LIBERO PENSIERO EXTRA: LA BELLEZZA DEI SENTIMENTI. (18 luglio 2020)

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Un saluto a tutti cari Lettori! Questo post lo promisi diversi giorni fa e vista la passione che provo per questo meraviglioso scrittore non potevo astenermi dalla pubblicazione di una sua lettera, forse quella principale in tutto il patrimonio epistolare conservato fino ai giorni nostri. Prima di addentrarmi nel merito ci tengo a rispondere ad un commento che giustamente è stato condiviso sotto lo scorso post dedicato a Keats. Io infatti affermo nella mia analisi una certa semplicità linguistica, ricercata per fornire al lettore un’immediata emotività ed empatia con i suoi contenuti. Mi è stato fatto notare che l’Endimione, altra opera del celebre poeta, in cui i contenuti sembrano molto complessi. La complessità della retorica è forse uno degli aspetti più difficili da definire oggettivamente in letteratura. Ho letto solo alcune parti dell’Endimione, durante gli anni del liceo e successivamente, ma anche in questo caso, giudizio soggettivo, ho trovato la lettura abbastanza semplice, linguisticamente parlando, a differenza di altri suoi contemporanei, ad esempio un William Blake, i cui contenuti sono fortemente immaginifici e colmi di metafore, un Coleridge o un Wordsworth con le loro ballate. Abbiamo poi tutto il filone italiano, di cui è

impossibile non citare Leopardi o un Foscolo. Detto ciò, come affermo in precedenza, è un aspetto sensibile, che vede idee soggettive e contrastanti. Tornando alla lettera del nostro Keats, quello che segue è uno dei maggiori esempi dell’amore che il poeta provò per la sua Fanny Brawne. La relazione durò dal dicembre 1818 fino al febbraio del 1821, anno in cui tragicamente venne a mancare. Per approfondire ulteriormente l’argomento vi consiglio di leggere anche il precedente articolo in merito a Jonh Keats, sempre per la rubrica di LIBERO PENSIERO EXTRA, datato 4 luglio 2020, dal titolo “OMAGGIO A JOHN KEATS”. Con queste parole concludo, un forte abbraccio.

“Mia cara ragazza,

In questo momento mi sono messo a copiare dei bei versi. Non riesco a proseguire con una certa soddisfazione. Ti devo dunque scrivere una riga o due per vedere se questo mi assiste nell’allontanarti dalla mia mente anche per un breve momento. Sulla mia anima non riesco a pensare a nient’altro. È passato il tempo in cui avevo il potere di ammonirti contro la poco promettente mattina della mia vita. Il mio amore mi ha reso egoista. Non posso esistere senza di te. Mi scordo di tutto salvo che di vederti ancora, la mia vita sembra fermarsi lì, non vedo oltre. Mi hai assorbito. In questo preciso momento ho la sensazione di essermi dissolto – sarei profondamente infelice senza la speranza di vederti presto. Sarei spaventato di dovermi allontanare da te. Mia dolce Fanny, cambierà mai il tuo cuore? Amore mio, cambierà? Non ho limiti ora al mio amore… Il tuo biglietto è arrivato proprio qui. Non posso essere felice lontano da te. È più ricco di una nave di perle. Non mi trattare male neanche per scherzo. Mi sono meravigliato che gli uomini possano morire martiri per la loro Religione – Ho avuto un brivido. Ora non rabbrividisco più. Potrei essere un martire per la mia religione – la mia religione è l’amore – potrei morire per questo. Potrei morire per te. Il mio credo è l’amore e tu sei il mio unico dogma. Mi hai incantato con un potere al quale non posso resistere; eppure potevo resistere fino a quando ti vidi; e perfino dopo averti visto ho tentato spesso “di ragionare contro le ragioni del mio amore”. Non posso farlo più – il dolore sarebbe troppo grande. Il mio amore è egoista. Non posso respirare senza di te.

Tuo per sempre,

John Keats

Sempre Vostra, Storyteller.

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LIBERO PENSIERO EXTRA: FILOSOFIA DELL’ESSER DONNA. (16 luglio 2020)

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Un saluto a tutti cari Lettori! Come conseguenza, a mio sentire necessaria, al doppio appuntamento dedicato alla donna, desiderio chiudere l’argomento con una personale riflessione, che voglio svolgere attraverso la rubrica di LIBERO PENSIERO EXTRA. Ho deciso infatti di fare una piccola ricerca sul web con l’idea di trovare qualche citazione sulla donna che più affascinava la mia mente e mi inducesse a ragionare in merito, condividendo in seguito questi miei pensieri prodotti. Vorrei dunque partire da un autore che sin da quando l’ho conosciuto, non solo di fama ma nel suo animo più recondito, mi ha tremendamente affascinato, anche perchè l’ho sempre visto affine al mio modo di vedere i capisaldi dell’umanità e della natura. Parlo di Khalil Gibran, un poeta straordinario, di cui consiglio la lettura dei suoi scritti e di cui ho intenzione di scrivere un

post come questo, ne vale davvero lo sforzo. Come si evince dalla citazione che trovate a fianco, la donna è rappresentazione di sensibilità: si trova nella condizione in cui il bivio è rappresentato dall’uomo innamorato di lei e dall’uomo di cui lei stessa è innamorata. Risulta dunque quasi impossibile una decisione. Tuttavia riscontro anche l’immagine di una donna intelligente e fuori dagli schemi, che vive fino a fondo le sue emozioni, nonostante la crisi psicologica che possa scatenare una sua scelta. Sa perfettamente che l’errore che compie è la salvezza che nutre per sè. Con Gibran non bisogna mai fermarsi ad una prima lettura: è con la seconda che inizia la parte immaginifica delle sue parole e ciò che dapprima sembrava contraddittorio e a tratti slegato, diventa molto chiaro al lettore. Un accento dirompente e vagamente femminista in questa analisi non poteva essere tralasciata, ma invece di farlo in termini dalle parvenze quasi giuridiche, mi sono lasciata trasportare da un modello più soft e forse velatamente razionale, considerando che a pronunciare il pensiero è un volto noto del cinema hollywoodiano, originale e a tratti fuori dagli schemi. Mi riferisco alla meravigliosa Marilyn Monroe, donna amata dal suo

pubblico e spesso criticata dai colleghi, da chi regnava dietro le quinte. In questa citazione dimostra non solo rispetto, ma fierezza del suo essere donna, colei che si distingue nel vasto universo maschile (all’epoca sovrano nella maggior parte dei campi, compreso quello cinematografico). Con un accenno di snobismo definisce il mondo incompleto, forse riferendosi a quello professionale, forse in senso generico, senza lei come donna. Ovviamente incompletezza non si determina sulla base di lei, Marilyn, ma sulla base del suo essere donna. L’uomo senza la donna in qualche modo è nulla. La frase potrebbe inoltre essere ulteriormente interpretata considerando l’uomo nettamente inferiore alla donna, si tratta però di uno scenario sopra le righe e molto distante dal mio modo di vedere le cose. Purtroppo il femminismo è anche questo. Non si può negare che Marilyn Monroe è stata e sempre sarà un personaggio unico del mondo del cinema e in un certo senso questa interpretazione all’apparenza superficiale e sopra le righe se l’è guadagnata. Seppur comunque a favore

dell’universo femminile, ma in termini più equi, considerando il clima vissuto in quell’epoca, Gandhi propone un’altra sfumatura interpretativa del medesimo argomento. Più che parlare di diritti, compie un’azione di difesa nei confronti di donne spesso ingiustamente attaccate da uomini violenti, che sfruttano la forza fisica per comandare quest’ultime a proprio piacere. Si evince inoltre una distinzione dei poteri, che per la donna si rappresenta con il suo essere stoica, se così è possibile definire, capace di compiere sacrifici di perdonare, di accettare dolori e ristrettezze che la vita porta. Al contrario la forza fisica è dell’uomo, che può contare sui suoi muscoli e sulle proprie abilità, almeno secondo un’opinione stereotipata. Con queste parole concludo, come sempre queste sono personali interpretazioni del tutto opinabili, lasciate dunque un commento per farmi comprendere il vostro punto di vista in merito.

Sempre Vostra, Storyteller.

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LIBERO PENSIERO EXTRA: LA PARTE PIÙ VERA. (15 luglio 2020)

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Un saluto a tutti cari Lettori! Come promesso oggi mi dedico alla rubrica di LIBERO PENSIERO EXTRA, quella che scrivo in base alle mie emozioni e riflessioni quasi “in diretta”, terminando la stesura appena un minuto prima della messa online. E’ forse una piccola follia, considerando il mio modo di fare blogging, con argomentazioni che spesso richiedono studio e dedizione, ma devo ammettere che si tratta di una rubrica che mi ha regalato, fin dal primo post, tante emozioni, suscitando in me spunti e senso di curiosità. In particolare oggi ho deciso, anche sulla base dei vostri commenti, che per me risultano sempre motivo di

riflessione, di parlare di un volto noto del giornalismo e dell’editoria, a mio modesto parere, recondito e originale, ovvero del grande Roberto Gervaso. Come scrissi nell’articolo uscito appena due giorni fa, il 13 luglio, è venuto a mancare il 2 giugno di quest’anno. Ovviamente non farò un elogio della sua vita, nè tanto meno ne tratterò la biografia, cosa di cui ho ampiamente parlato nel post di lunedì, che vi invito a leggere, qualora non

lo aveste ancora fatto. Voglio piuttosto parlare dei suoi aforismi e citazioni, una sorta di portale per accedere alla sua anima e al suo modo di pensare. Come sempre incuriosita, vista la mia conoscenza per le sue opere editoriali, ma meno dei suoi aforismi, ho iniziato a cercare in internet informazioni in merito, finché non sono riuscita a ricostruire una minima analisi letteraria del personaggio. Il primo aspetto che salta all’occhio è un profondo senso di pessimismo, a mio avviso quasi angosciante, quasi alla ricerca del negativo in ogni aspetto apparentemente piacevole della vita. E’ probabile che lui lo vedrebbe come descrizione di una verità oggettiva, ma da grande

sognatrice quale sono l’impressione è quella. Ma ad una lettura più attenta, si evince un senso di conoscenza della vita, matura e scalfita empiricamente, come se il suo pessimismo fosse in realtà un profondo senso di accettazione e rassegnazione, sentimenti che da sempre vengono in seguito alle grandi esperienze della vita. Lascio tra le righe del post alcune esempi di questo modo di intendere la vita e la società stessa, anche se tanti altri, cercano online si possono trovare, anche in merito ad altre tematiche, forse maggiormente più “crudi” e sfrontati di questi che ho citato. Si tratta ovviamente di un mio pensiero, condivisibile o meno, che spero possa diventare, come in altri articoli pubblicati in precedenza, argomento di dibattito attraverso i commenti. Con queste parole vi saluto, un forte abbraccio!

Sempre Vostra, Storyteller.

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LIBERO PENSIERO EXTRA: COS’È LA FELICITA’? (11 luglio 2020)

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Un saluto a tutti cari Lettori! Oggi torno con un nuovo post di LIBERO PENSIERO EXTRA, trattando un tema leggero, come si addice ad un giorno del fine settimana. Ciò non significa che è un tema banale, anzi, tutt’altro, dal momento che la domanda contenuta nel titolo è abbastanza emblematica e tutt’oggi è difficile trovare posizioni oggettive in merito. Cos’è la felicità? Le risposte che son state date a questa domanda sono le più estreme fra loro, con posizioni ottimistiche, che determinano la sua esistenza nella vita umana, o pessimistiche, che la escludono. Partendo da ciò, l’argomento potrebbe essere trattano in maniera lunga e discorsiva, ma io invece in questo contesto, darò la mia opinione sulla base di un film, a mio modesto parere meraviglioso, arrivato nelle sale a partire dal 2006. Nel titolo porta la parola che definisce il tema di questo articolo, ovvero “Alla ricerca della Felicità”. Nel film protagonista uno straordinario Will Smith e suo figlio (anche nella realtà) Jaden Smith. Riassumendo in breve la trama è la storia di un padre che fa il possibile per rendere migliore la vita della famiglia e si indebita nell’acquisto di un lotto importante di scanner ad uso medico da rivendere porta a porta. L’attività però si dimostra fin da subito un clamoroso flop e la moglie, una donna ambiziosa e desiderosa di una carriera gratificante nel centro di New York, abbandona marito e figlio per inseguire i suoi sogni. A quel punto Chris (questo il nome del padre) inizia a fare il possibile per migliorare la sua posizione economica, iniziando anche un faticoso stage, nel speranza di essere presto assunto. Alla fine, dopo numerosi sacrifici e sconfitte, Chris raggiunge l’obbiettivo tanto auspicato, garantendo un futuro soddisfacente (e forse anche felice) a suo figlio. Ma

ora arriva la citazione scelta da questo articolo. Penso si tratta della più grande lezione di vita che un padre possa dare ai suoi figli. E’ inutile dire che se vuoi qualcosa basta volerla, la strada del successo è in salita e raggiungere i propri obbiettivi non è mai facile. E’ sicuramente più corretto dire di inseguire sempre i propri sogni, non lasciarsi abbattere dal giudizio di nessuno, perchè la determinazione ricambia sempre. Probabilmente la felicità risiede in questo. Forse si vive nello stereotipo di questa condizione umana, ma a mio parere esiste, perchè ci sentiamo felici quando raggiungiamo ciò che desideriamo, soprattutto se questo desiderio è coltivato nel tempo. Ovviamente, come dissi anche sopra, le opinioni in merito sono tante e ugualmente rispettabili, io non ho sfera di cristallo e tanto meno mi sento un dio o un tuttologo! Motivo per cui non escludo che metterò l’argomento in condizione di essere trattato sotto un diverso punto di vista. Con queste parole concludo. Fatemi sapere se anche voi avete visto il film e se vi è piaciuto, ma soprattutto se avete maturato una vostra opinione riguardo la felicità. Un abbraccio a tutti.

Sempre Vostra, Storyteller.

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LIBERO PENSIERO EXTRA: IL WORLD CHOCOLATE DAY! (9 luglio 2020)

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Un saluto a tutti, cari Lettori!Da grande appassionata e golosa di cioccolato, in particolare quello fondente, per il suo gusto ricco e corposo, non potevo esonerarmi dalla stesura di questo articolo, per la rubrica di LIBERO

PENSIERO EXTRA, il regno delle emozioni istantanee, soprattutto se vissute sulle mie abitudini, sensazioni e passioni. La Giornata Mondiale del Cioccolato, il World Chocolate Day, si festeggia ogni anno il 7 luglio. Quando scoprii l’esistenza di una giornata dedicata ad uno dei miei cibi più bramati e desiderati fui molto felice, lo ammetto, ma anche incuriosita riguardo alcune qualità in merito al grande protagonista di questo post. Nasce durante la dinastia Maya, ormai tanti secoli fa, quando si scoprì la possibilità di coltivarne la pianta, origine del principale ingrediente di tale cibo, ovvero il cacao. Da allora si è trasformato diventando un alimento di largo consumo, in varianti sempre nuove, fino ad arrivare ai giorni nostri, dove addirittura non si cerca solo il piacere del palato, ma anche l’etica nel cioccolato, diventando “crudista”! Il cioccolato inoltre, per la notorietà acquisita negli ultimi anni è diventato protagonista di numerosi film, tra cui memorabile e assolutamente da ricordare “Forrest Gump”, in

cui il protagonista cita una frase che diventerà emblematica per gli appassionati del lungometraggio, la trovate a fianco di quanto scritto. Bellissimo anche il film “Chocolat”, che compare per la prima volta sul grande schermo nel 2000. Da buona romantica quale sono me ne ero letteralmente innamorata fin da subito. La vicenda vede in primo piano la vita di una donna e di sua figlia, che si trasferiscono in un piccolo paese francese in seguito a viaggi avventurosi alla scoperta di cacao e spezie pregiate. Giunti a destinazione apriranno una piccola cioccolatiera, il quale diventerà in breve tempo fonte di chiacchiere di paese e pettegolezzi. E’ in quel contesto però che le due

incontrano un uomo alquanto bizzarro, una specie di pirata, che presto diventerà aspetto fondamentale delle loro vite. Anche di questo film, di cui consiglio la visione, trovate a fianco una citazione. Tra le curiosità che ho trovato sul web, alcune hanno attratto la mia attenzione e voglio condividerle con voi. Nel 2019 in Italia sono stati ordinati a domicilio (tramite dispositivi e app di take away) oltre 12 mila chili di cioccolato, quantità pari a 120.000 tavolette da 100 grammi l’una. Durante il lock-down di questo difficile 2020 la voglia di cioccolata non si è placata e nel periodo tra marzo e aprile ne sono stati ordinati oltre 2500 chili, con un incremento del +20% rispetto al solito. Si dice che il cioccolato può essere fonte di felicità, forse per questo la gente, chiusa in casa, si è concessa qualche dessert in più! Con queste parole concludo, mi sono davvero divertita a scrivere questo articolo. E voi? Amate il cioccolato come la sottoscritta o preferite evitarlo? Un abbraccio forte a tutti!

Sempre Vostra, Storyteller.

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LIBERO PENSIERO EXTRA: IL TEATRO DELL’ANTI POLITICA. (8 luglio 2020)

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Un saluto a tutti. Se ora scrivo questo articolo, non percepito come necessario fino a questa mattina, è perchè i numerosi commenti che avete lasciato sotto all’articolo ” CRONACA: LA PROTESTA DEI GILET ARANCIONI” mi hanno condotto a riflettere. Nelle rubriche classiche sono portata ad essere molto razionale e lo scopo è appunto quello di indurre il lettore a costruire una propria riflessione, che sia il meno possibile condizionata dai miei pensieri. Nel caso di tutte le rubriche di LIBERO PENSIERO (la classica, EXTRA o il DIARIO) il mio agire è differente. In questi post lascio libero sfogo alle mie idee, in merito ai più svariati argomenti. Oggi vi parlo

attraverso questa appendice EXTRA (si tratta di una riflessione che è oltre il palinsesto standard) perchè, non ve lo nascondo, sentivo il bisogno di dire la mia in merito. Nonostante forse la mia posizione non fosse volutamente chiara nel post, sono profondamente contraria al movimento anti politico creato da questo “fenomeno” che è appunto il signor (se tale posso permettermi di definirlo) Antonio Pappalardo. C’è però da dire che le bufale che girano sui più svariati argomenti sono davvero tantissime e i gilet arancioni rappresentano soltanto quel quid in più alle stupidaggini che vivono indiscriminate nella società, nel panorama mondiale. Certo rimango esterrefatta a pensare che questo individuo sia un ex carabiniere e che dunque abbia prestato servizio, per o con lo Stato italiano, per un determinato periodo di tempo. Mi fa pensare ad una specie di Caino, che tradisce il fratello quando si presenta l’occasione proficua, probabilmente per alzare un polverone e avere ogni tanto qualche attenzione speciale da parte dei media. Ma a parte il fenomeno in sè, che da un punto di vista pratico è semplicemente ridicolo, il problema è un altro. Come voi stessi avete ricordato nei commenti, le parole utilizzate da Pappalardo e il suo seguito hanno ferito l’animo di centinaia, se non migliaia, di persone, le quali hanno perso i loro cari a causa dell’epidemia da Covid-19, da loro stupidamente e ingiustamente considerata inesistente, una manovra politica per un qualche strano scopo. Per tutto il resto probabilmente, almeno per me, sono solo fesserie, ma quando c’è di mezzo la vita delle persone e il rispetto, in questi casi è meglio parlare di vera ignoranza e maleducazione. Con queste parole concludo, ci tenevo davvero molto a fare stesura di questo articolo, utile a mettere un punto in merito all’argomento. Dubito comunque si tratti dell’ultima azione di questo movimento, forse sotto un’altra veste, forse senza più questo appellativo, ma di una cosa resto certa: si tratterà dell’ennesimo momento di vergogna per la nostra cara Italia.

Sempre Vostra, Storyteller.

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LIBERO PENSIERO EXTRA: REGINA DEI CUORI. (7 luglio 2020)

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Un saluto a tutti, cari Lettori! Oggi, in questa rubrica, ormai diventata per me particolarmente cara, voglio parlare di una donna che con il suo fascino e i suoi ideali ha segnato un’epoca, portando una ventata di innovazione (ed evoluzione forse) nel contesto di corte del XX secolo. Parlo ovviamente di Diana, nota con l’affettuoso soprannome “Lady D”, nata il 1 luglio del 1961 (oggi avrebbe da poco compiuto 59 anni) e scomparsa tragicamente 23 anni fa, come ben

noto ai tanti. Per tutti era la “principessa del popolo” e come tale viene ricordata fin dal giorno della sua comparsa nel panorama di corte, sia da coloro che erano i suoi “sudditi”, sia dagli stessi figli. Un film, che presto uscirà al cinema ne ricorderà i tratti salienti della sua vita, io stessa non vedo l’ora di vedere il lungometraggio di questa straordinaria biografia. La vita, di certo travagliata e colma di ostacoli, a partire dal matrimonio disastroso con il principe Carlo, l’infanzia tutt’altro che semplice e il rapporto ricco di incomprensioni con la Regina Elisabetta, non le hanno permesso di

cancellare i suoi ideali, di avere la giusta forza per distruggere i molteplici dogma regali e aiutare il prossimo, ascoltando le necessità dei più bisognosi. A strapparla via da questo pianeta la pressione, ormai prepotente, dei media, che la costringeva ad un esistenza da fuggitiva, per scappare dalle grinfie dei paparazzi, sempre più incalliti sulle vicende che la vedevano protagonista. Era paladina dei drammi sociali, tra i quali, forse quello più forte, la lotta contro l’AIDS, passato come parte della sua eredità al figlio Harry, che ha continuato a prendersi cura del problema. Voglio ricordarla così, ancora una volta, con queste brevi citazioni, intrise dei suoi sentimenti e delle sue idee, sparse lungo la stesura di queste righe. Con queste parole concludo e vi saluto con un grande abbraccio.

Sempre Vostra, Storyteller.

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LIBERO PENSIERO EXTRA: DEDICATO A ENNIO MORRICONE. ( 6 luglio 2020)

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Un saluto, cari Lettori, dalla rubrica di LIBERO PENSIERO EXTRA. Oggi il mio desiderio di scrivere è dovuto alla scomparsa di un grande musicista. Io amo la scrittura, è la voce dell’anima, ma non è l’unica. Insieme a lei c’è un posto molto importante dedicato alla musica. Essa infatti ha un ruolo fondamentale nella realizzazione di un film, tant’è vero che non di rado capita di non ricordare il titolo di un film, ma di averlo ben chiaro in mente sulla base della sua colonna sonora. Furono proprio queste due ultime parole a rendere celebre l’immagine di Ennio Morricone in tutto il panorama cinematografico. Il compositore aveva raggiunto il 91esimo anno d’età e nella sua lunga carriera poteva vantare la collaborazione con Sergio

Leone e Giuseppe Tornatore, nonché un Oscar alla carriera nel 2007 e un premio nel 2016 per ” The Hateful Eight”, regia di Tarantino. Nel suo panorama musicale eccellono le colonne sonore di “Per un pugno di dollari”, “Mission”, “C’era una volta in America” e “Nuovo cinema

Paradiso”. Voglio ricordarlo con due sue citazioni, che ho lasciato tra le righe di questo umile post. Emergono in esse le parole di una persona ancorata al reale, che non vive “tra le nuvole”, come si evince talvolta, in senso buono ovviamente, in qualità di idealista sognatore, nella figura del compositore. Una persona vera, che ha vissuto per regalare emozioni e ricordi. Rimarrà con le sue meravigliose melodie nel cuore e nella mente, di tutti gli appassionati del grande cinema. Con queste parole concludo, fatemi sapere il vostro punto di vista in merito a lui e la sua straordinaria carriera. Vi saluto, come sempre, con un grande abbraccio.

Sempre Vostra, Storyteller.

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LIBERO PENSIERO EXTRA: OMAGGIO A JOHN KEATS. (4 luglio 2020)

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Un saluto a tutti cari Lettori! Oggi voglio condividere con voi le parole di un grande poeta, quello a me più caro, perchè senza fronzoli e strani arcaismi riesce a rapire l’animo del lettore, con semplicità e sentimento. Lui è John Keats, colui che da tempi immemori ormai è definito il “romanico tra i romantici”. Leggere i suoi componimenti, poesie o epistole che siano, nutrono intensamente l’animo del più cinico dei lettori. Qualche anno fa la Rai realizzò un film incentrato intorno non solo alla sua figura, molto travagliata e tragica, visto la sua morte prematura intorno ai ventotto anni, ma anche alla figura del suo grande amore, la sua musa, l’unica donna che amò tanto intensamente da dedicarle le parole che seguono:

Fanny Brawne, questo era il suo nome, ebbe un ruolo fondamentale per Keats. Non ebbero il tempo materiale di vivere questo amore, di sposarsi, tuttavia il periodo della loro breve unione venne assaporata minuto dopo minuto, dando preziosità a quegli attimi, fatti di giochi, dialogo e di baci. La parte migliore del giovane Keats è per me questa. La poesia e la semplicità non vanno sempre di pari passo: nel verso l’autore ricerca spesso l’ignoto, il mistero, con frasi talvolta ricche di perifrasi da tratti barocchi. Il suo lessico è comune, forse persino insufficiente per la classica concezione poetica, ma riesce a pennellare emozioni tali da essere provate leggendo adagio i suoi versi. Vi consiglio, se volete approfondire la sua storia, la visione del lungometraggio a lui dedicato, dal titolo Bright Stars ( in italiano fulgida stella), corrispondente al titolo del suo componimento più importante, di cui lascio in seguito il testo per la lettura, attraverso un filmato. Avrò certamente occasione, nel corso del mese, di proporre anche qualche sua lettera, tra quelle che scrisse alla sua Fanny. Con queste parole concludo. Un abbraccio a tutti.

Sempre Vostra, Storyteller.

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LIBERO PENSIERO EXTRA: L’ULTIMO GIORNO DI GIUGNO. (30 giugno 2020)

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Buon pomeriggio cari Lettori! Oggi è l’ultimo giorno di giugno e di conseguenza di pubblicazioni per questo mese. È il momento finale, quello del bilancio, di certo positivo e stimolante. Sono cresciuta,

nella mente e nel cuore, grazie alle offerte di questo meraviglioso angolo di mondo. Ho avuto la possibilità di conoscere molti blogger e di leggere i loro fantastici articoli, inoltre tanti lettori sono rimasti incuriositi e piacevolmente interessati dalle mie stesure. Questo lo posso affermare in base ai tanti commenti e like che mi avete lasciato giorno dopo giorno. Ma questa è la rubrica di LIBERO PENSIERO EXTRA, luogo in cui si scopre il piacere della riflessione basata sui fatti che vengono ogni giorno condivisi e vissuti da me, in modo speciale. Voglio concludere quello che per me stessa è stato un primo piccolo viaggio nell’universo di Storyteller’s Eye Word con una citazione che potete leggere nel banner sottostante a queste parole.

Le parole sono di un grande maestro, ovvero Goethe. Condivido molto quanto afferma: la passione è il motore di ogni lavoro. Credo sia difficile, quasi impossibile lavorare solo per inerzia, senza essere spronati da una recondita passione. Questo è il mio caso. Io amo la scrittura creativa e ho amato questo blog da prima che avvenisse la messa online. La mia gioia cresce ogni giorno, stimolata dall’ambiente e dalle novità che vivo quotidianamente. La passione generata da me stessa e dal vostro supporto mi aiuteranno a rendere sempre migliore il blog, ormai sono pronta per un nuovo viaggio nel magico mondo di Storyteller’s Eye Word! Più tardi cercherò una manciata di minuti nel corso della giornata per ricordare, attraverso il post ordinario, informazioni utili per seguire le dinamiche di inizio mese, ma soprattutto anticiperò al meglio le novità. Per ora vi saluto con affetto e con un abbraccio.

Sempre Vostra, Storyteller.

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