CRONACA: GIORNATA MONDIALE DEL RIFIUTO DELLA MISERIA. (20 ottobre 2021)

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Ogni giorno della settimana, per sensibilizzare riguardo il tema dei tumori femminili, verrà posto in ogni articolo e post l’immagine simbolica della donna avvolta dal fiocco rosa.

Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Con questo breve articolo voglio parlarvi una una giornata, dedicata alla celebrazione a al ricordo, molto spesso sottovalutata e poco conosciuta. Essa, come si evince dal titolo, è la Giornata Mondiale del rifiuto della miseria e si celebra ogni anno il 17 ottobre. La sua storia è relativamente recente: se ne sente infatti parlare per la prima volta ufficialmente nel 1992, quando l’Onu riconosce l’entità di questo problema e decide di istituire una giornata per ricordare e riflettere sul concetto di miseria, una piaga che troviamo in ogni parte del mondo e che spesso noi occidentali benestanti diamo per scontato. Ho utilizzato il termine “ufficialmente” non a caso. Infatti la giornata fu celebrata per la prima volta nel 1987 dai 100.000 difensori dei Diritti dell’Uomo di tutti i paesi, condizioni e origini, riuniti grazie ad un uomo, Padre Joseph Wresinski, sul Sagrato dei Diritti dell’Uomo,
al Trocadéro a Parigi. Spesso vengono ricordate le seguenti parole di quest’ultimo:

“Laddove gli uomini sono condannati a vivere nella miseria, i diritti dell’Uomo sono violati.
Unirsi per farli rispettare è un dovere sacro.”

Per questa ragione ormai da anni è un vero e proprio appuntamento fisso per creare eventi e manifestazioni, allo scopo di offrire a tutti coloro che vivono nella povertà estrema l’occasione di esprimersi, testimoniare delle loro sofferenze e delle loro lotte quotidiane. Ma il motivo di questa giornata non è soltanto il dare una possibilità concreta di espressione a chi vive quotidianamente in povertà, ma anche mobilitare i cittadini ad uno sforzo concreto affinchè non solo la miseria non sia ignorata, ma anche sconfitta. A questo mi viene lecito concludere con qualche personale parola. A volte basta davvero poco. Prenderne coscienza è il primo passo. Non bisogna necessariamente compiere azioni straordinarie, basta la presa di coscienza e poi le giuste azioni vengono da sè. Chiaramente non è sempre possibile dare un aiuto concreto, ma se si conosce il problema e si si è sensibili ad esso, quando ne avremo occasione potremo concretamente intervenire con piccoli, grandi gesti. Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stella e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home page e confermare. È possibile votare un numero illimitato di volte, basta attendere 60 minuti tra una votazione e l’altra. Un abbraccio a tutti!

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Greetings to all, Dear Readers! With this short article I want to talk to you about a day, dedicated to celebration and remembrance, very often underestimated and little known. As can be seen from the title, it is the World Day of the rejection of misery and is celebrated every year on 17 October. Its history is relatively recent: in fact, we hear about it for the first time officially in 1992, when the UN recognizes the extent of this problem and decides to set up a day to remember and reflect on the concept of misery, a plague that we find in every part of the world and that we wealthy Westerners often take for granted. I used the term “officially” not by chance. In fact, the day was celebrated for the first time in 1987 by 100,000 human rights defenders from all countries, conditions and origins, gathered thanks to a man, Father Joseph Wresinski, on the Human Rights Churchyard, at the Trocadéro in Paris. The following words of the latter are often remembered:

“Where men are condemned to live in misery, human rights are violated. Uniting to enforce them is a sacred duty. ”

For this reason, for years now it has been a real fixed appointment to create events and manifestations, in order to offer all those who live in extreme poverty the opportunity to express themselves, to witness their suffering and their daily struggles. But the reason for this day is not only to give a concrete possibility of expression to those who live in poverty every day, but also to mobilize citizens to make a concrete effort so that not only misery is not ignored, but also defeated. To this I am entitled to conclude with a few personal words. Sometimes it takes very little. Becoming aware of this is the first step. You do not necessarily have to perform extraordinary actions, it is enough to become aware and then the right actions come by themselves. Clearly it is not always possible to give concrete help, but if you know the problem and are sensitive to it, when we have the opportunity we can concretely intervene with small, large gestures. With these words I conclude, I remind you to leave a star and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article or in the blue banners on the home page and confirm. You can vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between one vote and the next. Hugs to all!

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POST ORDINARIO: PROGRAMMA SETTIMANALE. (16 OTTOBRE 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Con questo breve post vi ricordo il programma che seguirà nel corso della prossima settimana, da lunedì 18 a venerdì 22. In particolare potrete leggere nei primi due giorni uno speciale in due puntate dedicato alla sensibilizzazione verso una delle maggiori piaghe patologiche della storia moderna, ovvero i tumori femminili. La prima parte, pubblicata lunedì, sarà della rubrica di LIBERO PENSIERO e porterà una breve riflessione sull’argomento, al quale potrete liberamente commentare con la vostra opinione. Nella seconda parte, con la rubrica VIAGGI affronteremo il lungo esodo,se così vogliamo definirlo in una chiave interpretativa libera, svolto dalle donne e dalla ricerca al fine di lottare contro la malattia, dagli inizi del ‘900 a oggi. Il mercoledì sarà dedicato alla rubrica CRONACA, parlando questa volta della Giornata Mondiale del rifiuto della miseria e infine il venerdì inizierà ufficialmente il nuovo format di DIARIO. Il giovedì appuntamento informativo fisso. Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stella e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home page e confermare. È possibile votare un numero illimitato di volte, basta attendere 60 minuti tra una votazione e l’altra. Un abbraccio a tutti!

PROGRAMMA SETTIMANALE. (da lunedì 18 a venerdì 22)

  • LIBERO PENSIERO: SPECIALE SENSIBILIZZAZIONE A FAVORE DEI TUMORI FEMMINILI. prima parte (18 ottobre)
  • VIAGGI: SPECIALE SENSIBILIZZAZIONE A FAVORE DEI TUMORI FEMMINILI. seconda parte (19 ottobre)
  • CRONACA: GIORNATA MONDIALE DEL RIFIUTO DELLA MISERIA. (20 ottobre)
  • POST ORDINARIO. (21 ottobre)
  • DIARIO DI LIBERO PENSIERO: SETTIMANA 1. (22 ottobre)
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Greetings to all, Dear Readers! With this short post I remind you of the program that will follow over the next week, from Monday 18 to Friday 22. In particular, in the first two days you will be able to read a special in two episodes dedicated to raising awareness of one of the major pathological plagues in modern history, namely female tumors. The first part, published on Monday, will be in the LIBERO PENSIERO column and will bring a brief reflection on the subject, to which you can freely comment with your opinion. In the second part, with the TRAVEL column we will face the long exodus, if we want to define it in a free interpretative key, carried out by women and by research in order to fight against the disease, from the beginning of the 20th century to today. Wednesday will be dedicated to the CHRONICLE column, this time talking about the World Day of the rejection of misery and finally on Friday the new DIARY format will officially begin. Fixed information appointment on Thursdays. With these words I conclude, I remind you to leave a star and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article or in the blue banners on the home page and confirm. You can vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between one vote and the next. Hugs to all!

WEEKLY PROGRAM. (from Monday 18th to Friday 22nd)

  • LIBERO PENSIERO: SPECIAL AWARENESS IN FAVOR OF FEMALE CANCERS. part one (October 18)
  • VIAGGI:SPECIAL AWARENESS IN FAVOR OF FEMALE CANCERS. part second (October 19)
  • CRONACA: WORLD DAY OF THE REFUSAL OF MISERY. (October 20)
  • POST ORDINARIO. (October 21)
  • DIARIO DI LIBERO PENSIERO: WEEK 1. (October 22)

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POST ORDINARIO: NOVITA’ E AGGIORNAMENTI. (14 ottobre 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Con questo breve post vorrei parlare delle novità presenti prossimamente. Intanto da domani partirà un nuovo format di DIARIO, in cui vi parlerò sempre di me stessa e delle mie esperienze, ma con le sembianze di una vera pagina di diario, parlando di quello che più mi ha colpito nel corso della settimana. Domani ci sarà un introduzione all’argomento e la prossima settimana inizierà ufficialmente quello che definisco al momento un esperimento, per vedere se attira la vostra attenzione e se vi fa piacere questo tipo di lettura. Come sapete amo sperimentare, inserire novità nel programma di Storyteller’s Eye Word, e ovviamente quello appena citato è solo uno dei tanti che seguiranno. In particolare la prossima settimana, quella tra il 18 e il 24 ottobre, avrà un evento particolare. Come sapete ottobre quest’anno è il mese della prevenzione, principalmente delle patologie tumorali tipicamente femminili, e non a caso si parla di “Ottobre Rosa”. A questo proposito anche Storyteller’s Eye Word parteciperà alla grande opera di sensibilizzazione che in molti hanno già iniziato con i loro mezzi informatici, con uno speciale in due appuntamenti nei giorni 18 e 19 ottobre, ovvero lunedì e martedì. Nella prima parte compirò una semplice riflessione al fine di sensibilizzare con lo strumento più semplice a disposizione per l’essere umano, ovvero la parole. Nel secondo articolo parleremo della storia lunga oltre un secolo della lotta al cancro, colei che un giorno, con un pò di ottimismo, ci porterà alla guarigione. Il seguito del programma settimanale proseguirà come sempre. Prima di concludere voglio ricordarvi che nel weekend pubblicherò solo l’articolo che renderà ufficiale il programma della settimana, perchè mi sto dedicando molto in questi giorni allo studio dell’inglese per il famigerato certificato c1 Advanced e se tutto va bene vorrei concludere tutto entro l’anno, in più non riesco a fermare la mia sete di cultura quindi porto parallelamente avanti una serie di corsi formativi di scrittura, di editoria e altro affine. Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stella e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home page e confermare. È possibile votare un numero illimitato di volte, basta attendere 60 minuti tra una votazione e l’altra. Un abbraccio a tutti!

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Greetings to all, Dear Readers! With this short post I would like to talk about the novelties present in the near future. Meanwhile, a new DIARY format will start tomorrow, in which I will always talk to you about myself and my experiences, but with the appearance of a real diary page, talking about what struck me most during the week. Tomorrow there will be an introduction to the subject and next week what I currently call an experiment will officially begin, to see if it catches your attention and if you like this kind of reading. As you know, I love to experiment, insert new things into the Storyteller’s Eye Word program, and obviously the one just mentioned is just one of the many that will follow. In particular, next week, the one between 18 and 24 October, will have a particular event. As you know, October this year is the month of prevention, mainly of typically female cancer pathologies, and it is no coincidence that we talk about “Pink October”. In this regard, Storyteller’s Eye Word will also participate in the great awareness-raising work that many have already started with their computer tools, with a special in two events on 18 and 19 October, or Monday and Tuesday. In the first part I will carry out a simple reflection in order to raise awareness with the simplest tool available to the human being, or words. In the second article we will talk about the over a century-long history of the fight against cancer, the one that one day, with a little optimism, will lead us to recovery. The rest of the weekly program will continue as usual. Before concluding I want to remind you that over the weekend I will only publish the article that will make the program of the week official, because these days I am devoting myself a lot to studying English for the infamous c1 Advanced certificate and if all goes well I would like to conclude everything within l ‘year, plus I can not stop my thirst for culture so I carry out a series of training courses in writing, publishing and other similar courses at the same time. With these words I conclude, I remind you to leave a star and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article or in the blue banners on the home page and confirm. You can vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between one vote and the next. Hugs to all!

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EMPATIA: LA GIORNATA MONDIALE DEL LIBRO. (6 maggio 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Come sempre nei post della rubrica EMPATIA mi piace ricordare date importanti per quanto concerne eventi e aspetti del quotidiano da rispettare e onorare. Non é da meno il caso del libro, strumento oserei dire fondamentale, parte integrante per la vita di molti di noi. La data in cui si è consueti ricordarlo è il 23 aprile e si tratta di un ricorrenza promossa dall’UNESCO, allo scopo di valorizzare e celebrare la lettura, nobile attività culturale fondamentale per la storia dei popoli e dell’umanità. La data scelta non è a caso: coincide infatti con la già storicamente esistente festa del libro, di tradizione spagnolo-catalana, celebrata a partire dal 1931 per ordine dell’allora re Alfonso XIII. Inoltre il 23 aprile é la data in cui si ricorda la morte di due pietre miliari del panorama letterario, ovvero lo scrittore spagnolo Miguel de Cervantes, il grandioso autore del Don Chisciotte de la Mancha, e l’immortale William Shakespeare. È inoltre la data di nascita dello scrittore Vladimir Nabokov, padre letterario dell’opera Lolita. Curiosità interessante è che la prima festa del libro, celebrata ovviamente in Spagna, più precisamente a Barcellona, si volse in realtà il 7 ottobre, data di nascita di Cervantes, per iniziativa dell’editore Vincent Clavel Andrès. Lo stesso re decise successivamente di estendere la giornata su tutto il territorio nazionale, ricordando lo scrittore e la letteratura stessa il 23 aprile. Da 25 anni questa data é stata riconosciuta a livello mondiale per opera dell’UNESCO, attraverso il patrocinio proclamato dalla Conferenza Generale di Parigi del 1996. La ricorrenza é nota in particolare nel territorio catalano come “LA Giornata del Libro e della Rosa”. Il 23 aprile è infatti anche il giorno di celebrazione di San Giorgio, patrono della Catalogna, per questo è tradizione nella regione che gli uomini offrano una rosa in dono alle donne. Durante la giornata non è raro trovare libri in vendita con tanto di rosa rossa tra le pagine. Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stellina e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basterà attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio a tutti!

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Greetings to all, Dear Readers! As always in the posts of the EMPATIA column, I like to remember important dates regarding events and aspects of everyday life to be respected and honored. It is no less the case of the book, an instrument I would dare to say fundamental, an integral part for the life of many of us. The date on which it is customary to remember it is April 23 and it is an anniversary promoted by UNESCO, in order to enhance and celebrate reading, a noble cultural activity that is fundamental for the history of peoples and humanity.
The date chosen is not by chance: it coincides with the already historically existing book festival, of Spanish-Catalan tradition, celebrated starting in 1931 by order of the then King Alfonso XIII. Furthermore, 23 April is the date on which two milestones of the literary landscape are remembered, namely the Spanish writer Miguel de Cervantes, the great author of Don Quixote de la Mancha, and the immortal William Shakespeare. It is also the date of birth of the writer Vladimir Nabokov, the literary father of the opera Lolita. An interesting curiosity is that the first book festival, obviously celebrated in Spain, more precisely in Barcelona, actually took place on 7 October, the date of birth of Cervantes, on the initiative of the publisher Vincent Clavel Andrès.
The king himself later decided to extend the day throughout the country, remembering the writer and the literature itself on April 23. For 25 years this date has been recognized worldwide by UNESCO, through the sponsorship proclaimed by the General Conference of Paris in 1996. The anniversary is known in particular in the Catalan territory as “The Day of the Book and the Rose”. In fact, April 23 is also the day of celebration of St. George, patron saint of Catalonia, which is why it is a tradition in the region for men to offer a rose as a gift to women.
During the day it is not uncommon to find books on sale with a lot of red roses between the pages. With these words I conclude, I remind you to leave a star and to vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade!
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EMPATIA: LA GIORNATA MONDIALE DELLA TERRA.

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Nonostante pubblico questo articolo con una settimana di ritardo, ormai mi conoscete, sono sempre propensa a fare il ricordo di determinate giornate o eventi senza necessariamente essere fiscale sulla data, perché credo che il ricordo e soprattutto il rispetto non abbiano connotazione nel tempo e nello spazio, semplicemente si usa la data per semplificare al mondo il concetto stesso del ricordo. In particolare mi dedico oggi ad un evento fondamentale, che nessuno dovrebbe dimenticare. Il 22 aprile infatti si celebra la giornata della Terra, giorno in cui ci soffermiamo a pensare quanto sia importante trattare con riguardo la nostra casa. In questa giornata si ricordano tutti i principali problemi riguardanti il nostro pianeta, tra cui l’inquinamento, l’esaurimento delle risorse non rinnovabili, il tema del riciclo, la conservazione delle risorse naturali, la realizzazione di impianti eco compatibili e non meno importante la protezione e la salvaguardia di ogni specie vivente. Lo scopo principe della giornata è quindi sensibilizzare il prossimo attraverso eventi, manifestazioni, concerti, fiere e molto altro. Ma come scrissi al principio di questa breve stesura, il cambiamento e il ricordo crescono se portati avanti giorno dopo giorno. Non basta, secondo me, parlarne solo in determinate circostanze. Si tratta di un tema molto sensibile. Le persone e la società stessa devono essere costantemente sensibilizzati alla salvaguardia del pianeta, con strumenti e metodi semplici che possano favorire un ambiente sano, ad esempio rendendo più agibili i sistemi di raccolta differenziata con meccanismi di facile utilizzo e ,perché no, anche con l’abbassamento dei costi d’acquisto dei mezzi elettrici, che siano auto, bici, scooter o altro, che sono spesso troppo dispendiosi per famiglie con reddito basso. Il cittadino va quindi educato al rispetto dell’ambiente. Finora ci hanno insegnato sempre il contrario, a consumare senza badare al danno ambientale, pensando solamente all’aspetto economico. Il cambiamento quindi deve giungere dal governo alla società e dunque viceversa, con la messa in pratica delle regole attue al rispetto ambientale. Ma voi cosa ne pensate? Che idea avete in merito?Conoscevate già questa pratica? L’avevate già sperimentata su voi stessi?Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stellina, un commento e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basterà attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio a tutti!

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Greetings to all, Dear Readers! Although I publish this article a week late, by now you know me, I am always inclined to remember certain days or events without necessarily being fiscal on the date, because I believe that memory and above all respect have no connotation in time and space, we simply use the date to simplify the very concept of memory for the world. In particular, I dedicate myself today to a fundamental event, which no one should forget. In fact, on April 22 we celebrate Earth Day, the day in which we pause to think about how important it is to treat our home with respect. On this day all the main problems concerning our planet are remembered, including pollution, the exhaustion of non-renewable resources, the theme of recycling, the conservation of natural resources, the construction of eco-compatible plants and not least the protection and safeguarding of every living species. The main purpose of the day is therefore to raise awareness among others through events, demonstrations, concerts, fairs and much more. But as I wrote at the beginning of this short draft, the change and the memory grow when carried on day after day. In my opinion, it is not enough to talk about it only in certain circumstances.
This is a very sensitive issue.
People and society itself must be constantly made aware of the protection of the planet, with simple tools and methods that can promote a healthy environment, for example by making recycling systems more accessible with easy-to-use mechanisms and, why not, also with the lowering of the purchase costs of electric vehicles, whether they are cars, bicycles, scooters or other, which are often too expensive for families with low incomes. The citizen must therefore be educated to respect the environment. Until now we have always been taught the opposite, to consume regardless of environmental damage, thinking only of the economic aspect. The change therefore must come from the government to society and therefore vice versa, with the implementation of the rules applicable to respect for the environment. But what do you think of it?
What idea do you have about this? Did you already know this practice? Have you already experienced it on yourself? With these words I conclude, I remind you to leave a star, a comment and to vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade!
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LIBERO PENSIERO: GIORNATA DELLA MEMORIA E DELL’IMPEGNO. (27 marzo 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Questo articolo è davvero importante per me, per due ragioni fondamentali: in primis per l’argomento trattato e secondo per la modalità in cui verrà espresso. Amo la rubrica di LIBERO PENSIERO quando gli argomenti necessitano del mio personale contributo. Avrei potuto trattare tutto in altre rubriche, ma avrei perso significato, avrei semplicemente riportato concetti senza esprimere minimamente il mio parere. Altro aspetto assolutamente voluto é il fatto di non pubblicare il post esattamente durante la data della celebrazione comune della giornata. Tantissimi colleghi sulla piattaforma hanno giustamente trattato il discorso il 21 marzo, ma io ho voluto fare diversamente, un pó perché anche impegnandomi fatico a fare ciò che é socialmente corretto. Inoltre volevo mettere l’accento sul fatto che per me è sempre “la giornata di”, il ricordo e il rispetto si vivono nella quotidianità. Nulla togliere alla scelta della data, assolutamente simbolica, visto che corrisponde al principio della stagione primaverile. In quest’ottica si può considerare come la rinascita umana, con nuova veste e soprattutto nuova realtà sociale. Il pensiero é da sempre l’arma più potente per sconfiggere il male. Oggi per nostra fortuna non abbiamo piú bisogno dell’istinto, non dobbiamo più combattere per sopravvivere, come i nostri antenati primitivi. Eppure, di tutto il male che l’uomo e la vita hanno subito fu a causa dell’uomo stesso, che ha agito con rabbia, disprezzo, superiorità e sete di vendetta, verso i propri simili e verso tutto il mondo dei viventi. Lo scopo principe di questo post è dunque dedicare un momento alla riflessione, approfondimento e di incontro, nel ricordo di relazioni vive, di testimonianze, di storie, ma soprattutto di vicinanza attorno ai familiari delle vittime innocenti delle mafie, persone che hanno subito una grande lacerazione. Il nostro pensiero rivolto a loro, in svariati momenti e occasioni può aiutare a colmare vuoti interiori e un identità alla sofferenza. Costruire insieme una memoria comune é il principio di una nuova e migliore società. Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stellina, un commento e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basterà attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio a tutti!

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Greetings to all, Dear Readers! This article is really important to me, for two fundamental reasons: firstly for the subject dealt with and secondly for the way in which it will be expressed. I love the FREE THOUGHT column when topics need my personal input. I could have dealt with everything under other headings, but I would have lost meaning, I would have simply brought back concepts without expressing my opinion in the slightest. Another aspect absolutely desired is the fact of not publishing the post exactly during the date of the common celebration of the day. Many colleagues on the platform rightly addressed the speech on 21 March, but I wanted to do it differently, a little because I also worked hard to do what is socially correct. I also wanted to emphasize that for me it is always “the day of”, memory and respect are lived in everyday life. Nothing to detract from the choice of date, absolutely symbolic, since it corresponds to the principle of the spring season. From this point of view, it can be considered as human rebirth, with a new guise and above all a new social reality. Thought has always been the most powerful weapon to defeat evil. Today, fortunately, we no longer need instinct, we no longer have to fight to survive, like our primitive ancestors. Yet, of all the evil that man and life have suffered was because of man himself, who acted with anger, contempt, superiority and thirst for vengeance, towards his fellow human beings and towards the whole world of the living. The main purpose of this post is therefore to dedicate a moment to reflection, deepening and meeting, in memory of living relationships, testimonies, stories, but above all closeness around the families of the innocent victims of mafias, people who have suffered a great laceration. Our thoughts turn to them, at various times and occasions can help fill inner gaps and an identity to suffering. Building a common memory together is the principle of a new and better society. With these words I conclude, I remind you to leave a starlet, a comment and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article or in the blue banners at home and confirm. It is possible to vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between votes. A hug to everyone!

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LIBERO PENSIERO EXTRA: CITANDO LILIANA SEGRE. (29 gennaio)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori. Ho voluto concludere queste giornate dedicate alla Memoria con una frase, per mio modesto parere particolarmente significativa, pronunciata dalla senatrice e sopravvissuta alla tragedia della Shoah Liliana Segre. Tante sono le sue testimonianze, tutte ugualmente degne di nota, ma una ha attirato più di altre la mia attenzione e si articola nel modo seguente:

“L’indifferenza è più colpevole della violenza stessa. È l’apatia morale di chi si volta dall’altra parte: succede anche oggi verso il razzismo e altri orrori del mondo. La memoria vale proprio come vaccino contro l’indifferenza.”

Se il razzismo è il male fisico di cui l’uomo ne è contemporaneamente vittima e carnefice, l’indifferenza è il male psicologico, la matrice, la causa prima che alimenta il male. Proprio in questo periodo, durante la sua ultima testimonianza ha definito la memoria il vaccino contro l’indifferenza. Somministrato con costanza con le testimonianza, la parola scritta e i filmati audiovisivi, anche i posteri,chi per loro fortuna non ha vissuto drammi simili, prende coscienza del dolore che l’uomo ha subito e ricorda affinché il danno non possa essere replicato. Purtroppo il razzismo é stato debellato più a parole che con i fatti, moltissimi episodi di discriminazione, se non tramite la guerra, si verificano quotidianamente. Parole come quelle di Liliana Segre e di tanti altri, contrari alla sofferenza della discriminazione, si battono con costanza nelle società di tutto il mondo. Per questa ragione, nel mio piccolo, comunico lo stesso messaggio. Io non dimentico, credo nell’uguaglianza sociale di ogni essere umano, che ogni uomo abbia diritto alla vita e ai bisogni essenziali e soprattutto ad essere felice. A volte basta poco. Ringrazio chiunque abbia seguito l’iniziativa fino a qui, chi ha lasciato un proprio commento sotto gli articoli e a chi ha deciso di non dimenticare. Se siete interessati alle attività di Storyteller’s Eye Word vi ricordo di iscrivervi sul blog (www.storytellereyewords.com) e su Instagram (storytellerseyeword). Se vi piace questa iniziativa e avete apprezzato l’articolo lasciate una stellina. Un abbraccio a tutti. Grazie a tutti.

Greetings to all, Dear Readers. I wanted to end these days dedicated to Memory with a phrase, in my humble opinion particularly significant, uttered by the senator and survivor of the tragedy of the Shoah Liliana Segre. There are many testimonies, all equally noteworthy, but one has attracted my attention more than others and is articulated as follows:

“Indifference is more culpable than violence itself. It is the moral apathy of those who turn the other way: it still happens today towards racism and other horrors of the world. Memory applies just like a vaccine against indifference.”

If racism is the physical evil to which man is simultaneously the victim and executioner, indifference is psychological evil, matrix, the cause before it feeds evil. Precisely in this period, during his last testimony he called memory the vaccine against indifference. Administered consistently with testimony, the written word and audiovisual films, even posterity, those who fortunately have not experienced similar dramas, become aware of the pain that man has suffered and remember so that the damage cannot be replicated. Unfortunately, racism has been eradicated more in words than in deeds, a great many episodes of discrimination, if not through war, occur on a daily basis. Words such as those of Liliana Segre and many others, opposed to the suffering of discrimination, are constantly fighting in societies all over the world. For this reason, in my small way, I communicate the same message. I do not forget, I believe in the social equality of every human being, that every man has the right to life and essential needs and above all to be happy. Sometimes it’s not enough. I would like to thank everyone who has followed the initiative so far, who has left their comment under the articles and to those who have decided not to forget. If you are interested in Storyteller’s Eye Word activities I remind you to subscribe to the blog (www.storytellereyewords.com) and Instagram (storytellerseyeword). If you like this initiative and have appreciated the articles leave a starlet. A hug to everyone. Thank you all.

Sempre vostra, Storyteller.

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VIAGGI: QUANDO AUSCHWITZ VENNE LIBERATA. (28 gennaio)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Oggi con questo articolo ci addentriamo ancor di più nella riflessione sostenuta attraverso l’iniziativa di questa settimana, ovvero #ionondimentico, in particolare vorrei ripercorrere tutto ciò che storicamente accade prima e durante quel 27 gennaio del 1945. Gli scritti arrivati fino ad oggi parlano di veri e proprio orrori, un inferno in cui prigionieri venivano ridotti in condizioni scheletriche a causa della malnutrizione e dei lavori forzati. Al degrado totale dei corpi le vittime venivano uccise, nei piú macabri dei modi, nelle modalità che tutti conosciamo. Ma partiamo con ordine. La città di Oświęcim (in tedesco Auschwitz), sita a 75 km di distanza da Cracovia, rimase per secoli un luogo di pace e pacifica convivenza tra gli abitanti di origine polacca e quelli di origine tedesca. A partire dal 1400 la popolazione diventò principalmente di religione ebraica, ma agli occhi dell’Europa rimase sempre uno dei principali centri della cultura protestante in Polonia. Con l’avvento della Seconda Guerra Mondiale la situazione della cittadina cambiò drasticamente. In seguito all’invasione dei Nazisti in Polonia venne aperto nella zona un nuovo campo di concentramento, allo scopo di radunare al suo interno dissidenti polacchi, comunisti, intellettuali, criminali tedeschi e zingari. Altri luoghi di concentramento furono creati utilizzando le vecchie caserme dell’esercito polacco, alla periferia della città. La zona adibita a campo di concentramento venne presto recintata e sopra a cancello d’ingresso venne collocata una scritta in ferro, oggi tristemente famosa, che riportava l’ingannevole frase  «Arbeit macht frei» (“il lavoro rende liberi”). Si narra che il fabbro creatore della scritta avesse appositamente saldato la “B” al contrario, in segno di protesta verso la reale funzione del luogo. In poco più di due anni il campo venne ampliato con il campa di Birkenau, inizialmente riservato ai prigionieri russi e successivamente con il campo di lavoro di Monowitz, destinato allo sfruttamento dei deportati per la costruzione di una fabbrica produttrice di gomma sintetica, che però non fu mai avviata. Con la conferenza di Wannsee del gennaio del 1942, si adottò la famigerata “soluzione finale”, per cui l’area venne adibita allo strumento del popolo ebraico. Fu allora che Birkenau divenne “la cittadella di morte” in quanto iniziò da quel momento la costruzione di camere a gas e forni crematori. La scelta ricadde su Birkenau proprio per la sua vicinanza alle linee ferroviarie adibite alle deportazioni. Le vittime venivano quindi spogliate di tutto ciò che avevano indosso e rivestiti con casacche uguali per tutti, ognuna delle quali riportava un contrassegno di colore differente in base alla categoria del detenuto, tranne agli ebrei che era associata la stella gialla a sei punte. Sul braccio sinistro veniva loro tatuato un numero di matricola. Nessuno conosceva le reali intenzioni della Germania Nazista, ne sapevano dove erano destinati. Le loro qualità di vita erano davvero insostenibili: erano stremati dalla fame e dalle indicibili torture patite. Tanti, incapaci di sopportare oltre preferivano il suicidio lanciandosi contro il filo spinato elettrificato. Ogni giorno morivano circa 12mila ebrei. Questo sterminio ingiustificato si placò solo con l’arrivo dell’Armata rossa. A quel punto il capo delle SS Himmler diede l’ordine di evacuare tutti i prigionieri rimasti vivi e di cancellare ogni traccia dei crimini compiuti ai danni della stessa umanità. Molte di quelle tracce, per loro fortuna e giustizia verso le vittime, rimasero intatte. Prima di concludere ricordo l’iniziativa #ionondimentico. E’ rivolta a tutti, indistintamente. Riflettere, fare eco nella nostra mente del dolore e del sacrificio vissuto dalle vittime della Shoah durante la Seconda Guerra Mondiale é un aiuto concreto oggi a placare quanto piú possibile la piaga della discriminazione razziale. Se volete partecipare, qui o su Instagram commentate l’articolo con #ionondimentico accompagnato qualora vogliate da un vostro pensiero. Sarò felice di leggere e rispondere. Con queste parole concludo, se siete interessati alle attività di Storyteller’s Eye Word vi ricordo di iscrivervi sul blog (www.storytellereyewords.com) e su Instagram (storytellerseyeword). Se vi piace questa iniziativa e avete apprezzato l’articolo lasciate una stellina. Un abbraccio a tutti.

Greetings to all, Dear Readers! Today, with this article, we are entering into even more detail in the reflection supported through this week’s initiative, namely #ionondimentico, in particular I would like to retrace everything that historically happened before and during that 27 January 1945. The writings that have arrived to date speak of real horrors, a hell in which prisoners were reduced to skeletal conditions due to malnutrition and forced labour. At the total degradation of the bodies the victims were killed, in the most macabre ways, in the ways we all know. But let’s start with order. The town of Oświęcim (German: Auschwitz), located 75 km away from Kraków, remained for centuries a place of peace and peaceful coexistence between the inhabitants of Polish origin and those of German origin. From the 1400s the population became mainly Jewish, but in the eyes of Europe it remained one of the main centers of Protestant culture in Poland. With the advent of World War II, the situation of the town changed drastically. Following the Nazi invasion of Poland, a new concentration camp was opened in the area in order to round up Polish dissidents, Communists, intellectuals, German criminals and Gypsies. Other concentration sites were created using the old barracks of the Polish army, on the outskirts of the city. The concentration camp area was soon fenced off and an iron lettering, now infamous, was placed above the entrance gate, which read the misleading phrase ‘Arbeit macht frei’ (“work makes you free”). It is said that the blacksmith who created the inscription had specially welded the “B” in reverse, in protest at the real function of the place. In just over two years the camp was expanded with the Campa of Birkenau, initially reserved for Russian prisoners and later with the Monowitz labor camp, intended for the exploitation of deportees for the construction of a factory producing synthetic rubber, which was never started. At the Wannsee Conference in January 1942, the infamous “final solution” was adopted, so the area was used as an instrument of the Jewish people. It was then that Birkenau became “the citadel of death” as it began the construction of gas chambers and crematoria. The choice fell on Birkenau precisely because of its proximity to the railway lines used for deportations. The victims were then stripped of everything they were wearing and covered with coats equal to all, each of which carried a different color mark according to the category of the prisoner, except for the Jews who were associated with the yellow six-pointed star. A serial number was tattooed on their left arm. No one knew the real intentions of Nazi Germany, they knew where they were meant. Their quality of life was truly unsustainable: they were exhausted by hunger and the unspeakable torture they suffered. Many, unable to bear beyond, preferred suicide by throwing themselves against electrified barbed wire. About 12,000 Jews died every day. This unjustified extermination only subsided with the arrival of the Red Army. At that point the head of the SS Himmler gave the order to evacuate all remaining prisoners alive and to erase all traces of the crimes committed against humanity itself. Many of those tracks, fortunately and justice to the victims, remained intact. Before I finish, I would like to remind you of #ionondimentico. It is aimed at everyone, indiscriminately. Reflecting, echoing in our minds the pain and sacrifice experienced by the victims of the Holocaust during the Second World War is a concrete aid today to appease as much as possible the scourge of racial discrimination. If you want to participate, here or on Instagram comment on the article with #ionondimentico accompanied if you want by your own thought. I will be happy to read and respond. With these words I conclude, if you are interested in storyteller’s eye word activities I remind you to subscribe to the blog (www.storytellereyewords.com) and Instagram (storytellerseyeword). If you like this initiative and have appreciated the article leave a starlet. A hug to everyone.

Sempre vostra, Storyteller.

Always Yours, Storyteller.

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LIBERO PENSIERO EXTRA: RIFLETTERE CON LE PAROLE SCRITTE.(27 gennaio)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori. Nel precedente articolo le mie riflessioni scorrevano liberamente, nutrite dal mio intimo sentire, in base semplicemente a quelle che sono le mie idee maturate nel tempo. Ora per ricordare con voi la Giornata Mondiale della Memoria e le vittime della Shoah mi servo di citazioni scritte da due intellettuali, accomunati dalla stesura di opere significative per il nostro patrimonio culturale e testimonianze dirette di chi ha vissuto in quel periodo. Il primo é ovviamente Primo Levi. Egli, in seguito alla sua permanenza forzata ad Auschwitz, si sente tradito dalla religione e dalla stesse fede che ha dato per Dio stesso. Sente un senso di confusione, di smarrimento. Afferma che é impossibile l’esistenza di un ente divino capace di creare ed accettare un ambiente simile. Con questa domanda egli rimane sconvolto dal dilemma. Altro grande scrittore e portavoce della Seconda Guerra Mondiale é Mario Rigoni Stern. Egli, con grande umiltà e rispetto riporta le parole dello stesso Levi, definendole testimonianza per i posteri. Esortano quindi alla Memoria, perché ciò che rimane impresso in essa non si ripete. Ancora un volta parole dense di significato, seppur non abbiano alcune particolare complessità. Ci parla apertamente, senza fronzoli, con le parole che uno dei maggiori portavoce della tragedia ha voluto consigliare. Prima di concludere vi ricordo l’iniziativa #ionondimentico. E’ rivolta a tutti, indistintamente. Riflettere, fare eco nella nostra mente del dolore e del sacrificio vissuto dalle vittime della Shoah durante la Seconda Guerra Mondiale é un aiuto concreto oggi a placare quanto piú possibile la piaga della discriminazione razziale. Se volete partecipare, qui o su Instagram commentate l’articolo con #ionondimentico accompagnato qualora vogliate da un vostro pensiero. Sarò felice di leggere e rispondere. Con queste parole concludo, se siete interessati alle attività di Storyteller’s Eye Word vi ricordo di iscrivervi sul blog (www.storytellereyewords.com) e su Instagram (storytellerseyeword). Se vi piace questa iniziativa e siete d’accordo con la mia riflessione lasciate una stellina. Un abbraccio a tutti.

Greetings to all, Dear Readers. In the previous article my reflections flowed freely, nourished by my intimate feeling, based simply on what are my ideas matured over time. Now to remember with you the World Day of Remembrance and the victims of the Holocaust I use quotations written by two intellectuals, united by the writing of works significant for our cultural heritage and direct testimonies of those who lived in that period. The first is obviously Primo Levi. He, following his forced stay at Auschwitz, feels betrayed by religion and by the same faith he has given for God himself. He feels a sense of confusion, of bewilderment. It states that it is impossible to have a divine body capable of creating and accepting such an environment. With this question he is shocked by the dilemma. Another great writer and spokesman of the Second World War is Mario Rigoni Stern. He, with great humility and respect, reports levi’s own words, calling them witness to posterity. They therefore urge memory, because what remains etched in it does not repeat itself. Once again words full of meaning, although they do not have some particular complexity. He speaks to us openly, no frills, in the words that one of the leading spokesmen for the tragedy wanted to advise. Before I finish, I would like to remind you of the #ionondimentico. It is aimed at everyone, indiscriminately. Reflecting, echoing in our minds the pain and sacrifice experienced by the victims of the Holocaust during the Second World War is a concrete aid today to appease as much as possible the scourge of racial discrimination. If you want to participate, here or on Instagram comment on the article with #ionondimentico accompanied if you want by your own thought. I will be happy to read and respond. With these words I conclude, if you are interested in storyteller’s eye word activities I remind you to subscribe to the blog (www.storytellereyewords.com) and Instagram (storytellerseyeword). If you like this initiative and agree with my reflection leave a starlet. A hug to everyone.

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LIBERO PENSIERO: IO NON DIMENTICO. (27 gennaio 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori. Oggi è la Giornata della Memoria. Esattamente 75 anni fa i Russi liberarono gli ultimi detenuti rimasti del Campo di Sterminio di Auschwitz, forse il maggiore tra tutti quelli del genere. In questa giornata non solo si é concessa la libertà a queste persone di vivere, ma si concede loro di essere senza alcuna conseguenza.Ognuno di noi si contraddistingue per una serie di caratteristiche, alcune puramente comportamentali, altre di natura genetica. Ciò ci rende diversi, ma non per questo classificabili come migliori o peggiori. Si, non citerò la solita frase “siamo tutti uguali” fine a se stessa. Chi compie tale azione é probabilmente una persona dogmatica, che ascolta nella mente le sue affermazioni bigotte e razziste, ma si maschera dietro parole che lo possano tutelare in un contesto storico segnato da cultura, evoluzione e conoscenza del prossimo. Per questa ragione anche al peggior razzista voglio dire “Siamo tutti diversi”, perché è la verità. Lo scontro con i nostri dogmi avviene soltanto se ammettiamo a noi stessi la verità. Non credo nella diversità, ma nell’essere diversi, non credo nell’essere uguali, ma credo nell’uguaglianza. Il concetto, seppur ha radici incredibilmente profonde, é stato risolto solo in parte. Di certo non esistono più campi di sterminio, schiavitù o leggi razziali, ma esiste il giudizio ingiustificato, esistono gli stereotipi sociali ed esiste una gerarchia tra le etnie. Il fenomeno che piú sostiene la disparità culturale é l’immigrazione. In molti giudicano il fenomeno e le persone che lo vivono senza le dovute distinzioni. Per questo ritengo fondamentale non dimenticare. Lancio quindi l’iniziativa #ionondimentico. E’ rivolta a tutti, indistintamente. Riflettere, fare eco nella nostra mente del dolore e del sacrificio vissuto dalle vittime della Shoah durante la Seconda Guerra Mondiale é un aiuto concreto oggi a placare quanto piú possibile la piaga della discriminazione razziale. Se volete partecipare, qui o su Instagram commentate l’articolo con #ionondimentico accompagnato qualora vogliate da un vostro pensiero. Sarò felice di leggere e rispondere. Con queste parole concludo, se siete interessati alle attività di Storyteller’s Eye Word vi ricordo di iscrivervi sul blog (www.storytellereyewords.com) e su Instagram (storytellerseyeword). Se vi piace questa iniziativa e siete d’accordo con la mia riflessione lasciate una stellina. Un abbraccio a tutti.

Greetings to all, Dear Readers. Today is Remembrance Day. Exactly 75 years ago, the Russians freed the last remaining detainees from the Auschwitz Extermination Camp, perhaps the largest of all of its kind. On this day, not only have these people been given the freedom to live, but they are allowed to be without any consequences. Each of us is characterized by a series of characteristics, some purely behavioral, others of a genetic nature. This makes us different, but not for this reason classifiable as better or worse. Yes, I will not mention the usual phrase “we are all the same” for its own sake. Those who carry out such action are probably a dogmatic person, who listens in his mind to his bigoted and racist statements but disguises himself behind words that can protect him in a historical context marked by culture, evolution and knowledge of others. On the contrary, even the worst racist I want to say ‘We are all different’, because that is the truth. The clash with our dogmas only happens we admit to ourselves the truth. I don’t believe in diversity, but in being different, I don’t believe in being equal, but I believe in equality. The concept, although it has incredibly deep roots, has only been solveded in part. There are certainly no extermination camps, slavery or racial laws, but there is unjustified judgment, there are social stereotypes and there is a hierarchy between ethnic groups. The phenomenon that most supports cultural inequality is immigration. Many people judge the phenomenon and the people who live it without due distinction. That is why I think it is essential not to forget. I am therefore launching the #ionondimentico. It is aimed at everyone, indiscriminately. Reflecting, echoing in our minds the pain and sacrifice experienced by the victims of the Holocaust during the Second World War is a concrete aid today to appease as much as possible the scourge of racial discrimination. If you want to participate, here or on Instagram comment on the article with #ionondimentico accompanied if you want by your own thought. I will be happy to read and respond. With these words I conclude, if you are interested in storyteller’s eye word activities I remind you to subscribe to the blog (www.storytellereyewords.com) and Instagram (storytellerseyeword). A hug to everyone.

Sempre vostra, Storyteller.

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