VIAGGI: STORIA DEL RADAR. (18 febbraio 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! La storia di come nascono gli oggetti, ormai di pubblico e comune utilizzo, mi affascina sempre. Tra le ultime curiosità maturate si annovera sicuramente la storia del radar, oggi strumento particolarmente utile per rilevare e determinare una posizione secondo le coordinate di distanza, l’altezza e l’azimuth. Si dice che per Marconi la scoperta di Watson- Watt rappresentò uno smacco: era infatti convinto che il fisico britannico non possedeva il merito di aver realizzato il primo sistema di telerilevamento. Per la Germania nazista invece il radar fu tra le principali ragioni della sconfitta nella Seconda guerra mondiale, risultando uno strumento di viaggio davvero insostituibile. A dare inizio agli studi fu il tedesco Herz nel 1886, che studiò la capacità di riflettere onde radio attraverso oggetti solidi. Da allora numerosi altri studi vennero svolti, grazie anche al contributo del fisico scozzese Robert Watson-Watt, che venne incaricato dall’Ufficio Meteorologico del Regno Unito di creare un sistema di mappatura dei temporali. Il governo inglese ne vide subito un potenziale in campo militare. Watt venne quindi chiamato a lavorare con il collega Edward Victor Appleton (Premio Nobel per la fisica 1947) per la costruzione di antenne in una fitta rete, in grado di emanare segnali fino alla ionosfera. A quel punto il segnale veniva riflesso riportando informazioni sulla posizione esatta. La prima dimostrazione di telerilevamento avvenne il 26 febbraio del 1935, quando Watt riuscì a captare l’esatta posizione di un aereo in regime di silenzio radio e avvolto dalla nebbia. Quattro anni dopo la Gran Bretagna aveva numerose stazioni radio sparse su tutto il territorio nazionale: poteva infatti rilevare l ‘avvicinamento dei nemici ad oltre 120 km di distanza. Nel 1940 il nome ufficiale dell’invenzione divenne RADAR (RAdio Detection And Ranging, in italiano “radio-rivelatore e misuratore di distanza”) per volontà degli Stati Uniti. Da quel momento ogni aereo e nave lo ebbero in dotazione, aumentando gli standard di sicurezza nel trasporto passeggeri e nelle rotte commerciali. Nonostante l’invenzione fu totalmente attribuita a Watt il criterio alla base del suo funzionamento fu precedentemente scoperta. Quel qualcuno era Guglielmo Marconi che nel 1922, in occasione del Congresso degli ingegneri americani a New York, annunciò che era molto vicino a realizzare un marchingegno in grado di rendere visibili gli oggetti in condizioni di buio totale e di nebbia. L’esercito itai italiano pensò che il progetto di quest’ultimo non fosse sufficiente per essere finanziato. In Italia inoltre all’epoca non esisteva una vera e propria industria nazionale elettronica e la prima produzione su scala nazionale in Italia avvenne intorno agli anni ’50, cosa che costò a Marconi un prestigioso primato scientifico. Per ora concludo, vi ricordo di lasciare una stellina, un commento e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basterà attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio a tutti!

Greetings to all, Dear Readers! The story of how objects are born, now of public and common use, always fascinates me. Among the latest curiosities gained is certainly the history of radar, today a particularly useful tool to detect and determine a position according to distance coordinates, height and azimuth. It is said that for Marconi the discovery of Watson- Watt represented a setback: he was in fact convinced that the British physicist did not have the merit of having created the first remote sensing system. For Nazi Germany, however, radar was one of the main reasons for the defeat in World War II, resulting in a truly irreplaceable travel tool. Hisz in 1886 began his studies, studying the ability to reflect radio waves through solid objects. Since then, numerous other studies have been carried out, thanks in part to the contribution of scottish physicist Robert Watson-Watt, who was commissioned by the UK Meteorological Bureau to create a thunderstorm mapping system. The British government immediately saw military potential. Watt was then called upon to work with his colleague Edward Victor Appleton (1947 Nobel Prize in Physics) to build antennas in a dense network, capable of emitting signals to the ionosphere. At that point the signal was reflected by reporting information about the exact location. The first demonstration of remote sensing took place on February 26, 1935, when Watt was able to capture the exact location of a plane in radio silence and shrouded in fog. Four years later, Great Britain had a large number of radio stations throughout the country, and it could detect that its enemies were approaching more than 120 km away. In 1940, the official name of the invention became RADAR (RAdio Detection And Ranging) at the will of the United States. Since then, each aircraft and ship has supplied it, raising safety standards in passenger transport and commercial routes. Although the invention was fully attributed to Watt, the criterion behind its operation was previously discovered. That was Guglielmo Marconi who in 1922, at the Congress of American Engineers in New York, announced that he was very close to making a device capable of making objects visible in conditions of total darkness and fog. The Italian Itai army thought that the latter’s project was not enough to be financed. In Italy, moreover, at the time there was no real national electronic industry and the first production on a national scale in Italy took place around the 1950s, which cost Marconi a prestigious scientific primacy. For now, I’ll remind you to leave a starlet, a comment and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article in the blue banners on home and confirm. It is possible to vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between votes. A hug to everyone!

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