EMPATIA: LA STRAGE DI CAPACI ( 10 giugno 2020)

Buon pomeriggio cari Lettori. L’argomento che tratto oggi è davvero delicato e anche se l’ho già articolato in precedenza nel mio vecchio blog ho ritenuto necessario argomentare meglio tale tematica.

La “Strade di Capaci” fu l’attentato esplosivo del 23 maggio 1992 e avvenne in un tratto dell’autostrada A29 Palermo-Mazara del Vallo, tra le h.17 e le h.18. Lo scopo era l’omicidio del magistrato Giovanni Falcone, ma come valuteremo del corso della lettura, oltre allo stesso magistrato morirono malauguratamente altre persone. Le cinque automobili della scorta di Giovanni Falcone si trovavano nei pressi dello svincolo di Capaci quando avvenne l’attentato, fu allora che la colonna degli ordigni esplosivi, collocata per oltre 50 metri sulla carreggiata ai bordi della strada in entrambi i sensi di marcia, fece il proprio agire. La tragedia fu così brutalmente consumata: Falcone con la sua morte, dichiarata e accertata appena arrivarono i soccorsi, trascina con sè altre quattro vittime, ovvero tre poliziotti della scorta, Antonio Montinari, Rocco Di Cillo e Vito Schisano, e la moglie, Francesca Morvillo, anch’essa magistrato di professione, morta poche ore dopo il corso del tragico incidente. Alla lista delle vittime si aggiungono ben ventitré feriti, di cui si ricordano gli agenti Paolo Capuzza, Angelo Corbo, Gaspare Cervello e l’autista giudiziario Giuseppe Costanza. 

Davvero sconvolgente, almeno per me che in questi giorni ho compito ricerche per documentare al meglio la Strage di Capaci, è la tecnica che i colpevoli utilizzano per portare a termine il loro piano omicida. Si tratta della “tecnica libanese”. Il carico degli ordigni esplosivi era così elevato da sventrare il manto stradale, aprendo una voragine di circa venti metri di diametro. Per documentare ulteriormente l’argomento allego un video come sempre, che trovate al fondo dell’articolo, ma prima voglio commemorare il dramma con un dittico poetico scritto e composto da due mie carissimi colleghi poeti, ovvero Emanuele Marcuccio e Lucia Bonanni, tratto dalla raccolta poetica “Dipthycha”, edita da PoetiKanten. Vi lascio dunque a questa ulteriore e toccante lettura e vi mando un forte abbraccio.

Dittico poetico ‘a due voci’[2] di “Con la memoria di ritorno” / “Urlo”[1] Lucia Bonanni e Emanuele Marcuccio

«In un dittico a due voci il poeta si apre al prossimo, anch’egli poeta, scegliendo che ai suoi versi facciano eco quelli di un altro poeta che trova in qualche modo affine, in cui individua corrispondenze sonore o emozionali, affinità elettive, corrispondenze di significanti.»[3]

Emanuele Marcuccio

CON LA MEMORIA RITORNO[4]

nel XXIV anniversario della strage di Capaci

In quel soleggiare tremendo
sulla via di Capaci
la voragine di terra
spacca la storia.
A ridosso del mare
il Monte Pellegrino è ancora
carcere e dietro le sbarre
la Legge dei giusti
tiene prigioniera.
Nella terra delle agavi
mani incallite
la conca, che prima era dorata,
arrossano di cupi misfatti.
Vorrei gridare…
ma il pianto smarrito
ancora spezza la voce.
Con la memoria ritorno
ad un biglietto
in silenzio lasciato
sulla corteccia del tuo albero
che nel tempo conserva
fronde rinverdite
e della linfa si nutre
del tuo nome
che mai morrà.

23 maggio 2016

Lucia Bonanni

URLO[5]

In memoria della strage di Capaci

Dolore e aspro dolore
orrendo negl’occhi…
pietà, giustizia…
urla… uomini prostrati,
la rabbia nei cuori,
l’ira negl’occhi…
volti piagati
di sangue grondanti
e amaro lutto
nel cuore scosso, rimosso
dal silenzio.

Grida di sangue
risorgono
dalla città morente,
spirito di reazione
risorge…
e affrontiamo
e ricordiamo
i morti…
e i nostri cuori
colpiti, schiantati…

Un alito di speranza
il cuore, quasi ci squarcia…
luce d’amore
c’investi, c’innalzi, ci esalti…

23 maggio 2016

Emanuele Marcuccio

Note

[1] Dittico a due voci proposto dalla poetessa Lucia Bonanni, di prossima edizione, in AA.VV., Dipthycha 4. Corrispondenze sonore, emozionali, empatiche… si intessono su quel foglio di vetro impazzito…, a cura di Emanuele Marcuccio.
[2] Il dittico poetico, rivisitato in una accezione “a due voci” dal poeta Emanuele Marcuccio e da lui definito come “una composizione di due poesie di due diversi autori, scritte indipendentemente, anche in tempi diversi, e accomunate dal medesimo tema in una sorta di corrispondenza empatica”. Sono finora editi tre volumi antologici di questi dittici “a due voci”, che costituiscono il progetto “Dipthycha” (2013; 2015; 2016).
[3] Emanuele Marcuccio, Esergo a AA.VV., Dipthycha 3. Affinità elettive in poesia, su quel foglio di vetro impazzito…, a cura di Emanuele Marcuccio, PoetiKanten, 2016.
[4] Ispirata dalla lettura di “Urlo” di Emanuele Marcuccio, gli propongo il dittico a due voci. [N.d.A.]
[5]Scritta il 23 maggio 1993, per il I anniversario della strage di Capaci, poi edita in Emanuele Marcuccio, Per una strada, SBC, 2009, viene qui presentata in una seconda versione da me rivista tra il 23 maggio e il 2 luglio 2016 e edita in AA.VV., Storia contemporanea in versi. Antologia di poesia civile. Poeti di ieri e di oggi, Agemina, 2017. [N.d.A.]

Sempre Vostra, Storyteller.



Categorie:CRONACA

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12 replies

  1. Momento terribile. Grazie per la condivisione.

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  2. Per non dimenticare. 😦

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  3. Grazie Eleonora per aver condiviso con noi questo terribile ma fondamentale tratto di storia. Un bacio😘

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  4. bellissimissimo questo post, davvero grazie!

    Piace a 1 persona

  5. Grazie Eleonora, per non dimenticare! 😥

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  6. L’ha ripubblicato su Emanuele-Marcuccio's Bloge ha commentato:
    Per non dimenticare la strage di Capaci consumatasi in un pomeriggio del 23 maggio 1992, la scrittrice e amica Eleonora Zizzi a conclusione di un suo articolo pubblica sul suo blog il dittico poetico a due voci propostomi dalla poetessa e amica Lucia Bonanni con la mia “Urlo” in memoria della strage di Capaci.
    Buona lettura!

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  7. Strage..di uno stato che ha fatto dell’omertà la sua ragion d’essere..tristezza! 😢

    Piace a 1 persona

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