DIARIO DI LIBERO PENSIERO: CONCLUSIONI DELLA RICERCA DELLA FELICITÀ. (11 dicembre 2020)

Un saluto a tutti, Cari Lettori! Torno dopo la giornata di ieri di assenza a scrivere sul blog con le mie pagine di DIARIO. In particolare ho intenzione di concludere tutto il discorso in merito alla ricerca della felicità descritta nell’omonimo libro di Jiddu Krishnamurti. Abbiamo parlato di cosa significa per l’autore la ricerca della felicità e cosa sia la stessa, cosa rappresenta, come appare all’essere umano e cosa è realmente. Eppure lui parla di un altro aspetto fondamentale e collegato alla felicità, ovvero l’amore. Egli non ne parla nei termini classici, ne parla secondo l’interpretazione che la società fa. Quando parla di amore si riferisce infatti al modo in cui ci rivolgiamo al prossimo, a tutte quelle persone che non fanno parte delle cerchia ristretta di affetti e relazioni. In quest’ottica tutti gli esseri umani meritano il medesimo trattamento d’amore, senza distinzione. A bloccare questa struttura basica c’è però l’ego che si scontra, si mette in contrapposizione. Per comprendere meglio il concetto la filosofia si serve della morfogenetica o dei campi morfogenetici. Vista la forte natura dell’argomento tornerò probabilmente a riparlarne. Potremmo considerarla la scienza social- filosofica più importante.

I campi sono infatti due nella natura umana e si dividono in campo morfico e campo dismorfico. Il campo morfico genera intorno a noi forme belle, energie positive, che arricchiscono noi stessi e il prossimo, al contrario quello dismorfico genera forme brutte ed energie negative. Ebbene la distinzione schematico-mentale che noi attribuiamo a alcuni esseri umani piuttosto che altri é generata dall’ego il quale genera il campo dismorfico. A ciò si interfaccia anche tutta la filosofia taoista che vede l’equilibrio e lo stesso tao nella mancanza di distinzione tra bene e male, il positivo e il negativo. Da ciò sono nate le classi sociali, sono nate le distinzioni tra ricchi e poveri ecc…Nel corso della lettura ci rendiamo conto che felicità risulta così minima ed effimera proprio per il nostro ego e per il disforismo che esso genera. Un mondo di uguaglianza in ogni campo, non solo a livello politico ma anche a livello sociale, sarebbe molto meno condizionato dal nostro ego e ciò porterebbe a maggiore equilibrio e campi morfici. Con queste parole concludo, continuate a seguire la rubrica perché parlerò di un aspetto rilevante per la nostra vita quotidiana di oggi. Vi ricordo di lasciare una stellina, un commento, di seguire il blog e di votare per Storyteller’s Eye Word su Net- Parade! Basta cliccare sulla barra blu sotto questo post o nei banner blu in home e confermare. E’ possibile votare un numero illimitato di volte, basta attendere 60 minuti tra un voto e quello successivo. Un forte abbraccio.

Sempre Vostra, Storyteller.

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