EMPATIA: STORIA DI BAUDELAIRE. ( 21 luglio 2020)

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Un saluto a tutti, cari Lettori! Oggi torna una rubrica particolarmente apprezzata sul blog ovvero EMPATIA, soprattutto quando questa tratta contenuti di natura biografica. Infatti, a parte nei mesi come agosto in cui le pubblicazioni ci saranno solo nel corso della prima settimana, trovate sempre due appuntamenti del genere, in cui approfondisco delle biografie significative e interessanti per come si sono svolte nel corso del tempo. Quella di oggi in particolare parla di un grande poeta, il grande Charles Baudelaire, vissuto durante il corso del XIX secolo. Egli nacque infatti il 9 aprile del 1821 a Parigi, in una casa del Quartiere Lartino. Era figlio di Joseph-Francois, un funzionario al Senato, da poco convolato a nozze per la seconda volta all’età di sessantadue anni con la giovane ventisettenne Caroline Archimbaut-Dufays. Dopo pochi anni il padre muore e la madre decide di sposare un tenente colonnello. Si mostrerà sempre freddo e poco affabile con il piccolo Charles e ciò porterà all’odio nei suoi confronti di quest’ultimo. Da allora sviluppa un grande senso di infelicità e di conseguenza un difficile ruolo con la famiglia, in particolare con la madre. Questo sentimento lo accompagnerà per tutta la vita, diventando paradossalmente il suo “ingrediente segreto” per una realizzazione di successo delle sue opere. Inoltre lo porterà ad intraprendere la stesura di un epistolare, in cui ricerca l’amore materno ormai perduto. Nel 1833 viene iscritto per volontà del patrigno al Collège Royal. I suoi modi, talvolta ribelli e sopra le righe si diffondono presto in tutto l’edificio, giungendo infine allo stesso patrigno, che prenderà la decisione di imbarcarlo sul Paquebot des Mers du Sud, una nave diretta nelle Indie. Al contrario di quanto sperato dal patrigno, questo viaggio diventerà presto per il giovane Baudelaire

motivo di forte interesse, traendo una nutrita passione per le culture, per le tradizioni locali e in generale per l’esotismo, aspetto che trasparirà nella sua raccolta più celebre, ovvero “I fiori del male”. Nonostante ciò dopo appena 10 mesi, fa ritorno a Parigi, dove ormai maggiorenne si ritrova proprietario un’ingente somma di denaro ereditata dal padre, che gli consentirà di vivere in totale libertà per molto tempo. Siamo nel 1842. Baudelaire vive un grande avvicinamento artistico con il poeta Gautier, vedendolo come una vera e propria guida morale e artistica. Dal punto di vista sentimentale, sono gli anni della sua frequentazione con Jeanne Duval. Al contrario di quanto accade ad altri poeti e scrittori, con Jeanne instaura una relazione forte e duratura, al punto tale da vederla come tutrice, amante e musa ispiratrice delle sue stesure. Giunti in quel periodo Baudelaire aveva già speso metà del patrimonio paterno e la madre, con l’ausilio del marito, intraprende una procedura per ottenere un curatore dei beni finanziari del figlio. Divenne presto costretto a chiedere soldi per qualsiasi cosa gli servisse, persino per comprare i vestiti. Nel 1845 giungerà finalmente al suo esordio letterario, con la pubblicazione di “A una signora creola”. Per vivere collabora con alcune riviste locali, gli articoli e saggi pubblicati saranno successivamente raccolti in due opere,  “L’Arte romantica” e “Curiosità estetiche”. Nel 1848 partecipa ai famosi moti rivoluzionare nella zona parigina e finalmente, qualche anno più tardi ,nel 1857, pubblicherà “I fiori del male”, un raccolta che comprende un centinaio di poesie. L’opera genera fra il pubblico confusione e scandalo. L’opera, a causa dei pettegolezzi e delle maldicenze, verrà processato e l’editore costretto alla pubblicazione postuma escludendo sei poesie tra quelle presenti nella raccolta, considerate scandalose. Baudelaire nel 1861, vive ormai un profondo senso di agonia e di depressione, tenta il suicidio, ma non ottiene il successo sperato. Nel 1864 si trasferisce in Belgio, in cerca di serenità e comprensione da parte del pubblico. Nel 1867 Charles è un uomo malato, che trova sollievo al dolore fisico e mentale nell’hashish, nell’oppio e nell’alcol. Proprio la paralisi in stato avanzato e gli accessi lo porteranno a morte precoce a soli quarantaquattro anni. Il suo ultimo successo,”Paradisi artificiali”, viene scritto durante questo suo periodo di agonia, pubblicato nel 1861. Viene seppellito nel cimitero di Montparnasse, al fianco della madre e del tanto detestato patrigno. A partire dal 1949 la Corte di Cassazione francese ne ricorderà la sua memoria e le sue opere. Con queste parole concludo, fatemi sapere in un commento se avete trovato interessante l’articolo.

Sempre Vostra, Storyteller.

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Categorie:EMPATIA

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8 replies

  1. Altro che interessante l’ articolo… Mi è piaciuto e incuriosita a tal punto che mi sono ripromessa di cercare e leggere almeno almeno il suo ultimo manoscritto se riuscirò a trovarlo tradotto in italiano 😊

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  2. tutti sfigati i grandi di una volta xD

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  3. Excelente crónica de un auténtico poeta maldito, Eleonora. ¿Tú qué opinas de la obra de Baudelaire?

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