LIBERO PENSIERO EXTRA: PENSIERO PER LA BEFANA. (6 gennaio 2020)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Auguro nuovamente a tutti voi una buona giornata della Befana con una citazione o meglio una classica filastrocca, di quelle che si recitano ai bambini, scritta dal grande maestro Gianni Rodari. La scelta non è a caso: come per i più svariati argomenti anche la Befana ha citazioni che vengono dal genio di moltissimi intellettuali e personaggi famosi. Ma questa giornata piú di altre secondo me va vissuta per ciò che é, ovvero una festa rivolta ai bambini. Gli adulti non vivono questo giorno in maniera analoga a loro, motivo per cui anche le citazioni, se non sono scritte con il giusto spirito, risultano spoglie e prive del fascino con il quale il bambino la vive. Perciò, per dare maggiormente a voi lettori l’impressione di un momento fiabesco, ho compiuto questa scelta. Egli si rivolge direttamente ad essa, ma non con comuni parole. Sembra quasi una preghiera, una supplica. La povertà colpisce tutti, nostro malgrado, senza pietà e distinzioni. La miseria può arrivare da un momento all’altro nelle famiglie, colpendo anche i più piccoli, che del mondo degli adulti spesso pagano le conseguenze, magari proprio con la mancanza di un piccolo presente che tengo conto della loro importanza nelle vite dei propri cari. Perciò la richiesta é semplice: che tutti i bambini del mondo possano vivere questa giornata senza pensieri, grandi sacrifici e sofferenze ingiuste. Trovo questo pensiero davvero bello. A volte ci dimentichiamo della vera importanza per i bambini della festa della Befana, non solo per un mancato regalo materiale, ma anche perchè gli adulti non danno a questo giorno la giusta attenzione. Amare un bambino é anche il rispetto per la sua vita e tutti i piccoli elementi che la compone. Citazione in lingua inglese nel primo commento. Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stellina e un commento per farmi conoscere la vostra opinione, di seguire il blog e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basterà attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio a tutti!

Greetings to all, Dear Readers! Once again, I wish you all a good day of the Befana with a quote or rather a classic nursery rhyming, of those that are recited to children, written by the great master Gianni Rodari. The choice is not by chance: as with the most varied topics, Befana also has quotations that come from the genius of many intellectuals and famous people. But this day more than others, in my opinion, must be lived for what it is, which is a feast aimed at children. Adults do not live this day in a similar way to them, which is why even the quotations, if they are not written in the right spirit, are bare and devoid of the charm with which the child lives it. Therefore, in order to give more readers the impression of a fairytale moment, I made this choice. He addresses it directly, but not in common words. It almost seems like a prayer, a supplication. Poverty affects everyone, in spite of ourselves, without mercy and distinction. Poverty can come at any moment in families, affecting even the youngest, who in the adult world often pay the consequences, perhaps precisely with the lack of a small present that I take into account their importance in the lives of their loved ones. Therefore the request is simple: that all the children of the world can live this day without thoughts, great sacrifices and unjust suffering. I find this thought really nice. Sometimes we forget the real importance for the children of the Befana festival, not only for a lack of material gift, but also because adults do not give this day the right attention. Loving a child is also respect for his life and all the small elements that make it up. With these words I conclude, I remind you to leave a starlet and a comment to let me know your opinion, to follow the blog and to vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article in the blue banners on home and confirm. It is possible to vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between votes. A hug to everyone!

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EMPATIA: LA STORIA DELLA BEFANA. (6 gennaio 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Innanzitutto voglio augurare un buon giorno della Befana a tutti voi che mi seguite e a tutti coloro che prossimamente, leggendo gli articoli del blog, decideranno di far parte di questa grande e meravigliosa famiglia. Ne approfitto per ricordarvi di iscrivervi sul blog (www.storytellereyeword.com) e su Instagram (storytellerseyeword) perché raggiunti in contemporanea su entrambe le piattaforme i 500 followers, organizzerò alcuni speciali sul blog piú delle iniziative Instagram e avremo modo insieme di scoprire curiosità tra le piú diverse. Come sempre rispondo ad ogni like e segui. Detto ciò é arrivata la Befana da voi? Vi ha portato qualche dolcetto oppure vi ha portato qualcosa di più tradizionale ad esempio, mandarini, frutta secca, qualche dolce tradizionale fatto in casa e simili? Io ovviamente nonostante la mia golosità a causa di qualche piccolo problemino di salute (nulla di eclatante ovviamente, tranquilli) ho rinunciato da tempo ai dolci confezionati che si trovano al supermercato, ricchi di zuccheri chimici, per squisitezze naturali e altrettanto buone. Provare per credere! Ma che origine ha la leggenda della Befana? Secondo la tradizione cristiana infatti l’Epifania (dal greco ἐπιφάνεια, epifáneia, “manifestazione, apparizione”) é legata all’arrivo dei tre Magi alla grotta dove Gesù bambino era da poco venuto al mondo, omaggiando il nascituro con oro, incenso e mirra. La leggenda della Befana ha invece origine pagana: tutto ebbe origine da un antichissimo racconto fantastico per cui nella notte volavano sui campi appena seminati figure femminili pronte a propiziare il raccolto. I primi a ereditare parte della cultura pagana riguardo a questi racconti furono i romani.In fatti la dodicesima notte dopo il solstizio invernale essi celebravano la morte e la rinascita della natura attraverso Madre Natura, credevano inoltre che proprio nel corso di quelle dodici notti delle figure femminili volassero sui campi coltivati, al fine di portare fertilità ai futuri raccolti. Varie teorie si tramandano riguardo all’identità di questa figura femminile, alcuni infatti credono sia Diana, dea lunare della cacciagione e della vegetazione, altri credono che possano essere divinità minori come “Sàtia” (dea della sazietà), o “Abùndia” (dea dell’abbondanza). Alcuni racconti fanno partire la leggenda della Befana da un’antica festa invernale romana in onore di Giano e Strenia, per cui le persone si scambiavano piccoli doni. Altri ancora fano risalire il tutto ad un antico culto mitologico – germanico in onore di Holda e Berchta, sempre come una personificazione femminile della natura invernale. Con l’arrivo del IV secolo la Chiesa di Roma condannò tutti i riti e i culti pagani finché nel corso dei secoli tornò gradualmente in auge l’attuale figura di una vecchina affettuosa, e non una strega, rappresentata su una scopa volante.Il teologo Epifanio di Salamina, poi, decise di proporre la ricorrenza dell’Epifania alla data della dodicesima notte dopo il Natale, recuperando in questo modo l’antica simbologia numerica pagana. Durante il periodo fascista divenne una festività fondamentale, quando venne introdotta la “Befana fascista” (diventata nel periodo di dittatura di Benito Mussolini la “Befana del Duce” , momento in cui venivano distribuiti regali per i bambini più poveri del Paese. Tutt’ora, richiamando la tradizione religiosa di Santa Lucia, la Befana porta doni e dolciumi a tutti i bambini. Con quest parole concludo, vi ricordo di lasciare una stellina e un commento per farmi conoscere la vostra opinione, di seguire il blog e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basterà attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio a tutti!

Greetings to all, Dear Readers! First of all I want to wish a good day of the Befana to all of you who follow me and to all those who will soon, reading the blog articles, decide to be part of this great and wonderful family. I take the opportunity to remind you to subscribe on the blog (www.storytellereyeword.com) and on Instagram (storytellerseyeword) because reached simultaneously on both platforms the 500 followers, I will organize some specials on the blog more than Instagram initiatives and we will have the opportunity together to discover curiosities among the most diverse. As always I respond to every like and follow. Having said that, has the Befana come to you? Did he bring you some treats or brought you something more traditional for example, tangerines, dried fruits, some traditional homemade desserts and the like? I obviously despite my gluttony due to some small health problems (nothing striking of course, quiet) I have long given up the packaged sweets that are located in the supermarket, rich in chemical sugars, for equally good natural delicacies. Try to believe! But what origin does the legend of the Befana have? According to Christian tradition, in fact, the Epiphany (from the Greek πιφάνεια, epifáneia, “manifestation, apparition”) is linked to the arrival of the three Magi at the cave where the child Jesus had recently come into the world, paying homage to the unborn child with gold, incense and myrrh. The legend of the Befana, on the other hand, has pagan origin: everything originated from an ancient fantastic story for which in the night female figures ready to propitiate the harvest flew over the fields just sown. The first to inherit part of pagan culture in these tales were the Romans. In fact, on the twelfth night after the winter solstice they celebrated the death and rebirth of nature through Mother Nature, they also believed that during those twelve nights of female figures flew over the cultivated fields, in order to bring fertility to future crops. Various theories pass on to the identity of this female figure, some believe it is Diana, lunar goddess of game and vegetation, others believe that they may be minor deities such as “Sàtia” (goddess of satiety), or “Abùndia” (goddess of abundance). Some legends start the legend of the Befana from an ancient Roman winter festival in honor of Janus and Strenia, for which people exchanged small gifts. Still others trace it all back to an ancient mythological – Germanic cult in honor of Holda and Berchta, always as a female personification of winter nature. With the end of the 4th century the Church of Rome condemned all pagan rites and cults until over the centuries the current figure of an affectionate old woman, and not a witch, represented on a flying broom gradually returned to vogue. The theologian Epiphanius of Salamis then decided to propose the anniversary of the Epiphany on the date of the twelfth night after Christmas, recovering in this way the ancient pagan numerical symbology. During the Fascist period it became a fundamental holiday, when the “Fascist Befana” (which became in the period of dictatorship of Benito Mussolini the “Befana del Duce” was introduced, when gifts were distributed for the poorest children of the country. Still, recalling the religious tradition of Saint Lucia, the Befana brings gifts and sweets to all children. With this word I conclude, I remind you to leave a starlet and a comment to let me know your opinion, to follow the blog and to vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article in the blue banners on home and confirm. It is possible to vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between votes. A hug to everyone!

Sempre Vostra, Storyteller.

Always Yours, Storyteller.

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