PENSIERO: La scoperta di un mondo antico. (26 aprile 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Oggi, come come scrissi nel post ordinario di sabato, scrivo per voi una nuova pagina di diario riguardo un’esperienza semplice, ma per me davvero affascinante. Protagonista di oggi è il noto programma di streaming Netflix e proprio lì, tra i tanti contenuti offerti, ho trovato un documentario che più di altri attratto la mia attenzione e scaturito la mia curiosità. Il titolo perfettamente non lo ricordo, argomento fondamentale era però il sito archeologico di Saqqara, situato in Egitto, poco distante dalla città del Cairo. Si tratta di un documentario che registra uno degli ultimi scavi effettuati nella zona, durante le sei settimane precedenti al Ramadan, usanza religiosa musulmana particolarmente diffusa in Egitto. La cosa davvero interessante e affascinante è che l’Egitto, o per meglio dire L’Antico Egitto, nasconde tutt’ora, dopo secoli di scavi, ancora tantissime bellezze. Focus del documentario una tomba meravigliosa, probabilmente appartenuta a quello che si potrebbe definire un santone, un sacerdote, con tutta la sua famiglia. L’anticamera della tomba era finemente decorata e tutt’oggi in ottime condizioni. Si poteva leggere con chiarezza quanto scritto sulle pareti e osservare con particolare al dettaglio sculture e dipinti. All’interno della tomba sono stati rinvenuti numerosi scheletri, appartenenti secondo quanto espresso dagli archeologi ad una linea di sangue, ad una stessa famiglia. Sembrano essere stati seppelliti tutti insieme, nonostante la famiglia era composta da diversi membri e di diversa età ciascuno. Ciò ha fatto presagire agli esperti la possibilità di un cataclisma, di una pandemia, forse la malaria. In tal caso si tratterebbe del primo caso di di pandemia archiviato, documentato e provato della storia. Ma nonostante tutto le scoperte non finiscono qui. Infatti nella zona circostante alla tomba vengono trovati numerosi reperti meravigliosi, tra cui statuette in onore della dea Seti, divinità dalle sembianze di gatto, corpi di vari tipi di animale mummificato, tra cui un cucciolo di leone, scoperta archeologica mai effettuata precedentemente, una moltitudine di tombe, quasi tutte in ottimo stato, e tanto altro. Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stellina, un commento e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basterà attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio a tutti!

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Greetings to all, Dear Readers! Today, as I wrote in the ordinary post on Saturday, I am writing for you a new diary page about a simple but fascinating experience for me. Today’s protagonist is the well-known streaming program Netflix and right there, among the many contents offered, I found a documentary that more than others attracted my attention and aroused my curiosity.
I don’t remember the title perfectly, but the fundamental topic was the archaeological site of Saqqara, located in Egypt, not far from the city of Cairo.
It is a documentary that records one of the last excavations carried out in the area, during the six weeks preceding Ramadan, a Muslim religious custom particularly widespread in Egypt. The really interesting and fascinating thing is that Egypt, or rather Ancient Egypt, still hides, after centuries of excavations, still many beauties. The focus of the documentary is a wonderful tomb, which probably belonged to what could be defined as a holy man, a priest, with his whole family. The antechamber of the tomb was finely decorated and still in excellent condition today.
You could clearly read what was written on the walls and observe sculptures and paintings in detail. Inside the tomb numerous skeletons were found, belonging according to what archaeologists expressed to a bloodline, to the same family.
They seem to have been buried all together, despite the fact that the family was made up of different members and of different ages each. This gave experts the possibility of a cataclysm, a pandemic, perhaps malaria. In this case it would be the first archived, documented and proven pandemic case in history.
But despite everything, the discoveries do not end there.
In fact, in the area surrounding the tomb numerous wonderful finds are found, including statuettes in honor of the goddess Seti, cat-like deities, bodies of various types of mummified animals, including a lion cub, an archaeological discovery never made previously, a multitude of tombs, almost all in excellent condition, and much more. With these words I conclude, I remind you to leave a star, a comment and to vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar under the article or in the blue banners on the home page and confirm.
It is possible to vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between one vote and the next. Hugs to all!

Sempre Vostra, Storyteller.


Always Yours, Storyteller.

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VIAGGI: STORIA DI RAMSES II (7 ottobre 2020)

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Un saluto a tutti, cari Lettori! Oggi tratteremo un argomento di cui io stessa sono rimasta particolarmente affascinata e piacevolmente colpita. Se vogliamo essere maggiormente precisi, in questa prima parte di premessa dei prossimi contenuti, si parlerà di un personaggio, che a mio avviso, ha reso grande la storia, con le sue azione e la sua stessa vita. Probabilmente avrete intuito di chi sto parlando, sia dal titolo che lo introduce, sia da quanto è emerso nei svariati post di programmazione degli articoli. Ramses II, famoso per la sua incredibile longevità, di ben 91 anni, (un’età quasi impossibile da raggiungere nella civiltà egizia), fu a capo del regno d’Egitto per circa settant’anni. Durante questo lunghissimo periodo di governo, l’Egitto vide l’avvicendarci di numerosi cambiamenti politici e artistici, particolarmente incisivi per la storia di questo regno. Dai documenti giunti fino a noi, riconosciamo alcuni tratti del suo carattere, ad esempio una spiccata indole bellica, il sapersi destreggiare come un prode combattente sul campo di battaglia. Proprio per questa sua predisposizione,  dedicò molto tempo all’insegnamento dell’arte bellica, avendo cura di migliorare la qualità di combattimento dei soldati del suo esercito. Inoltre teneva molto al benessere della sua famiglia e dei suoi sudditi, a cui dedicava molteplici attenzioni. Nel corso del suo regno fece edificare numerosi monumenti e templi, in parte presenti tutt’ora, a testimonianza della grandezza del suo operato e del suo governo. Gli scritti proposero una dettagliata descrizione del suo aspetto: aveva il classico portamento da guerriero egiziano, di un altezza pari a 185 cm, la sua regalità lo rendeva affascinante agli occhi altrui. Il naso era aquilino, gli occhi quasi a mandorla rendevano evidente la forma del viso, ovale. Le labbra era carnose definivano le forme squadrate della mascella e aveva gli zigomi alti. La sua pelle era molto chiara rispetto alla classica carnagione nord- africana, i capelli erano di un bel rosso fulvo, un colore del tutto inusuale per un uomo dell’antico Egitto. Questa rara peculiarità gli conferiva un’espressione violenta, tale da incutere paura ai suoi sudditi. Il colore rosso inoltre veniva associato all’immagine di Seth, dio del caos, delle tempeste e della violenza. Parte del suo comportamento in età adulta era il risultato dei modi con cui condusse la sua infanzia. Era il figlio del faraone Seti I, che lo scelse come principe ereditario. Quando fu certo della decisione presa, iniziò una rigida disciplina militare e lo portava con sè durante le visite ufficiali e i cantieri regali. Una leggenda narra che quando ancora Ramses era ancora molto piccolo apparve al pubblico con il figlio tra le braccia, urlando le seguenti parole al suo popolo:

“Fatelo apparire come un re, affinché io possa vedere tutta la sua bellezza, mentre sono ancora in vita!…Sarà Ramses II a dirigere il Paese, ad occuparsi dei pubblici affari e a comandare il popolo”. Seti, quando suo figlio crebbe diventando un giovane uomo, costruì per lui un grande palazzo e scelse mogli e concubine per rendere accogliente e generoso l’harem reale. Secondo quanto diffusero gli scritti, allora come oggi, Ramses II era considerato un semidio, motivo per cui il padre diede al figlio tutti questi onori per il prossimo regno. La prima moglie di Ramses fu la famosa Nefertari. Divenne fin da subito la moglie prediletta. Il faraone ci teneva così tanto a questa donna da dedicarle uno dei due templi di Abu Simbel, interamente scolpiti nella roccia viva, allo scopo di rimanere eretti per l’eternità. Probabilmente le ragioni di questa preferenza erano date dalla sua bellezza ed intelligenza. Sapeva leggere e scrivere nel linguaggio dei geroglifici e perciò rivesti un importante ruolo nella vita diplomatica del regno. Inoltre, nel corso del loro matrimonio ebbero numerosi figli.
Quando Ramses morì, dopo appunto settant’anni di potere e ben 91 anni, venne seppellito con tutti gli onori nella Valle dei Re, attraverso il classico metodo della mummificazione del corpo insieme al corredo funebre, che lo avrebbe sostenuto e accompagnato nel cammino dell’aldilà. Oggi la mummia di Ramses II è custodita nel Museo Egizio del Cairo. Per ora vi saluto, augurandovi buonanotte e buon week end.

Sempre Vostra, Storyteller.

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