SPECIALE SAN VALENTINO: LIBERO PENSIERO EXTRA, CITAZIONI D’AMORE. (13 febbraio 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori. Oggi si conclude lo Speciale dedicato all’amore, dedicato forse proprio per questa ragione a tutti gli esseri viventi. Mi piace completare un percorso culturale con delle citazioni, penso che siano la scelta migliore e in questo post, seppur la filosofia é sempre protagonista lo sarà un pó meno, per celebrare in questo piccolo spazio la bellezza e l’istinto che nutre un sentimento tanto profondo. Protagonisti l’antitesi, per così dire del sentimento amoroso, ovvero Khalil Gibran e Friedrich Nietzsche. Da un lato un uomo critico dei dettati sociali, dall’altra uno tra i poeti più romantico di sempre. Inizierei dunque da quest’utimo, con la prima citazione pubblicata, in alto a sinistra. Le parole e il concetto stesso continuano a stupirmi, nonostante le conosca molto bene. L’amore non si possiede, ma si può ottenere. Quando l’avrai ottenuto sarà sempre parte di te. Non importa se tale persona amata é distante da te o fugge confusa, lei tornerà sempre se tale sentimento ha provato. Probabilmente quando si dice che il vero amore dura per sempre un fondo di verità c’è. Contrariamente a Gibran Nietzsche appare sempre molto materico, legato alla realtà, come se tutto fosse o solo bianco o solo nero. L’amore ti porta a compiere tante azioni, a volte non molto positive per se stessi, ma solo e unicamente al fine di rendere felice o aiutare la persona che si ama. Ovviamente lui non poteva certo essere retorico e ha preferito essere schietto e conciso. Con il cuore in mano conclude il nostro percorso di nuovo Gibran, alla ricerca delle parole e delle metafore migliori per esprimere un amore forte, espresso all’iperbole. L’immagine di questo deserto coperto di fiori a vist’occhio appena sbocciati sulla sabbia ardente è davvero colma di fascino e sentimento. E’ l’impossibile che prende forma. Con queste parole si conclude questo viaggio alla scoperta di un sentimento spesso troppo stereotipato e dato per scontato e che tutti dovremmo vivere liberamente e ogni sua forma e secondo il nostro desiderio. Così auguro una buona giornata degli innamorati a tutti i miei lettori. Vi ricordo di lasciare una stellina, un commento e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basterà attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio a tutti!

Greetings to all, Dear Readers. Today ends the Special dedicated to love, dedicated perhaps for this very reason to all living beings. I like to complete a cultural path with quotations, I think they are the best choice and in this post, although philosophy is always the protagonist it will be a little less, to celebrate in this small space the beauty and instinct that nourishes such a deep feeling. The protagonists are the antithesis, so to speak of the love feeling, namely Khalil Gibran and Friedrich Nietzsche. On the one hand a man critical of social dictates, on the other one of the most romantic poets ever. I would therefore like to start with this use, with the first quote published, in the upper left. Words and the concept itself continue to amaze me, despite knowing them very well. Love is not possessed, but it can be obtained. When you get it, it’il always be part of you. No matter if that loved one is far from you or flees confused, she will always come back if such a feeling has felt. Probably when you say that true love lasts forever a fund of truth there is. Unlike Gibran Nietzsche he always appears very material, linked to reality, as if everything were either just white or just black. Love leads you to perform many actions, sometimes not very positive for yourself, but only and solely in order to make happy or help the person you love. Of course he could not be rhetorical and preferred to be blunt and concise. With our hearts in our hands, Gibran ends our journey again, in search of the best words and metaphors to express a strong love, expressed to hyperbole. The image of this desert covered in flowers at the vist eye just blooming on the blazing sand is really full of charm and feeling. It is the impossible that takes shape. With these words ends this journey to discover a feeling often too stereotyped and taken for granted and that we should all live freely and in all its forms and according to our desire. So I wish a good day of lovers to all my readers. I remind you to leave a starlet, a comment and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article in the blue banners on home and confirm. It is possible to vote an

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SPECIALE SAN VALENTINO: I CONSIGLI DI STORYTELLER’S EYE, RECENSIONE “AMO A TE”. (12 febbraio 2021)

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Copertina libro “Amo a te” di Luce Irigaray, BOLLATI BORINGHIERI.

Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Fra 2 giorni si festeggerà la “festa degli innamorata”, che come avrete compreso preferisco definire “festa di coloro che amano”, perché l’amore non si conclude e si materializza solo nelle relazioni cosiddette “amorose”. Al contrario si manifesta da parte di ogni essere vivente e ha come destinazione ogni cosa. E di certo questo é un concetto che ben viene chiarito nella lettura filosofico-psicologica dell’autrice Luce Irigaray “Amo a te”. L’opera è stata pubblicata nel 1993 ed é stata resa disponibile in lingua italiana dalla Bollati Boringhieri. Per affrontare al meglio un testo psicologico o filosofico che sia é del tutto inutile l’analisi formale, esattamente come le raccolte poetiche. Risulta invece utile alla comprensione la citazione di frasi estratte dalla stesura stessa, che concluderò con la mia valutazione. Queste sono le frasi che io stessa ho reputato piú significative:

 «Amare a te, e, in questo a, disporre di un luogo di pensiero, di pensare a te, a me, a noi, a ciò che ci riunisce e ci allontana, all’intervallo che ci permette di divenire, alla distanza necessaria per l’incontro. A te: pausa per passare dall’affetto allo spirituale, dall’interiorità all’esterio­rità.Ti vedo, ti sento, ti percepisco, ti ascolto, ti guardo, sono commossa da te, sor­presa da te, vado a respirare fuori, rifletto con la terra, l’acqua, gli astri, penso a te, ti penso, penso a noi: a due, a tutti, a tutte, comincio ad amare, amare a te, ritorno verso di te, cerco di parlare, di dire a te: un sentimento, un volere, un’intenzione, per adesso, per domani, per molto tempo.Ti chiedo un luogo e del tempo per oggi, per un futuro vicino, per la vita: la mia, la tua, quella di molti. L’a te passa attraverso il respiro che cerca di farsi parole. Senza appropriazio­ne, senza possesso né perdita di identità, nel rispetto di una distanza. A te, altro, uomo. Tra noi questo a intenzione senza oggetto, culla dell’essere».

L’opera nasce un forte senso creativo, di esaltazione della femminilità, del completamento che spiritualmente l’amore dona al destinatario di quest’ultima. È analisi del vero significato dell’azione “amare”. Perché l’amore è un’azione e perciò é definita nella dinamicità. Un’opera davvero straordinaria in grado di illuminare il lettore di sapere come poche letture del genere sanno fare. Detto questo l’opera è molto consigliata e apprezzata dalla stessa. Si tratta però di un testo filosofico, dal carattere molto accademico, perciò per chi non é del settore consiglio una lettura leggera, senza maratone o corse con il tempo. Sconsigliata per chi vuole cimentarsi in letture rilassate e scorrevoli. Per tutti gli altri può lasciare il segno, modificare totalmente il proprio punto di vista e idea di amore. Per questo il voto è massimo.

Classificazione: 5 su 5.

Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stellina, di commentare se la rubrica vi piace e di seguire il blog. Inoltre mi farebbe piacere il vostro voto per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare sulla barra blu sotto questo articolo o nei banner blu in home e confermare. È possibile votare un numero illimitato di volte, basta attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un forte abbraccio.

Greetings to all, Dear Readers! In 2 days the “feast of lovers” will be celebrated, which as you will have understood I prefer to call “feast of those who love”, because love does not end and materializes only in so-called “amorous” relationships. On the contrary, it manifests itself on the part of every living being and has as its destination everything. And certainly this is a concept that is well clarified in the philosophical-psychological reading of the author Luce Irigaray “I love you”. The work was published in 1993 and was made available in Italian by Bollati Boringhieri. To better deal with a psychological or philosophical text that is it is completely useless formal analysis, just like poetic collections. On the other hand, it is useful to understand the quotation of phrases extracted from the draft itself, which I will conclude with my evaluation. These are the phrases that I myself considered most significant:

“To love you, and, in this a, to have a place of thought, to think of you, of me, of us, of what unites us and distances us, of the interval that allows us to become, of the distance necessary for the encounter. To you: pause to move from affection to spiritual, from interiority to exteriority. I see you, I feel you, I perceive you, I listen to you, I look at you, I am moved by you, surprised by you, I go to breathe outside, I reflect with the earth, the water, the stars, I think of you, I think of you, I think of us: two, everyone, all, I begin to love, love you, I return to you, I try to speak, to say to you: a feeling , a will, an intention, for now, for tomorrow, for a long time. I ask you for a place and time for today, for a near future, for life: mine, yours, that of many. The to you passes through the breath that tries to make words. Without appropriation, without possession or loss of identity, respecting a distance. To you, other, man. Between us this with no object, cradle of being”.

The work gives rise to a strong creative sense, of exaltation of femininity, of the completion that spiritually love gives to the recipient of the latter. It is an analysis of the true meaning of the “love” action. Because love is an action and therefore it is defined in dynamism. A truly extraordinary work that can enlighten the reader to know how few such readings can do. Having said that, the work is highly recommended and appreciated by the same. It is, however, a philosophical text, with a very academic character, so for those who are not in the sector I recommend a light reading, without marathons or races with time. Not recommended for those who want to try their hand at relaxed and flowing readings. For everyone else it can leave its mark, totally change its point of view and idea of love. That is why the vote is maximum.

Classificazione: 5 su 5.

With these words I conclude, I remind you to leave a starlet, to comment if you like the column and to follow the blog. I would also like your vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click on the blue bar below this article or in the blue banners at home and confirm. You can vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between one vote and the next. A strong hug.

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SPECIALE SAN VALENTINO: LIBERO PENSIERO ( 11 febbraio 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Ci tenevo molto a condividere con voi questo articolo, in primis perché è il principio di un nuovo evento, ovvero lo Speciale San Valentino.Vi sarete immaginati che tratterò il tema dell’amore romantico, quello condiviso dalle coppie con maggiore intesa sentimentale, che parlerò della condivisione e del modo in cui si trascorre questa giornata. In realtà amo il tema dell’amore nella sua accezione generale e soprattutto filosofica. Infatti il primo aspetto che vado sempre ad analizzare con grande curiosità é il significato nascosto nel titolo. Perché questa giornata è dedicata proprio a San Valentino e perché la si definisce la “festa degli innamorati”? Le sue origini sono antichissime e si crede risalgano al IV secolo a. C. Prima di San Valentino in questa giornata i romani iniziarono a praticare il culto di Lopercus, dio della fertilità.Si svolgeva infatti un rito in suo onore nel quale alcune donne venivano affiancate ad altrettanti uomini chiedendo loro di vivere in intimità per un anno. Con l’avvento del potere della Chiesa Cattolica questo rito palesemente pagano venne sostituito dal culto di San Valentino, definito come “santo dell’amore”. Secondo la leggende la sua nomina arrivò in seguito ad alcuni miracoli che egli fece tra cui, quello più famoso, della coppia intenta in un litigio. Egli passò di fianco a loro e fece volare intorno decine di coppie di piccioni. Pochi istanti dopo tra i due innamorati tornò la pace. Ma cos’è dunque l’amore? E’, per l’essere umano dotato di pensiero, la massima espressione di libertà. Ovviamente non mi riferisco esclusivamente all’amore romantico. In fondo non é la festa delle coppie, a degli innamorati. Ci si può innamorare di ogni cosa, anche di ciò che non diremmo mai di provare amore. Può essere riferito ad oggetti inanimati, alle persone, agli animali, alla natura, alle piante, alla calma, alla serenità, ad un azione. Si può amare e allo stesso tempo non amare ogni parte di ciò che ci circonda. La libertà di amare ciò che piú ci aggrada ci fa stare, ci fa conoscere la vera essenza della felicità. Per coltivare l’amore e essere liberi e felici però bisogna accettarlo e spesso i dogma o la stessa società c’è lo vietano. Aldilà di quanto ci viene detto amare non é mai qualcosa di stupido o irrispettoso, forse a tratti egoista lo ammetto, ma anche l’amor proprio é necessario a volte! Quindi il mio messaggio per questo speciale é amate, amate liberamente, rendiamo il nostro amore una passione da costruire quotidianamente, nel pieno rispetto del prossimo e della natura stesse. Ci sarà in merito una grande novità prossimamente, ma non aggiungo altro, é troppo presto. Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stellina, un commento e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basterà attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio a tutti!

Greetings to all, Dear Readers! I was very happy to share this article with you, primarily because it is the principle of a new event, namely the Special San Valentino. You may have imagined that I will deal with the theme of romantic love, the one shared by couples with greater sentimental understanding, that I will talk about sharing and the way in which this day is spent. I actually love the theme of love in its general and above all philosophical sense. In fact, the first aspect that I always go to analyze with great curiosity is the hidden meaning in the title. Why is this day dedicated to Valentine’s Day and why is it called the “feast of lovers”? Its origins are very ancient and are believed to date back to the 4th century .C. Before Valentine’s Day the Romans began to practice the cult of Lopercus, god of fertility. In fact, a rite was held in his honor in which some women were joined by as many men asking them to live in intimacy for a year. With the advent of the power of the Catholic Church this clearly pagan rite was replaced by the cult of Valentine, defined as the “saint of love”. According to legend, his appointment came as a result of some miracles that he did, including, the most famous, of the couple ing an argument. He passed by them and flew around dozens of pairs of pigeons. Moments later, peace returned between the two lovers. So what is love? It is, for the human being with thought, the greatest expression of freedom. Of course, I’m not just talking about romantic love. After all, it’s not the couples’ party, it’s lovers’ party. You can fall in love with everything, even what we would never say to feel love. It can be referred to inanimate objects, people, animals, nature, plants, calm, serenity, action. You can love and at the same time not love every part of what surrounds us. The freedom to love what suits us best makes us stay, makes us know the true essence of happiness. In order to cultivate love and be free and happy, however, it must be accepted and often dogma or society itself prohibit it. Beyond what we are told to love is never something stupid or disrespectful, perhaps at times selfish I admit it, but even self-love is necessary sometimes! So my message for this special is loved, loved freely, we make our love a passion to be built daily, in full respect of one’s neighbour and nature themselves. There will be a great deal of news about this in the near future, but I will say no more, it is too soon. With these words I conclude, I remind you to leave a starlet, a comment and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article in the blue banners at home and confirm. It is possible to vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between votes. A hug to everyone!

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DIARIO DI LIBERO PENSIERO: A TE. (5 febbraio 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Oggi comunico con voi mediante una nuova pagina di DIARIO, luogo in cui non solo il pensiero é libero, ma dove trovate davvero me stessa e il mio quotidiano, ciò che cambia sensibilmente il mio essere. E’ il caso di una lettura, che conclusi per la prima volta circa sei anni fa e da allora mi é capitato almeno tre volte di rileggere completamente. Altre volte però, quando il tempo me lo impedisce, prendo alcune pagine a caso per scorgere nuovamente la stessa atmosfera di nuovo, potendo comunque beneficiarne. Il suo titolo è “Amo a te” dell’autrice e intellettuale umanista Luce Irigaray. Io non sono solita usare il termine intellettuale. Non mi é mai piaciuto. Forse perché vuol dire tutto e nulla. Può dar merito a chi non ne ha davvero e toglierne a chi ne ha. E’ una parola crudele di cui troppo spesso se ne abusa. In questo caso però é diverso. Il termine intellettuale riferito a Luce Irigaray riassume egregiamente la sua grande esperienza e cultura. E’ infatti esperta di filosofia, come dimostra il suo ruolo di direttrice di ricerca dell’ambito presso il Centre National de la Recherche Scientifique di Parigi, di linguistica, di psicologia e psicoanalisi. Inoltre è un appassionata di cure olistiche e di yoga, il che la rende ai miei occhi un riferimento completo. Mi piacerebbe molto prossimamente fare una vera e propria recensione di questo libro su I CONSIGLI DI STORYTELLER’S EYE, per darvi la possibilità di conoscere la mia opinione e perchè no beneficiare anche voi della lettura. La verità é che con un’attenta analisi la filosofia ci spiega cosa significa per una donna amare. La stessa Irigary scrive:

“Amo a te significa «osservo nei tuoi confronti un rapporto di in-direzione». Non ti sottometto, né ti consumo. Ti rispetto (come irriducibile). Ti saluto: saluto in te. Ti lodo: lodo in te. Ti ringrazio: rendo grazie a te per … Ti benedico per. Ti parlo, non soltanto di una certa cosa, ma ti parlo a te. Ti dico, non tanto questo o quest’altro, ma ti dico a te.

Essa mette l’accento a quel complemento di termine troppo spesso dimenticato. In quella semplice a si nasconde un luogo del pensiero, la direzione a cui è rivolto il vero agire. Il “ti amo” non esprime una semplice azione, si concentra piuttosto sul divenire, sulla distanza da percorrere per raggiungere il soggetto del nostro amore. Aspetti del linguaggio troppo spesso espressi e dati per scontato. Una sola parola aggiunta alle volte può celare significati a cui non diamo la giusta importante. Nel termine a si nasconde il dinamismo, il movimento del pensiero. Lettura davvero straordinaria ed emozionante, ve lo garantisco. Forse già la prossima settimana faccio la recensione, non lo escludo. Per ora però vi saluto, vi ricordo infine di lasciare una stellina, un commento e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basterà attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio a tutti!

Greetings to all, Dear Readers! Today I communicate with you through a new page of DIARIO, a place where not only thought is free, but where you really find myself and my daily life, what changes my being significantly. This is the case with a reading, which was first completed about six years ago and has since been completely reread at least three times. Other times, however, when time prevents me from doing so, I take a few pages at random to see the same atmosphere again, still being able to benefit from it. Its title is “I love you” by humanist author and intellectual Luce Irigaray. I’m not used to the term intellectual. I never liked it. Maybe because it means everything and nothing. It can give credit to those who don’t really have it and take it away from those who have it. It is a cruel word that is all too often abused. In this case, however, it is different. The intellectual term for Luce Irigaray sums up her great experience and culture. She is an expert in philosophy, as evidenced by her role as director of field research at the Centre National de la Recherche Scientifique in Paris, of linguistics, psychology and psychoanalysis. She is also passionate about holistic care and yoga, which makes her a complete reference to me. I would very soon like to do a real review of this book on STORYTELLER’S EYE TIPS, to give you the opportunity to know my opinion and why not benefit from reading too. The truth is that with careful analysis philosophy explains to us what it means for a woman to love. Irigary herself writes:

“I love you means “I observe towards you a relationship of in-direction”. I don’t subdue you, nor do I consume you. I respect you (as irreducible). I greet you: Greetings in you. I praise you: I praise you. Thank you: I give thanks to you for … I beseech you for. I’m talking to you, not just about a certain thing, but I’m going to talk to you. I tell you, not so much this or this, but I tell you.”

It emphasizes that term complement too often forgotten. In that simple a hides a place of thought, the direction to which the real action is addressed. The “I love you” does not express a simple action, rather it focuses on becoming, on the distance to be traveled to reach the subject of our love. Aspects of language too often expressed and taken for granted. A single word added to the vaults can conceal meanings that we don’t give the right important. In the term a hides the dynamism, the movement of thought. Truly extraordinary and exciting reading, I guarantee you. Maybe as early as next week I do the review, I don’t rule it out. For now, however, I greet you, I finally remind you to leave a starlet, a comment and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article in the blue banners on home and confirm. It is possible to vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between votes. A hug to everyone!

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LIBERO PENSIERO: LA GENTILEZZA. (19 novembre 2020)

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Un saluto a tutti, Cari Lettori! Gli articoli di LIBERO PENSIERO, come pure quelli di DIARIO, hanno la matrice comune di esaltare il pensiero, così per come balena nelle nostre menti, senza far caso alla trasparenza di un dialogo o di un contenuto, bensì di una propria idea o emozione. In questo caso la rubrica risultava perfetta per trattare il senso di questa giornata tanto importante. Mi riferisco alla Giornata Mondiale della Gentilezza, di cui la ricorrenza si è celebrata appena pochi giorni fa, il 13 di novembre. Inaugurare una giornata interamente dedicata alla gentilezza la

trovo un’idea bellissima. Ricordare alle persone di essere gentili quanto più possibile è il pensiero più semplice e bello che possa esistere. Non bisogna esserlo solo con chi conosciamo o con il beneficio di qualcosa in cambio. Tanti aspetti della nostra vita necessitano di gentilezza ad esempio le persone intorno a noi, la natura, gli animali, le idee, i pensieri e gli stili di vita. La gentilezza è benessere sia per sè sia per il destinatario. Essa non ha bisogno di regole, di guide, di manuali per apprendere la sua arte, il semplice approccio e l’esperienza ci renderanno migliori ogni giorno, si coltiva, come una pianta, germoglia e costantemente accresce la sua chioma e i suoi rami. Ma come nacque esattamente la Giornata della Gentilezza? Nacque in Giappone grazie al Small Kindness Movement, fondato nel 1988 a Tokyo. Due anni prima un gruppo di organizzazioni, il  World Kindness Movement (Movimento mondiale per la Gentilezza), iniziò a diffondere il messaggio, finché non divenne virale e la giornata venne celebrata e festeggiata a livello mondiale! Detto ciò concludo, in fondo si trattava solo di un breve pensiero. Se eravate a conoscenza della Giornata della Gentilezza o semplicemente avete apprezzato il post lasciate una stellina, un commento e un voto per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Cliccate sulla barra blu sotto questo articolo o nei banner blu in home e confermate. Potete votare un numero illimitato di volte, basta aspettate 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un forte abbraccio!

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EMPATIA: LA GIORNATA MONDIALE DEL CANE, UNA RIFLESSIONE. (16 settembre 2020)

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Un saluto a tutti, cari Lettori! Con questo articolo voglio ricordare e lodare un essere vivente che talvolta lasciamo per scontato, di cui non ammiriamo l’animo e la devozione che ha sempre dimostrato, restando fedele durante tutta la propria vita al genere umano, senza chiedere nulla in cambio se non il minimo necessario per rispondere ai propri bisogni. Protagonista di queste mie parole oggi è il cane, il più devoto e amabile fra gli animali, principe indiscusso degli ambienti domestici. Nonostante ciò l’umanità ha impiegato moltissimo tempo per considerare il cane per ciò che è e non un semplice animale come tutti gli altri. Come in tanti sanno, io amo tantissimo gli animali e credo nell’esistenza nel loro essere di un’anima simile alla nostra. Questo amore mi ha portato a compiere scelte molto forti, ad esempio essere vegetariana e seguire la filosofia taoista come stile di vita, per rispettare nel modo migliore possibile coloro che credo essere tali e quale a noi. In particolare il cane, per quanto possa essere considerato semplice, legato ad una comunicazione e ad un stile di vita basilare, lo considero colui che più di tutti, possa essere considerato amico del genere umano e degno di amore e rispetto incondizionato. Un loro sguardo è capace di trasmettere quanto intere nostre perifrasi, i suoi occhi sono in grado di comunicare purezza, quella stessa ambita dal genere umano, spesso corrotta dal “peccato del materico”, il denaro e la fama, probabilmente le due cose più assurde e tragiche mai create. La loro purezza e semplicità è per me bellezza: ogni volta che vedo un cane venire incontro a me in cerca di coccole e attenzioni mi pervade un senso di gioia incredibile. Inoltre la loro coda scodinzolante, le fauci aperte che lasciano vedere la schiera di denti scoperti, con la lingua penzoloni ad un lato del muso, sembra quasi un sorriso di riconoscenza per l’affetto ad egli dimostrato. Quando si adotta un cane si ha la percezione del principio di una strana forma d’istinto inspiegabile. Lui ti guarda, un cucciolo indifeso, un tenero batuffolo di pelo che con lo sguardo languido e d’infinita dolcezza si avvicina alla vetrina del negozio, o ai bordi della gabbietta dove è riposto e lì, con quello sguardo innocente, capisci che lui ti ha scelto, per tutta la sua vita.

Il 26 agosto di ogni anno l’uomo, con la decisione di istituire una giornata mondiale per il “migliore amico”, lo sta ringraziando per tutto il bene che ci regala ogni giorno, per l’affetto che non si tira mai indietro a manifestare. Ma forse questa giornata vuol dire anche di più. Ci insegna, per quanto possa risultare strano e forse a tratti stupido, a prendere spunto dal cane, ad imparare da egli ad essere più semplici, a dare maggiore importanza ai legami, agli affetti e alle emozioni, per essere più liberi e forti rispetto alle tentazioni materiali e gli aspetti dogmatici, protagonisti da sempre della nostra “evoluta” società. Con queste parole concludo, anche se darò seguito a queste parole con una riflessione EXTRA, nel corso della giornata di oggi e domani. Un saluto a tutti e un forte abbraccio.

Sempre Vostra, Storyteller.

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LIBERO PENSIERO EXTRA: LA BELLEZZA DEI SENTIMENTI. (18 luglio 2020)

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Un saluto a tutti cari Lettori! Questo post lo promisi diversi giorni fa e vista la passione che provo per questo meraviglioso scrittore non potevo astenermi dalla pubblicazione di una sua lettera, forse quella principale in tutto il patrimonio epistolare conservato fino ai giorni nostri. Prima di addentrarmi nel merito ci tengo a rispondere ad un commento che giustamente è stato condiviso sotto lo scorso post dedicato a Keats. Io infatti affermo nella mia analisi una certa semplicità linguistica, ricercata per fornire al lettore un’immediata emotività ed empatia con i suoi contenuti. Mi è stato fatto notare che l’Endimione, altra opera del celebre poeta, in cui i contenuti sembrano molto complessi. La complessità della retorica è forse uno degli aspetti più difficili da definire oggettivamente in letteratura. Ho letto solo alcune parti dell’Endimione, durante gli anni del liceo e successivamente, ma anche in questo caso, giudizio soggettivo, ho trovato la lettura abbastanza semplice, linguisticamente parlando, a differenza di altri suoi contemporanei, ad esempio un William Blake, i cui contenuti sono fortemente immaginifici e colmi di metafore, un Coleridge o un Wordsworth con le loro ballate. Abbiamo poi tutto il filone italiano, di cui è

impossibile non citare Leopardi o un Foscolo. Detto ciò, come affermo in precedenza, è un aspetto sensibile, che vede idee soggettive e contrastanti. Tornando alla lettera del nostro Keats, quello che segue è uno dei maggiori esempi dell’amore che il poeta provò per la sua Fanny Brawne. La relazione durò dal dicembre 1818 fino al febbraio del 1821, anno in cui tragicamente venne a mancare. Per approfondire ulteriormente l’argomento vi consiglio di leggere anche il precedente articolo in merito a Jonh Keats, sempre per la rubrica di LIBERO PENSIERO EXTRA, datato 4 luglio 2020, dal titolo “OMAGGIO A JOHN KEATS”. Con queste parole concludo, un forte abbraccio.

“Mia cara ragazza,

In questo momento mi sono messo a copiare dei bei versi. Non riesco a proseguire con una certa soddisfazione. Ti devo dunque scrivere una riga o due per vedere se questo mi assiste nell’allontanarti dalla mia mente anche per un breve momento. Sulla mia anima non riesco a pensare a nient’altro. È passato il tempo in cui avevo il potere di ammonirti contro la poco promettente mattina della mia vita. Il mio amore mi ha reso egoista. Non posso esistere senza di te. Mi scordo di tutto salvo che di vederti ancora, la mia vita sembra fermarsi lì, non vedo oltre. Mi hai assorbito. In questo preciso momento ho la sensazione di essermi dissolto – sarei profondamente infelice senza la speranza di vederti presto. Sarei spaventato di dovermi allontanare da te. Mia dolce Fanny, cambierà mai il tuo cuore? Amore mio, cambierà? Non ho limiti ora al mio amore… Il tuo biglietto è arrivato proprio qui. Non posso essere felice lontano da te. È più ricco di una nave di perle. Non mi trattare male neanche per scherzo. Mi sono meravigliato che gli uomini possano morire martiri per la loro Religione – Ho avuto un brivido. Ora non rabbrividisco più. Potrei essere un martire per la mia religione – la mia religione è l’amore – potrei morire per questo. Potrei morire per te. Il mio credo è l’amore e tu sei il mio unico dogma. Mi hai incantato con un potere al quale non posso resistere; eppure potevo resistere fino a quando ti vidi; e perfino dopo averti visto ho tentato spesso “di ragionare contro le ragioni del mio amore”. Non posso farlo più – il dolore sarebbe troppo grande. Il mio amore è egoista. Non posso respirare senza di te.

Tuo per sempre,

John Keats

Sempre Vostra, Storyteller.

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LIBERO PENSIERO EXTRA: REGINA DEI CUORI. (7 luglio 2020)

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Un saluto a tutti, cari Lettori! Oggi, in questa rubrica, ormai diventata per me particolarmente cara, voglio parlare di una donna che con il suo fascino e i suoi ideali ha segnato un’epoca, portando una ventata di innovazione (ed evoluzione forse) nel contesto di corte del XX secolo. Parlo ovviamente di Diana, nota con l’affettuoso soprannome “Lady D”, nata il 1 luglio del 1961 (oggi avrebbe da poco compiuto 59 anni) e scomparsa tragicamente 23 anni fa, come ben

noto ai tanti. Per tutti era la “principessa del popolo” e come tale viene ricordata fin dal giorno della sua comparsa nel panorama di corte, sia da coloro che erano i suoi “sudditi”, sia dagli stessi figli. Un film, che presto uscirà al cinema ne ricorderà i tratti salienti della sua vita, io stessa non vedo l’ora di vedere il lungometraggio di questa straordinaria biografia. La vita, di certo travagliata e colma di ostacoli, a partire dal matrimonio disastroso con il principe Carlo, l’infanzia tutt’altro che semplice e il rapporto ricco di incomprensioni con la Regina Elisabetta, non le hanno permesso di

cancellare i suoi ideali, di avere la giusta forza per distruggere i molteplici dogma regali e aiutare il prossimo, ascoltando le necessità dei più bisognosi. A strapparla via da questo pianeta la pressione, ormai prepotente, dei media, che la costringeva ad un esistenza da fuggitiva, per scappare dalle grinfie dei paparazzi, sempre più incalliti sulle vicende che la vedevano protagonista. Era paladina dei drammi sociali, tra i quali, forse quello più forte, la lotta contro l’AIDS, passato come parte della sua eredità al figlio Harry, che ha continuato a prendersi cura del problema. Voglio ricordarla così, ancora una volta, con queste brevi citazioni, intrise dei suoi sentimenti e delle sue idee, sparse lungo la stesura di queste righe. Con queste parole concludo e vi saluto con un grande abbraccio.

Sempre Vostra, Storyteller.

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LIBERO PENSIERO EXTRA: OMAGGIO A JOHN KEATS. (4 luglio 2020)

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Un saluto a tutti cari Lettori! Oggi voglio condividere con voi le parole di un grande poeta, quello a me più caro, perchè senza fronzoli e strani arcaismi riesce a rapire l’animo del lettore, con semplicità e sentimento. Lui è John Keats, colui che da tempi immemori ormai è definito il “romanico tra i romantici”. Leggere i suoi componimenti, poesie o epistole che siano, nutrono intensamente l’animo del più cinico dei lettori. Qualche anno fa la Rai realizzò un film incentrato intorno non solo alla sua figura, molto travagliata e tragica, visto la sua morte prematura intorno ai ventotto anni, ma anche alla figura del suo grande amore, la sua musa, l’unica donna che amò tanto intensamente da dedicarle le parole che seguono:

Fanny Brawne, questo era il suo nome, ebbe un ruolo fondamentale per Keats. Non ebbero il tempo materiale di vivere questo amore, di sposarsi, tuttavia il periodo della loro breve unione venne assaporata minuto dopo minuto, dando preziosità a quegli attimi, fatti di giochi, dialogo e di baci. La parte migliore del giovane Keats è per me questa. La poesia e la semplicità non vanno sempre di pari passo: nel verso l’autore ricerca spesso l’ignoto, il mistero, con frasi talvolta ricche di perifrasi da tratti barocchi. Il suo lessico è comune, forse persino insufficiente per la classica concezione poetica, ma riesce a pennellare emozioni tali da essere provate leggendo adagio i suoi versi. Vi consiglio, se volete approfondire la sua storia, la visione del lungometraggio a lui dedicato, dal titolo Bright Stars ( in italiano fulgida stella), corrispondente al titolo del suo componimento più importante, di cui lascio in seguito il testo per la lettura, attraverso un filmato. Avrò certamente occasione, nel corso del mese, di proporre anche qualche sua lettera, tra quelle che scrisse alla sua Fanny. Con queste parole concludo. Un abbraccio a tutti.

Sempre Vostra, Storyteller.

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EMPATIA: L’AMORE HA MOLTI VOLTI (Testo trasferito del 28 aprile 2020)

Buonasera cari Lettori! Questa sera voglio condividere con voi il contenuto di un video che ho trovato sulla piattaforma di Youtube e che mi ha fatto davvero riflettere.Ovviamente alla fine della lettura troverete il video in questione condiviso, in modo tale da avere un riscontro alle mie parole. Ma ora, fatte le dovute precisazioni, tenterò di spiegare meglio di cosa tratta l’articolo di oggi. Dal titolo stesso si può dedurre che il tema è l’amore, ma forse è necessario per una volta vedere questa grande concezione astratta come una pluralità, come un essere che in base a differenti fattori può manifestarsi in modo diverso. Da sempre è stata

tramandato, dai racconti, dalle parole dei nonni e dei genitori, che l’Amore è semplicemente sostanza pura e incondizionata, che si manifesta almeno una volta nella vita in ognuno di noi, che il vero amore è uno soltanto, uguale nel suo manifestarsi per tutti. La  verità è che le nostre esperienze, soprattutto quelle risalenti al nostro periodo infantile, ostacolano la nostra visione idilliaca dell’Amore, mettendo ad esso freni e vincoli. Non ci lasciamo la nostra infanzia alle spalle finchè non siamo noi stessi a deciderlo, voltando definitivamente pagina. Lo studio è stato condotto da una coppia di terapisti americani specializzati nel settore, rispettivamente Milan e Kay Yerkovich. La prima frase importante di questo video, in seguito alle prime precisazioni di setting per entrare nel vivo del discorso, portano subito chi guarda a riflettere. Lasciamo spesso questo aspetto per scontato, ma la verità è che senza renderci conto ad ogni relazione affettiva che iniziamo si presuppongono una serie di atteggiamenti che si ripetono e che probabilmente nulla c’entrano con il concetto di Amore idealizzato. Questo perché ci portiamo dietro in età adulta un bagaglio esperienziale proveniente dal periodo infantile, ovvero l’influenza che le persone adulte più vicine a noi (genitori, nonni, tutori) in quel periodo hanno compiuto. Creiamo quindi delle linee guida, degli schemi da seguire e applicare in ognuna delle nostre relazioni future. I Yerkovich in base a ciò hanno istituito cinque macro categorie, a cui hanno dato il nome di “stili d’amore”. In seguito troverete la definizione di ognuna di esse. Primo di questi è l’accontentatore. Famiglie ipercritiche, spesso nervose o talvolta iperprotettive sviluppano persone tendenti ad moderare i toni di una discussione, al fine di evitare scontri violenti. All’interno di una relazione, il passato turbolento gli permetterà di gestire ogni situazione con calma e serenità, anche se ciò può andare a suo discapito. Tendono ad essere persone dai modi gentili e ottimi partner per relazioni a lungo termine. Il loro continuo arrendersi nelle discussioni però, porta sì a placare la discussione, ma anche a portare in loro un profondo senso di disagio. Il secondo gruppo di persone è quello della
“vittima”. Coloro che ne fanno parte hanno avuto con grande probabilità genitori spesso arrabbiati e sono stati più volte sottoposti a nascondere idee e azioni per evitare la rabbia priva di ragione di quest’ultimi. Sono soggetti alla creazione di mondi immaginari in cui rifugiarsi quando la situazione in casa diventa insopportabile. Soffrono quasi sempre di bassa autostima e riversano questa sensazione sulle future relazioni. Il terzo gruppo è quello del controllante. Fin da piccoli sono persone particolarmente autonome, che imparano a rispondere alle loro esigenze senza l’ausilio del genitore, spessopreoccupato in faccende a loro dire più importanti rispetto alle richieste del loro figlio/a. Con il tempo diventa fondamentale per loro tenere sotto controllo ogni situazione, al contrario, non avendo l’opportunità di ciò, si dimostrano particolarmente vulnerabili. Per loro la rabbia è uno strumento per portare a compimento le sue azioni di controllo.Sono scarsamente empatici e vogliono sempre risolvere i propri problemi da soli, senza che ciò comporti necessariamente l’uscita dalla zona di comfort. Le sue azioni però potrebbero risultare molto pesanti e difficili da sopportare per un eventuale partner. Il quarto è quello del vacillatore. In passato i loro genitori si sono dimostrati persone imprevedibili e non si sono sentiti mai una priorità di questi. Si sentono spesso soli e fraintesi e ricercano nel

partner l’amore e le attenzioni che non hanno ricevuto dai familiari. Più di altri il vacillatore ha bisogno di continue certezze e il minimo cambiamento nella relazione lo turba, le sue aspettative restano sempre sul piano idealizzato e non elabora serenamente la possibilità di un’alternativa nel reale. Infine abbiamo l’evitatore. L’ambiente in cui hanno vissuto è sempre stato quasi o del tutto privo di amore e attenzioni. Presto per costruire una loro zona di comfort hanno imparato a limitare le loro esigenze e carenze affettive, diventando persone tendenti ad essere fredde e chiuse. Reagiscono molto bene alle situazioni di distacco e anaffettive. Preferiscono avere momenti tutti per sé, che non devono necessariamente essere condivisi. Non sono bravi a parole ad esprimere i loro sentimenti al partner e si servono di azioni e gesti per provvedere a questo fine. Non amano i discorsi impegnati e si concentrano molto sulle loro ambizioni professionali e ciò potrebbe mettere a disagio il partner. Esiste però,in questa serie di circostanze negative di crescita rispetto all’argomento amore, una versione positiva, nota come quella del connettore sicuro, ovvero ciò a cui questi gruppi precedentemente elencati dovrebbero aspirare. La loro forza è il saper mediare, riconoscendo in sé valori e punti deboli. Non tendono a svalutare o idealizzare e riescono a condividere con serenità sentimenti e bisogni e ciò è alla base di una relazione duratura e piacevole. Spero che la lettura possa dare uno spunto per riflettere non solo se fate parte di un determinato gruppo, bensì se tendete all’uno piuttosto che all’altro. Ora vi saluto con un grande abbraccio e vi do appuntamento al prossimo articolo.

Sempre Vostra, Storyteller.