VIAGGI: L’ERA DEL LIBRO. (16 febbraio 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Oggi inizia una nuova settimana di scrittura creativa su Storyteller’s Eye Word e lo facciamo con un argomento davvero interessante. Noi del XXI secolo spesso ignoriamo le ragioni per cui nacque un invenzione e quali bisogni rispondeva. Un oggetto al quale non rinuncerei mai personalmente é il libro. La stessa scrittura senza libro perderebbe il suo significato creativo, di intrattenimento. Ma in realtà cosa spinse l’uomo a creare il libro? In primis partiamo dalla sua nascita, quando appunto venne stampato il primo libro. Non a caso uso il termine “stampare”. I libro fino a questo momento, siamo nel 1455, erano scritti copia per copia dai frati amanuensi, questo il loro nome. Si trattava appunto di frati che come professione scrivevano libri. Se si voleva una copia del libro era necessario un amanuense, pronto a copiare parola per parola. Ciò rendeva la scrittura e i libri stessi un bene molto prezioso, reperibili solo nei monasteri e nelle case dei più ricchi, disposti a pagare molto il lavoro di questi frati. Per questa ragione per conseguenza diretta il 90% della popolazione era analfabeta. L’opera amanuense non era però priva di imprecisioni e omissioni, anche perchè scrivere centinaia di pagine al giorno non doveva essere affatto semplice! E pensare che oggi puoi acquistare un libro a 10/15 €! Poi venne l’anno 1455. Iniziava a progredire il fenomeno del ceto medio, liberi professionisti e commercianti arricchiti dalle proprie attività e desiderosi di ottenere il riscatto sociale, tra cui la facoltà di leggere e scrivere. Ciò rendeva necessario produrre copie di libri in breve tempo, per soddisfare le richieste dei benestanti europei. Il libro più desiderato era ovviamente la Bibbia. L’opera fu avviata dal giovane Johannes Gutenberg, orafo e incisore, figlio di uno degli incisori della zecca di Magonza. Egli, in seguito all’abbandono dell’attività e al successivo trasferimento dalla sua città natale a Strasburgo iniziò ad occuparsi del conio dell monete e alla lavorazione dei metalli. Fu proprio da quest’ultima attività che iniziò a maturare delle idee per la riproduzione di libri. La prima tecnica introdotta nel XV secolo fu quella della matrice di legno. Presto fu però sostituita, visto che questo sistema si rivelò presto scomodo e anti economico dal momento che la matrice risultava dopo poco inutilizzabile. Grazie alla esperienza con i metalli, Gutenberg, tornato a Magonza, mise a punto una lega di piombo e metallo da cui fu possibile ricavare singoli caratteri, riutilizzabili ogni volta. Questi caratteri metallici venivano semplicemente scambiati di post sotto la pressa, in questo modo si potevano riprodurre tantissime pagine tutte uguali. La ” Stampa a caratteri mobili” venne inizialmente utilizzata per indulgenze, grammatiche e calendari, poi si decise di riprodurre un’opera complessa, ovvero la Bibbia. Per quella che si rivelò una vera sfida fu necessario un ingente sostegno economico, in questo caso il banchiere Johann Fust, che presto diventò socio di Gutemberg. L’operazione ebbe inizio nel 1452. Il risultato manteneva le caratteristiche del manoscritto tradizionale, l’assenza di frontespizio, l’uso di capilettera realizzati a mano da artisti e la disposizione del testo in ogni pagina su due colonne di 42 righe ciascuna. Alla prima copia, del 23 febbraio 1455, seguirono altre 200 copie. In breve il sistema dei caratteri mobili fece fortuna. Di questo successo Gutenberg ne fu toccato marginalmente, dal momento che il suo nome non compariva su nessun testo. Per ragioni economiche, infatti, aveva dovuto cedere i diritti sulla sua invenzione a Fust, il solo che riuscì a trarne profitto. Ad ogni modo il suo nome venne tramandato grazie alle testimonianze orali. Alla Bibbia seguirono le stampe degli incunaboli, nome che indica le copie destinate alla stampa, per tutto il ‘500. Il primo di tali libri in Italia fu il De Civitate Dei, opera di Sant’Agostino, tutt’ora conservata alla Biblioteca di Storia Patria di Napoli. Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stellina, un commento e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo o nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basterà attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio a tutti!

Greetings to all, Dear Readers!
Today begins a new week of creative writing on Storyteller’s Eye Word and we do it with a really interesting topic. We of the 21st century often ignore the reasons why an invention was born and what needs it met. One object I would never give up personally is the book. Writing without a book itself would lose its creative, entertaining meaning. But what actually prompted the man to create the book?
First of all we start from its birth, when the first book was printed. It is no coincidence that I use the term “print”. The books up to this moment, we are in 1455, were written copy by copy by the amanuensis friars, this is their name.
They were precisely friars who wrote books as a profession. If you wanted a copy of the book you needed an amanuensis, ready to copy word for word. This made writing and books themselves a very precious commodity, available only in monasteries and in the homes of the richest, willing to pay a lot for the work of these friars. For this reason, 90% of the population was, by direct consequence, illiterate. However, the amanuensis work was not without inaccuracies and omissions, also because writing hundreds of pages a day was not to be easy at all! And to think that today you can buy a book for 10/15 €! Then came the year 1455. The phenomenon of the middle class began to progress, freelancers and traders enriched by their own activities and eager to obtain social redemption, including the ability to read and write. This made it necessary to produce copies of books in a short time, to satisfy the demands of wealthy Europeans. The most desired book was obviously the Bible. The work was initiated by the young Johannes Gutenberg, goldsmith and engraver, son of one of the engravers of the Mint of Mainz. He, following the abandonment of the activity and the subsequent transfer from his hometown to Strasbourg, began to deal with the minting of coins and metalworking. It was from this last activity that he began to develop ideas for the reproduction of books.The first technique introduced in the 15th century was that of the wooden matrix. However, it was soon replaced, since this system soon proved inconvenient and uneconomical since the matrix was soon unusable. Thanks to his experience with metals, Gutenberg, returned to Mainz, developed an alloy of lead and metal from which it was possible to obtain individual characters, reusable every time. These metallic characters were simply exchanged posts under the press, in this way many pages could be reproduced all the same.
The “movable type printing” was initially used for indulgences, grammars and calendars, then it was decided to reproduce a complex work, namely the Bible.
For what turned out to be a real challenge, substantial financial support was required, in this case the banker Johann Fust, who soon became Gutemberg’s partner. The operation began in 1452. The result maintained the characteristics of the traditional manuscript, the absence of a title page, the use of initials made by hand by artists and the arrangement of the text on each page in two columns of 42 lines each. The first copy, dated February 23, 1455, was followed by another 200 copies. In short, the movable type system made a fortune. Gutenberg was marginally affected by this success, since his name did not appear on any text.
For economic reasons, in fact, he had had to surrender the rights on his invention to Fust, the only one who managed to profit from it. In any case, his name was handed down thanks to oral testimonies. The Bible was followed by the prints of the incunabula, a name that indicates the copies destined for printing, throughout the 16th century. The first of these books in Italy was the De Civitate Dei, a work of Sant’Agostino, still preserved at the Biblioteca di Storia Patria in Naples. With these words I conclude, I remind you to leave a star, a comment and to vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article or in the blue banners on the home page and confirm. It is possible to vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between one vote and the next.
Hugs to all!

Sempre Vostra, Storyteller.

Always Yours, Storyteller.

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4 pensieri su “VIAGGI: L’ERA DEL LIBRO. (16 febbraio 2021)”

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