VIAGGI: SPECIALE SENSIBILIZZAZIONE A FAVORE DEI TUMORI FEMMINILI. Seconda parte. (19 ottobre 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Oggi pubblico e scrivo il secondo appuntamento dell’evento volto alla sensibilizzazione di tutti riguardo i tumori femminili, una vera e propria piaga che ostacola la vita di milioni di donna senza tregua. Eppure se io oggi sono qui a scrivere questo articolo è perchè qualcuno, moltissimi anni fa ormai, ha compreso l’entità di questa patologie ha deciso, nonostante si trattasse di una lotta impari a vantaggio dell’avversario, di fare il possibile per porgli fine. Se oggi il tumore al seno spaventa meno di dieci o vent’anni fa è proprio per uno dei nostri più preziosi alleati che anno dopo anno compie scoperte fondamentali verso una soluzione che possa annientare del tutto questo nemico invisibile. Una storia importante. che vede il principio dell’interesse scientifico alla fine dell’800 e che ha portato con il tempo alla chemioterapia e alle operazioni di mastectomia intorno agli anni ’70, ma anche all’uso del tamoxifenee altro che spero di spiegare al meglio nelle prossime righe.Tutto ha inizio nel 1882. Si comprendere che per estirpare la proliferazione del tumore e di conseguenza la morte di un paziente è necessaria l’asportazione del corpo anomalo. Fu proprio allora che vennero messe in atto le prime rudimentali operazioni chirurgiche, grazie anche alla recente scoperta dell’anestesia totale. Inoltre è proprio agli inizi del ventesimo secondo che compaiono i primi esperimenti di radioterapia, in seguito alla scoperta della radioattività ad opera di Marie Curie. Passarono 50 anni di storia prima che la medicina arrivasse ad un nuovo traguardo importante. Prima infatti si curava solo con l’asportazione chirurgica e con la radioterapia, ma nel 1947 al Children’s Hospital di Boston viene documentata la prima parziale remissione di una leucemia acuta in un bimbo di 4 anni grazie all’utilizzo di aminopterina, una sostanza in grado di contrastare i livelli di acido folico e quindi di inibire la crescita delle cellule tumorali. Grazie a questa importanti scoperta i bambini malati di leucemia hanno forti speranze di sopravvivenze, contrariamente a prima le quali aspettative di vita erano inferiori a tre mesi. Durante il periodo del primo dopoguerra si inizia finalmente a palare di chemioterapia. l primo farmaco ad essere approvato è la “mostarda azotata”, una molecola che veniva usata a scopi bellici. In base alle conoscenze che disponevano all’epoca provarono alcuni esperimenti e visti gli effetti immediati usarono il farmaco anche nel trattamento del Linfoma di Hodgkin. I maggiori successi nella cura della leucemia arrivarono alla fine degli anni ’50. Si dimostrò infatti  che la combinazione di due farmaci chemioterapici portava alla remissione di alcune forme di leucemia acuta sia nei bambini sia negli adulti. Un risultato fondamentale poiché si dimostra che il tumore può essere attaccato su più fronti senza necessariamente ricorrere ad alte dosi di chemioterapico. Durante gli anni ’70 la medicina concentra i suoi studi alla scoperta di una risposta per quanto concerne il tumore al seno e fu allora che riuscirono a rivoluzionarne il trattamento.Nel 1971 viene dimostrato che nei casi di malattia ai primi stadi si può evitare la mastectomia radicale in favore di un approccio conservativo capace di ridurre il dolore, migliorare il recupero post-operatorio e cambiare radicalmente l’impatto psicologico della mastectomia. Il merito è principalmente del dottor Umberto Veronesi e della sua fondazione. Nel 1975, grazie ancora al contributo italiano del professor Gianni Bonadonna, viene rivoluzionato il concetto di terapia adiuvante nel tumore del seno. Dagli studi condotti infatti verrà dimostrato che le donne con tumore al seno, se trattate con chemioterapia dopo l’operazione, hanno minori possibilità di andare incontro a recidiva. Sul finire degli anni ’70 il concetto di quadrantectomia, ovvero l’utilizzo di una chirurgia conservativa per alcune forme di tumore al seno, viene definitivamente smentita grazie ad uno storico lavoro compiuto da Umberto Veronesi e pubblicato dal New England Journal of Medicine. Si comprese dunque l’importanza di evitare le recidive tumorali e questo fu uno degli aspetti per cui la medicina si dedicò maggiormente durante gli anni ’80. Nel 1986 viene approvato l’utilizzo di tamoxifene come aiuto per evitare il rischio di recidive. Si scopre inoltre che i tumori al seno possono essere divisi in due tipologie, ovvero ormonosensibili e quelli no. I primi hanno infatti la caratteristica di avere sulla loro superficie cellulare dei recettori che possono essere utilizzati per colpire il tumore e il tamoxifene agisce proprio su di essi. In questo modo, dopo l’operazione, l’utilizzo protratto nel tempo di una terapia ormonale è in grado di ridurre il rischio recidiva e aumentare così le probabilità di guarigione dal tumore al seno. A partire dagli inizi degli anni ’90 il rischio di mortalità causata da tumore al seno inizia a calare, grazie a diagnosi precoci e terapie efficaci. Nel 1997 nasce il prima farmaco a bersaglio molecolare, ovvero che colpisca, contrariamente alla chemioterapia, solo i meccanismi molecolari, come nel caso del rituximab, un anticorpo capace di agire selettivamente su alcuni recettori delle cellule del sistema immunitario. Nel 2004 viene scoperto il bevacizumab, il primo farmaco a bersaglio molecolare antiangiogenico. Infine nell’ultimo decennio si scopre l’immunoterapia, che presenta la capacità delle cellule di riconoscere la presenza del cancro e di difenderci dallo sviluppo negativo di esso. Nascono così i primi immunoterapici, molecole capaci di stimolare il sistema immunitario a combattere la malattia. Il primo ad essere approvato, nel 2011, è ipilimumab, un anticorpo capace di cambiare la storia del melanoma metastatico. Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stella e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home page e confermare. È possibile votare un numero illimitato di volte, basta attendere 60 minuti tra una votazione e l’altra. Un abbraccio a tutti!

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Greetings to all, Dear Readers! Today I publish and write the second appointment of the event aimed at raising awareness of all about female cancers, a real scourge that hinders the lives of millions of women without respite. Yet if I am here today to write this article, it is because someone, many years ago by now, understood the extent of this pathology and decided, despite the fact that it was an unequal fight for the benefit of the opponent, to do everything possible to put an end to it. . If breast cancer scares less than ten or twenty years ago today, it is precisely because of one of our most precious allies who year after year makes fundamental discoveries towards a solution that can completely annihilate this invisible enemy. An important story. which sees the principle of scientific interest at the end of the 19th century and which over time led to chemotherapy and mastectomy operations around the 70s, but also to the use of tamoxifene and more that I hope to explain better in the next lines It all began in 1882. It is understood that in order to eradicate the proliferation of the tumor and consequently the death of a patient it is necessary to remove the abnormal body. It was precisely then that the first rudimentary surgical operations were carried out, thanks also to the recent discovery of total anesthesia. Furthermore, it is precisely at the beginning of the twentieth second that the first radiotherapy experiments appear, following the discovery of radioactivity by Marie Curie. 50 years of history passed before medicine reached a new important milestone. In fact, before it was treated only with surgical removal and radiotherapy, but in 1947 at the Children’s Hospital of Boston the first partial remission of acute leukemia in a 4-year-old child was documented thanks to the use of aminopterin, a substance capable of to counteract the levels of folic acid and therefore to inhibit the growth of cancer cells. Thanks to this important discovery, children with leukemia have high hopes of survival, unlike previously, which life expectancy was less than three months. During the period of the first post-war period, chemotherapy finally began to be talked about. The first drug to be approved is “nitrogen mustard”, a molecule that was used for war purposes. Based on the knowledge they had at the time, they tried some experiments and given the immediate effects they also used the drug in the treatment of Hodgkin’s lymphoma. The greatest successes in the treatment of leukemia came in the late 1950s. In fact, the combination of two chemotherapy drugs was shown to lead to remission of some forms of acute leukemia in both children and adults. A fundamental result since it is shown that the tumor can be attacked on several fronts without necessarily resorting to high doses of chemotherapy. During the 1970s, medicine concentrated its studies on discovering an answer regarding breast cancer and it was then that they succeeded in revolutionizing its treatment.In 1971 it was shown that in cases of disease in the early stages, mastectomy can be avoided radical in favor of a conservative approach capable of reducing pain, improving post-operative recovery and radically changing the psychological impact of mastectomy. The credit is mainly due to Dr. Umberto Veronesi and his foundation. In 1975,thanks again to the Italian contribution of Professor Gianni Bonadonna, the concept of adjuvant therapy in breast cancer is revolutionized. In fact, from the studies conducted it will be shown that women with breast cancer, if treated with chemotherapy after the operation, have less chance of going back to relapse. At the end of the 70s the concept of quadrantectomy, or the use of conservative surgery for some forms of breast cancer, was definitively denied thanks to a historic work carried out by Umberto Veronesi and published by the New England Journal of Medicine. The importance of avoiding tumor recurrences was therefore understood and this was one of the aspects for which medicine was devoted more during the 80s. In 1986 the use of tamoxifen was approved as an aid to avoid the risk of relapse. It also turns out that breast cancers can be divided into two types, namely hormone-sensitive and those not. The former have in fact the characteristic of having receptors on their cell surface that can be used to target the tumor and tamoxifen acts on them. In this way, after the operation, the prolonged use of hormone therapy is able to reduce the risk of recurrence and thus increase the chances of recovery from breast cancer. Starting in the early 1990s, the risk of mortality from breast cancer begins to decline, thanks to early diagnosis and effective therapies. In 1997 the first molecular target drug was born, that is, which, contrary to chemotherapy, affects only the molecular mechanisms, as in the case of rituximab, an antibody capable of selectively acting on some receptors of the cells of the immune system. In 2004, bevacizumab was discovered, the first drug with an antiangiogenic molecular target. Finally, in the last decade, immunotherapy has been discovered, which presents the ability of cells to recognize the presence of cancer and to defend ourselves from its negative development. This is how the first immunotherapics were born, molecules capable of stimulating the immune system to fight the disease. The first to be approved, in 2011, is ipilimumab, an antibody capable of changing the history of metastatic melanoma. With these words I conclude, I remind you to leave a star and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article or in the blue banners on the home page and confirm. You can vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between one vote and the next. Hugs to all!

Sempre Vostra, Storyteller.

Always Yours, Storyteller.

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