VIAGGI: STORIA DELLA RADIOATTIVITÀ. (2 marzo 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Ultimamente, navigando su Google, mi imbatto in straordinarie invenzioni, spesso per nomea particolarmente famose, ma altrettanto poco conosciute dal punto di vista della loro storia, di come effettivamente sono nate. Ebbene tra le tante invenzioni che ho deciso di approfondire, vista la recente ricorrenza dell’anniversario di invenzione, c’è anche la radioattività, ovvero  un fenomeno per cui un nucleo atomico instabile (radioisotopo o radionuclide) si trasforma, in seguito a emissione spontanea di radiazioni. Ad annoverarsi il titolo di inventore della radioattività fu lo scienziato francese Antoine Henri Becquerel. Egli venne per primo a conoscenza dell’esistenza di un fenomeno naturale che, se governato o indotto artificialmente, avrebbe fornito un aiuto tangibile alla chimica e alla medicina. In caso contrario però, avrebbe costituito un pericolo letale per l’uomo. Egli proveniva da una famiglia affermata nel settore scientifico, in quanto sia il padre sia il nonno erano entrambi fisici molto conosciuti e avevano insegnato al Muséum national d’histoire naturelle di Parigi. I suoi studi presero il via dalle precedenti scoperte sui raggi X e sulla fluorescenza, risalenti al 1895, per opera di Wilhelm Conrad Röntgen. Notò infatti che la fluorescenza dei minerali di uranio esposti alla luce solare erano in grado di impressionare una lastra fotografica in carta nera, posta nelle vicinanze. L’aspetto davvero interessante fu che lo stesso fenomeno si era verificò anche con la lastra chiusa in un cassetto. Ciò fu possibile grazie alla presenza di radiazioni invisibili sui minerali di uranio, il che dimostrò che si trattava di un fenomeno del tutto naturale, non necessariamente indotto artificialmente tramite luce solare o altro. La scoperta venne quindi esposta dallo stesso Becquerel all’Accademia francese delle Scienze, il 2 marzo del 1896. Da allora si iniziò a parlare in Fisica di radioattività, originata dalla disintegrazione, spontanea o provocata, di un nucleo atomico con conseguente emissione di radiazioni elettromagnetiche. Grazie alla sua scoperta Becquerel vinse nel 1903 il Premio Nobel per la Fisica. Le radiazioni sono ad oggi adoperate in molti campi della scienza e della tecnica, in particolare nel campo medico, che vede i raggi X utilizzati come strumento diagnostico e terapeutico. Uno degli impieghi più recenti riguarda la genetica, in cui le radiazioni sono utilizzate come agenti mutageni, dando vita a varietà e razze con caratteristiche nuove. Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stellina, un commento e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basterà attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio a tutti!

Greetings to all, Dear Readers! Lately, browsing Google, I come across extraordinary inventions, often by name particularly famous, but equally little known from the point of view of their history, how they actually were born. Well, among the many inventions that I have decided to deepen, given the recent anniversary of the anniversary of invention, there is also radioactivity, that is, a phenomenon where a unstable atomic nucleus (radioisotope or radionuclide) transforms, as a result of spontaneous radiation emission. The title of inventor of radioactivity was the scientist French Antoine Henri Becquerel. He was first aware of the existence of a natural phenomenon which, if governed or artificially induced, would provide tangible aid to chemistry and medicine. Otherwise, however, it would have posed a lethal danger to man. He came from an established family in the scientific field, as both his father and grandfather were both well-known physicists and had taught at the Muséum national d’histoire naturelle in Paris. His studies began with previous discoveries on X-rays and fluorescence, dating back to 1895, by Wilhelm Conrad Röntgen. He noted that the fluorescence of uranium ores exposed to sunlight was able to impress a photographic slab in black paper, placed nearby. What was really interesting was that the same phenomenon occurred with the slab closed in a drawer. This was possible due to the presence of invisible radiation on uranium ores, which showed that it was a completely natural phenomenon, not necessarily artificially induced by sunlight or anything else. The discovery was then exhibited by Becquerel himself at French Academy of Sciences on March 2, 1896. Since then, we have been talking in Physics about radioactivity, originating from the disintegration, spontaneous or provoked, of an atomic nucleus resulting in the emission of electromagnetic radiation. Thanks to his discovery, Becquerel won the 1903 Nobel Prize in Physics. Radiation is currently used in many fields of science and technology, particularly in the medical field, which sees X-rays used as a diagnostic and therapeutic tool. One of the most recent uses is genetics, in which radiation is used as mutagenic agents, giving rise to varieties and breeds with new characteristics. With these words I conclude, I remind you to leave a starlet, a comment and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article or in the blue banners at home and confirm. It is possible to vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between votes. A hug to everyone!

Sempre Vostra, Storyteller.

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