EMPATIA: IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI. (17 febbraio 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! In questo articolo vi parlerò di uno dei maggiori prodotti cinematografici della storia hollywoodiana. Si tratta di un thriller dalle spiccate qualità recitative, noto in Italia con il titolo “Il silenzio degli innocenti”, titolo originale The Silence of the Lambs. L’opera vede alla regia un quasi sconosciuto Jonathan Demme, oggi associato principalmente a questo film nonostante ne abbia diretti molti altri, seppur di minore importanza. Sicuramente a renderlo tale fu l’attore Anthony Hopkins, premiato con l’Oscar come Migliore attore protagonista (con soli 16 minuti di recitazione, quasi un record nella storia del prestigioso premio). Egli è lo psichiatra antropofago Hannibal Lecter, da tempo rinchiuso in una prigione di massima forza. Con i suoi ragionamenti e le sue domande aiuta Clarice Starling, impersonata da un’allora giovanissima Jodie Foster, sulle tracce di Buffalo Bill, un pericoloso serial killer che rapisce giovani donne per poi ucciderle e scuoiarle. Lecter accetta di aiutare nelle indagini Clarice, ma in cambio vuole ricordi e traumi provenienti dal suo passato. Attraverso la spiccata capacità di Lecter Clarice riesce a immedesimarsi in Buffalo Bill, comprendendo in che modo avvicina le sue vittime. Tutto gira su due binari, ovvero la lucidità morbosa di Lecter e la razionalità tormentata di Clarice. Il film, la seconda pellicola ispirata a Hannibal Lecter, la prima è del 1986, é ispirato rispetto a quest’ultimo ai crimini del serial killer statunitense Gary Heidnik, mentre Buffalo Bill richiama la follia omicida di Ed Gein. Tra le maggiori curiosità vi é il costo di produzione di 19 milioni di dollari, e un incasso complessivo di 272 a livello mondiale. Il film inoltre ottenne 5 Oscar, ovvero miglior film, regia, attore, attrice e sceneggiatura non originale. Seguiranno nei primi anni 2000 dei sequel , che ebbero minore successo. Per ora concludo, vi ricordo di lasciare una stellina, un commento e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basterà attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio a tutti!

Greetings to all, Dear Readers! In this article I’m going to talk to you about one of the greatest film products in Hollywood history. It is a thriller with strong acting qualities, known in Italy as “Il silenzio degli innocenti”, the original title The Silence of the Lambs. The work stars an almost unknown Jonathan Demme, now associated mainly with this film despite directing many others, albeit of minor importance. Certainly it was actor Anthony Hopkins, who won the Academy Award for Best Actor in a Leading Role (with only 16 minutes of acting, almost a record in the history of the prestigious award). He is the anthropological psychiatrist Hannibal Lecter, who has long been imprisoned in a maximum prison. With her reasoning and questions she helps Clarice Starling, played by a then-very young Jodie Foster, in the footsteps of Buffalo Bill, a dangerous serial killer who kidnaps young women and then kills and skins them. Lecter agrees to help with the Clarice investigation, but in return wants memories and traumas from his past. Through Lecter Clarice’s strong ability, he manages to empathize with the Buffalo Bill, understanding how he approaches his victims. Everything runs on two tracks, namely Lecter’s morbid lucidity and Clarice’s tormented rationality. The film, the second film inspired by Hannibal Lecter, the first is from 1986, is inspired by the latter’s crimes of the American serial killer Gary Heidnik, while Buffalo Bill recalls the murderous madness of Ed Gein. Among the biggest curiosities is the production cost of 19 million dollars, and a total collection of 272 worldwide. The film also won 5 Academy Awards, best film, director, actor, actress and adapted screenplay. Sequels , which were less successful, will follow in the early 2000s. For now, I’ll remind you to leave a starlet, a comment and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article in the blue banners on home and confirm. It is possible to vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between votes. A hug to everyone!

Sempre Vostra, Storyteller.

Always Yours, Storyteller.

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LIBERO PENSIERO: PENSIERI SU NIGHTMARE BEFORE CHRISTMAS.(17 dicembre 2020)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Intanto mi scuso tempestivamente per la pubblicazione in ritardo dell’articolo. Le motivazioni le ho definite nel post di ieri di Instagram, in particolare della rubrica ECHI DI ROMANTICISMO in merito ad una segnalazione (trovate il link condiviso nel post precedente a questo e su Instagram ovviamente). Ma detto ciò vi parlo dunque di uno dei film d’animazione più ricorrenti e significativi del periodo natalizio, nonché uno dei miei preferiti insieme a pochi altri. Mi riferisco ovviamente a Nightmare Before Christmas, capolavoro del regista Tim Burton (qui nelle vesti di ideatore della trama), con la collaborazione di Henry Selick, vero regista del film. In questo articolo voglio condividere cinque curiosità importanti che forse in pochi conoscono, o non hanno avuto modo di notare, rispetto al film in questione. Il primo aspetto particolare é che gli spettatori avrebbero dovuto assistere alla decapitazione dello stesso Tim Burton in una scena finale del film, modificata poco prima della messa in onda al cinema! Si trattava di un elogio che il regista aveva intenzione di fare all’ideatore del film. Nella scena il Natale giunge finalmente a Halloween Town, il clima è festoso e la neve diventa motivo di divertimento e di giubilo tra gli abitanti, tanto che si scorge un gruppo di vampiri intenti a giocare ad hockey. Questi, dopo alcuni azioni colpiscono una zucca, che successivamente si scaglia contro la macchina da presa. Ebbene nelle intenzioni originali di Henry

Selick al posto della zucca doveva esserci la testa di Tim Burton. La scena è stata infine modificata per volontà di una produttrice, che temeva il disappunto di Burton. Oggi lo stesso Henry però ricorda l’accaduto definendosi pentito di non aver chiesto direttamente all’interessato la sua opinione. Secondo aspetto rilevante sono i costi e l’impegno atto alla realizzazione del film. Esso è infatti costato 18 milioni di dollari e ha richiesto una troupe di circa 120 elementi i quali hanno lavorato su ben 230 set differenti, su 20 teatri di posa per ben tre anni! Nulla all’epoca della realizzazione del film era digitalizzato e ricreato in grafica, lo stesso Jack Skeletron venne modellato a mano, con ben 400 teste differenti, ognuna con una diversa espressione. Il film fu dunque il risultato di 109.440 fotogrammi diversi. Altro aspetto saliente è che fu lo stesso Tim Burton a chiedere aiuto in regia all’amico Henry Selick. L’idea del film nacque infatti da una sua poesia illustrata realizzata in collaborazione con la Disney. Burton infatti rimase folgorato dall’ispirazione dal momento che vide un negoziante intento a rimuovere le decorazioni di Halloween per far spazio a quelle natalizie. Ultima, ma non di minore importanza é però l’ultima curiosità. Si perché c’era l’idea nel 2001 di fare un sequel di Nightmare Before Christmas. L’idea, nonostante le volontà della produzione, ovvero quella di Topolino, venne bocciata dallo stesso Tim Burton, che non voleva la purezza del film originale con un proseguo in digitale. Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stellina, un commento, di seguire il blog e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare sulla barra blu sotto questo articolo o nei banner blu in home e confermare. Potete votare un numero illimitato di volte, basta attenere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un forte abbraccio.

Sempre Vostra, Storyteller.

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DIARIO DI LIBERO PENSIERO: UN VIAGGIO DI FANTASIA. (20 novembre 2020)

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Un saluto a tutti, Cari Lettori! Questo anniversario era per me fondamentale inserirlo nelle pagine di DIARIO perchè rappresenta la mia infanzia, un aspetto con cui tanti della mia generazione, nati tra gli anni ’90 e 2000, hanno inevitabilmente convissuto, aspetti che purtroppo nelle nuove generazioni si sono perse. E’ il caso dei classici Disney, di questi cartoni curati, dal gusto retrò, dove i finali erano quasi tutti a lieto fine e i grandi valori erano l’amicizia, l’amore e la forza d’animo. Certo, come tutte le cose, viste a distanza di anni, palesano anche lati negativi, aspetti che tra l’altro la me di 4,5,6 anni non considerava minimamente, ma rappresentano comunque un ricordo fondamentale. In particolare oggi mi riferisco al film d’animazione Fantasia, che ha debuttato nelle sale il 13 novembre del 1940, e al suo sequel Fantasia 2000. E’ la rappresentazione di come un personaggio come Topolino, proprio per la sua semplicità e adattabilità, possa essere reinventato, in una trasposizione più complessa e assolutamente magica. Altro aspetto fondamentale è ovviamente la musica: troviamo infatti otto brani di musica classica sostenuti da altrettanti otto segmenti animati, i quali hanno il potere di rapire l’attenzione dei più giovani con forti raffigurazioni magiche e sinfonie orchestrali. Ovviamente non sono la persona più

adatta per compiere una recensione tecnica di questo lungometraggio, semplicemente mi piace dedicarci un pensiero. Ricordo la prima volta che lo vidi, a scuola, quella dell’infanzia ovviamente. All’epoca capii molto poco del senso recondito di esso, ma venni subito rapita dalle animazioni, dalle musiche e ovviamente da Topolino, qui nelle vesti del famoso “Apprendista Stregone”. Imparai nel tempo ad apprezzare il film, a dargli il giusto valore. Credo ci siano cose della propria infanzia che restano nel cuore, più di altre, e penso che un posto di rilievo sia occupato dalla bellezza delle fiabe della Disney, dei veri e proprio mondi-rifugio, in cui amavo immedesimarmi. Da piccoli, ai miei tempi, si giocava a ” fingere di essere..” e così diventavi principessa, principe, cavaliere, maga, stregone e tanto altro. Oggi ci sono i giochi elettronici ” simulator”, diventi qualsiasi cosa tu voglia, senza che la mente venga particolarmente coinvolta nell’inventiva. Questa è l’evoluzione, al contrario di altri non la nego, per tutto ciò che abbiamo perso abbiamo altrettanti migliorie negli aspetti fondamentali della nostra vita quotidiana che compensano. Con queste parole concludo. Fatemi sapere se avete apprezzato l’articolo lasciando una stellina e scrivendo un commento, fatemi sapere se l’articolo vi ha aiutato a far riaffiorare ricordi d’infanzia nelle vostre menti. Vi ricordo inoltre di votare per Storyteller’s Eye Word cliccando nella barra blu sotto a questo articolo o nei banner blu in home e confermare. Potete votare un numero illimitato di volte, basta attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio forte.

Sempre Vostra, Storyteller.

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DIARIO DI LIBERO PENSIERO: CATTURARE L’ANIMA DI CHI GUARDA. (13 novembre)

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Un saluto a tutti, Cari Lettori. Io tiro sempre un sospiro di sollievo quando inizio a scrivere le pagine del mio diario, perchè posso parlare liberamente. Non importa se per qualche riga esco dal tema principale, qui mi esprimo senza alcun vincolo, anche, perchè no, parlando di me stessa. Ammetto che gli stimoli nati da Storyteller’s Eye Word e i suoi progetti aiutano molto a restare con l’animo sereno e tutto sommato felice, nonostante nella mia regione sia ripiombato nefasto il lock down, si purtroppo io ho beccato la fantomatica zona rossa! Detto ciò mi piace condividere con voi tutto ciò che affascina la mia vita quotidiana, che attira la mia attenzione. Oggi in particolare vi parlo di un film che non solo mi è interessato particolarmente, ma che ha suscitato in me molti spunti alla riflessione. Mi riferisco a Big Eyes, un film del 2014, diretto dallo straordinario regista Tim Burton. Ho compreso, dopo la visione e un’attenta ricerca online, che si tratta della trasposizione cinematografica di una storia realmente accaduta e ciò mi ha fatto ulteriormente amare il film. Si tratta della storia di una pittrice fuori dal consueto, con uno stile tutto suo, diverso da tutto ciò che si può vedere nel mondo artistico, oggi ma soprattutto allora, all’epoca dell’ambientazione della storia, negli anni’50. Tutto inizia quando lei, Margareth, giovane donna, lascia il primo marito, imbarcandosi con la figlia in un viaggio di ben poche speranze, senza soldi e con in tasca solo la sua grande passione e il suo talento, la pittura. All’epoca le donne pittrici erano molto

meno agevolate sul piano artistico, ma in generale in tutti i campi professionali. I suoi quadri erano caratterizzati dalla raffigurazione di bambini dagli occhi smodatamente grandi e di conseguenza incredibilmente espressivi. Come se gli occhi fossero la rappresentazione fisica e materica dell’anima. E grazie a loro che conosce Walter Keane, un uomo che si finge pittore per attrarre l’attenzione di Margareth. Alla fine però, in seguito al matrimonio, approfitta del suo talento, commercializzando i quadri di Margareth e spacciandoli per propri. Nonostante la sua ribellione, rimarrà vittima del marito per lunghi anni, continuando a dipingere, in una sorta di schiavitù dal quale sembrava impossibile liberarsi. Alla fine la sua ribellione diventa tale da allontanarsi nuovamente dal tetto coniugale, arrivando infine a denunciare il marito. Il film termina con la vittoria in tribunale di Margareth, che finalmente viene riconosciuta come l’autrice dei quadri dei ” bambini dai grandi occhi”. Vi consiglio la visione del film perchè credo sia straordinario, come del resto tutti i film di Tim Burton, hanno sempre qualcosa che li rende diversi da tutti gli altri. Ma ditemi la vostra! Avete già visto il film? Vi ha incuriosito? Avete aspetti di esso da condividere? Sarei felice di ricevere un vostro commento, come sempre d’altronde! Prima di concludere vi ricordo, oltre a commentare, di lasciare una stellina, per farmi capire che sostenete le attività di Storyteller’s Eye Word e di votare su Net-Parade. Come sempre basta cliccare sul banner blu sotto questo articolo o nei banner in home e confermare. Avete possibilità di voto illimitate, l’importate è aspettare 60 minuti tra un voto e l’altro. Con queste parole concludo, un forte abbraccio!

Sempre Vostra, Storyteller.

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DIARIO DI LIBERO PENSIERO: GOST, RIFLETTO CON VOI. (24 luglio 2020)

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Un saluto a tutti cari Lettori! Mi ritaglio un momento per condividere con voi una riflessione in merito ad un film che ho visto pochi giorni fa in tv. Premetto che si tratta di un film famoso, che in tanti avranno visto. Io vuoi per l’età, vuoi perchè se la mia famiglia ha già visto un film non si guarda più, incuranti del fatto che personalmente posso averlo visto o no (una specie di legge non scritta), mi sono imbattuta solo in questi giorni nella sua visione. Si tratta di Gost, un film che ho scoperto essere del 1990, che vede protagonista una giovanissima Demi Moore, affermata come attrice proprio in seguito a questa produzione, Patrick Swayze e la straordinaria Whoopi Goldberg, di cui adoro praticamente tutti i suoi film. La trama, visto che si tratta di un cult, la riassumo brevemente. E’ la storia di due giovani, Sam e Molly. Sono innamorati e felici, convivono da tempo in un loft a New York e sono ormai prossimi al matrimonio. Un tragico avvenimento porta i loro sogni a spezzarsi. Una sera, intenzionati a rientrare a casa dopo una piacevole serata a teatro, vengono aggrediti da un rapinatore, che trovandosi in difficoltà spara a Sam, uccidendolo. Da allora il suo spirito inizierà a vegliare sulla compagna, nonostante lei fosse ignara di tutto. Il

suo obbiettivo, oltre a quello di vigilare sull’amata, è quello di fare luce su quanto accaduto. Molly nel corso del tempo riuscirà anche a mettersi in contatto con Sam, grazie all’aiuto di una sensitiva (interpretata dalla Goldberg). Devo ammettere che mi ha dato nuovi spunti di pensiero e questa è la ragione per cui ora mi trovo qui a scrivere. Oltre a consigliare la visione a chi non lo avesse ancora visto, ammetto che subito mi ha portato a pormi delle domande. Tra le mie tante passioni, c’è quella del paranormale, dell’esistenza fra noi comuni mortali di coloro che, in seguito al passaggio nell’aldilà, sono diventati immortali. E’ la grande domande che tutti si pongono e denota, come tutte le domande come questa, idee discordanti. Le varie risposte che l’uomo ha potuto dare si affermano in base a molte ideologie precedentemente costruite, come la religione ad esempio, che definisce svariate definizioni del post-morte, ma anche la scienza, che vede il corpo come sconnesso da una materia impercettibile, fatto di materia fine a se stessa. Io credo che la risposa è talmente fuori dalla nostra portata che non esiste un giusto e uno sbagliato, in questi casi si crede alla risposta che è più affine alle nostre idee. Io credo molto nel paranormale, forse un giorno vi spiegherò il perchè. Questo è un periodo di perdite, a causa della pandemia che abbiamo violentemente vissuto fino a pochi giorni fa. Tante persone si aggrappano all’esistenza di una vita nell’aldilà, sperano che il proprio caro sia lì accanto a loro, proprio come Sam per la sua Molly. Voi cosa pensate? Credete sia positivo credere nella realtà di questa “seconda vita” o siete contrari, preferite evitare l’illusione? Quello che so è che è sempre piacevole per me confrontarmi con la family, nel magico mondo di Storyteller’s Eye, con pensieri che spesso possono portare a riflessioni e idee contrastanti. Un grande abbraccio.

Sempre Vostra, Storyteller.

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DIARIO DI LIBERO PENSIERO: UN FILM CHE FA RIFLETTERE. (10 luglio 2020)

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Un saluto a tutti, amici carissimi! Questo è il primo articolo di luglio per la rubrica di DIARIO di Libero Pensiero e mi piace inaugurare il mese con qualcosa di diverso da tutto ciò che ho scritto a giugno. Infatti non avevo ancora trattato l’argomento film, che risulta essere un aspetto se non importante, perlomeno significativo delle mie abitudini. Non nego che la sera le attività per me più comuni sono le interminabili telefonate di ore o la visione di un film. Ho sempre prediletto i film che hanno aspetti romantici, con sfumature sia comiche che drammatiche e a volte, nei momenti più impegnati, pellicole dalle ambientazioni storiche e biografiche. Non sono mai andata particolarmente pazza per i film d’azione e di fantascienza, mi annoiano da morire, il fatto che siano inverosimili toglie in me piacere e curiosità di ultimarne la visione. Per i libri è all’incirca lo stesso: evito come la peste i lunghi romanzi, che superano le 300 pagine per intenderci, quelle sorte di enciclopedie di cui non vedi mai la fine, che non giungono mai a un dunque, a un momento saliente che stimoli la tua voglia di procedere, di entusiasmarti. Ma tornando all’esperienza che volevo condividere con voi voglio parlarvi di un film drammatico che vidi qualche giorno prima di scrivere questo articolo. Il suo titolo è Still Alice. L’ho trovato su un’app di streaming che amo particolarmente, ovvero Ray Play. In essa puoi trovare tutti i classici appuntamenti Rai, che personalmente non attirano molto la mia attenzione, ma anche un ricco archivio di film, fiction, serie tv e documenti molto interessanti e soprattutto a costo zero. Ve la consiglio, alla fine è davvero utile, anche perchè si può avere vaste possibilità di scelta anche fuori casa, visto che è un prodotto per tablet e smartphone. Io ad esempio la considero davvero utile quando viaggio in treno. Tornando al film non ve lo racconterò come fosse una recensione, anche perchè se tale fosse la mia intenzione avrei scritto questo contenuto su un’altra

rubrica, piuttosto tratterò l’argomento come una semplice condivisione tra amici. Still Alice è la storia di una donna sulla cinquantina , a mio modesto parere splendidamente interpretata da Julianne Moore, di nome Alice. Tutto ha inizio con un felice quadretto familiare: lei in compagnia dei figli ormai grandi e del marito festeggiano il traguardo dei cinquant’anni con una cena al ristorante. Alice e il marito hanno una carriera professionale brillante e ben avviata, in particolare lei è un docente universitaria e insegna fonologia. Nei giorni seguenti, come quotidianamente accade, esce per andare a correre. Presto viene invasa da una spiacevole sensazione, che la porta a una sensazione di offuscamento dei sensi. Sospettosa di quanto accaduto, si reca da un neurologo. Compresi i sintomi di Alice quest’ultimo decide di fare alcuni accertamenti che daranno esito ad una diagnosi a dir poco sconvolgente: Alice è affetta da una rara forma di Alzheimer precoce. Non c’è nulla da fare: è una lenta e inesorabile perdita di ogni forma di lucidità, una sorta di demone interiore che giorno dopo giorno ti conduce a non sapere più nulla, a non riconoscere più gli oggetti che sono importanti nella tua vita, a non conoscere le abitudini, a non dare un nome ai tuoi figli, a tuo marito. Da un momento all’altro nulla di quello che hai sempre vissuto ha più un senso per te, facendo crollare nello sconforto le persone che ti stanno vicino. Trovo il film davvero ben realizzato. Non ho alcun tipo di conoscenza del mondo della cinematografia, mi baso piuttosto sulle sensazioni che provo. Ho sentito a pelle le emozioni provate dalla protagonista, l’essere cosciente della condanna a perdere tutto ciò che sai, completamente impotente. Penso che per una persona, che per di più ha basato la sua carriera sulla conoscenza e le informazioni, che opera grazie e con la sua mente, sia la cosa peggiore che possa succedere. La stessa Alice infatti afferma di aver preferito un cancro al morbo di Alzheimer, ti porta alla morte cerco, ma non ti rende un morto-vivente. Seppur i contenuti siano forti e toccanti, proprio per questa ragione ne consiglio la visione. Con queste parole concludo, fatemi sapere con un commento se avete già visto il film, se avete intenzione di cogliere il mio consiglio e guardarlo e se avete una vostra opinione in merito. Vi mando un grande abbraccio!

Sempre Vostra, Storyteller.

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LIBERO PENSIERO EXTRA: IL WORLD CHOCOLATE DAY! (9 luglio 2020)

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Un saluto a tutti, cari Lettori!Da grande appassionata e golosa di cioccolato, in particolare quello fondente, per il suo gusto ricco e corposo, non potevo esonerarmi dalla stesura di questo articolo, per la rubrica di LIBERO

PENSIERO EXTRA, il regno delle emozioni istantanee, soprattutto se vissute sulle mie abitudini, sensazioni e passioni. La Giornata Mondiale del Cioccolato, il World Chocolate Day, si festeggia ogni anno il 7 luglio. Quando scoprii l’esistenza di una giornata dedicata ad uno dei miei cibi più bramati e desiderati fui molto felice, lo ammetto, ma anche incuriosita riguardo alcune qualità in merito al grande protagonista di questo post. Nasce durante la dinastia Maya, ormai tanti secoli fa, quando si scoprì la possibilità di coltivarne la pianta, origine del principale ingrediente di tale cibo, ovvero il cacao. Da allora si è trasformato diventando un alimento di largo consumo, in varianti sempre nuove, fino ad arrivare ai giorni nostri, dove addirittura non si cerca solo il piacere del palato, ma anche l’etica nel cioccolato, diventando “crudista”! Il cioccolato inoltre, per la notorietà acquisita negli ultimi anni è diventato protagonista di numerosi film, tra cui memorabile e assolutamente da ricordare “Forrest Gump”, in

cui il protagonista cita una frase che diventerà emblematica per gli appassionati del lungometraggio, la trovate a fianco di quanto scritto. Bellissimo anche il film “Chocolat”, che compare per la prima volta sul grande schermo nel 2000. Da buona romantica quale sono me ne ero letteralmente innamorata fin da subito. La vicenda vede in primo piano la vita di una donna e di sua figlia, che si trasferiscono in un piccolo paese francese in seguito a viaggi avventurosi alla scoperta di cacao e spezie pregiate. Giunti a destinazione apriranno una piccola cioccolatiera, il quale diventerà in breve tempo fonte di chiacchiere di paese e pettegolezzi. E’ in quel contesto però che le due

incontrano un uomo alquanto bizzarro, una specie di pirata, che presto diventerà aspetto fondamentale delle loro vite. Anche di questo film, di cui consiglio la visione, trovate a fianco una citazione. Tra le curiosità che ho trovato sul web, alcune hanno attratto la mia attenzione e voglio condividerle con voi. Nel 2019 in Italia sono stati ordinati a domicilio (tramite dispositivi e app di take away) oltre 12 mila chili di cioccolato, quantità pari a 120.000 tavolette da 100 grammi l’una. Durante il lock-down di questo difficile 2020 la voglia di cioccolata non si è placata e nel periodo tra marzo e aprile ne sono stati ordinati oltre 2500 chili, con un incremento del +20% rispetto al solito. Si dice che il cioccolato può essere fonte di felicità, forse per questo la gente, chiusa in casa, si è concessa qualche dessert in più! Con queste parole concludo, mi sono davvero divertita a scrivere questo articolo. E voi? Amate il cioccolato come la sottoscritta o preferite evitarlo? Un abbraccio forte a tutti!

Sempre Vostra, Storyteller.

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POST INFORMATIVO: -4 GIORNI ALL’INIZIO DEGLI APPUNTAMENTI DI STORYTELLER’S EYE WORD. ( 4 giugno 2020)

Buon giorno cari Lettori. Con oggi mancano quattro giorni all’inizio di questo mese di appuntamenti nel magico mondo di Storyteller’s Eye Word. Ma vi scrivo anche perchè voglio condividere due cose per me importanti con voi. In primis proprio oggi ricorre un evento, oserei dire, storico per l’Italia, così come mi ha suggerito il blog de “IL MONDO DI ORSOSOGNANTE”, di cui condivido in seguito il link,https://tonykospan21.wordpress.com/. Si ricorda infatti il giorno in cui il grande Massimo Troisi, attore a mio onesto parere fantastico, ci lasciò, nell’ormai lontano 4 giugno 1994. Con la sua scomparsa ci lascia grandi film, girati tra gli anni ’70 e ’90, tra cui “La Smorfia” e “Ricomincio da tre”. Ultima pellicola, quella dal titolo “Il Postino”, ispirata alla vita del celebre poeta Pablo Neruda e regia di Philippe Noiret, candidato a due premi Oscar. Il grande attore morì appena dodici ore dopo la realizzazione del film. Oltre a questo piccolo omaggio ci tengo a condividere alcune idee circa i prossimi articoli, magari a partire da luglio. Mi piacerebbe infatti creare ogni giorno un piccolo post che riporta una breve

riflessione al giorno, magari accompagnata da citazioni e aforismi, per avere ulteriori spunti di riflessione comune. Inoltre sto pensando a tante novità per settembre, tra cui l’uscita del mio libro, se tutto va come credo, e di una piccola riflessione/ pamphlet che condividerò con voi sul blog. Per ora non aggiungo altro, spero ovviamente che siano entrambi apprezzati! Nei prossimi giorni condividerò con voi altre idee che intendo portare sul blog. Prima di concludere, come sono solita fare, vi ricordo qualora fosse cosa gradita, di iscrivervi anche alla pagina Facebook del blog ( Storyteller’s Eye), dove condivido tutto quello che viene pubblicato qui, e il gruppo Facebook ( Gruppo di Storyteller’s Eye), dove è possibile promuovere e condividere i vostri lavori artistici di scrittura, arte o blogging. Trovate infine come sempre la mia mail nella pagina del blog dedicata ai contatti, per riflessioni, spunti, idee, collaborazioni o semplici pensieri, molto graditi e apprezzati. Fatemi sapere con un commento se anche voi amate il grande Troisi e se apprezzate le novità sia riguardo i nuovi post, sia riguardo le mie pubblicazioni. Un grande abbraccio a tutti.

Sempre Vostra, Storyteller.