VIAGGI: LA GUERRA DEL 1812. (settembre 2020)

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Un saluto a tutti cari Lettori! Oggi tratterò con voi un nuovo articolo della rubrica VIAGGI e vi devo ammettere che il mio desiderio di farne stesura era ormai tanto, mi diverto molto! La mia felicità deriva dal fatto che devo cimentarmi sempre in uno studio preventivo, il quale mi consente di acquisire nuove curiosità riguardanti le tematiche storiche. Come avrete dedotto dal titolo l’argomento in questo riguarda la guerra anglo- americana, nota comunemente come ” La guerra del 1812″ Iniziamo dunque questo racconto alla scoperta di un fatto particolarmente importante per il susseguirsi dell’evoluzione sociale. Siamo in piena epoca napoleonica e tra la Francia e il Regno Unito non corre buon sangue. I dissidi internazionali diventano sempre più forti, diventando il pretesto migliore per uno scontro armato. Tra le cause di queste diatribe tra paesi, due sembrano essere le principali. In primis fu il blocco navale inglese alla Francia, che per conseguenza diretta danneggiava non solo la stessa Francia, ma anche il commercio marittimo statunitense, e secondo, ma non meno importante, il desiderio da parte dell’America, di annettere il proprio stato al Canada, allo scopo di creare una Repubblica di livello continentale. Un problema in più a cui rendere conto erano i Pellerossa, coloro che abitavano la sponda Sud dei Grandi Laghi, che per sfuggire ai bianchi si rifugiavano nei territori britannici, luoghi in cui si rifornivano di armi attraverso i mercati locali. Nonostante i britannici non fossero del tutto a favore del fenomeno era sufficiente per arrecare fastidio agli americani, che ora avevano un motivo in più per attaccare gli inglesi. A rendere

ulteriormente più evidenti i dissapori tra i due popoli fu l’espansione fuori misura della Royal Navy: vista l’ingente perdita di marinai in quel periodo, i britannici applicarono a questa situazione il metodo dell’ impressment. Si trattava di una pratica abbastanza barbara, che consisteva nel rapimento e arruolamento forzato di chiunque si trovasse sui loro passi (ubriachi, malcapitati e comuni cittadini), i quali si trovavano nei porti nel momento dello sbarco dei mezzi navali del Regno. Anche questo aspetto accese ulteriormente gli animi degli americani, che videro come un pretesto lo scontro tra Francia e Inghilterra, fomentando e incitando la guerra. I dissidi si accendo anche i territorio americano, tra i territori canadesi e quelli della cittadina di New York. Tutte quelle battaglie, con l’appoggio di una buona difesa su entrambi i fronti, ultimarono con un nulla di fatto. Ma una battaglia in particolare vide la riscossa degli inglesi. Riescono infatti, dopo esser stati più volte respinti, a occupare la zona di Washington. Gli americani, a parte una piccola occupazione, avevano dalla loro parte molte buone difese, che divento il motivo principale della realizzazione dell’inno statunitense. Nonostante o sforzo notevole delle truppe americane, con l’arrivo degli aiuti dall’Europa il controllo passò nelle mani degli inglesi. Come risposta gli americani inflissero duri colpi al commercio britannico. Dopo mesi di lotte intestine, le perdite economiche e umane erano ormai insostenibili, divenne perciò necessaria una resa. Ci fu dunque un colloquio delle parti interessate a Gand, in Belgio, il 24 dicembre del 1814, dove venne firmato un trattato di pace. La grande guerra si concluse senza un nulla di fatto, senza vincitori e senza vinti. Non cambiarono i confini ne per gli inglesi, ne per gli americani, che bramavano da tempo i territori canadesi. Con la fine dei dissidi cessarono anche i problemi relativi al libero commercio e dell’impressment. Con queste parole concludo, fatemi sapere con un commento il vostro punto di vista e se conoscevate questo pezzo di storia. Un forte abbraccio.

Sempre Vostra, Storyteller.

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Categorie:VIAGGI

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3 replies

  1. Interesante y aleccionador, como siempre Eleonora. Saludos

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