VIAGGI: LA BATTAGLIA DI LALAKAON. (5 maggio 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Il nuovo appuntamento di oggi della rubrica VIAGGI parlerà di un’altra importante battaglia che ha segnato la storia dell’impero bizantino, e come potete dedurre dal titolo si tratta della Battaglia di Lalakaon. Prende il nome del fiume sul quale si svolse la stessa, appunto il fiume Lalakaon, situato in Asia minore. Tra i partecipanti vi era l’Impero romano d’oriente e un esercito arabo, in pieno processo di invasione di Pahlagonia, ovvero l’odierna Turchia settentrionale. Grazie alla vittoria dell’impero bizantino sugli arabi con la battaglia di Akroinon nel 739/740 d.C., tra gli stessi si perpetuò un periodo di pace duraturo fino alle soglie del 780 d.C. arrivati a quella data però gli arabi ricominciarono ad attaccare l’Asia minore portando l’Impero bizantino alla disfatta per la prima volta da allora nell’838 ad Amorium. Intanto, giunti intorno al 840 d.C. il califfato abbaside inizio un graduale declino e ciò permise l’Impero bizantino di avere un breve respiro di sollievo sugli arabi e qualche relativa vittoria. Ma le numerose incursioni in Asia minore intorno all’860 d.C. portarono nuovamente i bizantini in uno stato di devastazione. A questo fatto seguí nell’863 d.C. un nuovo attacco da parte dell’emiro di Malatya, Umar al-Aqta, nella zona della Cappadocia. Michele III, allora imperatore, riuscì con i suoi esercito a sconfiggere gli arabi nei pressi di Bishop’s Meadow, nonostante ciò riuscirono comunque a saccheggiare una delle loro città, Amisos. A risposta di quanto accaduto Michele III decise di radunare un esercito di 50.000 uomini, ponendo suo zio Petronas al comando. In quella situazione 3 eserciti distinti bizantini furono formati, convergendo tutti a Lalakaon il 2 settembre dell’863 d.C. I bizantini circondano dunque Umar a Porson vicino al fiume Lalakaon e il giorno successivo la battaglie vede il suo inizio. Nonostante le numerose risposte da parte dell’esercito di Umar i bizantini riescono ad avere la meglio. Umar morì sul campo di battaglia e il suo esercito fu sconfitto. Il figlio di Umar fuggì ma fu presto catturato. Vista la recente vittoria ottenuta, i bizantini lanciano una successiva controffensiva, ponendo presto fine alle minacce provenienti dalle terre di confine. In breve l’Impero bizantino tornò al suo primitivo splendore, con nuove conquiste in territorio europeo e la resa da parte dei bulgari, che furono costretti ad ad accettare il cristianesimo come religione ufficiale. Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stellina e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basterà attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio a tutti!

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Greetings to all, Dear Readers! Today’s new appointment in the TRAVEL column will talk about another important battle that marked the history of the Byzantine Empire, and as you can deduce from the title it is the Battle of Lalakaon. It takes its name from the river on which it took place, precisely the Lalakaon River, located in Asia Minor.
Participants included the Eastern Roman Empire and an Arab army, in full process of invasion of Pahlagonia, or today’s northern Turkey. Thanks to the victory of the Byzantine Empire over the Arabs with the battle of Akroinon in 739/740 AD, a period of lasting peace was perpetuated between them until the threshold of 780 AD. arrived at that date, however, the Arabs began to attack Asia Minor again, bringing the Byzantine Empire to defeat for the first time since then in 838 in Amorium. Meanwhile, arrived around 840 AD. the Abbasid Caliphate began a gradual decline and this allowed the Byzantine Empire to have a brief sigh of relief over the Arabs and some relative victory. But the numerous forays into Asia Minor around 860 AD. again brought the Byzantines into a state of devastation. This fact followed in 863 A.D. a new attack by the Emir of Malatya, Umar al-Aqta, in the Cappadocia area. Michael III, then emperor, with his army managed to defeat the Arabs near Bishop’s Meadow, despite this they still managed to sack one of their cities, Amisos. In response to what happened, Michael III decided to gather an army of 50,000 men, placing his uncle Petronas in command. In that situation 3 distinct Byzantine armies were formed, all converging at Lalakaon on 2 September 863 AD. The Byzantines therefore surround Umar in Porson near the Lalakaon River and the next day the battle begins. Despite the numerous responses from Umar’s army, the Byzantines manage to prevail. Umar died on the battlefield and his army was defeated. Umar’s son escaped but was soon captured.
Given the recent victory, the Byzantines launched a subsequent counter-offensive, soon putting an end to the threats from the border lands. In short, the Byzantine Empire returned to its primitive splendor, with new conquests in European territory and the surrender by the Bulgarians, who were forced to accept Christianity as an official religion. With these words I conclude, I remind you to leave a star and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar under the article or in the blue banners on the home page and confirm. It is possible to vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between one vote and the next. Hugs to all!

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VIAGGI: LA BATTAGLIA DI HELIOPOLIS. (14 aprile 2020)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Come sapete amo descrivere l’avvicendarsi delle battaglie, di come si sono svolte e soprattutto, quali sono le strategie e le azioni belliche chi hanno permesso la vittoria dell’una dell’altra fazione. Tassello storico di cui sommariamente si parla nei sussidi di storia sono le piccole grandi battaglie facenti parte del periodo principale dell’Impero romano d’Oriente. Perciò, nelle prossime settimane, intendo selezionare alcuni importanti battaglie in questo senso, partendo da quella storica mente più arcaica, ovvero la “Battaglia di Heliopolis”. Essa si svolse nel 640 d.C. I bizantini erano riusciti a sconfiggere i sassanidi nella “Battaglie di Ninive”nel 627 d.C. Nonostante ciò accusavano i segni di quasi un quarto di secolo di guerre, che esaurire a questi ultimi quasi totalmente le risorse. Inoltre in quel momento iniziava un nuovo periodo di minacce, questa volta provenienti dall’oriente. Dopo la morte di Maometto infatti, nel 632 d.C., l’Islam era riuscito a unificare sotto di sé tutta la penisola arabica e c’ho la rese forte in vista di un prossimo attacco contro i sassanidi. Dopo la conquista della Siria nel 638 d.C., gli arabi avevano come obiettivo successivo l’Egitto. Intanto, l’imperatore bizantino Eraclio, guardava con stupore e preoccupazione l’agire bellico degli arabi sul territorio africano. Nonostante ciò i generali tentavano di placare la preoccupazione dell’imperatore spiegando che ci sarebbero voluti decenni per superare gli effetti di una prossima guerra contro la Persia e dunque pensare ad una prossima. Tuttavia gli arabi invasero tutto il territorio sassanide entro il 638 d.C e l’anno successivo, grazie un potente esercito di 4000 soldati sotto il comando di Amr Ibn al-A’as, riuscì a invadere velocemente la diocesi d’Egitto. Nel 640 infine affrontarono i bizantini a Heliopolis. Quest’ultimi erano avvantaggiati da un forte esercito di 20.000 soldati. Gli arabi però, riuscirono a rafforzare le loro truppe raggiungendo la quota di 15000 uomini. Théodore, comandante bizantino, decise di affrontare il nemico in battaglia aperta, ma gli arabi, forti della decisione dei bizantini, crearono un piccolo distaccamento al fine di tendere un’imboscata. Ciò destò molto caos e panico tra le truppe di Théodore. Nessuno sa con certezza quante furono effettivamente le perdite da entrambe le parti, ma si sa con certezza che pochi uomini dell’esercito bizantino riuscirono a sopravvivere. Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stellina, un commento e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basterà attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio a tutti!

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Greetings to all, dear readers! As you know, I love to describe the alternation of battles, how they took place and above all, what are the strategies and war actions that allowed the victory of one of the other factions.
The historical piece which is briefly mentioned in the aids of history are the small and great battles that are part of the main period of the Eastern Roman Empire.
Therefore, in the coming weeks, I intend to select some important battles in this sense, starting from that most archaic historical mind, namely the “Battle of Heliopolis”. It took place in 640 AD. The Byzantines had managed to defeat the Sassanids in the “Battles of Nineveh” in 627 AD.
Despite this, they blamed the signs of almost a quarter of a century of wars, which almost totally exhausted the latter’s resources.
Furthermore, at that moment a new period of threats began, this time coming from the East. In fact, after Muhammad’s death, in 632 AD, Islam had managed to unify the entire Arabian peninsula under it and made it strong in view of an upcoming attack against the Sassanids. After the conquest of Syria in 638 AD, the Arabs had Egypt as their next target.
Meanwhile, the Byzantine emperor Heraclius looked with amazement and concern at the war action of the Arabs on African territory. Despite this, the generals attempted to allay the emperor’s concern by explaining that it would take decades to overcome the effects of a forthcoming war against Persia and therefore think of a next one. However, the Arabs invaded all Sassanid territory by 638 AD and the following year, thanks to a powerful army of 4000 soldiers under the command of Amr Ibn al-A’as, they managed to quickly invade the diocese of Egypt.
In 640 they finally faced the Byzantines at Heliopolis.
The latter were benefited by a strong army of 20,000 soldiers. The Arabs, however, managed to strengthen their troops reaching the quota of 15,000 men. Theodore, a Byzantine commander, decided to face the enemy in open battle, but the Arabs, strengthened by the decision of the Byzantines, created a small detachment in order to ambush. This caused much chaos and panic among Theodore’s troops. No one knows for sure how many losses on both sides actually were, but it is known with certainty that few men of the Byzantine army managed to survive. With these words I conclude, I remind you to leave a star, a comment and to vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade!
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VIAGGI: LA BATTAGLIA DI METAURO. (25 marzo 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Come promesso sono qui ha scrivere e pubblicare un articolo per la rubrica VIAGGI, una battaglia per l’esattezza, perché se non fosse chiaro amo particolarmente ripercorrere le varie tappe che si susseguono durante una battaglia, soprattutto se si è rivelata significativa per la storia. La battaglia di oggi, seppur particolarmente importante, é spesso poco approfondita, in quanto parte della Seconda Guerra Punica. Di essa si racconta che rispetto alla prima fu principalmente uno scontro tra i due maggiori protagonisti, ovvero Annibale e Scipione l’Africano. In realtà si tratta di un’affermazione sommaria visto che dietro ogni grande generale c’è sempre un grande esercito! Aldilà di quanto spesso si narra, l’epica battaglia di Zama, fu sicuramente meno significativa della Battaglia di Metauro. Il Metauro è un fiume che scorre nelle Marche lungo 121 km. Fu lungo la sua riva che si svolse una battaglia che avrebbe cambiato la storia del mondo. Tutto ebbe inizio in Spagna, dove Scipione stava conquistando la zona cartaginese, al fine di togliere fondi alla campagna militare di Annibale. Il fratello di Annibale, Asdrubale Barca, cercò in ogni modo possibile di opporsi all’avanzata romana in Spagna, dichiarando battaglia ai Romani a Becula. Nonostante ciò il generale cartaginese non poté nulla contro il genio militare di Scipione, subendo una decisiva sconfitta. A quel punto Asdrubale e i suoi uomini sfuggono all’esercito romano raggiungendo il fratello e valicando i Pireni e le Alpi, infine attraversò la pianura Padana. Asdrubale allora avvisò il fratello del suo arrivo inviando degli emissari. Alcuni vennero intercettati dai romani, i quali vennero a conoscenza della presenza dell’esercito di Asdrubale nelle campagne del Metauro. Intanto il console Claudio Nerone, tramite una marcia forzata, fece partire i suoi uomini dalla zona di Canosa di Puglia e si congiunse con Salinatore, un comandante dell’esercito ausiliario di Roma. Dopo 360 km di marcia l’esercito di Claudio Nerore di uní con quello dell’altro generale. La battaglia poteva dunque iniziare, con  da un lato il fiume Metauro e dall’altro il monte Rosario, il che eliminava teoricamente ogni possibilità di accerchiamento. Mentre i Romani seguirono il loro classico schieramento “triplex acies”, i Cartaginesi avevano la cavalleria sulla destra e al centro la fanteria. A destra vi erano dunque gli iberici, i migliori fanti dell’esercito, e al centro invece i liguri, soldati meno esperti nel combattimento corpo a corpo rispetto ai colleghi iberici, ma sicuramente più affidabili di quelli del fianco sinistro, lato in cui Asdrubale aveva schierato i galli, spesso ubriachi e inaffidabili, che rappresentavano semplicemente un numero all’interno dell’esercito. Asdrubale mandó per primi gli elefanti, facendo seguire iberici e liguri. Infine fu la volta della cavalleria, che si scontrava direttamente con gli avversari romani. La battaglia sembrò dunque in vantaggio per Asdrubale, ma intanto Nerone stava cercando un modo per raggiungere i galli dietro le alture: attuò infatti una tattica che consisteva nel prendere i suoi manipoli e farli passare dietro gli uomini di Salinatore, per attaccare così sui fianchi gli iberici. Il piano ebbe successo e le truppe e la cavalleria cartaginesi furono definitivamente massacrate. Asdrubale, vedendo la battaglia ormai persa, decise di lanciarsi nella mischia e combattendo valorosamente, fu ucciso. La sua testa, i segno di disprezzo, venne mozzata e lanciata nel campo di Annibale. Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stellina, un commento e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basterà attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio a tutti!

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Greetings to all, Dear Readers! As promised I am here he wrote and published an article for the column VIAGGI, a battle to be exact, because if it were not clear I particularly love to retrace the various stages that follow each other during a battle, especially if it has proved significant for history. Today’s battle, although particularly important, is often shallow, as part of the Second Punic War. It is said that compared to the first it was mainly a clash between the two major protagonists, Hannibal and Scipio africanus. In fact, this is a summary statement since behind every great general there is always a great army! Beyond what is often said, the epic Battle of Zama was certainly less significant than the Battle of Metaurus. The Metaurus is a 121 km long river in the Marche region. It was along its shore that a battle took place that would change the history of the world. It all began in Spain, where Scipio was conquering the Carthian area, in order to take money away from Hannibal’s military campaign. Hannibal’s brother Hasdrubal Barca tried in every possible way to oppose the Roman advance into Spain, declaring battle against the Romans at Becula. Nevertheless, the Carthian general could do nothing against scipio’s military genius, suffering a decisive defeat. At that point Hasdrubal and his men escaped the Roman army reaching his brother and crossing the Pyrenics and the Alps, finally crossing the Po Valley. Hasdrubal then alerted his brother to his arrival by sending emissaries. Some were intercepted by the Romans, who learned of the presence of Hasdrubal’s army in the Metaurus campaigns. Meanwhile, the consul Claudio Nero, through a forced march, started his men from the area of Canosa di Puglia and married Salinator, a commander of the auxiliary army of Rome. After 360 km of walking the army of Claudio Nerore of one with that of the other general. The battle could therefore begin, with on the one hand the River Metaurus and on the other the Mount Rosario, which theoretically eliminated any possibility of encirclement. While the Romans followed their classic “triplex acies” deployment, the Carthaginians had cavalry on the right and infantry in the center. On the right were therefore the Iberians, the best foot soldiers in the army, and in the center instead the Ligurians, soldiers less experienced in hand-to-hand combat than their Iberian colleagues, but certainly more reliable than those on the left flank, the side in which Hasdrubal had deployed the roosters, often drunk and unreliable, who simply represented a number within the army. Hasdrubal first manded elephants, following Iberians and Ligurians. Finally, it was the turn of the cavalry, which clashed directly with the Roman opponents. The battle therefore seemed to be ahead of Hasdrubal, but in the meantime Nero was looking for a way to reach the gauls behind the heights: in fact, he put in place a tactic that consisted of taking his handmen and passing them behind salinator’s men, to attack the Iberians on the flanks. The plan was successful and the Carthaginus troops and cavalry were finally massacred. Hasdrubal, seeing the battle now lost, decided to jump into the fray and fight valiantly, he was killed. His head, the signs of contempt, was severed and thrown into hannibal’s camp. With these words I conclude, I remind you to leave a starlet, a comment and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article or in the blue banners at home and confirm. It is possible to vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between votes. A hug to everyone!

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VIAGGI: LA BATTAGLIA DI GUADALAJARA. (4 marzo 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Nell’articolo di oggi, come precedentemente definito in vari post ordinari, andrò a raccontarvi circa la storia di una battaglia importante, ma spesso poco discussa. Mi riferisco alla Battaglia di Guadalajara. Essa iniziò l’8 marzo 1937. La Guerra civile spagnola é in pieno svolgimento, ma contemporaneamente l’offensiva del corpo volontario italiano si schiera contro le forze della Seconda repubblica spagnola. Questa battaglia, che durò fino al 23 marzo dello stesso anno, si rivelò una delle più note e importanti battaglie di tutta la Guerra civile spagnola. La Guerra Civile Spagnola durò alcuni anni, dal luglio 1936 e l’aprile 1939. A combattere tra loro vi erano due diversi schieramenti, da una parte i Nazionalisti (noti come “Nacionales”), autori del colpo di Stato ai danni della Seconda Repubblica Spagnola, e dall’altra i Repubblicani (noti come “Republicanos”), composti da truppe fedeli al governo repubblicano, guidati dal Fronte Popolare di ispirazione marxista. La Guerra Civile Spagnola decretò la fine della Seconda Repubblica, segnando l’inizio della dittatura da parte del generale Francisco Franco (Ferrol, 4 dicembre 1892 – Madrid, 20 novembre 1975). I Nazionalisti di Franco furono quindi affiancati al Corpo truppe volontarie italiane, costituite appositamente per affrontare la Guerra Civile Spagnola. Il Corpo truppe volontarie furono poste sotto il comando del Generale di Brigata Mario Roatta. Nel centro del territorio della Nuova Castiglia, la città di Guadalajara rappresentava il punto di convergenza di importanti strade che passavano dal Nord al Mediterraneo. Fu la sua posizione strategica che la rese un territorio ideale per la contesa militare. Lo scontro vedeva quindi le forze governative con svariate brigate internazionali e il Corpo truppe volontarie italiane. La battaglia iniziò proprio con un’offensiva italiana, la quale si spinse fino al borgo di Trijueque, comune spagnolo situato nella comunità autonoma di Castiglia-La Mancia. A fronteggiare la manovra italiana vi erano appena 6/7000 miliziani del Levante, di cui la metà in linea, armati di fucili e poche mitragliatrici. Dopo un intenso fuoco di artiglieria, gli italiani avanzarono, travolgendo le difese repubblicane. Dopo la vittoria conquistata il generale Roatta proclamò tronfante la decisione di attaccare :Guadalajara, seguita da Alcalà de Henares e nei tra tre giorni successivi Madrid. Il 10 marzo i fascisti, dopo aver occupato Brihuega, proseguirono fino al fiume Tajuña, che si trovava a 26 chilometri da Guadalajara. L’azione combinata di carri armati e aerei lealisti inflisse tuttavia gravi perdite agli attaccanti. Nei giorni successivi gli italiani riuscirono a fronteggiare lucidamente i controattacchi repubblicani. Il 15 marzo i repubblicani, grazie all’inattività del fronte sud, riuscirono a far affluire forze fresche assieme a un’intera brigata di carri armati sovietici, e inizirono a pianificare una controffensiva. Riuscirono così a riconquistare Trijueque. I fascisti invece sostituirono le loro truppe di linea, ormai sbandate e stremate, con due unità fresche, mentre Roatta chiese a Franco l’autorizzazione a sospendere i combattimenti e a porsi sulla difensiva, allo scopo di far riposare le truppe e riorganizzarle. Nel corso della giornata del 18 marzo un’azione combinata di aerei, carri armati e artiglieria da parte dei repubblicani, porta il panico e il caos tra le file fasciste e in breve quest’ultimi vennero costretti alla fuga. Vennero fatti 200 prigionieri e fu rubato moltissimo materiale bellico riutilizzabile. Quel giorno, dunque, grazie a una puntata in massa di carri T26-B contro le linee italiane, i repubblicani riuscirono a forzare lo schieramento nazionalista, recuperando circa la metà del terreno perso dall’inizio dell’offensiva. Senza sostanziali modifiche i due schieramenti continuarono i combattimenti fino al 23 marzo. Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stellina, un commento e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basterà attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio a tutti!

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Greetings to all, Dear Readers! In today’s article, as previously defined in various ordinary posts, I will tell you about the story of an important, but often little discussed, battle. I am referring to the Battle of Guadalajara. It began on March 8, 1937. The Spanish Civil War is in full swing, but at the same time the offensive by the Italian voluntary corps is taking place against the forces of the Second Spanish Republic. This battle, which lasted until March 23 of the same year, proved to be one of the most famous and important battles of the entire Spanish Civil War. The Spanish Civil War lasted a few years, from July 1936 to April 1939. Fighting each other were two different sides, on the one hand the Nationalists (known as “Nacionales”), perpetrators of the coup against the Second Spanish Republic, and on the other the Republicans (known as “Republicanos”), composed of troops loyal to the Republican government, led by the Marxist-inspired Popular Front. The Spanish Civil War decreed the end of the Second Republic, marking the beginning of the dictatorship by General Francisco Franco (Ferrol, 4 December 1892 – Madrid, 20 November 1975). Franco’s Nationalists were then joined by the Italian Volunteer Troops Corps, set up specifically to deal with the Spanish Civil War. The Volunteer Corps was placed under the command of Brigadier General Mario Roatta. In the center of the territory of New Castile, the city of Guadalajara represented the point of convergence of important roads that passed from the North to the Mediterranean. It was her strategic position that made it an ideal territory for military contention. The clash then saw government forces with various international brigades and the Italian Volunteer Troop Corps. The battle began with an Italian offensive, which went as far as the village of Trijueque, a municipality in The Autonomous Community of Castile-La Mancha, Spain. To cope with the Italian maneuver there were only 6/7000 militiamen from the Levant, half of them in line, armed with rifles and a few machine guns. After intense artillery fire, the Italians advanced, overwhelming the Republican defenses. After the victory won, General Roatta proclaimed the decision to attack :Guadalajara, followed by Alcalà de Henares and in the next three days Madrid. On March 10, the fascists, after occupying Brihuega, continued to the Tajuña River, which was 26 kilometers from Guadalajara. However, the combined action of loyalist tanks and aircraft inflicted heavy losses on the attackers. In the following days the Italians were able to face the republican counter-attacks clearly. On March 15, the Republicans, thanks to the inactivity of the southern front, managed to bring in fresh forces along with an entire brigade of Soviet tanks, and began planning a counteroffensive. They managed to recapture Trijueque. The Fascists instead replaced their line troops, now strayed and exhausted, with two fresh units, while Roatta asked Franco for permission to suspend the fighting and put himself on the defensive, in order to rest the troops and reorganize them. During the day of March 18, a combined action of aircraft, tanks and artillery by the Republicans, brought panic and chaos among the fascist ranks and in short the latter were forced to flee. 200 prisoners were taken and a lot of reusable war material was stolen. That day, therefore, thanks to a mass episode of T26-B tanks against the Italian lines, the Republicans managed to force the nationalist side, recovering about half of the ground lost since the beginning of the offensive. Without substantial changes, the two sides continued the fighting until March 23. With these words I conclude, I remind you to leave a starlet, a comment and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article or in the blue banners at home and confirm. It is possible to vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between votes. A hug to everyone!

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VIAGGI. LA BATTAGLIA DI KARBALA ( Testo trasferito del 12 ottobre 2019)

Buongiorno cari lettori,oggi, nella nostra ben nota rubrica VIAGGI, andremo ad affrontare un avvenimento ricco di sfumature politiche, culturali, religiose e sociali. Affronterò infatti la storia di una battaglia di cui poco si parla, ma che racchiude, sotto molteplici aspetti, grande rilevanza storica. Parleremo infatti della  battaglia di Karbala. Si tratta di un evento particolarmente legato alle radici della cultura e della religione islamica. Nonostante ciò, data la complessità e il grande lavoro che occorre per trattare un simile argomento, mi limiterò ad esporvi, gli elementi più caratterizzanti della vicenda. Avendo specificato questo, non vi trattengo oltre.Buona lettura!La battaglia Karbala si inserisce nel clima di tensione e di contrasto che vedeva lo scontro delle due fazioni degli sciiti e dei sunniti, allo scopo di conquistare il controllo del potere politico dell’impero islamico. Risulta necessario, ai fini della comprensione dell’argomentazione, un piccolo approfondimento riguardo le origini di entrambe le fazioni.Per quanto concerne gli sciiti, possiamo rintracciare la loro origine nella

questione dinastica apertasi in seguito alla morte di Maometto. Infatti, occorre precisare, il termine”sciita” deriva dall’arabo “shi’a”, che  indicava un’organizzazione che potremmo paragonare, in senso lato, ai nostri partiti politici odierni. Tale fazione aveva, come punto di riferimento, la figura di Alì, cugino e genero di Maometto, il quale, secondo gli sciiti, doveva essere il legittimo possessore del titolo di Califfo.I sunniti, invece, erano strenui oppositori di Alì e dopo la morte di Maometto insistettero affinché fossero nominati successori di quest’ultimo i suoi compagni più fidati.Gli sciiti non riconobbero la validità di questa successione, andando ad aumentare l’astio con i sunniti. La battaglia di Karbala rappresenta l’apice di questo contrasto. Nel villaggio di Karbala, situato nell’odierno Iraq, fu perpetrato il massacro del figlio di Alì e di alcuni dei suoi seguaci.Infine va precisato come il contrasto tra le due fazioni ebbe rilevanze anche religiose. I sunniti erano la parte che potremo definire più conservatrice, rispetto agli sciiti.Detto ciò spero che l’articolo sia stato di vostro gradimento e che soprattutto risulti tutto chiaro, dato la sinteticità con cui ho deciso di affrontare l’argomento, seguendo le logiche del blog.Vi invito a lasciare un commento e a scrivermi alla mia casella di posta elettronica qualora abbiate delle richieste sui prossimi articoli.
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