CRONACA: IL PRIMO TELEFONO. (11 marzo 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! È difficile oggi pensare ad una vita senza il proprio smartphone con sé, utile per una quantità illimitata di azioni quotidiane. Gli stessi standard sociali ormai lo impongono in maniera piú o meno prepotente. Ma come tutti gli oggetti entrati nella nostra quotidianità ha una storia, se vogliamo nemmeno tanto remota, eppure si tratta di uno degli oggetti che piú si é evoluto. Siete capaci di immaginare come si presentava un dispositivo di telefonia mobile quando é nato? Di sicuro per me che sono nata in un epoca in cui i telefoni erano piccoli e maneggevoli, seppur non di largo consumo come oggi, é stato molto particolare vedere il primo modello di telefono mobile e ciò mi ha incuriosito a tal punto che ho deciso di raccontarvi la sua storia. A provare il primo approccio con la telefonia wireless fu la Bell Systems, la storica compagnia di Alexander Graham Bell, riconosciuto insieme con l’italiano Meucci come l’inventore del telefono, ma quanto prodotto diede scarsi risultati, limitati solo all’utilizzo nelle autovetture, in particolare delle forze dell’ordine. La sfida di farne il nuovo strumento di comunicazione venne quindi accolta da John Mitchell, vicepresidente della Motorola. Il progetto ebbe inizio durante i primi anni ’70 quando Martin Cooper, esperto ingegnere della compagnia elettronica di Chicago, venne chiamato ad affrontare la questione.   Il primo straordinario traguardo venne raggiunto il 3 aprile del 1973, quando Cooper effettuò la prima chiamata senza fili, contattando dalla Sesta Strada di New York City l’ufficio del suo rivale Joe Engel, anch’egli impegnato su un progetto simile per la Bell. L’esperimento fu possibile grazie anche alla decisione della Agenzia federale americana sulle telecomunicazioni di liberare le frequenze necessarie. Per ottenere il prodotto finale ci vollero però 10 anni e circa 100 milioni di dollari di investimenti. Motorola lanciò la sua prima linea di cellulari nel 1983. Il suo nome era DynaTac, una sigla che stava per Dynamic Adaptive Total Area Coverage. Il modello di lancio, noto come l’8000x, comparve nelle vetrine dei negozi il 6 marzo di quell’anno, disponibile nei colori bianco e nero. La sua realizzazione costò alla compagnia americana un milione di dollari. L’oggetto, come facilmente deducibile, aveva molti difetti. Si trattava di un rettangolo alto 25 cm e del peso di 800 grammi, con in cima una lunga antenna in gomma. Disponeva di dodici tasti standard, ovvero i numeri da 0 a 9 più l’asterisco, il cancelletto e ulteriori nove tasti con funzioni speciali, tra cui “recall”, “volume” e “clear”. Alla scarsa maneggevolezza e la batteria limitata, potevi fare si e no un’ora di chiamate, si aggiungeva un prezzo d’acquisto al limite dell’inaccessibile: costava ben 4.000 dollari, equivalenti oggi a 9.000 dollari e 6.500 euro circa. Nonostante ciò la gente ne valutò il potenziale, perché si trattava di un dispositivo che permetteva di fare chiamate anche lontano da casa. Per questa ragione la grande richiesta spinse la compagnia a produrne un secondo modello, che puntava a migliorare la durata della batteria e la riduzione del peso complessivo del dispositivo. Il vero boom e la significativa evoluzione dei cellulari avvenne però tra la fine degli anni ’90 e i prima anni 2000, periodo in cui il numero degli utenti aumentò in maniera considerevole e i cellulari divennero in breve tempo ciò che rientra nell’immaginario comune. Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stellina, un commento e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basterà attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio a tutti!

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Greetings to all, Dear Readers! It is difficult today to think of a life without your smartphone with you, useful for an unlimited amount of daily actions. The same social standards now impose it in a more or less overbearing way. But like all objects that have entered our daily lives, it has a history, if we want even so remote, and yet it is one of the objects that has evolved the most. Can you imagine what a mobile phone device looked like when it was born? Certainly for me that I was born at a time when phones were small and handy, although not as consumerous as today, it was very particular to see the first model of mobile phone and this intrigued me to such an extent that I decided to tell you its story. To try the first approach with wireless telephony was Bell Systems, the historic company of Alexander Graham Bell, recognized together with the Italian Meucci as the inventor of the phone, but what produced gave little results, limited only to use in cars, especially law enforcement. The challenge of making it the new communication tool was then met by John Mitchell, Vice President of Motorola. The project began during the early 1970s when Martin Cooper, an experienced engineer at the Chicago electronics company, was called upon to address the issue. The first extraordinary milestone was reached on April 3, 1973, when Cooper made the first wireless call, contacting the office of his rival Joe Engel from New York City’s Sixth Avenue, also engaged in a similar project for Bell. The experiment was also possible thanks to the decision of the Us Federal Telecommunications Agency to release the necessary frequencies. However, it took 10 years and about $100 million of investment to obtain the final product. Motorola launched its first cell phone line in 1983. Its name was DynaTac, a theme song for Dynamic Adaptive Total Area Coverage. The launch model, known as the 8000x, appeared in store windows on March 6 of that year, available in black and white. Its realization cost the American company a million dollars. The object, as easily deductible, had many defects. It was a rectangle 25 cm high and weighing 800 grams, with a long rubber antenna on top. It had twelve standard keys, i.e. numbers 0 through 9 plus asterisk, gate, and nine additional keys with special functions, including “recall”, “volume”, and “clear”. To the poor handling and limited battery, you could do yes and no an hour of calls, added a purchase price to the limit of the inaccessible: it cost as much as 4,000 dollars, equivalent today to 9,000 dollars and 6,500 euros. Despite this, people assessed its potential, because it was a device that allowed calls to be made even away from home. For this reason, the great demand prompted the company to produce a second model, which aimed to improve battery life and the overall weight reduction of the device. However, the real boom and significant evolution of mobile phones occurred in the late 1990s and early 2000s, when the number of users increased considerably and mobile phones quickly became part of the common imagination. With these words I conclude, I remind you to leave a starlet, a comment and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article or in the blue banners at home and confirm. It is possible to vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between votes. A hug to everyone!

Sempre Vostra, Storyteller.

Always Yours, Storyteller.

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9 pensieri su “CRONACA: IL PRIMO TELEFONO. (11 marzo 2021)”

  1. Ma senza una geniale giovanissima donna ebrea austriaca, fuggita negli USA per le persecuzioni naziste, divenuta lì una grande stella del cinema per la sua incontestabile avvenenza, decisa nel ’41 di quel secolo, con l’entrata in guerra degli Stati Uniti, a contribuire per la vittoria degli alleati contro il nazi-fascismo imperante in tutta l’Europa; sapendo dall’uomo che aveva sposato in Austria, lei appena 18enne, mercante d’armi che si arricchiva con le forniture all’Asse, che tutti gli eserciti agognavano possedere l’arma efficacemente telecomandata, allora impensabile, inventò, con il suggerimento di un ubriacone pianista di Hollywood, il telecomando infallibile, che consegnò nelle mani dei generali del Pentagono. Questi, commentando che l’invenzione era opera di una donna, per gli americani utile solo per rendere piacevole la vita dei maschi, per giunta tedesca, potenzialmente nemica, e che il suo socio era un noto fallito ubriacone pianista, non le diedero credito e non ebbero neanche la curiosità di verificare la bontà dell’invenzione, abbandonandola dimenticata in uno dei loro tanti cassetti. 20 anni dopo, nel 1962, con la crisi di Cuba e la necessità di comunicare in gran segreto con le navi del blocco antisovietico, qualcuno, al pentagono, si ricordò dell’invenzione della bellissima attrice, e la riesumò dalla polvere che nel cassetto si era accumulata negli anni. Risultò essere valida, perfettamente funzionante e utilizzabile non solo come telecomando infallibile ma, anche, come criptatore infallibile per le telecomunicazioni, e fu subito e velocemente messa in uso per quella bisogna. L’invenzione rimase segretata, militarmente, per altri 20 anni e solo dopo liberalizzata per uso civile. E su questa invenzione che si basa la telefonia moderna, il wireless, la banda larga, la rete internet, il bluetooth e forse altro ancora. E con la liberazione vennero a galla l’inventrice e il pianista ubriacone e fallito, ma solo l’Austria ha onorato, postuma, la sua geniale cittadina.

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