EMPATIA: IL LIBRO DELL’INQUIETUDINE (9 settembre 2020)

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Un saluto a tutti, cari Lettori! Questo articolo è forse il primo davvero argomentativo, escludendo quello di natura riflessiva uscito ieri, che vi invito a leggere qualora non lo aveste ancora fatto, dal principio della nuova programmazione di settembre. Non potevo esimermi dal trattare un argomento per la rubrica EMPATIA, con il suo mood immaginifico, sognante e un pò fuori dagli schemi, per queste sue peculiarità credo sia ideale per iniziare al meglio questa nuova stagione di scritture creative. Oggi in

particolare vi voglio parlare di un libro che già solo per il titolo è un’opera originale e sopra le righe. Autore il grande Fernando Pessoa, di cui ho dedicato una stesura biografica, sempre per la medesima rubrica, durante la stagione precedente. Mi riferisco a “Il libro dell’inquietudine”, di cui la prima stesura in lingua originale è stata pubblicata nel 1982 e arriva in Italia quattro anni più tardi. Come si può desumere, visto che l’autore viene a mancare nell’anno 1935, l’opera verrà pubblicata molti anni dopo la sua morte per volontà di editori e curatori devoti alla figura del celebre scrittore. Si tratta in realtà di “un libro che non esiste”, pensato come un “libro a venire” appunto. Non è altro che carte sparse, ritagli, appunti di tutta una vita, in totale una raccolta di 400 brevi prose tra le più differenti, scritte durante il ventennio tra il 1913 e il 1935. Già in vita l’Autore assegna diverse paternità alla futura opera, quasi volesse prolungare la sua persona in due differenti alter-ego, rispettivamente Bernardo Soares e Vicente Guedes. L’opera è quindi della stessa personalità, racchiudendo però in sè diverse persone distinte (da notare la scelta della prima persona singolare per la stesura). Il linguaggio è febbrile, malinconico, colmo di infiniti personali, di anacoluti e di parole inventate. Ciò gli permette di affrontare con sensibilità e forte emotività il mal di vivere del suo primo alter-ego, Soares appunto. Nonostante le mille stranezze racchiuse in questo capolavoro, il lettore è immerso in un profondo senso di praticità e semplificazione alla lettura, vista la sua natura scomposta, che permette sia una lettura a più riprese, sia perchè no, senza un ordine cronologico. Vi invito dunque a leggere il libro, a mio avviso, più metafisico di sempre, per scoprire il lato incredibile e bizzarro della scrittura creativa. Con queste parole concludo, un forte abbraccio.

Sempre Vostra, Storyteller.

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LIBERO PENSIERO EXTRA: EMOZIONI DI UN GRANDE POETA. (29 giugno 2020)

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Buongiorno cari Lettori! E’ bello condividere con voi questi miei pensieri e

sensazioni e già da oggi, anche se ancora non è iniziato il mese di luglio, sento la necessità di scrivere di quanto balena nella mia mente. La pubblicazione di oggi, la biografia di Fernando Pessoa, un uomo dalla vita complessa, come d’altronde è quella di tutti i grandi intellettuali, ha portato in me il desiderio di condividere non solo la sua vita, ma anche quello che pensò nel suo intimo, la carica emotiva che lo spingeva probabilmente alla stesura delle sue poesie. Leggendo le sue citazioni e pensieri ritrovo in esso il fascino del sognatore, dell’uomo che va oltre i confini sociali, che non si aspetta nulla dalla vita e alla stesso tempo crede nel potere dell’amore,

l’unica vera forza umana e forse l’unica cosa inseme al pensiero che siamo in grado di gestire. Tutto ciò emerge quasi con prepotenza, che ovviamente non ha le sembianze della cattiveria, bensì dell’ostinazione. Al contrario di ciò che si pensa, non tutti i poeti sono umili pensatori, non credono tutti in un bene comune, in un mondo fatto di dare e ricevere. In questo caso la figura in questione pur non essendo autoritaria, dimostra molta determinazione in quanto afferma, al punto tale da rendere il lettore “vittima intenzionata” delle sue parole. Allo stesso modo le sue poesie tessono una trama “ragionata”, poco comune nel genere, ogni strofa

è un portare oltre una tesi ben argomentata. Esempio la poesia” Quel che mi duole non è” oppure “Non sto pensando a niente”, che vi invito alla lettura, ormai presenti in molte pagine del web. Fiumi di altre idee per questa nuova si palesano nella mia mente, nel pomeriggio infatti vorrei condividere un mio pensiero, una citazione che inseme ad altre scrissi ormai tempo fa diventando parte del mio pensare. Sempre in questa vorrei creare uno speciale in cui parlo di come nacquero in me alcuni pensieri, diventati capisaldi della mia filosofia e di un saggio che verrà prossimamente pubblicato. Un abbraccio a tutti.

Sempre Vostra, Storyteller.

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EMPATIA: STORIA DI FERNANDO PESSOA (29 giugno 2020)

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Buon pomeriggio Lettori. Oggi tratterò nuovamente una biografia, la seconda del mese per esattezza, ma se la scorsa settimana ho toccato un argomento molto forte con la storia di Anna Frank, ovvero la Shoah e la deportazione e il massacro degli ebrei nei campi di concentramento e di sterminio, oggi ci immergiamo nel mondo “classico” della letteratura a cavallo tra gli ultimi decenni dell’800 e i primi del 900. In particolare approfondiremo la storia di un grande poeta portoghese, ovvero Fernando Pessoa. Direi di non indugiare oltre e di iniziare questo viaggio alla scoperta di una nuova biografia, segno indelebile della storia. Il suo nome completo di battesimo era Fernando António Nogueira Pessoa, e nacque come anch’io il 13 giugno, del lontano anni 1888 a Lisbona. I suoi genitori erano Madalena Pinheiro Nogueira e Joaquim de Seabra Pessoa, il padre era un noto critico musicale nel panorama cittadino. Quest’ultimo però morirà nel 1893 e appena due anni dopo, nel 1895, sua madre si unisce in seconde nozze con il comandante Joào Miguel Rosa. La nuova famiglia così formata, visto il consolato a Durban del marito della madre, si stabilisce in Sudafrica, luogo in cui Pessoa passa tutta la sua giovinezza. Tornerà a Lisbona nel 1905, dove seguirà il corso di Filosofia della facoltà di Lettere. Fu allora che inizia la sua seconda professione, che lo accompagnerà per tutta la vita, ovvero quella di corrispondente di lingua inglese e francese. Dal 1913 inizia a collaborare per una serie di riviste, tra cui la “A Aguia” e la “Portugal Futurista”, scrivendo letture dedicate ai romantici e in particolare a Baudelaire.

Nel 1914 Pessoa creare il suo primo personaggio di fantasia, ovvero il Chevalier de Pas, riecheggiante il periodo della sua infanzia. Siamo nel 1915. Insieme a Mário de Sá-Carneiro, Almada Negreiros, Armando Córtes-Rodriguez, Luis de Montalvor, Alfredo Pedro Guisado e altri lo scrittore decide di dare vita ad una rivista d’avanguardia, nota come “Orpheu”, che mostrerà un ampio repertorio ricco del fascio futurista, paulista e cubista. L’Orpheu, nonostante un’impronta che riuscirà a segnare nell’immaginario letterario portoghese, avrà vita breve. Nel 1920 Pessoa si approccia per la prima ( e ultima) volta con il gentil sesso, precisamente con una tale Ophelia Queiroz, impiegata in una delle ditte di import-export per le quali Fernando Pessoa lavora. Il loro burrascoso rapporto terminerà definitivamente nel 1929. L’unica raccolta in versi che il Pessoa curò, interamente in lingua portoghese fu il “Mensagem” (Messaggio), che vide la sua pubblicazione nel 1934. Piccola curiosità e che il “Mensagem” gli fece vincere un premio governativo per un valore di 5mila escudos. I temi fanno dalla teologia all’occultismo, dalla filosofia alla politica all’economia nonchè altre discipline. Fernando Pessoa morì a causa di una crisi epatica, probabilmente per l’abuso di alcolici, il 30 novembre 1935 in un ospedale di Lisbona. Con queste parole concludo e vi mando un forte abbraccio.

Sempre Vostra, Storyteller.

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