VIAGGI: ORIGINE DEL REGNO DI ELISABETTA II. (10 febbraio 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Oggi approfitto della mia condizione, visto che l’orecchio non mi sta dando problemi, e del mio tempo libero, per portare sul blog un palinsesto più ricco del solito. In particolare sicuro al 100% troverete un secondo articolo oltre a questo, ovvero, come già ho comunicato nella programmazione settimanale, un’importantissima comunicazione circa una collaborazione che inizierà a brevissimo, questione di giorni. Il post in questione uscirà nel pomeriggio. Se tutte le variabili me lo consentono, pubblicherò sempre nel pomeriggio un secondo articolo. Auguratemi buona fortuna, in primis con il mio orecchio, perché aldilà della pubblicazione o meno quando fa male é un momento critico! Fatta questa piccola digressione iniziamo il breve approfondimento in questione. Ricordo inoltre che chiunque abbia conoscenza in merito all’argomento trattato e ha piacere a condividerla con i lettori del blog, può liberamente lasciare un commento, molto apprezzato visto che si tratta di un salotto culturale ed io sono soltanto un semplice mediatore di contenuti. Ma ordunque parliamo di lei, Elisabetta II, regina del Regno Unito. Più volte con spirito goliardico si scherza sull’età della regina, ormai di 94 anni e tutt’ora favorita dal suo buon stato di salute. Il suo regno é ormai segnato da decenni di storia, probabilmente di più di molti suoi antenati. Proprio per questo é interessante conoscere cosa ha portato Elisabetta, nata principessa di York, ha questa posizione sociale. Tutto iniziò dal drammatico peggioramento delle condizioni di salute del padre, Giorgio VI, e la primogenita, appunto Elizabeth Alexandra Mary, questo il nome di battesimo completo, già lo rappresenta in molti appuntamenti ufficiali, nonostante la tenera età di 10 anni. Nel 1952, una giovanissima Elisabetta in compagnia dell’altrettanto giovane consorte Filippo, viene chiamata ad impegnarsi in un viaggio istituzionale attraverso i paesi del Commonwealth, allo scopo di rafforzare le relazioni con gli ex stati membri dell’Impero Britannico. Il 6 febbraio, durante la visita in Kenia, giunge la tragica notizia. Il re é morto a causa di un violento infarto nel cuore della notte, già indebolito dal tumore ai polmoni, e tutte le responsabilità cadono su di lei. Così, lontana dalla propria dimora e senza una cerimonia ufficiale, viene proclamata “Sua Maestà Elisabetta II, per Grazia di Dio, Regina del Regno Unito di Gran Bretagna e di Irlanda del Nord e dei suoi altri Reami e Territori, Capo del Commonwealth, Difensore della Fede”. Lascia in gran fretta il Kenia e torna in patria per i funerali del padre, per la prima volta in veste di regina. A quel punto i coniugi si trasferiscono a Buckingham Palace, residenza ufficiale della corona inglese, ma dalla stessa Elisabetta verrà sempre riconosciuta tale il Castello di Windsor. Lo scenario politico, un anno e mezzo prima della celebrazione pubblica di incoronazione, é quella di un paese che vede cambiare il proprio prestigio internazionale a vantaggio delle allora superpotenze, Usa e Urss. Grazie al fidato sostegno di Winston Churchill però l’Inghilterra riesce ad assumere il ruolo di sostenitrice della distensione tra le due. Questi anni per Elisabetta risultano particolarmente duri, in quando dovrà assistere alla disgregazione dell’Impero Britannico, con la conseguenza di numerose rivolte in Kenya e Iran e la crisi del Canale di Suez, che sancirà la rinuncia dell’imposizione della propria sovranità. Seguiranno inoltre per decenni numerosi attentati terroristici in Irlanda e Scozia per affermare la loro autonomia dall’Inghilterra. Seguirà la pace solo durante gli anni Novanta. Da allora inizia per lei un periodo di prosperità, anche grazie ai suoi 14 primi ministri, tra cui tre in particolare si distinguono, ovvero Churchill, Margaret Thatcher (che ammette di “detestare cordialmente”) e Tony Blair. L’affetto del pubblico conquistato a fatica verrà meno nel 1997, anno tristemente noto per la morte della nuora Lady Diana. L’opinione si manifesta infatti contraria alla fredda reazione al fatto accaduto. Nel 2002 ottiene il traguardo del mezzo secolo di regno e nel 2007 ottiene il primato di “sovrana britannica più anziana di tutti i tempi”, il resto è storia ben nota a tutti noi.  Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stellina e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basterà attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio a tutti!

Greetings to all, Dear Readers! Today I take advantage of my condition, since my ear is not giving me problems, and my free time, to bring to the blog a richer schedule than usual. In particular, 100% sure you will find a second article in addition to this, that is, as I have already communicated in the weekly schedule, a very important communication about a collaboration that will start very soon, a matter of days. The post in question will be released in the afternoon. If all the variables allow me, I will always publish a second article in the afternoon. Wish me good luck, first of all with my ear, because beyond publication or not when it hurts it is a critical moment! After this little digression we begin the brief deepening in question. I would also remind you that anyone who has knowledge of the subject matter and is happy to share it with the readers of the blog, can freely leave a comment, much appreciated since it is a cultural living room and I am only a simple mediator of content. But now let’s talk about her, Elizabeth II, Queen of the United Kingdom. Several times in a goliardic spirit jokes about the age of the Queen, now 94 years old and still favored by her good health. His reign is now marked by decades of history, probably more than many of his ancestors. That’s why it’s interesting to know what Elizabeth, born Princess of York, brought, has this social position. It all began with the dramatic deterioration in the health of his father, George VI, and his eldest son, Elizabeth Alexandra Mary, this is the full first name, already represents him in many official appointments, despite the tender age of 10. In 1952, a very young Elizabeth in the company of her equally young consort Philip was called upon to engage in an institutional journey through the Commonwealth countries, in order to strengthen relations with the former member states of the British Empire. On 6 February, during the visit to Kenya, the tragic news came. The king died of a violent heart attack in the middle of the night, already weakened by lung cancer, and all the responsibility falls on her. Thus, far from her home and without an official ceremony, she is proclaimed “Her Majesty Elizabeth II, by the Grace of God, Queen of the United Kingdom of Great Britain and Northern Ireland and her other Realms and Territories, Head of the Commonwealth, Defender of the Faith”. She leaves Kenya in a hurry and returns home for her father’s funeral, for the first time as queen. At that point the spouses move to Buckingham Palace, the official residence of the English crown, but Elizabeth herself will always be recognized as Windsor Castle. The political scenario, a year and a half before the public coronation celebration, is that of a country that sees its international prestige changed for the benefit of the then superpowers, the USA and the Ussr. Thanks to the trusted support of Winston Churchill, However, England managed to take on the role of advocate of détente between the two. These years for Elizabeth are particularly harsh, as she will have to witness the break-up of the British Empire, with the consequence of numerous uprisings in Kenya and Iran and the Suez Canal crisis, which will sanction the renunciation of the imposition of her sovereignty. A number of terrorist attacks in Ireland and Scotland will also follow for decades to assert their autonomy from England. Peace will follow only during the 1990s. Since then, she has been in a state of prosperity, thanks in part to her 14 prime ministers, including three in particular, Churchill, Margaret Thatcher (whom she admits to “detesting cordially”) and Tony Blair. The affection of the hard-won public will be thoclaimed in 1997, a year sadly known for the death of his daughter-in-law Lady Diana. Opinion is in fact opposed to the cold reaction to what has happened. In 2002 he achieved the goal of half a century of reign and in 2007 he achieved the record of “oldest British sovereign of all time”, the rest is history well known to all of us. With these words I conclude, I remind you to leave a starlet and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article in the blue banners on home and confirm. It is possible to vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between votes. A hug to everyone!

Sempre Vostra, Storyteller.

Always Yours, Storyteller.

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