”. Con queste parole concludo, un forte abbraccio.

“Mia cara ragazza,

In questo momento mi sono messo a copiare dei bei versi. Non riesco a proseguire con una certa soddisfazione. Ti devo dunque scrivere una riga o due per vedere se questo mi assiste nell’allontanarti dalla mia mente anche per un breve momento. Sulla mia anima non riesco a pensare a nient’altro. È passato il tempo in cui avevo il potere di ammonirti contro la poco promettente mattina della mia vita. Il mio amore mi ha reso egoista. Non posso esistere senza di te. Mi scordo di tutto salvo che di vederti ancora, la mia vita sembra fermarsi lì, non vedo oltre. Mi hai assorbito. In questo preciso momento ho la sensazione di essermi dissolto – sarei profondamente infelice senza la speranza di vederti presto. Sarei spaventato di dovermi allontanare da te. Mia dolce Fanny, cambierà mai il tuo cuore? Amore mio, cambierà? Non ho limiti ora al mio amore… Il tuo biglietto è arrivato proprio qui. Non posso essere felice lontano da te. È più ricco di una nave di perle. Non mi trattare male neanche per scherzo. Mi sono meravigliato che gli uomini possano morire martiri per la loro Religione – Ho avuto un brivido. Ora non rabbrividisco più. Potrei essere un martire per la mia religione – la mia religione è l’amore – potrei morire per questo. Potrei morire per te. Il mio credo è l’amore e tu sei il mio unico dogma. Mi hai incantato con un potere al quale non posso resistere; eppure potevo resistere fino a quando ti vidi; e perfino dopo averti visto ho tentato spesso “di ragionare contro le ragioni del mio amore”. Non posso farlo più – il dolore sarebbe troppo grande. Il mio amore è egoista. Non posso respirare senza di te.

Tuo per sempre,

John Keats

Sempre Vostra, Storyteller.

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LIBERO PENSIERO EXTRA: OMAGGIO A JOHN KEATS. (4 luglio 2020)

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Un saluto a tutti cari Lettori! Oggi voglio condividere con voi le parole di un grande poeta, quello a me più caro, perchè senza fronzoli e strani arcaismi riesce a rapire l’animo del lettore, con semplicità e sentimento. Lui è John Keats, colui che da tempi immemori ormai è definito il “romanico tra i romantici”. Leggere i suoi componimenti, poesie o epistole che siano, nutrono intensamente l’animo del più cinico dei lettori. Qualche anno fa la Rai realizzò un film incentrato intorno non solo alla sua figura, molto travagliata e tragica, visto la sua morte prematura intorno ai ventotto anni, ma anche alla figura del suo grande amore, la sua musa, l’unica donna che amò tanto intensamente da dedicarle le parole che seguono:

Fanny Brawne, questo era il suo nome, ebbe un ruolo fondamentale per Keats. Non ebbero il tempo materiale di vivere questo amore, di sposarsi, tuttavia il periodo della loro breve unione venne assaporata minuto dopo minuto, dando preziosità a quegli attimi, fatti di giochi, dialogo e di baci. La parte migliore del giovane Keats è per me questa. La poesia e la semplicità non vanno sempre di pari passo: nel verso l’autore ricerca spesso l’ignoto, il mistero, con frasi talvolta ricche di perifrasi da tratti barocchi. Il suo lessico è comune, forse persino insufficiente per la classica concezione poetica, ma riesce a pennellare emozioni tali da essere provate leggendo adagio i suoi versi. Vi consiglio, se volete approfondire la sua storia, la visione del lungometraggio a lui dedicato, dal titolo Bright Stars ( in italiano fulgida stella), corrispondente al titolo del suo componimento più importante, di cui lascio in seguito il testo per la lettura, attraverso un filmato. Avrò certamente occasione, nel corso del mese, di proporre anche qualche sua lettera, tra quelle che scrisse alla sua Fanny. Con queste parole concludo. Un abbraccio a tutti.

Sempre Vostra, Storyteller.

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