DIARIO DI LIBERO PENSIERO: ESPERIENZE CHE NUTRONO L’ANIMA. (8 ottobre 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Oggi, dopo tanto tempo, torno a riempire le pagine del mio diario storytelliano, con parole ed esperienze che hanno segnato il trascorrere dei miei giorni. Ne sentivo la mancanza, condividere con voi tutto, sia i momenti piacevoli, che le sconfitte, è per me particolarmente formativo, mi aiuta a mettere ordine, a capire ciò che mi è utile e ciò che a sua volta può esserlo per voi, ma soprattutto cosa non lo è affatto. Come sapete questo periodo è stato difficile per me, ho affrontato non solo la sensazione di malessere costante, ma anche e soprattutto i miei demoni interiori. L’aspetto positivo in tutto ciò è stato però che era il periodo delle vacanze e quindi un momento da dedicare al riposo e allo svago. Lo scopo delle vacanze in fondo è proprio questo, cercare di portare nuovamente a zero tutto lo stress accumulato nel corso dell’anno. Ebbene ormai la tappa fissa per ogni vacanza della mia famiglia è la Francia, in particolare le zone della Provenza, luogo da noi facilmente raggiungibile visto che vivo in Piemonte, nei pressi della Val Chisone. Sconfinare nel nostro caso, necessita appena un oretta, forse poco più. La Provenza francese, per chi ama la natura, la serenità e la ricerca di cultura locale è ideale. Durante il periodo estivo le strade e le città si riempiono di caratteristici mercati all’aperto in cui si possono trovare oggetti e prodotti alimentari fra i più differenti e tutti di ottima qualità. Nei pressi della storica cittadina di Nyons ogni giovedì c’è un ricco mercato rionale che si estende lungo i suoi vicoli. La città, tipicamente di stampo medievale, si compone di abitazioni realizzate per lo più in pietra, restaurate e finemente portate in auge. Sull’apice dell’altopiano in cui si erge il paese troneggia la Tour Randonne, un piccolo edificio di fattura tipicamente gotica. E’ la tappa ideale di chi ama le lunghe camminate rilassanti nei piccoli centri storici, di quei paesi segnati dal fascino antico. Io faccio assolutamente parte di questo gruppo. Inoltre la Provenza è certamente famosa per la produzione di prodotti a base di lavanda e saponi naturali. Nei pressi di Nyons, ad una manciata di minuti dal centro storico della cittadina, si può trovare una tipica Savonnerie, un azienda che vende e produce saponi naturali con le profumazioni più disparate e le forme più ricercate, come piccoli animali, cuori, fiori e altro. Alcune di queste saponette sono esposte un splendide scatoline di latta decorate, il che le rende un perfetto regalo da portare di ritorno dalle vacanze ad amici e parenti. Infine un altro aspetto che mi attrae della Provenza, ma che in realtà è molto diffuso in tutto il territorio francese è il brocantage. Non è altro che il commercio di oggetti e mobili d’epoca, dal vintage all’antiquariato. Ogni piccolo paese ha almeno un negozio di brocante. Sgattaiolare in questi negozi è un vero tuffo nel passato, con viaggi mentali che a volte superano abbondantemente il secolo di storia. La passione per l’antiquariato è maturato in me dai miei genitori, anch’essi molto appassionati. Adoro andare alla ricerca dall’affare, acquistando oggetti che successivamente possono arredare le stanze di casa mia. Lo consiglio, sicuramente chi ama viaggiare adorerà scoprire non solo il presente di una certa cultura, ma anche il suo passato. Prima di concludere vi chiedo di commentare parlandomi della vostra esperienza. Siete mai stati in Francia? Avete una meta tra le vostre esperienze di viaggio che più di altre vi ha segnato e colpito? Scrivetemi liberamente. Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stella e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home page e confermare. È possibile votare un numero illimitato di volte, basta attendere 60 minuti tra una votazione e l’altra. Un abbraccio a tutti!

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Greetings to all, Dear Readers! Today, after a long time, I return to fill the pages of my Storytellian diary, with words and experiences that have marked the passing of my days. I missed it, sharing everything with you, both the pleasant moments and the defeats, is particularly formative for me, it helps me to put in order, to understand what is useful to me and what in turn can be for you, but especially what is not at all. As you know this period has been difficult for me, I have faced not only the feeling of constant malaise, but also and above all my inner demons. The positive aspect in all this, however, was that it was the holiday period and therefore a time to devote to rest and recreation. After all, the purpose of the holidays is precisely this, to try to bring all the stress accumulated over the year to zero again. Well now the fixed stop for every holiday of my family is France, in particular the areas of Provence, a place that we can easily reach since I live in Piedmont, near the Val Chisone. In our case, crossing the border takes just an hour, perhaps a little more. French Provence, for those who love nature, serenity and the search for local culture is ideal. During the summer the streets and cities are filled with characteristic open-air markets where you can find objects and food products of the most different and all of excellent quality. Near the historic town of Nyons every Thursday there is a rich local market that extends along its alleys. The city, typically of medieval style, is made up of houses made mostly of stone, restored and finely brought into vogue. On the top of the plateau where the town stands stands the Tour Randonne, a small typically Gothic building. It is the ideal stop for those who love long relaxing walks in the small historic centers, of those villages marked by ancient charm. I am absolutely part of this group. In addition, Provence is certainly famous for the production of lavender products and natural soaps. Near Nyons, a few minutes from the historic center of the town, you can find a typical Savonnerie, a company that sells and produces natural soaps with the most diverse fragrances and the most sought-after shapes, such as small animals, hearts, flowers and other. Some of these soaps are displayed in beautiful decorated tin boxes, making them a perfect gift to bring back from holidays to friends and family. Finally, another aspect of Provence that attracts me, but which is actually very widespread throughout the French territory, is brocantage. It is nothing more than the trade of period objects and furniture, from vintage to antiques. Every small town has at least one brocante shop. Sneaking into these shops is a real blast from the past, with mental journeys that sometimes well exceed a century of history. The passion for antiques matured in me from my parents, who are also very passionate. I love to go looking for a bargain, buying items that can later decorate the rooms of my house. I recommend it, surely those who love to travel will love to discover not only the present of a certain culture, but also its past. Before concluding, I ask you to comment by telling me about your experience. Have you ever been to France? You have a goal in your experiencestravel that more than others has marked and impressed you? Write to me freely. With these words I conclude, I remind you to leave a star and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article or in the blue banners on the home page and confirm. You can vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between one vote and the next. Hugs to all!

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VIAGGI: LUIGI XIV. (23 giugno 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Nell’articolo di oggi, come suggerito nel titolo, parleremo di un personaggio particolarmente noto e importante per il corso della storia Europea, in particolare quella francese. Fatto assolutamente rilevante, di cui l’anniversario fu proprio poco tempo fa, intorno ai primi giorni di giugno, é la sua ascesa al trono. Parleremo infatti di Luigi XIV. Egli infatti prese ufficialmente la carica di re di Francia all’età di 5 anni, seguito alla morte del padre, Luigi XIII. Vista la giovane età del re, la Francia visse un periodo di reggenza in cui a prendere le veci di governatore fu la madre di Luigi, Anna d’Austria, sostenuta dal suo fedelissimo primo ministro, ovvero il cardinale Giulio Mazzarino. Durante questo periodo di reggenza si sviluppò un movimento di rivolta contro la stessa Anna d’Austria e il primo ministro da parte del Parlamento, il quale sollecitó le masse al fine di creare una forte minaccia alla corona. Fu tristemente noto con il nome di “Fronda”. Il piccolo Luigi vide con profondo rammarico e umiliazione quanto stava accadendo e decise quindi di fuggire da Parigi insieme alla famiglia. Il fatto rimase nel cuore del re per tutto il corso della sua vita, tanto che arrivò perfino all’odio nei confronti di chi aveva scatenato questa rivolta, ovvero i nobili. L’incarico di istruire il giovane Luigi fu nelle mani del cardinale Mazzarino, che decise di usare un approccio empirico, piuttosto di uno studio fatto esclusivamente sui sussidi. Egli fu quindi portato ad assistere come testimone muto tantissimi Consigli e riunioni dei ministri, affinché lui stesso potesse constatare fin dalla giovane età il futuro che lo aspettava. Nel 1659 fu il cosiddetto anno della “pace dei Pirenei”, che sanciva un rapporto di alleanze di pace tra la Francia e la Spagna. Ciò fu possibile mediante un matrimonio combinato di cui protagonisti erano lo stesso Luigi XIV e l’infanta spagnola Maria Teresa, figlia di Filippo IV. Nel 1660 la giovane coppia fece il suo ingresso trionfale a Parigi. Pochi mesi più tardi, nel 1661, Mazzarino morì e fu allora che Luigi prese finalmente la carica ufficiale e pratica di re di Francia. Il suo regno fu di certo uno dei più longevi. Durò infatti ben 54 anni. Credeva nell’esistenza di un unico vero detentore del potere, che ogni decisione politica spettasse esclusivamente a lui. Per questo ragione il suo fu un governo assolutista, che incentrava nelle sue mani tutta la responsabilità della Francia. Non fu mai nominato un Primo Ministro. Inoltre credeva che il potere sovrano fosse concesso ad una sola persona per Stato da Dio stesso e per questa ragione si considerava “lungotenente di Dio sulla Terra”. Infine a rappresentanza del suo potere direttamente connesso a Dio scelse come simbolo di sé il Sole, per cui tutt’oggi é ricordato, segno del suo splendore e della “luce” che circondava il suo popolo e la sua corte. Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stella e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home page e confermare. È possibile votare un numero illimitato di volte, basta attendere 60 minuti tra una votazione e l’altra. Un abbraccio a tutti!

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Greetings to all, Dear Readers! In today’s article, as suggested in the title, we will talk about a particularly well-known and important character for the course of European history, in particular that of France.
An absolutely relevant fact, whose anniversary was just a short time ago, around the first days of June, is his accession to the throne.
We will in fact speak of Louis XIV. In fact, he officially took the office of King of France at the age of 5, following the death of his father, Louis XIII. Given the young age of the king, France experienced a period of regency in which to take the place of governor was the mother of Louis, Anna of Austria, supported by his loyal prime minister, or cardinal Giulio Mazarin.
During this period of regency a revolt movement developed against Anna of Austria herself and the prime minister by the Parliament, which urged the masses in order to create a strong threat to the crown. He was sadly known with the name of “Fronda”. Little Luigi saw with deep regret and humiliation what was happening and therefore decided to flee Paris with his family. The fact remained in the heart of the king for the whole course of his life, so much so that he even came to hatred towards those who had triggered this revolt, or the nobles. The task of educating the young Luigi was in the hands of Cardinal Mazarin, who decided to use an empirical approach, rather than a study done exclusively on aids. He was then led to attend as a mute witness many Councils and meetings of ministers, so that he himself could see from an early age the future that awaited him. In 1659 it was the so-called year of the “Peace of the Pyrenees”, which sanctioned a relationship of peace alliances between France and Spain. This was possible through an arranged marriage of which the protagonists were Louis XIV himself and the Spanish infanta Maria Teresa, daughter of Philip IV.
In 1660 the young couple made their triumphal entry into Paris. A few months later, in 1661, Mazarin died and it was then that Louis finally took the official and practical office of King of France. His reign was certainly one of the longest-lived. In fact, he lasted 54 years. He believed in the existence of one true holder of power, that every political decision rested solely with him. For this reason his was an absolutist government, which centered all the responsibility of France in his hands. He was never appointed a Prime Minister. Furthermore, he believed that sovereign power was granted to only one person per state by God himself and for this reason he considered himself “God’s lieutenant on Earth”. Finally, to represent his power directly connected to God, he chose the Sun as a symbol of himself, for which he is still remembered today, a sign of his splendor and of the “light” that surrounded his people and his court. With these words I conclude, I remind you to leave a star and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade!
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VIAGGI: LA PRESA DELLA BASTIGLIA. (23 luglio 2020)

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Un saluto a tutti cari Lettori! Come promesso nel post mattutino, mi accingo finalmente alla pubblicazione dell’articolo fisso di oggi, per la rubrica VIAGGI, inerente ad un fatto storico di cui nel mese di luglio, precisamente giorno 14, ricade l’anniversario. Se volete sapere il motivo di questa mia pubblicazione “fuori orario” rispetto al solito, vi consiglio la lettura del post precedente, in cui in breve spiego tutto. Mi riferisco ad un evento importante, che con il suo progredire ha sconvolto e rivoluzionato drasticamente la storia dei nostri vicini di casa, i francesi. Parlo ovviamente della Presa della Bastiglia, avvenuta nel corso dell’anno 1789. Oggi ve ne racconterò i tratti salienti in queste righe, per fare chiarezza su uno degli avvenimenti storici più importanti dell’evoluzione europea e per ricordarne l’anniversario. E’ il 27 giugno: il re decide di radunare un modesto esercito composto da 20.000 soldati, allo scopo di proteggere e difendere l’allora presente Assemblea costituente (una sorta di Parlamento dell’epoca) e i disordini interni della città parigina. Il caos in tutta la città dura ormai da giorni e i provvedimenti proseguono invariati fino al primo giorno di luglio. Il clima, dopo giorni con le guardie in giro per le strade, sembra rasserenarsi, finché la situazione torna a degenerare. Fu così che l’11 luglio il re decide di far cacciare da Parigi Jacques Necker, politico e fervido rivoluzionario, a favore dello scompiglio cittadino allora presente. I cittadini ribelli, dal canto loro, vedono la decisione del re come un metodo poco democratico per mettere in scena una risposta contro di essi. Intanto, in seguito all’accaduto, diventano numerosi gli oratori agli angoli delle strade, pronti ad influenzare le masse popolari, issandoli contro il Governo. Durante a giornata del 12 luglio, una domenica, un giovane ventinovenne si reca ai giardini dei Palazzi Reali e inizia ad urlare a gran voce una frase emblematica, passata alla storia, ovvero: «Cittadini! I mercenari verranno a sgozzarci, sarà un’altra “Strage di San Bartolomeo”; uccidiamo la belva:

40.000 palazzi e castelli, i due quinti dei beni di Francia, saranno il premio dei vincitori». La risposta dei cittadini ribelli non tarda ad arrivare: la sera della stessa domenica fanno chiudere il Palazzo dell’Opera, perciò due gravi problemi iniziano a palesarsi: da una parte incombe la paura dei briganti provenienti dalle provincie, che vogliono approfittare dei disordini interni per saccheggiare, profanare e derubare i poveri cittadini indifesi, dall’altra la paura era rivolta ai mercenari, disposti ad aprire il fuoco sui civili per mettere fine allo stato di caos civile. E’ il 13 luglio. A Parigi è una giornata di grandi preparativi, tutti sono svegli durante la notte. Casi di rivolta e brigantaggio ormai si verificano anche nei paesi circostanti e nelle provincie. Il municipio prende la decisione di creare una nuova milizia borghese, ma dai disordini vigenti si verificano i primi incendi. Le testate giornalistiche allarmano la popolazione con titoli improvvisati. Fu allora che i rivoltosi attaccano e profanano il St. Lazare e dal campanile escono i suoni funebri della campana: è segno che la tragedia è in atto. L’Assemblea ora si protegge fra le mura di Versailles. I rivoltosi si preparano all’assalto derubando negozi d’armi, come pure il Palazzo degli Invalidi. Il piccolo esercito improvvisato raduna ben 30.000 uomini e l’attacco accumula un bottino di oltre 20.000 fucili e 24 cannoni. Nell’aria gira voce di un poderoso assalto, che partirà la mattina successiva proprio dalla Bastiglia. E’ il

mattino del 14 luglio. I rivoltosi, per buona parte armati, attaccano le prigioni, simbolo del dispotismo francese, e la stessa Bastiglia. Una curiosità spesso ignorata è che la Bastiglia venne costruita per volere di Carlo V tra il 1365 e il 1383. E’ una piccola fortezza dotata di otto torri, che aveva lo scopo difensivo della città. Purtroppo non adempiva bene al suo scopo ed era stata assediata ben sette volte nel corso della storia, fu così che per volontà di Richelieu, venne destinata a prigione per richiudere personaggi influenti e particolarmente scomodi al re. Per i francesi divenne presto segno dell’assolutismo monarchico, della tirannia e dell’ingiustizia. La vera lotta armata avrà luogo alle 17:00 del 14 luglio: i rivoltosi attaccano la Bastiglia e il governatore Launay per placarli da l’ordine di sparare a vista sulla folla. Molti perdono la vita, ma alla fine si scopre che la vittoria è principalmente morale: alla difesa del carcere ci sono soltanto 30 Svizzeri e un’ottantina di invalidi. Entrando nella struttura si scopre che accoglieva solo sette prigionieri, tra cui quattro falsari, un pazzo e uno accusato di incesto, prontamente liberati. Molti soldati vengono massacrati e alcuni ufficiali linciati a morte dai parigini. Questa è una storia di rivolta, di senso di patria, di un popolo fiero del tricolore blu, bianco e rosso, simbolo dei due maggiori rappresentanti della Francia (blu e rosso per i parigini, bianco dei Borboni), di coloro che hanno saputo ribellarsi, consci delle conseguenze, ma fieri di poter dare ad essi e alle generazioni future un futuro migliore. Con queste parole concludo, fatemi sapere se conoscevate nel dettaglio questa parte di storia o se avete scoperto qualche nuovo dettaglio. Un abbraccio a tutti.

Sempre Vostra, Storyteller.

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SPECIALE I FATTI DI CRONACA : AGGIORNAMENTI IN MERITO ALL’INCENDIO DI NOTRE DAME, seconda parte ( Testo trasferito del 30 aprile 2019)

Buonasera Lettori! Questo articolo è una progressione di un precedente articolo dedicato all’accaduto
a Notre Dame. Lo scopo principale, non so se avrete letto quello precedente, era tracciare delle linee guida in merito ai fatti, stabilendo quello che davvero è successo, aldilà della confusione generale che i media hanno creato. L’articolo, come speravo, ha destato molto successo, proponendo il vostro punto di vista mediante i messaggi privati e i commenti. Motivo per cui, dato che numerose sono le novità a partire da allora, ho deciso di proporvi un nuovo speciale di aggiornamento. In particolare tanti sono gli articoli e di conseguenza le sue testate online che hanno cercato di dare una dimostrazione di come la cattedrale fosse ridotta in seguito all’incendio, seguiti da immagini e video a dir poco tristi. La guglia e il tetto, ad oltre 45 metri di altezza e ora carbonizzato ed ammassato sul pavimento della struttura. Tutto il resto sembra reggere, ma tanti sono gli interrogativi che tutti si pongono in merito

alla sua stabilità, anche per quanto riguarda il rosone a Nord. Le fiamme erano state estinte completamente alle h. 2.00 di notte, fu allora che l’attuale presidente francese Emmanuel Macron, ha espresso il suo rammarico, rassicurando parigini e non i merito a quanto accaduto. Si è poi soffermato a lodare il coraggio e la professionalità dei vigili del fuoco (in totale 400). Per quanto concerne questo ultimo passaggio, nonostante io sia distante dall’idea di porre opinioni personali in articoli di questo genere, posso credere che il gesto del presidente sia lodevole. Tante però sono stati i “personaggi di spicco” nel mondo della politica. A dire la sua anche il ministro francese della Cultura, Franck Reister. Secondo lui è presto per dichiarare con stabilità la durata del tempo necessario alla ristrutturazione dell’edificio, bisogna infatti accertare l’entità dei danni nel dettaglio, è certo però che la somma da investire è generosa e che ciò che farà alzare notevolmente la cifra sono proprio le imponenti vetrate della struttura, che vanno smontate, preservate e restaurate. Ancora molti incerte le ragioni del principio dell’incendio. Si cerca di trovare risposte plausibili, a volte anche vagamente contorte: sembra addirittura che la causa sia proprio un gruppo di operai, che lavorando al restauro della struttura, fossero stati scoperti a fumare. Non so se questa possa definirsi come causa di un incendio, di certo stanno considerando molte possibilità per queste indagini, del tutto apprezzabile. Altra situazione emersa, molto poco piacevole è che il salvataggio e l’immediato intervento delle forze parigine ha portato anche risultati non certo sperati: due poliziotti e un vigile del fuoco infatti sono rimasti feriti. Ancora nient’altro in merito si conosce. Ma l’accaduto ha portato anche a fatti molto positivi: lo stesso Macron ha lanciato una raccolta fondi per la cattedrale, che sembra dare risultati positivi. Anche grandi brand di lusso nel mondo della monda fanno a gara per finanziare fondi liquidi per portare quanto più possibile, l’edificio al passato splendore, fino alla cifra record del proprietario Bernard Arnaud di 200 milioni di euro.
Per ora termino qui, queste sono le notizie più interessanti che ho trovato frugando sul web. Mi raccomando, siate partecipi e rendere ulteriormente attivo il dibattito con le vostre opinioni, come già avete fatto in precedenza.

Sempre Vostra, Storyteller.

SPECIALE “I FATTI DI CRONACA”: SULLA QUESTIONE INCENDIO DI NOTRE DAME, prima parte. ( Testo trasferito del 23 aprile 2019)

Buonasera Lettori! L’articolo di questa sera è uno speciale della rubrica “I FATTI DI CRONACA”, per ovvie ragioni fuori dal programma degli appuntamenti fissi. Parleremo di un fatto che ha visto coinvolta non solo la capitale francese, ma tutta Europa dal punto di vista emotivo: l’incendio della cattedrale di Notre Dame. L’accaduto ha riscontrato molto scompiglio anche sui notiziari italiani e sui social, al punto tale che ho deciso io stessa di approfondire il tema, lasciando passare qualche giorno dal caos mediatico e discutendo l’argomento con la dedizione e la serenità che è solita regnare nel blog. La mia è indubbiamente una scelta controcorrente, ma penso risulta migliore, soprattutto tenendo conto del modo di discutere i vari argomenti nel blog, ovvero con profonda riflessione. Se l’articolo fosse uscito nei giorni immediatamente successivi all’accaduto, la nostra riflessione sarebbe stata ostacolata da una serie di articoli pubblicati sul web, dalle opinioni tra loro decisamente discordanti,  e ciò avrebbe fuorviato il lettore dall’obiettivo principe della stessa lettura. Ma ora iniziamo a raccontare quanto è accaduto. Per i pochi di voi che ancora non ne sono al corrente, dato la portata delle news, si parla di un incendio devastante, che vede vittima proprio l’imponente cattedrale parigina. Le fiamme hanno origine a partire dalle impalcature lignee, poste lungo il perimetro dell’edificio, causa lavori di restauro, e in breve tempo una colonna di fumo emerge dalla parte superiore. L’ultima messa viene celebrata alle h. 19.00 di lunedì, giorno dell’accaduto. I fedeli presenti al rito religioso, affermano che intorno alle h. 20.00 il tetto viene avvolto dal fuoco e dal fumo, fino a crollare insieme alla guglia. Nonostante ciò, molti sono stati gli immediati interventi dei pompieri, allo scopo principale di arginare quanto più possibile le fiamme, affinché causassero il minor danno possibile. Interrogato il comandante generale dei vigili del fuoco di Parigi, Jean-Claude Gallet,  racconta come le squadre siano riuscite a salvare i campanili della struttura e a raffreddarla con la massima attenzione, al fine non procurare maggiori danni architettonici.

Gabriel Plus, portavoce della polizia, intorno alle 4 del mattino, si è preso la responsabilità di rassicurare i parigini e l’Europa intera, affermando che l’incendio era totalmente sotto controllo. L’indagine viene quindi aperta dalla Procura di Parigi per decretare la natura dell’accaduto. Dopo scrupolosi controlli del caso viene escluso il movente criminale, l’atto vandalico o peggio terroristico, particolarmente temuto, e ci si concentra sulla causa dell’incendio. Tutt’ora le indagini sono in corso. Questo è il fatto, ma da ciò ne risultano numerose conseguenze, ad esempio l’intervento di Macron, le reazioni molto poco pacifiche dei gilet gialli, il Papa invitato a presenziare nella capitale francese, le satire quasi obbligate in queste circostante di Charlie Hebdo, insomma un grande melting- pot di notizie che bombardano le testate giornalistiche italiane, che credo diano luogo ad un’altrettanta confusione di opinioni in merito. Vi sono posizioni totalmente opposte: da una parte tutta una serie di persone affrante dall’accaduto, che vedono Notre Dame come uno dei simboli dell’Europa, a rappresentanza del suo patrimonio architettonico, altri che si sono serviti dell’incendio per approfondire l’esigenza di concentrarsi sulle nostre tragedie, escludendo ogni pensiero empatico di vicinanza nei confronti dei parigini. Probabilmente la verità civile ed etica, sta nel mezzo. Non si possono dimenticare i drammi dell’Italia, ma nemmeno servirsi di ciò come pretesto per escludere dai nostri pensieri le tragedie altrui. Il discorso è sicuramente ampio e questo articolo ha il solo scopo di introdurre la tematica. Ho infatti intenzione di approfondire ulteriormente la questione e di parlarvene in un prossimo articolo. Ad ora vi saluto, augurandovi la buona notte.

Sempre Vostra, Storyteller.