LIBERO PENSIERO: UNA GIORNATA DEDICATA A UNA SPECIE UNICA (25 luglio 2020)

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Un saluto a tutti cari Lettori e benvenuti ad una nuova lettura del magico mondo di Storyteller’s Eye Word, oggi per la rubrica di LIBERO PENSIERO. In questi giorni sto provando le brezza di scrivere con il telefono, partendo dall’app e devo ammettere che anche se sono su un dispositivo dove tutto in teoria è ridotto, mi trovo abbastanza bene, soprattutto per quanto riguarda la parte di stesura. Ovviamente l’app per molti aspetti è ancora un “work in progress”, ma credo che con i giusti tempi diventerà uno strumento completo e al pari del formato su pc. Ma arriviamo dunque all’argomento dell’articolo, senza indugiare oltre. Parlerò infatti di colui che reputo, da quando ero una bambina, il mio animale preferito, ovvero la giraffa. Essa ha un non so che di molto elegante, il collo lungo, la corporatura fine, lo sguardo un po’ altezzoso, ma allo stesso tempo quelle macchioline disposte su tutto il corpo regalano ai miei occhi un senso di tenerezza. Quando scoprii l’esistenza di una giornata dedicata a loro, decisi di onorarla, non solo nel pensiero e nel ricordo della loro immagine, ma anche scrivendo una breve stesura in merito. Detto ciò credo sia arrivato il momento di procedere e raccontarvi la storia della “Giornata Mondiale delle Giraffe “

Il Word Giraffe Day si festeggia il 21 giugno di ogni anno e la giornata è stata fortemente voluta e creata dalla GCF (Giraffe Conservation Foundation). Lo scopo è sensibilizzare il mondo, nonché creare una raccolta fondi per il nobile fine di radunare il maggior numero di offerte volte alla salvaguardia di uno degli animali più belli della savana africana. La sensibilizzazione è molto importante in questo caso, visto quello che giraffe vivono ogni giorno: nelle proprie zone native gli esemplari sono scesi del 40%. Secondo una stima del GCF, gli esemplari ancora vivi al momento sono soltanto 111.000. Proprio sulla base di questo dato la Twiga (“giraffa” in lingua Swahili), è considerata una specie a rischio di estinzione. Nel 2019, ad esempio, proprio per vivere al meglio questa giornata, è stato fondato un programma dal titolo “Twiga Tracker”. Lo scopo era posizionare dei dispositivi, circa 250, a diversi esemplari, per monitorare i loro spostamenti e lo stato di salute, con la possibilità dunque di intervenire repentinamente in caso di necessità. Il progetto, questo come quello degli anni scorsi, nonché quello di quest’anno, ha prodotto un’ingente quantità di spese, per questa ragione è stato necessario fin dalla nascita di questa giornata, l’uso di raccolte fondi, per reperire le risorse necessarie a finanziarie l’impresa. Ho poi trovato molte interessanti informazioni e curiosità in merito a questo animale straordinario. Tra i tanti aspetti particolari, vi è la sua lingua. Oltre ad esser di un inconsueto color blu scuro, la sua lunghezza si aggira tra i 40 e i 60 centimetri di lunghezza, affinché l’azione di mangiare i ramoscelli più teneri sulle piante, di solito i più in alto, sia semplice. Inoltre pur sapendo che è l’animale più alto al mondo spesso si ignora che l’altezza negli esemplari maschili può raggiungere i 5,7 metri, mentre quella delle femmine un metro in meno. Il suo famoso collo pronunciato può raggiungere da solo i 2,5 metri di lunghezza. Altro aspetto molto interessante la cui scoperta mi ha particolarmente incuriosito è la loro abitudine circa il momento del parto. Quando le femmine di giraffe si sentono pronte a vivere quel momento, tornano al loro luogo d’infanzia, dove esse stesse sono nate. Nella loro mente recepiscono quell’ambiente come famigliare, accogliente e sicuro per i cuccioli. L’azione avviene con la femmina “in piedi”, motivo per cui quando il cucciolo viene alla luce compie una “caduta” di circa un metro, ma senza alcuna conseguenza, visto la dimensione dei cuccioli e la loro agilità a mettersi poco dopo dritti, muovendo da allora i primi passi. Altra curiosità è il fatto che spesso si crede che le giraffe siano animali muti. In realtà emettono sibili, sbuffi e flebili versi, rari e difficilmente udibili. Con queste parole concludo, fatemi sapere se eravate a conoscenza della Giornata Mondiale delle Giraffe e se sapevate già in merito a queste curiosità. Un abbraccio a tutti!

Sempre Vostra, Storyteller.

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LIBERO PENSIERO: CHI HA LOTTATO PER NOI. ( 24 luglio 2020)

Un saluto a tutti cari Lettori! In via del tutto straordinaria, seguendo la scia nel mio cuore e del mio istinto, voglio condividere con voi un mio pensiero libero. Oggi LIBERO PENSIERO EXTRA, nato per riflettere sulle parole, lascia spazio al padre da cui EXTRA e DIARIO sono stati generati. Perché a volte per riflettere e pensare non c’è bisogno di qualcosa che ti spinge a farlo, almeno non qualcosa di esterno al sè. Questo mio post da giorni giace nella mia mente e ciò perchè l’anniversario dell’evento da cui si origina ricade il 19 luglio. Probabilmente sapete a cosa mi riferisco e non potevo certo

esimermi dal ricordare: 28 anni fa, nel 1992, ci lasciava Paolo Borsellino, noto magistrato italiano dell’epoca, ancor più noto oggi per la sua scomparsa. In questo articolo voglio solo, con grande umiltà, esprimere un personale momento di raccoglimento, per una persona che per lungo tempo si è battuto come un vero guerriero contro un male che affligge ormai l’intera umanità. Ho intenzione di raccontare alcune curiosità in cui mi sono imbattuta in questi giorni, in un prossimo articolo,dove ovviamente racconterò anche la trama del tragico evento che lo vede protagonista, la Strage di via D’Amelio. Tempo fa, allo stesso modo, ho ricordato la scomparsa di Giovanni Falcone, anch’esso venuto a mancare tragicamente, anch’esso per essersi battuto a sfavore delle stesso male. Ve ne consiglio la lettura, anche se si tratta di un articolo pubblicato il 10 giugno, condividendo il link qui https://storytellerseyewords.com/2020/06/10/empatia-la-strage-di-capaci-10-giugno-2020/. Con queste parole concludo, un forte abbraccio.

Sempre Vostra, Storyteller.

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LIBERO PENSIERO: QUANDO VITTIMA E’ UNA BAMBINA. (18 LUGLIO 2020)

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Un saluto a tutti cari Lettori! Il fatto che sto per raccontarvi ha origine ormai decenni fa, ma è riemerso, con la natura di uno scandalo, durante il mese di giugno. Ammetto che ero a conoscenza di ciò già alcuni anni fa e questo perchè la mia sete di conoscenza e la mia curiosità in merito ad eventi particolari e spesso poco discussi, mi ha sempre condotto a cimentarmi in questo genere di letture, talvolta ben poco rassicuranti o addirittura inimmaginabili. Quello che voglio raccontarvi ha, per mio modesto parere, dei risvolti quasi macabri. Tutto gira intorno ad un personaggio di grande importanza lungo tutto il secolo del ‘900, in quando ricco della sua fama come scrittore e giornalista. Mi riferisco a Indro Montanelli.

Tutto ha inizio nel corso dei primi giorni di giugno. Numerose controversie girano in merito ad una questione che riguarda proprio il giornalista. Siamo nel ’69. In un celebre programma televisivo dell’epoca, condotto da Gianni Bisiach , ovvero “L’ora della verità”, Indro sarà costretto a rispondere ad alcune domande scomode riguardo la sua vita privata. E’ proprio allora che il pubblico e tutti i presenti in sala vengono a conoscenza di un fatto alquanto negativo: si era sposato con una bambina africana, in seguito al suo acquisto presso il padre,pratica diffusa, nota come “madamato” durante il periodo della guerra in Etiopia. Lui era un volontario militare. Quando vidi per la prima volta la notizia rimasi allibita e non ci volevo credere. Pensavo all’ennesima bufala di internet. D’altro canto Indro Montanelli era un uomo di cultura e di conseguenza di sani principi, perlomeno morali, abbastanza da non commettere un gesto simile. Iniziai dunque a informarmi e arrivai alla prova del suo reato, il filmato registrato dell’intervista. L’aspetto forse più tremendo che notai era la sua totale indifferenza e mancanza di vergogna nel dichiarare questo atto che io definirei di “pedofilia”. Lui afferma che la bambina avesse 14 anni, peraltro età minima in Europa per consentire il matrimonio, molte testimonianze però affermano che in realtà la bambina, il cui nome era Desta, avesse all’epoca del suo matrimonio combinato solo 12 anni. Subito in seguito alle sue affermazioni si scaglia su di lui una pioggia di domande iraconde, fornite da Elvira Banotti, una fervida giornalista, venuta a mancare appena sei anni fa, di origini africane, trasferitasi per promuovere la sua carriera professionale in Italia nel ’62. Verrà poco dopo per sua volontà anche la denuncia. In seguito alla diffusione del filmato sui vari social, la statua raffigurante il famoso scrittore, presente in un parco milanese peraltro dedicato a lui, è stata copiosamente imbrattata da alcuni vandali con della vernice rossa. A seguito di ciò Giuseppe Sala, sindaco di Milano, a conoscenza dello scandalo anch’egli grazie alla notizia diffusa, prende le sue parti e chiede di togliere sia la statua dal luogo in cui è posta e di eliminare la dedica al personaggio allo stesso parco. Detto ciò l’unica cosa che mi sento di dire è che l’intelligenza e la morale spesso non coincide con la cultura e il sapere. Il semplice buon senso talvolta ci porta a compiere le scelte giuste. Lascio in seguito il filmato dell’intervista condivisa da Youtube.Cosa ne pensate, fatemi sapere la vostra gradita opinione con un commento. Un abbraccio a tutti!

Sempre Vostra, Storyteller.

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LIBERO PENSIERO: IN MEMORIA DI GEORGE FLOYD. (9 luglio 2020)

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Un saluto a tutti, cari Lettori! Oggi voglio parlarvi di un evento tragico del panorama statunitense che ancora oggi segna l’animo di migliaia di persone in tutto il mondo. Tempo fa, quando ciò accadde, tra la fine di maggio e i primi giorni di giugno, scrissi un breve omaggio in merito, tanto per ricordare quando era successo appena poche ore prima. Mi riferisco ovviamente alla terribile scomparsa di George Floyd, oggi simbolo di un’America che tutt’ora combatte la lotta tra ” bianchi e neri”, icona del fardello razzista che incendia l’animo di una generosa fetta della popolazione americana, all’alba degli anni ’20 del 2000. Come molti di voi sapranno, George Floyd, membro del Black Lives Matter, viene arrestato in modo particolarmente violento dalla polizia, nel corso di una manifestazione: ciò porterà lo stesso al decesso a causa probabilmente di un arresto cardio-respiratorio (termini tecnici per dire che è stato soffocato fino al punto in cui non è più stato capace di respirare, bloccando di conseguenza il suo funzionamento cardiaco). Ma lo scopo di questo mio scrivere non è tanto parlarvi dell’accaduto, che è stato più volte spiegato attraverso telegiornali e magazine online, piuttosto di fare chiarezza su questa persona. Chi era George Floyd? In realtà no si hanno tantissime notizie sulla sua identità. Facendo alcune ricerche

online scopro che Floyd nasce nel 1974 a Fayetteville, nella Carolina del Nord, ma è cresciuto a Houston, in Texas. Frequentò durante la sua gioventù la Yates High School, dove si distinse sia nella squadra di calcio della scuola, sia in quella di basket. Dalla sua parte anche l’altezza, di ben 1,92 metri. George mostrava di sè due volti: quella del “gigante gentile” quando si trattava di socializzare con gli amici e quella di spietato giocatore sui campi sportivi. Dopo il liceo, George frequenta il South Florida Community College e anche qui, dal 1993 al 1995, gioca nella squadra di basket della scuola. Tornerà però presto a casa, senza terminare gli studi e laurearsi. In questo ambiente, c’era il giocatore della  NBA Stephen Jackson, cresciuto come George a Houston. Della sua famiglia si conosce poco e ciò che viene detto è molto discordante. Quasi certamente aveva 5 figli. Uno di loro,Quincy, di 27 anni, dice di aver sempre avuto pichi contatti con il padre e che a stento l’ha riconosciuto in televisione il giorno della sua morte. Ma dopo aver visto quanto era accaduto, dopo il Memorial Day, hanno chiesto la pace, denunciando la violenza che si è verificata in altre città. Dopo la morte di Floyd, un video postumo viene pubblicato su Twitter, rivelando le sue opinioni religiose contro la violenza. Queste sono le parole che cita: ” La vostra generazione nera (dei giovani) è chiaramente persa … Voi ragazzi state solo andando in giro e state solo sparando [sic, sparando] con le pistole in mezzo alla folla, [con] bambini che vengono uccisi … Tornate a casa … Un giorno sarete soli di fronte a Dio. Andrete in alto, o cadrete in basso. Realizzate quel che vi sto dicendo?”. Inoltre scopro che George al momento del decesso non era sposato e aveva da poco perso il lavoro, aveva infatti lavorato come  buttafuori presso il Conga Latin Bistro e come camionista.

Parlando invece di quanto confermato dall’autopsia il decesso avviene alle ore 21:25 del 25 maggio. Fatto particolare è che il rapporto rileva la sua positività al Covid-19, probabilmente asintomatico. Inoltre era intossicato di “Fentanil” (oppioide usato come antidolorifico e insieme ad altri farmaci per l’anestesia, ma anche a scopo ricreativo ) e aveva tracce di altre “sostanze psicoattive” come metanfetamina, THC e morfina. Casualità, la sua fedina penale era macchiata per le accuse di possesso di droghe,  l’intento di distribuire e vendere sostanze vietate, furti e rapine a mano armata. Sconterà per quest’ultima accusa 5 anni di carcere.

Non possiamo ammettere di avere un quadro completo della sua vita. George, nonostante la vita non proprio da “bravo ragazzo”, mi sento di dire che aveva comunque degli ideali e che il suo agire è sempre stato compiuto in nome della difesa di quell’etnia da sempre più sfortunata e considera inferiore. La famiglia Floyd, come tutte le altre famiglie accomunate dall’essere afroamericani, professano la pace, affinchè nessuno venga più ucciso per la propria identità. Si augurano che presto la guerra sia solo più un fenomeno culturale, che porti a sradicare vecchi moralismi e dogma sociali. Non sono religiosa, ma vorrei con tutto il cuore che queste persone trovino finalmente pace, una pace non solo apparente, ma viva e sentita. Con queste parole concludo, fatemi sapere con un commento cosa ne pensate.

Sempre Vostra, Storyteller.

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LIBERO PENSIERO: QUANDO VINCE IL MALE DELL’UOMO. (7 luglio 2020)

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Un saluto a tutti cari Lettori! Questo è il primo articolo che scrivo di questo mese perchè, quando successe il fatto di cui vi sto raccontando, mi segnò in tal modo che decisi di scriverlo come primo contenuto del programma di luglio. Era il 5 giugno 2020. Io, come sono solita fare ogni giorno quando termino le mie ore di scrittura del blog e dei miei libri, sfoglio i social e le varie testate giornalistiche online sul territorio italiano. Un notizia terribile, confermata dalla miriade di post su Facebook, attira la mia attenzione. Nel giorno della Giornata Nazionale dell’Ambiente, un’elefantessa in stato di gravidanza perde la vita, colpevole è la crudeltà dell’uomo. Rimasi immediatamente sconvolta, tanto che qualche lacrima scende inarrestabile sul mio viso. Ancora una volta l’uomo aveva agito a discapito di un animale indifeso, togliendo la vita ad esso e al suo piccolo. Ma ora, come promesso in un post ordinario di giugno, cercherò di raccontarvi con esattezza ciò che è successo davvero. Come sempre ribadisco, non mi importa parlare di un fatto esattamente quando succede, preferisco prendermi il mio tempo, conoscere l’argomento a fondo, per poi condividere con voi il vero significato di esso. Ovviamente raccontare un episodio per me non significa suggerirvi dati con cura maniacale, usando una carattere tecnico, piuttosto mi piace trasmettere sensazioni e sentimenti con le parole, ciò che credo essere la più alta forma di intrattenimento.

Il giorno 5 del mese di giugno, un’elefantessa viene trovata morta in un fiume nel Kerala, nel Sud dell’India. Quando i guardiacaccia arrivano non c’è più nulla da fare: la trovano senza vita e l’aspetto ancora più agghiacciante è che lei era incinta. Surendrakumar, capo guardiano della fauna selvatica del Kerala, afferma che è stata ritrovata con evidenti lesioni in bocca e ciò le avrebbe impedito di mangiare per giorni. Altre affermazioni dello stesso riportano che è in corso un’indagine al fine di conoscere la ragione di questo gesto, subito e all’apparenza quasi sicuramente intenzionale. Il ministro della Foresta, K Raju,afferma invece come un presunto colpevole sia stato arrestato fin da subito. L’esemplare era fuggito circa un mese prima da un parco nazionale adiacente ed era finito in prossimità del villaggio di Palakkad. Racconta poi di come spesso gli abitanti locali e agricoltori miscelano sostante alimentari ed esplosivi da dare agli animali selvatici,come cinghiali e simili, che in cerca di cibo, passano sulle loro coltivazioni. Si tratta di una pratica barbara, ma ancora molto diffusa. Si pensa quindi ad un omicidio involontario insomma, causato da alcune “trappole” create dai contadini locali. Un pò di chiarezza è stata quindi fatta. Anche se queste persone, proprietarie di queste trappole, restano comunque colpevoli di un omicidio ai danni di una povera elefantessa innocente, ora possiamo dire di aver ricostruito la ragione di quanto accaduto. Resterò comunque vigile sull’argomento, in quanto interessata ad un eventuale verdetto circa il colpevole. Con queste parole concludo. Spero, raccontando la verità, di aver fatto un pò di giustizia a lei e al suo piccolo. Spero inoltre che ora siano insieme, in una dimensione a questa alternativa, a godere di una nuova pace, lontani dal loro carnefice. Fatemi sapere con un commento cosa ne pensate. Per dare a voi un’ulteriore conferma del triste episodio, lascio in seguito un breve filmato. Un abbraccio a tutti!

Sempre Vostra, Storyteller.

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LIBERO PENSIERO: CHIUSURA DEL MESE DI GIUGNO. (30 giugno 2020)

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Buon pomeriggio Lettori! Con queste poche e sentite parole si chiude il programma di

appuntamenti del mese di giugno. Concludere un mese di pubblicazioni porta con sè ricordi nuovi, fatti di pubblicazioni, di stesure, di ricerca di contenuti curiosi da portare sul blog, ma soprattutto a rendere unico e speciale queste mese è stato il vostro supporto, i vostri like e i commenti, che non tardavano mai a arrivare. Un mese carico di emozioni (e anche di amicizie oserei dire) si è concluso, ma un altro e pronto per partire ancora più ricco di emozioni, curiosità e scoperte. Ora per me sono previsti alcuni giorni di pausa, ormai, come avrete capito, la prima settimana mi serve per organizzare tutto il necessario per partire al meglio, ma non vedo l’ora di iniziare con voi questa nuova avventura. Gli appuntamenti iniziano ufficialmente il 6 luglio, il giorno 3 trovate l’articolo contenente il file da scaricare (ovviamente gratuito) con il palinsesto completo degli articoli del mese. Mi raccomando se fosse cosa gradita seguitemi anche su Facebook ( pagina “Storyteller’s Eye” e gruppo per condividere e promuovere i propri contenuti artistici “Gruppo di Storyteller’s Eye”). Per ogni domanda, critica o collaborazione, non esitate a contattarmi. Trovate i miei contatti nella pagina dedicata. Fatemi sapere con un commento le vostre impressioni riguardo a questo mese appena trascorso. Avete apprezzato la totalità degli articoli? Avreste aggiunto qualche altro argomento che reputavate molto importante? Un forte abbraccio a tutti e a presto!

Sempre Vostra, Storyteller’s Eye.

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LIBERO PENSIERO: PARLO LIBERAMENTE CON VOI ( Testo non programmato del 27 giugno 2020)

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Buongiorno cari Lettori! Come avrete letto dal titolo questo post è in più e nulla c’entra con il solito post ordinario che esce più tardi, nel corso della giornata. Ieri è stata per me una giornata faticosa, con tante questioni da risolvere e impegni da portare a termine. Motivo per cui la pubblicazione del post ordinario di ieri non è avvenuta. Avrei potuto

pubblicare l’articolo in serata ma personalmente non ne vedevo una valida ragione, anche perché i contenuti che vado a trattare, per semplici che siano, devono sempre essere conformi agli standard a cui voglio aspirare sul blog e la stanchezza che percepivo non me lo avrebbe permesso. Inoltre ho deciso di non scrivere perché non c’era alcuna novità imminente che già non vi avessi detto ieri. L’unica cosa che mi dispiace di queste giornate è il mantenere al minimo le informazioni per i nuovi iscritti, anche perché il nuovi di chi desidera seguirmi cresce dopo dopo giorno. Spero di migliorarmi ancora, di rendere il blog un progetto sempre più emozionante e stimolante per i suoi contenuti. Vi consiglio per saperne di più sulle prossime novità di leggere i post ordinari che usciranno tra oggi e i primi giorni di luglio, perché ho intenzione di fare un piccolo esperimento sul blog, un progetto di cui valuterò la validità nel corso di un mese di stesura dei suoi post. Non dico altro vi lascio alle letture. Ne approfitto per dare il benvenuto ai nuovi iscritti questi ultimi giorni, successivi al festeggiamento del traguardo dei 200. Continuate a seguirmi anche su Facebook pagina ufficiale ( Storyteller’s Eye), sul gruppo di condivisione e promozione di progetti creativi ( Gruppo di Storyteller’s Eye) e sul profilo Instagram del blog ( storytellerseyeword). Un grande saluto a tutti, ci vediamo per un prossimo appuntamento sempre in giornata per il post ordinario! Un abbraccio!

Sempre Vostra, Storyteller.

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LIBERO PENSIERO: (COLLABORAZIONE) SIAMO I FIGLI DEL NOSTRO PASSATO. (25 giugno 2020)

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Buon pomeriggio, Lettori! Sono particolarmente contenta perchè l’articolo di oggi è in realtà una collaborazione, che ci tengo talvolta a fare, con il blog di ThoughtsRoom, i cui contenuti hanno sempre un’impronta particolarmente riflessiva e filosofica, seppur gli argomenti trattati sono i più vari. Nonostante per impossibilità del suo amministratore, da alcuni giorni nulla è stato pubblicato sul blog (anche se posso assicurarvi che presto tornerà a scrivere nuove e interessanti tematiche) , voglio comunque commentare questo articolo per me molto significativo. Con notevole maestria dell’autore nell’uso della retorica si viene condotti a ragionare su un aspetto che spesso lasciamo per scontato. Prima di iniziare questo percorso di riflessione suggeritoci dall’articolo, lascio in seguito il link dello stesso, https://thoughtsoom97.blogspot.com/2020/04/conoscere-il-passato-per-costruire-il.html?m=1, in modo da darvi la possibilità anche a voi lettori di Storyteller’s Eye Word di usufruire dei suoi contenuti. Vi invito inoltre di andare al fondo della Home page e cliccare sul link di Thought’s Room per accedere al blog stesso, perchè credetemi, ne vale la pena. Fatte le dovute introduzioni iniziamo a riflettere insieme. Come ho scritto già nelle precedenti righe, il concetto che vuole farci intendere l’articolo è spesso dato per scontato. Non siamo propensi alla consapevolezza che in fondo siamo “figli del passato”. Con ciò intendo sia delle azioni che noi stessi abbiamo compiuto, anche solo il giorno prima, sia delle azioni compiute dai nostri avi e dalla nostra stessa società anni e decenni fa.

Da questi avvenimenti in un qualche modo definiamo il nostro agire futuro. Eppure nessuno ci pensa a ciò. Nessuno si rende conto che se oggi abbiamo preso una certe decisione o compiuto una determinata azione è solo grazie a noi. E’ fondamentale a mio avviso definire due concetti spesso confusi, ovvero fato e destino. Il fato non dipende da noi. Le “fatalità” appunto sono fatti e situazioni che accedono e non sono influenzate dall’agire di nessun essere umano. Sono aspetti facenti parte della natura e del suo modo di operare su tutti i viventi. Al contrario però ci sono scelte che compiamo che dipendono direttamente da noi. In questo caso si parla di destino. Proprio per questa ragione, quando si parla di “destino segnato”, credo sia necessario precisare che questo destino c’è lo sia segnato noi, magari non direttamente, magari alcune scelte sono state condizionate da azioni altri, ma non è segnato da qualcosa di impiegabile, da un’essere a noi superiore. Andando però nello specifico delle domande poste al fondo dell’articolo, posso affermare che il Paese conosce sempre i suo legame con passato e con le proprie radici, ma il suo popolo deve talvolta imparare a riconoscerlo e per questa ragione la cosa migliore da fare è scoprirlo di nuovo, cancellando quei segreti che annebbiano le nostre menti, apprezzando paesaggi, siti archeologici, borghi, musei, costumi e tradizioni. L’Italia in particolare è una terra ricchissimi di sapere e di cultura e non ci resta che accoglierla nei nostri cuori come si merita.

Sempre Vostra, Storyteller.

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LIBERO PENSIERO: IMPARARE A VIVERE MEGLIO (24 giugno 2020)

Buon pomeriggio Lettori! Come penso ormai avrete compreso, sono solita confezionare la stesura dei mie articoli con largo anticipo e ciò perchè il mio obbiettivo è quello di garantirvi almeno venti articoli ogni mese, ognuno dei quali deve avere una certa corposità. Ciò non lo faccio per mostrarmi migliore ai vostri occhi, bensì perchè voglio ricambiare la fiducia che mi donate costantemente con contenuti quanto più possibile di qualità. E proprio perchè siamo nel magico mondo di Storyteller’s Eye Word, lontano dalla realtà e vicino ai nostri cuori e fondamentalmente anche a ciò che più ci aggrada, parlando di tematiche trattate, è bello che questi approfondimenti siamo un panorama ricco di emozioni ed esperienze e consente di vivere l’informazione e cultura, con emotività, secondo i suggerimenti della nostra anima. Il bello è proprio questo: Storyteller’s Eye Word ti permette proprio questo: di fare lunghi soliloqui di presentazione, senza l’imposizione di nessuno che ti dice che sei fuori tema o che hai fatto perifrasi inutili. Probabilmente chi è blogger come la sottoscritta condivide questo mio pensiero. Oggi voglio parlare dell’ aspetto di noi esseri umani più importante (dopo la parola e il pensiero ovviamente, almeno dal mio punto di vista), ovvero la felicità, un diritto a cui tutti dovremmo aspirare e ottenere. Secondo il mio parere

dovrebbe essere l’obbiettivo primario per tutta la nostra vita. Certo bisogna fare dei sacrifici, ma non credo sia necessario soffrire per essi. Le parti importanti del nostro percorso di vita ci devono rendere felici. A questo proposito qualche giorno fa lessi un’articolo che trovate sul blog di “Mente Virtuale” e che suggerì in me l’ispirazione per la stesura di questo articolo. Vi lascio qui il link di quest’ultimo https://mentevirtuale.wordpress.com/2020/05/23/12-consigli-per-vivere-meglio/, che seppur poco articolato, in quanto sia un elenco di 12 consigli, è sicuramente interessante comprendere come si compongono, ponendo il lettore in riflessione su come possono essere portatori del loro scopo, ovvero vivere meglio. Da essi si deduce che in realtà le cose più semplici e intuitive sono quelle che ci rendono felici, ma la nostra ambizione, il modo in cui ci proponiamo alla società, i dogma, ci spingono spesso a scelte che vanno contro noi stessi. Ad esempio è sorretto “dire sempre di sì”: a volte per il bene di noi stessi e dei nostri cari è necessario opporsi alle volontà altrui, come altrettanto è sbagliato accettare amicizie e relazioni” chiuse e possessive”, che ledono quindi al nostro benessere psicofisico. Altro aspetto che potrebbe presentarsi come un dovere, trattandosi invece di un toccasana per noi stessi è il perdonare: perdonare qualcuno, ci aiuta a togliere dal cuore pesi che non è necessario portarsi dietro per lungo tempo. Il perdono aiuta sia la parte lesa che la parte colpevole a voltare pagina e a sentirsi più sereni. Gli altri sono sì piccoli sacrifici che con costanza della loro messa in atto aiutano a perseguire il nostro obbiettivo primario. Con queste parole concludo, ma fatemi sapere con un commento se anche voi seguire questi consigli nel vostro quotidiano per vivere meglio o se la lettura vi ha condotto ad una riflessione in merito.

Sempre Vostra, Storyteller.

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LIBERO PENSIERO: LA SETTIMANA DELLA NATURA (22 giugno 2020)

Buon pomeriggio Lettori! Oggi affronteremo un nuovo argomento e come la maggior parte dei casi preferisco affrontarlo con la rubrica di LIBERO PENSIERO, che più di altre rubriche lascia a me la possibilità di argomentare senza dare peso ai dettagli, ma piuttosto a sensazioni e riflessioni durante la stesura di un articolo. L’argomento di oggi è davvero caro alla mia persona: si tratta di una questione delicata, sottovalutata dall’essere umano per decenni, che ha sempre pensato alla sua evoluzione sociale, talvolta a discapito di ciò che popolava la Terra prima della propria comparsa su di essa. Mi riferisco ovviamente alla Natura, o come oggi viene maggiormente definito, l’ambiente. Per lunghi periodi non si è pensato al male che ogni giorno infliggevamo alla Terra, con lo sfruttamento del sottosuolo, con gli allevamenti intensivi oppure ostacolando la biodiversità di specie animali e vegetali indispensabili per il nostro benessere. Voglio credere che questa pandemia, che a poco a poco stiamo sconfiggendo, sia un pretesto per l’umanità per pensare al male che abbiamo inflitto a quelli che io definisco “fratelli e sorelle di specie altrui”, gli animali e le piante in sostanza. Vi invito a proposito a leggere un articolo, pubblicato qualche giorno fa, dal titolo ” Loro liberi, noi in gabbia”, per la rubrica EMPATIA, che tratta appunto questa sfumatura di pensiero rispetto alla tematica. Con ciò in ogni caso non voglio biasimare che tante persone abbiamo coscienza di ciò e che si impegnano per arginare il problema, ma sicuramente resta un’idea di nicchia e non abbastanza diffusa e compresa dalla totalità degli esseri umani.

Ma parliamo nel dettaglio dell’argomento di oggi. L’Italia, da questo punto di vista, in previsione della Fase 2, si è distinta con la campagna lanciata dal Ministero dell’Ambiente, allo scopo di sensibilizzare le persone sull’argomento, scoprendo la bellezza e il fascino regalataci da Madre Natura, ponendo al centro dell’attenzione i magnifici parchi italiani, il turismo sostenibile basato sul cibo locale e l’importanza della tutela della biodiversità. Inoltre sono state dichiarate alcune giornate celebrative, ad esempio quella per la protezione delle api e gli impollinatori, oppure delle tartarughe. La settimana decisa prendeva i giorni dal 18 al 24. Obbiettivo della campagna ” Ripartire dall’ambiente” e in merito significative sono state le parole del ministro dell’Ambiente Sergio Costa, che dice: “la Settimana della natura è un appuntamento che assume particolare valore anche perché coincide con un periodo particolare della situazione che stiamo vivendo, la cosiddetta Fase 2, di uscita e ripartenza dall’epidemia del Covid-19. Un periodo in cui è importante riuscire a dare la visione di un ritorno alla normalità che sappia mettere al centro la valorizzazione dell’ambiente, con un’attenzione particolare all’enorme patrimonio di biodiversità che il nostro Paese possiede”. Concludo l’artico lasciando come sono solita fare un video, che nello specifico riporta spot realizzato dal Ministero dell’Ambiente per l’occasione. Un abbraccio forte, a presto.

Sempre Vostra, Storyteller.

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