EMPATIA: LO ZEN E L’ARTE DELLA MANUTENZIONE DELLA MOTOCICLETTA. (6 luglio 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori!La rubrica EMPATIA è da sempre per me motivo di confronto con il mio io, con la mia natura, vicina al mondo dell’arte, della letturatura e non ultima la filosofia, soprattutto nella sua accezione più contemporanea, meglio nota come psicologia. Oggi voglio portare le mie digressioni e pensieri servendomi di un libro, che di riflessivo ha davvero molto. È un efficace mezzo per riflettere con sé stessi. Si tratta di un libro scritto da Robert M. Pirsig il cui titolo è “Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta. È un libro con cui venni in contatto ai tempi del liceo e tutt’oggi dimora nella mia libreria, pronto per essere sfogliato e riletto di tanto in tanto. Come per il protagonista, anche per il lettore è un viaggio introspettivo alla ricerca del sé. Ognuno di noi affronta momenti importanti e cambiamenti forti della propria vita in maniera diversa e uno di questi è proprio on the Road, iniziando un’avventura poco programmata e organizzata, lasciando spazio ad un destino vissuto giorno per giorno. In questi casi non si presta molta attenzione alla destinazione finale, bensì a come trascorrere le proprie giornate. Ad ogni modo la motocicletta e il setting narrativo sono solo la cornice, uno sfondo che decora qualcosa di più profondo, ovvero lo Zen, la ricerca di noi stessi. Le digressioni filosofiche presenti all’interno del romanzo sono definite con il termine Chautauqua. Esse sorgono spontanee di fronte ai paesaggi attraversati dai protagonisti della storia, tanto che si arriva a citare il pensiero di vari filosofi del passato, tra cui Socrate, Platone, Hume, Kant, Hegel, Einstein e Lao Tzu. in questa rubrica non intendo descrivere nel dettaglio tutto il contenuto del romanzo, come spesso accade quando faccio segnalazioni o recensioni, perciò ho deciso di lasciarvi solamente un breve sunto al termine del mio articolo.Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stella e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home page e confermare. È possibile votare un numero illimitato di volte, basta attendere 60 minuti tra una votazione e l’altra. Un abbraccio a tutti!

RIASSUNTO:

Una Grande Avventura, a cavallo di una motocicletta e della mente; una visione variegata dell’America on the road, dal Minnesota al Pacifico; un lucido, tortuoso viaggio iniziatico.
Qual è la differenza fra chi viaggia in motocicletta sapendo come la moto funziona e chi non lo sa? In che misura ci si deve occupare della manutenzione della propria motocicletta? Mentre guarda smaglianti prati blu di fiori di lino, nella mente del narratore si formula una risposta: «Il Buddha, il Divino, dimora nel circuito di un calcolatore o negli ingranaggi del cambio di una moto con lo stesso agio che in cima a una montagna o nei petali di un fiore». Questo pensiero è la minuscola leva che servirà a sollevare altre domande subito incombenti: da che cosa nasce la tecnologia, perché provoca odio, perché è illusorio sfuggirle? Che cos’è la Qualità? Perché non possiamo vivere senza di essa?

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Copertina del libro, tra l’altro nell’edizione che io stessa ho nella mia libreria, della casa editrice “gli Adelphi”. Potete acquistarlo nei maggiori store online.

Greetings to all, Dear Readers! The EMPATHY column has always been a reason for me to confront myself with my self, with my nature, close to the world of art, reading and, last but not least, philosophy, especially in its most contemporary meaning. , better known as psychology. Today I want to bring my digressions and thoughts using a book, which is very reflective. It is an effective means of self-reflection. It is a book written by Robert M. Pirsig whose title is “Zen and the art of motorcycle maintenance. It is a book I came into contact with in high school and still lives in my library, ready to be leafed through and reread from time to time. As for the protagonist, also for the reader it is an introspective journey in search of the self. Each of us faces important moments and strong changes in his life in a different way and one of these is precisely on the Road, starting a little planned and organized adventure, leaving room for a destiny lived day by day. In these cases we don’t pay much attention to the final destination, but to how to spend our days. In any case, the motorcycle and the narrative setting they are only the frame, a background that decorates something deeper, that is Zen, the search for ourselves. The philosophical digressions present within the novel are defined with the term Chautauqu to. They arise spontaneously in front of the landscapes crossed by the protagonists of the story, so much so that we come to mention the thoughts of various philosophers of the past, including Socrates, Plato, Hume, Kant, Hegel, Einstein and Lao Tzu.
in this column I do not intend to describe in detail all the content of the novel, as often happens when I make reports or reviews, so I decided to leave you only a brief summary at the end of my article. to vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article or in the blue banners on the home page and confirm.
You can vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between one vote and the next. Hugs to all!

SUMMARY:

A Great Adventure, astride a motorcycle and the mind;
a varied vision of America on the road, from Minnesota to the Pacific; a lucid, tortuous initiatory journey. What is the difference between those who travel by motorcycle knowing how the bike works and those who do not know?
To what extent should you take care of the maintenance of your motorcycle? As he looks at dazzling blue meadows of flax flowers, an answer is formulated in the narrator’s mind: “The Buddha, the Divine, dwells in the circuit of a computer or in the gearbox of a motorcycle with the same ease as on the top of a mountain. or in the petals of a flower ». This thought is the tiny lever that will serve to raise other immediately looming questions: where does technology come from, why does it cause hatred, why is it illusory to escape it?
What is Quality? Why can’t we live without it?

Sempre Vostra, Storyteller.


Always Yours, Storyteller.

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SPECIALE SAN VALENTINO: I CONSIGLI DI STORYTELLER’S EYE, RECENSIONE “AMO A TE”. (12 febbraio 2021)

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Copertina libro “Amo a te” di Luce Irigaray, BOLLATI BORINGHIERI.

Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Fra 2 giorni si festeggerà la “festa degli innamorata”, che come avrete compreso preferisco definire “festa di coloro che amano”, perché l’amore non si conclude e si materializza solo nelle relazioni cosiddette “amorose”. Al contrario si manifesta da parte di ogni essere vivente e ha come destinazione ogni cosa. E di certo questo é un concetto che ben viene chiarito nella lettura filosofico-psicologica dell’autrice Luce Irigaray “Amo a te”. L’opera è stata pubblicata nel 1993 ed é stata resa disponibile in lingua italiana dalla Bollati Boringhieri. Per affrontare al meglio un testo psicologico o filosofico che sia é del tutto inutile l’analisi formale, esattamente come le raccolte poetiche. Risulta invece utile alla comprensione la citazione di frasi estratte dalla stesura stessa, che concluderò con la mia valutazione. Queste sono le frasi che io stessa ho reputato piú significative:

 «Amare a te, e, in questo a, disporre di un luogo di pensiero, di pensare a te, a me, a noi, a ciò che ci riunisce e ci allontana, all’intervallo che ci permette di divenire, alla distanza necessaria per l’incontro. A te: pausa per passare dall’affetto allo spirituale, dall’interiorità all’esterio­rità.Ti vedo, ti sento, ti percepisco, ti ascolto, ti guardo, sono commossa da te, sor­presa da te, vado a respirare fuori, rifletto con la terra, l’acqua, gli astri, penso a te, ti penso, penso a noi: a due, a tutti, a tutte, comincio ad amare, amare a te, ritorno verso di te, cerco di parlare, di dire a te: un sentimento, un volere, un’intenzione, per adesso, per domani, per molto tempo.Ti chiedo un luogo e del tempo per oggi, per un futuro vicino, per la vita: la mia, la tua, quella di molti. L’a te passa attraverso il respiro che cerca di farsi parole. Senza appropriazio­ne, senza possesso né perdita di identità, nel rispetto di una distanza. A te, altro, uomo. Tra noi questo a intenzione senza oggetto, culla dell’essere».

L’opera nasce un forte senso creativo, di esaltazione della femminilità, del completamento che spiritualmente l’amore dona al destinatario di quest’ultima. È analisi del vero significato dell’azione “amare”. Perché l’amore è un’azione e perciò é definita nella dinamicità. Un’opera davvero straordinaria in grado di illuminare il lettore di sapere come poche letture del genere sanno fare. Detto questo l’opera è molto consigliata e apprezzata dalla stessa. Si tratta però di un testo filosofico, dal carattere molto accademico, perciò per chi non é del settore consiglio una lettura leggera, senza maratone o corse con il tempo. Sconsigliata per chi vuole cimentarsi in letture rilassate e scorrevoli. Per tutti gli altri può lasciare il segno, modificare totalmente il proprio punto di vista e idea di amore. Per questo il voto è massimo.

Classificazione: 5 su 5.

Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stellina, di commentare se la rubrica vi piace e di seguire il blog. Inoltre mi farebbe piacere il vostro voto per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare sulla barra blu sotto questo articolo o nei banner blu in home e confermare. È possibile votare un numero illimitato di volte, basta attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un forte abbraccio.

Greetings to all, Dear Readers! In 2 days the “feast of lovers” will be celebrated, which as you will have understood I prefer to call “feast of those who love”, because love does not end and materializes only in so-called “amorous” relationships. On the contrary, it manifests itself on the part of every living being and has as its destination everything. And certainly this is a concept that is well clarified in the philosophical-psychological reading of the author Luce Irigaray “I love you”. The work was published in 1993 and was made available in Italian by Bollati Boringhieri. To better deal with a psychological or philosophical text that is it is completely useless formal analysis, just like poetic collections. On the other hand, it is useful to understand the quotation of phrases extracted from the draft itself, which I will conclude with my evaluation. These are the phrases that I myself considered most significant:

“To love you, and, in this a, to have a place of thought, to think of you, of me, of us, of what unites us and distances us, of the interval that allows us to become, of the distance necessary for the encounter. To you: pause to move from affection to spiritual, from interiority to exteriority. I see you, I feel you, I perceive you, I listen to you, I look at you, I am moved by you, surprised by you, I go to breathe outside, I reflect with the earth, the water, the stars, I think of you, I think of you, I think of us: two, everyone, all, I begin to love, love you, I return to you, I try to speak, to say to you: a feeling , a will, an intention, for now, for tomorrow, for a long time. I ask you for a place and time for today, for a near future, for life: mine, yours, that of many. The to you passes through the breath that tries to make words. Without appropriation, without possession or loss of identity, respecting a distance. To you, other, man. Between us this with no object, cradle of being”.

The work gives rise to a strong creative sense, of exaltation of femininity, of the completion that spiritually love gives to the recipient of the latter. It is an analysis of the true meaning of the “love” action. Because love is an action and therefore it is defined in dynamism. A truly extraordinary work that can enlighten the reader to know how few such readings can do. Having said that, the work is highly recommended and appreciated by the same. It is, however, a philosophical text, with a very academic character, so for those who are not in the sector I recommend a light reading, without marathons or races with time. Not recommended for those who want to try their hand at relaxed and flowing readings. For everyone else it can leave its mark, totally change its point of view and idea of love. That is why the vote is maximum.

Classificazione: 5 su 5.

With these words I conclude, I remind you to leave a starlet, to comment if you like the column and to follow the blog. I would also like your vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click on the blue bar below this article or in the blue banners at home and confirm. You can vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between one vote and the next. A strong hug.

Sempre Vostra, Storyteller.

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DIARIO DI LIBERO PENSIERO: CONCLUSIONI DELLA RICERCA DELLA FELICITÀ. (11 dicembre 2020)

Un saluto a tutti, Cari Lettori! Torno dopo la giornata di ieri di assenza a scrivere sul blog con le mie pagine di DIARIO. In particolare ho intenzione di concludere tutto il discorso in merito alla ricerca della felicità descritta nell’omonimo libro di Jiddu Krishnamurti. Abbiamo parlato di cosa significa per l’autore la ricerca della felicità e cosa sia la stessa, cosa rappresenta, come appare all’essere umano e cosa è realmente. Eppure lui parla di un altro aspetto fondamentale e collegato alla felicità, ovvero l’amore. Egli non ne parla nei termini classici, ne parla secondo l’interpretazione che la società fa. Quando parla di amore si riferisce infatti al modo in cui ci rivolgiamo al prossimo, a tutte quelle persone che non fanno parte delle cerchia ristretta di affetti e relazioni. In quest’ottica tutti gli esseri umani meritano il medesimo trattamento d’amore, senza distinzione. A bloccare questa struttura basica c’è però l’ego che si scontra, si mette in contrapposizione. Per comprendere meglio il concetto la filosofia si serve della morfogenetica o dei campi morfogenetici. Vista la forte natura dell’argomento tornerò probabilmente a riparlarne. Potremmo considerarla la scienza social- filosofica più importante.

I campi sono infatti due nella natura umana e si dividono in campo morfico e campo dismorfico. Il campo morfico genera intorno a noi forme belle, energie positive, che arricchiscono noi stessi e il prossimo, al contrario quello dismorfico genera forme brutte ed energie negative. Ebbene la distinzione schematico-mentale che noi attribuiamo a alcuni esseri umani piuttosto che altri é generata dall’ego il quale genera il campo dismorfico. A ciò si interfaccia anche tutta la filosofia taoista che vede l’equilibrio e lo stesso tao nella mancanza di distinzione tra bene e male, il positivo e il negativo. Da ciò sono nate le classi sociali, sono nate le distinzioni tra ricchi e poveri ecc…Nel corso della lettura ci rendiamo conto che felicità risulta così minima ed effimera proprio per il nostro ego e per il disforismo che esso genera. Un mondo di uguaglianza in ogni campo, non solo a livello politico ma anche a livello sociale, sarebbe molto meno condizionato dal nostro ego e ciò porterebbe a maggiore equilibrio e campi morfici. Con queste parole concludo, continuate a seguire la rubrica perché parlerò di un aspetto rilevante per la nostra vita quotidiana di oggi. Vi ricordo di lasciare una stellina, un commento, di seguire il blog e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net- Parade! Basta cliccare sulla barra blu sotto questo post o nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basta attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un forte abbraccio.

Sempre Vostra, Storyteller.

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