VIAGGI: LA FINE DELLA SCHIAVITÙ. (22 gennaio 2021)

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Un Saluto a tutti, Cari Lettori! Oggi nuovo appuntamento con la rubrica VIAGGI, molto apprezzata da tanti di voi, proprio perché ogni lettura è un vero e proprio viaggio nel tempo, alla scoperta di fatti di per sè molto curiosi e accaduti molto prima delle nostre nascite, in periodi storici in cui i modi, le tradizioni e i fatti erano del tutto inimmaginabili nella nostra era, ma molto comuni nel passato. Tra questi un fatto inspiegabile nel nostro è il concetto di schiavitù. Oggigiorno non esiste più, ma tanto si è dovuto lottare per abbattere stereotipi e idee sbagliate, quale l’inferiorità di un’etnia umana rispetto ad un’altra. In particolare, dopo secoli di storia, la schiavitù in America è stata abolita il 31 gennaio del 1865, 155 anni fa.  Il contenuto della prima sezione del XIII emendamento alla Costituzione degli Stati Uniti d’America cita e seguenti parole:

«La schiavitù o altra forma di costrizione personale non potranno essere ammesse negli Stati Uniti, o in luogo alcuno soggetto alla loro giurisdizione, se non come punizione di un reato per il quale l’imputato sia stato dichiarato colpevole con la dovuta procedura»

Dalla stesura di queste righe la schiavitù fu ufficialmente messa al bando in 36 Stati america, allora rappresentati dal Congresso. Portavoce per lunghi anni di questa battaglia civile e morale fu Abraham Lincoln, 16° presidente degli Usa dal 1861 al 1865. Egli infatti emana nel 1863 il Proclama di Emancipazione, con il quale furono liberati gli schiavi degli Stati ribelli della Confederazione, ma non riguardava ancora gli schiavi dei territori del nord sotto il controllo dell’Unione e quelli degli Stati occupati. Lui stesso però vedeva il documento appena emendato come poco efficace e visto lo svolgersi dell’allora attuale Guerra di Secessione, anche temporaneo. Voleva quindi sostenere un nuovo emendamento, questa volta con l ‘aiuto dei deputati a favore delle sue idee. Fino ad allora mai accadde ai deputati di dare il proprio sostegno e il proprio favore a leggi contrarie alla schiavitù, piuttosto alla salvaguardia della stessa. L’emendamento di tale legge avrebbe provocato un forte cambiamento storico. Furono due repubblicani, James Mitchell Ashley (dell’Ohio) e James Falconer Wilson (Iowa), e un senatore democratico (John B. Henderson del Missouri), a fare stesura del corpo centrale del testo definitivo. Venne in poco tempo favorevolmente accolto dal Senato, ma la Camera dei Rappresentanti votò a sfavore. Fondamentale fu quindi l’intervento di Lincoln: in questo modo la modifica venne approvata con 119 voti a favore e 56 contrari, nell’ultima seduta di gennaio. Poco dopo il Congresso inviò il documento ai 36 Stati della Confederazione. Il 6 dicembre del 1865 entrò ufficialmente in vigore. Prima della rettifica, gli Stati in cui la schiavitù era ancora valida erano il Delaware, il Kentucky, il Missouri, il Maryland e il New Jersey. Dopo l’emendamento ufficiale del documento si contavano solo più 40 000 schiavi, tutti concentrati in Kentucky. Queste furono le ultime persone ad ottenere lo stato di libertà. Il documento venne successivamente completato con altri due emendamenti, noti come “Emendamenti della Ricostruzione”, i quali il XIV tutelava i diritti civili degli ex schiavi e il XV riconosceva loro il diritto di voto.  Con quese parole concludo, ne approfitto per ricordarvi di iscrivervi sul blog (www.storytellereyeword.com) e su Instagram (storytellerseyeword) perché raggiunti in contemporanea su entrambe le piattaforme i 500 followers, organizzerò alcuni speciali sul blog piú delle iniziative Instagram e avremo modo insieme di scoprire curiosità tra le piú diverse. Come sempre rispondo ad ogni like e segui. Vi ricordo di lasciare una stellina, un commento e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basterà attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio a tutti!

Greetings to all, Dear Readers! Today a new appointment with the rubric VIAGGI, much appreciated by many of you, precisely because every reading is a real journey through time, discovering facts in itself very curious and happened long before our births, in historical periods when the ways, traditions and facts were completely unimaginable in our era, but very common in the past. Among them an inexplicable fact in ours is the concept of slavery. Nowadays it no longer exists, but so much has had to be fought to break down stereotypes and misconceptions, such as the inferiority of one human ethnicity over another. In particular, after centuries of history, slavery in America was abolished on January 31, 1865, 155 years ago. The contents of the first section of the 13th Amendment to the Constitution of the United States of America mention the following words:

“Slavery or other form of personal compulsity may not be admitted to the United States, or to any person within their jurisdiction, other than as punishment for a crime for which the accused has been found guilty by due process.”

Since these lines, slavery has been officially banned in 36 American states, then represented by Congress. The long-time spokesman for this civil and moral battle was Abraham Lincoln, the 16th president of the United States from 1861 to 1865. In 1863 he issued the Emancipation Proclamation, which freed the slaves of the rebel states of the Confederacy, but did not yet concern slaves in the northern territories under union control and those of the occupied states. However, he himself saw the document just amended as ineffective and given the unfolding of the then current War of Succession, even temporary. He therefore wanted to support a new amendment, this time with the help of Members in favour of his ideas. Until then, it has never happened to Members to give their support and support to laws that are contrary to slavery, rather than to safeguarding it. The amendment to this law would have brought about a major historical change. It was two Republicans, James Mitchell Ashley (of Ohio) and James Falconer Wilson (Iowa), and a Democratic senator (John B. Henderson of Missouri), who drafted the central body of the final text. It was soon welcomed by the Senate, but the House of Representatives voted against it. Lincoln’s intervention was therefore fundamental: in this way the amendment was approved by 119 votes in favour and 56 against, at the last session in January. Shortly thereafter, Congress sent the document to the 36 states of the Confederacy. On December 6, 1865 it officially came into force. Prior to the rectification, the states where slavery was still valid were Delaware, Kentucky, Missouri, Maryland, and New Jersey. After the document’s official amendment, there were only more than 40,000 slaves, all concentrated in Kentucky. These were the last people to gain the state of freedom. The document was later supplemented with two other amendments, known as the “Reconstruction Amendments”, which the XIV protected the civil rights of former slaves and the XV gave them the right to vote. With these words I conclude, I take the opportunity to remind you to subscribe on the blog (www.storytellereyeword.com) and on Instagram (storytellerseyeword) because reached simultaneously on both platforms the 500 followers, I will organize some specials on the blog more than Instagram initiatives and we will have the opportunity together to discover curiosities among the most diverse. As always I respond to every like and follow. I remind you to leave a starlet, a comment and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article in the blue banners on home and confirm. It is possible to vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between votes. A hug to everyone!


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8 pensieri su “VIAGGI: LA FINE DELLA SCHIAVITÙ. (22 gennaio 2021)”

    1. Beh ovviamente dopo questa legge ci sono stati anni di leggi razziali, discriminazioni e altro. Una legge non può cambiare secoli di stereotipi e pregiudizi sociali. Sicuramente in quel periodo venne compiuto un primo passo verso l’uguaglianza di tutti gli esseri umani.😊

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    1. Hai pienamente ragione, purtroppo! Vedi ad esempio il caso di George Floyd considerando forse il più eclatante e mediatico degli ultimi tempi (ne parlai in un articolo quando successe), questo è solo un esempio di una piaga ( ormai principalmente psicologica e moralista) che continua a perpetuarsi da sempre. Grazie per il tuo messaggio.🙏😊

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  1. Ciao, un bellissimo articolo, una piccola precisazione, forse un errore di battitura, colpa della scrittura intelligente, successione o secessione? Mi hai fatto venire un super dubbio

    Piace a 1 persona

    1. Ciao! Ti ringrazio per il complimento e per la precisione. Solo ora mi rendo conto. La parola corretta è ovviamente “secessione”, tante sono state le guerre di “successione” in territorio europeo, ad esempio in Spagna o in Austria, ma di certo non è questo il caso! Ti ringrazio moltissimo per aver fatto notare il tuo dubbio e di conseguenza l’errore, provvederò a correggere! Sono problemi legati al correttore automatico. A volte non conoscendo una parola è portato a digitare quella più simile e per egli più corretta, ma erroneamente. Ti auguro buona giornata.🤗😊

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