EMPATIA: STORIA DI CHARLES DICKENS. (28 luglio 2020)

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Buongiorno cari Lettori! Benvenuti su Storyteller’s Eye Word. Nell’articolo di oggi è mio desiderio condividere con voi un’altra straordinaria biografia, di uno scrittore che con le sue storie e racconti ha segnato un periodo storico, carico di cambiamenti ed evoluzioni sociali. Parlo di Charles Dickens. Egli nacque il 7 febbraio 1812 presso Portsmouth. Il padre, John, è impiegato all’ufficio della Marina, e la madre, Elizabeth Barrow, è figlia di un noto funzionario statale inglese. È il secondo di ben otto fratelli. Charles John Huffman Dickens (questo il suo nome completo) durante la sua infanzia viene trasferito in luoghi diversi. Questo perché il padre per lavoro era spesso in giro per il mondo, per lunghi periodi, ma sempre desideroso di avere la compagnia della sua famiglia con sé. I vari viaggi lo portano a sviluppare già dall’adolescenza una grande passione per la lettura. Si diletta in numerosi generi, ma mostra fin da subito maggiore interesse per le opere del teatro elisabettiano e per i romanzi di Defoe, Fielding e Smollett. È il 1824, il padre viene arrestato per debiti. Per sua fortuna il patrimonio ereditario

sapientemente conservato gli permette di saldare in breve tempo i suoi debiti, anche se prima della sua liberazione passerà qualche mese. Durante quel periodo il giovane Charles è costretto ai lavori umili, per dare qualche soldo alla famiglia, indebitata a causa di quanto da poco accaduto. È brutale pensare ad un bambino di 12 anni messo a simili lavori, ma all’epoca lo sfruttamento minorile era lecito e soprattutto molto conveniente per i datori di lavoro, proprio perché i bambini erano considerati “manodopera a basso costo”. Secondo le documentazioni di protesta alle condizioni di lavoro dell’epoca, le fabbriche erano terribilmente sporche, delle sorta di baracche, totalmente infestate da topi, con ambienti maleodoranti, senza le condizioni igieniche e alimentari

sufficienti per il carico di lavoro richiesto. I bambini nella fabbrica in cui egli lavorava dovevano incollare etichette su flaconi di lucido per scarpe. L’esperienza resta per tutta la vita di Dickens fortemente traumatizzante e diventerà per sempre fonte di ispirazione per le sue stesure. Nonostante il padre volesse continuare a farlo lavorare presso l’attività in questione, dopo un anno la madre si oppose e nel 1825 può finalmente riprendere gli studi, presso la  Wellington Academy di Hampstead Road. Purtroppo, appena due anni dopo, è costretto ad abbandonare perché la famiglia non è più in grado di fornire il denaro necessario per pagare la retta d’iscrizione. Torna quindi a lavorare, questa volta come fattorino in uno studio legale. Dopo appena un anno intraprende l’attività di cronista parlamentare fino al 1829, quando ottiene l’incarico di giornalista presso la Law Courts dei Doctors, in società con il cugino, Thomas Charlton. Charles è ormai un diciannovenne in carica ed sarà allora che si innamora di una giovane, figlia di un funzionario di banca. La storia dura tre anni, ma si conclude

senza un matrimonio, vietato dai genitori di lei per disparità sociali. Nel 1836 però sposa Catherine Hogarth. Il 1837 è per Dickens un anno importante: nasce il primo dei suoi otto figli e pubblica i romanzi “Oliver Twist” e “Quaderni di Pickwick” ( all’epoca in fascicoli). Iniziano quindi per lo scrittore quindici anni densi di pubblicazioni, in cui vengono generati i suoi titoli più importanti, l’ultimo a conclusione di una grande raccolta il celebre e sublime romanzo di “David Copperfield “. Nel 1842, in vista della sua fama a livello mondiale, inizia un lungo viaggio negli Stati Uniti. Attraversa quindi il mondo, sbarcando anche in Italia a Genova, nel 1844, dove rimarrà con la famiglia per un anno. Un fatto burrascoso travolge la sua vita nel 1855. Perderà la testa per una donna, Ellen Ternan, che lo costringerà ad abbandonare il tetto coniugale e iniziare una nuova vita. Dopo molti anni di attività e successo, Dickens nel 1867 compie un secondo viaggio in America. Si ammala gravemente, ma nonostante tutto si riprende, seppur con grandi difficoltà. Nel 1869 inizia la stesura di una nuova opera, dal titolo  “Il mistero di Edwin Drood”. Rimarrà incompiuta a causa della sua prematura morte, per complicazioni polmonari, il 9 giugno del 1870. Con queste parole concludo. Fatemi sapere con un commento se avete apprezzato questa biografia e se eravate a conoscenza di tutto. Un forte abbraccio.

Sempre Vostra, Storyteller.

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POST ORDINARIO: CHIARIMENTI PRIMA DELLE VACANZE. (29 luglio 2020)

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Un saluto a tutti cari Lettori! Questo è probabilmente uno degli ultimi post di luglio prima delle meritate vacanze durante tutto il mese di agosto. Ovviamente non si tratterà di un distacco totale dalla scrittura creativa, almeno per me, continuerò a scrivere e soprattutto a preparare il programma del palinsesto di settembre, che posso affermare con certezza che sarà molto ricco. Visto l’andamento di fine luglio però, mi rendo conto che anche voi vi state approcciando al relax e alle vacanze e aggiungerei che fate davvero bene! Momenti passati in totale relax, in compagnia della famiglia, degli amici o anche da soli perchè no, per gli amanti della

tranquillità, della calma e della natura, sono fondamentali, per ricaricare le energie e per partire carichi per una nuova stagione professionale, qualsiasi essa sia. Ovviamente, visto il periodo appena vissuto e le restrizioni che molti ignorano, che restano comunque invariate, è necessario essere previdenti, per evitare quanto abbiamo appena superato. Quindi riassumendo, ho deciso di escludere la pubblicazione durante la prima settimana di agosto e pubblicare qualche giorno prima a settembre, ovviamente vi scrivo qualcosa in questi giorni sulla data effettiva in cui verrà pubblicato il programma, sempre scaricabile gratuitamente, e quando inizieranno ufficialmente le pubblicazioni. Da settembre continuerò le pubblicazioni invariate fino a Natale praticamente, salvo giorni particolari in cui mi sarà impossibile pubblicare per cause che esulano dal blog. In queste situazioni tutto sarà recuperato nella prima data possibile. Analogo è infatti il caso di ieri, in quanto non è stato pubblicato l’articolo programmato. Oggi pubblicherò infatti sia quello di oggi che quello di ieri. Detto ciò credo di aver esaurito le informazioni da darvi. Vi mando un forte abbraccio.

Sempre Vostra, Storyteller.

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LIBERO PENSIERO: UNA GIORNATA DEDICATA A UNA SPECIE UNICA (25 luglio 2020)

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Un saluto a tutti cari Lettori e benvenuti ad una nuova lettura del magico mondo di Storyteller’s Eye Word, oggi per la rubrica di LIBERO PENSIERO. In questi giorni sto provando le brezza di scrivere con il telefono, partendo dall’app e devo ammettere che anche se sono su un dispositivo dove tutto in teoria è ridotto, mi trovo abbastanza bene, soprattutto per quanto riguarda la parte di stesura. Ovviamente l’app per molti aspetti è ancora un “work in progress”, ma credo che con i giusti tempi diventerà uno strumento completo e al pari del formato su pc. Ma arriviamo dunque all’argomento dell’articolo, senza indugiare oltre. Parlerò infatti di colui che reputo, da quando ero una bambina, il mio animale preferito, ovvero la giraffa. Essa ha un non so che di molto elegante, il collo lungo, la corporatura fine, lo sguardo un po’ altezzoso, ma allo stesso tempo quelle macchioline disposte su tutto il corpo regalano ai miei occhi un senso di tenerezza. Quando scoprii l’esistenza di una giornata dedicata a loro, decisi di onorarla, non solo nel pensiero e nel ricordo della loro immagine, ma anche scrivendo una breve stesura in merito. Detto ciò credo sia arrivato il momento di procedere e raccontarvi la storia della “Giornata Mondiale delle Giraffe “

Il Word Giraffe Day si festeggia il 21 giugno di ogni anno e la giornata è stata fortemente voluta e creata dalla GCF (Giraffe Conservation Foundation). Lo scopo è sensibilizzare il mondo, nonché creare una raccolta fondi per il nobile fine di radunare il maggior numero di offerte volte alla salvaguardia di uno degli animali più belli della savana africana. La sensibilizzazione è molto importante in questo caso, visto quello che giraffe vivono ogni giorno: nelle proprie zone native gli esemplari sono scesi del 40%. Secondo una stima del GCF, gli esemplari ancora vivi al momento sono soltanto 111.000. Proprio sulla base di questo dato la Twiga (“giraffa” in lingua Swahili), è considerata una specie a rischio di estinzione. Nel 2019, ad esempio, proprio per vivere al meglio questa giornata, è stato fondato un programma dal titolo “Twiga Tracker”. Lo scopo era posizionare dei dispositivi, circa 250, a diversi esemplari, per monitorare i loro spostamenti e lo stato di salute, con la possibilità dunque di intervenire repentinamente in caso di necessità. Il progetto, questo come quello degli anni scorsi, nonché quello di quest’anno, ha prodotto un’ingente quantità di spese, per questa ragione è stato necessario fin dalla nascita di questa giornata, l’uso di raccolte fondi, per reperire le risorse necessarie a finanziarie l’impresa. Ho poi trovato molte interessanti informazioni e curiosità in merito a questo animale straordinario. Tra i tanti aspetti particolari, vi è la sua lingua. Oltre ad esser di un inconsueto color blu scuro, la sua lunghezza si aggira tra i 40 e i 60 centimetri di lunghezza, affinché l’azione di mangiare i ramoscelli più teneri sulle piante, di solito i più in alto, sia semplice. Inoltre pur sapendo che è l’animale più alto al mondo spesso si ignora che l’altezza negli esemplari maschili può raggiungere i 5,7 metri, mentre quella delle femmine un metro in meno. Il suo famoso collo pronunciato può raggiungere da solo i 2,5 metri di lunghezza. Altro aspetto molto interessante la cui scoperta mi ha particolarmente incuriosito è la loro abitudine circa il momento del parto. Quando le femmine di giraffe si sentono pronte a vivere quel momento, tornano al loro luogo d’infanzia, dove esse stesse sono nate. Nella loro mente recepiscono quell’ambiente come famigliare, accogliente e sicuro per i cuccioli. L’azione avviene con la femmina “in piedi”, motivo per cui quando il cucciolo viene alla luce compie una “caduta” di circa un metro, ma senza alcuna conseguenza, visto la dimensione dei cuccioli e la loro agilità a mettersi poco dopo dritti, muovendo da allora i primi passi. Altra curiosità è il fatto che spesso si crede che le giraffe siano animali muti. In realtà emettono sibili, sbuffi e flebili versi, rari e difficilmente udibili. Con queste parole concludo, fatemi sapere se eravate a conoscenza della Giornata Mondiale delle Giraffe e se sapevate già in merito a queste curiosità. Un abbraccio a tutti!

Sempre Vostra, Storyteller.

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LIBERO PENSIERO: CHI HA LOTTATO PER NOI. ( 24 luglio 2020)

Un saluto a tutti cari Lettori! In via del tutto straordinaria, seguendo la scia nel mio cuore e del mio istinto, voglio condividere con voi un mio pensiero libero. Oggi LIBERO PENSIERO EXTRA, nato per riflettere sulle parole, lascia spazio al padre da cui EXTRA e DIARIO sono stati generati. Perché a volte per riflettere e pensare non c’è bisogno di qualcosa che ti spinge a farlo, almeno non qualcosa di esterno al sè. Questo mio post da giorni giace nella mia mente e ciò perchè l’anniversario dell’evento da cui si origina ricade il 19 luglio. Probabilmente sapete a cosa mi riferisco e non potevo certo

esimermi dal ricordare: 28 anni fa, nel 1992, ci lasciava Paolo Borsellino, noto magistrato italiano dell’epoca, ancor più noto oggi per la sua scomparsa. In questo articolo voglio solo, con grande umiltà, esprimere un personale momento di raccoglimento, per una persona che per lungo tempo si è battuto come un vero guerriero contro un male che affligge ormai l’intera umanità. Ho intenzione di raccontare alcune curiosità in cui mi sono imbattuta in questi giorni, in un prossimo articolo,dove ovviamente racconterò anche la trama del tragico evento che lo vede protagonista, la Strage di via D’Amelio. Tempo fa, allo stesso modo, ho ricordato la scomparsa di Giovanni Falcone, anch’esso venuto a mancare tragicamente, anch’esso per essersi battuto a sfavore delle stesso male. Ve ne consiglio la lettura, anche se si tratta di un articolo pubblicato il 10 giugno, condividendo il link qui https://storytellerseyewords.com/2020/06/10/empatia-la-strage-di-capaci-10-giugno-2020/. Con queste parole concludo, un forte abbraccio.

Sempre Vostra, Storyteller.

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DIARIO DI LIBERO PENSIERO: GOST, RIFLETTO CON VOI. (24 luglio 2020)

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Un saluto a tutti cari Lettori! Mi ritaglio un momento per condividere con voi una riflessione in merito ad un film che ho visto pochi giorni fa in tv. Premetto che si tratta di un film famoso, che in tanti avranno visto. Io vuoi per l’età, vuoi perchè se la mia famiglia ha già visto un film non si guarda più, incuranti del fatto che personalmente posso averlo visto o no (una specie di legge non scritta), mi sono imbattuta solo in questi giorni nella sua visione. Si tratta di Gost, un film che ho scoperto essere del 1990, che vede protagonista una giovanissima Demi Moore, affermata come attrice proprio in seguito a questa produzione, Patrick Swayze e la straordinaria Whoopi Goldberg, di cui adoro praticamente tutti i suoi film. La trama, visto che si tratta di un cult, la riassumo brevemente. E’ la storia di due giovani, Sam e Molly. Sono innamorati e felici, convivono da tempo in un loft a New York e sono ormai prossimi al matrimonio. Un tragico avvenimento porta i loro sogni a spezzarsi. Una sera, intenzionati a rientrare a casa dopo una piacevole serata a teatro, vengono aggrediti da un rapinatore, che trovandosi in difficoltà spara a Sam, uccidendolo. Da allora il suo spirito inizierà a vegliare sulla compagna, nonostante lei fosse ignara di tutto. Il

suo obbiettivo, oltre a quello di vigilare sull’amata, è quello di fare luce su quanto accaduto. Molly nel corso del tempo riuscirà anche a mettersi in contatto con Sam, grazie all’aiuto di una sensitiva (interpretata dalla Goldberg). Devo ammettere che mi ha dato nuovi spunti di pensiero e questa è la ragione per cui ora mi trovo qui a scrivere. Oltre a consigliare la visione a chi non lo avesse ancora visto, ammetto che subito mi ha portato a pormi delle domande. Tra le mie tante passioni, c’è quella del paranormale, dell’esistenza fra noi comuni mortali di coloro che, in seguito al passaggio nell’aldilà, sono diventati immortali. E’ la grande domande che tutti si pongono e denota, come tutte le domande come questa, idee discordanti. Le varie risposte che l’uomo ha potuto dare si affermano in base a molte ideologie precedentemente costruite, come la religione ad esempio, che definisce svariate definizioni del post-morte, ma anche la scienza, che vede il corpo come sconnesso da una materia impercettibile, fatto di materia fine a se stessa. Io credo che la risposa è talmente fuori dalla nostra portata che non esiste un giusto e uno sbagliato, in questi casi si crede alla risposta che è più affine alle nostre idee. Io credo molto nel paranormale, forse un giorno vi spiegherò il perchè. Questo è un periodo di perdite, a causa della pandemia che abbiamo violentemente vissuto fino a pochi giorni fa. Tante persone si aggrappano all’esistenza di una vita nell’aldilà, sperano che il proprio caro sia lì accanto a loro, proprio come Sam per la sua Molly. Voi cosa pensate? Credete sia positivo credere nella realtà di questa “seconda vita” o siete contrari, preferite evitare l’illusione? Quello che so è che è sempre piacevole per me confrontarmi con la family, nel magico mondo di Storyteller’s Eye, con pensieri che spesso possono portare a riflessioni e idee contrastanti. Un grande abbraccio.

Sempre Vostra, Storyteller.

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VIAGGI: LA PRESA DELLA BASTIGLIA. (23 luglio 2020)

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Un saluto a tutti cari Lettori! Come promesso nel post mattutino, mi accingo finalmente alla pubblicazione dell’articolo fisso di oggi, per la rubrica VIAGGI, inerente ad un fatto storico di cui nel mese di luglio, precisamente giorno 14, ricade l’anniversario. Se volete sapere il motivo di questa mia pubblicazione “fuori orario” rispetto al solito, vi consiglio la lettura del post precedente, in cui in breve spiego tutto. Mi riferisco ad un evento importante, che con il suo progredire ha sconvolto e rivoluzionato drasticamente la storia dei nostri vicini di casa, i francesi. Parlo ovviamente della Presa della Bastiglia, avvenuta nel corso dell’anno 1789. Oggi ve ne racconterò i tratti salienti in queste righe, per fare chiarezza su uno degli avvenimenti storici più importanti dell’evoluzione europea e per ricordarne l’anniversario. E’ il 27 giugno: il re decide di radunare un modesto esercito composto da 20.000 soldati, allo scopo di proteggere e difendere l’allora presente Assemblea costituente (una sorta di Parlamento dell’epoca) e i disordini interni della città parigina. Il caos in tutta la città dura ormai da giorni e i provvedimenti proseguono invariati fino al primo giorno di luglio. Il clima, dopo giorni con le guardie in giro per le strade, sembra rasserenarsi, finché la situazione torna a degenerare. Fu così che l’11 luglio il re decide di far cacciare da Parigi Jacques Necker, politico e fervido rivoluzionario, a favore dello scompiglio cittadino allora presente. I cittadini ribelli, dal canto loro, vedono la decisione del re come un metodo poco democratico per mettere in scena una risposta contro di essi. Intanto, in seguito all’accaduto, diventano numerosi gli oratori agli angoli delle strade, pronti ad influenzare le masse popolari, issandoli contro il Governo. Durante a giornata del 12 luglio, una domenica, un giovane ventinovenne si reca ai giardini dei Palazzi Reali e inizia ad urlare a gran voce una frase emblematica, passata alla storia, ovvero: «Cittadini! I mercenari verranno a sgozzarci, sarà un’altra “Strage di San Bartolomeo”; uccidiamo la belva:

40.000 palazzi e castelli, i due quinti dei beni di Francia, saranno il premio dei vincitori». La risposta dei cittadini ribelli non tarda ad arrivare: la sera della stessa domenica fanno chiudere il Palazzo dell’Opera, perciò due gravi problemi iniziano a palesarsi: da una parte incombe la paura dei briganti provenienti dalle provincie, che vogliono approfittare dei disordini interni per saccheggiare, profanare e derubare i poveri cittadini indifesi, dall’altra la paura era rivolta ai mercenari, disposti ad aprire il fuoco sui civili per mettere fine allo stato di caos civile. E’ il 13 luglio. A Parigi è una giornata di grandi preparativi, tutti sono svegli durante la notte. Casi di rivolta e brigantaggio ormai si verificano anche nei paesi circostanti e nelle provincie. Il municipio prende la decisione di creare una nuova milizia borghese, ma dai disordini vigenti si verificano i primi incendi. Le testate giornalistiche allarmano la popolazione con titoli improvvisati. Fu allora che i rivoltosi attaccano e profanano il St. Lazare e dal campanile escono i suoni funebri della campana: è segno che la tragedia è in atto. L’Assemblea ora si protegge fra le mura di Versailles. I rivoltosi si preparano all’assalto derubando negozi d’armi, come pure il Palazzo degli Invalidi. Il piccolo esercito improvvisato raduna ben 30.000 uomini e l’attacco accumula un bottino di oltre 20.000 fucili e 24 cannoni. Nell’aria gira voce di un poderoso assalto, che partirà la mattina successiva proprio dalla Bastiglia. E’ il

mattino del 14 luglio. I rivoltosi, per buona parte armati, attaccano le prigioni, simbolo del dispotismo francese, e la stessa Bastiglia. Una curiosità spesso ignorata è che la Bastiglia venne costruita per volere di Carlo V tra il 1365 e il 1383. E’ una piccola fortezza dotata di otto torri, che aveva lo scopo difensivo della città. Purtroppo non adempiva bene al suo scopo ed era stata assediata ben sette volte nel corso della storia, fu così che per volontà di Richelieu, venne destinata a prigione per richiudere personaggi influenti e particolarmente scomodi al re. Per i francesi divenne presto segno dell’assolutismo monarchico, della tirannia e dell’ingiustizia. La vera lotta armata avrà luogo alle 17:00 del 14 luglio: i rivoltosi attaccano la Bastiglia e il governatore Launay per placarli da l’ordine di sparare a vista sulla folla. Molti perdono la vita, ma alla fine si scopre che la vittoria è principalmente morale: alla difesa del carcere ci sono soltanto 30 Svizzeri e un’ottantina di invalidi. Entrando nella struttura si scopre che accoglieva solo sette prigionieri, tra cui quattro falsari, un pazzo e uno accusato di incesto, prontamente liberati. Molti soldati vengono massacrati e alcuni ufficiali linciati a morte dai parigini. Questa è una storia di rivolta, di senso di patria, di un popolo fiero del tricolore blu, bianco e rosso, simbolo dei due maggiori rappresentanti della Francia (blu e rosso per i parigini, bianco dei Borboni), di coloro che hanno saputo ribellarsi, consci delle conseguenze, ma fieri di poter dare ad essi e alle generazioni future un futuro migliore. Con queste parole concludo, fatemi sapere se conoscevate nel dettaglio questa parte di storia o se avete scoperto qualche nuovo dettaglio. Un abbraccio a tutti.

Sempre Vostra, Storyteller.

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POST ORDINARIO: VI SPIEGO ALCUNE COSE. (23 luglio 2020)

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Un saluto a tutti cari Lettori. Questo è un breve post informativo che pubblico nel corso della mattinata. Secondo le ormai normali abitudini del blog, l’articolo fisso sarebbe dovuto uscire intorno alle 7:30 am. Purtroppo, a causa di alcuni imprevisti della giornata di ieri, per cui non mi sono sentita molto bene fisicamente, ho dovuto rimandare la pubblicazione dell’articolo fisso nel pomeriggio, in modo tale da poterlo leggere e sistemare con calma. Probabilmente, ma non certo, uscirà anche

un secondo articolo di LIBERO PENSIERO EXTRA, rispetto ad un argomento che mi interessa particolarmente anticipare. A partire dalla giornata di domani gli articoli fissi torneranno ad essere pubblicati come sempre al mattino presto, per dare a tutti l’opportunità di leggerli all’orario preferito. Per ora vi saluto, ringraziando per la bellissima family che siete, per i vostri messaggi e per il vostro costante sostegno. Ogni giorno crescete di numero, segno che apprezzate il mio impegno per migliorare il magico mondo di Storyteller’s Eye Word. Un abbraccio.

Sempre Vostra, Storyteller.

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POST ORDINARIO: CONDIVISIONE -Un libro per fare beneficenza -. (21 luglio 2020)

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Un saluto a tutti, cari Lettori! Quando posso, mi piace aiutare bloggers e iniziative sociali, condividendo tutti quei post trovati nei vari blog che seguo. In particolare oggi ho trovato interessante l’articolo del blog “Non solo campagna” di Elena Andreotti, che promuove un libro il cui ricavato è per una nobile causa. Per approfondire o meglio condividere o acquistare, cliccate sul link in fondo all’articolo per una lettura completa. Con queste parole concludo e vi auguro buona giornata. Un abbraccio.

Sempre Vostra, Storyteller.

Oggi voglio proporvi un altro libro che ha uno scopo benefico, realizzato da alcune scrittrici in contatto su Instagram. L’intento e quello di aiutare l’associazione Rubens che opera la riabilitazione per mezzo dei cavalli. (https://www.associazionerubens.it/) Descrizione Un libro che parla d’amore e di amicizia, l’amicizia che a volte si crea tra un essere umano e […]

Un libro per fare beneficenza

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POST ORDINARIO: FESTEGGIAMO INSIEME I NUOVI TRAGUARDI RAGGIUNTI. (20 luglio 2020)

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Traguardo dei cento articoli!

Un saluto a tutti cari Lettori! Avrete notato che dall’inizio del mese ho cambiato il saluto di apertura del blog. Dapprima, visto che le pubblicazioni avvenivano quasi sempre nel pomeriggio, utilizzavo il “buon pomeriggio”, ignorando che gli articoli fissi dalla fine di giugno venivano pubblicati alla mattina. Sembrava brutto augurarvi il meglio per un momento della giornata che non corrispondeva all’ora in cui pubblicavo l’articolo. Inoltre non consideravo che voi giustamente approfondite la lettura quando preferite. In base a queste variabili, un semplice saluto mi sembrò la scelta migliore.

Schermata della dashboard di Storyteller’s Eye Word.

A parte questo piccolo e modesto excursus iniziale mi addentro nel motivo di questo mio post. Insieme e grazie a voi ho raggiunto due nuovi preziosi traguardi, ovvero i 300 iscritti e i 100 articoli pubblicati sul blog. Come sempre si tratta di piccoli obbiettivi, ma nel giro di circa due mesi (considerando che il blog è partito durante gli ultimi giorni di maggio) è nata una piccola family, fatta di condivisione, di riflessioni e soprattutto dei vostri meravigliosi

Schermata del reader di Storyteller’s Eye Word.

apprezzamenti per il mio impegno. Sono queste le ragioni principali alla stesura di articoli sul blog, perchè un conto è scrivere per sè e un conto è condividere! Nelle foto che ho condiviso ai lati vi mostro i nuovi traguardi raggiunti, per quanto concerne il numero dei followers, visto che WordPress non lo considera un vero traguardo, trovate gli screenshot sia delle statistiche della dashboard, sia del reader. Per concludere voglio ricordarvi l’articolo uscito questa mattina, in merito alla Giornata Mondiale contro il Razzismo e la sua origine. Un approfondimento molto interessante, di cui vi consiglio la lettura e perchè no, di lasciare un personale commento. Con queste parole concludo e vi auguro un buon proseguimento di giornata con un abbraccio.

Sempre Vostra, Storyteller.

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EMPATIA: GIORNATA MONDIALE CONTRO IL RAZZISMO. (20 luglio 2020)

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Un saluto a tutti cari Lettori. Oggi voglio portare avanti un tema che è un pò il fil rouge delle prime due settimane di luglio ovvero, razzismo e discriminazioni. Abbiamo parlato di quanto accaduto negli Stati Uniti, compiendo un excursus in merito alla perdita di George Floid, abbiamo parlato del ruolo della donna sia sul fronte social-cronologico, sia sul fronte professionale e abbiamo parlato di una crudeltà che talvolta l’uomo ha in confronti del mondo animale. Desidero dunque chiudere il cerchio con un articolo conclusivo dell’argomento, trattando il tema della Giornata Mondiale contro il razzismo. La celebrazione avviene ogni anno il 21 di marzo e come tutte le giornate mondiali ha una storia alle spalle che merita di essere narrata. La stessa scelta del 21 marzo ha un’origine interessante: infatti in tale data nel 1960 in Sudafrica, in un periodo in cui la popolazione locale viveva il dramma dell’apartheid, la polizia apre il fuoco su un gruppo di dimostranti di colore.Tutto culmina con la morte di sessantanove di loro,al quale si aggiunge la terribile cifra di ben 180 feriti. Il drammatico evento è tristemente ricordato come il massacro di Sharpeville. Si iniziò a celebrare e ufficializzare la giornata a partire dal 1966. L’Assemblea Generale ha sottolineato già all’epoca con questa data la necessità di un maggiore impegno al fine di eliminare tutte le forme di discriminazione razziale. A partire dal 1979 inoltre, per rendere questo messaggio ancora più esplicito, quest’ultima decide di stabilire un programma di attività a tema, allo scopo di portare avanti una forte campagna di sensibilizzazione in merito. Da allora molti stati nel mondo dedicano la settimana in cui cade il 21 marzo alla solidarietà, per sostenere i popoli che lottano contro il razzismo e le discriminazioni razziali.

Proprio grazie a questo agire a livello mondiale, molti passi avanti sono stati compiuti: in primis attraverso lo smantellamento dell’apartheid in Sud Africa e con l’abolizione in molti paesi di leggi che favorivano razzismo e discriminazione. A favorire ciò anche l’impegno della Convenzione internazionale sull’eliminazione della discriminazione razziale, che ha sempre dato il proprio sostegno per rendere questa lotta internazionale. Nonostante i grandi passi avanti compiuti, molte comunità e società ancora soffrono il disagio della discriminazione razziale. Il diritto all’uguaglianza è fondamentale e nell’articolo 1 della Dichiarazione Universale viene sancito che tutti gli esseri umani sono nati liberi e uguali in dignità e diritti. Nel secondo compaiono le seguenti parole: “Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza destinazione alcuna per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altra genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione”. In tutti i paesi del mondo, la storia dell’umanità è segnata da molteplici crimini dell’odio, tra i più atroci, e rappresentano il principale ostacolo al progresso di una civiltà basata sulla pace e sullo sviluppo. Con la Risoluzione dell’Assemblea Generale 72/157, compiuta nel 2017, tutti gli stati nel mondo son ostati nuovamente spronati a misure al fine di limitare ed eliminare sui loro territori episodi di  razzismo, discriminazioni razziali, xenofobia e intolleranza, con la promozione costante della tolleranza, dell’inclusione, dell’unità e del rispetto della diversità. Con queste parole concludo, un forte abraccio.

Sempre Vostra, Storyteller.

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LIBERO PENSIERO EXTRA: LA BELLEZZA DEI SENTIMENTI. (18 luglio 2020)

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Un saluto a tutti cari Lettori! Questo post lo promisi diversi giorni fa e vista la passione che provo per questo meraviglioso scrittore non potevo astenermi dalla pubblicazione di una sua lettera, forse quella principale in tutto il patrimonio epistolare conservato fino ai giorni nostri. Prima di addentrarmi nel merito ci tengo a rispondere ad un commento che giustamente è stato condiviso sotto lo scorso post dedicato a Keats. Io infatti affermo nella mia analisi una certa semplicità linguistica, ricercata per fornire al lettore un’immediata emotività ed empatia con i suoi contenuti. Mi è stato fatto notare che l’Endimione, altra opera del celebre poeta, in cui i contenuti sembrano molto complessi. La complessità della retorica è forse uno degli aspetti più difficili da definire oggettivamente in letteratura. Ho letto solo alcune parti dell’Endimione, durante gli anni del liceo e successivamente, ma anche in questo caso, giudizio soggettivo, ho trovato la lettura abbastanza semplice, linguisticamente parlando, a differenza di altri suoi contemporanei, ad esempio un William Blake, i cui contenuti sono fortemente immaginifici e colmi di metafore, un Coleridge o un Wordsworth con le loro ballate. Abbiamo poi tutto il filone italiano, di cui è

impossibile non citare Leopardi o un Foscolo. Detto ciò, come affermo in precedenza, è un aspetto sensibile, che vede idee soggettive e contrastanti. Tornando alla lettera del nostro Keats, quello che segue è uno dei maggiori esempi dell’amore che il poeta provò per la sua Fanny Brawne. La relazione durò dal dicembre 1818 fino al febbraio del 1821, anno in cui tragicamente venne a mancare. Per approfondire ulteriormente l’argomento vi consiglio di leggere anche il precedente articolo in merito a Jonh Keats, sempre per la rubrica di LIBERO PENSIERO EXTRA, datato 4 luglio 2020, dal titolo “OMAGGIO A JOHN KEATS”. Con queste parole concludo, un forte abbraccio.

“Mia cara ragazza,

In questo momento mi sono messo a copiare dei bei versi. Non riesco a proseguire con una certa soddisfazione. Ti devo dunque scrivere una riga o due per vedere se questo mi assiste nell’allontanarti dalla mia mente anche per un breve momento. Sulla mia anima non riesco a pensare a nient’altro. È passato il tempo in cui avevo il potere di ammonirti contro la poco promettente mattina della mia vita. Il mio amore mi ha reso egoista. Non posso esistere senza di te. Mi scordo di tutto salvo che di vederti ancora, la mia vita sembra fermarsi lì, non vedo oltre. Mi hai assorbito. In questo preciso momento ho la sensazione di essermi dissolto – sarei profondamente infelice senza la speranza di vederti presto. Sarei spaventato di dovermi allontanare da te. Mia dolce Fanny, cambierà mai il tuo cuore? Amore mio, cambierà? Non ho limiti ora al mio amore… Il tuo biglietto è arrivato proprio qui. Non posso essere felice lontano da te. È più ricco di una nave di perle. Non mi trattare male neanche per scherzo. Mi sono meravigliato che gli uomini possano morire martiri per la loro Religione – Ho avuto un brivido. Ora non rabbrividisco più. Potrei essere un martire per la mia religione – la mia religione è l’amore – potrei morire per questo. Potrei morire per te. Il mio credo è l’amore e tu sei il mio unico dogma. Mi hai incantato con un potere al quale non posso resistere; eppure potevo resistere fino a quando ti vidi; e perfino dopo averti visto ho tentato spesso “di ragionare contro le ragioni del mio amore”. Non posso farlo più – il dolore sarebbe troppo grande. Il mio amore è egoista. Non posso respirare senza di te.

Tuo per sempre,

John Keats

Sempre Vostra, Storyteller.

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POST ORDINARIO: CONDIVISIONE -7 cose che ho imparato dai miei alunni-. (18 luglio 2020)

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Un saluto a tutti cari Lettori! Condivido l’articolo della Dottoressa Cipriani, di cui ho avuto il piacere della lettura dei suoi scritti. Fin da subito, visto anche il mio grande interesse per la disciplina coinvolta, sono rimasta piacevolmente colpita dai contenuti trattati. Condivido sul blog il suo ultimo articolo, invitandovi alla lettura e a seguire le sue pubblicazioni. Il nome del blog è “lapsicologasocial”, vi lascio in seguito anche il link diretto ( https://lapsicologasocial.com/ ). Seguitela anche su Instagram, info in merito al link del sito. Un abbraccio a tutti!

Sempre Vostra, Storyteller.

Ho cominciato a lavorare nelle scuole nel preistorico 2003. Ho vissuto i cambiamenti, gli scivoloni, i passi avanti e quelli indietro, le proteste nelle piazze, gli stipendi che non arrivano, le regole mandate a monte, i bagni senza carta igienica (e a volte l’assenza dei bagni) la didattica a distanza nel periodo covid-19. E […]

7 cose che ho imparato dai miei alunni

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POST ORDINARIO: PRECISAZIONI IMPORTANTI. (17 luglio 2020)

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Un saluto a tutti, cari Lettori. L’articolo che scrivo è in sostituzione dell’ormai quotidiano appuntamento con la rubrica di LIBERO PENSIERO EXTRA, in quanto ritengo necessario fare alcune precisazioni circa alcuni cambiamenti che ho effettuato nel corso della giornata di oggi. Più che un cambiamento si tratta di una decisione importante che ho preso per tutelare la mia immagine e lo stesso blog da situazioni poco piacevoli. Prima di parlarvene però, colgo l’occasione per segnalare a tutti i nuovi iscritti che stamattina è stato pubblicato un nuovo articolo per la rubrica di DIARIO DI LIBERO PENSIERO, in cui l’aria era proprio quella di un diario, parlando di qualcosa che mi riguarda da vicino. Qualora fosse cosa gradita, ne consiglio quindi la lettura, la trovate nel post precedente a questo, nella pagina dedicata al blogging. Detto ciò vi spiego la ragione principale della stesura di questo post. Nel corso della giornata di ieri ho trovato tra i commenti, ovviamente da moderare, messaggi molto irrispettosi nei confronti della mia persona, con parole scurrili e offensive, semplicemente per aver ricambiato, e oserei dire abbondantemente, ad alcuni like che mi sono stati lasciati. Visto l’accaduto, dal momento che non intendo più essere protagonista di diatribe simili, ho deciso di mettere tutti i commenti in moderazione, prima di essere pubblicati. Non me ne vogliate, la

precauzione che sto mettendo in atto non è per voi che quotidianamente lasciate messaggi importanti e costruttivi, ma piuttosto per chi non rispetta l’etica del blog, anche perchè chiunque può leggere quanto è presente su queste pagine. Per cui è vietato scrivere commenti contenenti parole volgari, scurrili, offensive nei confronti della mia persona, del blog e degli utenti, contenenti messaggi di natura privata (conversazioni di conoscenza e frequentazioni) e incitazioni a forme politiche e religiose estreme. I commenti che rispondono alla descrizione verranno eliminati. Scusate, ma penso sia doveroso, per mantenere questo spazio virtuale quanto più etico e civile possibile, chiunque può accedervi, anche minorenni! Vi ricordo che nel corso della giornata di domani ho intenzione di recuperare l’articolo di oggi di LIBERO PENSIERO EXTRA e in più ci sarà un nuovo post ordinario dove vi parlerò dei nuovi traguardi raggiunti dal blog. Vi ringrazio per l’attenzione, augurandovi buona serata. Un abbraccio!

Sempre Vostra, Storyteller.

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DIARIO DI LIBERO PENSIERO: VOGLIA DI SCRIVERE E CONDIVIDERE. (17 luglio 2020)

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Un saluto a tutti cari Lettori e Amici. Nel mondo magico di Storyteller’s Eye Word come sapete c’è sempre spazio per il pensiero libero, quello inerente non solo al mio pensare, ma anche al mio agire, ai miei spazi vitali, alle modalità in cui mi approccio quotidianamente alla scrittura. In particolare in questo articolo, che deciso di scriverlo in via del tutto straordinaria soltanto ieri e non nel mese precedente alla pubblicazione del programmato, anche perchè per questa rubrica tutto risulta più complesso: una parte degli articoli sono scritti precedentemente insieme agli altri, ad esempio quelli riguardanti i consigli, di lettura o di film. Gli altri, quelli in particolare che riguardano esperienze o attività che riscopro e vivo nel quotidiano, devono necessariamente essere scritti quasi in live rispetto alla pubblicazione, anche perchè sarebbe strano prevedere quello che compio,

vivo con la testa fra le nuvole certo, ma non ho la sfera di cristallo! Detto questo voglio condividere il mio bizzarro modo di scrivere poesie, sulla base di quanto accaduto questa mattina. Come la maggior parte delle persone anch’io ho dei momenti della settimana che dedico alle pulizie e alle faccende domestiche e ciò è iniziato al termine della mia consueta colazione. E’ così che dal nulla, ascoltando un pò di musica, nell’atto di pulire il bagno, arriva nella mia mente l’illuminazione per scrivere una poesia. Lo so, detta così sembra una sorta di visione alla Raven, ma si tratta di semplice ispirazione! Non so se anche a voi capita in questo modo, so che tanti di voi sono blogger amanti della produzione poetica, ma quando nutro un’ispirazione non si tratta di comprendere l’argomento da trattare o studiarne la metrica: devo immediatamente trovare un foglio o accedere alle note del telefono per annotare veri e propri versi che prendono forma. Anche stavolta così è stato e in una manciata di minuti, senza nemmeno accorgermene una nuova poesia ha preso forma. Non scrivo mai poesie con imposizione, della serie “oggi voglio scrivere un poesia”, in quel modo o sei un genio o risulta difficile comporre versi. Però devo ammettere che il lock down, nonostante tutto mi ha regalato molti spunti poetici. Di emozioni se ne vivono sempre e comunque, qualsiasi sia la circostanza. Sta a noi comprenderle in modo recondito e tramutarlo in poesia. A proposito di ciò sto terminando il mio opuscolo in merito alla scrittura creativa, analizzata in termini emotivi. L’ho caricherò sul blog probabilmente a partire da settembre, in formato ebook. Ovviamente vi tengo aggiornati, anche perchè desiderosa di darvi delucidazioni nel corso della sua realizzazione. Con queste parole concludo, fatemi sapere la vostra esperienza con la poesia sia dal lettori che da autori! Un abbraccio a tutta la family!

Sempre Vostra, Storyteller.

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LIBERO PENSIERO EXTRA: FILOSOFIA DELL’ESSER DONNA. (16 luglio 2020)

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Un saluto a tutti cari Lettori! Come conseguenza, a mio sentire necessaria, al doppio appuntamento dedicato alla donna, desiderio chiudere l’argomento con una personale riflessione, che voglio svolgere attraverso la rubrica di LIBERO PENSIERO EXTRA. Ho deciso infatti di fare una piccola ricerca sul web con l’idea di trovare qualche citazione sulla donna che più affascinava la mia mente e mi inducesse a ragionare in merito, condividendo in seguito questi miei pensieri prodotti. Vorrei dunque partire da un autore che sin da quando l’ho conosciuto, non solo di fama ma nel suo animo più recondito, mi ha tremendamente affascinato, anche perchè l’ho sempre visto affine al mio modo di vedere i capisaldi dell’umanità e della natura. Parlo di Khalil Gibran, un poeta straordinario, di cui consiglio la lettura dei suoi scritti e di cui ho intenzione di scrivere un

post come questo, ne vale davvero lo sforzo. Come si evince dalla citazione che trovate a fianco, la donna è rappresentazione di sensibilità: si trova nella condizione in cui il bivio è rappresentato dall’uomo innamorato di lei e dall’uomo di cui lei stessa è innamorata. Risulta dunque quasi impossibile una decisione. Tuttavia riscontro anche l’immagine di una donna intelligente e fuori dagli schemi, che vive fino a fondo le sue emozioni, nonostante la crisi psicologica che possa scatenare una sua scelta. Sa perfettamente che l’errore che compie è la salvezza che nutre per sè. Con Gibran non bisogna mai fermarsi ad una prima lettura: è con la seconda che inizia la parte immaginifica delle sue parole e ciò che dapprima sembrava contraddittorio e a tratti slegato, diventa molto chiaro al lettore. Un accento dirompente e vagamente femminista in questa analisi non poteva essere tralasciata, ma invece di farlo in termini dalle parvenze quasi giuridiche, mi sono lasciata trasportare da un modello più soft e forse velatamente razionale, considerando che a pronunciare il pensiero è un volto noto del cinema hollywoodiano, originale e a tratti fuori dagli schemi. Mi riferisco alla meravigliosa Marilyn Monroe, donna amata dal suo

pubblico e spesso criticata dai colleghi, da chi regnava dietro le quinte. In questa citazione dimostra non solo rispetto, ma fierezza del suo essere donna, colei che si distingue nel vasto universo maschile (all’epoca sovrano nella maggior parte dei campi, compreso quello cinematografico). Con un accenno di snobismo definisce il mondo incompleto, forse riferendosi a quello professionale, forse in senso generico, senza lei come donna. Ovviamente incompletezza non si determina sulla base di lei, Marilyn, ma sulla base del suo essere donna. L’uomo senza la donna in qualche modo è nulla. La frase potrebbe inoltre essere ulteriormente interpretata considerando l’uomo nettamente inferiore alla donna, si tratta però di uno scenario sopra le righe e molto distante dal mio modo di vedere le cose. Purtroppo il femminismo è anche questo. Non si può negare che Marilyn Monroe è stata e sempre sarà un personaggio unico del mondo del cinema e in un certo senso questa interpretazione all’apparenza superficiale e sopra le righe se l’è guadagnata. Seppur comunque a favore

dell’universo femminile, ma in termini più equi, considerando il clima vissuto in quell’epoca, Gandhi propone un’altra sfumatura interpretativa del medesimo argomento. Più che parlare di diritti, compie un’azione di difesa nei confronti di donne spesso ingiustamente attaccate da uomini violenti, che sfruttano la forza fisica per comandare quest’ultime a proprio piacere. Si evince inoltre una distinzione dei poteri, che per la donna si rappresenta con il suo essere stoica, se così è possibile definire, capace di compiere sacrifici di perdonare, di accettare dolori e ristrettezze che la vita porta. Al contrario la forza fisica è dell’uomo, che può contare sui suoi muscoli e sulle proprie abilità, almeno secondo un’opinione stereotipata. Con queste parole concludo, come sempre queste sono personali interpretazioni del tutto opinabili, lasciate dunque un commento per farmi comprendere il vostro punto di vista in merito.

Sempre Vostra, Storyteller.

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CRONACA: IL RUOLO DELLA DONNA NEL MONDO LAVORATIVO, DALLA PRIMA LAUREA FEMMINILE AD OGGI. ( Testo trasferito del 28 giugno 2019)

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Un saluto a tutti cari Lettori! Ben trovati con l’articolo della rubrica CRONACA. 

L’argomento che oggi andrò ad esporvi è molto sentito nella nostra vita quotidiana e riguarda tematiche non facili da trattare. La difficoltà, lo dico chiaramente, risiede nel fatto che lo si potrebbe declinare in tante sfumature diverse. Per questo motivo ho preferito ripiegare su una trattazione dai toni generici e particolarmente semplificati, in modo da farvi ben comprendere i punti fondamentali della questione.
Detto ciò, iniziamo oggi questo nostro dialogo soffermandoci sulla figura di una donna che, forse più di altre, rappresenta un modello a cui ci si potrebbe ispirare. Una donna che, con il suo talento, ha soverchiato il sistema di oppressione e sottomissione del genere femminile che un tempo vigeva: Bettisia Gozzadini.
Bettisia nasce a Bologna, nel 1209, e sin da piccola si distinse per il suo acume e per la sua intelligenza, doti che le valsero la carica di docente di giurisprudenza presso l’Università di Bologna. Secondo le fonti che ci sono pervenute, è considerata a tutti gli effetti la prima donna al mondo ad aver avuto un insegnamento universitario. Allo stesso modo potremmo citare Elena Lucrezia Cornara, nata a Venezia nel 1646. Essa fu infatti la prima donna al mondo a ottenere un dottorato. La lista potrebbe solo continuare. Si tratta di donne che sono andate contro le usanze e i costumi del loro tempo, che imponevano ad essa il ruolo di madre e di moglie, dimostrando al contrario di essere particolarmente capaci, e quindi alla pari se non addirittura superiori agli uomini dell’epoca.
Il desiderio di libertà, di avere gli stessi diritti e gli stessi privilegi degli uomini hanno fomentato, nel corso della storia, focolai di rivolta contro un regime, uno stile di vita, che le donne non avevano scelto, ma a cui dovevano sottomettersi senza possibilità alcuna di ribellarsi.
I tempi oggi, fortunatamente, sono ampiamente mutati e il ruolo della donna nella famiglia, nella società e anche nel mondo del lavoro è stato completamente rivalutato. Ad esse sono riconosciute le stesse opportunità dell’uomo ( anche se in alcune parti del mondo le cose funzionano diversamente ), gli stessi diritti e gli stessi doveri; e tutto questo grazie alla determinazione e al sacrificio che le donne hanno deciso di portare avanti, grazie al coraggio di dire basta e di ribellarsi agli stereotipi sociali vigenti, cambiando così,  il corso della storia.
Con queste parole concludo, un forte abbraccio!

Sempre Vostra, Storyteller.

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LIBERO PENSIERO EXTRA: LA PARTE PIÙ VERA. (15 luglio 2020)

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Un saluto a tutti cari Lettori! Come promesso oggi mi dedico alla rubrica di LIBERO PENSIERO EXTRA, quella che scrivo in base alle mie emozioni e riflessioni quasi “in diretta”, terminando la stesura appena un minuto prima della messa online. E’ forse una piccola follia, considerando il mio modo di fare blogging, con argomentazioni che spesso richiedono studio e dedizione, ma devo ammettere che si tratta di una rubrica che mi ha regalato, fin dal primo post, tante emozioni, suscitando in me spunti e senso di curiosità. In particolare oggi ho deciso, anche sulla base dei vostri commenti, che per me risultano sempre motivo di

riflessione, di parlare di un volto noto del giornalismo e dell’editoria, a mio modesto parere, recondito e originale, ovvero del grande Roberto Gervaso. Come scrissi nell’articolo uscito appena due giorni fa, il 13 luglio, è venuto a mancare il 2 giugno di quest’anno. Ovviamente non farò un elogio della sua vita, nè tanto meno ne tratterò la biografia, cosa di cui ho ampiamente parlato nel post di lunedì, che vi invito a leggere, qualora non

lo aveste ancora fatto. Voglio piuttosto parlare dei suoi aforismi e citazioni, una sorta di portale per accedere alla sua anima e al suo modo di pensare. Come sempre incuriosita, vista la mia conoscenza per le sue opere editoriali, ma meno dei suoi aforismi, ho iniziato a cercare in internet informazioni in merito, finché non sono riuscita a ricostruire una minima analisi letteraria del personaggio. Il primo aspetto che salta all’occhio è un profondo senso di pessimismo, a mio avviso quasi angosciante, quasi alla ricerca del negativo in ogni aspetto apparentemente piacevole della vita. E’ probabile che lui lo vedrebbe come descrizione di una verità oggettiva, ma da grande

sognatrice quale sono l’impressione è quella. Ma ad una lettura più attenta, si evince un senso di conoscenza della vita, matura e scalfita empiricamente, come se il suo pessimismo fosse in realtà un profondo senso di accettazione e rassegnazione, sentimenti che da sempre vengono in seguito alle grandi esperienze della vita. Lascio tra le righe del post alcune esempi di questo modo di intendere la vita e la società stessa, anche se tanti altri, cercano online si possono trovare, anche in merito ad altre tematiche, forse maggiormente più “crudi” e sfrontati di questi che ho citato. Si tratta ovviamente di un mio pensiero, condivisibile o meno, che spero possa diventare, come in altri articoli pubblicati in precedenza, argomento di dibattito attraverso i commenti. Con queste parole vi saluto, un forte abbraccio!

Sempre Vostra, Storyteller.

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EMPATIA: IL RUOLO DELLA DONNA NELLA STORIA, prima parte. (15 luglio 2020)

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Un saluto a tutti, cari Lettori! Oggi e domani condivido con voi uno speciale in due puntate dedicato alla figura femminile. In particolare in questo articolo parlerò della donna e del suo ruolo nella società, nel corso dei secoli. Domani invece l’articolo seguirà una sfumatura differente dello stesso argomento, ovvero come è cambiato il ruolo della donna dal punto di vista professionale. Due argomenti che da tempo mi appassionano: infatti più volte, anche nei miei blog precedenti, ho trattato l’argomento sotto molteplici aspetti. Voglio però precisare una cosa: amare i contenuti relativi all’evoluzione della donna, in società e professionalmente parlando, non fa di me una femminista. Anche perchè credo che spesso e volentieri essere femministe significa andare a discapito di altri ruoli sociali e naturali, che inevitabilmente perdono la loro importanza nel mondo. Non credo alla donna come un’essere migliore di altri e non credo che mettere l’accento su di essa serva per renderla pari alla figura maschile: il rispetto e un agire quotidiano paritario oggigiorno sono più che sufficienti. Probabilmente oggi non ha più senso seguire questa corrente di pensiero, almeno nella società occidentale. Nonostante ciò, credo nelle femministe di un tempo, a coloro che hanno saputo protestare per rendere la nostra vita, delle generazioni a loro future, migliore, per creare un mondo in cui la disparità uomo-donna si senta soltanto più nei dibattiti, nelle riflessioni e su banchi di scuola. Le loro ribellioni ad una mentalità maschilista hanno reso il mondo un posto migliore in cui vivere. Concludendo dunque il piccolo excursus appena compiuto, sempre lecito nel magico mondo di Storyteller’s Eye, mi accingo a scrivere dell’argomento di oggi.

Tanti furono i cambiamenti che la donna subì nel corso del tempo e ciò grazie all’evoluzione politica e giuridica dei popoli, alla diversità dei fattori geografici e storici e per la sua appartenenza ai vari gruppi sociali. Ad ogni modo, secoli addietro la donna, in vari paesi, costumi e circostanze, ha quasi sempre subito un trattamento di inferiorità rispetto alla figura maschile, che reggeva in sè pieni poteri giuridici, economici e civili. Era esclusa dalla maggior parte delle attività sociali e vantava ben pochi diritti. Anche se nell’età arcaica la donna aveva un ruolo importante (la società all’epoca era di tipo matriarcale), in quanto generatrice di vita e custode del focolare domestico, già a partire dall’Antica Grecia, le cose cambiano. Grandi filosofi del calibro di Platone, Pitagora o Euripide considerano la donna ignorante, inferiore, difettosa e incompleta. Era sempre sotto il controllo del padre finché si sposava, allora il controllo passava al marito.Come in Grecia, anche sul vasto territorio dei latini, la donna non viveva condizioni migliori, il suo scopo era il mantenimento della prole, quasi fosse una sorta di fattrice. Tutti i poteri erano nelle mani del paterfamilias, che aveva il diritto di decidere sulla vita di figli e moglie. Qualche libertà in più se la permettevano le mogli degli imperatori, donne libere e potenti, di cui la parola aveva grande influenza sulle scelte politiche del marito. La situazione si complicò ulteriormente in epoca medievale. La donna ricopriva due ruoli completamente opposti: da un lato era una figura angelica e spirituale, ma dall’altro diventava stregonesca e maligna. Nonostante fosse vista come l’incarnazione del bene e del male, era comunque succube del potere maschile e l’uomo sfruttava il suo potere perchè timoroso delle reazioni del suo lato oscuro. Nonostante ricevesse una dote dalla famiglia d’origine, al momento del matrimonio la dote diventava proprietà del marito, la donna perdeva ogni diritto di amministrarla e gestirla. In realtà essa stessa diventava in un certo senso proprietà del marito, in quanto avrebbe dovuto occuparsi per tutta la vita del suo benessere e non aveva diritto a fare testamento. La donna inoltre non aveva diritto di uscire di casa, se non sotto la vigilanza e il controllo del marito. Le sue relative libertà iniziavano quando lavorava. L’attività nei campi o presso la bottega del marito le consentiva di uscire senza essere accompagnata. La donna musulmana, come quella cristiana dell’epoca medievale, aveva pochi diritti: uomo e donna si vedevano di rado, vivevano vite distinte, frequentavano ambienti diversi. Alle donne non era consentito l’accesso alle moschee, andavano piuttosto ai bagni pubblici, dove compivano i riti di purificazione, curavano la propria igiene, si incontravano, si riposavano, combinavano matrimoni. Le donne musulmane però potevano possedere beni, seppur in quantità ridotta rispetto agli uomini, e potevano ereditarli. Potevano inoltre essere proprietarie di attività commerciali, ovviamente seguite da collaboratori maschili. Nel Seicento la società nutriva grande paura dell’universo femminile così iniziarono a ricorrere all’accusa di stregoneria. Venivano condannate tutte quelle donne i cui tratti o atteggiamenti erano, a loro dire, più affini al modello ideale di “strega”. Colore che venivano accusate di stregoneria furono presto condannate al rogo. Fu soltanto dopo la Rivoluzione Francese, grazie a Napoleone Bonaparte, che la donna acquisisce maggiori libertà. Ad esse fu concesso di mantenere il proprio cognome, anche in caso di matrimonio, e di esercitare autonomamente attività commerciali. Fu inoltre abolita la disparità di trattamento nella divisione dell’eredità del patrimonio familiare. I primi veri movimenti di ribellione delle donne in Occidente avvennero all’alba del Novecento. Iniziarono quindi a radunarsi in grandi comizi e manifestazioni pubbliche, allo scopo di far sentire la propria voce ad una realtà maschilista, chiedendo parità di diritti. Il fenomeno dell’industrializzazione aiutò il progresso verso la parità: si scoprì presto nella donna una valida lavoratrice, tanto quanto l’uomo, soprattutto a cavallo tra le due guerre mondiali, momento in cui le mogli portavano avanti l’economia del paese, mentre i mariti combattevano in guerra. In Italia, anno storico fu il 1946, quando le elezioni furono per la prima volta a suffragio universale: la donna aveva raggiunto il diritto al voto. Nel 1948 lo Stato Italiano stabilì la totale uguaglianza tra uomo e donna e nel 1975, si ottenne la parità di diritti tra marito e moglie. Anche se da noi in Occidente, nel corso del Novecento, la donna ottene politicamente e giuridicamente gli stessi diritti dell’uomo, la stessa cosa non si può dire nel mondo islamico, dove la situazione è ancora problematica. Padri, fratelli e mariti, rappresentano ancora delle autorità per la donna, sono viste come figure diaboliche e di vergogna, motivo per cui i loro volti sono costantemente coperti da veli. In alcuni paesi, ancora fortemente tradizionalisti, le donne non possono godere della libertà di spostamento, della libertà di espressione e di parola; non possono procedere negli studi né tanto meno fare carriera o ricoprire cariche e posizioni di responsabilità in campo civile e religioso. Non si può quindi affermare che i diritti sono cosa ormai acquisita per tutte le donne. Là è ancora necessario combattere e ribellarsi, ma non contro l’uomo, piuttosto contro i terribili dogma sociali che ancora vengono imposti alle donne. Non so quanto ciò sia possibile, ma spero che un giorno si possa affermare, in modo tangibile, reale e non utopico, che siamo tutti uguali. Con queste parole concludo, un forte abbraccio.

Sempre Vostra, Storyteller.

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POST ORDINARIO: RESOCONTO PUBBLICAZIONI DEGLI ULTIMI GIORNI. ( 14 luglio 2020)

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Un saluto a tutti cari Lettori! In questo post andrò a riassumere tutti gli articoli che ho pubblicato negli ultimi giorni, per facilitare la lettura ai nuovi parteciparti del magico mondo di Storyteller’s Eye Word. Ma prima di iniziare ci tengo a sfruttare la pubblicazione in questione per ringraziarvi, perchè ultimamente siete sempre più numerosi e la family continua a crescere! Non posso che ringraziarvi!!! Oltre ai molteplici like lasciati sotto ai miei articoli, ci sono anche tanti commenti a cui non ho ancora risposto per mancanza di tempo. Passerò una di queste sere, ritagliandomi un momento libero, a leggere i vostri interessanti pensieri, dando appropriata risposta. Sono sempre molto elaborati e riflessivi e necessitano dei giusti tempi per un lettura di merito, approfondita. Detto ciò vi ricordo che il post di LIBERO PENSIERO EXTRA oggi non sarà pubblicato, a causa di numerosi impegni che occuperanno buona parte della giornata. Concluse le informazioni di premessa, mi accingo ad elencare gli articoli pubblicati a partire dall’8 luglio ad oggi (questo è l’ultimo della giornata):

  • LIBERO PENSIERO EXTRA: IL TEATRO DELL’ANTI POLITICA. (8 luglio 2020)
  • LIBERO PENSIERO: IN MEMORIA DI GEORGE FLOYD (9 luglio 2020)
  • LIBERO PENSIERO EXTRA: IL WORLD CHOCOLATE DAY! (9 luglio 2020)
  • POST ORDINARIO: INFORMAZIONI QUOTIDIANE. (9 luglio 2020)
  • DIARIO DI LIBERO PENSIERO: UN FILM CHE FA RIFLETTERE. (10 luglio 2020)
  • POST ORDINARIO: PICCOLE INFORMAZIONI. (10 luglio 2020)
  • VIAGGI: IL D-DAY (11 luglio 2020)
  • LIBERO PENSIERO EXTRA: COS’È LA FELICITA’? (11 luglio 2020)
  • LIBERO PENSIERO EXTRA: APRIRE GLI OCCHI (13 luglio 2020)
  • CRONACA: EMERGENCY, LA STORIA DI CHI HA LOTTATO PER I DIRITTI UMANI. (14 luglio 2020)
  • POST ORDINARIO: NUOVA PROMOZIONE, LIBRI DI ELENA ANDREOTTI – GRATIS SU AMAZON. (14 luglio 2020)

Con queste parole concludo, un abbraccio!

Sempre Vostra, Storyteller.

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POST ORDINARIO: NUOVA PROMOZIONE, LIBRI DI ELENA ANDREOTTI – GRATIS SU AMAZON (14 luglio 2020)

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Un saluto a tutti! Segnalo condividendo l’articolo originale ( non sono solita a farlo se non per libri, attività e iniziative sociali che mi piacciono particolarmente) la promozione riguardo i gialli di Elena Andreotti. Per chi fosse interessato tutte le informazioni necessarie nel resto del post. Ringrazio pubblicamente l’autrice per questa promozione. Saranno le mie letture per le vacanze di agosto. Affrettatevi!!!

Sempre Vostra, Storyteller.

[Se non l’hai ancora fatto, iscriviti al blog principale https://nonsolocampagna.wordpress.com/%5D Cari amici di WordPress e cari lettori, ho programmato una nuova promozione dei miei libri gialli, che saranno scaricabili gratuitamente da Amazon. Per farlo basta creare un account Amazon, se non l’avete già, andare al link di ogni libro e fare click sull’opzione per fare […]

Nuova promozione – GRATIS SU AMAZON

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CRONACA: EMERGENCY, LA STORIA DI CHI HA LOTTATO PER I DIRITTI UMANI ( testo trasferito del 6 giugno 2019)

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Un saluto a tutti, cari Lettori! L’argomento che oggi andremo a trattare è molto delicato e investe ripetutamente il nostro vivere quotidiano, il problema della tutela dei diritti umani.
Prima di affrontare la questione nel merito è bene interrogarsi su cosa essenzialmente si intende con l’espressione diritti umani o diritti dell’uomo. Senza soffermarci troppo su definizioni di carattere giuridico, a titolo esemplificativo, possiamo dire che vi sono alcune situazioni, alcuni diritti che spettano ad ogni uomo in quanto tale e che non possono venir meno per nessuna ragione di carattere politico, religioso o culturale. Sotto questo punto di vista il tema dei diritti umani si interseca necessariamente con quello delle libertà, che devono essere riconosciute a tutti gli individui: libertà di stampa; libertà di professare la propria fede religiosa; libertà di pensiero; libertà di parola. La lista potrebbe continuare ancora, tuttavia, ai fini della nostra indagine, ci è utile avere un quadro generale sui concetti che sono intimamente legati all’argomento in esame.

Si inizia a parlare di diritti umani già nella seconda metà del Settecento con la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, redatta nel 1794 come riflesso agli ideali diffusi dalla Rivoluzione francese. Quella per i diritti umani è stata una lotta, una lotta per sancire un principio fondamentale: indipendentemente dal suo credo, dalla sua posizione politica, dalle sue idee, nessuno può essere privato delle libertà e dei diritti che gli spettano e che per questo sono definiti inviolabili. Nel corso della storia molti sono stati gli uomini che hanno lottato in virtù di questo principio, tra i più noti possiamo citare Nelson Mandela, Martin Luther King, Mahatma Gandhi. Numerose associazioni, poi, si sono fatte promotrici di questa lotta che ancora oggi prosegue. Possiamo citare l’Emergency, un’associazione umanitaria italiana, fondata il 15 maggio 1994 a Milano da Gino Strada e dalla moglie Teresa Sarti, insieme a Carlo Garbagnati e Giulio Cristoffanini; si occupa di prestare cure mediche gratuite a coloro che sono vittime delle guerra e della povertà. Non possiamo poi dimenticare l’UNICEF e il costante impegno dell’ONU ad assicurare la tutela dei diritti inviolabili dell’uomo grazie al coordinamento con la Corte Europea dei diritti dell’uomo con sede a Strasburgo, che fa capo al testo della Convenzione Europea dei diritti dell’uomo ( CEDU ). Con queste parole concludo, un forte abbraccio.

Sempre Vostra, Storyteller.

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LIBERO PENSIERO EXTRA: APRIRE GLI OCCHI (13 luglio 2020)

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Un saluto a tutti cari Lettori! Per la stesura di questo articolo ho aspettato qualche giorno. Voglio infatti trattare questo delicato argomento con l’aiuto di un testo musicale, che da quando è uscito mi è piaciuto davvero moltissimo. Il cantautore, se così mi è consentito definirlo, o forse in termini ancora più schietti e veritieri, un o”ratore di verità evidenti”, ovvero il rapper Fedez, ha reso pubblica appena tre settimane fa “Bimbi per strada”, nient’altro che la cruda verità di questi giorni estivi post lock down e della mancanza di attenzione nei confronti del rischio da parte dei più giovani. Fedez per me è uno dei pochi cantanti italiani che ascolto, uno dei pochi rapper del panorama italiano che non possa definire “venduto”, che segue alla lettera lo spirito del suo genere, che non vuole rendere pop qualcosa che non lo è, lanciando tormentoni estivi, che parlando di

bellezza, del caldo, di cocktail o altro simile. Il vero rap probabilmente, per quanto possa piacere o meno non è questo. E’ ribellione, libertà, non farsi piegare dal parere pubblico. In questo credo che lui sia molto vicino ai vecchi rapper americani, coloro che hanno esordito durante gli anni’90. Con questo testo, celebrando e omaggiando per altro il grande Robert Miles e il suo pezzo più celebre, “Children”, Fedez parla della realtà odierna. Il lock down, i giorni difficili passati in casa, i giorni infernali di contagi che sembravao infiniti, le persone che hanno perso la vita e i loro cari, è ormai un ricordo e la gente è tornata per strada per blande ragioni, incurante delle conseguenze. In particolare i più ribelli, come d’altro canto plausibile, sono proprio i giovani, coloro che sì hanno meno rischio, ma che possono diventare un problema, il principio di una nuova epidemia sul territorio italiano. Sfrutto l’occasione per parlare di una personale esperienza,che ho vissuto qualche giorno fa. Una sera esco con un paio di amici e decidiamo di fare un giro in centro, visto che nella mia città c’era la notte bianca e tutte le attività commerciali erano aperte. In questa occasione il rispetto delle regole, il distanziamento sociale e l’uso della

mascherina, non esiste,tanto che credo che gli unici a rispettarle fossimo noi. Fiumi di giovani, adolescenti e teenager erano ammassati all’ingresso di bar, coktailerie e nelle piazze, rigorosamente senza mascherine, totalmente incuranti delle conseguenze e sprezzanti del rischio. In tutto ciò però l’aspetto che più mi ha lasciato perplessa era l’assenza totale di carabinieri, polizia o altro, che potesse gestire e governare la situazione. Forse però, riflettendoci, era talmente grave da essere ingestibile. Detto questo concludo questa mia riflessione. Spero che personalità influenti, come Fedez, youtuber e personaggi famosi, che hanno appunto un potenziale comunicativo elevato, lanciano sempre più il messaggio, che definiscano in queste persone una presa di coscienza, che comprendano che il loro atteggiamento può mettere a rischio milioni di persone. Trovate lungo la stesura, diviso in due parti, il ritornello di “Bimbi per strada”, che vi invito ad ascoltare, qualora fosse cosa gradita. Un grande abbraccio.

Sempre Vostra, Storyteller.

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LIBERO PENSIERO EXTRA: COS’È LA FELICITA’? (11 luglio 2020)

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Un saluto a tutti cari Lettori! Oggi torno con un nuovo post di LIBERO PENSIERO EXTRA, trattando un tema leggero, come si addice ad un giorno del fine settimana. Ciò non significa che è un tema banale, anzi, tutt’altro, dal momento che la domanda contenuta nel titolo è abbastanza emblematica e tutt’oggi è difficile trovare posizioni oggettive in merito. Cos’è la felicità? Le risposte che son state date a questa domanda sono le più estreme fra loro, con posizioni ottimistiche, che determinano la sua esistenza nella vita umana, o pessimistiche, che la escludono. Partendo da ciò, l’argomento potrebbe essere trattano in maniera lunga e discorsiva, ma io invece in questo contesto, darò la mia opinione sulla base di un film, a mio modesto parere meraviglioso, arrivato nelle sale a partire dal 2006. Nel titolo porta la parola che definisce il tema di questo articolo, ovvero “Alla ricerca della Felicità”. Nel film protagonista uno straordinario Will Smith e suo figlio (anche nella realtà) Jaden Smith. Riassumendo in breve la trama è la storia di un padre che fa il possibile per rendere migliore la vita della famiglia e si indebita nell’acquisto di un lotto importante di scanner ad uso medico da rivendere porta a porta. L’attività però si dimostra fin da subito un clamoroso flop e la moglie, una donna ambiziosa e desiderosa di una carriera gratificante nel centro di New York, abbandona marito e figlio per inseguire i suoi sogni. A quel punto Chris (questo il nome del padre) inizia a fare il possibile per migliorare la sua posizione economica, iniziando anche un faticoso stage, nel speranza di essere presto assunto. Alla fine, dopo numerosi sacrifici e sconfitte, Chris raggiunge l’obbiettivo tanto auspicato, garantendo un futuro soddisfacente (e forse anche felice) a suo figlio. Ma

ora arriva la citazione scelta da questo articolo. Penso si tratta della più grande lezione di vita che un padre possa dare ai suoi figli. E’ inutile dire che se vuoi qualcosa basta volerla, la strada del successo è in salita e raggiungere i propri obbiettivi non è mai facile. E’ sicuramente più corretto dire di inseguire sempre i propri sogni, non lasciarsi abbattere dal giudizio di nessuno, perchè la determinazione ricambia sempre. Probabilmente la felicità risiede in questo. Forse si vive nello stereotipo di questa condizione umana, ma a mio parere esiste, perchè ci sentiamo felici quando raggiungiamo ciò che desideriamo, soprattutto se questo desiderio è coltivato nel tempo. Ovviamente, come dissi anche sopra, le opinioni in merito sono tante e ugualmente rispettabili, io non ho sfera di cristallo e tanto meno mi sento un dio o un tuttologo! Motivo per cui non escludo che metterò l’argomento in condizione di essere trattato sotto un diverso punto di vista. Con queste parole concludo. Fatemi sapere se anche voi avete visto il film e se vi è piaciuto, ma soprattutto se avete maturato una vostra opinione riguardo la felicità. Un abbraccio a tutti.

Sempre Vostra, Storyteller.

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VIAGGI: IL D-DAY ( 11 LUGLIO 2020)

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Un saluto a tutti cari Lettori! Per voi appassionati di eventi storici, battaglie e fatti importanti del nostro passato è un giorno migliore degli altri perchè oggi esce la rubrica VIAGGI, che si è sempre occupata di tematiche storiche fino alla Seconda Guerra Mondiale. A proposito di quest’ultima tratteremo in questa stesura di una vicenda che si svolse proprio in quel periodo, per la precisione il giorno 6 giugno del lontano 1944. Parleremo infatti del ben noto “Sbarco in Normandia”, talmente noto che a volte non si ha la conoscenza del fatto nella sua interezza. Prima di iniziare voglio precisare che questo è soltanto uno dei tre appuntamenti della rubrica VIAGGI che troverete nel corso del mese. Detto ciò, iniziamo! L’argomento di oggi voglio trattarlo in maniera un pò diversa dal solito ascoltando l’ancestrale richiamo della filosofia storytelliana. Visto che si tratta di un avvenimento pressoché conosciuto, non mi dilungherò troppo sui fatti storici in sè, cronologicamente parlando, lasciando maggiormente spazio intorno alle curiosità relative a questa giornata.

Lo Sbarco in Normandia (noto anche con il nome D- Day), era militarmente conosciuto con lo pseudonimo di “Operazione Neptune” e rientrava in un’operazione maggiore, ovvero la “Overlord”. E’ stata riconosciuta da storici ed esperti della Seconda Guerra Mondiale come una delle più grandi invasioni anfibie della storia. Lo scopo per le forze alleate era di sconfiggere e attaccare, attuando contemporaneamente il miglior piano difensivo sulla zona orientale, la Germania Nazista sulla zona occidentale, costruendo un passaggio diretto attraverso l’Europa. Mentre il pensiero principale era rivolto ovviamente all’attacco, la difesa non poteva essere da meno: era infatti necessario alleggerire la zona orientale, dove a scontrarsi con i tedeschi c’era un’ormai logorata e stremata Armata Rossa. Il fatto venne messo in atto alle prime luci del giorno 6 giugno, un martedì. I primi attacchi arrivano dalle truppe aviotrasportate, dirette alla penisola del Cotentin e nella zona di Caen. Ciò diede letteralmente il “via libera” agli attacchi da terra. Viene ufficialmente aperto il fuoco con una serie di bombardamenti aereonavali, a cui seguirà l’attacco della fanteria sulle spiagge Utah e Omaha, intorno alle 6:30 del mattino. Altre tre spiagge, la Sword, la Juno e la Gold vengono attaccate appena tre ore dopo. Fu così che ben ottanta chilometri di costa diventa diventa scenario del famoso “Sbarco in Normandia”. Fu, come si poteva sospettare un vero massacro, che portò a migliaia di vittime. In seguito si manifestò la vera e propria “Battaglia di Normandia” il cui scopo delle forze alleate era quello di approfittare dello stato di caos presente sulle coste, per penetrare nel centro della Francia e per liberare così la allora assediata Parigi, cacciando i tedeschi oltre la Senna. L’operazione aveva dunque il principale scopo di annientare la Germania Nazista, distruggendo definitivamente il Terzo Reich. Detto ciò mi piace l’idea di condividere con voi un pò di curiosità in merito a questa giornata. Fin dal primo giorno sono oltre 4400 le vittime delle forze alleate e circa 8000 i feriti. Per i nemici invece le vittime salgono a 9000. Ancor più straziante è il numero delle vittime tra i civili: oltre 20000. Gli alleati, all’inizio dell’operazione, contavano circa 150000 soldati, tra cui americani, britannici, canadesi, polacchi e francesi. Avevano a disposizione oltre 3100 mezzi di sbarco. I mezzi di aviotrasporto erano circa 7500. In attesa dell’attacco la Germania Nazista schierò circa 50000 fanti e ideò un sistema di bunker e fortificazioni lungo tutta la costa, a cui diedero il nome di “Vallo Adriatico”. La scelta dei nomi delle cinque spiagge in cui avvenne lo sbarco fu affidata ai comandanti americani e britannici: gli americani diedero il nome di un loro stato (Utah) e di una loro città (Omaha), di cui gli ufficiali appunto erano originari. Per i britanni la scelta avvenne utilizzando tre nomi di specie differenti di pesci, ovvero  goldfish (pesce rosso), swordfish (pesce spada) e jellyfish (medusa). Per i primi due vennero usati degli abbreviativi (Gold e Sword), per la terza, visto che “jelly” sembrava inappropriato, si decise per “Juno”, il nome della moglie del generale a capo delle truppe. Altra curiosità è che gli Alleati, per ingannare i Nazisti, usarono i famosi “Rupert”, nient’altro che 500 manichini legati ad altrettanti paracaduti, lanciati con l’uso di aerei tra il 5 e il 6 di giugno. Lo scopo era attirare i nemici nella zona opposta alla reale discesa dei paracadutisti, lasciando loro il tempo di organizzare l’attacco. Il diabolico piano venne chiamato operazione “Titanic” e funzionò perfettamente. Come contrattacco i nazisti misero in atto quello che venne alla storia come il “Piano salsicce e asparagi”. Le salsicce non erano altro che palloni aerostatici legati al suolo. Se un aereo si avvicinava questo oggetto esplodeva. Gli asparagi erano invece pioli in legno carichi di mine con all’incirca lo stesso effetto, considerando però il fatto che erano legati gli uni agli altri da un filo spinato e disposti lungo tutta la spiaggia. Termino con queste mie parole l’articolo, fatemi sapere se anche voi eravate a conoscenza di queste curiosità e soprattutto degli avvenimenti dello “Sbarco in Normandia”. Un forte abbraccio a tutti!

Sempre Vostra, Storyteller.

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POST ORDINARIO: PICCOLE INFORMAZIONI. (10 luglio 2020)

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Un saluto a tutti cari Lettori! Con questo post lascio alcune informazioni e in più faccio una richiesta molto particolare, sperando che qualcuno che sta leggendo possa aiutarmi. In primis ricordo l’articolo fisso di oggi, uscito come sempre alla mattina, ovvero il primo articolo del mese della rubrica di DIARIO DI LIBERO PENSIERO, che tratterà la condivisione di apprezzamento di un film visto da poco, la cui trama mi ha condotto a riflettere. L’articolo di LIBERO PENSIERO EXTRA di oggi probabilmente non uscirà, vista la mole di stress che ho accumulato a causa dei tanti impegni e delle vicissitudini famigliari. Ovviamente recupererò domani, sperando di essere più tranquilla! Detto ciò, ho una domanda da porre a chi fosse interessato. Alcuni giorni fa mi è stata proposta l’idea di condividere alcuni miei articoli in lingua spagnola, ma la notifica, essendoci il contatto mail è

stata caricata in spam. Ho avuto il tempo di leggere frettolosamente il contenuto del commento, ma non di rispondere, perciò ho perso il contatto. La proposta è interessante. Se questo blogger leggesse quanto scrivo mi può nuovamente contattare, tramite mail magari o con un commento sotto questo post. Mi piacerebbe comunque in generale trovare blogger disposti a collaborare, per promuovere reciprocamente contenuti, preferibilmente per chi è disposto a tradurre i contenuti, ma non è fondamentale. Se siete interessati come sempre, trovate i contatti nella pagina dedicata, oppure scrivetemi sotto questo post. Prima di concludere ricordo, come sempre, che Storyteller’s Eye Word è anche su Facebook, con la pagina ufficiale (Storyteller’s Eye) e con il gruppo di condivisione e promozione di prodotti creativi (Gruppo di Storyteller’s Eye), e su Instagram (storytellerseyeword). Un abbraccio a tutti.

Sempre Vostra, Storyteller.

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DIARIO DI LIBERO PENSIERO: UN FILM CHE FA RIFLETTERE. (10 luglio 2020)

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Un saluto a tutti, amici carissimi! Questo è il primo articolo di luglio per la rubrica di DIARIO di Libero Pensiero e mi piace inaugurare il mese con qualcosa di diverso da tutto ciò che ho scritto a giugno. Infatti non avevo ancora trattato l’argomento film, che risulta essere un aspetto se non importante, perlomeno significativo delle mie abitudini. Non nego che la sera le attività per me più comuni sono le interminabili telefonate di ore o la visione di un film. Ho sempre prediletto i film che hanno aspetti romantici, con sfumature sia comiche che drammatiche e a volte, nei momenti più impegnati, pellicole dalle ambientazioni storiche e biografiche. Non sono mai andata particolarmente pazza per i film d’azione e di fantascienza, mi annoiano da morire, il fatto che siano inverosimili toglie in me piacere e curiosità di ultimarne la visione. Per i libri è all’incirca lo stesso: evito come la peste i lunghi romanzi, che superano le 300 pagine per intenderci, quelle sorte di enciclopedie di cui non vedi mai la fine, che non giungono mai a un dunque, a un momento saliente che stimoli la tua voglia di procedere, di entusiasmarti. Ma tornando all’esperienza che volevo condividere con voi voglio parlarvi di un film drammatico che vidi qualche giorno prima di scrivere questo articolo. Il suo titolo è Still Alice. L’ho trovato su un’app di streaming che amo particolarmente, ovvero Ray Play. In essa puoi trovare tutti i classici appuntamenti Rai, che personalmente non attirano molto la mia attenzione, ma anche un ricco archivio di film, fiction, serie tv e documenti molto interessanti e soprattutto a costo zero. Ve la consiglio, alla fine è davvero utile, anche perchè si può avere vaste possibilità di scelta anche fuori casa, visto che è un prodotto per tablet e smartphone. Io ad esempio la considero davvero utile quando viaggio in treno. Tornando al film non ve lo racconterò come fosse una recensione, anche perchè se tale fosse la mia intenzione avrei scritto questo contenuto su un’altra

rubrica, piuttosto tratterò l’argomento come una semplice condivisione tra amici. Still Alice è la storia di una donna sulla cinquantina , a mio modesto parere splendidamente interpretata da Julianne Moore, di nome Alice. Tutto ha inizio con un felice quadretto familiare: lei in compagnia dei figli ormai grandi e del marito festeggiano il traguardo dei cinquant’anni con una cena al ristorante. Alice e il marito hanno una carriera professionale brillante e ben avviata, in particolare lei è un docente universitaria e insegna fonologia. Nei giorni seguenti, come quotidianamente accade, esce per andare a correre. Presto viene invasa da una spiacevole sensazione, che la porta a una sensazione di offuscamento dei sensi. Sospettosa di quanto accaduto, si reca da un neurologo. Compresi i sintomi di Alice quest’ultimo decide di fare alcuni accertamenti che daranno esito ad una diagnosi a dir poco sconvolgente: Alice è affetta da una rara forma di Alzheimer precoce. Non c’è nulla da fare: è una lenta e inesorabile perdita di ogni forma di lucidità, una sorta di demone interiore che giorno dopo giorno ti conduce a non sapere più nulla, a non riconoscere più gli oggetti che sono importanti nella tua vita, a non conoscere le abitudini, a non dare un nome ai tuoi figli, a tuo marito. Da un momento all’altro nulla di quello che hai sempre vissuto ha più un senso per te, facendo crollare nello sconforto le persone che ti stanno vicino. Trovo il film davvero ben realizzato. Non ho alcun tipo di conoscenza del mondo della cinematografia, mi baso piuttosto sulle sensazioni che provo. Ho sentito a pelle le emozioni provate dalla protagonista, l’essere cosciente della condanna a perdere tutto ciò che sai, completamente impotente. Penso che per una persona, che per di più ha basato la sua carriera sulla conoscenza e le informazioni, che opera grazie e con la sua mente, sia la cosa peggiore che possa succedere. La stessa Alice infatti afferma di aver preferito un cancro al morbo di Alzheimer, ti porta alla morte cerco, ma non ti rende un morto-vivente. Seppur i contenuti siano forti e toccanti, proprio per questa ragione ne consiglio la visione. Con queste parole concludo, fatemi sapere con un commento se avete già visto il film, se avete intenzione di cogliere il mio consiglio e guardarlo e se avete una vostra opinione in merito. Vi mando un grande abbraccio!

Sempre Vostra, Storyteller.

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POST ORDINARIO: INFORMAZIONI QUOTIDIANE. (9 luglio 2020)

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Un saluto a tutti, cari Lettori! Con questo breve post colgo l’occasione di augurare buon pomeriggio e buona serata a tutti. Il motivo principale per scrivere è però un altro, ovvero informare i nuovi membri degli articoli scritti oggi. Ricordo, prima di dare queste informazioni, che all’inizio del mese di luglio (giorno 3) è stato pubblicato un post contenente il download scaricabile del programma completo del mese. Ovviamente ci tengo a precisare che si tratta di un contenuto totalmente gratuito e destinato a tutti coloro che lo reputano utile. In caso non riteniate necessario scaricare il programma potete trovarlo nel calendario della home, in fondo alla pagina.

Passiamo dunque al riassunto degli articoli di oggi. Oltre a quello del mattino, inerente a George Floyd, la sua storia e curiosità in merito alla sua vita, nel primo pomeriggio è poi stato pubblicato un articolo della rubrica di LIBERO PENSIERO EXTRA, dalla tematica molto più leggera. Vi invito a leggerli entrambi, credo siano, in modo differente, entrambi molto interessanti. Prima di concludere ricordo anche dove poter trovare Storyteller’s Eye Word sui principali social. Su Facebook trovate la pagina ufficiale ( Storyteller’s Eye), in cui vengono condivisi tutti i nuovi articoli del blog, più altri post riguardo curiosità e novità, il gruppo di condivisione e promozione di prodotti creativi (Gruppo di Storyteller’s Eye), libero a tutti, e ultimo, ma non meno importante, il profilo Instagram (storytellerseyeworld). Con queste parole concludo con un grande abbraccio.

Sempre Vostra, Storyteller.

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LIBERO PENSIERO EXTRA: IL WORLD CHOCOLATE DAY! (9 luglio 2020)

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Un saluto a tutti, cari Lettori!Da grande appassionata e golosa di cioccolato, in particolare quello fondente, per il suo gusto ricco e corposo, non potevo esonerarmi dalla stesura di questo articolo, per la rubrica di LIBERO

PENSIERO EXTRA, il regno delle emozioni istantanee, soprattutto se vissute sulle mie abitudini, sensazioni e passioni. La Giornata Mondiale del Cioccolato, il World Chocolate Day, si festeggia ogni anno il 7 luglio. Quando scoprii l’esistenza di una giornata dedicata ad uno dei miei cibi più bramati e desiderati fui molto felice, lo ammetto, ma anche incuriosita riguardo alcune qualità in merito al grande protagonista di questo post. Nasce durante la dinastia Maya, ormai tanti secoli fa, quando si scoprì la possibilità di coltivarne la pianta, origine del principale ingrediente di tale cibo, ovvero il cacao. Da allora si è trasformato diventando un alimento di largo consumo, in varianti sempre nuove, fino ad arrivare ai giorni nostri, dove addirittura non si cerca solo il piacere del palato, ma anche l’etica nel cioccolato, diventando “crudista”! Il cioccolato inoltre, per la notorietà acquisita negli ultimi anni è diventato protagonista di numerosi film, tra cui memorabile e assolutamente da ricordare “Forrest Gump”, in

cui il protagonista cita una frase che diventerà emblematica per gli appassionati del lungometraggio, la trovate a fianco di quanto scritto. Bellissimo anche il film “Chocolat”, che compare per la prima volta sul grande schermo nel 2000. Da buona romantica quale sono me ne ero letteralmente innamorata fin da subito. La vicenda vede in primo piano la vita di una donna e di sua figlia, che si trasferiscono in un piccolo paese francese in seguito a viaggi avventurosi alla scoperta di cacao e spezie pregiate. Giunti a destinazione apriranno una piccola cioccolatiera, il quale diventerà in breve tempo fonte di chiacchiere di paese e pettegolezzi. E’ in quel contesto però che le due

incontrano un uomo alquanto bizzarro, una specie di pirata, che presto diventerà aspetto fondamentale delle loro vite. Anche di questo film, di cui consiglio la visione, trovate a fianco una citazione. Tra le curiosità che ho trovato sul web, alcune hanno attratto la mia attenzione e voglio condividerle con voi. Nel 2019 in Italia sono stati ordinati a domicilio (tramite dispositivi e app di take away) oltre 12 mila chili di cioccolato, quantità pari a 120.000 tavolette da 100 grammi l’una. Durante il lock-down di questo difficile 2020 la voglia di cioccolata non si è placata e nel periodo tra marzo e aprile ne sono stati ordinati oltre 2500 chili, con un incremento del +20% rispetto al solito. Si dice che il cioccolato può essere fonte di felicità, forse per questo la gente, chiusa in casa, si è concessa qualche dessert in più! Con queste parole concludo, mi sono davvero divertita a scrivere questo articolo. E voi? Amate il cioccolato come la sottoscritta o preferite evitarlo? Un abbraccio forte a tutti!

Sempre Vostra, Storyteller.

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LIBERO PENSIERO: IN MEMORIA DI GEORGE FLOYD. (9 luglio 2020)

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Un saluto a tutti, cari Lettori! Oggi voglio parlarvi di un evento tragico del panorama statunitense che ancora oggi segna l’animo di migliaia di persone in tutto il mondo. Tempo fa, quando ciò accadde, tra la fine di maggio e i primi giorni di giugno, scrissi un breve omaggio in merito, tanto per ricordare quando era successo appena poche ore prima. Mi riferisco ovviamente alla terribile scomparsa di George Floyd, oggi simbolo di un’America che tutt’ora combatte la lotta tra ” bianchi e neri”, icona del fardello razzista che incendia l’animo di una generosa fetta della popolazione americana, all’alba degli anni ’20 del 2000. Come molti di voi sapranno, George Floyd, membro del Black Lives Matter, viene arrestato in modo particolarmente violento dalla polizia, nel corso di una manifestazione: ciò porterà lo stesso al decesso a causa probabilmente di un arresto cardio-respiratorio (termini tecnici per dire che è stato soffocato fino al punto in cui non è più stato capace di respirare, bloccando di conseguenza il suo funzionamento cardiaco). Ma lo scopo di questo mio scrivere non è tanto parlarvi dell’accaduto, che è stato più volte spiegato attraverso telegiornali e magazine online, piuttosto di fare chiarezza su questa persona. Chi era George Floyd? In realtà no si hanno tantissime notizie sulla sua identità. Facendo alcune ricerche

online scopro che Floyd nasce nel 1974 a Fayetteville, nella Carolina del Nord, ma è cresciuto a Houston, in Texas. Frequentò durante la sua gioventù la Yates High School, dove si distinse sia nella squadra di calcio della scuola, sia in quella di basket. Dalla sua parte anche l’altezza, di ben 1,92 metri. George mostrava di sè due volti: quella del “gigante gentile” quando si trattava di socializzare con gli amici e quella di spietato giocatore sui campi sportivi. Dopo il liceo, George frequenta il South Florida Community College e anche qui, dal 1993 al 1995, gioca nella squadra di basket della scuola. Tornerà però presto a casa, senza terminare gli studi e laurearsi. In questo ambiente, c’era il giocatore della  NBA Stephen Jackson, cresciuto come George a Houston. Della sua famiglia si conosce poco e ciò che viene detto è molto discordante. Quasi certamente aveva 5 figli. Uno di loro,Quincy, di 27 anni, dice di aver sempre avuto pichi contatti con il padre e che a stento l’ha riconosciuto in televisione il giorno della sua morte. Ma dopo aver visto quanto era accaduto, dopo il Memorial Day, hanno chiesto la pace, denunciando la violenza che si è verificata in altre città. Dopo la morte di Floyd, un video postumo viene pubblicato su Twitter, rivelando le sue opinioni religiose contro la violenza. Queste sono le parole che cita: ” La vostra generazione nera (dei giovani) è chiaramente persa … Voi ragazzi state solo andando in giro e state solo sparando [sic, sparando] con le pistole in mezzo alla folla, [con] bambini che vengono uccisi … Tornate a casa … Un giorno sarete soli di fronte a Dio. Andrete in alto, o cadrete in basso. Realizzate quel che vi sto dicendo?”. Inoltre scopro che George al momento del decesso non era sposato e aveva da poco perso il lavoro, aveva infatti lavorato come  buttafuori presso il Conga Latin Bistro e come camionista.

Parlando invece di quanto confermato dall’autopsia il decesso avviene alle ore 21:25 del 25 maggio. Fatto particolare è che il rapporto rileva la sua positività al Covid-19, probabilmente asintomatico. Inoltre era intossicato di “Fentanil” (oppioide usato come antidolorifico e insieme ad altri farmaci per l’anestesia, ma anche a scopo ricreativo ) e aveva tracce di altre “sostanze psicoattive” come metanfetamina, THC e morfina. Casualità, la sua fedina penale era macchiata per le accuse di possesso di droghe,  l’intento di distribuire e vendere sostanze vietate, furti e rapine a mano armata. Sconterà per quest’ultima accusa 5 anni di carcere.

Non possiamo ammettere di avere un quadro completo della sua vita. George, nonostante la vita non proprio da “bravo ragazzo”, mi sento di dire che aveva comunque degli ideali e che il suo agire è sempre stato compiuto in nome della difesa di quell’etnia da sempre più sfortunata e considera inferiore. La famiglia Floyd, come tutte le altre famiglie accomunate dall’essere afroamericani, professano la pace, affinchè nessuno venga più ucciso per la propria identità. Si augurano che presto la guerra sia solo più un fenomeno culturale, che porti a sradicare vecchi moralismi e dogma sociali. Non sono religiosa, ma vorrei con tutto il cuore che queste persone trovino finalmente pace, una pace non solo apparente, ma viva e sentita. Con queste parole concludo, fatemi sapere con un commento cosa ne pensate.

Sempre Vostra, Storyteller.

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LIBERO PENSIERO EXTRA: IL TEATRO DELL’ANTI POLITICA. (8 luglio 2020)

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Un saluto a tutti. Se ora scrivo questo articolo, non percepito come necessario fino a questa mattina, è perchè i numerosi commenti che avete lasciato sotto all’articolo ” CRONACA: LA PROTESTA DEI GILET ARANCIONI” mi hanno condotto a riflettere. Nelle rubriche classiche sono portata ad essere molto razionale e lo scopo è appunto quello di indurre il lettore a costruire una propria riflessione, che sia il meno possibile condizionata dai miei pensieri. Nel caso di tutte le rubriche di LIBERO PENSIERO (la classica, EXTRA o il DIARIO) il mio agire è differente. In questi post lascio libero sfogo alle mie idee, in merito ai più svariati argomenti. Oggi vi parlo

attraverso questa appendice EXTRA (si tratta di una riflessione che è oltre il palinsesto standard) perchè, non ve lo nascondo, sentivo il bisogno di dire la mia in merito. Nonostante forse la mia posizione non fosse volutamente chiara nel post, sono profondamente contraria al movimento anti politico creato da questo “fenomeno” che è appunto il signor (se tale posso permettermi di definirlo) Antonio Pappalardo. C’è però da dire che le bufale che girano sui più svariati argomenti sono davvero tantissime e i gilet arancioni rappresentano soltanto quel quid in più alle stupidaggini che vivono indiscriminate nella società, nel panorama mondiale. Certo rimango esterrefatta a pensare che questo individuo sia un ex carabiniere e che dunque abbia prestato servizio, per o con lo Stato italiano, per un determinato periodo di tempo. Mi fa pensare ad una specie di Caino, che tradisce il fratello quando si presenta l’occasione proficua, probabilmente per alzare un polverone e avere ogni tanto qualche attenzione speciale da parte dei media. Ma a parte il fenomeno in sè, che da un punto di vista pratico è semplicemente ridicolo, il problema è un altro. Come voi stessi avete ricordato nei commenti, le parole utilizzate da Pappalardo e il suo seguito hanno ferito l’animo di centinaia, se non migliaia, di persone, le quali hanno perso i loro cari a causa dell’epidemia da Covid-19, da loro stupidamente e ingiustamente considerata inesistente, una manovra politica per un qualche strano scopo. Per tutto il resto probabilmente, almeno per me, sono solo fesserie, ma quando c’è di mezzo la vita delle persone e il rispetto, in questi casi è meglio parlare di vera ignoranza e maleducazione. Con queste parole concludo, ci tenevo davvero molto a fare stesura di questo articolo, utile a mettere un punto in merito all’argomento. Dubito comunque si tratti dell’ultima azione di questo movimento, forse sotto un’altra veste, forse senza più questo appellativo, ma di una cosa resto certa: si tratterà dell’ennesimo momento di vergogna per la nostra cara Italia.

Sempre Vostra, Storyteller.

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POST ORDINARIO: INFORMAZIONI IN MERITO AI NUOVI ARTICOLI. (8 luglio 2020)

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Un saluto a tutti cari Lettori! Riesco nuovamente a ritagliarmi un momento libero per la stesura del post ordinario, in cui segnalo novità e informazioni, dopo alcuni giorni in cui trovate sul blog solo le altre rubriche. Per facilitare l’orientamento e le letture a tutti i nuovi membri della family utilizzo questo spazio per riassumere le ultime pubblicazioni, considerando le novità del mese. Infatti a partire dal giorno 6, data in cui è iniziato il programma di luglio, ha preso il via una rubrica del tutto nuova, che ho chiamato LIBERO PENSIERO EXTRA. Si tratta di un format originale, in cui utilizzo citazioni e frasi memorabili, sia mie che altrui, per avviare una riflessione circa un argomento o un personaggio che mi affascina o

incuriosisce particolarmente. A proposito di quanto ho appena enunciato, con il post di oggi ho deciso di fare un rapido cambio all’ultimo minuto. Ieri sera infatti ero presa da una tematica, tra l’altro anche molto leggera e affine al mio essere, ma visto l’andamento dell’articolo pubblicato questa mattina, riguardo la protesta dei gilet arancioni e la loro origine, ho deciso di definire una mia breve riflessione in merito, in luce anche dei numerosi commenti ottenuti, ovviamente molto apprezzati. Aldilà di ciò, vi ricordo gli articoli usciti a partire dal 6 luglio fino ad oggi, scorrendo nell’area dedicata al blogging dal basso verso l’altro (trovate anche le date affianco) attraverso un breve elenco:

  • POST ORDINARIO: APERTURA UFFICIALE DEL MESE DI LUGLIO (6 luglio 2020)
  • LIBERO PENSIERO EXTRA: DEDICATO A ENNIO MORRICONE (6 luglio 2020)
  • LIBERO PENSIERO EXTRA: REGINA DEI CUORI (7 luglio 2020)
  • CRONACA: LA PROTESTA DEI GILET ARANCIONI (8 luglio 2020)

Vi ricordo, qualora foste nuovi sul blog, che trovate Storyteller’s Eye Word anche su Facebook con la pagina ufficiale (Storyteller’s Eye) e sul gruppo di condivisione e promozione di produzioni creative (Gruppo di Storyteller’s Eye). Trovate il blog anche su Instagram (storytellerseyeword). Con queste parole concludo, un forte abbraccio!

Sempre Vostra, Storyteller.

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CRONACA: LA PROTESTA DEI GILET ARANCIONI. ( 8 luglio 2020)

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Un saluto a tutti carissimi Lettori! La stesura di oggi verte su un tema abbastanza recente, che è divampato in particolar modo durante i primi giorni di giugno, all’incirca ai tempi della Festa della Repubblica. Complice ovviamente la pandemia del Covid-19, idee strane, sete di rivoluzione e vecchi capisaldi complottisti hanno preso il sopravvento. Insomma, qualcosa che sentiamo dai tempi in cui nacque la politica nel mondo; la solita storia, qualche manipolo di uomini che forse per noia o forse per ideali non sempre condivisibili, è contro al volere del Governo. Sembra una storia d’altri tempi, quando i nobili bramosi di potere e diritti, s’incontravano alla ricerca di consensi, al fine di mettere in atto colpi di Stato, accuratamente studiati e senza talvolta, alcuno scrupolo. In realtà si tratta di un fenomeno recente, nato appena un anno fa, nel 2019, e portato alla ribalta nel corso di questi giorni. Parlo infatti del Movimento dei Gilet Arancioni. Sono una sorta di appendice dei ben più famosi “Gilet Gialli”, che come si è potuto vedere più volte nei telegiornali, hanno bloccato le strade per settimane, manifestando contrariati all’allora e attuale Governo Macron. Inoltre motivo di protesta è stato anche l’aumento dei costi dei carburanti e più in generale del costo della vita. Motivi più che nobili per essere in disaccordo, forse non tanto da creare un disagio simile all’intera società parigina. Capo e fondatore del movimento in Italia l’ex generale dei Carabinieri Antonio Pappalardo, che dopo un esordio non proprio tra i favoriti alle elezioni regionali in Umbria, decide di far scendere i suoi sostenitori in piazza sabato 30 maggio, al fine di mettere in scena numerose manifestazioni ed eventi, durante il lock down dovuto al Corona virus. Il fenomeno si vive in numerose città italiane, ventinove per l’esattezza, tra cui Milano, Torino, Napoli e Roma. La principale di queste manifestazioni, non a caso, si evince proprio a Milano, luogo in cui il focolaio virulento è più forte. Ammetto che, nel vedere quelle immagini al telegiornale, di tutte quelle persone ammassate e senza mascherina, un

pò d’ansia è sorta in me. Il mio timore, come credo in tanti altri, era il rischio di creare una diffusione catastrofica dei contagi a causa della negligenza delle persone. Ma approfondendo l’argomento scopro che anche questi Gilet Arancioni, nonostante siano nati poco tempo fa, hanno una storia abbastanza remota, sotto altre vesti. Prima della loro comparsa infatti, un altro movimento complottista si era manifestato sul territorio nazionale. Si trattava del famoso ” Movimento dei Forconi”. Dico famoso perchè ricordo bene quei giorni. Correva l’anno 2013. Io frequentavo il liceo e quel giorno fui l’unica, insegnanti compresi, ad arrivare in classe. Ero cosciente di tutto questo, ma approfittai di questa esperienza, di essere padrona indiscussa della scuola, libera da ogni vincolo e nella piena facoltà di vivere quelle ore come volevo. Ma non voglio indugiare oltre con i ricordi, anche se tutto è possibile nel magico mondo di Storyteller’s Eye Word. A capo del movimento anche in questo caso l’ex generale dei Carabinieri, il palermitano Antonio Pappalardo, che presto nel 2016, fonda il Movimento Liberazione Italia, allo scopo di ridare pieno potere al popolo sovrano, togliendolo al Parlamento in quanto ritenuto abusivo. E’ il 21 dicembre 2017. Pappalardo si presenta al Quirinale e consegna un verbale d’arresto nei confronti di Sergio Mattarella, definito come un “usurpatore politico”. Viene quindi rinviato a giudizio con l’accusa di vilipendio ai danni del Presidente della Repubblica. Nonostante ciò, nel febbraio 2019, l’ex Carabiniere fonda l’attuale Movimento dei Gilet Arancioni. La sua nascita è l’unione di altri movimenti minori, quali il Movimento Liberazione Italia, Alleanza Democratica, L’Altra Italia, Popolazione Vivente Sovrana Autodeterminata, Liberazione dei Minori dalle case famiglie e Movimento Liberazione Nazionale del Popolo Veneto. Ma quali sono i motivi di questa rivolta? Alcuni sono storici, ovvero la totale contrarietà verso il volere del Governo, ma altri riguardano proprio il Covid 19, il cui punto di vista è del tutto negazionista: secondo loro le vittime sono poche decine e si è creato uno stato d’allarme inutile. Pappalardo è attualmente sotto denuncia per volontà del Adnkronos per violazione delle disposizioni che riguardano il Dpcm nella parte relativa al divieto di assembramento e all’obbligo di indossare protezioni individuali per contenere il contagio del virus COVID-19. Con queste parole concludo, fatemi sapere con un commento se eravate a conoscenza di ciò e qual’è la vostra opinione in merito. Un forte abbraccio a tutti!

Sempre Vostra, Storyteller.

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LIBERO PENSIERO EXTRA: REGINA DEI CUORI. (7 luglio 2020)

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Un saluto a tutti, cari Lettori! Oggi, in questa rubrica, ormai diventata per me particolarmente cara, voglio parlare di una donna che con il suo fascino e i suoi ideali ha segnato un’epoca, portando una ventata di innovazione (ed evoluzione forse) nel contesto di corte del XX secolo. Parlo ovviamente di Diana, nota con l’affettuoso soprannome “Lady D”, nata il 1 luglio del 1961 (oggi avrebbe da poco compiuto 59 anni) e scomparsa tragicamente 23 anni fa, come ben

noto ai tanti. Per tutti era la “principessa del popolo” e come tale viene ricordata fin dal giorno della sua comparsa nel panorama di corte, sia da coloro che erano i suoi “sudditi”, sia dagli stessi figli. Un film, che presto uscirà al cinema ne ricorderà i tratti salienti della sua vita, io stessa non vedo l’ora di vedere il lungometraggio di questa straordinaria biografia. La vita, di certo travagliata e colma di ostacoli, a partire dal matrimonio disastroso con il principe Carlo, l’infanzia tutt’altro che semplice e il rapporto ricco di incomprensioni con la Regina Elisabetta, non le hanno permesso di

cancellare i suoi ideali, di avere la giusta forza per distruggere i molteplici dogma regali e aiutare il prossimo, ascoltando le necessità dei più bisognosi. A strapparla via da questo pianeta la pressione, ormai prepotente, dei media, che la costringeva ad un esistenza da fuggitiva, per scappare dalle grinfie dei paparazzi, sempre più incalliti sulle vicende che la vedevano protagonista. Era paladina dei drammi sociali, tra i quali, forse quello più forte, la lotta contro l’AIDS, passato come parte della sua eredità al figlio Harry, che ha continuato a prendersi cura del problema. Voglio ricordarla così, ancora una volta, con queste brevi citazioni, intrise dei suoi sentimenti e delle sue idee, sparse lungo la stesura di queste righe. Con queste parole concludo e vi saluto con un grande abbraccio.

Sempre Vostra, Storyteller.

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LIBERO PENSIERO EXTRA: DEDICATO A ENNIO MORRICONE. ( 6 luglio 2020)

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Un saluto, cari Lettori, dalla rubrica di LIBERO PENSIERO EXTRA. Oggi il mio desiderio di scrivere è dovuto alla scomparsa di un grande musicista. Io amo la scrittura, è la voce dell’anima, ma non è l’unica. Insieme a lei c’è un posto molto importante dedicato alla musica. Essa infatti ha un ruolo fondamentale nella realizzazione di un film, tant’è vero che non di rado capita di non ricordare il titolo di un film, ma di averlo ben chiaro in mente sulla base della sua colonna sonora. Furono proprio queste due ultime parole a rendere celebre l’immagine di Ennio Morricone in tutto il panorama cinematografico. Il compositore aveva raggiunto il 91esimo anno d’età e nella sua lunga carriera poteva vantare la collaborazione con Sergio

Leone e Giuseppe Tornatore, nonché un Oscar alla carriera nel 2007 e un premio nel 2016 per ” The Hateful Eight”, regia di Tarantino. Nel suo panorama musicale eccellono le colonne sonore di “Per un pugno di dollari”, “Mission”, “C’era una volta in America” e “Nuovo cinema

Paradiso”. Voglio ricordarlo con due sue citazioni, che ho lasciato tra le righe di questo umile post. Emergono in esse le parole di una persona ancorata al reale, che non vive “tra le nuvole”, come si evince talvolta, in senso buono ovviamente, in qualità di idealista sognatore, nella figura del compositore. Una persona vera, che ha vissuto per regalare emozioni e ricordi. Rimarrà con le sue meravigliose melodie nel cuore e nella mente, di tutti gli appassionati del grande cinema. Con queste parole concludo, fatemi sapere il vostro punto di vista in merito a lui e la sua straordinaria carriera. Vi saluto, come sempre, con un grande abbraccio.

Sempre Vostra, Storyteller.

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POST ORDINARIO: APERTURA UFFICIALE DEL PROGRAMMA DI LUGLIO (6 luglio 2020)

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Un saluto a tutti cari Lettori! Oggi inizia ufficialmente il nuovo programma di Storyteller’s Eye Word, che da tempo attendo con ansia. Avete visto il nuovo programma? Il 3 luglio, venerdì scorso rispetto alla data di pubblicazione, è stato pubblicato un post contenente il download scaricabile gratuitamente, nel quale trovate tutti gli articoli fissi che usciranno nel corso del mese. Ovviamente verranno pubblicati altri articoli, primi fra tutti i post ordinari, che hanno la peculiarità di tenervi informati circa tutte le nuove pubblicazioni e di tutte le novità presenti sul blog. Il secondo grande blocco di pubblicazioni saranno invece parte della nuova rubrica di LIBERO PENSIERO EXTRA, nel qualche tratterò gli argomenti più disparati, quasi sempre accompagnati da citazioni che io stessa trovo

significative. Vi ricordo a questo proposito l’articolo di questa rubrica dedicato al grande John Keats, che già ha riscosso molto successo. E’ ovvio che tutte queste informazioni non sono per coloro che si muovono sul sito da tempo, vivendo con me le avventure del magico mondo di Storyteller’s Eye Word, ma per tutti coloro che sono qui da poco. Ogni giorno ci sono persone che decidono di fare parte della family e questo mi rende incredibilmente felice. Come ormai dal mese di giugno, torneranno gli articoli della rubrica di DIARIO DI LIBERO PENSIERO, in cui parlerò di me stessa, della mia quotidianità e soprattutto delle mie attività di scrittura. A proposito di questo, probabilmente domani uscirà su Instagram un indizio della mia nuova raccolta, e il giorno successivo ci sarà un post ordinario anche sul blog. Andate a dare un’occhiate e fatemi sapere cosa ne pensate! Con queste parole concludo, un grande abbraccio a tutti!

Sempre Vostra, Storyteller.

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POST ORDINARIO: PICCOLE INFORMAZIONI NECESSARIE. (4 luglio 2020)

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Un saluto a tutti! Oggi ho per voi alcune brevi informazioni utili. In primis mi scuso per la mia parziale assenza di questi giorni, dovuta all’organizzazione del “generoso”, come voi stessi lo avete definito, programma del mese di luglio. Sto facendo gli ultimi ritocchi prima del grande evento di lunedì, in cui tutto prenderà definitivamente forma il programma con l’articolo di apertura. Detto ciò vi ricordo con questo

articolo i due ultimi articoli usciti sul blog. In primis importante l’articolo di ieri, un post ordinario che racchiude il download scaricabile gratuitamente con tutti gli articoli del mese, utile per un rapido consulto. Consideratelo come un attenzione in più che vi propongo per rendervi il più possibile partecipi alle attività del blog. Il secondo è invece l’articolo di oggi, per la rubrica di Libero Pensiero EXTRA, dedicato ad un grande poeta del periodo romantico. Non aggiungo altro, se siete interessati vi basta scorrere dall’alto al basso nella pagina dedicata al blogging, li trovate come primi due post. Altro aspetto importante è che trovate completamente aggiornato, pronto anche lui per il nuovo programma, il calendario. Potete consultare il palinsesto anche da lì. Non credo di aver altro da aggiungere, se non che trovate Storyteller’s Eye Word anche su Facebook con la pagina ufficiale (Storyteller’s Eye) e sul gruppo di condivisione e promozione dei propri prodotti creativi (Gruppo di Storyteller’s Eye). Trovate riferimenti anche su Instagram ( storytellerseyeword). Un abbraccio forte.

Sempre Vostra, Storyteller.

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LIBERO PENSIERO EXTRA: OMAGGIO A JOHN KEATS. (4 luglio 2020)

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Un saluto a tutti cari Lettori! Oggi voglio condividere con voi le parole di un grande poeta, quello a me più caro, perchè senza fronzoli e strani arcaismi riesce a rapire l’animo del lettore, con semplicità e sentimento. Lui è John Keats, colui che da tempi immemori ormai è definito il “romanico tra i romantici”. Leggere i suoi componimenti, poesie o epistole che siano, nutrono intensamente l’animo del più cinico dei lettori. Qualche anno fa la Rai realizzò un film incentrato intorno non solo alla sua figura, molto travagliata e tragica, visto la sua morte prematura intorno ai ventotto anni, ma anche alla figura del suo grande amore, la sua musa, l’unica donna che amò tanto intensamente da dedicarle le parole che seguono:

Fanny Brawne, questo era il suo nome, ebbe un ruolo fondamentale per Keats. Non ebbero il tempo materiale di vivere questo amore, di sposarsi, tuttavia il periodo della loro breve unione venne assaporata minuto dopo minuto, dando preziosità a quegli attimi, fatti di giochi, dialogo e di baci. La parte migliore del giovane Keats è per me questa. La poesia e la semplicità non vanno sempre di pari passo: nel verso l’autore ricerca spesso l’ignoto, il mistero, con frasi talvolta ricche di perifrasi da tratti barocchi. Il suo lessico è comune, forse persino insufficiente per la classica concezione poetica, ma riesce a pennellare emozioni tali da essere provate leggendo adagio i suoi versi. Vi consiglio, se volete approfondire la sua storia, la visione del lungometraggio a lui dedicato, dal titolo Bright Stars ( in italiano fulgida stella), corrispondente al titolo del suo componimento più importante, di cui lascio in seguito il testo per la lettura, attraverso un filmato. Avrò certamente occasione, nel corso del mese, di proporre anche qualche sua lettera, tra quelle che scrisse alla sua Fanny. Con queste parole concludo. Un abbraccio a tutti.

Sempre Vostra, Storyteller.

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POST ORDINARIO: APPUNTAMENTI DEL MESE DI LUGLIO. (3 luglio 2020)

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Un saluto a tutti cari Lettori! Lascio in seguito, come promesso il palinsesto

completo di tutti gli articoli del mese corrente. Si tratta, come dissi già per lo scorso mese, di un download scaricabile gratuitamente, per consultarlo con calma sui vostri dispositivi (pc, smartphone o tablet). Se è cosa gradita fatemi sapere se vi piace o se ci sono articoli che preferite più di altri. Vi ricordo che potete seguire il magico mondo di Storyteller’s Eye anche su Facebook dalla pagina ufficiale (Storyteller’s Eye), sul gruppo (Gruppo di Storyteller’s Eye) e sul profilo Instagram (storytellerseyeword). Con queste parole vi saluto, un forte abbraccio!

Sempre Vostra, Storyteller.

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POST ORDINARIO: INFORMAZIONI UTILI PER INIZIARE IL MESE. ( 1 luglio 2020)

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Buongiorno cari Lettori! I vari impegni e il forte caldo ( che comunque in questi giorni è quasi insopportabile) mi hanno impedito di pubblicare il post ordinario ieri, di cui vi ho parlato nell’articolo di LIBERO PENSIERO EXTRA. Per chi non lo avesse ancora letto e fosse interessato, può trovarlo sotto a questo post, nella pagina dedicata al blogging. Ad ogni modo, la mia voglia di scrivere questo post deriva dal fatto che a breve inizierà un nuovo mese di condivisioni nel magico mondo di Storyteller’s Eye word ed è giusto

informarvi al meglio per quando arriverà quel giorno. Inoltre ci sarà una novità importante, o meglio una nuova rubrica “esperimento”. Tutte le informazioni utili in merito a LIBERO PENSIERO EXTRA nell’articolo dedicato https://storytellerseyewords.com/2020/06/27/post-ordinario-un-nuovo-esperimento-sul-blog-27-giugno-2020/. Ma quando inizia ufficialmente il programma di luglio? Probabilmente chi è qui da tempo lo sa, per chi si fosse iscritto da poco e fosse interessato, si segni queste date. Il giorno 3 luglio verrà condiviso un download gratuito contenente il pdf del programma completo, da consultare all’occorrenza, in modo tale da seguire in maniera semplice gli articoli preferiti. Il giorno 6 luglio ( lunedì) inizierà il nuovo programma e al 7, primo articolo di approfondimento. Ogni venerdì appuntamento con la nuova rubrica “DIARIO di Libero Pensiero”, che tratterà argomenti inerenti alle mie routine, al mio stile di vita e al mio lavoro di scrittura. Nel pomeriggio tutti gli interessati , fate un salto sul blog perché uscirà un nuovo appuntamento per LIBERO PENSIERO EXTRA, inizia davvero a interessarmi e a incuriosirmi! Per ora vi saluto e vi abbraccio forte.

Sempre Vostra, Storyteller.

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LIBERO PENSIERO EXTRA: L’ULTIMO GIORNO DI GIUGNO. (30 giugno 2020)

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Buon pomeriggio cari Lettori! Oggi è l’ultimo giorno di giugno e di conseguenza di pubblicazioni per questo mese. È il momento finale, quello del bilancio, di certo positivo e stimolante. Sono cresciuta,

nella mente e nel cuore, grazie alle offerte di questo meraviglioso angolo di mondo. Ho avuto la possibilità di conoscere molti blogger e di leggere i loro fantastici articoli, inoltre tanti lettori sono rimasti incuriositi e piacevolmente interessati dalle mie stesure. Questo lo posso affermare in base ai tanti commenti e like che mi avete lasciato giorno dopo giorno. Ma questa è la rubrica di LIBERO PENSIERO EXTRA, luogo in cui si scopre il piacere della riflessione basata sui fatti che vengono ogni giorno condivisi e vissuti da me, in modo speciale. Voglio concludere quello che per me stessa è stato un primo piccolo viaggio nell’universo di Storyteller’s Eye Word con una citazione che potete leggere nel banner sottostante a queste parole.

Le parole sono di un grande maestro, ovvero Goethe. Condivido molto quanto afferma: la passione è il motore di ogni lavoro. Credo sia difficile, quasi impossibile lavorare solo per inerzia, senza essere spronati da una recondita passione. Questo è il mio caso. Io amo la scrittura creativa e ho amato questo blog da prima che avvenisse la messa online. La mia gioia cresce ogni giorno, stimolata dall’ambiente e dalle novità che vivo quotidianamente. La passione generata da me stessa e dal vostro supporto mi aiuteranno a rendere sempre migliore il blog, ormai sono pronta per un nuovo viaggio nel magico mondo di Storyteller’s Eye Word! Più tardi cercherò una manciata di minuti nel corso della giornata per ricordare, attraverso il post ordinario, informazioni utili per seguire le dinamiche di inizio mese, ma soprattutto anticiperò al meglio le novità. Per ora vi saluto con affetto e con un abbraccio.

Sempre Vostra, Storyteller.

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POST ORDINARIO: BREVI INFORMAZIONI. ( 29 giugno 2020)

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Buon pomeriggio Lettori! Il post in questione oggi sarà breve perché non ha altri motivi per essere scritto se non le normali e quotidiane informazioni utili per fruire al meglio delle letture del blog. Vi voglio ricordare, con semplicità, che oggi sono usciti ben due articoli, il primo questa mattina presto con la rubrica EMPATIA dedicata alla biografia del celebre poeta Fernando Pessoa, a seguire nella tarda mattinata è uscito il primo articolo di LIBERO PENSIERO EXTRA, una rubrica nuova che diventerà ufficiale per tutto il mese di luglio. Per

saperne di più leggi l’articolo di LIBERO PENSIERO di sabato dal titolo ” UN NUOVO ESPERIMENTO SUL BLOG “. Anche il secondo articolo tratta temi riguardante il poeta, è infatti un piccolo excursus in merito alle sue poesie e citazioni. Trovate tutti gli articoli citati nella pagina di blogging, sono i primi articoli che trovate. Il mese è quasi concluso. Con luglio inizia ufficialmente un nuovo programma di appuntamenti, dettagli con pubblicazione del download scaricabile gratuitamente del palinsesto di luglio il giorno 3. Inizio pubblicazioni dal 6. Prima di concludere vi ricordo che trovate disponibile in vendita il mio romanzo breve “La Morale di Venere ” sia sul blog in home, sia su eBay. Informazioni sia con un commento sotto a questo articolo, sia tramite mail,nella pagina dedicata ai contatti. Iscrivetevi, qualora fosse cosa gradita, anche su Facebook alla pagina ufficiale del blog ( Storyteller’s Eye), sul gruppo ( Gruppo di Storyteller’s Eye) e su Instagram (storytellerseyeword). Concludo come sempre con un grande abbraccio.

Sempre Vostra, Storyteller.

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LIBERO PENSIERO EXTRA: EMOZIONI DI UN GRANDE POETA. (29 giugno 2020)

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Buongiorno cari Lettori! E’ bello condividere con voi questi miei pensieri e

sensazioni e già da oggi, anche se ancora non è iniziato il mese di luglio, sento la necessità di scrivere di quanto balena nella mia mente. La pubblicazione di oggi, la biografia di Fernando Pessoa, un uomo dalla vita complessa, come d’altronde è quella di tutti i grandi intellettuali, ha portato in me il desiderio di condividere non solo la sua vita, ma anche quello che pensò nel suo intimo, la carica emotiva che lo spingeva probabilmente alla stesura delle sue poesie. Leggendo le sue citazioni e pensieri ritrovo in esso il fascino del sognatore, dell’uomo che va oltre i confini sociali, che non si aspetta nulla dalla vita e alla stesso tempo crede nel potere dell’amore,

l’unica vera forza umana e forse l’unica cosa inseme al pensiero che siamo in grado di gestire. Tutto ciò emerge quasi con prepotenza, che ovviamente non ha le sembianze della cattiveria, bensì dell’ostinazione. Al contrario di ciò che si pensa, non tutti i poeti sono umili pensatori, non credono tutti in un bene comune, in un mondo fatto di dare e ricevere. In questo caso la figura in questione pur non essendo autoritaria, dimostra molta determinazione in quanto afferma, al punto tale da rendere il lettore “vittima intenzionata” delle sue parole. Allo stesso modo le sue poesie tessono una trama “ragionata”, poco comune nel genere, ogni strofa

è un portare oltre una tesi ben argomentata. Esempio la poesia” Quel che mi duole non è” oppure “Non sto pensando a niente”, che vi invito alla lettura, ormai presenti in molte pagine del web. Fiumi di altre idee per questa nuova si palesano nella mia mente, nel pomeriggio infatti vorrei condividere un mio pensiero, una citazione che inseme ad altre scrissi ormai tempo fa diventando parte del mio pensare. Sempre in questa vorrei creare uno speciale in cui parlo di come nacquero in me alcuni pensieri, diventati capisaldi della mia filosofia e di un saggio che verrà prossimamente pubblicato. Un abbraccio a tutti.

Sempre Vostra, Storyteller.

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EMPATIA: STORIA DI FERNANDO PESSOA (29 giugno 2020)

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Buon pomeriggio Lettori. Oggi tratterò nuovamente una biografia, la seconda del mese per esattezza, ma se la scorsa settimana ho toccato un argomento molto forte con la storia di Anna Frank, ovvero la Shoah e la deportazione e il massacro degli ebrei nei campi di concentramento e di sterminio, oggi ci immergiamo nel mondo “classico” della letteratura a cavallo tra gli ultimi decenni dell’800 e i primi del 900. In particolare approfondiremo la storia di un grande poeta portoghese, ovvero Fernando Pessoa. Direi di non indugiare oltre e di iniziare questo viaggio alla scoperta di una nuova biografia, segno indelebile della storia. Il suo nome completo di battesimo era Fernando António Nogueira Pessoa, e nacque come anch’io il 13 giugno, del lontano anni 1888 a Lisbona. I suoi genitori erano Madalena Pinheiro Nogueira e Joaquim de Seabra Pessoa, il padre era un noto critico musicale nel panorama cittadino. Quest’ultimo però morirà nel 1893 e appena due anni dopo, nel 1895, sua madre si unisce in seconde nozze con il comandante Joào Miguel Rosa. La nuova famiglia così formata, visto il consolato a Durban del marito della madre, si stabilisce in Sudafrica, luogo in cui Pessoa passa tutta la sua giovinezza. Tornerà a Lisbona nel 1905, dove seguirà il corso di Filosofia della facoltà di Lettere. Fu allora che inizia la sua seconda professione, che lo accompagnerà per tutta la vita, ovvero quella di corrispondente di lingua inglese e francese. Dal 1913 inizia a collaborare per una serie di riviste, tra cui la “A Aguia” e la “Portugal Futurista”, scrivendo letture dedicate ai romantici e in particolare a Baudelaire.

Nel 1914 Pessoa creare il suo primo personaggio di fantasia, ovvero il Chevalier de Pas, riecheggiante il periodo della sua infanzia. Siamo nel 1915. Insieme a Mário de Sá-Carneiro, Almada Negreiros, Armando Córtes-Rodriguez, Luis de Montalvor, Alfredo Pedro Guisado e altri lo scrittore decide di dare vita ad una rivista d’avanguardia, nota come “Orpheu”, che mostrerà un ampio repertorio ricco del fascio futurista, paulista e cubista. L’Orpheu, nonostante un’impronta che riuscirà a segnare nell’immaginario letterario portoghese, avrà vita breve. Nel 1920 Pessoa si approccia per la prima ( e ultima) volta con il gentil sesso, precisamente con una tale Ophelia Queiroz, impiegata in una delle ditte di import-export per le quali Fernando Pessoa lavora. Il loro burrascoso rapporto terminerà definitivamente nel 1929. L’unica raccolta in versi che il Pessoa curò, interamente in lingua portoghese fu il “Mensagem” (Messaggio), che vide la sua pubblicazione nel 1934. Piccola curiosità e che il “Mensagem” gli fece vincere un premio governativo per un valore di 5mila escudos. I temi fanno dalla teologia all’occultismo, dalla filosofia alla politica all’economia nonchè altre discipline. Fernando Pessoa morì a causa di una crisi epatica, probabilmente per l’abuso di alcolici, il 30 novembre 1935 in un ospedale di Lisbona. Con queste parole concludo e vi mando un forte abbraccio.

Sempre Vostra, Storyteller.

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POST ORDINARIO: UN NUOVO “ESPERIMENTO” SUL BLOG. ( 27 giugno 2020)

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Buon pomeriggio cari Lettori! Oggi è per me un giorno produttivo. Come ho scritto nel mio post precedente, per la rubrica LIBERO PENSIERO, qualcosa che è del tutto straordinario rispetto a quanto fatto fino ad oggi sul blog (infatti non era programmato), ho in mente un progetto da realizzare a partire dal prossimo mese. Si tratta di un esperimento, o meglio una sfida con me stessa, vista la natura di quanto avevo pensato. Siamo in procinto dell’estate, quella vera, almeno per me, quella fatta di vacanze e relax, da ciò nasce la mia idea:si tratta di qualcosa in via sperimentale, ma se mi piace potrebbe tornare a partire da settembre. Di cosa si tratta? È uno speciale di LIBERO PENSIERO, che uscirà in base alle mie sensazioni, a quello che accadrà o in base a ciò che susciterà in me

particolari emozioni. Vorrei farlo costruendo delle personali citazioni o perché no citandone alcune molto importanti per me correlate da riflessioni. Ovviamente la presenza della citazione non sarà obbligatoria e prenderò letteralmente la natura della rubrica. Per l’occasione i post in questione saranno istituiti come uno speciale, che avranno il nome di LIBERO PENSIERO EXTRA. Credo che saranno un bel modo per mettermi in gioco, per superare la barriera del programmato e dell’abitudinario, per ascoltare fino in fondo me stessa, come già accade nei miei romanzi. A proposito, non perdetevi gli appuntamenti di DIARIO di Libero Pensiero, nel secondo appuntamento novità circa la mia raccolta poetica “Echi di Romanticismo”, inoltre nei prossimi giorni lascio un piccolo indizio sul social! Il programma di luglio sarà reso disponibile il giorno 3, ma la programmazione inizia ufficialmente il 6. Vi ricordo come sempre disponibile per l’acquisto il mio romanzo breve “La Morale di Venere ” sia sul blog in home, sia su eBay, per informazioni scrivetemi sotto a questo post o via mail, che trovate nella pagina dei contatti. Ricordo inoltre che oggi sono usciti altri due articoli, il post extra di cui vi parlavo prima, subito prima di questo nella pagina di blogging, e il consueto appuntamento quotidiano, oggi per la rubrica EMPATIA, lo trovate sotto al post extra di LIBERO PENSIERO. Con queste parole concludo, un forte abbraccio!

Sempre Vostra, Storyteller.

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LIBERO PENSIERO: PARLO LIBERAMENTE CON VOI ( Testo non programmato del 27 giugno 2020)

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Buongiorno cari Lettori! Come avrete letto dal titolo questo post è in più e nulla c’entra con il solito post ordinario che esce più tardi, nel corso della giornata. Ieri è stata per me una giornata faticosa, con tante questioni da risolvere e impegni da portare a termine. Motivo per cui la pubblicazione del post ordinario di ieri non è avvenuta. Avrei potuto

pubblicare l’articolo in serata ma personalmente non ne vedevo una valida ragione, anche perché i contenuti che vado a trattare, per semplici che siano, devono sempre essere conformi agli standard a cui voglio aspirare sul blog e la stanchezza che percepivo non me lo avrebbe permesso. Inoltre ho deciso di non scrivere perché non c’era alcuna novità imminente che già non vi avessi detto ieri. L’unica cosa che mi dispiace di queste giornate è il mantenere al minimo le informazioni per i nuovi iscritti, anche perché il nuovi di chi desidera seguirmi cresce dopo dopo giorno. Spero di migliorarmi ancora, di rendere il blog un progetto sempre più emozionante e stimolante per i suoi contenuti. Vi consiglio per saperne di più sulle prossime novità di leggere i post ordinari che usciranno tra oggi e i primi giorni di luglio, perché ho intenzione di fare un piccolo esperimento sul blog, un progetto di cui valuterò la validità nel corso di un mese di stesura dei suoi post. Non dico altro vi lascio alle letture. Ne approfitto per dare il benvenuto ai nuovi iscritti questi ultimi giorni, successivi al festeggiamento del traguardo dei 200. Continuate a seguirmi anche su Facebook pagina ufficiale ( Storyteller’s Eye), sul gruppo di condivisione e promozione di progetti creativi ( Gruppo di Storyteller’s Eye) e sul profilo Instagram del blog ( storytellerseyeword). Un grande saluto a tutti, ci vediamo per un prossimo appuntamento sempre in giornata per il post ordinario! Un abbraccio!

Sempre Vostra, Storyteller.

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EMPATIA: L’ATTIMO FUGGENTE ( 27 giugno 2020)

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Buon pomeriggio cari Lettori! Oggi, visto l’ anniversario della sua uscita circa 31 anni fa (giugno 1989) e dato che si tratta di un film che mi sta particolarmente a cuore, ho deciso di dedicare a quest’ultimo un articolo in sua memoria. Il film in questione è ovviamente “L’Attimo Fuggente”, un’opera straordinaria che vede protagonista il grande Robin Williams, qui nel ruolo del professore di letteratura. Era doveroso a mio modesto parere parlarne visto il ruolo non marginale che ho dato ad esso all’interno dello stesso blog: infatti nella home page proprio in alto dove compare il blocco di copertina, troviamo subito dopo il titolo la frase che è portavoce di questa realtà, ovvero:

Noi non leggiamo e scriviamo poesie perché è carino. Noi leggiamo e scriviamo poesie perché siamo membri della razza umana. E la razza umana è piena di passione. Medicina, legge, economia, ingegneria sono nobili professioni, necessarie al nostro sostentamento. Ma la poesia, la bellezza, il romanticismo, l’amore, sono queste le cose che ci tengono in vita.”
Professor John Keating (Robin Williams).

Voglio dunque riassumere la sua trama. Il setting è l’austero e conformista collegio maschile di Welton in Vermont, corre l’anno 1959. Ai ragazzi si accede subito l’animo quando il nuovo professore di letteratura, il signor Keating, inizia le sue lezioni parlando di Walt Whitman con una passione che nessun allievo aveva mai udito precedentemente. Peculiarità fondamentale delle sue ore di lezione è la didattica attiva, che inviata gli studenti ad

esprimere liberamente creatività e aspirazioni. Fu allora che quest’ultimi, ispirati dai suoi insegnamenti, fondano la ” setta dei poeti estinti” (Dead Poets Society). Il metodo di insegnamento di Keating andrà presto in contrasto con quello tradizionale dei colleghi, portando tra i ragazzi e lo stesso professore in stato confusionale. Ciò causerà presto il tragico suicidio di uno dei ragazzi e all’allontanamento di Keating dal collegio. La trama è relativamente breve, ma è portavoce di una realtà che tutt’ora minaccia ahimè molte scuole in tutto il mondo: la didattica passiva. La pedagogia insegna che se vuoi insegnare qualcosa di nuovo a qualcuno è necessario farglielo capire e il miglior modo per capire è avere la possibilità di ragionarci sopra. E’ difficile pensare che con le conoscenze di oggi non si creda ancora alla didattica attiva, preferendo uno studio mnemonico e aggiungerei “volatile”. Forse, ma voglio dubitare di ciò, il motivo è quello di semplice rapidità della conclusione dei programmi scolastici. Altro tema importante che Peter Weir (regista) porta con il suo film e il senso di ribellione e di libertà di pensiero, utilizzando la poesia, protagonista assoluta, come mezzo per raggiungere la “salvezza” dei nostri stessi pensieri. La pellicola conquista presto critica e pubblico: infatti nonostante i costi ingenti di oltre 16 milioni di dollari, riesce a guadagnarne 335. Con queste parole concludo, fatemi sapere con un commento se anche per voi è un film che rimarrà per sempre nel cuore e se avete apprezzato l’articolo.

Sempre Vostra, Storyteller.

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POST ORDINARIO: ALCUNE INFORMAZIONI DI ROUTINE. ( 25 giugno 2020)

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Buon pomeriggio cari Lettori! Con questo breve post vi lascio qualche piccola informazione e vi ricordo alcune prossime azioni sul blog. Ormai, anche se non sembra vero, giugno sta per terminare, è praticamente volato per mia personale sensazione, motivo per cui a breve inizia il nuovo palinsesto appuntamenti di Storyteller’s Eye Word del mese di luglio. È praticamente tutto pronto, oggi farò la stesura di due nuovi articoli, un altro paio e il programma è completo e pronto per la pubblicazione. Sono davvero super felice, il nuovo mi sta dando davvero tante emozioni! Parlando d’altro però vi ricordo che stamattina è uscito un nuovo articolo per la rubrica di LIBERO PENSIERO, si tratta di una collaborazione in cui compio una riflessione su un articolo di un blogger a me caro, di cui il suo blog ha il banner diretto in home. Trovate tutto nella pagina dedicata al blogging, subito sotto a questo articolo. Prima dei soliti e quotidiani saluti attraverso il post in questione vi ricordo

che domani ci sarà un’uscita molto particolare che già dopo soli due appuntamenti è stata molto apprezzata. Mi riferisco ovviamente a DIARIO DI Libero Pensiero. Ogni venerdì in periodo di programmazione su Storyteller’s Eye Word, per parlare insieme delle parti più significative dal mio vivere e sentire. Iscrivetevi qualora fosse cosa gradita, sulla pagina Facebook del blog ( Storyteller’s Eye), sul gruppo di condivisione e promozione di prodotti creativi ( Gruppo di Storyteller’s Eye) e sul profilo Instagram del blog (storytellerseyeword). Per acquistare il mio romanzo breve “La Morale di Venere” trovate informazioni utili nella pagina “Riflessioni e critiche costruttive” e il modulo d’acquisto sulla home del blog e su eBay, per qualsiasi informazione in merito a questo e altro, per pensieri e collaborazioni, scrivetemi una mail, trovate tutto nella pagina dedicata ai contatti. Con queste parole concludo e vi auguro buona giornata!

Sempre Vostra, Storyteller.

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LIBERO PENSIERO: (COLLABORAZIONE) SIAMO I FIGLI DEL NOSTRO PASSATO. (25 giugno 2020)

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Buon pomeriggio, Lettori! Sono particolarmente contenta perchè l’articolo di oggi è in realtà una collaborazione, che ci tengo talvolta a fare, con il blog di ThoughtsRoom, i cui contenuti hanno sempre un’impronta particolarmente riflessiva e filosofica, seppur gli argomenti trattati sono i più vari. Nonostante per impossibilità del suo amministratore, da alcuni giorni nulla è stato pubblicato sul blog (anche se posso assicurarvi che presto tornerà a scrivere nuove e interessanti tematiche) , voglio comunque commentare questo articolo per me molto significativo. Con notevole maestria dell’autore nell’uso della retorica si viene condotti a ragionare su un aspetto che spesso lasciamo per scontato. Prima di iniziare questo percorso di riflessione suggeritoci dall’articolo, lascio in seguito il link dello stesso, https://thoughtsoom97.blogspot.com/2020/04/conoscere-il-passato-per-costruire-il.html?m=1, in modo da darvi la possibilità anche a voi lettori di Storyteller’s Eye Word di usufruire dei suoi contenuti. Vi invito inoltre di andare al fondo della Home page e cliccare sul link di Thought’s Room per accedere al blog stesso, perchè credetemi, ne vale la pena. Fatte le dovute introduzioni iniziamo a riflettere insieme. Come ho scritto già nelle precedenti righe, il concetto che vuole farci intendere l’articolo è spesso dato per scontato. Non siamo propensi alla consapevolezza che in fondo siamo “figli del passato”. Con ciò intendo sia delle azioni che noi stessi abbiamo compiuto, anche solo il giorno prima, sia delle azioni compiute dai nostri avi e dalla nostra stessa società anni e decenni fa.

Da questi avvenimenti in un qualche modo definiamo il nostro agire futuro. Eppure nessuno ci pensa a ciò. Nessuno si rende conto che se oggi abbiamo preso una certe decisione o compiuto una determinata azione è solo grazie a noi. E’ fondamentale a mio avviso definire due concetti spesso confusi, ovvero fato e destino. Il fato non dipende da noi. Le “fatalità” appunto sono fatti e situazioni che accedono e non sono influenzate dall’agire di nessun essere umano. Sono aspetti facenti parte della natura e del suo modo di operare su tutti i viventi. Al contrario però ci sono scelte che compiamo che dipendono direttamente da noi. In questo caso si parla di destino. Proprio per questa ragione, quando si parla di “destino segnato”, credo sia necessario precisare che questo destino c’è lo sia segnato noi, magari non direttamente, magari alcune scelte sono state condizionate da azioni altri, ma non è segnato da qualcosa di impiegabile, da un’essere a noi superiore. Andando però nello specifico delle domande poste al fondo dell’articolo, posso affermare che il Paese conosce sempre i suo legame con passato e con le proprie radici, ma il suo popolo deve talvolta imparare a riconoscerlo e per questa ragione la cosa migliore da fare è scoprirlo di nuovo, cancellando quei segreti che annebbiano le nostre menti, apprezzando paesaggi, siti archeologici, borghi, musei, costumi e tradizioni. L’Italia in particolare è una terra ricchissimi di sapere e di cultura e non ci resta che accoglierla nei nostri cuori come si merita.

Sempre Vostra, Storyteller.

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POST ORDINARIO: NOVITÀ SUL SITO E UN PO’ DI CHIACCHIERE CON VOI. (24 giugno 2020)

Buon pomeriggio a tutti! Oggi mi sono concessa un po’ di tempo in più per pubblicare questo articolo e il motivo è perché sto avendo qualche problema in famiglia. In particolare il problema è della mia cagnolina, che fin da ieri sera è apparsa molto strana, quasi fosse sotto stock. Non so quale sia la ragione, ad ogni modo mi ha molto preoccupato. Non riusciva a camminare, tremava, respirava con grande affanno, cercava attenzioni con piccoli versi e sembrava guardare nel vuoto, incapace di rispondere ai soliti comandi. Vista la situazione, considerando che in casa oltre alla cagnolina c’eravamo solo io e mia mamma, abbiamo deciso di starle vicino, monitorando per tutta la notte il suo sonno. Difficilmente però riusciva ad addormentarsi, quasi volesse sempre restare vigile di quanto accadeva intorno a sé, motivo per cui anche noi non siamo riuscite ad avere un sonno regolare. Questa mattina però, dopo qualche minuto di forte affanno e tremori, intorno alle 8, ha iniziato lentamente a migliorare le sue

condizioni. È riuscita a mangiare e bere qualcosa a pranzo e a camminare con quasi comune disinvoltura. Ora per fortuna è riuscita ad addormentarsi, penso che il sonno le faccia bene. Credo che si tratti di un brutto spavento, visto che l’abbiamo trovata al secondo piano di casa al buio, ad ogni modo in questi giorni le faccio fare una visita preventiva dal veterinario, per sanare ogni dubbio. Detto ciò però ci tengo a parlarvi di una novità del blog di questi ultimi giorni. L’Url del sito è infatti cambiato e potrete trovarlo anche su Chrome all’indirizzo http://www.storytellerseyeword.com, di sicuro un bel cambiamento!Anche ciò, come tutti i successi che ho vissuto in questi primi giorni di Storyteller’s Eye Word, mi rendono incredibilmente felice. Vi ricordo, prima di concludere di iscrivervi alla pagina ufficiale Facebook del blog (Storyteller’s Eye) e al gruppo di condivisione e promozione delle attività creative ( Gruppo di Storyteller’s Eye). Trovate tutte le informazioni utili per conoscere il mio romanzo breve “La Morale di Venere” sulla pagina “Recensioni e critiche costruttive “. Potete contattarmi per qualsiasi necessità sulla mail del sito, che trovate sotto la pagina dei Contatti e scrivendo un commento sotto questo post. Come sempre cercherò di rispondere a tutti i vostri commenti. Con queste parole concludo e vi auguro buon proseguimento di giornata con un grande abbraccio!

Sempre Vostra, Storyteller.

EMPATIA: ALBERTO SORDI, SPECIALE 100 ANNI DALLA SUA NASCITA. (27 luglio 2020)

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Un saluto a tutti, Lettori! Ci tenevo molto a ricordare con qualche parola, anche in modo alquanto umile considerando a chi sono rivolte, questo straordinario personaggio del cinema italiano. Infatti il 15 giugno di cento anni fa nasceva

Alberto Sordi, un attore di grande talento, forse lontano da noi giovani nati alla fine degli anni ’90, ma che a saputo ritagliarsi uno spazio nel cuore di tante generazioni. Era il lontano 1920 e un piccolo Alberto nasceva in via San Cosimato 7 a Trastevere, in una piccola casina, che oggi si ricorda con una targa commemorativa. Sua madre era una maestra, il padre musicista del Teatro dell’Opera di Roma. Aveva tre fratelli, Savina, Giuseppe, chiamato affettuosamente Pino, e Aurelia, a cui rimase per tutta la sua vita

particolarmente legato. In realtà lui era il quintogenito, ma fato vuole che il fratello che nacque prima, anch’esso chiamato Alberto, morì pochi giorni dopo la sua nascita. La sua vocazione era palese già in tenera età, nel periodo in cui frequentava le scuole elementari, era partecipe infatti alle attività del teatrino delle marionette locale, diretto da un professore di ginnastica, il signor Parodi, e cantava come membro delle voci bianche della Cappella Sistina, finché non crebbe e la sua voce assunse un timbro più basso. Nel 1936 incise una fiaba per bambini. Con il ricavato riuscì a permettersi il viaggio per Milano, dove in gioventù studiò recitazione. Le sue mille sfortune iniziano ora, in breve verrà infatti espulso, tradito dalla sua cadenza romana, colei che presto sarebbe diventata, con l’aiuto anche di un

giovanissimo Federico Fellini, tratto distintivo del suo inimitabile modo di fare commedia. Un’amicizia forte quella tra Sordi e Fellini, che ebbe inizio prima del successo di entrambi. Alberto prima del successo al mondo del cinema, nel corso degli anni ’40 si diletta in radio, con lo storico programma “Vi parla AlbertoSordi”, con il teatro di commedia e con qualche piccola comparsa nel cinema. Il vero successo, dopo il film “Lo sceicco bianco ” del 1952, arriva con ” I Vitelloni”. Dopo alcune diatribe con i produttori del film (non volevano far comparire il suo nome in locandina, problema che successivamente risolve con l’aiuto di Fellini), inizia la sua consacrazione nel cinema. Corre l’anno 1954 e Sordi è interprete di ben 13 film, tra cui  “Il seduttore”, “Il matrimonio” e “Un americano a Roma”, regia di

Stefano Vanzina. Da allora Alberto Sordi diventa storia, un leggenda presente in tantissime e meravigliose commedie, ognuna intrisa della sua ironia, del suo talento e della sua grande passione per la recitazione. Su molti canali Rai e Mediaset e Sky, nei giorni del suo centenario si ricorda il Maestro con riproduzione di film cult, con documentari,con speciali del telegiornale, ma anche con la fiction, realizzata per la RAI e presente tutt’ora su Raiplay, dal titolo “Permette? Alberto Sordi”, con la regia di Luca Manfredi. Ve ne consiglio la visione, io stessa l’ho trovata fedele alla realtà e molto suggestiva. Lascio nel corso della stesura alcune storiche citazioni tratte dai suoi film, per ricordarlo nei migliore dei modi. Ora concludo con un grande abbraccio.

Sempre Vostra, Storyteller.

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EMPATIA: STORIA DELL’HARD ROCK CAFE ( 22 luglio 2020)

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Un saluto a tutti! Oggi mi cimento nel racconto di un pezzo di storia, punto di ritrovo e meta ambita di tutti gli appassionati di rock, con una ricchissima catena di locai, districati ormai in tutte le maggiori città nel mondo. Mi riferisco ovviamente all’Hard Rock Cafè. Ma come nacque questa icona del panorama rocker? Le sue origini sono abbastanza remote, tanto che per valutarne la nascita finiamo proiettati nel lontano 1971. Due americani, Isaac Tigrett e Peter Morton, decidono di fondare un ristorante a Londra. E’ vero locale in stile USA, con le targhe e i tipici oggetti di arredamento dei locali americani. Ciò attira molto la clientela inglese, che diventerà sempre più numerosa. Tigrett e Morton, vedendo nell’idea creata un punto di forza per incrementare le vendite, continuano su questa scia, attaccando alle pareti nuove targhe di sigarette, delle automobili e oggetti tipici dei college americani. Fu allora che nacque lo slogan e la targa distintiva del locale, diventati ora un marchio distintivo, ovvero ” Love all, serve all”. Lo stesso principio dello slogan è molto distante dalla filosofia che correva in quegli anni, in cui il proprietario di un proprietario aveva il diritto di decidere se servire o no un commensale. Diventerà presto un

Logo simbolo di Hard Rock Cafè

locale trendy, frequentato dai giovani londinesi degli anni ’70 e non solo: passano da lì anche Paul McCartney o Eric Clapton, quest’ultimo deciderà anche di regalare la sua chitarra ad uno dei fondatori del locale. Diventerà presto il primo oggetto della più grande collezione di articoli rock diventati famosi nella storia. In questo modo anche altri cantanti ed artisti del panorama rock iniziano a regalare strumenti e personale, utilizzati come parte fondamentale dell’arredo. Il grande successo raggiunto fa crescere “l’azienda” e Tigrett e Morton decidono di fondare nuove sedi, ovvero Los Angeles, Chicago, Dallas  e NY, sempre più ricchi e scenici. Nel 1988, le sedi sono 16, sparsi nel mondo. Oggi sono ben 140 in oltre 36 paesi a livello mondiale. L’aspetto autentico e a mio parere meraviglioso di Hark Rock Cafè è che per ognuno di questi locali si possono ammirare veri e propri musei, grazie alle donazioni che gli artisti hanno fatto nel corso degli ultimi decenni, tra cui  la chitarra originale di John Lennon, i pantaloni di Jim Morrison e Freddie Mercury o gli abiti di scena di Madonna e Prince; o

Piràmide de Arona, Tenerife, sede di un Hard Rock Cafè.

ancora innumerevoli poster, manifesti, batterie, dischi di platino e spartiti scritti a mano. In alcune sedi inoltre sono stati acculti veri e propri spettacoli musicali, di artisti come Elton John, Aerosmith e Sting. Altra curiosità è che Hard Rock Cafè non è solo ristorante: nel 1995 Morton fonda a Las Vegas l’Hard Rock Hotel e l’Hard Rock Casinò. Negli anni successivi verranno fondati altri splendidi hotel a Bali, Chicago, San Diego e Singapore e altri casinò, ad esempio ad Hollywood e Macau. Inoltre ad oggi tutte le sedi comprendono uno shop in cui è possibile acquistare il famoso merchandising con il logo ( di cui quasi tutti hanno un pezzo nell’armadio, spesso acquistato come souvenir delle gite scolastiche liceali internazionali). Concludo così questo viaggio alla scoperta di un pezzo di storia che accomuna la cultura rock e quella america. Fatemi sapere con un commento se ne conoscevate la storia. Un forte abbraccio a tutti!

Sempre Vostra, Storyteller.

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