DIARIO DI LIBERO PENSIERO: A TE. (5 febbraio 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Oggi comunico con voi mediante una nuova pagina di DIARIO, luogo in cui non solo il pensiero é libero, ma dove trovate davvero me stessa e il mio quotidiano, ciò che cambia sensibilmente il mio essere. E’ il caso di una lettura, che conclusi per la prima volta circa sei anni fa e da allora mi é capitato almeno tre volte di rileggere completamente. Altre volte però, quando il tempo me lo impedisce, prendo alcune pagine a caso per scorgere nuovamente la stessa atmosfera di nuovo, potendo comunque beneficiarne. Il suo titolo è “Amo a te” dell’autrice e intellettuale umanista Luce Irigaray. Io non sono solita usare il termine intellettuale. Non mi é mai piaciuto. Forse perché vuol dire tutto e nulla. Può dar merito a chi non ne ha davvero e toglierne a chi ne ha. E’ una parola crudele di cui troppo spesso se ne abusa. In questo caso però é diverso. Il termine intellettuale riferito a Luce Irigaray riassume egregiamente la sua grande esperienza e cultura. E’ infatti esperta di filosofia, come dimostra il suo ruolo di direttrice di ricerca dell’ambito presso il Centre National de la Recherche Scientifique di Parigi, di linguistica, di psicologia e psicoanalisi. Inoltre è un appassionata di cure olistiche e di yoga, il che la rende ai miei occhi un riferimento completo. Mi piacerebbe molto prossimamente fare una vera e propria recensione di questo libro su I CONSIGLI DI STORYTELLER’S EYE, per darvi la possibilità di conoscere la mia opinione e perchè no beneficiare anche voi della lettura. La verità é che con un’attenta analisi la filosofia ci spiega cosa significa per una donna amare. La stessa Irigary scrive:

“Amo a te significa «osservo nei tuoi confronti un rapporto di in-direzione». Non ti sottometto, né ti consumo. Ti rispetto (come irriducibile). Ti saluto: saluto in te. Ti lodo: lodo in te. Ti ringrazio: rendo grazie a te per … Ti benedico per. Ti parlo, non soltanto di una certa cosa, ma ti parlo a te. Ti dico, non tanto questo o quest’altro, ma ti dico a te.

Essa mette l’accento a quel complemento di termine troppo spesso dimenticato. In quella semplice a si nasconde un luogo del pensiero, la direzione a cui è rivolto il vero agire. Il “ti amo” non esprime una semplice azione, si concentra piuttosto sul divenire, sulla distanza da percorrere per raggiungere il soggetto del nostro amore. Aspetti del linguaggio troppo spesso espressi e dati per scontato. Una sola parola aggiunta alle volte può celare significati a cui non diamo la giusta importante. Nel termine a si nasconde il dinamismo, il movimento del pensiero. Lettura davvero straordinaria ed emozionante, ve lo garantisco. Forse già la prossima settimana faccio la recensione, non lo escludo. Per ora però vi saluto, vi ricordo infine di lasciare una stellina, un commento e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basterà attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio a tutti!

Greetings to all, Dear Readers! Today I communicate with you through a new page of DIARIO, a place where not only thought is free, but where you really find myself and my daily life, what changes my being significantly. This is the case with a reading, which was first completed about six years ago and has since been completely reread at least three times. Other times, however, when time prevents me from doing so, I take a few pages at random to see the same atmosphere again, still being able to benefit from it. Its title is “I love you” by humanist author and intellectual Luce Irigaray. I’m not used to the term intellectual. I never liked it. Maybe because it means everything and nothing. It can give credit to those who don’t really have it and take it away from those who have it. It is a cruel word that is all too often abused. In this case, however, it is different. The intellectual term for Luce Irigaray sums up her great experience and culture. She is an expert in philosophy, as evidenced by her role as director of field research at the Centre National de la Recherche Scientifique in Paris, of linguistics, psychology and psychoanalysis. She is also passionate about holistic care and yoga, which makes her a complete reference to me. I would very soon like to do a real review of this book on STORYTELLER’S EYE TIPS, to give you the opportunity to know my opinion and why not benefit from reading too. The truth is that with careful analysis philosophy explains to us what it means for a woman to love. Irigary herself writes:

“I love you means “I observe towards you a relationship of in-direction”. I don’t subdue you, nor do I consume you. I respect you (as irreducible). I greet you: Greetings in you. I praise you: I praise you. Thank you: I give thanks to you for … I beseech you for. I’m talking to you, not just about a certain thing, but I’m going to talk to you. I tell you, not so much this or this, but I tell you.”

It emphasizes that term complement too often forgotten. In that simple a hides a place of thought, the direction to which the real action is addressed. The “I love you” does not express a simple action, rather it focuses on becoming, on the distance to be traveled to reach the subject of our love. Aspects of language too often expressed and taken for granted. A single word added to the vaults can conceal meanings that we don’t give the right important. In the term a hides the dynamism, the movement of thought. Truly extraordinary and exciting reading, I guarantee you. Maybe as early as next week I do the review, I don’t rule it out. For now, however, I greet you, I finally remind you to leave a starlet, a comment and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article in the blue banners on home and confirm. It is possible to vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between votes. A hug to everyone!

Sempre Vostra, Storyteller.

Always Yours, Storyteller.

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