DIARIO DI LIBERO PENSIERO: INIZIO DI UN NUOVO PERCORSO. (15 ottobre 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Letti! L’appuntamento di oggi è sicuramente fondamentale perchè ho intenzione, come già definito nel post informativo di ieri, di illustrarvi la dinamica di questo nuovo format di DIARIO. Ebbene sì, il nostro consueto appuntamento del venerdì cambierà leggermente i suoi connotati per avvicinarsi maggiormente al concetto reale di diario, ovvero di un piccolo quaderno che racchiude i pensieri che scorrono in base al nostro quotidiano. Non parleremo più soltanto di esperienze e considerazioni sporadiche, ma quest’ultime saranno inserite nel corso della descrizione degli avvenimenti settimanali. Parleremo infatti di quello che studio, del mio approccio, dei cambiamenti che faccio nella settimana, di quelle esperienze che più altre hanno suscitato in me una riflessione. Ovviamente nel corso narrativo troverete anche tutti i racconti già presenti nella precedente forma di diario. Mi esalta l’idea di fornirvi uno scorcio, di farvi dare uno sguardo a quegli aspetti della mia vita che fanno parte del mio bagaglio empirico e che quindi possono dare consigli ed emozioni anche a voi che leggete. Dalla rinascita poi, così definisco il momento in cui ho ripreso a lavorare e scrivere in seguito al mio stato di generale malessere, tanti aspetti sono positivamente cambiati nella mia vita e mi piace molto l’idea di condividere questo con voi. Non tolgo il fatto che qualcosa possa tornare a negarmi qualche giorno di scrittura, perchè la mia realtà è questa nonostante tutte le forme di cure che attuo, ma sarò sempre felice, nel più breve tempo possibile, di tornare a scrivere questi articoli che essenzialmente li vivo come un ulteriore completamento della mia quotidianità. La bellezza di Storyteller’s Eye Word è questa: io per prima ma anche voi che leggete, commentate e apprezzate, siete totalmente liberi. Non importa se io o voi uscite fuori tema o parlate di pensieri che apparentemente non c’entrano. Potete anche commentare dicendo che non accettate per niente quello che penso fornendomi la vostra tesi e argomentazione e per me sarebbe semplicemente un dibattito emozionante e un modo per comprendere un nuovo punto di vista. Quindi commentate, lasciate il vostro commento con la vostra idea. Vi piacerebbe vedere e capire meglio come si svolgeranno le prossime pagine di diario? Avete suggerimenti, consigli o semplicemente delle domande in merito al quotidiano che vorreste pormi? Intanto scrivete, perchè scrivere è la capacità più nobile dell’essere umano insieme al pensiero. Vedete Madre Natura, aldilà di ciò che vogliamo far credere a noi stessi, non ci ha resi migliori degli altri esseri viventi, non ci ha dato alcuna particolare abilità, ma per fortuna ci ha fornito uno strumento prezioso, ovvero la nostra ragione per creare, inventare e sopperire alle nostre mancanze, tra cui la scrittura. Vi consiglio in merito la lettura scritta da un sociologo, ovvero Marco Aime, uno per me dei migliori, il cui titolo è Cultura. Lo farei leggere ad ogni giovane delle scuole superiori, come successe anche a me all’epoca, perchè cambia davvero la percezione dell’uomo sulla terra. Ti accorgi semplicemente che il tuo egocentrismo verso le altre specie è assolutamente inutile. Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stella e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home page e confermare. È possibile votare un numero illimitato di volte, basta attendere 60 minuti tra una votazione e l’altra. Un abbraccio a tutti!

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Greetings to all, Dear Beds! Today’s appointment is certainly essential because I intend, as already defined in yesterday’s informative post, to illustrate the dynamics of this new DIARY format. Yes, our usual Friday appointment will slightly change its connotations to get closer to the real concept of diary, or rather a small notebook that contains the thoughts that flow according to our daily life. We will no longer speak only of sporadic experiences and considerations, but the latter will be inserted in the course of the description of the weekly events. In fact, we will talk about what I study, about my approach, about the changes I make during the week, about those experiences that more than others have aroused reflection in me. Obviously in the narrative course you will also find all the stories already present in the previous form of diary. The idea of ​​giving you a glimpse, of making you take a look at those aspects of my life that are part of my empirical baggage and therefore can give advice and emotions to you who read, excites me. From the rebirth then, so I define the moment in which I resumed working and writing following my state of general malaise, many aspects have positively changed in my life and I really like the idea of ​​sharing this with you. I do not take away the fact that something can return to deny me a few days of writing, because this is my reality despite all the forms of treatment that I implement, but I will always be happy, in the shortest possible time, to return to writing these articles that essentially I live as a further completion of my daily life. The beauty of Storyteller’s Eye Word is this: I first but also you who read, comment and appreciate, are totally free. It doesn’t matter if you or I go off topic or talk about thoughts that apparently have nothing to do with it. You can also comment by saying that you do not accept what I think at all by providing me with your thesis and argument and for me it would simply be an exciting debate and a way to understand a new point of view. So comment, leave your comment with your idea. Would you like to see and understand better how the next diary pages will unfold? Do you have any suggestions, advice or simply any questions about the newspaper you would like to ask me? Meanwhile, write, because writing is the noblest ability of the human being together with thought. You see Mother Nature, beyond what we want to make ourselves believe, she has not made us better than other living beings, she has not given us any particular skills, but fortunately she has provided us with a precious tool, which is our reason for creating, invent and make up for our shortcomings, including writing. I recommend reading written by a sociologist, Marco Aime, one of the best for me, whose title is Culture. I would make every high school young person read it, as happened to me at the time, because it really changes the perception of man on earth. You simply realize that your self-centeredness towards other species is absolutely useless. With these words I conclude, I remind you to leave a star and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article or in the blue banners on the home page and confirm. You can vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between one vote and the next. Hugs to all!

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DIARIO DI LIBERO PENSIERO: ESPERIENZE CHE NUTRONO L’ANIMA. (8 ottobre 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Oggi, dopo tanto tempo, torno a riempire le pagine del mio diario storytelliano, con parole ed esperienze che hanno segnato il trascorrere dei miei giorni. Ne sentivo la mancanza, condividere con voi tutto, sia i momenti piacevoli, che le sconfitte, è per me particolarmente formativo, mi aiuta a mettere ordine, a capire ciò che mi è utile e ciò che a sua volta può esserlo per voi, ma soprattutto cosa non lo è affatto. Come sapete questo periodo è stato difficile per me, ho affrontato non solo la sensazione di malessere costante, ma anche e soprattutto i miei demoni interiori. L’aspetto positivo in tutto ciò è stato però che era il periodo delle vacanze e quindi un momento da dedicare al riposo e allo svago. Lo scopo delle vacanze in fondo è proprio questo, cercare di portare nuovamente a zero tutto lo stress accumulato nel corso dell’anno. Ebbene ormai la tappa fissa per ogni vacanza della mia famiglia è la Francia, in particolare le zone della Provenza, luogo da noi facilmente raggiungibile visto che vivo in Piemonte, nei pressi della Val Chisone. Sconfinare nel nostro caso, necessita appena un oretta, forse poco più. La Provenza francese, per chi ama la natura, la serenità e la ricerca di cultura locale è ideale. Durante il periodo estivo le strade e le città si riempiono di caratteristici mercati all’aperto in cui si possono trovare oggetti e prodotti alimentari fra i più differenti e tutti di ottima qualità. Nei pressi della storica cittadina di Nyons ogni giovedì c’è un ricco mercato rionale che si estende lungo i suoi vicoli. La città, tipicamente di stampo medievale, si compone di abitazioni realizzate per lo più in pietra, restaurate e finemente portate in auge. Sull’apice dell’altopiano in cui si erge il paese troneggia la Tour Randonne, un piccolo edificio di fattura tipicamente gotica. E’ la tappa ideale di chi ama le lunghe camminate rilassanti nei piccoli centri storici, di quei paesi segnati dal fascino antico. Io faccio assolutamente parte di questo gruppo. Inoltre la Provenza è certamente famosa per la produzione di prodotti a base di lavanda e saponi naturali. Nei pressi di Nyons, ad una manciata di minuti dal centro storico della cittadina, si può trovare una tipica Savonnerie, un azienda che vende e produce saponi naturali con le profumazioni più disparate e le forme più ricercate, come piccoli animali, cuori, fiori e altro. Alcune di queste saponette sono esposte un splendide scatoline di latta decorate, il che le rende un perfetto regalo da portare di ritorno dalle vacanze ad amici e parenti. Infine un altro aspetto che mi attrae della Provenza, ma che in realtà è molto diffuso in tutto il territorio francese è il brocantage. Non è altro che il commercio di oggetti e mobili d’epoca, dal vintage all’antiquariato. Ogni piccolo paese ha almeno un negozio di brocante. Sgattaiolare in questi negozi è un vero tuffo nel passato, con viaggi mentali che a volte superano abbondantemente il secolo di storia. La passione per l’antiquariato è maturato in me dai miei genitori, anch’essi molto appassionati. Adoro andare alla ricerca dall’affare, acquistando oggetti che successivamente possono arredare le stanze di casa mia. Lo consiglio, sicuramente chi ama viaggiare adorerà scoprire non solo il presente di una certa cultura, ma anche il suo passato. Prima di concludere vi chiedo di commentare parlandomi della vostra esperienza. Siete mai stati in Francia? Avete una meta tra le vostre esperienze di viaggio che più di altre vi ha segnato e colpito? Scrivetemi liberamente. Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stella e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home page e confermare. È possibile votare un numero illimitato di volte, basta attendere 60 minuti tra una votazione e l’altra. Un abbraccio a tutti!

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Greetings to all, Dear Readers! Today, after a long time, I return to fill the pages of my Storytellian diary, with words and experiences that have marked the passing of my days. I missed it, sharing everything with you, both the pleasant moments and the defeats, is particularly formative for me, it helps me to put in order, to understand what is useful to me and what in turn can be for you, but especially what is not at all. As you know this period has been difficult for me, I have faced not only the feeling of constant malaise, but also and above all my inner demons. The positive aspect in all this, however, was that it was the holiday period and therefore a time to devote to rest and recreation. After all, the purpose of the holidays is precisely this, to try to bring all the stress accumulated over the year to zero again. Well now the fixed stop for every holiday of my family is France, in particular the areas of Provence, a place that we can easily reach since I live in Piedmont, near the Val Chisone. In our case, crossing the border takes just an hour, perhaps a little more. French Provence, for those who love nature, serenity and the search for local culture is ideal. During the summer the streets and cities are filled with characteristic open-air markets where you can find objects and food products of the most different and all of excellent quality. Near the historic town of Nyons every Thursday there is a rich local market that extends along its alleys. The city, typically of medieval style, is made up of houses made mostly of stone, restored and finely brought into vogue. On the top of the plateau where the town stands stands the Tour Randonne, a small typically Gothic building. It is the ideal stop for those who love long relaxing walks in the small historic centers, of those villages marked by ancient charm. I am absolutely part of this group. In addition, Provence is certainly famous for the production of lavender products and natural soaps. Near Nyons, a few minutes from the historic center of the town, you can find a typical Savonnerie, a company that sells and produces natural soaps with the most diverse fragrances and the most sought-after shapes, such as small animals, hearts, flowers and other. Some of these soaps are displayed in beautiful decorated tin boxes, making them a perfect gift to bring back from holidays to friends and family. Finally, another aspect of Provence that attracts me, but which is actually very widespread throughout the French territory, is brocantage. It is nothing more than the trade of period objects and furniture, from vintage to antiques. Every small town has at least one brocante shop. Sneaking into these shops is a real blast from the past, with mental journeys that sometimes well exceed a century of history. The passion for antiques matured in me from my parents, who are also very passionate. I love to go looking for a bargain, buying items that can later decorate the rooms of my house. I recommend it, surely those who love to travel will love to discover not only the present of a certain culture, but also its past. Before concluding, I ask you to comment by telling me about your experience. Have you ever been to France? You have a goal in your experiencestravel that more than others has marked and impressed you? Write to me freely. With these words I conclude, I remind you to leave a star and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article or in the blue banners on the home page and confirm. You can vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between one vote and the next. Hugs to all!

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EMPATIA: LA GIORNATA MONDIALE DEL LIBRO. (6 maggio 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Come sempre nei post della rubrica EMPATIA mi piace ricordare date importanti per quanto concerne eventi e aspetti del quotidiano da rispettare e onorare. Non é da meno il caso del libro, strumento oserei dire fondamentale, parte integrante per la vita di molti di noi. La data in cui si è consueti ricordarlo è il 23 aprile e si tratta di un ricorrenza promossa dall’UNESCO, allo scopo di valorizzare e celebrare la lettura, nobile attività culturale fondamentale per la storia dei popoli e dell’umanità. La data scelta non è a caso: coincide infatti con la già storicamente esistente festa del libro, di tradizione spagnolo-catalana, celebrata a partire dal 1931 per ordine dell’allora re Alfonso XIII. Inoltre il 23 aprile é la data in cui si ricorda la morte di due pietre miliari del panorama letterario, ovvero lo scrittore spagnolo Miguel de Cervantes, il grandioso autore del Don Chisciotte de la Mancha, e l’immortale William Shakespeare. È inoltre la data di nascita dello scrittore Vladimir Nabokov, padre letterario dell’opera Lolita. Curiosità interessante è che la prima festa del libro, celebrata ovviamente in Spagna, più precisamente a Barcellona, si volse in realtà il 7 ottobre, data di nascita di Cervantes, per iniziativa dell’editore Vincent Clavel Andrès. Lo stesso re decise successivamente di estendere la giornata su tutto il territorio nazionale, ricordando lo scrittore e la letteratura stessa il 23 aprile. Da 25 anni questa data é stata riconosciuta a livello mondiale per opera dell’UNESCO, attraverso il patrocinio proclamato dalla Conferenza Generale di Parigi del 1996. La ricorrenza é nota in particolare nel territorio catalano come “LA Giornata del Libro e della Rosa”. Il 23 aprile è infatti anche il giorno di celebrazione di San Giorgio, patrono della Catalogna, per questo è tradizione nella regione che gli uomini offrano una rosa in dono alle donne. Durante la giornata non è raro trovare libri in vendita con tanto di rosa rossa tra le pagine. Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stellina e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basterà attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio a tutti!

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Greetings to all, Dear Readers! As always in the posts of the EMPATIA column, I like to remember important dates regarding events and aspects of everyday life to be respected and honored. It is no less the case of the book, an instrument I would dare to say fundamental, an integral part for the life of many of us. The date on which it is customary to remember it is April 23 and it is an anniversary promoted by UNESCO, in order to enhance and celebrate reading, a noble cultural activity that is fundamental for the history of peoples and humanity.
The date chosen is not by chance: it coincides with the already historically existing book festival, of Spanish-Catalan tradition, celebrated starting in 1931 by order of the then King Alfonso XIII. Furthermore, 23 April is the date on which two milestones of the literary landscape are remembered, namely the Spanish writer Miguel de Cervantes, the great author of Don Quixote de la Mancha, and the immortal William Shakespeare. It is also the date of birth of the writer Vladimir Nabokov, the literary father of the opera Lolita. An interesting curiosity is that the first book festival, obviously celebrated in Spain, more precisely in Barcelona, actually took place on 7 October, the date of birth of Cervantes, on the initiative of the publisher Vincent Clavel Andrès.
The king himself later decided to extend the day throughout the country, remembering the writer and the literature itself on April 23. For 25 years this date has been recognized worldwide by UNESCO, through the sponsorship proclaimed by the General Conference of Paris in 1996. The anniversary is known in particular in the Catalan territory as “The Day of the Book and the Rose”. In fact, April 23 is also the day of celebration of St. George, patron saint of Catalonia, which is why it is a tradition in the region for men to offer a rose as a gift to women.
During the day it is not uncommon to find books on sale with a lot of red roses between the pages. With these words I conclude, I remind you to leave a star and to vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade!
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DIARIO DI LIBERO PENSIERO: IL MONDO TAOISTA. (3 maggio 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Oggi, nel pieno stile del contenuto di questo articolo, scrivo questa pagina di DIARIO, dove all’interno si palesa un aspetto essenziale della mia vita. Si tratta del Taoismo. Per chi non sapesse a cosa mi riferisco il Taoismo é una religione/ filosofia di origine cinese. Il suo fondatore, Lao Tze, attraverso i suoi scritti, principalmente contenuti dentro il Tao Te Ching, presenta brevi versi a dimostrare la forte connessione che l’uomo possiede nei confronti della natura, generatrice onnipotente di ogni cosa, di come ci si deve esprimere e comportare verso il prossimo, qualsiasi sia la sua specie. Essere un taoista fedele significa in primis comprendere al meglio il mondo che ci circonda per imparare ad affrontarlo e rispettarlo. Non si tratta di una comune religione che prevede sacramenti e preghiere, ma piuttosto grandi momenti di riflessione con sé stessi e il mondo che ci circonda. Si può intraprendere, proprio per sua natura, in due modi. Il primo come religione il secondo come filosofia di vita. Nel mio caso, essendo io atea, lo considero sia l’uno che l’altro. Vivere secondo i dettami taoisti ci aiuta a sentirci meglio, ci porta a sentirci parte di un gruppo equilibrato e rispettoso, contrariamente a quanto si è sottoposti nella nostra società moderna. Ogni essere vivente rispetta il prossimo, ogni azione che compie sono puristi della sopravvivenza, che hanno come scopo principe il perpetuarsi di una specie. Io personalmente amo questa religione, mi rispecchia molto, praticarla mi fa sentire meglio. La religione, qualsiasi essa sia , è un completamento fondamentale del nostro essere, che si matura con anni di riflessione. Per questo trovo scorretto e ingiusto affidare i propri figli culto della propria religione, senza che lui stesso abbia maturato un proprio pensiero a riguardo.Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stellina e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basterà attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio a tutti!

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Greetings to all, Dear Readers! Today, in the full style of the content of this article, I write this page of DIARY, where an essential aspect of my life is revealed inside. It is about Taoism.
For those who do not know what I mean, Taoism is a religion / philosophy of Chinese origin. Its founder, Lao Tze, through his writings, mainly contained within the Tao Te Ching, presents short verses to demonstrate the strong connection that man has towards nature, the omnipotent generator of everything, of how one must express oneself, and behave towards others, whatever their species.
Being a faithful Taoist means first and foremost understanding the world around us in the best possible way to learn to face it and respect it. This is not a common religion that includes sacraments and prayers, but rather great moments of reflection with oneself and the world around us. It can be undertaken, by its very nature, in two ways.
The first as a religion, the second as a philosophy of life. In my case, being an atheist, I consider it both.
Living according to Taoist dictates helps us to feel better, it leads us to feel part of a balanced and respectful group, contrary to what we are subjected to in our modern society. Every living being respects its neighbor, every action it performs are purists of survival, whose main purpose is the perpetuation of a species.
I personally love this religion, it reflects me a lot, practicing it makes me feel better. Religion, whatever it may be, is a fundamental completion of our being, which matures with years of reflection. This is why I find it unfair and unfair to entrust one’s children to a cult of one’s religion, without him having developed his own thoughts about it. With these words I conclude, I remind you to leave a star and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade!
Just click in the blue bar under the article or in the blue banners on the home page and confirm. It is possible to vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between one vote and the next. Hugs to all!

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EMPATIA: LA STORIA DELLA BEFANA. (6 gennaio 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Innanzitutto voglio augurare un buon giorno della Befana a tutti voi che mi seguite e a tutti coloro che prossimamente, leggendo gli articoli del blog, decideranno di far parte di questa grande e meravigliosa famiglia. Ne approfitto per ricordarvi di iscrivervi sul blog (www.storytellereyeword.com) e su Instagram (storytellerseyeword) perché raggiunti in contemporanea su entrambe le piattaforme i 500 followers, organizzerò alcuni speciali sul blog piú delle iniziative Instagram e avremo modo insieme di scoprire curiosità tra le piú diverse. Come sempre rispondo ad ogni like e segui. Detto ciò é arrivata la Befana da voi? Vi ha portato qualche dolcetto oppure vi ha portato qualcosa di più tradizionale ad esempio, mandarini, frutta secca, qualche dolce tradizionale fatto in casa e simili? Io ovviamente nonostante la mia golosità a causa di qualche piccolo problemino di salute (nulla di eclatante ovviamente, tranquilli) ho rinunciato da tempo ai dolci confezionati che si trovano al supermercato, ricchi di zuccheri chimici, per squisitezze naturali e altrettanto buone. Provare per credere! Ma che origine ha la leggenda della Befana? Secondo la tradizione cristiana infatti l’Epifania (dal greco ἐπιφάνεια, epifáneia, “manifestazione, apparizione”) é legata all’arrivo dei tre Magi alla grotta dove Gesù bambino era da poco venuto al mondo, omaggiando il nascituro con oro, incenso e mirra. La leggenda della Befana ha invece origine pagana: tutto ebbe origine da un antichissimo racconto fantastico per cui nella notte volavano sui campi appena seminati figure femminili pronte a propiziare il raccolto. I primi a ereditare parte della cultura pagana riguardo a questi racconti furono i romani.In fatti la dodicesima notte dopo il solstizio invernale essi celebravano la morte e la rinascita della natura attraverso Madre Natura, credevano inoltre che proprio nel corso di quelle dodici notti delle figure femminili volassero sui campi coltivati, al fine di portare fertilità ai futuri raccolti. Varie teorie si tramandano riguardo all’identità di questa figura femminile, alcuni infatti credono sia Diana, dea lunare della cacciagione e della vegetazione, altri credono che possano essere divinità minori come “Sàtia” (dea della sazietà), o “Abùndia” (dea dell’abbondanza). Alcuni racconti fanno partire la leggenda della Befana da un’antica festa invernale romana in onore di Giano e Strenia, per cui le persone si scambiavano piccoli doni. Altri ancora fano risalire il tutto ad un antico culto mitologico – germanico in onore di Holda e Berchta, sempre come una personificazione femminile della natura invernale. Con l’arrivo del IV secolo la Chiesa di Roma condannò tutti i riti e i culti pagani finché nel corso dei secoli tornò gradualmente in auge l’attuale figura di una vecchina affettuosa, e non una strega, rappresentata su una scopa volante.Il teologo Epifanio di Salamina, poi, decise di proporre la ricorrenza dell’Epifania alla data della dodicesima notte dopo il Natale, recuperando in questo modo l’antica simbologia numerica pagana. Durante il periodo fascista divenne una festività fondamentale, quando venne introdotta la “Befana fascista” (diventata nel periodo di dittatura di Benito Mussolini la “Befana del Duce” , momento in cui venivano distribuiti regali per i bambini più poveri del Paese. Tutt’ora, richiamando la tradizione religiosa di Santa Lucia, la Befana porta doni e dolciumi a tutti i bambini. Con quest parole concludo, vi ricordo di lasciare una stellina e un commento per farmi conoscere la vostra opinione, di seguire il blog e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basterà attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio a tutti!

Greetings to all, Dear Readers! First of all I want to wish a good day of the Befana to all of you who follow me and to all those who will soon, reading the blog articles, decide to be part of this great and wonderful family. I take the opportunity to remind you to subscribe on the blog (www.storytellereyeword.com) and on Instagram (storytellerseyeword) because reached simultaneously on both platforms the 500 followers, I will organize some specials on the blog more than Instagram initiatives and we will have the opportunity together to discover curiosities among the most diverse. As always I respond to every like and follow. Having said that, has the Befana come to you? Did he bring you some treats or brought you something more traditional for example, tangerines, dried fruits, some traditional homemade desserts and the like? I obviously despite my gluttony due to some small health problems (nothing striking of course, quiet) I have long given up the packaged sweets that are located in the supermarket, rich in chemical sugars, for equally good natural delicacies. Try to believe! But what origin does the legend of the Befana have? According to Christian tradition, in fact, the Epiphany (from the Greek πιφάνεια, epifáneia, “manifestation, apparition”) is linked to the arrival of the three Magi at the cave where the child Jesus had recently come into the world, paying homage to the unborn child with gold, incense and myrrh. The legend of the Befana, on the other hand, has pagan origin: everything originated from an ancient fantastic story for which in the night female figures ready to propitiate the harvest flew over the fields just sown. The first to inherit part of pagan culture in these tales were the Romans. In fact, on the twelfth night after the winter solstice they celebrated the death and rebirth of nature through Mother Nature, they also believed that during those twelve nights of female figures flew over the cultivated fields, in order to bring fertility to future crops. Various theories pass on to the identity of this female figure, some believe it is Diana, lunar goddess of game and vegetation, others believe that they may be minor deities such as “Sàtia” (goddess of satiety), or “Abùndia” (goddess of abundance). Some legends start the legend of the Befana from an ancient Roman winter festival in honor of Janus and Strenia, for which people exchanged small gifts. Still others trace it all back to an ancient mythological – Germanic cult in honor of Holda and Berchta, always as a female personification of winter nature. With the end of the 4th century the Church of Rome condemned all pagan rites and cults until over the centuries the current figure of an affectionate old woman, and not a witch, represented on a flying broom gradually returned to vogue. The theologian Epiphanius of Salamis then decided to propose the anniversary of the Epiphany on the date of the twelfth night after Christmas, recovering in this way the ancient pagan numerical symbology. During the Fascist period it became a fundamental holiday, when the “Fascist Befana” (which became in the period of dictatorship of Benito Mussolini the “Befana del Duce” was introduced, when gifts were distributed for the poorest children of the country. Still, recalling the religious tradition of Saint Lucia, the Befana brings gifts and sweets to all children. With this word I conclude, I remind you to leave a starlet and a comment to let me know your opinion, to follow the blog and to vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article in the blue banners on home and confirm. It is possible to vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between votes. A hug to everyone!

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LIBERO PENSIERO: (COLLABORAZIONE) SIAMO I FIGLI DEL NOSTRO PASSATO. (25 giugno 2020)

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Buon pomeriggio, Lettori! Sono particolarmente contenta perchè l’articolo di oggi è in realtà una collaborazione, che ci tengo talvolta a fare, con il blog di ThoughtsRoom, i cui contenuti hanno sempre un’impronta particolarmente riflessiva e filosofica, seppur gli argomenti trattati sono i più vari. Nonostante per impossibilità del suo amministratore, da alcuni giorni nulla è stato pubblicato sul blog (anche se posso assicurarvi che presto tornerà a scrivere nuove e interessanti tematiche) , voglio comunque commentare questo articolo per me molto significativo. Con notevole maestria dell’autore nell’uso della retorica si viene condotti a ragionare su un aspetto che spesso lasciamo per scontato. Prima di iniziare questo percorso di riflessione suggeritoci dall’articolo, lascio in seguito il link dello stesso, https://thoughtsoom97.blogspot.com/2020/04/conoscere-il-passato-per-costruire-il.html?m=1, in modo da darvi la possibilità anche a voi lettori di Storyteller’s Eye Word di usufruire dei suoi contenuti. Vi invito inoltre di andare al fondo della Home page e cliccare sul link di Thought’s Room per accedere al blog stesso, perchè credetemi, ne vale la pena. Fatte le dovute introduzioni iniziamo a riflettere insieme. Come ho scritto già nelle precedenti righe, il concetto che vuole farci intendere l’articolo è spesso dato per scontato. Non siamo propensi alla consapevolezza che in fondo siamo “figli del passato”. Con ciò intendo sia delle azioni che noi stessi abbiamo compiuto, anche solo il giorno prima, sia delle azioni compiute dai nostri avi e dalla nostra stessa società anni e decenni fa.

Da questi avvenimenti in un qualche modo definiamo il nostro agire futuro. Eppure nessuno ci pensa a ciò. Nessuno si rende conto che se oggi abbiamo preso una certe decisione o compiuto una determinata azione è solo grazie a noi. E’ fondamentale a mio avviso definire due concetti spesso confusi, ovvero fato e destino. Il fato non dipende da noi. Le “fatalità” appunto sono fatti e situazioni che accedono e non sono influenzate dall’agire di nessun essere umano. Sono aspetti facenti parte della natura e del suo modo di operare su tutti i viventi. Al contrario però ci sono scelte che compiamo che dipendono direttamente da noi. In questo caso si parla di destino. Proprio per questa ragione, quando si parla di “destino segnato”, credo sia necessario precisare che questo destino c’è lo sia segnato noi, magari non direttamente, magari alcune scelte sono state condizionate da azioni altri, ma non è segnato da qualcosa di impiegabile, da un’essere a noi superiore. Andando però nello specifico delle domande poste al fondo dell’articolo, posso affermare che il Paese conosce sempre i suo legame con passato e con le proprie radici, ma il suo popolo deve talvolta imparare a riconoscerlo e per questa ragione la cosa migliore da fare è scoprirlo di nuovo, cancellando quei segreti che annebbiano le nostre menti, apprezzando paesaggi, siti archeologici, borghi, musei, costumi e tradizioni. L’Italia in particolare è una terra ricchissimi di sapere e di cultura e non ci resta che accoglierla nei nostri cuori come si merita.

Sempre Vostra, Storyteller.

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