CRONACA: GLI EFFETTI SULLA PSICHE UMANA DEL COVID-19, SECONDA PARTE.( 17 giugno 2020)

Buongiorno Lettori! Questo articolo è una continuazione di quello precedente, che è stato pubblicato ieri sul blog e che vi consiglio di leggere qualora non lo aveste già fatto. Infatti il COVID-19, oltre al problema tangibile dell’impossibilità di spostarsi e di compiere le nostre quotidiane mansioni, ha portato molte persone a nutrire nelle proprie menti cattivi pensieri, che presto sono diventati qualcosa di difficilmente gestibile, ovvero svariate forme d’ansia, talvolta somatizzate, attacchi di panico e depressione con vari livelli di incidenza. A portarmi alla conoscenza del fatto è stato un articolo, più di altri, pubblicato dal noto quotidiano “Il Messaggero”, risalente al 25 marzo. Il titolo è forte e colpisce il lettore con affermazioni dirette: Emergenza corona-virus: quando sarà finita il 50% degli italiani avrà disturbi emotivi. Quelle parole mi inducono velocemente alla lettura. Seppur la portata dell’articolo non sia molta, il tutto potrebbe ulteriormente essere riassunto con la citazione, con cui il tutto viene introdotto, del presidente della Società italiana di Epidemiologia psichiatrica (Siep) e membro di direzione dell’Associazione Luca Coscioni, Fabrizio Starace: “conseguenze psicologiche sul 50% degli italiani: persone a rischio, positivi, operatori sanitari, che stanno pagando un tributo enorme in termini di vite stroncate e livelli di stress ai limiti della tollerabilità”.

Si tratta appunto di un’allerta quella lanciata da Starace, per ovviare ad un problema forte che si sta manifestando come conseguenza dell’epidemia. Bisognerà pensare dunque, non solo a fronteggiare il contagio, ma anche le cadute psicologiche di metà (o quasi) popolo italiano con una risposta post-epidemia. Si riconosce una società “non abituata agli effetti che le costrizioni e le misure restrittive stanno avendo sulle persone, insieme alla continua esposizione a informazioni e notizie che colpiscono significativamente la parte emotiva”, come se la nuova condizione generasse un caos tale nelle menti delle persone da non essere più in grado di sostenersi a vicenda. Le persone più colpite dal disagio emotivo da corona virus sono ovviamente coloro che vivevano già precedentemente situazioni di disagio e di fragilità, nonché coloro che contraggono il virus, costretti all’isolamento e alla lontananza per lunghi giorni da propri famigliari. La proposta di Starace, in seguito a quanto affermato, è quindi quella di monitorare non solo lo stato di salute fisica delle persone in quarantena, ma anche la loro condizione emotiva, affinché queste percentuali altissime possano scendere. Si tratta probabilmente di una situazione più grave di quanto noi ci aspettassimo e il motivo è che non siamo stati in grado di prevedere gli effetti che questo virus ha avuto sulle nostre menti, che dall’oggi al domani ha cambiato drasticamente le nostre vite, a sentirci talvolta come isolati, imprigionati e abbandonati a un brutto (possibile) destino, quasi come se l’amore e l’affetto fino ad allora ricevuto fosse sparito. La verità è che nessuno è solo, siamo tutti accomunati dal medesimo problema e tutti potremo essere aiutati in caso di necessità. Mi piacerebbe in questo articolo più di altri ricevere un vostro commento, qualora fosse cosa gradita, per valutare insieme questa situazione. Per adesso mando a tutti un forte abbraccio e a presto.

Sempre Vostra, Storyteller.

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