VIAGGI: IL D-DAY ( 11 LUGLIO 2020)

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Un saluto a tutti cari Lettori! Per voi appassionati di eventi storici, battaglie e fatti importanti del nostro passato è un giorno migliore degli altri perchè oggi esce la rubrica VIAGGI, che si è sempre occupata di tematiche storiche fino alla Seconda Guerra Mondiale. A proposito di quest’ultima tratteremo in questa stesura di una vicenda che si svolse proprio in quel periodo, per la precisione il giorno 6 giugno del lontano 1944. Parleremo infatti del ben noto “Sbarco in Normandia”, talmente noto che a volte non si ha la conoscenza del fatto nella sua interezza. Prima di iniziare voglio precisare che questo è soltanto uno dei tre appuntamenti della rubrica VIAGGI che troverete nel corso del mese. Detto ciò, iniziamo! L’argomento di oggi voglio trattarlo in maniera un pò diversa dal solito ascoltando l’ancestrale richiamo della filosofia storytelliana. Visto che si tratta di un avvenimento pressoché conosciuto, non mi dilungherò troppo sui fatti storici in sè, cronologicamente parlando, lasciando maggiormente spazio intorno alle curiosità relative a questa giornata.

Lo Sbarco in Normandia (noto anche con il nome D- Day), era militarmente conosciuto con lo pseudonimo di “Operazione Neptune” e rientrava in un’operazione maggiore, ovvero la “Overlord”. E’ stata riconosciuta da storici ed esperti della Seconda Guerra Mondiale come una delle più grandi invasioni anfibie della storia. Lo scopo per le forze alleate era di sconfiggere e attaccare, attuando contemporaneamente il miglior piano difensivo sulla zona orientale, la Germania Nazista sulla zona occidentale, costruendo un passaggio diretto attraverso l’Europa. Mentre il pensiero principale era rivolto ovviamente all’attacco, la difesa non poteva essere da meno: era infatti necessario alleggerire la zona orientale, dove a scontrarsi con i tedeschi c’era un’ormai logorata e stremata Armata Rossa. Il fatto venne messo in atto alle prime luci del giorno 6 giugno, un martedì. I primi attacchi arrivano dalle truppe aviotrasportate, dirette alla penisola del Cotentin e nella zona di Caen. Ciò diede letteralmente il “via libera” agli attacchi da terra. Viene ufficialmente aperto il fuoco con una serie di bombardamenti aereonavali, a cui seguirà l’attacco della fanteria sulle spiagge Utah e Omaha, intorno alle 6:30 del mattino. Altre tre spiagge, la Sword, la Juno e la Gold vengono attaccate appena tre ore dopo. Fu così che ben ottanta chilometri di costa diventa diventa scenario del famoso “Sbarco in Normandia”. Fu, come si poteva sospettare un vero massacro, che portò a migliaia di vittime. In seguito si manifestò la vera e propria “Battaglia di Normandia” il cui scopo delle forze alleate era quello di approfittare dello stato di caos presente sulle coste, per penetrare nel centro della Francia e per liberare così la allora assediata Parigi, cacciando i tedeschi oltre la Senna. L’operazione aveva dunque il principale scopo di annientare la Germania Nazista, distruggendo definitivamente il Terzo Reich. Detto ciò mi piace l’idea di condividere con voi un pò di curiosità in merito a questa giornata. Fin dal primo giorno sono oltre 4400 le vittime delle forze alleate e circa 8000 i feriti. Per i nemici invece le vittime salgono a 9000. Ancor più straziante è il numero delle vittime tra i civili: oltre 20000. Gli alleati, all’inizio dell’operazione, contavano circa 150000 soldati, tra cui americani, britannici, canadesi, polacchi e francesi. Avevano a disposizione oltre 3100 mezzi di sbarco. I mezzi di aviotrasporto erano circa 7500. In attesa dell’attacco la Germania Nazista schierò circa 50000 fanti e ideò un sistema di bunker e fortificazioni lungo tutta la costa, a cui diedero il nome di “Vallo Adriatico”. La scelta dei nomi delle cinque spiagge in cui avvenne lo sbarco fu affidata ai comandanti americani e britannici: gli americani diedero il nome di un loro stato (Utah) e di una loro città (Omaha), di cui gli ufficiali appunto erano originari. Per i britanni la scelta avvenne utilizzando tre nomi di specie differenti di pesci, ovvero  goldfish (pesce rosso), swordfish (pesce spada) e jellyfish (medusa). Per i primi due vennero usati degli abbreviativi (Gold e Sword), per la terza, visto che “jelly” sembrava inappropriato, si decise per “Juno”, il nome della moglie del generale a capo delle truppe. Altra curiosità è che gli Alleati, per ingannare i Nazisti, usarono i famosi “Rupert”, nient’altro che 500 manichini legati ad altrettanti paracaduti, lanciati con l’uso di aerei tra il 5 e il 6 di giugno. Lo scopo era attirare i nemici nella zona opposta alla reale discesa dei paracadutisti, lasciando loro il tempo di organizzare l’attacco. Il diabolico piano venne chiamato operazione “Titanic” e funzionò perfettamente. Come contrattacco i nazisti misero in atto quello che venne alla storia come il “Piano salsicce e asparagi”. Le salsicce non erano altro che palloni aerostatici legati al suolo. Se un aereo si avvicinava questo oggetto esplodeva. Gli asparagi erano invece pioli in legno carichi di mine con all’incirca lo stesso effetto, considerando però il fatto che erano legati gli uni agli altri da un filo spinato e disposti lungo tutta la spiaggia. Termino con queste mie parole l’articolo, fatemi sapere se anche voi eravate a conoscenza di queste curiosità e soprattutto degli avvenimenti dello “Sbarco in Normandia”. Un forte abbraccio a tutti!

Sempre Vostra, Storyteller.

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7 pensieri su “VIAGGI: IL D-DAY ( 11 LUGLIO 2020)

  1. Ormai non riesco a immaginare lo sbarco in Normandia diversamente da come l’ho visto nelle scehe di “Salvate il soldato Ryan”!

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