VIAGGI: ORIGINE DEL CONCETTO DI RITUALE. (28 ottobre 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Oggi voglio parlarvi di rituali, che in qualsiasi circostanza hanno sempre caratteristiche particolari, che in qualche modo racchiudono in sè un senso di magia e di misticismo. Per capire cosa sia un rituale mi viene sempre in mente l’esempio delle formule magiche. Si vede spesso nei film di magia maghi e stregoni che pronunciando una sequenza fissa di parole e di gesti, secondo un certo ordine, ottenendo uno specifico risultato. Per il rituale abbiamo una situazione molto simile, si definisce tale infatti la serie delle sequenze di comportamento fisse, messe in atto seguendo una precisa processualità. Si può trovare in maniera indistinta sia tra gli umani e i suoi gruppi, sia tra gli animali. Il loro scopo è sempre quello di costruire una realtà alternativa che scaturisca benessere oppure in alcuni casi la patologia, come accade nel Disturbo Ossessivo-Compulsivo. Nella storia dei rituali gli studiosi hanno sempre riconosciuto una certa capacità di adattamento e questo ha permesso a intere comunità di integrare i cambiamenti e modificare i significati. Tra gli scopi principali del rituale vi è quello di compattare le relazioni fra i membri di un gruppo, e la famiglia non fa differenza. Una semplice abitudine, come ad esempio il momento del pasto, diventa un rituale nel momento in cui, ripetuta nel tempo, viene assicurato il ruolo attivo dei diversi membri che la compongono. Stessa cosa accade in vista del Natale, durante il quale infatti i parenti, seppur lontani durante tutto il resto dell’anno, si ritrovano, ri-dichiarano il legame che li unisce, ricostruiscono la relazione, indebolita talvolta dalla lontananza. Questi rituali parte del nucleo famigliare hanno quindi motivo di essere, di donare stabilità e unione tra i membri, fornire un senso di organizzazione, evitare caos, stress e stati di crisi. Il senso di benessere scaturito da questi rituali si irradia principalmente sui membri più piccoli della famiglia:  gli adolescenti che condividono momenti, più o meno ritualizzati, in cui svolgere attività insieme al resto dei membri della famiglia hanno un rischio significativamente minore di sviluppare una psicopatologia, come se il rituale svolgesse il ruolo di ‘contenitore’ esterno in grado di supportare lo sviluppo di una personalità stabile. Abbiamo poi, sempre positivi, i rituali personali. Si tratta sostanzialmente delle particolari espressioni che ognuno di noi ha per comunicare al meglio con la società. in poche parole si da e si toglie significato alle varie azioni che servono per la comunicazione, concentrandoci con questi rituali su tutte quelle variabili che viviamo in maniera più ostica, creando noi stessi significato. Alcune persone, prima di compiere azioni il cui successo è davvero significativo per la loro vita, compiono dei rituali che si concretizzano in gesti ripetuti, preghiere, riti propiziatori. Si tratta di piccoli rituali che ci permettono di mantenere un senso di coerenza al di là del mutare delle giornate, costruiscono il nostro essere noi nel mondo.  Infine voglio parlarvi di quei rituali che non portano vantaggi per la salute e il benessere psicofisico, ma lo peggiorano, causando ciò che viene definito “disturbo ossessivo-compulsivo”. A volte la ripetizione di un azione o di un gesto può diventare compulsiva e invalidante, finalizzato a controllare o a rassicurarsi contro le ossessioni, ovvero dubbi, pensieri, immagini o sensazioni indesiderate e spiacevoli. E’ un bene che diventa male, ciò che era semplice rassicurazione, ora è una vera ossessione, qualcosa di cui non puoi fare a meno, quasi al pari di una dipendenza da alcol o stupefacenti. La vittima diventa totalmente succube della sua stessa  creazione. Quindi in conclusione l’uomo e l’animale convivono da sempre con una serie di rituali, che restano comunque fondamentali, nonostante la condizione in iperbole, per il benessere. Esso svolge importanti funzioni, tra cui il passaggio da un’età all’altra della vita, simboleggiare il legame di appartenenza ad una comunità, costruire legami e significati comuni, metabolizzare eventi stressanti o traumatici, ed altri ancora, pure nella sua accezione patologica. Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stella e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home page e confermare. È possibile votare un numero illimitato di volte, basta attendere 60 minuti tra una votazione e l’altra. Un abbraccio a tutti!

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Greetings to all, Dear Readers! Today I want to talk to you about rituals, which in any circumstance always have particular characteristics, which somehow embody a sense of magic and mysticism. To understand what a ritual is, the example of magic formulas always comes to mind. It is often seen in magic movies that wizards and sorcerers uttering a fixed sequence of words and gestures, according to a certain order, obtaining a specific result. For the ritual we have a very similar situation, this is in fact defined as the series of fixed sequences of behavior, implemented following a precise process. It can be found indistinctly both among humans and its groups, and among animals. Their purpose is always to build an alternative reality that results in well-being or in some cases the pathology, as happens in Obsessive-Compulsive Disorder. In the history of rituals, scholars have always recognized a certain capacity for adaptation and this has allowed entire communities to integrate changes and modify meanings. Among the main purposes of the ritual is to compact the relationships between the members of a group, and the family makes no difference. A simple habit, such as the moment of a meal, becomes a ritual when, repeated over time, the active role of the various members that compose it is ensured. The same thing happens in view of Christmas, during which in fact the relatives, albeit distant throughout the rest of the year, meet again, re-declare the bond that unites them, rebuild the relationship, sometimes weakened by distance. These rituals are part of the family nucleus and therefore have a reason to be, to give stability and unity among the members, to provide a sense of organization, to avoid chaos, stress and states of crisis. The sense of well-being resulting from these rituals radiates mainly on the smaller members of the family: adolescents who share more or less ritualized moments in which to carry out activities with the rest of the family members have a significantly lower risk of developing a psychopathology, as if the ritual played the role of an external ‘container’ capable of supporting the development of a stable personality. Then, always positive, we have personal rituals. These are basically the particular expressions that each of us has to communicate better with society. in a nutshell, meaning is given and taken away from the various actions that are used for communication, concentrating with these rituals on all those variables that we experience in the most difficult way, creating meaning ourselves. Some people, before carrying out actions whose success is really significant for their life, perform rituals that take the form of repeated gestures, prayers, propitiatory rites. These are small rituals that allow us to maintain a sense of coherence beyond the changing of the days, they build our being ourselves in the world. Finally I want to talk to you about those rituals that do not bring benefits to health and psychophysical well-being, but worsen it, causing what is called “obsessive-compulsive disorder”. Sometimes the repetition of an action or gesture can become compulsive and disabling, aimed at controlling or reassuring oneself against obsessions, that is, unwanted and unpleasant doubts, thoughts, images or sensations. It is good thatit becomes bad, what used to be simple reassurance is now a real obsession, something you can’t do without, almost like an addiction to alcohol or drugs. The victim becomes totally dominated by the same creation as her. So in conclusion, man and animal have always coexisted with a series of rituals, which in any case remain fundamental, despite the hyperbole condition, for well-being. It performs important functions, including the transition from one age of life to another, symbolizing the bond of belonging to a community, building bonds and common meanings, metabolizing stressful or traumatic events, and others, even in its pathological meaning. With these words I conclude, I remind you to leave a star and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article or in the blue banners on the home page and confirm. You can vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between one vote and the next. Hugs to all!

Sempre Vostra, Storyteller.

Always Yours, Storyteller.

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