I CONSIGLI DI STORYTELLER’S EYE: RECENSIONE. (4 febbraio 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Oggi è un giorno strano perché non solo pubblico in ritardo a causa della stanchezza, ma addirittura pubblico una recensione letteraria per la rubrica I CONSIGLI DI STORYTELLER’S EYE di mercoledì, anche se di solito la rubrica esce di sabato. Il cambio di programma é dovuto al fatto che mi sto cimentando in una nuova lettura, abbastanza lunga e impegnativa rispetto ai miei standard (visto la dislessia che mi porto dietro dall’infanzia preferisco letture che non superano le 250 pagine, in modo tale da godermi a pieno il contenuto). Ma detto ciò non voglio dilungarmi oltre. Dedico questo spazio a “Il Vangelo degli Infami”, scritto da Luca Atzori. Prima di iniziare voglio ringraziare l’autore e la casa editrice ERETICA EDIZIONI per la condivisione dell’opera e la fiducia riposta. Quello che forse abbiamo dimenticato nel tempo é la bellezza della poesia. Questo accade perché la consideriamo un genere datato, per così dire “vecchio”, qualcosa che risulta poco corrente con le richieste letterarie del giorno d’oggi. In verità la poesia non é mondo statico, che rimane immutato nel tempo. La poesia é uno strumento dinamico della letteratura, può mutare e plasmarsi secondo le esigenze dei lettori, del tempo ed in primis dello stesso autore. Essa é un divenire costante in cui i versi e le figure retoriche restano un messaggio antico che lasciano spazio a moderne forme di comunicazione, fatte di parole dense di significato e fluire libero del pensiero. Di questo concetto l’autore ne fa un principio di coscienza, cimentandosi nella più libera sperimentazione dell’arte poetica. La libertà non é soltanto tema cardine della raccolta, bensì uno stile, l’andamento stesso delle poesie. E’ l’apoteosi dell’emancipazione letteraria, della licenza espressa all’iperbole. Egli non si pone limiti, parla liberamente di amore, di politica, di sè e del suo approccio egoistico verso il prossimo, senza imporsi dei limiti. In questo caso ho deciso di disquisire senza soffermarmi sull’analisi formale, vista la natura dell’opera. Vi dirò dunque della mia personale esperienza. Come sapete amo provare ogni genere di lettura, ma ciò non significa che ne rimanga sempre affascinata. Trovare simili argomenti espressi in termini tanto diretti in poesia, talvolta anche a mio modesto parere volgari, blocca la continuità della mia lettura. Io stessa mi sento spesso rapita dalla poesia, visto che io stessa scrivo e pubblico poesie, ma non mi ha trasmesso il classico senso trascendentale tanto ambito. Il linguaggio mi bloccava. Con ciò non voglio negare talento all’autore, anzi, semplicemente non trova il mio favore o perlomeno non la reputo tra le mie letture preferite. Il titolo invece é assolutamente perfetto per il contenuto. Detto ciò non mi sento di consigliarla a chi non é affine a questo linguaggio, perché credo possa nuocere ad un lettore sensibile. Ad ogni modo il voto resta positivo.

Classificazione: 3 su 5.

Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stellina, di commentare se la rubrica vi piace e di seguire il blog. Inoltre mi farebbe piacere il vostro voto per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare sulla barra blu sotto questo articolo o nei banner blu in home e confermare. È possibile votare un numero illimitato di volte, basta attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un forte abbraccio.

Copertina libro di “Il Vangelo degli Infami” di Luca Atzori, ERETICA EDIZIONI.

Greetings to all, Dear Readers! Today is a strange day because not only late audience due to tiredness, but I even published a literary review for the column I CONSIGLI DI STORYTELLER’S EYE on Wednesday, although usually the column comes out on a Saturday. The change of program is due to the fact that I am trying my hand at a new reading, long enough and demanding compared to my standards (given the dyslexia I carry after me from childhood I prefer readings that do not exceed 250 pages, so as to fully enjoy the content). But having said that, I do not want to go any further. I dedicate this space to “The Gospel of the Infamous”, written by Luca Atzori. Before I start I want to thank the author and the publishing house ERETICA EDIZIONI for the sharing of the work and the trust placed. What we may have forgotten over time is the beauty of poetry. This is because we consider it a dated genre, so to speak “old”, something that is not very current with today’s literary requests. In truth, poetry is not a static world, which remains unchanged over time. Poetry is a dynamic tool of literature, it can change and shape according to the needs of readers, of time and first and first of all of the same author. It is a constant becoming in which rhetorical verses and figures remain an ancient message that leave room for modern forms of communication, made of words full of meaning and flow free of thought. The author makes this concept a principle of consciousness by engaging in the freest experimentation of poetic art. Freedom is not only a pivotal theme of the collection, but a style, the very course of his poems. It is the apotheosis of literary emancipation, of the license expressed to hyperbole. He sets no limits, he speaks freely of love, of politics, of himself and of his selfish approach towards others, without imposing limits. In this case I decided to disquisition without dwelling on the formal analysis, given the nature of the work. I will therefore tell you about my own experience. As you know, I love trying all kinds of readings, but that doesn’t mean I’m always fascinated by it. Finding such arguments expressed in such direct terms in poetry, sometimes even in my humble vulgar opinion, blocks the continuity of my reading. I myself often feel enraptured by poetry, since I myself write and post poems, but it did not convey to me the classic transcendental sense so coveted. Language blocked me. By this I do not want to deny talent to the author, he said, he simply does not find my favor or at least I do not consider it among my favorite readings. The title, on the other hand, is absolutely perfect for the content. Having said that, I do not recommend it to those who are not related to this language, because I believe it can harm a sensitive reader. In any case, the vote remains positive.

Classificazione: 3 su 5.

With these words I conclude, I remind you to leave a starlet, to comment if you like the column and to follow the blog. I would also like your vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click on the blue bar below this article or in the blue banners at home and confirm. You can vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between one vote and the next. A strong hug.

Sempre Vostra, Storyteller.

Always Yours, Storyteller.

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10 pensieri riguardo “I CONSIGLI DI STORYTELLER’S EYE: RECENSIONE. (4 febbraio 2021)

  1. anche io ogni tanto scrivo la poesia, ma non la leggo mai: per me è un genere egocentrico, in cui il messaggio è crittico e ha senso solo per chi scrive; infatti scrivo solo per catarsi
    e vedere 3 stellette non mi invoglia a provare la raccolta xD

    Piace a 1 persona

    1. Io ho semplicemente espresso un parere. Sta a chi leggere scegliere se un libro merita la lettura o no! Indubbiamente la poesia è un genere molto particolare e perciò protagonista di differenti interpretazioni.😊

      "Mi piace"

  2. Despite having dyslexia, if you can still produce this art of words and poetry, I wonder if you did not have it, how awesomely you’d be enlightening this world. Totally love this imperfect part of you which brings out those perfect expressions for love and life. 🌹💖

    Piace a 1 persona

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