EMPATIA: STORIA DI CHARLES DICKENS. (28 luglio 2020)

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Buongiorno cari Lettori! Benvenuti su Storyteller’s Eye Word. Nell’articolo di oggi è mio desiderio condividere con voi un’altra straordinaria biografia, di uno scrittore che con le sue storie e racconti ha segnato un periodo storico, carico di cambiamenti ed evoluzioni sociali. Parlo di Charles Dickens. Egli nacque il 7 febbraio 1812 presso Portsmouth. Il padre, John, è impiegato all’ufficio della Marina, e la madre, Elizabeth Barrow, è figlia di un noto funzionario statale inglese. È il secondo di ben otto fratelli. Charles John Huffman Dickens (questo il suo nome completo) durante la sua infanzia viene trasferito in luoghi diversi. Questo perché il padre per lavoro era spesso in giro per il mondo, per lunghi periodi, ma sempre desideroso di avere la compagnia della sua famiglia con sé. I vari viaggi lo portano a sviluppare già dall’adolescenza una grande passione per la lettura. Si diletta in numerosi generi, ma mostra fin da subito maggiore interesse per le opere del teatro elisabettiano e per i romanzi di Defoe, Fielding e Smollett. È il 1824, il padre viene arrestato per debiti. Per sua fortuna il patrimonio ereditario

sapientemente conservato gli permette di saldare in breve tempo i suoi debiti, anche se prima della sua liberazione passerà qualche mese. Durante quel periodo il giovane Charles è costretto ai lavori umili, per dare qualche soldo alla famiglia, indebitata a causa di quanto da poco accaduto. È brutale pensare ad un bambino di 12 anni messo a simili lavori, ma all’epoca lo sfruttamento minorile era lecito e soprattutto molto conveniente per i datori di lavoro, proprio perché i bambini erano considerati “manodopera a basso costo”. Secondo le documentazioni di protesta alle condizioni di lavoro dell’epoca, le fabbriche erano terribilmente sporche, delle sorta di baracche, totalmente infestate da topi, con ambienti maleodoranti, senza le condizioni igieniche e alimentari

sufficienti per il carico di lavoro richiesto. I bambini nella fabbrica in cui egli lavorava dovevano incollare etichette su flaconi di lucido per scarpe. L’esperienza resta per tutta la vita di Dickens fortemente traumatizzante e diventerà per sempre fonte di ispirazione per le sue stesure. Nonostante il padre volesse continuare a farlo lavorare presso l’attività in questione, dopo un anno la madre si oppose e nel 1825 può finalmente riprendere gli studi, presso la  Wellington Academy di Hampstead Road. Purtroppo, appena due anni dopo, è costretto ad abbandonare perché la famiglia non è più in grado di fornire il denaro necessario per pagare la retta d’iscrizione. Torna quindi a lavorare, questa volta come fattorino in uno studio legale. Dopo appena un anno intraprende l’attività di cronista parlamentare fino al 1829, quando ottiene l’incarico di giornalista presso la Law Courts dei Doctors, in società con il cugino, Thomas Charlton. Charles è ormai un diciannovenne in carica ed sarà allora che si innamora di una giovane, figlia di un funzionario di banca. La storia dura tre anni, ma si conclude

senza un matrimonio, vietato dai genitori di lei per disparità sociali. Nel 1836 però sposa Catherine Hogarth. Il 1837 è per Dickens un anno importante: nasce il primo dei suoi otto figli e pubblica i romanzi “Oliver Twist” e “Quaderni di Pickwick” ( all’epoca in fascicoli). Iniziano quindi per lo scrittore quindici anni densi di pubblicazioni, in cui vengono generati i suoi titoli più importanti, l’ultimo a conclusione di una grande raccolta il celebre e sublime romanzo di “David Copperfield “. Nel 1842, in vista della sua fama a livello mondiale, inizia un lungo viaggio negli Stati Uniti. Attraversa quindi il mondo, sbarcando anche in Italia a Genova, nel 1844, dove rimarrà con la famiglia per un anno. Un fatto burrascoso travolge la sua vita nel 1855. Perderà la testa per una donna, Ellen Ternan, che lo costringerà ad abbandonare il tetto coniugale e iniziare una nuova vita. Dopo molti anni di attività e successo, Dickens nel 1867 compie un secondo viaggio in America. Si ammala gravemente, ma nonostante tutto si riprende, seppur con grandi difficoltà. Nel 1869 inizia la stesura di una nuova opera, dal titolo  “Il mistero di Edwin Drood”. Rimarrà incompiuta a causa della sua prematura morte, per complicazioni polmonari, il 9 giugno del 1870. Con queste parole concludo. Fatemi sapere con un commento se avete apprezzato questa biografia e se eravate a conoscenza di tutto. Un forte abbraccio.

Sempre Vostra, Storyteller.

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POST ORDINARIO: CHIARIMENTI PRIMA DELLE VACANZE. (29 luglio 2020)

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Un saluto a tutti cari Lettori! Questo è probabilmente uno degli ultimi post di luglio prima delle meritate vacanze durante tutto il mese di agosto. Ovviamente non si tratterà di un distacco totale dalla scrittura creativa, almeno per me, continuerò a scrivere e soprattutto a preparare il programma del palinsesto di settembre, che posso affermare con certezza che sarà molto ricco. Visto l’andamento di fine luglio però, mi rendo conto che anche voi vi state approcciando al relax e alle vacanze e aggiungerei che fate davvero bene! Momenti passati in totale relax, in compagnia della famiglia, degli amici o anche da soli perchè no, per gli amanti della

tranquillità, della calma e della natura, sono fondamentali, per ricaricare le energie e per partire carichi per una nuova stagione professionale, qualsiasi essa sia. Ovviamente, visto il periodo appena vissuto e le restrizioni che molti ignorano, che restano comunque invariate, è necessario essere previdenti, per evitare quanto abbiamo appena superato. Quindi riassumendo, ho deciso di escludere la pubblicazione durante la prima settimana di agosto e pubblicare qualche giorno prima a settembre, ovviamente vi scrivo qualcosa in questi giorni sulla data effettiva in cui verrà pubblicato il programma, sempre scaricabile gratuitamente, e quando inizieranno ufficialmente le pubblicazioni. Da settembre continuerò le pubblicazioni invariate fino a Natale praticamente, salvo giorni particolari in cui mi sarà impossibile pubblicare per cause che esulano dal blog. In queste situazioni tutto sarà recuperato nella prima data possibile. Analogo è infatti il caso di ieri, in quanto non è stato pubblicato l’articolo programmato. Oggi pubblicherò infatti sia quello di oggi che quello di ieri. Detto ciò credo di aver esaurito le informazioni da darvi. Vi mando un forte abbraccio.

Sempre Vostra, Storyteller.

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VIAGGI: LA PRESA DELLA BASTIGLIA. (23 luglio 2020)

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Un saluto a tutti cari Lettori! Come promesso nel post mattutino, mi accingo finalmente alla pubblicazione dell’articolo fisso di oggi, per la rubrica VIAGGI, inerente ad un fatto storico di cui nel mese di luglio, precisamente giorno 14, ricade l’anniversario. Se volete sapere il motivo di questa mia pubblicazione “fuori orario” rispetto al solito, vi consiglio la lettura del post precedente, in cui in breve spiego tutto. Mi riferisco ad un evento importante, che con il suo progredire ha sconvolto e rivoluzionato drasticamente la storia dei nostri vicini di casa, i francesi. Parlo ovviamente della Presa della Bastiglia, avvenuta nel corso dell’anno 1789. Oggi ve ne racconterò i tratti salienti in queste righe, per fare chiarezza su uno degli avvenimenti storici più importanti dell’evoluzione europea e per ricordarne l’anniversario. E’ il 27 giugno: il re decide di radunare un modesto esercito composto da 20.000 soldati, allo scopo di proteggere e difendere l’allora presente Assemblea costituente (una sorta di Parlamento dell’epoca) e i disordini interni della città parigina. Il caos in tutta la città dura ormai da giorni e i provvedimenti proseguono invariati fino al primo giorno di luglio. Il clima, dopo giorni con le guardie in giro per le strade, sembra rasserenarsi, finché la situazione torna a degenerare. Fu così che l’11 luglio il re decide di far cacciare da Parigi Jacques Necker, politico e fervido rivoluzionario, a favore dello scompiglio cittadino allora presente. I cittadini ribelli, dal canto loro, vedono la decisione del re come un metodo poco democratico per mettere in scena una risposta contro di essi. Intanto, in seguito all’accaduto, diventano numerosi gli oratori agli angoli delle strade, pronti ad influenzare le masse popolari, issandoli contro il Governo. Durante a giornata del 12 luglio, una domenica, un giovane ventinovenne si reca ai giardini dei Palazzi Reali e inizia ad urlare a gran voce una frase emblematica, passata alla storia, ovvero: «Cittadini! I mercenari verranno a sgozzarci, sarà un’altra “Strage di San Bartolomeo”; uccidiamo la belva:

40.000 palazzi e castelli, i due quinti dei beni di Francia, saranno il premio dei vincitori». La risposta dei cittadini ribelli non tarda ad arrivare: la sera della stessa domenica fanno chiudere il Palazzo dell’Opera, perciò due gravi problemi iniziano a palesarsi: da una parte incombe la paura dei briganti provenienti dalle provincie, che vogliono approfittare dei disordini interni per saccheggiare, profanare e derubare i poveri cittadini indifesi, dall’altra la paura era rivolta ai mercenari, disposti ad aprire il fuoco sui civili per mettere fine allo stato di caos civile. E’ il 13 luglio. A Parigi è una giornata di grandi preparativi, tutti sono svegli durante la notte. Casi di rivolta e brigantaggio ormai si verificano anche nei paesi circostanti e nelle provincie. Il municipio prende la decisione di creare una nuova milizia borghese, ma dai disordini vigenti si verificano i primi incendi. Le testate giornalistiche allarmano la popolazione con titoli improvvisati. Fu allora che i rivoltosi attaccano e profanano il St. Lazare e dal campanile escono i suoni funebri della campana: è segno che la tragedia è in atto. L’Assemblea ora si protegge fra le mura di Versailles. I rivoltosi si preparano all’assalto derubando negozi d’armi, come pure il Palazzo degli Invalidi. Il piccolo esercito improvvisato raduna ben 30.000 uomini e l’attacco accumula un bottino di oltre 20.000 fucili e 24 cannoni. Nell’aria gira voce di un poderoso assalto, che partirà la mattina successiva proprio dalla Bastiglia. E’ il

mattino del 14 luglio. I rivoltosi, per buona parte armati, attaccano le prigioni, simbolo del dispotismo francese, e la stessa Bastiglia. Una curiosità spesso ignorata è che la Bastiglia venne costruita per volere di Carlo V tra il 1365 e il 1383. E’ una piccola fortezza dotata di otto torri, che aveva lo scopo difensivo della città. Purtroppo non adempiva bene al suo scopo ed era stata assediata ben sette volte nel corso della storia, fu così che per volontà di Richelieu, venne destinata a prigione per richiudere personaggi influenti e particolarmente scomodi al re. Per i francesi divenne presto segno dell’assolutismo monarchico, della tirannia e dell’ingiustizia. La vera lotta armata avrà luogo alle 17:00 del 14 luglio: i rivoltosi attaccano la Bastiglia e il governatore Launay per placarli da l’ordine di sparare a vista sulla folla. Molti perdono la vita, ma alla fine si scopre che la vittoria è principalmente morale: alla difesa del carcere ci sono soltanto 30 Svizzeri e un’ottantina di invalidi. Entrando nella struttura si scopre che accoglieva solo sette prigionieri, tra cui quattro falsari, un pazzo e uno accusato di incesto, prontamente liberati. Molti soldati vengono massacrati e alcuni ufficiali linciati a morte dai parigini. Questa è una storia di rivolta, di senso di patria, di un popolo fiero del tricolore blu, bianco e rosso, simbolo dei due maggiori rappresentanti della Francia (blu e rosso per i parigini, bianco dei Borboni), di coloro che hanno saputo ribellarsi, consci delle conseguenze, ma fieri di poter dare ad essi e alle generazioni future un futuro migliore. Con queste parole concludo, fatemi sapere se conoscevate nel dettaglio questa parte di storia o se avete scoperto qualche nuovo dettaglio. Un abbraccio a tutti.

Sempre Vostra, Storyteller.

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POST ORDINARIO: VI SPIEGO ALCUNE COSE. (23 luglio 2020)

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Un saluto a tutti cari Lettori. Questo è un breve post informativo che pubblico nel corso della mattinata. Secondo le ormai normali abitudini del blog, l’articolo fisso sarebbe dovuto uscire intorno alle 7:30 am. Purtroppo, a causa di alcuni imprevisti della giornata di ieri, per cui non mi sono sentita molto bene fisicamente, ho dovuto rimandare la pubblicazione dell’articolo fisso nel pomeriggio, in modo tale da poterlo leggere e sistemare con calma. Probabilmente, ma non certo, uscirà anche

un secondo articolo di LIBERO PENSIERO EXTRA, rispetto ad un argomento che mi interessa particolarmente anticipare. A partire dalla giornata di domani gli articoli fissi torneranno ad essere pubblicati come sempre al mattino presto, per dare a tutti l’opportunità di leggerli all’orario preferito. Per ora vi saluto, ringraziando per la bellissima family che siete, per i vostri messaggi e per il vostro costante sostegno. Ogni giorno crescete di numero, segno che apprezzate il mio impegno per migliorare il magico mondo di Storyteller’s Eye Word. Un abbraccio.

Sempre Vostra, Storyteller.

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POST ORDINARIO: CONDIVISIONE -Un libro per fare beneficenza -. (21 luglio 2020)

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Un saluto a tutti, cari Lettori! Quando posso, mi piace aiutare bloggers e iniziative sociali, condividendo tutti quei post trovati nei vari blog che seguo. In particolare oggi ho trovato interessante l’articolo del blog “Non solo campagna” di Elena Andreotti, che promuove un libro il cui ricavato è per una nobile causa. Per approfondire o meglio condividere o acquistare, cliccate sul link in fondo all’articolo per una lettura completa. Con queste parole concludo e vi auguro buona giornata. Un abbraccio.

Sempre Vostra, Storyteller.

Oggi voglio proporvi un altro libro che ha uno scopo benefico, realizzato da alcune scrittrici in contatto su Instagram. L’intento e quello di aiutare l’associazione Rubens che opera la riabilitazione per mezzo dei cavalli. (https://www.associazionerubens.it/) Descrizione Un libro che parla d’amore e di amicizia, l’amicizia che a volte si crea tra un essere umano e […]

Un libro per fare beneficenza

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POST ORDINARIO: FESTEGGIAMO INSIEME I NUOVI TRAGUARDI RAGGIUNTI. (20 luglio 2020)

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Traguardo dei cento articoli!

Un saluto a tutti cari Lettori! Avrete notato che dall’inizio del mese ho cambiato il saluto di apertura del blog. Dapprima, visto che le pubblicazioni avvenivano quasi sempre nel pomeriggio, utilizzavo il “buon pomeriggio”, ignorando che gli articoli fissi dalla fine di giugno venivano pubblicati alla mattina. Sembrava brutto augurarvi il meglio per un momento della giornata che non corrispondeva all’ora in cui pubblicavo l’articolo. Inoltre non consideravo che voi giustamente approfondite la lettura quando preferite. In base a queste variabili, un semplice saluto mi sembrò la scelta migliore.

Schermata della dashboard di Storyteller’s Eye Word.

A parte questo piccolo e modesto excursus iniziale mi addentro nel motivo di questo mio post. Insieme e grazie a voi ho raggiunto due nuovi preziosi traguardi, ovvero i 300 iscritti e i 100 articoli pubblicati sul blog. Come sempre si tratta di piccoli obbiettivi, ma nel giro di circa due mesi (considerando che il blog è partito durante gli ultimi giorni di maggio) è nata una piccola family, fatta di condivisione, di riflessioni e soprattutto dei vostri meravigliosi

Schermata del reader di Storyteller’s Eye Word.

apprezzamenti per il mio impegno. Sono queste le ragioni principali alla stesura di articoli sul blog, perchè un conto è scrivere per sè e un conto è condividere! Nelle foto che ho condiviso ai lati vi mostro i nuovi traguardi raggiunti, per quanto concerne il numero dei followers, visto che WordPress non lo considera un vero traguardo, trovate gli screenshot sia delle statistiche della dashboard, sia del reader. Per concludere voglio ricordarvi l’articolo uscito questa mattina, in merito alla Giornata Mondiale contro il Razzismo e la sua origine. Un approfondimento molto interessante, di cui vi consiglio la lettura e perchè no, di lasciare un personale commento. Con queste parole concludo e vi auguro un buon proseguimento di giornata con un abbraccio.

Sempre Vostra, Storyteller.

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POST ORDINARIO: CONDIVISIONE -7 cose che ho imparato dai miei alunni-. (18 luglio 2020)

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Un saluto a tutti cari Lettori! Condivido l’articolo della Dottoressa Cipriani, di cui ho avuto il piacere della lettura dei suoi scritti. Fin da subito, visto anche il mio grande interesse per la disciplina coinvolta, sono rimasta piacevolmente colpita dai contenuti trattati. Condivido sul blog il suo ultimo articolo, invitandovi alla lettura e a seguire le sue pubblicazioni. Il nome del blog è “lapsicologasocial”, vi lascio in seguito anche il link diretto ( https://lapsicologasocial.com/ ). Seguitela anche su Instagram, info in merito al link del sito. Un abbraccio a tutti!

Sempre Vostra, Storyteller.

Ho cominciato a lavorare nelle scuole nel preistorico 2003. Ho vissuto i cambiamenti, gli scivoloni, i passi avanti e quelli indietro, le proteste nelle piazze, gli stipendi che non arrivano, le regole mandate a monte, i bagni senza carta igienica (e a volte l’assenza dei bagni) la didattica a distanza nel periodo covid-19. E […]

7 cose che ho imparato dai miei alunni

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POST ORDINARIO: PRECISAZIONI IMPORTANTI. (17 luglio 2020)

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Un saluto a tutti, cari Lettori. L’articolo che scrivo è in sostituzione dell’ormai quotidiano appuntamento con la rubrica di LIBERO PENSIERO EXTRA, in quanto ritengo necessario fare alcune precisazioni circa alcuni cambiamenti che ho effettuato nel corso della giornata di oggi. Più che un cambiamento si tratta di una decisione importante che ho preso per tutelare la mia immagine e lo stesso blog da situazioni poco piacevoli. Prima di parlarvene però, colgo l’occasione per segnalare a tutti i nuovi iscritti che stamattina è stato pubblicato un nuovo articolo per la rubrica di DIARIO DI LIBERO PENSIERO, in cui l’aria era proprio quella di un diario, parlando di qualcosa che mi riguarda da vicino. Qualora fosse cosa gradita, ne consiglio quindi la lettura, la trovate nel post precedente a questo, nella pagina dedicata al blogging. Detto ciò vi spiego la ragione principale della stesura di questo post. Nel corso della giornata di ieri ho trovato tra i commenti, ovviamente da moderare, messaggi molto irrispettosi nei confronti della mia persona, con parole scurrili e offensive, semplicemente per aver ricambiato, e oserei dire abbondantemente, ad alcuni like che mi sono stati lasciati. Visto l’accaduto, dal momento che non intendo più essere protagonista di diatribe simili, ho deciso di mettere tutti i commenti in moderazione, prima di essere pubblicati. Non me ne vogliate, la

precauzione che sto mettendo in atto non è per voi che quotidianamente lasciate messaggi importanti e costruttivi, ma piuttosto per chi non rispetta l’etica del blog, anche perchè chiunque può leggere quanto è presente su queste pagine. Per cui è vietato scrivere commenti contenenti parole volgari, scurrili, offensive nei confronti della mia persona, del blog e degli utenti, contenenti messaggi di natura privata (conversazioni di conoscenza e frequentazioni) e incitazioni a forme politiche e religiose estreme. I commenti che rispondono alla descrizione verranno eliminati. Scusate, ma penso sia doveroso, per mantenere questo spazio virtuale quanto più etico e civile possibile, chiunque può accedervi, anche minorenni! Vi ricordo che nel corso della giornata di domani ho intenzione di recuperare l’articolo di oggi di LIBERO PENSIERO EXTRA e in più ci sarà un nuovo post ordinario dove vi parlerò dei nuovi traguardi raggiunti dal blog. Vi ringrazio per l’attenzione, augurandovi buona serata. Un abbraccio!

Sempre Vostra, Storyteller.

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DIARIO DI LIBERO PENSIERO: VOGLIA DI SCRIVERE E CONDIVIDERE. (17 luglio 2020)

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Un saluto a tutti cari Lettori e Amici. Nel mondo magico di Storyteller’s Eye Word come sapete c’è sempre spazio per il pensiero libero, quello inerente non solo al mio pensare, ma anche al mio agire, ai miei spazi vitali, alle modalità in cui mi approccio quotidianamente alla scrittura. In particolare in questo articolo, che deciso di scriverlo in via del tutto straordinaria soltanto ieri e non nel mese precedente alla pubblicazione del programmato, anche perchè per questa rubrica tutto risulta più complesso: una parte degli articoli sono scritti precedentemente insieme agli altri, ad esempio quelli riguardanti i consigli, di lettura o di film. Gli altri, quelli in particolare che riguardano esperienze o attività che riscopro e vivo nel quotidiano, devono necessariamente essere scritti quasi in live rispetto alla pubblicazione, anche perchè sarebbe strano prevedere quello che compio,

vivo con la testa fra le nuvole certo, ma non ho la sfera di cristallo! Detto questo voglio condividere il mio bizzarro modo di scrivere poesie, sulla base di quanto accaduto questa mattina. Come la maggior parte delle persone anch’io ho dei momenti della settimana che dedico alle pulizie e alle faccende domestiche e ciò è iniziato al termine della mia consueta colazione. E’ così che dal nulla, ascoltando un pò di musica, nell’atto di pulire il bagno, arriva nella mia mente l’illuminazione per scrivere una poesia. Lo so, detta così sembra una sorta di visione alla Raven, ma si tratta di semplice ispirazione! Non so se anche a voi capita in questo modo, so che tanti di voi sono blogger amanti della produzione poetica, ma quando nutro un’ispirazione non si tratta di comprendere l’argomento da trattare o studiarne la metrica: devo immediatamente trovare un foglio o accedere alle note del telefono per annotare veri e propri versi che prendono forma. Anche stavolta così è stato e in una manciata di minuti, senza nemmeno accorgermene una nuova poesia ha preso forma. Non scrivo mai poesie con imposizione, della serie “oggi voglio scrivere un poesia”, in quel modo o sei un genio o risulta difficile comporre versi. Però devo ammettere che il lock down, nonostante tutto mi ha regalato molti spunti poetici. Di emozioni se ne vivono sempre e comunque, qualsiasi sia la circostanza. Sta a noi comprenderle in modo recondito e tramutarlo in poesia. A proposito di ciò sto terminando il mio opuscolo in merito alla scrittura creativa, analizzata in termini emotivi. L’ho caricherò sul blog probabilmente a partire da settembre, in formato ebook. Ovviamente vi tengo aggiornati, anche perchè desiderosa di darvi delucidazioni nel corso della sua realizzazione. Con queste parole concludo, fatemi sapere la vostra esperienza con la poesia sia dal lettori che da autori! Un abbraccio a tutta la family!

Sempre Vostra, Storyteller.

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CRONACA: IL RUOLO DELLA DONNA NEL MONDO LAVORATIVO, DALLA PRIMA LAUREA FEMMINILE AD OGGI. ( Testo trasferito del 28 giugno 2019)

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Un saluto a tutti cari Lettori! Ben trovati con l’articolo della rubrica CRONACA. 

L’argomento che oggi andrò ad esporvi è molto sentito nella nostra vita quotidiana e riguarda tematiche non facili da trattare. La difficoltà, lo dico chiaramente, risiede nel fatto che lo si potrebbe declinare in tante sfumature diverse. Per questo motivo ho preferito ripiegare su una trattazione dai toni generici e particolarmente semplificati, in modo da farvi ben comprendere i punti fondamentali della questione.
Detto ciò, iniziamo oggi questo nostro dialogo soffermandoci sulla figura di una donna che, forse più di altre, rappresenta un modello a cui ci si potrebbe ispirare. Una donna che, con il suo talento, ha soverchiato il sistema di oppressione e sottomissione del genere femminile che un tempo vigeva: Bettisia Gozzadini.
Bettisia nasce a Bologna, nel 1209, e sin da piccola si distinse per il suo acume e per la sua intelligenza, doti che le valsero la carica di docente di giurisprudenza presso l’Università di Bologna. Secondo le fonti che ci sono pervenute, è considerata a tutti gli effetti la prima donna al mondo ad aver avuto un insegnamento universitario. Allo stesso modo potremmo citare Elena Lucrezia Cornara, nata a Venezia nel 1646. Essa fu infatti la prima donna al mondo a ottenere un dottorato. La lista potrebbe solo continuare. Si tratta di donne che sono andate contro le usanze e i costumi del loro tempo, che imponevano ad essa il ruolo di madre e di moglie, dimostrando al contrario di essere particolarmente capaci, e quindi alla pari se non addirittura superiori agli uomini dell’epoca.
Il desiderio di libertà, di avere gli stessi diritti e gli stessi privilegi degli uomini hanno fomentato, nel corso della storia, focolai di rivolta contro un regime, uno stile di vita, che le donne non avevano scelto, ma a cui dovevano sottomettersi senza possibilità alcuna di ribellarsi.
I tempi oggi, fortunatamente, sono ampiamente mutati e il ruolo della donna nella famiglia, nella società e anche nel mondo del lavoro è stato completamente rivalutato. Ad esse sono riconosciute le stesse opportunità dell’uomo ( anche se in alcune parti del mondo le cose funzionano diversamente ), gli stessi diritti e gli stessi doveri; e tutto questo grazie alla determinazione e al sacrificio che le donne hanno deciso di portare avanti, grazie al coraggio di dire basta e di ribellarsi agli stereotipi sociali vigenti, cambiando così,  il corso della storia.
Con queste parole concludo, un forte abbraccio!

Sempre Vostra, Storyteller.

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