I CONSIGLI DI STORYTELLER’S EYE: RECENSIONE “GLI ANSIOSI SI ADDORMENTANO CONTANDO LE APOCALISSI ZOMBIE”. (19 dicembre 2020)

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Copertina del libro “Gli ansiosi si addormentano contando le apocalissi zombie” di Alec Bogdanovic, pagine 124.

Un saluto a tutti, Cari Lettori! Oggi voglio parlarvi di un romanzo dai tratti molto particolari, in cui sia il contenuto sia gli aspetti formali mi portano in bilico tra sensazioni differenti e opposte tra loro. Prima di iniziare la recensione ci tengo a ringraziare pubblicamente l’autore Alec Bogdanovic per avermi gentilmente regalato una copia ebook dell’opera. Il libro é della casa editrice Rogas. Il primo aspetto alquanto complesso é il genere: viene infatti definito online, in maniera frettolosa forse, come un banale romanzo contemporaneo, anche se personalmente, proprio per la struttura che si evince nei suoi capitoli, lo definirei quasi una raccolta di storie dal carattere fortemente biografico e autoriflessivo. Tema principale della narrazione è la depressione. Il protagonista, lo stesso autore dell’opera, dimostra apertamente la lotta impari che quotidianamente compie contro di essa, ormai è avvolto da una fitta nube di assenza e confusione rispetto al mondo che lo circonda e tenta in ogni modo possibile di uscirne, con accuratezza scientifica e meticolosa, diventando egli stesso ricercatore e cavia da laboratorio. Nonostante ciò vive nell’autoconvinzione che nulla lo salverà davvero, vivendo un’esistenza fatta di compensazioni attui a brevi istanti di apparente felicità. L’opera attira molto l’attenzione, dato l’utile stratagemma dell’autore di trattare l’argomento con assoluta autoironia e una buona dose di sarcasmo. Per quanto riguarda la struttura il libro si presenta con brevi capitoli, ognuno da una pagina o poco più, ma nonostante ciò trovo quest’ultimi non sempre legati in modo omogeneo tra loro, per questa ragione, con un’analisi più attenta e personale, lo reputerei piuttosto una raccolta di storie brevi a carattere biografico. Vantaggio strutturale é sicuramente che la brevità dei capitoli rende scorrevole e fruibile la lettura. La narrazione é semplice e lineare, come di solito accade nelle biografie. Per quanto concerne lo stile invece, possiamo definirlo fondamentale, in quanto é principalmente esso a dare la nota comica e sarcastica alla lettura. Il linguaggio spicca con un forte senso ironico, a tratti enfatizzato da un tono boccacesco. Il libro è sicuramente interessante nella sua interezza, porta sempre alta l’attenzione del lettore, il tema é ben articolato e fruibile. Mi é piaciuto seguire la lettura e ammetto che mi sono anche divertita, nonostante a volte fossi frenata dal linguaggio un pò troppo diretto! Per questa ragione mi sento di consigliarlo per una lettura leggera che sa argomentare con concretezza un tema fortemente delicato, ma contemporaneamente di sconsigliarlo perché il linguaggio adoperato nel corso della narrazione potrebbe urtare un lettore particolarmente sensibile. Ad ogni modo il mio voto é positivo.

Classificazione: 3 su 5.

Con queste parole concludo, vi ricordo di lasciare una stellina e un commento per farmi conoscere la vostra opinione qualora avete già letto il libro, di seguire il blog e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net-Parade! Basta cliccare nella barra blu sotto l’articolo nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basterà attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un abbraccio a tutti!

Sempre Vostra, Storyteller.

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