EMPATIA: VERNE E IL GIRO DEL MONDO. (20 gennaio 2021)

Annunci

Un Saluto a tutti, Cari Lettori. Torna, per la gioia di molti di voi, la rubrica EMPATIA, con un articolo dal tema davvero interessante. Tutto il programma della settimana in realtà sarà ricco, proprio perché ho deciso di dedicare per intero la prossima settimana alla Giornata della Memoria, a cui tengo particolarmente, per commemorarla nel modo migliore possibile. Detto ciò dunque, senza dilungarmi oltre vi parlo dell’argomento di oggi, ovvero la pubblicazione di un romanzo che ha segnato la storie e che il tempo lo fece diventare un vero classico. Parlo infatti de ” Il Giro del mondo in 80 giorni”, una delle opere più celebri nella storia della letteratura d’avventura, cui se ne attribuiscono i meriti a Jules Verne. L’opera ha una lunghissima storia alle spalle e la data di pubblicazione risale a ben 147 anni fa, il 30 gennaio del 1873. Voglio quindi introdurre la lettura con un estratto importante dell’opera, ovvero le sue primissime parole:

«Nell’anno 1872, la casa segnata con il numero 7 di Saville Row, Burlington Gardens – nella quale morì Sheridan nel 1814 – era abitata da Phileas Fogg, esq. uno dei membri più originali e più in vista del Reform Club di Londra, nonostante il suo apparente proposito di non far nulla che potesse attirare l’attenzione altrui».

Da essa ne derivò un radicale cambiamento sociale, con un nuova concezione del viaggio, solida base del moderno concetto di turismo. Prima del 30 gennaio del 1873 però Verne aveva già stupito i suoi lettori con opere dal fascino senza tempo, tra cui il famoso “Cinque settimane in pallone” e “Ventimila leghe sotto i mari”. Si insinua quindi nelle letteratura contemporanea  l’idea del viaggio come scoperta di nuovi mondi e insieme impresa straordinaria, spesso oltre i limiti delle umane possibilità, il binomio perfetto tra scienza e avventura. La scelta di un bagaglio letterario di questa natura era assolutamente idonea e pertinente con periodo storico vigente, l’Età dell’Imperialismo appunto, clima in cui le grandi potenze si spartivano pezzi di continenti, ognuno dei quali ricchi di risorse e strategici nelle rotte commerciali. L’ aspetto che più affascinò Verne però fu ciò che fece l’imprenditore americano George Francis Train, specializzato nella costruzione di linee ferroviarie, il quale riuscì a compiere il giro del globo in treno e la sua impresa era stata esaltata da radio e giornali. Tre anni dopo Verne pubblica “Il Giro del mondo in 80 giorni”. Protagonista della storia è Phileas Fogg, un ricco signore londinese, contraddistinto dal carattere riservato e a tratti enigmatico, amante esasperato della puntualità e della regolarità. La mattina del 2 ottobre, leggendo il Daily Telegraph viene a conoscenza che la Banca d’Inghilterra ha subito una rapina e in contemporanea dell’apertura di una linea ferroviaria in India. Secondo l’articolista, permetterebbe di completare il giro del mondo in 80 giorni. Insieme ai soci del Reform Club nasce quindi una sfida: sono pronti a scommettere 20mila sterline che l’impresa è impossibile. Fogg contrariamente accetta la scommessa e si dice pronto a dimostrare in prima persona il contrario, sapendo che ciò significherebbe giocarsi metà del suo patrimonio. Parte dunque la sera stessa, accompagnato dal suo fedele cameriere Jean Passpartout, da subito un fidato aiutante. Il viaggio si sviluppa tra mille avversità, tra cui ispettore di Scotland Yard, Fix, il quale, ingannato dalla somiglianza con l’identikit, individua in Fogg il rapinatore della Banca d’Inghilterra e gli si mette sulle sue tracce. In seguito alla pubblicazione del libro alcune temerarie persone provarono a battere il record del giro del mondo in 80 giorni. La prima a provare fu infatti la giornalista Nellie Bly che ripercorse le tracce del personaggio immaginario di Verne, portando a termine il giro in 72 giorni. Ne seguirono molti altri, il che rese noto il fenomeno del “globetrotters”. Per ora concludo, ne approfitto per ricordarvi di iscrivervi sul blog (www.storytellereyeword.com) e su Instagram (storytellerseyeword) perché raggiunti in contemporanea su entrambe le piattaforme i 500 followers, organizzerò alcuni speciali sul blog piú delle iniziative Instagram e avremo modo insieme di scoprire curiosità tra le piú diverse. Come sempre rispondo ad ogni like e segui. Vi ricordo di lasciare una stellina, un commento e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basterà attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio a tutti!

Greetings to all, Dear Readers. The EMPATHY column is back, to the delight of many of you, with a really interesting article. The whole program of the week will actually be rich, precisely because I have decided to dedicate in full next week to Remembrance Day, to which I am particularly interested, to commemorate it in the best possible way. Having said that, therefore, without going into more detail, I am going to tell you about today’s subject, namely the publication of a novel that marked the story and that time made it a real classic. I am talking about ” The Tour of the World in 80 Days”, one of the most famous works in the history of adventure literature, to which Jules Verne is credited. The work has a very long history behind it and the publication date dates back to 147 years ago, 30 January 1873. I therefore want to introduce reading with an important extract of the work, that is, his very first words:

“In the year 1872, the house marked with the number 7 of Saville Row, Burlington Gardens – in which Sheridan died in 1814 – was inhabited by Phileas Fogg, esq. one of the most original and most in sight members of the Reform Club of London, despite his apparent intention to do nothing that could attract the attention of others.”

From it resulted a radical social change, with a new conception of travel, a solid basis of the modern concept of tourism. Before January 30, 1873, however, Verne had already amazed his readers with works with timeless charm, including the famous “Five Weeks in the Balloon” and “Twenty Thousand Leagues Under the Seas”. The idea of travel as the discovery of new worlds and at the same time extraordinary enterprise, often beyond the limits of human possibilities, the perfect combination of science and adventure, is therefore insinuated in contemporary literature. The choice of a literary baggage of this nature was absolutely suitable and relevant with the current historical period, the Age of Imperialism precisely, a climate in which the great powers divided pieces of continents, each rich in resources and strategic in trade routes. What fascinated Verne most, however, was what the American businessman George Francis Train, who specialized in the construction of railway lines, did, who managed to go around the globe by train and his feat had been enhanced by radio and newspapers. Three years later Verne publishes “The World Tour in 80 Days”. The protagonist of the story is Phileas Fogg, a rich London gentleman, characterized by the reserved and at times enigmatic character, exasperated lover of punctuality and regularity. On the morning of 2 October, reading the Daily Telegraph, he learned that the Bank of England had been robbed and at the same time as the opening of a railway line in India. According to the article- “It would allow you to complete the tour of the world in 80 days. Together with the members of the Reform Club, a challenge is therefore born: they are ready to bet 20 thousand pounds that the feat is impossible. Fogg, in contrast, accepts the bet and says he is ready to prove himself otherwise, knowing that this would mean playing half of his assets. He leaves that evening, accompanied by his faithful waiter Jean Passpartout, immediately a trusted helper. The journey develops amid a thousand adversities, including Scotland Yard inspector Fix, who, deceived by his resemblance to the identikit, spots the Bank of England robber in Fogg and puts himself in his tracks. Following the book’s publication, some reckless people tried to break the world tour record in 80 days. The first to try was in fact the journalist Nellie Bly who retraced the traces of verne’s fictional character, completing the tour in 72 days. Many more followed, which made known the phenomenon of globetrotters. For now I conclude, I take the opportunity to remind you to subscribe on the blog (www.storytellereyeword.com) and on Instagram (storytellerseyeword) because reached simultaneously on both platforms the 500 followers, I will organize some specials on the blog more than Instagram initiatives and we will have the opportunity together to discover curiosities among the most diverse. As always I respond to every like and follow. I remind you to leave a starlet, a comment and vote for Storyteller’s Eye Word on Net-Parade! Just click in the blue bar below the article in the blue banners on home and confirm. It is possible to vote an unlimited number of times, just wait 60 minutes between votes. A hug to everyone!

Sempre Vostra, Storyteller.

Always Yours, Storyteller.

sito
Annunci
Annunci

3 replies

  1. Questa è stata sicuramente una degli articoli più interessanti scritti su Verne, uno dei miei scrittori preferiti che ancora dopo tanti anni riesce a sorprendere e appassionare tante persone. Seguirò anche gli articoli che dedicherai alla Giornata della Memoria, un argomenti che sta a cuore anche a noi.

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...