CRONACA: GIORNATA MONDIALE DEL RIFIUTO DELLA MISERIA. (20 ottobre 2021)

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Ogni giorno della settimana, per sensibilizzare riguardo il tema dei tumori femminili, verrà posto in ogni articolo e post l’immagine simbolica della donna avvolta dal fiocco rosa.

Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Con questo breve articolo voglio parlarvi una una giornata, dedicata alla celebrazione a al ricordo, molto spesso sottovalutata e poco conosciuta. Essa, come si evince dal titolo, è la Giornata Mondiale del rifiuto della miseria e si celebra ogni anno il 17 ottobre. La sua storia è relativamente recente: se ne sente infatti parlare per la prima volta ufficialmente nel 1992, quando l’Onu riconosce l’entità di questo problema e decide di istituire una giornata per ricordare e riflettere sul concetto di miseria, una piaga che troviamo in ogni parte del mondo e che spesso noi occidentali benestanti diamo per scontato. Ho utilizzato il termine “ufficialmente” non a caso. Infatti la giornata fu celebrata per la prima volta nel 1987 dai 100.000 difensori dei Diritti dell’Uomo di tutti i paesi, condizioni e origini, riuniti grazie ad un uomo, Padre Joseph Wresinski, sul Sagrato dei Diritti dell’Uomo,
al Trocadéro a Parigi. Spesso vengono ricordate le seguenti parole di quest’ultimo:

“Laddove gli uomini sono condannati a vivere nella miseria, i diritti dell’Uomo sono violati.
Unirsi per farli rispettare è un dovere sacro.”

Per questa ragione ormai da anni è un vero e proprio appuntamento fisso per creare eventi e manifestazioni, allo scopo di offrire a tutti coloro che vivono nella povertà estrema l’occasione di esprimersi, testimoniare delle loro sofferenze e delle loro lotte quotidiane. Ma il motivo di questa giornata non è soltanto il dare una possibilità concreta di espressione a chi vive quotidianamente in povertà, ma anche mobilitare i cittadini ad uno sforzo concreto affinchè non solo la miseria non sia ignorata, ma anche sconfitta. A questo mi viene lecito concludere con qualche personale parola. A volte basta davvero poco. Prenderne coscienza è il primo passo. Non bisogna necessariamente compiere azioni straordinarie, basta la presa di coscienza e poi le giuste azioni vengono da sè. Chiaramente non è sempre possibile dare un aiuto concreto, ma se si conosce il problema e si si è sensibili ad esso, quando ne avremo occasione potremo concretamente intervenire con piccoli, grandi gesti. Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stella e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home page e confermare. È possibile votare un numero illimitato di volte, basta attendere 60 minuti tra una votazione e l’altra. Un abbraccio a tutti!

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Greetings to all, Dear Readers! With this short article I want to talk to you about a day, dedicated to celebration and remembrance, very often underestimated and little known. As can be seen from the title, it is the World Day of the rejection of misery and is celebrated every year on 17 October. Its history is relatively recent: in fact, we hear about it for the first time officially in 1992, when the UN recognizes the extent of this problem and decides to set up a day to remember and reflect on the concept of misery, a plague that we find in every part of the world and that we wealthy Westerners often take for granted. I used the term “officially” not by chance. In fact, the day was celebrated for the first time in 1987 by 100,000 human rights defenders from all countries, conditions and origins, gathered thanks to a man, Father Joseph Wresinski, on the Human Rights Churchyard, at the Trocadéro in Paris. The following words of the latter are often remembered:

“Where men are condemned to live in misery, human rights are violated. Uniting to enforce them is a sacred duty. ”

For this reason, for years now it has been a real fixed appointment to create events and manifestations, in order to offer all those who live in extreme poverty the opportunity to express themselves, to witness their suffering and their daily struggles. But the reason for this day is not only to give a concrete possibility of expression to those who live in poverty every day, but also to mobilize citizens to make a concrete effort so that not only misery is not ignored, but also defeated. To this I am entitled to conclude with a few personal words. Sometimes it takes very little. Becoming aware of this is the first step. You do not necessarily have to perform extraordinary actions, it is enough to become aware and then the right actions come by themselves. Clearly it is not always possible to give concrete help, but if you know the problem and are sensitive to it, when we have the opportunity we can concretely intervene with small, large gestures. With these words I conclude, I remind you to leave a star and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article or in the blue banners on the home page and confirm. You can vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between one vote and the next. Hugs to all!

Sempre Vostra, Storyteller.

Always Yours, Storyteller

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