SPECIALE “I FATTI DI CRONACA”: SULLA QUESTIONE INCENDIO DI NOTRE DAME, prima parte. ( Testo trasferito del 23 aprile 2019)

Buonasera Lettori! L’articolo di questa sera è uno speciale della rubrica “I FATTI DI CRONACA”, per ovvie ragioni fuori dal programma degli appuntamenti fissi. Parleremo di un fatto che ha visto coinvolta non solo la capitale francese, ma tutta Europa dal punto di vista emotivo: l’incendio della cattedrale di Notre Dame. L’accaduto ha riscontrato molto scompiglio anche sui notiziari italiani e sui social, al punto tale che ho deciso io stessa di approfondire il tema, lasciando passare qualche giorno dal caos mediatico e discutendo l’argomento con la dedizione e la serenità che è solita regnare nel blog. La mia è indubbiamente una scelta controcorrente, ma penso risulta migliore, soprattutto tenendo conto del modo di discutere i vari argomenti nel blog, ovvero con profonda riflessione. Se l’articolo fosse uscito nei giorni immediatamente successivi all’accaduto, la nostra riflessione sarebbe stata ostacolata da una serie di articoli pubblicati sul web, dalle opinioni tra loro decisamente discordanti,  e ciò avrebbe fuorviato il lettore dall’obiettivo principe della stessa lettura. Ma ora iniziamo a raccontare quanto è accaduto. Per i pochi di voi che ancora non ne sono al corrente, dato la portata delle news, si parla di un incendio devastante, che vede vittima proprio l’imponente cattedrale parigina. Le fiamme hanno origine a partire dalle impalcature lignee, poste lungo il perimetro dell’edificio, causa lavori di restauro, e in breve tempo una colonna di fumo emerge dalla parte superiore. L’ultima messa viene celebrata alle h. 19.00 di lunedì, giorno dell’accaduto. I fedeli presenti al rito religioso, affermano che intorno alle h. 20.00 il tetto viene avvolto dal fuoco e dal fumo, fino a crollare insieme alla guglia. Nonostante ciò, molti sono stati gli immediati interventi dei pompieri, allo scopo principale di arginare quanto più possibile le fiamme, affinché causassero il minor danno possibile. Interrogato il comandante generale dei vigili del fuoco di Parigi, Jean-Claude Gallet,  racconta come le squadre siano riuscite a salvare i campanili della struttura e a raffreddarla con la massima attenzione, al fine non procurare maggiori danni architettonici.

Gabriel Plus, portavoce della polizia, intorno alle 4 del mattino, si è preso la responsabilità di rassicurare i parigini e l’Europa intera, affermando che l’incendio era totalmente sotto controllo. L’indagine viene quindi aperta dalla Procura di Parigi per decretare la natura dell’accaduto. Dopo scrupolosi controlli del caso viene escluso il movente criminale, l’atto vandalico o peggio terroristico, particolarmente temuto, e ci si concentra sulla causa dell’incendio. Tutt’ora le indagini sono in corso. Questo è il fatto, ma da ciò ne risultano numerose conseguenze, ad esempio l’intervento di Macron, le reazioni molto poco pacifiche dei gilet gialli, il Papa invitato a presenziare nella capitale francese, le satire quasi obbligate in queste circostante di Charlie Hebdo, insomma un grande melting- pot di notizie che bombardano le testate giornalistiche italiane, che credo diano luogo ad un’altrettanta confusione di opinioni in merito. Vi sono posizioni totalmente opposte: da una parte tutta una serie di persone affrante dall’accaduto, che vedono Notre Dame come uno dei simboli dell’Europa, a rappresentanza del suo patrimonio architettonico, altri che si sono serviti dell’incendio per approfondire l’esigenza di concentrarsi sulle nostre tragedie, escludendo ogni pensiero empatico di vicinanza nei confronti dei parigini. Probabilmente la verità civile ed etica, sta nel mezzo. Non si possono dimenticare i drammi dell’Italia, ma nemmeno servirsi di ciò come pretesto per escludere dai nostri pensieri le tragedie altrui. Il discorso è sicuramente ampio e questo articolo ha il solo scopo di introdurre la tematica. Ho infatti intenzione di approfondire ulteriormente la questione e di parlarvene in un prossimo articolo. Ad ora vi saluto, augurandovi la buona notte.

Sempre Vostra, Storyteller.



Categorie:CRONACA

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20 replies

  1. “Probabilmente la verità civile ed etica, sta nel mezzo.”
    Sempre che un “nel mezzo” esista: a volte sono talmente diverse e distanti che è difficile capire dove si possano congiungere a metà strada. 🙂

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    • Hai ragione anche tu Alessandro! La certezza non esiste in nulla e la titubanza, anche sulla neutralità è del tutto accettabile. Spero sempre che questo mezzo tra gli estremi sia possibile, che la pace un giorno si possa vivere in modo uniforme in tutto il pianeta! Tranquillo so di essere di una grande sognatrice, ma alla fine che male c’è! Grazie mille per essere passato e per aver lasciato un commento, prezioso!😊

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      • Non c’è alcun male a essere sognatori, ma bisogna farlo coi piedi per terra, perché a cadere da troppo in alto ci si fa male, senza un paracadute! 🙂
        Il mezzo tra gli estremi esiste di sicuro, ma io partirei dallo sperare che gli estremi utilizzino strumenti meno estremi per “dialogare”, perché nessuna idea è sbagliata a priori, ma solo nella maniera in cui viene portata a compimento. Ok, sto divagando: ti ci dovrai abituare! 😀

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      • Tranquillo! Le tue riflessioni sono per me utili a migliorarmi, anche per trattare al meglio i miei contenuti, non solo dal punto di vista della dialettica, ma anche e soprattutto delle argomentazioni. Buona giornata e sempre buone scritture a te!😊

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      • Buona giornata e altrettanto a te! 🙂

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  2. ora nn vorrei fare il maraleggiante, ma in oriente vengono distrutte opere d’arte al giorno e nessuno ne parla
    tipo gli scavi bombardati dall’isis

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  3. Come sempre ti faccio i complimenti!

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  4. Com’era prevedibile, ci fu un caos mediatico attorno all’accaduto, hai detto bene.
    Strano ma vero, scoprire che si trattò di “semplice” negligenza fu un sollievo, rispetto alle tante ipotesi messe sul tavolo, da un possibile attentato terroristico in poi.
    Buona giornata 😊

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  5. io penso che qualsiasi ditruzione sia una perdita enorme per tutti, e il rammarico dovrebbe esserci sempre, senza porsi domande sempre sul nostro orticello! che poi quelli che mettono sempre davanti il proprio paese son quelli che preferiscono urlare magari piuttosto che occuparsene sul serio!!

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