EMPATIA: REPARTO NUMERO 6. (24 febbraio 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Parlo volutamente di questo libro nella rubrica EMPATIA di questo libro, perché nonostante mi sia documentata in merito alla sua trama non ho ancora avuto il piacere di leggere, anche se fa già parte della lista desideri di Amazon, visto la curiosità che ha scaturito in me. L’opera riporta il titolo”Reparto numero 6″ ed è stato scritto dall’autore russo Anton Čechov. Si tratta sicuramente uno dei più famosi racconti di quest’ultimo. La storia é ambientata in un reparto psichiatrico di un ospedale di provincia. Qui il protagonista é il dottor Ragin, responsabile e neuropsichiatra. Egli si dimostra piú volte incapace di reagire alla tragica situazione. I malati si mostrano abbandonati, talvolta esiliati, in piú sono costantemente picchiati da Nikita, il guardiano del reparto. Ragin periodicamente visita il reparto e, durante un giro di perlustrazione, si ferma a parlare con Ivan Dmitric, un paziente ricoverato. I colloqui tra i due diventano estremamente interessanti, forse proprio perché Dmitric è la persona più interessante, sagace e colta che Ragin abbia mai conosciuto. Ma allora perché Dmitric è ricoverato? Perché al contrario molti “pazzi” continuano a girare liberi per la città? Perché ad altri, piú docili dei primi, non è consentito farlo?Ma soprattutto in base a quale criterio una persona viene considerata folle? Tutta l’opera si incentra dunque su questo tema, diventando una vera e propria denuncia sociale del sistema sanitario russo, un’allegoria della vita e della morte, un’accusa spietata contro l’ignoranza e l’oscurantismo. Di certo, é una lettura interessante, che mostra i retroscena di un mondo spesso sconosciuto a livello sociale. Oggi per fortuna la situazione é differente, ma basta scorrere indietro nel tempo di pochi decenni, alla fine degli anni ’70 circa, per catapultarsi in uno scenario cupo e terrificanto, ovvero i manicomi. Da allora queste terribili strutture sono state chiuse, ma molte scene di sofferenza e violenza ai danni dei pazienti si perpetuano ancora nei reperti psichiatrici degli ospedali, forse non qui, ma altrove si. Ve ne consiglio la lettura, su quel poco che tutt’ora so, sicuramente a lettura ultimata porterò una recensione piú dettagliata. Per ora concludo, vi ricordo di lasciare una stellina, un commento e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basterà attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio a tutti!

Greetings to all, Dear Readers! I deliberately talk about this book in the EMPATHY column of this book, because although I have documented about its plot I have not yet had the pleasure of reading, even if it is already part of Amazon’s wish list, given the curiosity that has arisen in me. The work bears the title “Department number 6” and was written by the Russian author Anton Chekhov. It is certainly one of the most famous tales of the latter. The story is set in a psychiatric ward of a provincial hospital. Here the protagonist is Dr. Ragin, responsible and neuropsychiatra. He is repeatedly unable to react to the tragic situation. The sick are abandoned, sometimes exiled, in addition they are constantly beaten by Nikita, the ward’s guardian. Ragin periodically visits the ward and, during a search tour, stops to talk to Ivan Dmitric, a hospitalized patient. The talks between the two become extremely interesting, perhaps precisely because Dmitric is the most interesting, sagacious and cultured person Ragin has ever known. So why is Dmitric hospitalized? Why, on the contrary, do many “lunatics” continue to walk free around the city? Why are others, more docile than the former, not allowed to do so? But above all on what criteria is a person considered insane? All the work therefore focuses on this theme, becoming a real social denunciation of the Russian health system, an allegory of life and death, a ruthless accusation against ignorance and obscurantism. Of course, it’s an interesting reading, showing the background to a world that is often socially unknown. Today, fortunately, the situation is different, but it is enough to scroll back in time of a few decades, at the end of the 70s or so, to catapult into a gloomy and terrifying scenario, namely asylums. Since then these terrible facilities have been closed, but many scenes of suffering and violence against patients are still perpetuated in hospital psychiatric findings, perhaps not here, but elsewhere. I recommend reading it, on what little I still know, certainly at the end of the reading I will bring a more detailed review. For now, I’ll remind you to leave a starlet, a comment and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article or in the blue banners at home and confirm. It is possible to vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between votes. A hug to everyone!

Sempre Vostra, Storyteller.

Always Yours, Storyteller.

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2 pensieri su “EMPATIA: REPARTO NUMERO 6. (24 febbraio 2021)”

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